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	<title>Fusione nucleare: Speranza o illusione? Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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		<title>Energia compatta 24 ore su 24, 7 giorni su 7, senza emissioni di carbonio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Mar 2023 16:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Mignini]]></category>
		<category><![CDATA[Fusione nucleare: Speranza o illusione?]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Energia compatta 24 ore su 24, 7 giorni su 7, senza emissioni di carbonio New Cleo diventa firmataria del Carbon-free Energy Compact delle Nazioni Unite 24/7 In risposta all&#8217;urgente necessità di promuovere una rapida decarbonizzazione nell&#8217;economia globale, un gruppo di acquirenti di energia, fornitori di energia, governi, operatori di sistema, fornitori di soluzioni, investitori e [&#8230;]</p>
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<p><b>Energia compatta 24 ore su 24, 7 giorni su 7, senza emissioni di carbonio</b></p>
<p><b><i>New Cleo diventa firmataria del Carbon-free Energy Compact delle Nazioni Unite 24/7</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In risposta all&#8217;urgente necessità di promuovere una rapida </span><b>decarbonizzazione</b><span style="font-weight: 400;"> nell&#8217;economia globale, </span><b>un gruppo</b><span style="font-weight: 400;"> di acquirenti di energia, fornitori di energia, governi, operatori di sistema, fornitori di soluzioni, investitori e altre organizzazioni </span><b>si è unito</b><span style="font-weight: 400;"> per accelerare la decarbonizzazione delle reti elettriche adottando, consentendo e </span><b>promuovendo l&#8217;energia senza carbonio (CFE) 24 ore su 24, 7 giorni su 7</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">24/7 Carbon-free Energy (CFE) significa che ogni chilowattora di consumo di elettricità viene soddisfatto con fonti di elettricità prive di carbonio, ogni ora di ogni giorno, ovunque. È sia lo stato finale di un sistema elettrico completamente decarbonizzato, sia un approccio trasformativo all&#8217;approvvigionamento energetico, alla fornitura e alla progettazione delle politiche che è fondamentale per accelerarne l&#8217;arrivo.</span></p>
<p><b>Il Carbon-free Energy Compact 24 ore su 24, 7 giorni su 7, è un insieme di principi e azioni a cui le parti interessate dell&#8217;ecosistema energetico possono impegnarsi per guidare il cambiamento sistemico.</b><span style="font-weight: 400;"> Grazie ai notevoli progressi in corso nell&#8217;energia pulita e nelle tecnologie abilitanti, la transizione verso un settore elettrico completamente decarbonizzato è possibile. Il suo raggiungimento richiederà uno sforzo concertato e mirato da parte di tutte le parti interessate per sviluppare e ridimensionare le politiche energetiche, le tecnologie, le pratiche di approvvigionamento e le soluzioni per trasformare il più ampio ecosistema energetico per consentire il raggiungimento rapido ed economico del CFE 24 ore su 24, 7 giorni su 7 per tutti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra i firmatari dell&#8217;Energy Compact 24 ore su 24, 7 giorni su 7 , anche new cleo, un </span><b>innovatore</b><span style="font-weight: 400;"> nel campo dell&#8217;energia nucleare impegnato a ridurre l&#8217;impatto ambientale della fissione nucleare e fornire energia sicura e pulita, combinando le tecnologie accessibili esistenti a costi competitivi per tutti in ogni momento .</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Il nostro più grande impegno è garantire a tutti un futuro più sostenibile ed efficiente in termini di costi. Adottare le misure appropriate per garantire che possiamo raggiungere questo obiettivo è fondamentale per New Cleo. Non vediamo l&#8217;ora di riformulare ulteriormente le idee sbagliate del pubblico in generale sull&#8217;energia nucleare e le possibilità che l&#8217;energia nucleare offre. Raggiungere gli obiettivi climatici è parte integrante della nostra attività e manteniamo il nostro impegno per aiutare a fornire elettricità rinnovabile senza emissioni di carbonio ovunque e in qualsiasi momento&#8221;,</span></i> <b>ha affermato Stefano Buono, amministratore delegato di New Cleo.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Di fronte alle preoccupazioni energetiche e ai rapidi sforzi di decarbonizzazione in tutto il mondo, new cleo si è unita agli sforzi insieme del gruppo di fornitori di energia, acquirenti di energia, governi, operatori di sistema, fornitori di soluzioni, investitori e organizzazioni per accelerare questi impegni.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Questo approccio trasformativo all&#8217;approvvigionamento energetico, alla fornitura e alla progettazione delle politiche è fondamentale per accelerare un sistema elettrico completamente decarbonizzato. Attraverso un cambiamento sistematico e lavorando insieme per un futuro più sostenibile, è possibile ottenere una produzione di energia completamente decarbonizzata con uno sforzo concertato di tutte le parti coinvolte per un risultato rapido ed economico&#8221;,</span></i> <b>conclude l’AD Stefano Buono.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per ulteriori informazioni sul crescente movimento per l&#8217;energia senza emissioni di carbonio 24 ore su 24, 7 giorni su 7, potete visitare www.gocarbonfree247.com .</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Cristina Mignini</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10022" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/energia-compatta-ci-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/energia-compatta-ci-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/energia-compatta-ci-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/energia-compatta-ci-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/energia-compatta-ci-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/energia-compatta-ci-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/energia-compatta-ci-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/energia-compatta-ci-1.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10023" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/energia-compatta-ci-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/energia-compatta-ci-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/energia-compatta-ci-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/energia-compatta-ci-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/energia-compatta-ci-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/energia-compatta-ci-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/energia-compatta-ci-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/energia-compatta-ci-2.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Il sogno dell’energia pulita e illimitata può diventare realtà?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Mar 2023 16:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Fusione nucleare: Speranza o illusione?]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Giorgi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nostro sistema economico ha bisogno di energia sempre in misura maggiore, e questo crea problemi all’ambiente e alla salute delle persone, perché non esiste energia a impatto zero!  Secondo il World Energy Balance i dati del 2019 indicano che le fonti energetiche sono costituite da: Petrolio al 30,9%, Carbone 26,8%, Gas naturale 23,2%, e [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Il nostro sistema economico ha bisogno di energia sempre in misura maggiore, e questo crea problemi all’ambiente e alla salute delle persone, perché non esiste energia a impatto zero!</span><span style="font-weight: 400;">  Secondo il World Energy Balance i dati del 2019 indicano che le fonti energetiche sono costituite da: Petrolio al 30,9%, Carbone 26,8%, Gas naturale 23,2%, e poi Biocarburanti al 9,4%, Nucleare al 5%, Idroelettrico al 2,5%, altre fonti rinnovabili al 2%.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Come si vede, a parte le fonti rinnovabili che incidono in minima percentuale, tutte le altre fonti sono inquinanti e hanno il problema dello smaltimento sicuro, come nel caso delle scorie radioattive, mentre va detto che, </span><span style="font-weight: 400;">pur producendo energia pulita, anche i pannelli solari inquinano, oltre a presentare il problema di garantire meno energia in inverno, per la luce del giorno più limitata. Infatti,</span> <span style="font-weight: 400;">le più promettenti celle solari in termini di efficienza, quelle a base del materiale chiamate perovskite, contengono piombo, che può essere rilasciato nell&#8217;ambiente e assorbito dalle piante. Pubblicata sulla rivista Nature Communications, e rilanciata dal quotidiano Il Mattino a gennaio del 2020, la scoperta si deve ad una ricerca condotta fra Cina, Germania e Italia, guidata da Antonio</span> <span style="font-weight: 400;">Abate, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) di Napoli</span><b>.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’emergenza gas di recente attualità ha peggiorato la preoccupazione per la tenuta del sistema economico e per le famiglie, che vedono i rialzi dei prezzi, e temono anche l’eventuale scarsità di gas per le necessità quotidiane.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Perciò, è stata accolta con molto interesse e con grande speranza la notizia, da fonti americane del dicembre appena trascorso, della svolta nella ricerca di energia pulita e praticamente illimitata dalla fusione nucleare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il clamore della notizia mi ha fatto ripensare alla scoperta degli OGM di qualche anno fa, salutata come un grande successo della scienza per avere mais, grano e altro, resistenti ai parassiti e in grado di assicurare raccolti in abbondanza, anche in zone difficili e magari senza acqua a sufficienza per le necessità dell’agricoltura. Così, sarebbe stato possibile assicurare cibo a buon mercato alle popolazioni più povere e risolvere il problema della fame. Poi, la scoperta del lato oscuro degli OGM: la possibilità di alterare il DNA umano e di diventare veicolo per le erbe infestanti di resistenza agli erbicidi, quindi un flop per molti versi! </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Ora, per la prima volta nella storia gli scienziati del Lawrence Livermore National Laboratory in California hanno ottenuto dalla fusione una quantità di energia superiore a quella che viene consumata durante il processo, ma anche se si tratta di un grande risultato, va chiarito che ancora siamo lontani dall’aver trovato una soluzione definitiva al problema!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Infatti, il processo che permetterà di avere energia senza emissioni di carbonio, da utilizzare per aziende e famiglie è ancora da studiare e semplificare, vista la complessità che presenta attulmente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le previsioni degli esperti,</span> <span style="font-weight: 400;">come Stefano Atzeni, fisico dell’Università  La Sapienza che ha collaborato anche con alcuni dei gruppi coinvolti negli esperimenti di Livermore, parlano di almeno tre decenni di attesa, prima</span> <span style="font-weight: 400;">di vedere un reattore a fusione allacciato alla rete. Atzeni afferma che i tempi possono essere abbreviati </span><i><span style="font-weight: 400;">“…solo se dovesse emergere qualche novità, data da nuovi materiali superconduttori, o altre tecnologie che possano permettere di trovare soluzioni efficienti. Ma anche in questo caso non penso si possa guadagnare più di una decina di anni!”.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La verità è che allo stato attuale</span> <span style="font-weight: 400;">solo le stelle e il sole possono produrre energia pulita e illimitata, e nell’immediato dobbiamo imparare a modificare le nostre abitudini e a risparmiare energia, senza farci troppe illusioni di soluzioni facili e immediate!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Soprattutto, dovremmo imparare a collaborare a livello internazionale, per abbreviare i tempi della ricerca e cercare di essere generosi nel mettere a disposizione, anche dei Paesi con meno mezzi economici, le innovazioni conquistate dalle potenze economiche, aprendo così vie di sviluppo pacifico e di vero progresso civile, che certamente faranno un gran bene all’ambiente e alle persone, che con il rispetto della comune casa che è il mondo, vivranno in modo più sano!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sembra un discorso ovvio, ma è il più realista e possibile da realizzare, sia pure con lo sforzo di tutti: l’alternativa?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Il naufragio delle nostre aspettative, mentre aspettiamo i soccorsi, che hanno bisogno di tempo per arrivare a trovare le soluzioni giuste!</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;"> Paola Giorgi</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10025" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/il-sogno-dell-energia-pulita-vrp-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/il-sogno-dell-energia-pulita-vrp-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/il-sogno-dell-energia-pulita-vrp-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/il-sogno-dell-energia-pulita-vrp-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/il-sogno-dell-energia-pulita-vrp-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/il-sogno-dell-energia-pulita-vrp-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/il-sogno-dell-energia-pulita-vrp-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/il-sogno-dell-energia-pulita-vrp-1.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10026" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/il-sogno-dell-energia-pulita-vrp-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/il-sogno-dell-energia-pulita-vrp-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/il-sogno-dell-energia-pulita-vrp-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/il-sogno-dell-energia-pulita-vrp-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/il-sogno-dell-energia-pulita-vrp-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/il-sogno-dell-energia-pulita-vrp-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/il-sogno-dell-energia-pulita-vrp-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/il-sogno-dell-energia-pulita-vrp-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>“Atomo più atomo, si crea l&#8217;uomo. Atomica più atomica, l&#8217;uomo si distrugge.”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Mar 2023 16:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Associazioni e dissociazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Fusione nucleare: Speranza o illusione?]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Ragionieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo sviluppo economico e l’aumento dei consumi che si sono avuti nel XX secolo, se da una parte hanno portato benessere per larghi strati della popolazione, dall’altra hanno creato pressioni sull’ambiente. Problemi, quali il deterioramento delle risorse, la perdita della biodiversità, la produzione di rifiuti, l’inquinamento prodotto dall’impiego dei combustibili fossili, dimostrano che la questione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/atomo-piu-atomo-si-crea-luomo-atomica-piu-atomica-luomo-si-distrugge/">“Atomo più atomo, si crea l&#8217;uomo. Atomica più atomica, l&#8217;uomo si distrugge.”</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Lo sviluppo economico e l’aumento dei consumi che si sono avuti nel XX secolo, se da una parte hanno portato benessere per larghi strati della popolazione, dall’altra hanno creato pressioni sull’ambiente. Problemi, quali il deterioramento delle risorse, la perdita della biodiversità, la produzione di rifiuti, l’inquinamento prodotto dall’impiego dei combustibili fossili, dimostrano che la questione ambientale ha una dimensione planetaria. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’uomo, fin dalla notte dei tempi, ha sempre utilizzato le risorse naturali per soddisfare le sue necessità senza curarsi troppo delle conseguenze sia in termini di inquinamento ambientale che di impoverimento di risorse che questo comportamento avrebbe potuto arrecare all’ambiente in cui viveva. L’attuale società vive la contraddizione tra i vantaggi che il progresso le assicura e il degrado dell’ambiente derivante dallo sfruttamento delle risorse, che non possono essere rinnovate con la stessa velocità con la quale sono utilizzate. L’energia è legata a tutte le attività umane: quando pensiamo o ci muoviamo utilizziamo energia immagazzinata nel nostro corpo; tutti gli oggetti che ci circondano o di cui facciamo uso hanno bisogno di energia per funzionare o ne hanno avuto bisogno per essere costruiti; l’energia illumina e riscalda le nostre case, ci permette di spostarci, alimenta gli strumenti coi quali produciamo il cibo e così via.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Solo più recentemente, nel secolo scorso, l’uomo ha iniziato a preoccuparsi dei danni ambientali derivanti dalle sue azioni forse anche perché aveva esaurito le zone inesplorate in cui insediarsi ed ha compreso che per poter mantenere lo stesso standard di vita erano necessari interventi radicali. Dalla percezione di tale instabilità nasce l’esigenza di un cambiamento d’impostazione; passaggio da una società basata sulla crescita economica perpetua, dimostratasi non attuabile, a una società sostenibile, si colloca come una possibile e valida alternativa”, esaminando e le forme e le fonti, per mettere in evidenza quale tipo di energia sia necessario utilizzare come sostenuto da Nicholas Roegen: “L’energia libera cui l’uomo può accedere proviene da due fonti distinte. La prima fonte è uno stock, lo stock di energia libera dei giacimenti minerari nelle viscere della Terra. La seconda fonte è un flusso, quello delle radiazioni solari intercettato dalla Terra.  Soltanto la fonte terrestre ci fornisce i materiali a bassa entropia con cui fabbrichiamo le nostre attrezzature più importanti. D’altro canto, le radiazioni solari sono la fonte prima di tutta la vita sulla Terra, che comincia con la fotosintesi clorofilliana. Infine, lo stock terrestre è una fonte ben misera a paragone con quella solare. Con ogni probabilità, la vita attiva del Sole – ossia il periodo durante il quale la Terra riceverà un flusso di energia solare di intensità significativa – durerà altri cinque miliardi di anni ciò significa che dobbiamo concentrare i nostri consumi sulle fonti di energia derivanti dal flusso delle radiazioni solari, cioè le fonti rinnovabili, in quanto è dalla radiazione solare che hanno origine direttamente o indirettamente: l’energia delle biomasse prodotta attraverso la fotosintesi, l’energia idroelettrica alimentata dal ciclo dell’acqua, l’energia eolica derivante da quella cinetica del vento che a sua volta dà origine anche all’energia delle onde. Dovremmo imparare a usare in maniera intelligente le scorte rimanenti di energia fossile. È fondamentale cercare alternative possibili e auspicabili all&#8217;energia fossile, ma anche esplorare modelli alternativi di sviluppo, rendendo possibile l&#8217;espressione di modelli metabolici basati su un livello inferiore di consumo di energia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il concetto di energia non è di facile esplicazione. Può essere definito come “la capacità di un corpo, o di un sistema, di compiere un lavoro” perciò, innanzitutto, è necessario spiegare cosa si intende per lavoro. In termini concreti si può descrivere il lavoro come l’utilizzo di una forza per spostare un oggetto, o qualsiasi processo che produce un cambiamento, di temperatura, di composizione chimica, di velocità, ecc. all’interno di un sistema. La quantità del lavoro è data dall’entità di forza utilizzata e dalla dimensione dello spostamento. L’energia, quindi, è il parametro che quantifica la capacità di un sistema di compiere un lavoro. Ogni forma di energia può essere trasformata in un’altra forma, Il punto di partenza di ogni catena di trasformazione è un’energia primaria, che viene trasformata in energia secondaria, la quale può essere nuovamente trasformata in altre energie secondarie fino a quando è disponibile come energia utilizzata. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una scoperta americana   che tratta di una svolta in materia di energia cioè di una reazione di fusione nucleare che genera più energia di quella necessaria per innescarla, energia senza emissioni di carbonio che gli scienziati hanno inseguito sin dagli anni &#8217;50</span><span style="font-weight: 400;">, </span><span style="font-weight: 400;">lo scopo della ricerca sulla fusione è replicare la reazione nucleare attraverso la quale si crea l&#8217;energia sul Sole. </span><i><span style="font-weight: 400;"> </span></i><span style="font-weight: 400;">Un risultato epocale: dopo decenni di lavoro, per la prima volta nella storia si è arrivati alla fusione nucleare che permette la produzione di energia pulita e meno costosa, la fusione nucleare è il meccanismo che produce energia dalla fusione di due atomi di idrogeno, generandone uno elio, a dire da parte degli scienziati</span><span style="font-weight: 400;">, </span><span style="font-weight: 400;">non crea infatti radioattività nè scorie. Per avere l’energia pulita da fusione nucleare ci sono ostacoli molti significativi, non solo a livello scientifico ma tecnologico, </span><span style="font-weight: 400;">l’Energia Nucleare si pone sempre più come uno dei principali strumenti per affrontare i problemi legati alle questioni ambientali come i mutamenti climatici e la ridotta disponibilità di alcuni combustibili fossili.</span> <span style="font-weight: 400;">L’</span><a href="https://www.studenti.it/topic/energia-nucleare.html"><span style="font-weight: 400;">energia nucleare</span></a><span style="font-weight: 400;"> è presente in natura, non deriva dalla trasformazione di altre forme di </span><a href="https://www.studenti.it/energia-significato-e-forme-di-energia.html"><span style="font-weight: 400;">energia</span></a><span style="font-weight: 400;"> e fa quindi parte delle fonti di energia primaria </span><span style="font-weight: 400;">lo scienziato Albert Enistein nel 1905  intuì la possibilità di ricavare energia dal nucleo dell&#8217;atomo,  nella seconda metà del XX secolo che si decise di utilizzare l’energia nucleare per produrre energia elettrica.  L’esaurimento delle energie rinnovabili ha portato alla scelta di questo tipo di energia che però presenta </span><span style="font-weight: 400;">molti problemi ambientali ed è poco sicura in quanto potrebbe trasmettere radioattività attraverso le scorie. Ma nonostante questo non emette anidride carbonica e si può quindi considerare “energia pulita, la sicurezza delle centrali è aumentata ma resta comunque molto bassa. Infatti non sono solo le scorie radioattive a mettere in pericolo l’equilibrio del nostro pianeta ma anche gli eventuali danni che potrebbero causare le centrali se sottoposte a catastrofi naturali quali terremoti, altra considerazione riguarda gli svantaggi riguardanti il sistema di smaltimento di rifiuti e i gravi incidenti che possono succedere in caso di guasto di una centrale, la preziosa energia” pulita” è ancora in fase di studio e ricerche. l’Italia, è un paese sviluppato, ma il suo sviluppo lo deve del tutto all’estrazione di minerali poiché non possiede molte miniere e pozzi di petrolio. Per questo una possibile fonte di energia è quella nucleare. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quindi, un quesito fondamentale: qual è la fonte più adatta per alimentare il mondo di domani? Secondo alcuni esperti l’energia nucleare è relativamente sicura, affidabile e pulita; rispetto alla distruzione del pianeta causata dai combustibili fossili, l’energia nucleare sembra una panacea. L’obiettivo fissato dall’Accordo di Parigi per scongiurare i peggiori effetti del riscaldamento globale – gli esperti sostengono che dobbiamo ridurre le emissioni globali di anidride carbonica a zero entro il 2050. Rispondere a una tale emergenza climatica con l’energia nucleare è come chiamare un bradipo per spegnere un incendio.</span> <span style="font-weight: 400;">Dunque, perché non utilizzare le energie rinnovabili dato che c’è un costo opportunità “nell’aspettare la costruzione di un reattore nucleare, quando si sarebbe potuto spendere quel denaro per l’eolico o il solare e liberarsi delle emissioni molto più velocemente”. Con relativi miglioramenti in campo delle rinnovabili l’eolico e il solare potranno soddisfare la maggior parte del nostro fabbisogno energetico.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tuttavia una </span><a href="https://www.wired.it/topic/clima/"><span style="font-weight: 400;">crisi del clima sempre più grave</span></a><span style="font-weight: 400;">, la necessità di abbattere le emissioni, la spinta all&#8217;elettrificazione, lo stop al gas russo e i prezzi dell&#8217;energia alle stelle hanno riportato prepotentemente il nucleare sulla scena. Spinto anche dal </span><a href="https://www.wired.it/article/gas-nucleare-tassonomia-europa-parlamento-ue-voto/"><span style="font-weight: 400;">semaforo verde della Commissione Europea</span></a><span style="font-weight: 400;">, che lo ha incluso con il gas tra gli investimenti ritenuti adeguati per sostenere la transizione energetica.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Maria Ragionieri</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10029" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/atomo-piu-atomo-a_d-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/atomo-piu-atomo-a_d-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/atomo-piu-atomo-a_d-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/atomo-piu-atomo-a_d-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/atomo-piu-atomo-a_d-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/atomo-piu-atomo-a_d-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/atomo-piu-atomo-a_d-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/atomo-piu-atomo-a_d-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10031" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/atomo-piu-atomo-a_d-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/atomo-piu-atomo-a_d-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/atomo-piu-atomo-a_d-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/atomo-piu-atomo-a_d-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/atomo-piu-atomo-a_d-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/atomo-piu-atomo-a_d-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/atomo-piu-atomo-a_d-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/atomo-piu-atomo-a_d-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/atomo-piu-atomo-si-crea-luomo-atomica-piu-atomica-luomo-si-distrugge/">“Atomo più atomo, si crea l&#8217;uomo. Atomica più atomica, l&#8217;uomo si distrugge.”</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
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		<title>Fusione nucleare: scienza, energia, futuro (prossimo!)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Mar 2023 16:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Oliva]]></category>
		<category><![CDATA[Fusione nucleare: Speranza o illusione?]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Era il 16 dicembre dello scorso anno quando dagli Stati Uniti è arrivato l’annuncio della &#8220;svolta storica&#8221; sulla fusione nucleare. I toni trionfalistici meritavano la convocazione della conferenza stampa da Washington, anche se il laboratorio che aveva compiuto il “passo che potrebbe rivoluzionare il mondo&#8221; è avvenuto sulla altra costa, quella della California. Cosa è [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Era il 16 dicembre dello scorso anno quando dagli</span><b> Stati Uniti</b><span style="font-weight: 400;"> è arrivato l’annuncio della </span><span style="font-weight: 400;">&#8220;</span><i><span style="font-weight: 400;">svolta storica</span></i><span style="font-weight: 400;">&#8221; sulla </span><b>fusione nucleare</b><span style="font-weight: 400;">. I toni trionfalistici meritavano la convocazione della conferenza stampa da Washington, anche se il laboratorio che aveva compiuto il “</span><i><span style="font-weight: 400;">passo che potrebbe rivoluzionare il mondo</span></i><span style="font-weight: 400;">&#8221; è avvenuto sulla altra costa, quella della California. Cosa è accaduto (a parole è davvero semplice questa volta): </span><b>per la prima volta è stata prodotta più energia di quella necessaria per innescare la fusione</b><span style="font-weight: 400;"> stessa. Tecnicamente: </span><b>energia pulita, inesauribile e a basso costo</b><span style="font-weight: 400;">. Facile capire i toni e i paragoni che hanno rimandato in chiave solare dritti a Gino Paoli: </span><b>come avere </b><b><i>&#8220;il sole in una stanza&#8221;</i></b><span style="font-weight: 400;">. Perché ha di fatto riprodotto proprio il processo che avviene nel cuore della stella madre del sistema solare. Questi i fatti e l’eccesso di poesia è comprensibilissimo. Specie di questi tempi!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Cosa è accaduto?</span><b> 192 fasci laser</b><span style="font-weight: 400;"> sono stati sparati in qualche miliardesimo di secondo nel </span><i><span style="font-weight: 400;">National Ignition Facility</span></i><span style="font-weight: 400;"> californiano in una </span><b>camera a vuoto</b><span style="font-weight: 400;"> con dentro un minuscolo </span><b>cilindro</b><span style="font-weight: 400;"> dotato di una </span><b>capsula sferica</b><span style="font-weight: 400;"> di tre o quattro millimetri di diametro con un guscio di </span><b>deuterio</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>trizio</b><span style="font-weight: 400;">. Attraverso i fori del cilindro, i fasci laser hanno colpito la parte interna del contenitore, generando dei </span><b>raggi X</b><span style="font-weight: 400;">. Questi hanno colpito il </span><b>guscio</b><span style="font-weight: 400;"> della sferetta che viene </span><b>trasformato in plasma</b><span style="font-weight: 400;">: un gas di particelle elettricamente cariche che comprime il deuterio e il trizio fino a ottenere la </span><b>pressione</b><span style="font-weight: 400;"> e la </span><b>temperatura</b><span style="font-weight: 400;"> necessarie ad innescare la reazione di fusione. Un esperimento tentato molte volte prima, ma che solo questa per la prima volta ha visto il combustibile rimanere</span><b> abbastanza caldo, denso e in circolazione da accendersi</b><span style="font-weight: 400;">, </span><b>producendo più energia di quella dei laser</b><span style="font-weight: 400;"> &#8211; due mega joule – e generandone circa tre in uscita: </span><b>un guadagno di 1,5 mega joule</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma quando arriva questo Sole a casa? &#8220;</span><i><span style="font-weight: 400;">Questa è stata una accensione, per una sola volta, di una capsula ma per ottenere l&#8217;energia commerciale da fusione c&#8217;è bisogno di molte cose</span></i><span style="font-weight: 400;">. </span><i><span style="font-weight: 400;">Bisogna essere in grado di produrre </span></i><b><i>molti eventi di innesco per fusione per minuto</i></b><i><span style="font-weight: 400;"> e bisogna avere un robusto sistema di </span></i><b><i>elementi di trasmissione</i></b><i><span style="font-weight: 400;"> per realizzarli</span></i><span style="font-weight: 400;">. </span><i><span style="font-weight: 400;">Ma con sforzi e investimenti concertati, e alcuni decenni di ricerca sulle tecnologie necessarie, saremo nella posizione di </span></i><b><i>costruire una centrale elettrica</i></b><span style="font-weight: 400;">&#8220;.  Sono parole di Kim Budin. Quindi è la stessa direttrice del laboratorio nazionale </span><i><span style="font-weight: 400;">Lawrence Livermore</span></i><span style="font-weight: 400;">, dove il 5 dicembre 2022 è avvenuto con successo questo storico test. Il primissimo passo che tra alcuni decenni forse ci porterà alla </span><b>commercializzazione della fusione nucleare</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La stima degli studiosi è che sarà necessario </span><b>attendere circa una trentina d&#8217;anni</b><span style="font-weight: 400;"> affinché dalla sperimentazione si abbiano </span><b>reattori in grado di alimentare le nostre città a emissioni zero</b><span style="font-weight: 400;">. Saranno tempi di grandi sfide per la scienza: tante quelle tecnologiche poste da questo esperimento che devono ancora essere superate. C’è anche un </span><b>reattore chiamato </b><b><i>Iter</i></b><b> in Francia</b><span style="font-weight: 400;"> che sta lavorando alla </span><b>fusione a confinamento magnetico</b><span style="font-weight: 400;">. Quindi ancora fusione, ma da elementi diversi. Siamo allo stato della dimostrazione scientifica in America: un passo importantissimo. Per lo standard allo studio dei francesi, per esempio, la stima è che serviranno una quindicina d’anni ancora. Siamo più avanti. Sperando che i nostri comportamenti – intesi come umanità tutta – ci garantiscano tempo </span><b>per vedere finalmente il “Nucleare Pulito”</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Angela Oliva</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10032" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/editoriale-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/editoriale-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/editoriale-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/editoriale-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/editoriale-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/editoriale-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/editoriale-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/editoriale-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10033" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/editoriale-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/editoriale-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/editoriale-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/editoriale-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/editoriale-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/editoriale-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/editoriale-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/editoriale-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Fusione Nucleare: speranza o illusione?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Mar 2023 16:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Albanello]]></category>
		<category><![CDATA[Fusione nucleare: Speranza o illusione?]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non intendo addentrarmi in tematiche riguardanti la fisica, disciplina verso la quale nutro ammirazione ed apprezzamento per le conquiste che, tramite quegli studi, la civiltà ha compiuto e ci ha portato ad essere quelli che siamo e di cui disponiamo. Non ho però quella profondità di conoscenze, tale da permettermi di pronunciarmi al riguardo. Quello [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Non intendo addentrarmi in tematiche riguardanti la fisica, disciplina verso la quale nutro ammirazione ed apprezzamento per le conquiste che, tramite quegli studi, la civiltà ha compiuto e ci ha portato ad essere quelli che siamo e di cui disponiamo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non ho però quella profondità di conoscenze, tale da permettermi di pronunciarmi al riguardo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quello che posso dire è che sicuramente la fusione di due nuclei può dare adito ad una energia più pulita, ma ignoro se, per giungere a simili risultati, poi occorrerà provvedere ad un dispendio di risorse in più o ad uno smaltimento di scorie.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Posso dire quello che può suscitare in noi abruzzesi e, in particolare, nei teramani e negli aquilani, che abbiamo ben presente a cosa possa portarci, come effetti negativi, particolari tipi di esperimenti compiuti all’interno dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutti noi sappiamo che sotto il traforo del Gran Sasso scorre la giacenza idrica di questa montagna che è ricca di ben sette falde acquifere.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ancora oggi non conosciamo come sono distinte fra loro le acque di scarico dell’INFN, le acque che devono essere canalizzate ed in perfetta potabilizzazione che vanno a riempire le condutture della Ruzzo Reti, le acque del sistema autostradale con particolare riguardo a quelle che trasudano all’interno delle gallerie.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’INFN è particolarmente impegnato nell’azione della ricerca riferita al neutrino, apparso in occasione del suo percorso, della distanza di 730 Km. effettuati sottoterra, pari alla distanza tra il CERN di Ginevra ed i laboratori del Gran Sasso.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quello che a noi cittadini abruzzesi interessa, è che le ricerche dell’INFN non determinino la contaminazione delle acque, il cui fabbisogno riguarda settecentomila abitanti di questa regione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non vorremmo che l’Abruzzo, regione montuosa con un limitato numero di abitanti, paghi lo scotto per ricerche compiute all’insaputa di chi risiede in questo territorio, i cui effetti potrebbero essere anche vantaggiosi per la collettività nazionale, europea o planetaria, ma che potrebbero arrecare nocumento ad una ricchezza dal valore inestimabile che è l’acqua del Gran Sasso.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">So bene di aver eluso la domanda rispetto alla questione se la fusione nucleare sia una speranza o vada nella direzione di una possibilità illusoria, ma ho il fondato dubbio che non si tenga nella dovuta attenzione chi poi è maggiormente esposto a rischi, cioè i residenti, che sarebbero i destinatari di queste possibili conseguenze nocive.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ernesto Albanello</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10037" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/fusione-nucleare-speranza-illusione-vrp-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/fusione-nucleare-speranza-illusione-vrp-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/fusione-nucleare-speranza-illusione-vrp-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/fusione-nucleare-speranza-illusione-vrp-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/fusione-nucleare-speranza-illusione-vrp-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/fusione-nucleare-speranza-illusione-vrp-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/fusione-nucleare-speranza-illusione-vrp-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/fusione-nucleare-speranza-illusione-vrp-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Tecnologie nucleari e agricoltura: una collaborazione possibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Mar 2023 16:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente e sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Fusione nucleare: Speranza o illusione?]]></category>
		<category><![CDATA[Piera Pastore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’utilizzo del nucleare e delle tecnologie ad esso correlate possono contribuire alla sicurezza alimentare globale e ad uno sviluppo agricolo sostenibile.  Alcuni dei modi più innovativi per migliorare le pratiche agricole coinvolgono la tecnologia nucleare. L’utilizzo di isotopi o tecniche di radiazione in agricoltura permette infatti di controllare parassiti e malattie, aumentare la produzione di [&#8230;]</p>
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<p><b><i>L’utilizzo del nucleare e delle tecnologie ad esso correlate possono contribuire alla sicurezza alimentare globale e ad uno sviluppo agricolo sostenibile. </i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Alcuni dei modi più innovativi per migliorare le pratiche agricole coinvolgono la </span><b>tecnologia nucleare</b><span style="font-weight: 400;">. L’utilizzo di isotopi o </span><b>tecniche di radiazione in agricoltura</b><span style="font-weight: 400;"> permette infatti di controllare parassiti e malattie, aumentare la produzione di colture, proteggere la terra e le risorse idriche e garantire la sicurezza alimentare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;identificazione delle tecniche nucleari più appropriate può infatti potenziare, migliorare o aumentare la produzione agricola, proteggere le risorse naturali e facilitare il commercio agricolo in modo sostenibile. A dirlo sono la </span><b>FAO</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>l&#8217;AIEA &#8211; Agenzia Internazionale per l&#8217;Energia Atomica</b><span style="font-weight: 400;"> che da anni collaborano per facilitare lo scambio di informazioni, rispondere all&#8217;impatto del cambiamento climatico in atto per un mondo in cui l&#8217;uso pacifico del nucleare e delle tecnologie correlate contribuisca alla sicurezza alimentare globale e allo sviluppo agricolo sostenibile.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel 2021 questa collaborazione è stata rafforzata attraverso il potenziamento del </span><b>Centro Congiunto FAO/AIEA</b><span style="font-weight: 400;">, con sede a Vienna, che insieme al suo Laboratorio di agricoltura e biotecnologia coordinano e sostengono la ricerca applicata attraverso più di 25 progetti in cui cooperano oltre 400 istituti di ricerca internazionali e nazionali e stazioni sperimentali. </span><i><span style="font-weight: 400;">&#8220;I nostri sforzi congiunti sono stati un prezioso contributo nell&#8217;aumentare la resilienza dell&#8217;agricoltura ai cambiamenti climatici e nella riduzione delle emissioni di gas serra dai terreni agricoli</span></i><span style="font-weight: 400;">&#8220;, ha dichiarato il Direttore Generale della FAO, </span><b>Qu Dongyu</b><span style="font-weight: 400;">, durante un evento internazionale FAO/AIEA a Vienna.</span></p>
<p><b>La tecnologia nucleare come sta migliorando l’agricoltura e la sicurezza alimentare? </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le tecnologie nucleari hanno fatto una grande differenza nell’individuazione, nel controllo e nella </span><b>prevenzione delle malattie animali</b><span style="font-weight: 400;">. Un esempio virtuoso, riportato dalla stessa FAO, arriva dal </span><b>Belize</b><span style="font-weight: 400;">, paese sulla costa orientale dell’America Centrale. L’Autorità Sanitaria Agricola del Belize ha avviato una collaborazione con il Centro Congiunto FAO/IAEA per istituire un proprio Laboratorio di diagnostica molecolare per la salute animale. I tecnici del posto hanno iniziato ad utilizzare </span><b>il test di reazione a catena della polimerasi </b><span style="font-weight: 400;">(PCR), una tecnica nucleare molecolare che serve a rilevare rapidamente le malattie. Con queste diagnosi rapide e accurate, hanno informato gli allevatori del posto che sono stati così in grado di controllare tempestivamente la salute dei propri animali. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche nel campo della </span><b>gestione del suolo e dell’acqua</b><span style="font-weight: 400;"> il nucleare può fare la differenza. È quanto accaduto in </span><b>Benin</b><span style="font-weight: 400;">, nell’Africa occidentale. Gli scienziati dell’Università di Abomey-Calavi e dell’Istituto nazionale di ricerca agricola del </span><b>Benin</b><span style="font-weight: 400;">, in collaborazione con il Centro congiunto FAO/IAEA, hanno introdotto un isotopo nucleare nel suolo per tracciare e monitorare la qualità del suolo. Grazie a queste analisi e all’aggiunta di un biofertilizzante isotopico gli agricoltori del Benin hanno visto aumentare la loro produzione di soia da 57.000 tonnellate nel 2009 a 220.000 tonnellate nel 2019.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le tecniche nucleari possono migliorare inoltre la sicurezza alimentare e il controllo di qualità, rilevando o eliminando residui nocivi e contaminanti nei prodotti alimentari. Le </span><b>radiazioni ionizzanti applicate al cibo</b><span style="font-weight: 400;">, ad esempio, possono uccidere microbi potenzialmente dannosi, prevenendo quindi malattie di origine alimentare. L’irradiazione degli alimenti previene anche la diffusione di insetti nocivi e viene utilizzata per garantire il commercio di frutta e verdura. Anche nella </span><b>coltivazione </b><span style="font-weight: 400;">il nucleare può aiutare a sviluppare varietà di </span><b>colture più resilienti</b><span style="font-weight: 400;">, che si adattano meglio ai cambiamenti climatici, aiutando così l’autonomia alimentare dei Paesi più vulnerabili. I semi, ad esempio, possono essere irradiati con raggi gamma, raggi X, fasci di ioni o di elettroni per avviare </span><b>cambiamenti genetici</b><span style="font-weight: 400;"> e dar vita ad una nuova varietà di colture con qualità migliori, come la maggiore tolleranza alla siccità o alle inondazioni, o una migliore resistenza a parassiti e malattie o anche cicli di crescita più brevi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In </span><b>Sudan</b><span style="font-weight: 400;">, una varietà di arachide resistente alla siccità è stata sviluppata dall’Agricultural Research Corporation del Paese in collaborazione con il Centro congiunto FAO/IAEA. Questa nuova tipologia di arachide può crescere con solo 250 millimetri di pioggia all’anno rispetto alle varietà tradizionali che richiedono 350 millimetri. La sua resa infatti è del 27% superiore e ha aperto negli anni la strada per il ritorno del Sudan tra i principali produttori di arachidi, aiutando l’economia locale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le innovazioni in campo agricolo sviluppate e applicate attraverso il Centro congiunto FAO/IAEA stanno fornendo soluzioni possibili per migliorare l’alimentazione, la produzione, l’ambiente e l’economia. Le tecnologie nucleari possono quindi offrire numerose opportunità per aiutarci ad affrontare le </span><b>sfide globali presenti e future</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Piera Pastore</span></p>
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		<title>La fusione nucleare: speranza o illusione.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Mar 2023 16:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Fusione nucleare: Speranza o illusione?]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Cassini]]></category>
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<p><span style="font-weight: 400;">Il 21 Luglio 2023 sarà una data importante per tutti gli appassionati di cinema. Sarà, infatti, il giorno in cui uscirà il nuovo film di Christopher Nolan. Parliamo di uno dei più apprezzati registi viventi, uno dei pochi che è stato in grado di miscelare perfettamente il cinema d&#8217;autore con il cinema &#8220;da botteghino&#8221;, se possiamo definirlo così. Il film si chiama Oppenheimer ed è incentrato per l&#8217;appunto sulla figura di J.Robert Oppenheimer. Chi è costui? Un fisico statunitense. Cosa ha fatto di speciale? Beh&#8230; Ha creato la prima bomba atomica nell&#8217;ambito del famoso progetto Manhattan. Una crisi di coscienza lo indusse, poi, a rinunciare di lavorare alla bomba a idrogeno. Capì, probabilmente, che quella incredibile scoperta poteva diventare distruttiva. Altro strano segno del destino è che Julius, suo padre, fosse un ebreo emigrato negli Stati Uniti. Oppenheimer riconobbe la sua responsabilità per il lancio dell&#8217;atomica su Hiroshima e Nagasaki commentando con queste parole quanto accadde: &#8220;I fisici hanno conosciuto il peccato&#8221;. E anche al Trinity test, disse: &#8220;Sono diventato Morte, il distruttore di mondi&#8221;. Ecco, il film di Christopher Nolan parlerà di questa importante figura. Di uno scienziato illuminato che fu in grado di fare scoperte importantissime ma che, senza un&#8217;etica, diventarono distruttive.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nei cinema è già possibile vedere il trailer, più che mai suggestivo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il film sarà l&#8217;ennesima uscita di alto livello di questo 2023. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un anno iniziato benissimo con Avatar, uscito il 15 dicembre e ancora presente in sala. Di Avatar si è scritto moltissimo. Si tratta di un capolavoro di rara bellezza estetica e di una scrittura che sfrutta il meglio della serialità con il meglio del cinema. Un film che è un grido al rispetto per chi è diverso. Un film che è anche e soprattutto un grido ambientalista e che rappresenta con una durezza mai vista prima quanto l&#8217;essere umano possa fare del male al mondo. Se il primo Avatar si interrogava su chi fossero i buoni e i cattivi (a volte anche superficialmente?), nel secondo grande capitolo il regista James Cameron ci dà una risposta precisa ed emblematica: solo l&#8217;uomo, fra gli esseri viventi, può provocare distruzione. La scena finale del film, senza farvi spoiler, è un omaggio al capolavoro dello stesso regista &#8220;Titanic&#8221;. Tantissimi, incredibilmente, sono i riferimenti al film con protagonista Leonardo Di Caprio. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8220;Titanic&#8221; verrà riproposto proprio a San Valentino in tutti i cinema quest&#8217;anno. È una bellissima notizia. Parliamo di uno dei più grandi film degli anni &#8217;90! È un modo per le giovani generazioni di scoprire un film non più giovanissimo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se con Avatar la nuova stagione cinematografica è iniziata col botto, a Pasqua non potrà che andare meglio con l&#8217;imperdibile primo film di animazione su Super Mario Bros. Da quel che ci suggerisce il trailer, la trama sembra abbastanza lineare. Quel che invece può fare la differenza è come legheranno lo storytelling del videogame a quello del film. Ci sono scene nel trailer, infatti, dove Super Mario affronta un livello come quelli presenti nel famoso videogioco. L&#8217;altra buona notizia è che il film è stato realizzato sotto la supervisione di Shigeru Myamoto, il padre di Super Mario! E non solo: fra i produttori, compare proprio Nintendo! Questo può voler dire una cosa sola: vogliono fare un capolavoro. Se Nintendo scende in campo in un nuovo business, quello del cinema, di certo farà il massimo per creare qualcosa che il pubblico non dimenticherà. Ci riusciranno? Ce lo auguriamo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il film Oppenheimer arriverà in sala proprio nel momento giusto, a luglio, in un momento storico in cui il cinema sta riscoprendo tutta la sua importanza nella società. Da sempre il grande cinema ha anticipato gli eventi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Da sempre il grande schermo è stato in grado di portare la popolazione a un livello di coscienza più alto, ad anticipare i tempi, a riflettere. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ecco: il fatto che verrà rappresentato un uomo alle prese con un dilemma etico come quello di Oppenheimer è già un grande passo. Perché tutto ciò che ha a che fare con il nucleare può essere pericoloso se non c&#8217;è un&#8217;etica profonda nel come utilizzarlo! Il cinema, oggi più che mai, sta gridando una cosa: rispetto verso le altre culture, rispetto verso l&#8217;ambiente, rispetto verso la vita! </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il cinema, oggi più che mai, ci invita a vedere il futuro con pizzico di sorriso in più. Perché anche le sfide più impensabili, come in Super Mario Bros, si possono vincere. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Riusciremo a rendere il nucleare non un&#8217;arma ma un valido aiuto per la vita di tutti?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ce lo auguriamo! </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">BUONA VISIONE! </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Marco Cassini</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10044" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fusione-nucleare-speranza-illusione-c-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fusione-nucleare-speranza-illusione-c-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fusione-nucleare-speranza-illusione-c-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fusione-nucleare-speranza-illusione-c-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fusione-nucleare-speranza-illusione-c-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fusione-nucleare-speranza-illusione-c-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fusione-nucleare-speranza-illusione-c-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fusione-nucleare-speranza-illusione-c-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10045" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fusione-nucleare-speranza-illusione-c-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fusione-nucleare-speranza-illusione-c-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fusione-nucleare-speranza-illusione-c-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fusione-nucleare-speranza-illusione-c-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fusione-nucleare-speranza-illusione-c-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fusione-nucleare-speranza-illusione-c-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fusione-nucleare-speranza-illusione-c-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fusione-nucleare-speranza-illusione-c-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10046" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fusione-nucleare-speranza-illusione-c-3-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fusione-nucleare-speranza-illusione-c-3-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fusione-nucleare-speranza-illusione-c-3-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fusione-nucleare-speranza-illusione-c-3-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fusione-nucleare-speranza-illusione-c-3-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fusione-nucleare-speranza-illusione-c-3-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fusione-nucleare-speranza-illusione-c-3-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/la-fusione-nucleare-speranza-illusione-c-3.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Arte sostenibile o fusione sostitutiva?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Mar 2023 16:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Fusione nucleare: Speranza o illusione?]]></category>
		<category><![CDATA[Roberta Conforte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il concetto di energie rinnovabili come alternativa ai combustibili fossili è stato sviluppato negli anni &#8217;70, in seguito all&#8217;aumento dei prezzi del petrolio e alla crescente consapevolezza dei danni ambientali causati proprio da questi combustibili fossili. In questo periodo sono stati sviluppati i primi progetti per l&#8217;utilizzo di fonti di energia rinnovabili, come impianti solari [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Il concetto di energie rinnovabili come alternativa ai combustibili fossili è stato sviluppato negli anni &#8217;70, in seguito all&#8217;aumento dei prezzi del petrolio e alla crescente consapevolezza dei danni ambientali causati proprio da questi combustibili fossili. In questo periodo sono stati sviluppati i primi progetti per l&#8217;utilizzo di fonti di energia rinnovabili, come impianti solari ed eolici, e sono state elaborate le prime politiche per promuoverne l&#8217;utilizzo. Da allora, la tecnologia e la conoscenza delle fonti di energia rinnovabili sono migliorate e i costi di produzione sono diminuiti, rendendone l’utilizzo sempre più conveniente. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Certo è che è stata fatta un’opera di sensibilizzazione davvero importante, soprattutto nell’ultimo decennio, e l’arte contemporanea ha un ruolo fondamentale in questo. Numerose sono, infatti, le sculture di energia rinnovabile che incorporano tecnologie per generare energia pulita, come pannelli solari o turbine eoliche. A Belgrado, ad esempio, nel Tašmajdan Park, Miloš Milivojevic ha realizzato una struttura artistica di acciaio nero, simile ad un grande albero d&#8217;ebano, che sovrasta lo spazio verde e regala ombra ai visitatori, comodamente seduti su una panchina. Questa scultura sfrutta il colore nero per catturare la luce mentre i pannelli fotovoltaici, posti sulla superficie dei finti rami, permettono, ai visitatori, di ricaricare i propri dispositivi comodamente all&#8217;aria aperta, distanti da qualsiasi presa domestica.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Elena Paroucheva, pittrice, illustratrice, autrice di installazioni artistiche e pianificazione urbanistica, in occasione delle olimpiadi invernali di Soči del 2014, ha installato una monumentale figura di sciatore che di notte viene illuminato con i colori della bandiera russa (bianco, rosso e blu). La scultura elettrica, la cui struttura riprende quella del traliccio, trasmette energia ai comuni vicini.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma la ricerca, si sa, non si ferma mai, e nel corso degli anni, sono state trovate altre alternative per soddisfare la sempre più crescente domanda di energia, alcune di recentissima scoperta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il 13 dicembre 2022, infatti, il Dipartimento dell’energia degli Stati Uniti ha divulgato un risultato epocale, una tappa storica nel cammino verso l’uso su scala industriale dell’energia a fusione nucleare. I fisici del Federal Lawrence Livermore National Laboratory in California sono riusciti per la prima volta a ottenere più energia di quanta ne sia stata spesa per attivare il processo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Parliamo della fusione nucleare ovvero il processo tramite il quale due atomi leggeri vengono uniti insieme per formare un atomo più pesante, liberando una grande quantità di energia. E’ quello che accade nel Sole e negli altri corpi celesti. Il processo di fusione nucleare nel Sole avviene all&#8217;interno del suo nucleo, dove le alte temperature (15 milioni di °C) e le immense pressioni causano l&#8217;unione di atomi di idrogeno per formare atomi di elio. Durante questo processo, semplificando, una piccola quantità di massa viene convertita in energia in una grande quantità di calore e luce.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La fusione nucleare ha molti vantaggi rispetto alle fonti di energia tradizionali come il carbone, il petrolio e il gas. E’ una fonte di energia pulita, poiché non emette gas serra o inquinanti atmosferici, e le scorie radioattive prodotte sono meno pericolose. Inoltre, le risorse necessarie per la fusione nucleare, l&#8217;idrogeno per esempio, sono abbondanti e rinnovabili. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Però, perché c’è sempre un però, essendo un progetto ancora in fase di sperimentazione, non è ancora una fonte di energia pratica e commerciale. Ci sono ancora sfide tecniche da superare, come la creazione di una reazione di fusione sostenibile e la gestione del calore prodotto, affinché diventi una fonte di energia pratica e sostenibile.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Roberta Conforte</span></p>
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		<title>Energia nucleare: inferno o paradiso?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Mar 2023 16:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La polemica]]></category>
		<category><![CDATA[Fusione nucleare: Speranza o illusione?]]></category>
		<category><![CDATA[Gerardo Altieri]]></category>
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<p><span style="font-weight: 400;">Scopro subito le mie carte: la produzione di energia nucleare NON è un potenziale Armageddon, né con la fissione, men che meno con la fusione nucleare. Sono francamente stufo di vedere orde di talebani green scagliarsi contro questa forma di energia, brandendo come arma l’incidente di Chernobyl oppure, ancora peggio, quello di Fukushima: il primo dovuto ad errori tecnici di progettazione e strutturali, uniti all’errore umano, il secondo ad un evento naturale a dir poco anomalo e più unico che raro (uno tsunami con onde alte 14 metri!) che ha provocato la morte di 2 persone, </span><span style="font-weight: 400;">non per le radiazioni</span><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel primo caso, le associazioni ambientaliste ebbero gioco facile per far pressione sui vari governi per la chiusura delle centrali nucleari. Il nostro Paese, a causa del risultato del referendum popolare indetto inopinatamente sull’emotività del momento, rinunciò alla produzione di energia nucleare, ambito in cui l’Italia era una delle eccellenze mondiali: le facoltà di ingegneria nucleare italiane hanno sfornato delle menti eccelse internazionalmente riconosciute, che ovviamente non hanno avuto eredi…</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel secondo caso, una statista del calibro di Angela Merkel dovette soccombere anch’essa alla pressione emotiva dell’opinione pubblica e pianificò lo spegnimento anticipato delle centrali nucleari tedesche, a causa del quale i teutonici (e noi insieme ad essi) si sono poi legati mani e piedi all’importazione del gas russo per la produzione di energia elettrica: oggi loro (e noi) ne pagano le enormi conseguenze economiche e geopolitiche.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I talebani di cui sopra ci dicono che se avessimo foreste di pale eoliche ed enormi distese di pannelli solari, accompagnate da pletore di batterie per l’immagazzinamento dell’energia prodotta, salveremmo il pianeta dai danni provocati dal genere umano. Ci sono una miriade di fatti e numeri oggettivi che confutano questo mondo ideale (ad es. vi dice niente il fatto che 8 delle prime 10 aziende mondiali produttrici di pannelli solari siano cinesi?): è sacrosanto il principio di proteggere la natura, ma farlo in modo demagogico produce più danni che benefici.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un esempio al riguardo: siccome l’estrazione delle materie prime e la produzione di pannelli solari e di pale eoliche avviene nella maggioranza dei casi in nazioni che hanno legislazioni ambientali praticamente inesistenti rispetto a quelle occidentali, in particolare quelle europee, il bilancio degli inquinanti è drasticamente meno vantaggioso rispetto alla teoria.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un secondo motivo per cui abbiamo bisogno di altre fonti di energia è la continuità di produzione: tale caratteristica non è garantita in nessun modo dal vento o dal sole, se non accompagnate da batterie di stoccaggio di energia, che però necessitano dell’estrazione di altri metalli e della relativa produzione delle batterie stesse (quasi sempre in Paesi asiatici, dove gli ambientalisti sono più rari delle mosche bianche).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le 109 centrali nucleari europee attive producono il 25% di tutta l’energia elettrica necessaria al continente (fonte Infodata Il Sole 24 Ore), con punte del 66% per la Francia, nazione che poi la rivende anche a noi italiani: in pratica la foglia di fico di non avere centrali nucleari sul nostro territorio viene poi spazzata via dall’importazione dalla Francia, dalla Slovenia o dalla Svizzera di energia prodotta con la tecnologia tanto aborrita dai talebani green nostrani.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La domanda sorge spontanea: non facevamo prima a tenerci le centrali nucleari, magari chiedendo ulteriori rafforzamenti dei criteri di progettazione e di sicurezza, senza buttare via l’acqua sporca con tutto il bambino? La risposta dovrebbe essere pleonastica, ma con certi bipedi (e relativa claque, soprattutto politica), che pensano di salvare il mondo ad es. imbrattando opere d’arte, non si è ancora trovato il codice di comunicazione da essi comprensibile.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Eppure dovrebbe essere facile capire che, se per produrre i pannelli e le pale a noi venduti, i cinesi stanno aprendo (saggiamente) decine di centrali nucleari e (disgraziatamente) anche decine di centrali a carbone o a lignite, il pianeta non è esattamente in sicurezza: non è meglio avere delle centrali nucleari sul nostro territorio, affiancate anche dalla produzione eolica e solare, per renderci autonomi da regimi non esattamente amici?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quando scrivo di questi argomenti mi viene un minimo di sconforto nei confronti del genere umano, poi per fortuna il mio innato ottimismo mi lo fa passare velocemente e riprendo a scrivere…</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Gerardo Altieri</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10052" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/energia-nucleare-inferno-paradiso-p-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/energia-nucleare-inferno-paradiso-p-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/energia-nucleare-inferno-paradiso-p-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/energia-nucleare-inferno-paradiso-p-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/energia-nucleare-inferno-paradiso-p-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/energia-nucleare-inferno-paradiso-p-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/energia-nucleare-inferno-paradiso-p-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/energia-nucleare-inferno-paradiso-p-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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