<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>GenerAzioni a confronto Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
	<atom:link href="https://lacittamagazine.it/tag/generazioni-a-confronto/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://lacittamagazine.it/tag/generazioni-a-confronto/</link>
	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
	<lastBuildDate>Thu, 15 Dec 2022 15:44:41 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
	<item>
		<title>I figli d’arte che hanno superato le aspettative</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/i-figli-darte-che-hanno-superato-le-aspettative/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=i-figli-darte-che-hanno-superato-le-aspettative</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Dec 2022 16:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[GenerAzioni a confronto]]></category>
		<category><![CDATA[Roberta Conforte]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=8466</guid>

					<description><![CDATA[<p>Genitori che insegnano a volare Quando nasce un figlio e un uomo e una donna diventano genitori cambiano tutte le regole conosciute sino a quel momento. Lo si vorrebbe proteggere da tutti i mali del mondo, certamente. Si vorrebbe per lui la miglior vita che si possa desiderare. Ci si aspetta sempre che faccia grandi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/i-figli-darte-che-hanno-superato-le-aspettative/">I figli d’arte che hanno superato le aspettative</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-8466-1" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/I-figli-darte-che-hanno-superato-le-aspettative-online-audio-converter.com_.mp3?_=1" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/I-figli-darte-che-hanno-superato-le-aspettative-online-audio-converter.com_.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/I-figli-darte-che-hanno-superato-le-aspettative-online-audio-converter.com_.mp3</a></audio>
<p><b>Genitori che insegnano a volare</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quando nasce un figlio e un uomo e una donna diventano genitori cambiano tutte le regole conosciute sino a quel momento. Lo si vorrebbe proteggere da tutti i mali del mondo, certamente. Si vorrebbe per lui la miglior vita che si possa desiderare. Ci si aspetta sempre che faccia grandi cose perché sarebbe bello vederlo ai vertici del mondo. Alcuni immaginano per i figli la vita che non hanno potuto vivere, li iscrivono a danza, karate, nuoto, fanno studiare loro pianoforte, violino o chitarra perché i genitori non hanno potuto farlo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma è giusto riflettere sui figli i desideri non realizzati dei genitori?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">C’è chi, poi, ha un’attività o una carriera già attivata e la lascia in eredità alla prole. È giusto anche questo? È giusto costringere i figli a proseguire l’attività di famiglia? È giusto privarli dei loro desideri e delle loro aspettative perché così ha deciso chi li ha messi al mondo?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In passato era prassi comune, i padri insegnavano ai figli il “mestiere di famiglia” perché non c’erano molte altre alternative e non c’erano tutte le possibilità che ci sono oggi. O facevi il contadino o il fornaio o il pescatore o il macellaio. Non esisteva, nel Medioevo, il project manager, il personal assistant, il marketing director o l’influencer.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Certo, con la globalizzazione e la tecnologia di oggi si sono fatti notevoli passi avanti rispetto al 1200. Ma esistono ancora famiglie in cui portare avanti l’attività o seguire le orme dei genitori è più un obbligo morale che una imposizione. Lo si fa per senso del dovere, per tenere unita la famiglia o per seguire il destino. Un destino già segnato che in alcuni casi ha tenuto sotto una buona stella sia genitore che figlio, dalla notte dei tempi ad oggi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Parliamo di José Ruiz y Blasco e Pablo Ruiz y Picasso, di Vittorio Gassman e Alessandro Gassman, di Billy Ray Cyrus e Miley Cyrus, di Piero Angela e Alberto Angela. Esempi così diversi tra loro eppure così simili. Tutti i figli d’arte appena citati hanno dovuto portare sulle proprie spalle il peso di un cognome già importante e hanno dovuto faticare il doppio affinché non venisse pronunciata l’iconica frase “non sarà mai all’altezza del padre”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Beh, direi che Pablo Ruiz y Picasso, più comunemente noto come Pablo Picasso, sia riuscito nell’intento, superando addirittura la fama del padre, pittore di modesta levatura che lavorava come insegnante di disegno nella Scuola di Belle Arti e conservatore del Museo di Malaga.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Alessandro Gassman inizia la sua carriera molto presto, a 17 anni, e viene poi lanciato dal regista Ferzan Ozpetek con il film “Il bagno turco” del 1997. A differenza del padre Vittorio che vestiva alla perfezione i panni tragici, riuscendo ugualmente anche in quelli comici, il diverso panorama cinematografico ha fatto sì che la recitazione di Alessandro Gassman fosse più indirizzata verso la commedia italiana.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il mondo della musica ci ha regalato la coppia padre-figlia Billy Ray Cyrus e Miley Cyrus. Nata con il personaggio della serie adolescenziale “Hanna Montana”, Miley Cyrus tanto ha fatto parlare di sé per scrollarsi di dosso l’immagine della brava ragazza che Hanna le aveva affibbiato. Negli ultimi anni, però, pare si sia riavvicinata al genere country dal padre.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E per concludere, Piero e Alberto Angela che non hanno bisogno di presentazioni. Da oltre 50 anni segnano il legame tra il pubblico italiano e il mondo scientifico riuscendo a far capire concetti complessi nel modo più semplice possibile. La recente scomparsa di Piero Angela ha creato una spaccatura nel cuore degli italiani che hanno preso sotto la propria ala il figlio Alberto, stimatissimo in tutta Italia, dai più grandi ai più piccoli.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si potrebbe quasi dire che gli esempi appena citati abbiano superato di gran lunga le aspettative del pubblico che il più delle volte si erge a critico inferocito sentenziando sulle scarse abilità del figlio o della figlia nei confronti del cognome famoso del padre o della madre.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Roberta Conforte</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8683" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/i-figli-darte-che-c-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/i-figli-darte-che-c-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/i-figli-darte-che-c-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/i-figli-darte-che-c-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/i-figli-darte-che-c-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/i-figli-darte-che-c-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/i-figli-darte-che-c-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/i-figli-darte-che-c-1.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8684" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/i-figli-darte-che-c-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/i-figli-darte-che-c-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/i-figli-darte-che-c-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/i-figli-darte-che-c-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/i-figli-darte-che-c-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/i-figli-darte-che-c-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/i-figli-darte-che-c-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/i-figli-darte-che-c-2.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8685" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/i-figli-darte-che-c-3-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/i-figli-darte-che-c-3-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/i-figli-darte-che-c-3-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/i-figli-darte-che-c-3-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/i-figli-darte-che-c-3-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/i-figli-darte-che-c-3-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/i-figli-darte-che-c-3-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/i-figli-darte-che-c-3.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8686" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/i-figli-darte-che-c-4-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/i-figli-darte-che-c-4-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/i-figli-darte-che-c-4-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/i-figli-darte-che-c-4-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/i-figli-darte-che-c-4-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/i-figli-darte-che-c-4-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/i-figli-darte-che-c-4-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/i-figli-darte-che-c-4.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/i-figli-darte-che-hanno-superato-le-aspettative/">I figli d’arte che hanno superato le aspettative</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		<enclosure url="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/I-figli-darte-che-hanno-superato-le-aspettative-online-audio-converter.com_.mp3" length="3877996" type="audio/mpeg" />

			</item>
		<item>
		<title>Transizioni generazionali</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/transizioni-generazionali/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=transizioni-generazionali</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Dec 2022 16:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[GenerAzioni a confronto]]></category>
		<category><![CDATA[Gerardo Altieri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=8476</guid>

					<description><![CDATA[<p>Giovani liberi ma consapevoli Partiamo da un mio personale assunto: la famiglia è la base fondamentale su cui costruire la propria vita. Con ciò non voglio inneggiare alle mamme chiocce o ai papà iperprotettivi (sono andato via di casa a 18 anni e non ci sono mai più tornato stabilmente a viverci), ma la famiglia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/transizioni-generazionali/">Transizioni generazionali</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=8476" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NJiedYCmKSSspLvt3xl.mp3?generation=1671525219162438&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=8476&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NJiedYCmKSSspLvt3xl"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=8476"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><b>Giovani liberi ma consapevoli</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Partiamo da un mio personale assunto: la famiglia è la base fondamentale su cui costruire la propria vita. Con ciò non voglio inneggiare alle mamme chiocce o ai papà iperprotettivi (sono andato via di casa a 18 anni e non ci sono mai più tornato stabilmente a viverci), ma la famiglia deve essere la traccia indelebile interiore da cui le nuove vite partano nella loro realizzazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Detto ciò, comprenderete perché io stigmatizzi i genitori che pretendono di pianificare la vita dei loro eredi; stigmatizzo ancor di più gli eredi stessi che permettono passivamente tutto ciò: fa molto comodo non doversi preoccupare di pianificare nulla, se non le vacanze con gli amici o come passare il fine settimana, ma si perdono tutta una serie di emozioni che rendono la vita quella meravigliosa cosa che in effetti è.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le transizioni generazionali nel passato erano una questione delicata principalmente in ambito aziendale: il passaggio dello scettro dal padrone/fondatore al figlio poteva essere un pericoloso trauma che spesso si rimandava nel tempo, quando l’erede ormai andava per i 50 e il genitore non aveva più le forze per gestire l’azienda. Certo, se la prole non vuole o non è in grado di prendere le redini, è giusto prendere un buon amministratore esterno (e che gli eredi facciano altro) ma già nel passato i genitori non ammettono facilmente questa fattispecie, per non frustrare gli eredi stessi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Devo dire che quando il padre di una persona che conosco strabene vide il pessimo modo in cui disegnava il pargolo, non insistette per fargli studiare architettura per dar seguito ad un suo sogno, così come non insistette nell’intento di fargli studiare medicina per assicurargli un buon reddito (il pargolo era abbastanza impressionabile dal sangue…), ma almeno lo convinse a seguire la sua più forte passione che gli illuminava gli occhi sin da bambino, che però prevedeva un percorso difficile tanto quanto quelli citati prima. E il ragazzotto oggi è una persona molto felice (che grande invenzione, le automobili…) </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se un figlio oggi dicesse di voler fare il carrozziere, gli si dovrebbe rispondere che se quello è ciò che desidera, va bene; se una figlia dicesse che vuole fare la sarta, andrebbe altrettanto bene. È che oggi troppi genitori sfogano le frustrazioni professionali sui figli, creando una folta schiera di studenti che non si laureerà mai, oppure di lavoratori che operano solo per lo stipendio a fine mese, non per la passione in ciò che fanno. E sì che ci sono ambiti professionali, come quello medico o quello scolastico, in cui conta prima di tutto la vocazione, molto più di tutti i titoli accademici, pubblicazioni scientifiche e amenità varie: sarà per quello che il livello di servizio in certi ambiti ha spesso delle grosse “opportunità di miglioramento”?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutto ciò parlando solo di mire professionali: e quando si parla di quelle sentimentali che succede? Fino a un po&#8217; di anni fa la mira di parecchi genitori era il classico “buon partito” o la persona almeno dello stesso rango sociale, mire che tutt’ora sono ben vive nella nostra società. Oggi la situazione si complica ulteriormente perché ci sono due ulteriori variabili: il genere e la nazionalità di origine del partner. A parole siamo (quasi) tutti moderni: nostra figlia fidanzata con una ragazza di colore nigeriana non ci smuoverebbe di un millimetro, forse…</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In sintesi, le nuove generazioni devono scegliere la loro strada liberamente, ma non il libertinaggio: non accetterei mai che un figlio faccia il punkabbestia di professione o il presenziatore fisso di rave party, perché quello vuol dire sprecare l’inestimabile dono che è la vita. Sì, sono per il tracciamento di un solco (estremamente ampio) nel quale i nuovi adulti costruiscano la propria vita, senza seguire obbligatoriamente le indicazioni dei genitori, ma seguendo le proprie (positive e rispettabili) inclinazioni: il resto sono discorsi da fare durante le rimpatriate familiari, senza rimpianti… </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Gerardo Altieri</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8681" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/transizioni_generazionali_vrp-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/transizioni_generazionali_vrp-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/transizioni_generazionali_vrp-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/transizioni_generazionali_vrp-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/transizioni_generazionali_vrp-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/transizioni_generazionali_vrp-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/transizioni_generazionali_vrp-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/transizioni_generazionali_vrp-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/transizioni-generazionali/">Transizioni generazionali</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Addio paese</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/addio-paese/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=addio-paese</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Dec 2022 16:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[GenerAzioni a confronto]]></category>
		<category><![CDATA[Virginia Chiavaroli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=8462</guid>

					<description><![CDATA[<p>Caro, dolce, misterioso paese Mi accompagnano, in questi giorni, le parole di “Terra maligna”, romanzo di Cesidio Di Gravio. Una storia triste, racconto di un difficile passaggio generazionale segnato dalla miseria e dalla volontà di riscatto di tre giovani ragazzi di Fonte Regina costretti all’emigrazione per sottrarsi ad un destino di stenti. “Salvatore diede una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/addio-paese/">Addio paese</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=8462" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NJiebvGH90Tab-7xNKR.mp3?generation=1671525211997536&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=8462&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NJiebvGH90Tab-7xNKR"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=8462"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><b><i>Caro, dolce, misterioso paese</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mi accompagnano, in questi giorni, le parole di “Terra maligna”, romanzo di Cesidio Di Gravio. Una storia triste, racconto di un difficile passaggio generazionale segnato dalla miseria e dalla volontà di riscatto di tre giovani ragazzi di Fonte Regina costretti all’emigrazione per sottrarsi ad un destino di stenti. </span><i><span style="font-weight: 400;">“Salvatore diede una soffiata alla cenere del camino ed il ciocco cominciò nuovamente ad ardere. ‘Sedete – disse ai figli. […] In questo paese maledetto – continuò Salvatore – non c’è avvenire. Zappare la terra è faticoso ed io non voglio che voi passiate la vita curvi sopra una vanga o dietro un aratro. Pensateci.”. </span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È il grido di un padre che cerca disperatamente di salvaguardare i figli da una fine simile alla sua, un amore immenso e un forte spirito di protezione emergono dalle parole di questo romanzo che tuttavia, contrastano con il sentimento d’ira della nuova generazione. </span><i><span style="font-weight: 400;">“’Papà ha ragione…dobbiamo andare via da questo paese maledetto…qui si fa la fame…io vi dico che potessi partirei domani stesso…’. Luca pronunciò la parola ‘maledetto con rabbia e con forza. Eppure, lo amava, come amava suo padre, sua madre, i suoi fratelli. La maledizione era rivolta agli uomini che non facevano nulla per cambiarlo. ‘Maledetto paese!’”.</span></i><span style="font-weight: 400;"> </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Spezzare il giogo insostenibile di un’eredità senza futuro, a quale costo? Si tratta, di situazioni non troppo distanti da quelle attuali, da cui, se è possibile, si riesce a cogliere più di qualche insegnamento. Certi schemi, sono tuttora ripetuti, sebbene con un sapore più moderno. Ai giovani lontani da paesi e famiglie, a chi torna, e a chi come me, un po’ per amore, un po’ per caso, un po’ per eredità famigliare, non è mai andato via. A noi la possibilità di ridisegnare un destino diverso nel luogo che abitiamo. “Casa” è ogni posto in cui ci si sente accolti, “famiglia” sono porte che si aprono al bisogno, anime disposte a condividere momenti di vita. Si tratta di interrompere un circolo, retaggio non sempre positivo, senza mai dimenticare il passato da cui anche inconsciamente abbiamo ereditato i tratti fondamentali dell’esistenza. Riconoscenti a chi ha generato nuova vita ma fautori di nuova sorte, creatori di unicità. Padroni del proprio destino.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Addio piazzetta dei giochi giornalieri, delle corse più sfrenate, delle cadute dolorose, delle capriole non riuscite che davano il mal di schiena, del sangue ai ginocchi, dei pantaloni strappati, del pane inzuppato di polvere, del muso sempre sporco. Addio viuzze contorte, sempre buie, illuminate solo dallo sguardo della ragazza ai primi sogni, addio spinte volute, addio sassi alle finestre e ai lampioni, addio carretti abbandonati e pieni di sussurri d’amore. Addio chiesetta delle belle feste, della prima comunione, di Natale, di Pasqua, del catechismo, dei dolcetti del parroco, del vino che succhiato prima della messa nella sagrestia mandava in estasi, della Via Crucis, dei canti, delle litanie, degli sposi. Addio paese gioioso e triste, meraviglioso e nullatenente, assolato e affamato, invidiato e odiato, ciarliero, buono e cattivo, sempre uguale; addio paese di mamma, di papà, di nonni, di tutti, di compagni, di compagne, di sogni, di sospiri, di vita, di morte. Addio, addio per sempre!”.</span></i></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Virginia Chiavaroli</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;"> </span></i><span style="font-weight: 400;">Foto credit andreafiordigiglio_photography.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8675" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/addio-paese-c-1.jpeg-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/addio-paese-c-1.jpeg-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/addio-paese-c-1.jpeg-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/addio-paese-c-1.jpeg-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/addio-paese-c-1.jpeg-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/addio-paese-c-1.jpeg-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/addio-paese-c-1.jpeg-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/addio-paese-c-1.jpeg.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8676" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/addio-paese-c-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/addio-paese-c-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/addio-paese-c-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/addio-paese-c-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/addio-paese-c-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/addio-paese-c-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/addio-paese-c-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/addio-paese-c-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/addio-paese/">Addio paese</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Confronto transgenerazionale: necessità di dialogo</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/confronto-transgenerazionale-necessita-di-dialogo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=confronto-transgenerazionale-necessita-di-dialogo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Dec 2022 16:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Albanello]]></category>
		<category><![CDATA[GenerAzioni a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=8478</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il minimo comune denominatore per una società eterogenea Da un po’ di tempo è andato in disuso il concetto del rapporto transgenerazionale, quasi che l’esigenza di un incontro tra persone distanti fra loro come età anagrafica avesse perso quell’interesse che invece, tempo addietro, sembrava assolutamente vitale per evolversi, crescere, attraverso uno scambio di esperienze che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/confronto-transgenerazionale-necessita-di-dialogo/">Confronto transgenerazionale: necessità di dialogo</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=8478" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NJieWeMk34w1QmHHj9y.mp3?generation=1671525187184245&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=8478&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NJieWeMk34w1QmHHj9y"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=8478"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><b>Il minimo comune denominatore per una società eterogenea</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Da un po’ di tempo è andato in disuso il concetto del rapporto transgenerazionale, quasi che l’esigenza di un incontro tra persone distanti fra loro come età anagrafica avesse perso quell’interesse che invece, tempo addietro, sembrava assolutamente vitale per evolversi, crescere, attraverso uno scambio di esperienze che gli adulti trasmettevano ai giovani ed uno slancio di vitalità che, poi i giovani avrebbero restituito.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi constatiamo che si è imposta una consuetudine del tutto antitetica al passato: i giovani, in modo particolare (ma non solo loro!) hanno la propensione a frequentarsi, senza che vi siano intromissioni di persone dall’età più adulta: perché questo? Per la ragione che non potrebbero “lasciarsi andare” come vorrebbero.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quindi si è sempre più radicalizzata una aggregazione mono generazionale, quindi poco arricchente in quanto priva di quella trasversalità che avrebbe permesso alle diverse fasce, di nutrirsi delle opinioni e dei punti di vista provenienti da altre età.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ne deriva che le diverse generazioni perdono varie opportunità: ad esempio quella di rendersi conto di come comportarsi, di come tollerare, di come gestire le relazioni. Un confronto che sta pericolosamente riducendosi, con la conseguenza che i diversi gruppi suddivisi per età sono tra loro del tutto impermeabili e questo rende ardua ogni tipologia di rapporto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vogliamo un esempio? I genitori non sanno entrare, con sufficiente dimestichezza, nel mondo fantasioso dei loro figli, che spesso si chiudono nelle rispettive camerette, appendendo giganteschi cartelli con cui avvisano di non voler essere disturbati.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I genitori, che ritengono sia loro dovere vigilare sull&#8217;incolumità fisica dei loro figli, tutto sommato sono soddisfatti che i minori prediligono di rimanere all’interno della casa. Con quali conseguenze? Che i figli, permanendo nelle loro camerette con tanto di “off limits”, vengono lasciati liberi di esplorare ogni tipo di sito, al punto che se i genitori venissero, del tutto casualmente, a conoscere le frequentazioni virtuali dei loro ragazzi, resterebbero di sasso, in preda ad un profondo sgomento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quegli stessi genitori, che conoscono così poco i loro figli, da non farsi un minimo di “esame di coscienza” sull’opportunità di agire in modo tanto arrogante contro i Capi d’Istituto ed i docenti, responsabili di voler ristabilire l’ordine, reso precario proprio a causa di quei presunti “innocenti”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La risultante di ciò è che genitori e figli si conosceranno sempre di meno perché ambedue resteranno prigionieri di una idealizzazione dell’altro, cioè come avrebbero voluto che fossero ed illudendosi che gli stessi non presentino discordanze rispetto alle loro immaginazioni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il quadro che ne esce è, a dir poco, sconfortante.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutto questo perché, le diverse generazioni ormai da troppo tempo, al massimo, si tollerano e non vogliono saperne di ritrovare quel minimo comun denominatore che permetterebbe loro, di essere maggiormente scambievoli e costruttori di una società finalmente eterogenea.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ernesto Albanello</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8673" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/confronto-transgenerazionale_vrp-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/confronto-transgenerazionale_vrp-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/confronto-transgenerazionale_vrp-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/confronto-transgenerazionale_vrp-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/confronto-transgenerazionale_vrp-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/confronto-transgenerazionale_vrp-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/confronto-transgenerazionale_vrp-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/confronto-transgenerazionale_vrp-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8674" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/confronto-transgenerazionale_vrp-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/confronto-transgenerazionale_vrp-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/confronto-transgenerazionale_vrp-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/confronto-transgenerazionale_vrp-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/confronto-transgenerazionale_vrp-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/confronto-transgenerazionale_vrp-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/confronto-transgenerazionale_vrp-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/confronto-transgenerazionale_vrp-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/confronto-transgenerazionale-necessita-di-dialogo/">Confronto transgenerazionale: necessità di dialogo</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cittadini Globali</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/cittadini-globali/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=cittadini-globali</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Dec 2022 16:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[GenerAzioni a confronto]]></category>
		<category><![CDATA[Silvia Francese]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=8474</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sogni e visioni di una generazione in movimento C’è una generazione di ragazzi nel mondo che non si sente figlia di nessuna nazione in particolare. Più o meno giovani ventenni/trentenni, figli di una globalizzazione forse esasperata, che hanno però saputo cogliere tutti gli aspetti positivi che questa aveva da offrire: dilatazione dei confini geografici, scambi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/cittadini-globali/">Cittadini Globali</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=8474" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NJieTsvK-Pa__Mvdrew.mp3?generation=1671525183792127&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=8474&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NJieTsvK-Pa__Mvdrew"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=8474"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><b><i>Sogni e visioni di una generazione in movimento</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">C’è una generazione di ragazzi nel mondo che non si sente figlia di nessuna nazione in particolare. Più o meno giovani ventenni/trentenni, figli di una globalizzazione forse esasperata, che hanno però saputo cogliere tutti gli aspetti positivi che questa aveva da offrire: dilatazione dei confini geografici, scambi culturali, ampliamento della conoscenza, maggiore possibilità di movimento tra i Paesi.</span></p>
<p><b>Sogni e aspettative di generazioni diverse</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una generazione che vive una vita molto lontana dall’idea di “vita ideale” sperata e prospettata dai genitori: il posto fisso, la stabilità, la creazione di una famiglia tradizionale. Un’idea di vita, quella dei genitori, frutto probabilmente di ciò che succedeva in Italia negli anni 70’ e 80’ dove tutto sembrava possibile e la famiglia era il cardine della vita di ogni individuo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma oggi i tempi sono cambiati, i confini si sono allargati e la curiosità di esplorare un mondo che si sente a portata di mano si è sicuramente ampliata. E così, eccoli i </span><i><span style="font-weight: 400;">figli del mondo</span></i><span style="font-weight: 400;">, i cittadini globali che fuggendo dall’idea di vita prospettata dalle vecchie generazioni hanno intrapreso un percorso di vita al di là di ogni confine, alla ricerca di una personale visione di felicità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È il caso di Giulia Baccosi. Trentaquattrenne di Vigevano, cinque lingue parlate fluentemente oltre l’italiano (inglese, francese, spagnolo, portoghese e tedesco) a cui si aggiunge una base di lettone e olandese. Laureata a Pisa con 110 e lode in Cinema e Arti Visive e con il sogno di fare la documentarista, dopo aver vissuto a Roma e aver lavorato nel mondo del cinema, sente che quel mondo è troppo distante umanamente da lei, e così decide di mettersi in viaggio per conoscere nuovi popoli e culture, e rendersi utile in progetti umanitari. </span></p>
<p><b>In giro per il mondo e</b> <b>su un veliero a basso impatto ambientale.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel giro di pochi anni viaggia tra Francia, Germania, Estonia, Grecia, sempre lavorando e sempre cercando di rendersi utile in progetti sociali. Poi, per caso, l’incontro alle Canarie con La Tres Hombres, un veliero senza motore, che si alimenta con energia pulita e che si occupa di trasporto merci in modo etico attraverso l’Atlantico. Attraverso il lavoro su questa imbarcazione, prima come volontaria, Giulia intravede la possibilità di mettere in pratica tutte le sue passioni: l’amore per il viaggio, per la conoscenza di nuove culture, la passione per l’ambiente, l’attenzione ai consumi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Tres Hombres dal 2007 infatti ha come obiettivo quello di sensibilizzare coloro che lavorano nel mondo del commercio sui metodi alternativi del trasporto merci che potrebbero e dovrebbero essere maggiormente rispettosi dell’ambiente.  Con i suoi 32 metri, le sue 15 persone a bordo provenienti da ogni parte del mondo, una capacità di carico di 40 tonnellate, e trasportando soprattutto rhum, cacao, caffè, miele e pesce, negozia costantemente con vari produttori locali distribuiti sulla rotta lungo l’Oceano Atlantico, commerciando esclusivamente prodotti provenienti da agricoltura biologica equa e responsabile o coltivati in modo tradizionale purché rispettosi dell’ambiente. Un’imbarcazione che è diventata d’ispirazione per tutti colori che si occupano di trasporto alternativo e su cui Giulia ha lavorato per quasi 3 anni come cambusiera, conquistando il suo posto a bordo proprio grazie alla sua “italianità”. La sua passione per la cucina e il cibo buono, la conoscenza delle materie prime e la consapevolezza dell’importanza dei prodotti locali, le ha infatti dato l’opportunità nel 2018 di far parte dell’equipaggio -all’inizio solo come volontaria- di questa importante imbarcazione. </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><b>Prospettive per un mondo migliore</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un lavoro bellissimo che l’ha portata a salpare l’Oceano e a conoscere nuovi popoli e nuove culture, non tuttavia scevro di difficoltà. </span><i><span style="font-weight: 400;">“È un lavoro molto impegnativo</span></i><span style="font-weight: 400;"> – dice Giulia al telefono, poco prima di imbarcarsi per una nuova avventura in mare &#8211; </span><i><span style="font-weight: 400;">in qualche modo, per tutti i mesi di navigazione non si stacca mai. E stare tanto tempo fuori in navigazione, lontana da casa, spesso senza internet o senza linea telefonica, significa anche rimanere un po’ tagliati fuori dalla vita delle persone che ami, amici, famiglia. Una delle paure più grandi è quella di non potere vedere per l’ultima volta i miei nonni o sapere magari tanto tempo dopo che è successo loro qualcosa. Ma questo è anche il prezzo da pagare per essere cittadini del Mondo”</span></i><span style="font-weight: 400;">. Chiedo a Giulia dove si veda tra dieci o quindici anni e risponde che non sa proiettarsi in un futuro lontano. Le risulta infatti difficile immaginarsi ancorata con delle radici, anche se le sue radici italiane poi, in un modo o nell’altro, se le porta sempre dietro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi, cominciando a lavorare su una nuova imbarcazione, la Thalassa, porta avanti ancora una volta il suo progetto di lavoro etico. Grazie a </span><i><span style="font-weight: 400;">Thalassa</span></i><span style="font-weight: 400;"> e a </span><i><span style="font-weight: 400;">School at Sea</span></i><span style="font-weight: 400;">, infatti avrà il compito di insegnare a 37 ragazzi tra i 16 e i 17 anni provenienti da diverse scuole olandesi, tutto quello che sa della cucina navale, dell’approvvigionamento, della preparazione dei pasti, della gestione dei magazzini, e di tutto ciò che riguarda il cuore di ogni imbarcazione: la cambusa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Poi arrivata a Panama, tra 3 mesi spera di riuscire a fermarsi per un po’ per portare avanti uno dei progetti che ha maggiormente a cuore e per cui cerca finanziatori: la creazione di una mappa interattiva e navigabile da chiunque viaggi, che possa far scoprire i mercati e i produttori locali disseminati innanzitutto lungo l’Atlantico. Lei li conosce bene. Sarebbe bello poter fare conoscere a quante più persone possibili queste eccellenze, ma anche le storie che si celano dietro i volti di chi questi prodotti li vende o li coltiva. </span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Facciamo in modo che i prodotti non siano solo prodotti, ma raccontino delle storie, raccontino i sacrifici dei produttori, il loro metodo di coltivazione, il loro impegno. In questo modo forse pagare 50 centesimi o qualche euro in più per dei prodotti di qualità ci peserebbe di meno. Credo che mangeremmo e compreremmo meglio se conoscessimo anche le vite dei produttori locali. Cambiamo il significato di globalizzazione. Voglio credere in un’umanità migliore di quella che siamo abituati a percepire. È l’empatia che salverà il mondo”.</span></i></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Silvia Francese</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per saperne di più:</span></p>
<p><a href="https://www.instagram.com/the.rolling.galley/"><span style="font-weight: 400;">https://www.instagram.com/the.rolling.galley/</span></a><span style="font-weight: 400;"> </span></p>
<p><a href="https://fairtransport.eu/fr/tres-hombres/"><span style="font-weight: 400;">https://fairtransport.eu/fr/tres-hombres/</span></a></p>
<p><a href="https://www.tallshipthalassa.nl/en/"><span style="font-weight: 400;">https://www.tallshipthalassa.nl/en/</span></a></p>
<p><a href="https://www.instagram.com/schoolatsea/"><span style="font-weight: 400;">https://www.instagram.com/schoolatsea/</span></a></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8668" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/cittadini-globali-vr-1p-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/cittadini-globali-vr-1p-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/cittadini-globali-vr-1p-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/cittadini-globali-vr-1p-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/cittadini-globali-vr-1p-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/cittadini-globali-vr-1p-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/cittadini-globali-vr-1p-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/cittadini-globali-vr-1p.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8669" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/cittadini-globali-vrp-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/cittadini-globali-vrp-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/cittadini-globali-vrp-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/cittadini-globali-vrp-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/cittadini-globali-vrp-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/cittadini-globali-vrp-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/cittadini-globali-vrp-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/cittadini-globali-vrp-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8670" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/cittadini-globali-vrp-3-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/cittadini-globali-vrp-3-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/cittadini-globali-vrp-3-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/cittadini-globali-vrp-3-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/cittadini-globali-vrp-3-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/cittadini-globali-vrp-3-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/cittadini-globali-vrp-3-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/cittadini-globali-vrp-3.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8671" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/cittadini-globali-vrp-4-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/cittadini-globali-vrp-4-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/cittadini-globali-vrp-4-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/cittadini-globali-vrp-4-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/cittadini-globali-vrp-4-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/cittadini-globali-vrp-4-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/cittadini-globali-vrp-4-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/cittadini-globali-vrp-4.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/cittadini-globali/">Cittadini Globali</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il passato ci insegna che nel presente ci si deve affidare a chi ha in mano il futuro</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/il-passato-ci-insegna-che-nel-presente-ci-si-deve-affidare-a-chi-ha-in-mano-il-futuro/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-passato-ci-insegna-che-nel-presente-ci-si-deve-affidare-a-chi-ha-in-mano-il-futuro</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Dec 2022 16:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Di Giovanni]]></category>
		<category><![CDATA[GenerAzioni a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=8460</guid>

					<description><![CDATA[<p>“Siate liberi e non abbiate paura” &#8211; Liliana Segre Supponete di nascere in una società della performance, dove devi salire in classifica costantemente rispettando determinate tappe: scuola, lavoro, famiglia.  Supponete di credere a questa menzogna ma di non avere le qualità giuste per rimanere al passo, “Katà métron” direbbero i greci, ognuno secondo il proprio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/il-passato-ci-insegna-che-nel-presente-ci-si-deve-affidare-a-chi-ha-in-mano-il-futuro/">Il passato ci insegna che nel presente ci si deve affidare a chi ha in mano il futuro</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=8460" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NJieRNiUnD2hbbk3Bsn.mp3?generation=1671525171337408&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=8460&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NJieRNiUnD2hbbk3Bsn"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=8460"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><b><i>“Siate liberi e non abbiate paura” &#8211; Liliana Segre</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Supponete di nascere in una società della </span><i><span style="font-weight: 400;">performance</span></i><span style="font-weight: 400;">, dove devi salire in classifica costantemente rispettando determinate tappe: scuola, lavoro, famiglia. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Supponete di credere a questa menzogna ma di non avere le qualità giuste per rimanere al passo, “Katà métron” direbbero i greci, ognuno secondo il proprio metro ed il vostro non è quello che combacia con le richieste della società.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ansia da prestazione, paura, frustrazione ingestibile, insonnia vanno domati, e come si fa? Il giorno si studia e si lavora anche fino a dodici ore senza pausa e la sera si beve o ci si calma con sostanze tutte pronte a spaccare il fegato ed altro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma le tappe le porti avanti, certo! Hai un buon lavoro, guadagni tanto, hai cose belle, ma senza tempo per te, non ci si ricorda nemmeno più chi si è, non si curano i rapporti sociali e nemmeno se stessi. Ma il macchinone l’hai comprato da solo! </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo sembra il modello di un vincente? Oserei dire che questo è il modello di uno sfigato. Magari pieno di soldi e con una bella macchina, ma con il comodino pieno di medicine e sigarette.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ci siete dentro, ma questo modello sociale non l’avete inventato voi, non l’hanno inventato i giovani. È stato creato dai nostri padri, costruendolo negli ultimi decenni insieme ad una società dove si è creduto che lo scopo della vita fosse avere denaro e visibilità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ovviamente, come ogni genitore sa, un figlio prende i tuoi pregi e i tuoi difetti e li amplifica; quindi, a questa menzogna i giovani ci hanno creduto, ci stanno credendo e l’hanno fatta propria.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vi siete chiesti perché i ragazzi non fanno più politica? Perché le idee e le azioni migliori arrivano dall’associazionismo che non viene assolutamente ascoltato ed è assolutamente apartitico (che grande sconfitta). Non solo, con la grande pensata berlusconiana che vide togliere le sezioni di partito e l’assunzione di sé stesso come simbolo politico è arrivata la mancata partecipazione. Ovviamente questo modello è stato adottato poi da tutti i partiti. È che politica è se la fa solo un uomo? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se non c’è modo di farsi ascoltare e si distraggono le persone concentrandole sul rendimento, la democrazia decade e lo stiamo vedendo. Viviamo in uno stato che da tempo non è più democratico e gli strumenti per capire questo cambiamento non sono chiari a tutti, proviamo a fare luce: </span><b>la democrazia di uno stato si misura su come un governo tratta il dissenso</b><span style="font-weight: 400;">. Se devo aver paura di protestare o di esprimere un parere contrario a quello di stato, significa che la democrazia è senza dubbio finita.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se i giovani protestano, (anche i meno giovani), e le temperature si alzano in vari modi dalle rivolte alla gogna mediatica la dittatura è dietro l’angolo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I fatti accaduti alla Sapienza di Roma parlano chiaro, il 25 ottobre 2022 dei ragazzi hanno manifestato contro ciò che credono sia il loro male, sbagliando o facendo del bene, fare quello che è stato fatto è un loro diritto, a casa loro soprattutto. Ma vi siete dimenticati cos’era la sapienza negli anni Settanta? Mi sembra strano che tutti abbiano la memoria così corta. Un’università rimane sempre il tempio del sapere, la casa dei ragazzi che studiano. E se un pensiero contrario invade un’istituzione tale è lecito, anzi doveroso protestare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Chi si è distratto e ha permesso che tutto ciò accadesse? Non di certo chi dovrà tentare di risanare questo squarcio. Cari giovani possiamo solo cercare di prendere dalle generazioni passate il buono, resistiamo per mantenere le conquiste e combattiamo per raggiungerne altre.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il passato racconta di come siano aumentate le diseguaglianze e la politica sta aumentando il rifiuto, facendo diminuire così la partecipazione. Rimangono così spazi marginali e fin troppo idealisti che portano pochi cambiamenti nel concreto. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La soluzione? È sempre nella storia e, come sempre, parla di unione, coraggio, ideali e passione. I cambiamenti sono inevitabili e devono essere ben accetti,</span><b> il passato ci insegna che nel presente ci si deve affidare a chi ha in mano il futuro</b><span style="font-weight: 400;">, le guerre le combattono i forti e la forza è dei giovani. Spesso sono troppo irruenti e disorganizzati, lasciateli fare! </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La società del “far vedere” sta diventando teatro di rivolte e repliche, i </span><i><span style="font-weight: 400;">social</span></i><span style="font-weight: 400;">, frutto delle generazioni nate tra gli anni Sessanta e Settanta in mano ai ragazzi stanno diventando strumento di rivolta e richiesta di aiuto, non solo di balletti e spogliarelli come vorrebbero i Boomer. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La storia regala sempre momenti di crisi, economiche e sociali, questo non è un dramma, il dramma è quando non si ha nulla per cui combattere. La generazione dei nostri bisnonni e quella dei nostri nonni ha avuto molto per cui combattere, perdere o vincere. E quella dei nostri padri?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non molto e si vede, ora ne paghiamo le conseguenze…</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Dott.ssa Andrea Di Giovanni</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8665" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/il-passato-insegna-ad-affidarsi-c-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/il-passato-insegna-ad-affidarsi-c-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/il-passato-insegna-ad-affidarsi-c-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/il-passato-insegna-ad-affidarsi-c-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/il-passato-insegna-ad-affidarsi-c-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/il-passato-insegna-ad-affidarsi-c-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/il-passato-insegna-ad-affidarsi-c-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/il-passato-insegna-ad-affidarsi-c-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/il-passato-ci-insegna-che-nel-presente-ci-si-deve-affidare-a-chi-ha-in-mano-il-futuro/">Il passato ci insegna che nel presente ci si deve affidare a chi ha in mano il futuro</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;A volte la famiglia è riparo nella tempesta. Altre volte è la tempesta stessa&#8221;.</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/a-volte-la-famiglia-e-riparo-nella-tempesta-altre-volte-e-la-tempesta-stessa/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=a-volte-la-famiglia-e-riparo-nella-tempesta-altre-volte-e-la-tempesta-stessa</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Dec 2022 16:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[GenerAzioni a confronto]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Cassini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=8472</guid>

					<description><![CDATA[<p>Aziende di famiglia, un porto sicuro Il PIL della nostra penisola, per l&#8217;80%, proviene dalle aziende&#8230; Familiari. E quasi il 90% di queste ha un ceo della famiglia. Il 40% dei primi 100 gruppi italiani per fatturato sono controllati dallo stesso ceppo familiare. I dati sono quelli di The European House-Ambrosetti. Cristina Lazzati, giornalista de [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/a-volte-la-famiglia-e-riparo-nella-tempesta-altre-volte-e-la-tempesta-stessa/">&#8220;A volte la famiglia è riparo nella tempesta. Altre volte è la tempesta stessa&#8221;.</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-8472-2" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/A-volte-la-famiglia-e-riparo-nella-tempesta.-Altre-volte-e-la-tempesta-stessa.m4a?_=2" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/A-volte-la-famiglia-e-riparo-nella-tempesta.-Altre-volte-e-la-tempesta-stessa.m4a">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/A-volte-la-famiglia-e-riparo-nella-tempesta.-Altre-volte-e-la-tempesta-stessa.m4a</a></audio>
<p><b>Aziende di famiglia, un porto sicuro</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il PIL della nostra penisola, per l&#8217;80%, proviene dalle aziende&#8230; Familiari. E quasi il 90% di queste ha un ceo della famiglia. Il 40% dei primi 100 gruppi italiani per fatturato sono controllati dallo stesso ceppo familiare. I dati sono quelli di The European House-Ambrosetti. Cristina Lazzati, giornalista de La Repubblica, pubblica un importante articolo su questo tema nell’aprile del 2022. Si tratta di numeri che raccontano la cultura di una nazione: da sempre per gli italiani la famiglia è un obiettivo, un modo di vivere, uno stile di vita. E tutto parte dalla relazione con lo stesso partner: sarebbe l&#8217;ideale che si partisse in giovane età, così adattarsi al carattere del compagno o la compagna è più facile. I rispettivi genitori della coppia hanno la possibilità di ‘fiutarsi’, conoscersi. Poi, verso i 25 anni, se si ha una situazione economica stabile, la coppia comincia a pensare a casa e figli. Ed è qui che, ovviamente, entra in gioco la necessità di un ruolo stabile nella società. In un contesto come quello appena descritto, che senso ha mandare curriculum in città e luoghi diversi quando si ha l&#8217;azienda di famiglia che può garantire una vita sicura? Che senso ha provare a spostarsi su altri lidi se l&#8217;azienda che fu del nonno e poi del padre, rischia di essere ceduta a persone esterne alla famiglia? Qui entra in gioco anche un aspetto mentale legato al senso della responsabilità nei confronti della propria famiglia. Ecco, dunque che si sposa la causa. E a volte anche il partner della coppia che nulla ha a che vedere con l&#8217;azienda, inizia a lavorare per l&#8217;azienda di famiglia con le mansioni a lui (o lei) più vicine. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quando si parla di aziende che hanno un certo fatturato, aziende che da sempre hanno rappresentato il fiore all&#8217;occhiello del Paese, risulta parecchio complicato mollare tutto per seguire una passione. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma ci sono casi come questi. C&#8217;è chi, ad esempio, vuole intraprendere un percorso artistico, chi sente la chiamata divina, chi invece vuol semplicemente fare un altro lavoro. Si tratta anche della ricerca di uno stile di vita differente rispetto a quello provato sin dall&#8217;inizio dentro le mura di casa. Uno stile di vita dove figli e famiglia non sono necessariamente al centro delle priorità. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La città di Milano sembra l&#8217;unico posto nel nostro Paese dove questo trend sembra essere più presente, dove oltre il 40% della popolazione della città è single! </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche nel mondo del cinema la famiglia conta tantissimo. Gli esempi sono tantissimi, dai Gassman ai Tognazzi. E non molti sanno che Mario Verdone, padre del famoso attore Carlo Verdone, è suocero di Christian De Sica! Mario Verdone, insieme a Roberto Rossellini, fu anche direttore del Centro Sperimentale di Cinematografia. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche nel mondo del doppiaggio italiano gli esempi sono moltissimi. Vivere da sempre in un contesto dove si parla e si vivono certe cose, pone i figli a vivere quell&#8217;ambiente sin dall&#8217;inizio. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma allora, se uno ha una passione non avrà nessuna possibilità di farcela a realizzare un sogno diverso?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel cinema questa affermazione non è vera. Tanti sono gli attori e i registi che sono nati in contesti ben diversi da questo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In Italia si nasce con un destino addosso? Beh&#8230;Un po&#8217; sì. Siamo uno dei Paesi in cui cambiare da classe povera ad abbiente è molto ma molto difficile. E se le grandi aziende lavorano in famiglia, è evidente che tanti talenti rischiano di essere tagliati fuori. Nel cinema questa grande montagna da scalare la si può superare soltanto con una grande determinazione e con una grande&#8230;umiltà! Spesso, infatti, si arriva a conclusioni del tipo: &#8220;Ah, ma tanto son tutti raccomandati&#8221;. E questo ci pone a giudicare male il mondo intorno a noi, o a trovare un alibi veloce per la nostra non riuscita. Il fatto che una persona abbia la fortuna di nascere in un contesto dove apprende più facilmente e velocemente non fa di lui o lei un &#8220;raccomandato&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E poi, chi potrebbe insegnarci di più di un certo ambiente o di un certo lavoro?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ancora una volta, l&#8217;aspetto mentale gioca un ruolo fondamentale. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Noi, intanto, vi consigliamo di recuperare due serie made in UK che affrontano il tema della &#8220;successione&#8221;: &#8220;The Crown&#8221; e &#8220;Peaky Blinders&#8221;. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In &#8220;The Crown&#8221;, in particolare, i personaggi sembrano davvero bloccati da un destino già segnato. E questo li espone a costanti momenti di crisi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una serie immancabile per tutti i cineamatori. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E come dice il grande Thomas Shelby, protagonista di &#8220;Peaky Blinders&#8221;: </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8220;A volte la famiglia è riparo nella tempesta. Altre volte è la tempesta stessa&#8221;. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Buona visione. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Marco Cassini</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8660" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/a-volte-la-famiglia-e-riparo-c-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/a-volte-la-famiglia-e-riparo-c-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/a-volte-la-famiglia-e-riparo-c-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/a-volte-la-famiglia-e-riparo-c-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/a-volte-la-famiglia-e-riparo-c-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/a-volte-la-famiglia-e-riparo-c-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/a-volte-la-famiglia-e-riparo-c-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/a-volte-la-famiglia-e-riparo-c-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8661" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/a-volte-la-famiglia-e-riparo-c-3-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/a-volte-la-famiglia-e-riparo-c-3-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/a-volte-la-famiglia-e-riparo-c-3-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/a-volte-la-famiglia-e-riparo-c-3-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/a-volte-la-famiglia-e-riparo-c-3-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/a-volte-la-famiglia-e-riparo-c-3-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/a-volte-la-famiglia-e-riparo-c-3-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/a-volte-la-famiglia-e-riparo-c-3.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8662" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/a-volte-la-famiglia-e-riparo-c-4-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/a-volte-la-famiglia-e-riparo-c-4-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/a-volte-la-famiglia-e-riparo-c-4-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/a-volte-la-famiglia-e-riparo-c-4-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/a-volte-la-famiglia-e-riparo-c-4-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/a-volte-la-famiglia-e-riparo-c-4-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/a-volte-la-famiglia-e-riparo-c-4-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/a-volte-la-famiglia-e-riparo-c-4.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/a-volte-la-famiglia-e-riparo-nella-tempesta-altre-volte-e-la-tempesta-stessa/">&#8220;A volte la famiglia è riparo nella tempesta. Altre volte è la tempesta stessa&#8221;.</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		<enclosure url="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/A-volte-la-famiglia-e-riparo-nella-tempesta.-Altre-volte-e-la-tempesta-stessa.m4a" length="9593325" type="audio/mpeg" />

			</item>
		<item>
		<title>Arriva il corso digitale e gratuito per Nonni Smart</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/arriva-il-corso-digitale-e-gratuito-per-nonni-smart/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=arriva-il-corso-digitale-e-gratuito-per-nonni-smart</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Dec 2022 16:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Mignini]]></category>
		<category><![CDATA[GenerAzioni a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=8482</guid>

					<description><![CDATA[<p>Obiettivo: maggiore autonomia e minore solitudine Nonni Smart è un corso online gratuito, semplice e immediato offerto da Specchio d’Italia e il Gruppo Gedi a tutti gli over 60 che desiderano utilizzare il telefonino e il computer senza difficoltà. Il corso, tenuto dalla docente di informatica Valeria Marchiandi, ha formato oltre 3000 persone attraverso le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/arriva-il-corso-digitale-e-gratuito-per-nonni-smart/">Arriva il corso digitale e gratuito per Nonni Smart</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=8482" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NJieP-o_XgXc38QPL7K.mp3?generation=1671525147684509&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=8482&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NJieP-o_XgXc38QPL7K"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=8482"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><b><i>Obiettivo: maggiore autonomia e minore solitudine</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nonni Smart è un corso online gratuito, semplice e immediato offerto da Specchio d’Italia e il Gruppo Gedi a tutti gli over 60 che desiderano utilizzare il telefonino e il computer senza difficoltà.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il corso, tenuto dalla docente di informatica Valeria Marchiandi, ha formato oltre 3000 persone attraverso le 18 video lezioni registrate e fruibili online da tablet o pc purché si abbia una connessione stabile.  L’iscrizione, completamente gratuita, consente di accedere a contenuti che guidano passo passo i nonni e le nonne nell’approccio all’informatica. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Certo, eguagliare i nativi digitali è impossibile ma il corso è formulato per aiutare a colmare le piccole lacune e permettere ai nonni di trovare un canale nuovo di comunicazione per interagire con i propri nipoti. In generale il digitale e i social aiutano gli over a ridurre il divario più grande, quello della solitudine. Internet è una finestra sulla vita e il corso prevede passaggi estremamente semplici per testare le proprie capacità: si comincia da come usare la tastiera del telefonino e anche quella del computer e da lì, passo dopo passo, ci si avvicina alle pagine web, alle notizie, alle fotografie, ai video, alla gestione di una caselle di posta elettronica, alla procedura per lo Spid o per la Pec.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il corso è pensato per gli over 60, ma in realtà l’età media è più alta: secondo quanto riportato da Specchio d’Italia, </span><i><span style="font-weight: 400;">“Siamo sopra i 70 anni, in grande prevalenza donne, con adesioni da tutte le regioni ed anche dall’estero. In Italia registriamo punte di interesse nel nord-ovest, fra Piemonte, Liguria e Lombardia, nel nord-est, soprattutto Friuli e Veneto, e in Sicilia. In grande maggioranza hanno scoperto questo corso attraverso il passaparola, circa un terzo l’hanno letto sui giornali, un quarto circa l’ha sentito alla radio. Chi è un po’ più smaliziato ha compilato la scheda di iscrizione su www.nonnismart.org ma in tanti hanno preferito la voce di un operatore chiamando il numero telefonico 02 82180808”.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A spingere gli anziani verso il corso c’è soprattutto </span><i><span style="font-weight: 400;">“il desiderio di essere autonomi, di comprendere meglio gli argomenti di cui parlano i nipoti, di scattare e inviare una fotografia od un video agli amici”</span></i><span style="font-weight: 400;">. Tra le richieste più frequenti, come riconoscere i tentativi di truffa: </span><i><span style="font-weight: 400;">“gli anziani le temono e fanno mille domande su come individuarle”.  </span></i><span style="font-weight: 400;">Una conquista per molti iscritti è la gestione del conto corrente: </span><i><span style="font-weight: 400;">“per molti un tabù, sino a quando non vengono accompagnati a scoprire quanto sia semplice consultare l’estratto conto della banca”</span></i><span style="font-weight: 400;">. Ma la maggior soddisfazione viene dai viaggi: </span><i><span style="font-weight: 400;">“Il primo biglietto comprato sul sito di Trenitalia non si scorda mai…”</span></i><span style="font-weight: 400;">. Passo importante, secondo Specchio D’Italia, è la scoperta del giornale online: </span><i><span style="font-weight: 400;">“Molti sono profondamente affezionati alla carta, ma apprezzano molto la possibilità di vedere video ed anche quella di fare ricerche all’interno del giornale, che diventano rapidissime, senza dover sfogliare e risfogliare le pagine”.</span></i></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Cristina Mignini</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8658" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/arriva-corso-digitale-nonni-smart-ci-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/arriva-corso-digitale-nonni-smart-ci-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/arriva-corso-digitale-nonni-smart-ci-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/arriva-corso-digitale-nonni-smart-ci-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/arriva-corso-digitale-nonni-smart-ci-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/arriva-corso-digitale-nonni-smart-ci-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/arriva-corso-digitale-nonni-smart-ci-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/arriva-corso-digitale-nonni-smart-ci-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8659" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/arriva-corso-digitale-nonni-smart-ci-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/arriva-corso-digitale-nonni-smart-ci-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/arriva-corso-digitale-nonni-smart-ci-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/arriva-corso-digitale-nonni-smart-ci-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/arriva-corso-digitale-nonni-smart-ci-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/arriva-corso-digitale-nonni-smart-ci-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/arriva-corso-digitale-nonni-smart-ci-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/arriva-corso-digitale-nonni-smart-ci-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/arriva-il-corso-digitale-e-gratuito-per-nonni-smart/">Arriva il corso digitale e gratuito per Nonni Smart</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Anziani e bambini più vicini grazie all’uncinetto</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/anziani-e-bambini-piu-vicini-grazie-alluncinetto/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=anziani-e-bambini-piu-vicini-grazie-alluncinetto</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Dec 2022 16:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Associazioni e dissociazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Mignini]]></category>
		<category><![CDATA[GenerAzioni a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=8484</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dal recupero della tradizione, il saper fare della solidarietà Anziane signore pronte a trasmettere agli studenti delle elementari l’arte dell’uncinetto, all’insegna del recupero della tradizione ma soprattutto della solidarietà. È il duplice scopo dell’iniziativa promossa dalla CRA Villa Serena, socia fondatrice del Consorzio Colibrì, condivisa con le Scuole Pavese di Bologna. Il progetto nasce da [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/anziani-e-bambini-piu-vicini-grazie-alluncinetto/">Anziani e bambini più vicini grazie all’uncinetto</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=8484" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NJieBA5W4HcSC20rL4u.mp3?generation=1671525097034552&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=8484&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NJieBA5W4HcSC20rL4u"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=8484"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><b>Dal recupero della tradizione, il saper fare della solidarietà</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anziane signore pronte a trasmettere agli studenti delle elementari l’arte dell’uncinetto, all’insegna del recupero della tradizione ma soprattutto della solidarietà. È il duplice scopo dell’iniziativa promossa dalla CRA Villa Serena, socia fondatrice del Consorzio Colibrì, condivisa con le Scuole Pavese di Bologna. Il progetto nasce da un’idea di Sheep Italia, la onlus fondata nel 2019, che opera nel campo dei diritti umani.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il risultato di questa collaborazione che avvicina due generazioni diverse, porterà nei prossimi mesi alla creazione di coperte, in lana riciclata, da destinare agli indigenti, senzatetto della città di Bologna.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I manufatti saranno completati tra dicembre e gennaio e donati alla Cooperativa Sociale Piazza Grande che da oltre vent’anni opera a Bologna sostenendo la lotta alla povertà, promuovendo percorsi di reinserimento sociale e lavorativo delle persone senza dimora.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">«Un’iniziativa importante sul piano educativo e sociale &#8211;</span></i><b> dichiara la direttrice della CRA Villa Serena Luana Carmen Tarquinio </b><i><span style="font-weight: 400;">&#8211; in cui i nostri anziani insegnano ai bambini, direttamente nella loro scuola, a realizzare dei manufatti, imparando una tecnica creativa che appartiene al passato ma che proprio grazie al progetto viene recuperata e valorizzata».</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In attesa della consegna delle prime creazioni artigianali, ogni lunedì mattina, da qualche settimana, un gruppo di signore ospiti di Villa Serena si recano nella scuola Pavese, per insegnare l’uncinetto ai bambini delle classi terze, quarte e quinte elementari. </span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Il nostro obiettivo &#8211; </span></i><span style="font-weight: 400;">spiega</span><b> la responsabile del Servizio socioeducativo di Villa Serena Federica Taddia </b><i><span style="font-weight: 400;">&#8211; è agire positivamente sulla sfera emotiva e relazionale per migliorare il benessere, il senso di responsabilità e di autonomia degli ospiti. Impegnati a lavorare con la lana, le anziane signore riscoprono la propria manualità condividendo con altri, e soprattutto con i bambini, emozioni ed esperienze”.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ancora una volta insegnanti, educatori, ospiti e bambini sono uniti da una finalità intergenerazionale, come spesso accade a Villa Serena. E’ il caso dell’orto che la CRA realizza ogni anno con la partecipazione di anziani e bambini che ha lo scopo di trasmettere la passione e la conoscenza alle nuove generazioni, per alimentare il ricordo della tradizione e favorire un apprendimento attraverso uno scambio di tipo relazionale.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Cristina Mignini</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8634" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/anziani-e-bambini-vicini-grazie-a-uncinetto-a_d-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/anziani-e-bambini-vicini-grazie-a-uncinetto-a_d-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/anziani-e-bambini-vicini-grazie-a-uncinetto-a_d-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/anziani-e-bambini-vicini-grazie-a-uncinetto-a_d-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/anziani-e-bambini-vicini-grazie-a-uncinetto-a_d-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/anziani-e-bambini-vicini-grazie-a-uncinetto-a_d-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/anziani-e-bambini-vicini-grazie-a-uncinetto-a_d-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/anziani-e-bambini-vicini-grazie-a-uncinetto-a_d-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8635" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/anziani-e-bambini-vicini-grazie-a-uncinetto-a_d-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/anziani-e-bambini-vicini-grazie-a-uncinetto-a_d-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/anziani-e-bambini-vicini-grazie-a-uncinetto-a_d-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/anziani-e-bambini-vicini-grazie-a-uncinetto-a_d-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/anziani-e-bambini-vicini-grazie-a-uncinetto-a_d-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/anziani-e-bambini-vicini-grazie-a-uncinetto-a_d-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/anziani-e-bambini-vicini-grazie-a-uncinetto-a_d-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/anziani-e-bambini-vicini-grazie-a-uncinetto-a_d-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8636" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/anziani-e-bambini-vicini-grazie-a-uncinetto-a_d-3-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/anziani-e-bambini-vicini-grazie-a-uncinetto-a_d-3-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/anziani-e-bambini-vicini-grazie-a-uncinetto-a_d-3-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/anziani-e-bambini-vicini-grazie-a-uncinetto-a_d-3-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/anziani-e-bambini-vicini-grazie-a-uncinetto-a_d-3-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/anziani-e-bambini-vicini-grazie-a-uncinetto-a_d-3-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/anziani-e-bambini-vicini-grazie-a-uncinetto-a_d-3-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/anziani-e-bambini-vicini-grazie-a-uncinetto-a_d-3.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8637" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/anziani-e-bambini-vicini-grazie-a-uncinetto-a_d-5-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/anziani-e-bambini-vicini-grazie-a-uncinetto-a_d-5-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/anziani-e-bambini-vicini-grazie-a-uncinetto-a_d-5-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/anziani-e-bambini-vicini-grazie-a-uncinetto-a_d-5-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/anziani-e-bambini-vicini-grazie-a-uncinetto-a_d-5-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/anziani-e-bambini-vicini-grazie-a-uncinetto-a_d-5-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/anziani-e-bambini-vicini-grazie-a-uncinetto-a_d-5-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/anziani-e-bambini-vicini-grazie-a-uncinetto-a_d-5.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/anziani-e-bambini-piu-vicini-grazie-alluncinetto/">Anziani e bambini più vicini grazie all’uncinetto</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Dal cinema alla letteratura con Coco e Il codice dell&#8217;Anima&#8221;</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/dal-cinema-alla-letteratura-con-coco-e-il-codice-dellanima/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=dal-cinema-alla-letteratura-con-coco-e-il-codice-dellanima</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Dec 2022 16:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra De Angelis]]></category>
		<category><![CDATA[GenerAzioni a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=8470</guid>

					<description><![CDATA[<p>La vita è il nostro progetto: nasce da un’idea, un’immagine, si disegna, si costruisce, così come un film Sono sempre stata affascinata dall’idea che i nomi propri siano una sorta di impronta, un segno indelebile come un tatuaggio sulla pelle. Il nome ci distingue, ma noi non siamo quel nome. Noi siamo altro, siamo tutto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/dal-cinema-alla-letteratura-con-coco-e-il-codice-dellanima/">&#8220;Dal cinema alla letteratura con Coco e Il codice dell&#8217;Anima&#8221;</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=8470" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NJie9bre0i5IY_K_9Cq.mp3?generation=1671525093421452&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=8470&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NJie9bre0i5IY_K_9Cq"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=8470"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><b>La vita è il nostro progetto: nasce da un’idea, un’immagine, si disegna, si costruisce, così come un film</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sono sempre stata affascinata dall’idea che i nomi propri siano una sorta di impronta, un segno indelebile come un tatuaggio sulla pelle. Il nome ci distingue, ma noi non siamo quel nome. Noi siamo altro, siamo tutto e, quel tutto, è racchiuso in quel nome. C’è chi dice che non bisogna dare al nascituro il nome di un parente defunto, poiché si rischia di trapiantare nel nuovo nato un destino che non è il suo, ed è intorno a questa credenza che ho imbastito il mio romanzo d’esordio. Sono convinta che siamo venuti al mondo solo per realizzare noi stessi e non il desiderio di altri. Non dobbiamo assomigliare a nessuno, se non a noi stessi, dobbiamo cercarci, dobbiamo trovarci; le nuove generazioni sembrano esserne più consapevoli, libere dai retaggi di una mentalità arcaica permeata dal peccato originario, e dunque dalla sofferenza e dell&#8217;espiazione. Il film </span><b>Coco</b><span style="font-weight: 400;"> della Pixar &#8211; Walt Disney ce lo ricorda grazie a Miguel, il piccolo protagonista che sogna di diventare un musicista, ma la sua famiglia lo obbliga a rimanere dentro le fila del suo destino, quello tracciato dalla famiglia stessa, che gli impone di lavorare nella ditta di calzature fondata dalla nonna, ma lui non ci sta, la sua passione è un forte richiamo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il mio nome deriva dal greco Aléxandros e significa “protettore degli uomini” ed io, caso o non caso, ho un carattere che tende a difendere chi ha bisogno, indistintamente; potrei quindi affermare che mi calza a pennello, oppure potrei azzardare l’ipotesi di averlo scelto prima del mio arrivo nel grembo di mia madre. E, addirittura, potrei aver scelto anche mia madre, e mio padre, ma anche le mie sorelle, tutto predeterminato con lo scopo di vivere determinate esperienze, anche quelle dolorose. Quindi il caso non esiste? Una risposta netta non credo ci sia, ma pensieri, filosofie, e anche religioni molto affascinanti, si, ci sono. Per citare uno studioso importante che cita un altro dotto, vi trascrivo un breve estratto da </span><b><i>Il codice dell’anima</i></b><span style="font-weight: 400;"> dove si narra del mito platonico di Er:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&lt;&lt;Quando tutte le anime si erano scelte la vita, secondo che era loro toccato, si presentavano davanti a Lachesi [</span><i><span style="font-weight: 400;">lachos, </span></i><span style="font-weight: 400;">“parte, porzione di destino”]. A ciascuna ella dava come compagno il genio [</span><i><span style="font-weight: 400;">daimon</span></i><span style="font-weight: 400;">] che quella si era assunto, perché le facesse da guardiano durante la vita e adempisse il destino da lei scelto.&gt;&gt;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nell’anima è contenuta l’immagine del nostro destino, e l’anima ha una guida, che appunto si chiama </span><i><span style="font-weight: 400;">daimon</span></i><span style="font-weight: 400;">. Come tutte le guide ha un compito essenziale, di indirizzare, accompagnare, ricordare, ed è così che il </span><i><span style="font-weight: 400;">daimon</span></i><span style="font-weight: 400;"> ci conduce ad un particolare corpo, che nasce da quei genitori, in un determinato luogo. Tutto scelto prima della nascita, e quindi anche il nome a mio avviso, ma tutto viene dimenticato attraversando la pianura di Lete, la pianura dell’oblio. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il grembo materno, la nascita.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Siamo attori protagonisti di un film che è la nostra vita; come ciechi non siamo in grado di vederlo ma lo percepiamo. Adagio adagio, seguendo quell’istinto naturale che ci accomuna, che ci spinge a vivere determinate esperienze e non altre, comprese quelle errate, riusciamo a scorgere il bastone… Allora, non più a tentoni, bensì con un appoggio (una guida), avanziamo intrepidi (come il piccolo Miguel) nelle scene della nostra vita. Potremmo dire che la vita è un progetto, il nostro: nasce da un’idea, un’immagine, si disegna, si costruisce, così come un film. E la teoria della ghianda dice che il </span><i><span style="font-weight: 400;">daimon</span></i><span style="font-weight: 400;"> predetermina la madre poiché dotato di prescienza, ed è immortale, “nel senso che non ci lascia mai e non può essere liquidato dalle spiegazioni di noi mortali” spiega Hillman, ed aggiunge: “C’entra molto con i sentimenti di unicità, di grandezza, e con l’inquietudine del cuore, con la sua impazienza, la sua insoddisfazione, i suoi struggimenti” (ce lo mostra Miguel). Quindi perché scegliamo quella madre e quel padre? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ognuno di noi deve immergersi nella propria vita per trovare le risposte o le vie di fuga. Si, vie di fuga, esattamente quelle che ci occorrono per fuggire da quei terribili condizionamenti che hanno minato la nostra felicità, offuscando nostri sogni (Miguel attraversa un ponte e sprofonda nel mondo dei morti). Prima di immergerci però, dobbiamo tener presente ciò che dice Hillman: “La fantasia dell’influenza dei genitori sull’infanzia ci insegue per tutta la vita, anche quando i genitori in carne e ossa sono da un pezzo ridotti a fotografie sbiadite, sicché gran parte del loro potere deriva dall’idea di tale potere”. E’ vero, può essere che i nostri sogni non siano stati spronati da nostra madre, può essere che nostro padre non si sia opposto alle limitazioni dell’altra o viceversa. E’ vero tutto, ma “Quanto più la mia vita viene spiegata sulla base di qualcosa che è già nei miei cromosomi, di qualcosa che i miei genitori hanno fatto o hanno omesso di fare, e alla luce dei miei primi anni di vita ormai lontani, tanto più la mia biografia sarà la stessa di una vittima”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ora, avete il permesso di immergervi. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Alessandra De Angelis</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8641" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/dal-cinema-alla-letteratura-c-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/dal-cinema-alla-letteratura-c-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/dal-cinema-alla-letteratura-c-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/dal-cinema-alla-letteratura-c-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/dal-cinema-alla-letteratura-c-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/dal-cinema-alla-letteratura-c-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/dal-cinema-alla-letteratura-c-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/dal-cinema-alla-letteratura-c-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/dal-cinema-alla-letteratura-con-coco-e-il-codice-dellanima/">&#8220;Dal cinema alla letteratura con Coco e Il codice dell&#8217;Anima&#8221;</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
