<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Gian Luca Padovani Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
	<atom:link href="https://lacittamagazine.it/tag/gian-luca-padovani/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://lacittamagazine.it/tag/gian-luca-padovani/</link>
	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
	<lastBuildDate>Fri, 23 Sep 2022 13:34:03 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
	<item>
		<title>Il valzer degli schieramenti ed i soliti temi irrisolti</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/il-valzer-degli-schieramenti-ed-i-soliti-temi-irrisolti/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-valzer-degli-schieramenti-ed-i-soliti-temi-irrisolti</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2022 15:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Gian Luca Padovani]]></category>
		<category><![CDATA[Vota Italia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=6410</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Costituzione in primo piano Mai come ora l&#8217;Italia sta vivendo un periodo travagliato per non scrivere drammatico. E mentre i valzer di schieramenti dei nostri politici si alternano a ritmi ora più virtuosi e poi più soft, il popolo elettore italiano continua ad essere martellato dai media stampa e radiotelevisvi a spron battuto. L&#8217;appuntamento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/il-valzer-degli-schieramenti-ed-i-soliti-temi-irrisolti/">Il valzer degli schieramenti ed i soliti temi irrisolti</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=6410" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NCULG8315a1YQKIad3D.mp3?generation=1663752022608104&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=6410&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NCULG8315a1YQKIad3D"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=6410"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><i><span style="font-weight: 400;">La Costituzione in primo piano</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mai come ora l&#8217;Italia sta vivendo un periodo travagliato per non scrivere drammatico. E mentre i valzer di schieramenti dei nostri politici si alternano a ritmi ora più virtuosi e poi più soft, il popolo elettore italiano continua ad essere martellato dai media stampa e radiotelevisvi a spron battuto. L&#8217;appuntamento con le elezioni politiche fissato per il prossimo 25 settembre rappresenta l&#8217;occasione non solo per fare il punto sulla politica di casa nostra, bensì l&#8217;opportunità da rendere al futuro governo di fare debite riflessioni e responsabilizzarlo sulle molteplici questioni generali da sistemare. Sul piatto istituzionale verte la riforma della costituzione. Facendo brevemente un excursus storico, con il termine del ventennio fascista venne dismesso il codice Rocco al quale susseguì la nuova costituzione italiana varata il primo gennaio del 1948. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se in essa vennero scritti principi fondamentali soprattutto in ossequio alla democrazia è pur vero che oggigiorno risulta essere obsoleta e quindi da rimodellare. E questo perché dapprima il sistema di vita non poteva giocoforza prevedere soprattutto esigenze ed altro che oggi si rivelano necessariamente da risolvere. Ad esempio, il sempre più accentuato fenomeno della globalizzazione multietnica è un nodo piuttosto spinoso che richiede d&#8217;essere amministrato peculiarmente. I costanti flussi migratori abbisognerebbero di maggiori controlli e più senso di responsabilità da parte delle istituzioni. Senza assolutamente fare di tutta l&#8217;erba un fascio detto fenomeno si rivela un&#8217;immensa sorgente delinquenziale. Non c&#8217;è luogo nazionale italico in cui non si assista quotidianamente a fatti criminali che quasi sempre rimangono impuniti. E qua la riforma codicistica dovrebbe intervenire con misure cautelari più consone ed incisive. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un&#8217;altra gravosa tematica è data dall&#8217;occupazione lavorativa. Ci sono coloro che cercano disperatamente ovunque accettando qualsiasi tipo di contratto o addirittura accettando un accordo in &#8216;nero&#8217; mentre altri si accontentano del reddito di cittadinanza magari svolgendo &#8216;lavoretti&#8217; sempre in nero ed ancora persone che si arrabattano a più non posso che probabilmente per loro l&#8217;agognata pensione rimarrà solo un miraggio, o se vuole una chimera. Un&#8217;altra amara ciliegina sulla torta si rispecchia nel carovita sia famigliare che imprenditoriale. I costi fin troppo esosi delle materie prime mette al collasso migliaia di industrie ed imprese che loro malgrado si trovano nella disperata situazione atta a chiudere i battenti con i relativi licenziamenti del personale dipendente. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con la spasmodica guerra in Ucraina assistiamo ad altalenanti prese di posizione che volutamente non trovano una definitiva soluzione e quindi ci troviamo sempre a fare i conti con ogni tipo d&#8217;emergenza. Al cospetto di tutto ciò, il nuovo governo sarà chiamato per cercare di dipanare queste gravose questioni che, mai come prima, si aggiungono alla drammatica realtà ambientale. Va da se che non sarà semplice far ritornare le nostre aspettative nella norma. Piuttosto che fare promesse anticipate è bene dare all&#8217;opinione pubblica le garanzie d&#8217;impegno sociale e costruttivo.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Gian Luca Padovani</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6566" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-il-25-settembre-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-il-25-settembre-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-il-25-settembre-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-il-25-settembre-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-il-25-settembre-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-il-25-settembre-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-il-25-settembre-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-il-25-settembre.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/il-valzer-degli-schieramenti-ed-i-soliti-temi-irrisolti/">Il valzer degli schieramenti ed i soliti temi irrisolti</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Torna il festival del &#8220;Bel Canto&#8221;</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/torna-il-festival-del-bel-canto/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=torna-il-festival-del-bel-canto</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Sep 2022 15:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Gian Luca Padovani]]></category>
		<category><![CDATA[L'importanza del dialogo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=6466</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il ritorno della Kermesse dopo il periodo Covid Dopo gli stop forzati imposti dalla pandemia covid, finalmente il &#8216;bel canto&#8217; torna superbamente con la XXII edizione del &#8216; Festival Verdi&#8217;, la ben nota rassegna musicale che vuole tributare tutti gli onori possibili al Cigno di Busseto Giuseppe Verdi. La kermesse lirica si svolgerà dal 22 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/torna-il-festival-del-bel-canto/">Torna il festival del &#8220;Bel Canto&#8221;</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=6466" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NC4ZKukf93l4wa8axiz.mp3?generation=1663319504967030&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=6466&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NC4ZKukf93l4wa8axiz"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=6466"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><b><i>Il ritorno della Kermesse dopo il periodo Covid</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dopo gli stop forzati imposti dalla pandemia covid, finalmente il &#8216;bel canto&#8217; torna superbamente con la XXII edizione del &#8216; Festival Verdi&#8217;, la ben nota rassegna musicale che vuole tributare tutti gli onori possibili al Cigno di Busseto Giuseppe Verdi. La kermesse lirica si svolgerà dal 22 settembre al 16 ottobre coinvolgendo le località di Parma e Busseto (PR). Il cartellone propone uno svariato repertorio peculiarmente curato in cui si inseriscono le composizioni del più grande maestro di Roncole di Busseto. Nel corso di una conferenza stampa, la direttrice del Teatro Regio di Parma Anna Maria Meo non ha mancato di sottolineare che il Festival è da considerarsi una sorta di lungo viaggio che è stato possibile organizzare grazie all&#8217;impegno profuso dalle istituzioni locali. C&#8217;è stato il grande sforzo di ripartire alla grande da parte di quanti hanno lavorato con sentita dedizione al servizio dell&#8217;istituzione teatrale che ha fin qua diretto. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel corso dell&#8217;incontro, la Meo non ha mancato di esprime la sua più sincera gratitudine alle istituzioni partecipanti all&#8217;evento operistico, agli sponsor coi rispettivi partner che hanno non poco lavorato contribuito alla realizzazione del festival. Ad aprire le rassegne è andata in scena &#8216;la forza del destino&#8217;  sotto la direzione del Maestro Roberto Abbado. Si tratta di un melodramma dalle origini spagnole dai connotati prettamente epici ben disegnati dalla penna di Victor Hugo che venne rappresentata nel 1869 al Teatro La Scala di Milano. Regia e costumi di Yannis Kokkos, drammaturgia di Anne Biancard, luci di Giuseppe di Iorio, coreografie di Marta Bevilacqua, Video di Sergio Metalli, Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna, Maestro del Coro Gea Garatti Ansini con Liudmyla Minastyrska ( Donna Leonora ), Gregory Kunde ( Don Alvaro ), Amartushin Enkhbat ( Don Carlo di Vargas ), Marko Mimica ( Padre guardiano ), Roberto de Candia ( Fra&#8217; Melitone ), Annalisa Stroppa ( Preziosilla ), Andrea Giovannini ( Mastro Trabuco ), Marco Spotti ( Marchese di Calatrava ), Natalia Gavrilan ( Curra ), Jacobo Ochoa ( debuttante nel ruolo di Un alcade ), Adolfo Corrado ( un chirurgo ). Il 25 settembre è seguito il &#8216;Simon Boccanegra&#8217; inserto nella versione veneziana nella versione del 1857 e non in quella del 1881. Direttore Riccardo Frizza, regia Valentina Carrasco, scene MartIna Segna, costumi Mauro Tinti, luci Ludovico Gobbi, Filarmonica Arturo Toscanini e Coro del Teatro Regio di Parma, Maestro del coro Martino Faggiano, Vladimir Stoyanov (Simon Boccanegra), Roberta Mantegna (Maria/Amelia), Riccardo Zanellato ( jacopo Fiesco ), Piero Pretti ( Gabriele Adorno ), Devid Cecconi ( Paolo Albiani ), Adriano Gramigni ( Pietro ), Chiara Guerra ( un&#8217;ancella di Amelia ). Nell&#8217;elenco di cartello non potrà mancare &#8216;Il Trovatore&#8217;. Affidata alla direzione de Mestro Sebastiano Rolli. Quest&#8217;altra opera è stata presentata sabato 18 settembre nell’ambito della rubrica ’ Prima che si alzi il sipario &#8216; al Ridotto del Teatro Magnani di Fidenza (PR) con le conseguenti prove svoltesi domenica 18 settembre aperte al pubblico. Il 7 ottobre sarà la volta del &#8216;Rigoletto&#8217; al teatro Verdi di Busseto. Musiche di Giuseppe Verdi, arrangiamenti e direzione Alessandro Palumbo, regia Manuel Renga, Ensamble Victor Hugo con Matteo Mezzaro (il duca ), Chiara Notarnicola ( Gilda ), Luca Bruno ( Rigoletto ), Christian Barone ( Sparafucile ), Marina Ogii ( Mddalena/Giovanna ), Andrea Comelli ( Monterone ), Andrea Galli ( Matteo Borsa ), Alberto Bonifazio ( Marullo ), Eugenio Maria Degiacomi (Conte di Ceprano ), Irene Celle ( Contessa di Ceprano ). </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sindaco di Parma Michele Guerra, durante un incontro con la stampa ha ricordato che questo festival suona come un percorso virtuoso che mai potrà arrendersi nell&#8217;interesse del teatro Regio e quindi del grande pubblico. Inoltre ha ricordato che in questi otto anni di organizzazione e allestimento della direttrice Anna Maria Meo, l&#8217;operato da lei svolto è stato più che encomiabile e degno del ruolo che ha ricoperto. Da ultimo, Guerra ha rimarcato le difficoltà che gli sponsor e organizzatori del festival si sono ritrovati ad affrontare nel corso della pandemia covid. A loro &#8211; ha detto &#8211; vadano i più calorosi ringraziamenti e tantissima riconoscenza da parte dell&#8217;amministrazione comunale di Parma.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Gian Luca Padovani</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6500" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/2-la-xxii-edizione-parma-e-busseto-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/2-la-xxii-edizione-parma-e-busseto-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/2-la-xxii-edizione-parma-e-busseto-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/2-la-xxii-edizione-parma-e-busseto-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/2-la-xxii-edizione-parma-e-busseto-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/2-la-xxii-edizione-parma-e-busseto-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/2-la-xxii-edizione-parma-e-busseto-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/2-la-xxii-edizione-parma-e-busseto.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/torna-il-festival-del-bel-canto/">Torna il festival del &#8220;Bel Canto&#8221;</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Medico, pronipote di Padre Pio che ha curato intere generazioni. Parma piange la scomparsa del Prof. Manfredi Saginario</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/il-medico-pronipote-di-padre-pio-che-ha-curato-intere-generazioni-parma-piange-la-scomparsa-del-prof-manfredi-saginario/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-medico-pronipote-di-padre-pio-che-ha-curato-intere-generazioni-parma-piange-la-scomparsa-del-prof-manfredi-saginario</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jun 2022 15:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute&benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Gian Luca Padovani]]></category>
		<category><![CDATA[Una Vita In Vacanza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=4512</guid>

					<description><![CDATA[<p>Parma piange la sua scomparsa  Un grave lutto ha colpito l&#8217;intera città di Parma. All&#8217;età di 94 anni è morto il Prof. Manfredi Saginario, già emerito medico primario dell&#8217;ospedale maggiore di Parma ed anche del nosocomio di Vaio (Fidenza). Specializzato in Neurologia e Psichiatria aveva curato intere generazioni di parmigiani e non solo. Era stato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/il-medico-pronipote-di-padre-pio-che-ha-curato-intere-generazioni-parma-piange-la-scomparsa-del-prof-manfredi-saginario/">Il Medico, pronipote di Padre Pio che ha curato intere generazioni. Parma piange la scomparsa del Prof. Manfredi Saginario</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=4512" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-N47q9zyG9qNPMIWmzDL.mp3">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=4512&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-N47q9zyG9qNPMIWmzDL"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=4512"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><b>Parma piange la sua scomparsa </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un grave lutto ha colpito l&#8217;intera città di Parma. All&#8217;età di 94 anni è morto il Prof. Manfredi Saginario, già emerito medico primario dell&#8217;ospedale maggiore di Parma ed anche del nosocomio di Vaio (Fidenza). Specializzato in Neurologia e Psichiatria aveva curato intere generazioni di parmigiani e non solo. Era stato Padre Pio, di cui era il prediletto pronipote, ad infondergli questa vocazione che ha fatto di lui un prestigioso uomo di specchiatissime virtù ed un eccelso medico famoso in tutto il mondo.  Ricercatore di primo piano, ad un congresso risalente al 1951 aveva per primo esposto degli studi concernenti l&#8217;utilizzo degli psicofarmarci. Proprio in quell&#8217;anno si laureò a punteggio pieno dopodiché per poco più di settant&#8217;anni acquisì importanti specializzazioni. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra queste quella neuropsichiatrica, neurologica, neuropschiatria infantile ed anche in psicoterapia. Man mano Saginario aprì a Parma diversi ambulatori. Storico quello di viale Mentana, un altro in via Trento e poi un altro a Piacenza. Non disdegnava nel dire con mera convinzione che la sua professione era una sorta di missione, tant&#8217;è che ripeteva sovente la sua equazione “medicina = vocazione”. Il suo arrivo a Parma dipese dal padre che aveva ottenuto un posto lavorativo di maestro presso l&#8217;istituto Lambruschini ricavato all&#8217;interno della certosa di via Mantova. Più tardi s&#8217;iscrisse al blasonato liceo Romagnosi avendo come compagno di classe il futuro e grande giornalista parmigiano Giorgio Torelli. Nel corso della sua carriera ricoprì tra i tanti incarichi quella di primario nel 1968 della Divisione neurologica dell&#8217;ospedale regionale di Parma in quel di Soragna (era un distaccamento) e dal 1978 al 1996 a Fidenza in cui si occupò prevalentemente di studi e cure legate alla sclerosi multipla, malattie neuromuscolari, cefalee, vasculopatie cerebrali, epilessia, demenza senile, spasmofilia ove riuscì ad attivare un training autogeno. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra i suoi prestigiosi meriti professionali va ricordato che la sua Divisione neurologica venne classificata tra i più autorevoli comparti ospedalieri universitari. Tra i suoi più popolari pazienti si menziona l&#8217;ex attore comico ed ora politico Beppe Grillo che aveva avuto modo di conoscere in via del tutto casuale nello scenario del Partenone di Atene. Tra due s&#8217;instaurò una profonda amicizia al punto che Saginario volle coinvolgere l&#8217;allora showman genovese per allestire degli spettacoli a sfondo benefico. Grande tifoso del Parma Calcio, tempo permettendo, non mancava di seguire la squadra ovunque giocasse. Quando nacque, il figlio Antonio ricevette dal padre una maglia crociata. Infatti lui bramava che potesse divenire in futuro un asso del pallone. Però non fu così poichè lo stesso Antonio preferì seguire la strada del padre conseguendo la laurea in medicina e chirurgia. Tra i tantissimi riconoscimenti ottenuti, sono degni di menzione la cittadinanza onoraria del Comune di Fidenza ( PR ) ed anche l&#8217;attestato di benemerenza ricevuto dal sindaco di Parma Federico Pizzarotti circa l&#8217;annuale premio di Sant&#8217;Ilario patrono di Parma. Ma i riconoscimenti più eclatanti li ha ricevuti dalle tantissime persone che ha avuto modo di conoscere e curare con estrema professionalità. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Durante il periodo del lockdown si era premurato d&#8217;installare una specifica piattaforma informatica con la quale offriva a chiunque la sua disponibilità tesa nel dispensare consigli e talvolta per allertare tempestivamente il soccorso del 118. Con lui scompare un personaggio che ha fatto della propria vita una missione altamente umana ed un costante servizio sanitario d&#8217;alto spessore.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Gian Luca Padovani</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4699" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-ricordo-del-prof-Manferdi-Saginario-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-ricordo-del-prof-Manferdi-Saginario-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-ricordo-del-prof-Manferdi-Saginario-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-ricordo-del-prof-Manferdi-Saginario-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-ricordo-del-prof-Manferdi-Saginario-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-ricordo-del-prof-Manferdi-Saginario-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-ricordo-del-prof-Manferdi-Saginario-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-ricordo-del-prof-Manferdi-Saginario.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4748" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/Prof-Manferdi-Saginario-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/Prof-Manferdi-Saginario-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/Prof-Manferdi-Saginario-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/Prof-Manferdi-Saginario-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/Prof-Manferdi-Saginario-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/Prof-Manferdi-Saginario.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/il-medico-pronipote-di-padre-pio-che-ha-curato-intere-generazioni-parma-piange-la-scomparsa-del-prof-manfredi-saginario/">Il Medico, pronipote di Padre Pio che ha curato intere generazioni. Parma piange la scomparsa del Prof. Manfredi Saginario</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ragazzi di Strada&#8230; i Corvi</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/ragazzi-di-strada-i-corvi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ragazzi-di-strada-i-corvi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 May 2022 17:50:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[FoodBall]]></category>
		<category><![CDATA[Gian Luca Padovani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=3712</guid>

					<description><![CDATA[<p> L&#8217;unico componente rimasto Claudio Bennassi racconta in un libro biografico la storia del gruppo musicale parmigiano tra storia e aneddoti Claudio Benassi è l&#8217;unico componente rimasto dei Corvi, il complesso musicale che a cavallo degli anni sessanta e oltre scrisse una fondamentale pagina legata alla musica pop italiana. Quelli erano i tempi del genere Beat [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/ragazzi-di-strada-i-corvi/">Ragazzi di Strada&#8230; i Corvi</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-3712-1" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/cutura-1_ragazzi-di-strada.mp3?_=1" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/cutura-1_ragazzi-di-strada.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/cutura-1_ragazzi-di-strada.mp3</a></audio>
<p><b><i> L&#8217;unico componente rimasto Claudio Bennassi racconta in un libro biografico la storia del gruppo musicale parmigiano tra storia e aneddoti</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Claudio Benassi è l&#8217;unico componente rimasto dei Corvi, il complesso musicale che a cavallo degli anni sessanta e oltre scrisse una fondamentale pagina legata alla musica pop italiana. Quelli erano i tempi del genere Beat che furoreggiava un po’ dappertutto. Dai dancing alle feste di piazza, dai famosi concorsi canori itineranti alle seguitissime trasmissioni televisive irradiate rigorosamente in bianco e nero ed ancora ai programmi radiofonici in onde medie. Lui era il batterista di quel quartetto composto anche da Angelo Ravasini (chitarra dal 1966 al 2013), Fabrizio Levati (chitarra dal 1966 al 1969), Italo Gimmi Ferrari (basso dal 1966 al marzo 1969). Benassi dal 2014 a tutt’oggi è ancora attivo con la nuova band composta che vede Lorenzo Cavazzini (voce), Pietro Amoretti (chitarre acustiche e elettriche, cori, arrangiamenti e programmazioni), Mirko Rivara (cori, programmazioni, sinth e tastiere) e Luca Bonzilli (basso e cori). Il suo libro &#8216; Ragazzi di strada&#8230; i corvi &#8216; intende essere uno spaccato di storia, amarcord, aneddoti e tanto altro che ha fatto dei Corvi uno dei gruppi musicali italiani più vigorosi ed apprezzati dal grande pubblico ed al tempo stesso una delle band più estrose nel panorama spettacolare nazionale. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Formatasi nel 1965 a Parma iniziarono da subito le loro esibizioni in diversi locali emiliani suonando delle cover soprattutto di band inglesi e americane. Un anno dopo si iscrissero al Primo Torneo Nazionale di Rapallo &#8216;Davoli&#8217;. Qua ebbero la soddisfazione di classificarsi al secondo posto. Il gruppo soleva presentarsi con un look particolare ed alquanto originale costituito da mantelli neri così da attirare l&#8217;attenzione del corvo. Tra i loro pezzi forti non si può dimenticare &#8216;Un ragazzo di strada&#8217; che fu anche reinterpretato tra i tanti anche da Ivan Cattaneo. Questo loro successo lo dovettero al direttore artistico del teatro Ariston Alfredo Rossi che propose al gruppo la stipulazione di un contratto discografico. Nell&#8217;elenco delle loro più note cover i brani “I Ain&#8217;t No Miracle Worker” dei Brougers che presero parte alla Fondazione dei Quicksilver Messenger Service che vantò un testo scritto in lingua italiana da Nisa, collaboratore dell’indimenticabile cantante napoletano Renato Carosone. I Corvi si imposero con grande successo musicale e di pubblico alla celebre kermesse del Cantagiro in cui il vero volatile chiamato Alfredo (questo per omaggiare il loro impresario discografico) che figurava ben appollaiato sulla stecca del basso di Gimmi Ferrari classificatisi in quella edizione all&#8217;ottavo posto. Successivamente un altro grande successo in 45 giri &#8216;Bang bang&#8217; con a retro &#8216;Che notte ragazzi&#8217; che venne ad appartenere alla colonna sonora dell&#8217;omonimo film per la regia di Giorgio Capitani e con protagonisti Philippe Leroy, Alberto Lionello e Marisa Mell. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel suo libro Claudio Benassi narra dei suoi favolosi 50 anni di musica, le sue prime esperienze in qualità di batterista, la fondazione del complesso assieme ad Angelo Ravasini, Gimmi Ferrari e Fabrizio Levati (chiamato il Billo) ed ancora i tristissimi momenti circa le morti dei suoi storici compagni. Benassi è originario di Provazzano, una frazione del Comune di Neviano degli Arduini. Già da ragazzino iniziò la sua attività di musicista batterista suonando agli inizi degli anni sessanta con alcune orchestrine folk di ballo liscio. Molto appassionato di antiquariato si è rivelato anche come provetto fotografo. È felicemente nonno di due stupendi nipoti, Filippo e Rebecca.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Gian Luca Padovani</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4036" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-i-corvi-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-i-corvi-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-i-corvi-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-i-corvi-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-i-corvi-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-i-corvi-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-i-corvi-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-i-corvi.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/ragazzi-di-strada-i-corvi/">Ragazzi di Strada&#8230; i Corvi</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		<enclosure url="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/cutura-1_ragazzi-di-strada.mp3" length="4014635" type="audio/mpeg" />

			</item>
		<item>
		<title>I Fasti fanesiani in mostra a Parma</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/i-fasti-fanesiani-in-mostra-a-parma/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=i-fasti-fanesiani-in-mostra-a-parma</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Apr 2022 16:50:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Economia Circolare]]></category>
		<category><![CDATA[Gian Luca Padovani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=3207</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;EVENTO TERMINERA&#8217; IL 31 LUGLIO 2022  I fasti della dinastia Farnese rivivono in una corposa mostra &#8211; evento che è stata da poco inaugurata al Palazzo della Pilotta di Parma già sede del casato gentilizio in epoca cinquecento &#8211; seicentesca. Lo scopo di questa mostra intende mettere in risalto rari pezzi da collezionismo rinascimentale e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/i-fasti-fanesiani-in-mostra-a-parma/">I Fasti fanesiani in mostra a Parma</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-3207-2" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/3_I-fasti-Farnesiani.mp3?_=2" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/3_I-fasti-Farnesiani.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/3_I-fasti-Farnesiani.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;EVENTO TERMINERA&#8217; IL 31 LUGLIO 2022 </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I fasti della dinastia Farnese rivivono in una corposa mostra &#8211; evento che è stata da poco inaugurata al Palazzo della Pilotta di Parma già sede del casato gentilizio in epoca cinquecento &#8211; seicentesca. Lo scopo di questa mostra intende mettere in risalto rari pezzi da collezionismo rinascimentale e la strumentazione delle fabbriche architettoniche create dai Farnese. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Estesa sopra una superficie di 40 mila metri quadrati, la rassegna offre anche la possibilità di visitare altre perle racchiuse nel palazzo quali il Teatro Farnese, la Galleria Nzionale di Parma, il Museo Archeologico, la Biblioteca Palatina ed il Museo Bodoniano. Di pregevole valore sono le oltre 300 opere provenienti da collezioni sia pubbliche che private. Gli ideatori di tutta questa imponente esposizione sono Simona Verde, direttore del vasto complesso monumentale della Pilotta oltre agli studiosi dell&#8217;Università degli Studi di Parma Bruno Adorni, Carlo Mambriani, Carla Campanini, Maria Cristina Quagliotti e Pietro Zanlari. Tra gli enti che sostengono l&#8217;iniziativa si menzionano l&#8217;Ateneo della città di Parma, il Museo e Real Bosco di Capodimonte, il Museo Archeologico di Napoli, l&#8217;Archivio di Stato di Parma, l&#8217;Ordine degli Architetti Ppc di Parma, la Fondazione Cariparma ed infine la Fondazione Arturo Toscanini. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra le principali opere in esposizione meritano un particolare cenno quelle di Raffaello Sanzio, Tiziano Vercellio e Annibale Carracci. I Fasti Architettonici Farnesiani saranno meglio inquadrati al grande pubblico con l&#8217;ausilio di filmati e schede illustrative. Il termine ultimo per visitare la mostra &#8211; evento è fissato per il 31 luglio 2022.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Gian Luca Padovani</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-3280" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-I-FASTI-FARNESIANI-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-I-FASTI-FARNESIANI-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-I-FASTI-FARNESIANI-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-I-FASTI-FARNESIANI-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-I-FASTI-FARNESIANI-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-I-FASTI-FARNESIANI-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-I-FASTI-FARNESIANI-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-I-FASTI-FARNESIANI.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/i-fasti-fanesiani-in-mostra-a-parma/">I Fasti fanesiani in mostra a Parma</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		<enclosure url="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/3_I-fasti-Farnesiani.mp3" length="1887222" type="audio/mpeg" />

			</item>
		<item>
		<title>Alle pendici del Vesuvio – l’intreccio di vite attraverso le famiglie descritte da Elena Nugnes</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/alle-pendici-del-vesuvio-lintreccio-di-vite-attraverso-le-famiglie-descritte-da-elena-nugnes/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=alle-pendici-del-vesuvio-lintreccio-di-vite-attraverso-le-famiglie-descritte-da-elena-nugnes</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Mar 2022 16:40:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Gian Luca Padovani]]></category>
		<category><![CDATA[Zooverni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=3020</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per i caratteri della Carthago Edizioni è uscita l&#8217;ultima fatica letteraria di Elena Nugnes &#8216;Alle pendici del Vesuvio &#8211; una saga familiare&#8217;, un intrigante romanzo che vede protagoniste due famiglie, una d&#8217;origine napoletana e l&#8217;altra casertana. In buona sintesi questo testo vuole essere una sorta di viaggio a ritroso nello scorso secolo in cui si materializzano [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/alle-pendici-del-vesuvio-lintreccio-di-vite-attraverso-le-famiglie-descritte-da-elena-nugnes/">Alle pendici del Vesuvio – l’intreccio di vite attraverso le famiglie descritte da Elena Nugnes</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-3020-3" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/4_26.03_Alle-pendici-del-Vesuvio.mp3?_=3" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/4_26.03_Alle-pendici-del-Vesuvio.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/4_26.03_Alle-pendici-del-Vesuvio.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Per i caratteri della Carthago Edizioni è uscita l&#8217;ultima fatica letteraria di Elena Nugnes &#8216;Alle pendici del Vesuvio &#8211; una saga familiare&#8217;, un intrigante romanzo che vede protagoniste due famiglie, una d&#8217;origine napoletana e l&#8217;altra casertana. In buona sintesi questo testo vuole essere una sorta di viaggio a ritroso nello scorso secolo in cui si materializzano tra i casati consagunei episodi al limite della drammaticità, intrecci di vite parallele ma pur sempre tinte di abitudini in un uno sfondo di grandi dolori. È questa l&#8217;epoca dell&#8217;era fascista legata ai tragici eventi della seconda guerra mondiale in cui l&#8217;Italia vive la quotidianità presa in ogni istante dall&#8217;incommensurabile paura che viene alimentata dall&#8217;oppressione nemica, dalle ristrettezze della libertà personale ed ancora dalle allarmanti notizie che si propagano di bocca in bocca. Nel romanzo si narrano gli usi e costumi propri delle due famiglie alle prese con i loro punti di vista personali al punto da inscenare lapalissiane incomprensioni che sovente sfociano in banali liti. In questo contesto non mancano eventi indelebili quali amori dichiarati o talvolta reconditi, matrimoni e purtroppo anche circostanze luttuose. Ciò nonostante le due famiglie conducono le rispettive vite propriamente separate ma tuttavia con al centro un denominatore comune capace di mantenerle in contatto. Però, il tempo inesorabilmente trascorre e questo fa si che, come in una bella e romantica fiaba, i loro animi si ricongiungono in un clima di sublime armonia. Elena Nugnes la si può considerare una delle scrittrici italiane più in auge che vanta innumerevoli consensi di critica. Laureata in Lettere Moderne ha insegnato Italiano e Latino presso il Liceo Scientifico “Enrico Fermi” di Aversa. Nell&#8217;Ambito della scuola si è occupata del disagio giovanile e ha promosso l&#8217;invito alla letteratura organizzando incontri con scrittori e critici. Appassionata lettrice e instancabile viaggiatrice si è dedicata alla scrittura. Ha pubblicato con Luigi Pellegrini Editore il romanzo &#8216; Le avventure di una casalinga disperata &#8216; con il quale ha vinto il premio nazionale &#8216;Ecce dominae&#8217; a Roma. Altri importanti premi e riconoscimenti hanno coronato la sua attività di scrittrice e raffinatissima intellettuale.  &#8216;Alle pendici del Vesuvio &#8211; una saga familiare&#8217; è risultata finalista al torneo letterario &#8216;Io scrittore&#8217; ed ha vinto il premio della giuria al Concorso internazionale Città di Firenze oltre a segnalazioni di merito al premio nazionale Kalos di Rivisondoli. Diverse e molto seguite le trasmissioni radiofoniche e televisive Rai ed altre ancora di cui è stata ospite.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Gian Luca Padovani</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-3079" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/la-tipa-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/la-tipa-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/la-tipa-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/la-tipa-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/la-tipa-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/la-tipa-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/la-tipa-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/la-tipa.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/alle-pendici-del-vesuvio-lintreccio-di-vite-attraverso-le-famiglie-descritte-da-elena-nugnes/">Alle pendici del Vesuvio – l’intreccio di vite attraverso le famiglie descritte da Elena Nugnes</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		<enclosure url="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/4_26.03_Alle-pendici-del-Vesuvio.mp3" length="2673821" type="audio/mpeg" />

			</item>
		<item>
		<title>Le mani di Ivano Ferrari disegnano un mondo fiabesco fatto di personaggi di legno</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/le-mani-di-ivano-ferrari-disegnano-un-mondo-fiabesco-fatto-di-personaggi-di-legno/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=le-mani-di-ivano-ferrari-disegnano-un-mondo-fiabesco-fatto-di-personaggi-di-legno</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2022 16:40:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Gian Luca Padovani]]></category>
		<category><![CDATA[MadeInAbruzzo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=2414</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quando a Parma si discorre di burattini sobbalza subito alla mente l&#8217;autorevole maestria di Ivano Ferrari. La sua è più di una passione, bensì una vocazione, grazie a cui prendono forma personaggi dei più disparati. Un autentico maestro del legno in grado di trasformare la materia prima in soggeti colmi di personalità ed alquanto espressivi. Nonostante [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/le-mani-di-ivano-ferrari-disegnano-un-mondo-fiabesco-fatto-di-personaggi-di-legno/">Le mani di Ivano Ferrari disegnano un mondo fiabesco fatto di personaggi di legno</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-2414-4" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/8_Ivano-Ferrari.mp3?_=4" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/8_Ivano-Ferrari.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/8_Ivano-Ferrari.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Quando a Parma si discorre di burattini sobbalza subito alla mente l&#8217;autorevole maestria di Ivano Ferrari. La sua è più di una passione, bensì una vocazione, grazie a cui prendono forma personaggi dei più disparati. Un autentico maestro del legno in grado di trasformare la materia prima in soggeti colmi di personalità ed alquanto espressivi. Nonostante l&#8217;arte del burattinaio sia legata alla celebre famiglia parmigiana dei &#8216;Ferrari&#8217; lui non è lontanamente parente con loro. Ciò potrà sembrare alquanto inconsueto ma lui nulla ha a che fare con gli omonimi burattinai. Va da se che il cognome Ferrari, forse per un singolare destino, collima perfettamente con l&#8217;ingegno creativo di questa disciplina artistica. Nel suo laboratorio di Corcagnano, una piccola frazione del Comune di Parma, pare proprio essere un luogo dall&#8217;aspetto fiabesco in cui produce artigianalmente una miriade di personaggi molti dei quali hanno ed ancora continuano nel fare la più divertente comicità caratteristica del teatrino parmigiano. Sandrò, Fasolè e la Polonia sono solo alcuni degli interpreti che tanto hanno divertito molte generazioni di bambini ed al tempo stesso rallegrando come non mai anche le persone adulte.  Grande cultore delle tradizioni parmigiane, Ivano Ferrari sa quasi per magia cogliere gli aspetti tipici anche di gente famosa ovunque. Dall&#8217;indimenticabile fuoriclasse del gioco calcio Diego Maradona, ed ancora politici, attori ed attrici che hanno fatto la storia mondiale sia del cinema che del teatro, politici italiani e stranieri, cantanti di grido e per finire le originali macchiette (erano persone caratteristiche della Parma che fu ). Fantasia ed ingegno sono gli elementi che fanno muovere l&#8217;inconfondibile ingegnosità di questo poliedrico artista sempre attentissimo nel mutare la materia lignea in vere opere d&#8217;arte che gli sono valse un invidiabile patrimonio di premi e riconoscimenti di critica sia locale che nazionale. Persona di spirito tipico di Parma, non disdegna affatto la superba realtà del teatro lirico e della nostrana arte culinaria che fa di Parma un punto d&#8217;eccellenza nel mondo intero. A lui dobbiamo il sacrosanto merito di mantenere in auge una delle innumerevoli tradizioni che, si auspica potranno essere un giusto vanto da parte dei posteri figli del ducato parmense.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Gian Luca Padovani</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2495" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/Le-mani-di-Ivano-Ferrari-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/Le-mani-di-Ivano-Ferrari-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/Le-mani-di-Ivano-Ferrari-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/Le-mani-di-Ivano-Ferrari-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/Le-mani-di-Ivano-Ferrari-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/Le-mani-di-Ivano-Ferrari-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/Le-mani-di-Ivano-Ferrari-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/Le-mani-di-Ivano-Ferrari.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/le-mani-di-ivano-ferrari-disegnano-un-mondo-fiabesco-fatto-di-personaggi-di-legno/">Le mani di Ivano Ferrari disegnano un mondo fiabesco fatto di personaggi di legno</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		<enclosure url="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/8_Ivano-Ferrari.mp3" length="2487412" type="audio/mpeg" />

			</item>
		<item>
		<title>Don Camillo e Peppone, quando ci si divideva con il sorriso</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/don-camillo-e-peppone-quando-ci-si-divideva-con-il-sorriso/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=don-camillo-e-peppone-quando-ci-si-divideva-con-il-sorriso</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Feb 2022 17:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenze]]></category>
		<category><![CDATA[Gian Luca Padovani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=1032</guid>

					<description><![CDATA[<p>Correvano i primi anni del dopoguerra quando l&#8217;elegante ed umoristica penna dello scrittore parmense Giovanni Guareschi (Fontanelle di Roccabianca 1908 &#8211; PR &#8211; Cervia 22 luglio 1968 &#8211; RN) scrisse il suo capolavoro Don Camillo, un romanzo tradotto in tantissime lingue da cui ne fu anche tratta una fortunata serie di film. I protagonisti delle pellicole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/don-camillo-e-peppone-quando-ci-si-divideva-con-il-sorriso/">Don Camillo e Peppone, quando ci si divideva con il sorriso</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-1032-5" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/11_Don-Camillo-e-Peppone.mp3?_=5" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/11_Don-Camillo-e-Peppone.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/11_Don-Camillo-e-Peppone.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Correvano i primi anni del dopoguerra quando l&#8217;elegante ed umoristica penna dello scrittore parmense Giovanni Guareschi (Fontanelle di Roccabianca 1908 &#8211; PR &#8211; Cervia 22 luglio 1968 &#8211; RN) scrisse il suo capolavoro Don Camillo, un romanzo tradotto in tantissime lingue da cui ne fu anche tratta una fortunata serie di film. I protagonisti delle pellicole furono l&#8217;attore italiano Gino Cervi (il sindaco di Brescello Peppone) ed il francese Fernandel (il parroco del paese). Queste opere cinematografiche dovevano essere girate nei pressi del paese natìo di Guareschi. Però ciò non fu possibile poichè molte scene dovevano essere girate sia all&#8217;interno che all&#8217;esterno di realtà ferroviarie. Siccome nella piana geografica dello scrittore non erano presenti impianti di questo genere, la scelta cadde sulla località di Brescello (RE) in quanto si presentava simile dal lato paesaggistico ideato dallo stesso scrittore. Dapprima i due attori non nè vollero sapere d&#8217;impegnarsi nel girare i film. Dopo diverse trattative furono convinti. E proprio questa accettazione divenne la loro grande popolarità nell&#8217;ambito della cinematografia italo &#8211; francese.  I film furono girati sia nelle strutture cinematografiche romane della Cineriz ed in buona parte nella località della bassa reggiana. Gli episodi sono ambientati in un minuscolo fazzoletto qual è Brescello, un paese in cui succede di tutto. Gente semplice lavoratrice ma molto divisa dalle idee politiche. Da una parte il sindaco comunista Peppone e dall&#8217;altra il prete democristiano Don Camillo. Erano questi gli anni in cui il popolo italiano si leccava ancora le ferite prodotte dal termine della seconda guerra mondiale, il periodo della ricostruzione e della progressiva ripresa economica italiana. Peppone e Don Camillo erano inevitabilmente nemici ma allo stesso tempo legati da una indissolubile fratellanza che sempre li legava. Si erano entrambi arruolati nelle compagnie partigiane combattendo contro le insidie nemiche gomito a gomito. E questo loro ideale comune a maggior ragione fu il collante chi li unì eternamente. La serie dei film è suddivisa in cinque episodi.  &#8216; Don Camillo &#8216; 1952, Il Ritorno di Don Camillo, 1953 con la regia di Julien Duvivier, Don Camillo e l&#8217;Onorevole Peppone, 1955, Don Camillo Monsignore&#8230; Ma non Troppo, 1961 con la regia di Carmine Gallone, ed Il Compagno Don Camillo, 1965, con la regia di Luigi Comencini. Doveva essere girato un altro film &#8216; Don Camillo e i Giovani d&#8217;Oggi. Questa pellicola rimase incompiuta perché Fernandel si ammalò gravemente per poi morire (Parigi 1971). Tre anni dopo morì Gino Cervi (Punta Ala 1974). L&#8217;associazione &#8216;Amici di Don Camillo&#8217; è anche presente sul social Face Book ed il suo obiettivo è quello di promuovere la cultura guareschiana con particolare riguardo a questi film che hanno ottenuto molteplici riconoscimenti di critica e spopolando nelle sale cinematografiche con altissimi record d&#8217;incassi. Ancora oggi, l’arte cinematografica, crea dipendenza al bello ed arricchisce la nostra memoria per aiutarci a leggere meglio il nostro futuro.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Gian Luca Padovani</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1034" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/R-1V-300x204.jpg" alt="" width="300" height="204" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/R-1V-300x204.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/R-1V-600x407.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/R-1V-768x521.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/R-1V-696x472.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/R-1V.jpg 884w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1716" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-27-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-27-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-27-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-27-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-27-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-27-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-27-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-27.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/don-camillo-e-peppone-quando-ci-si-divideva-con-il-sorriso/">Don Camillo e Peppone, quando ci si divideva con il sorriso</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		<enclosure url="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/11_Don-Camillo-e-Peppone.mp3" length="3424107" type="audio/mpeg" />

			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;AIDA compie 150 anni</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/laida-compie-150-anni/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=laida-compie-150-anni</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Feb 2022 17:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Gian Luca Padovani]]></category>
		<category><![CDATA[presidentemattarella]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=1215</guid>

					<description><![CDATA[<p>LE INIZIATIVE DEL MINISTERO DELLA CULTURA PER CELEBRARE IL CAPOLAVORO DI GIUSEPPE VERDI.  Era l&#8217;8 febbraio del 1872 quando venne messa in scena la prima rappresentazione dell’Aida al teatro della Scala di Milano. Il capolavoro di Giuseppe Verdi rivive la sua celebrità grazie ad un&#8217;iniziativa a cura del Ministero della Cultura nell&#8217;ambito del progetto digitale [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/laida-compie-150-anni/">L&#8217;AIDA compie 150 anni</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-1215-6" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/3_L_aida-compie-150-anni.mp3?_=6" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/3_L_aida-compie-150-anni.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/3_L_aida-compie-150-anni.mp3</a></audio>
<p><b>LE INIZIATIVE DEL MINISTERO DELLA CULTURA PER CELEBRARE IL CAPOLAVORO DI GIUSEPPE VERDI. </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Era l&#8217;8 febbraio del 1872 quando venne messa in scena la prima rappresentazione dell’Aida al teatro della Scala di Milano. Il capolavoro di Giuseppe Verdi rivive la sua celebrità grazie ad un&#8217;iniziativa a cura del Ministero della Cultura nell&#8217;ambito del progetto digitale #aida150. All&#8217;onor del vero l&#8217;opera drammatica venne allestita l&#8217;anno prima sul palcoscenico teatrale del Cairo ma in quell&#8217;occasione il compositore non ne diresse l&#8217;orchestra astenendosi dal fare qualsiasi enfasi. Ambientata tra i fasti dell&#8217;antico Egitto vede i ruoli di Radames (capitano delle guardie), Amneris (figlia del re), Amonasro (re etiope e padre di Aida), Ramfis (capo dei sacerdoti), il re d&#8217;Egitto padre di Amneris, una sacerdotessa, un messaggero oltre a ministri, soldati, capitani, funzionari, schiavi, prigionieri etiopi, il popolo egizio ed il famoso coro. Il libretto porta la firma di Antonio Ghislanzoni ed è stata ispirata da uno scritto dell&#8217;archeologo francese Auguste Mariette che fu il primo direttore del Museo Egizio del Cairo.  Le celebrazioni culmineranno il 17 marzo 2022 quando aprirà i battenti al Museo egizio di Torino la mostra &#8216; Aida figlia dei due Mondi &#8216;. Lo scopo di questo evento sarà quello di coinvolgere il grande pubblico in un incantevole percorso in cui sarà possibile vedere bozzetti delle scene respirando l&#8217;aria intrisa di fascino, costumi, manifesti pubblicitari, bozze musicali, partiture d&#8217;opera, oltre a documentari di carattere epistolare. Il tutto avvolto in un quid prettamente esoterico e ricco di culture faraoniche. Per allestire queste celebrazioni arriveranno dall&#8217;Archivio di Stato di Milano documentazioni autografe del Cigno di Busseto, mentre da quello di Parma giungeranno delle bozze e degli autografi propri di Verdi. Di fondamentale importanza è da ritenersi il prezioso contributo dato dal Professore del Dipartimento di musicologia e beni culturali dell&#8217;Università di Pavia Fabrizio Della Seta, il quale è il curatore di tutte le documentazioni. Un altro encomiabile contributo arriva dall&#8217;archivio Ricordi di Milano che ha messo a disposizione patrimoni d&#8217;alto calibro quali iconografie, partiture per orchestra edite dalla stessa Ricordi. Le celebrazioni si avvarranno anche del qualificato contributo reso dal museo Salce di Treviso noto per conservare i manifesti pubblicitari dell&#8217;epoca, oltre a rare locandine dell&#8217;Aida create nell&#8217;arco di due secoli. Da ultimo non si può sottacere la collaborazione dell&#8217;Istituto nazionale di studi verdiani che ha messo a disposizione libretti della prima rappresentazione del 1871 in lingua italiana, francese e araba.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Gian Luca Padovani</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1217" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Radames-Aida-1024x667-1-300x195.jpg" alt="" width="300" height="195" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Radames-Aida-1024x667-1-300x195.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Radames-Aida-1024x667-1-600x391.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Radames-Aida-1024x667-1-768x500.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Radames-Aida-1024x667-1-696x453.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Radames-Aida-1024x667-1.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/laida-compie-150-anni/">L&#8217;AIDA compie 150 anni</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		<enclosure url="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/3_L_aida-compie-150-anni.mp3" length="2825157" type="audio/mpeg" />

			</item>
	</channel>
</rss>
