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	<title>Ascensore Sociale Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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		<title>Torna il premio letterario #afiancodelcoraggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2023 16:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Ascensore Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Mignini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le storie dei caregiver al centro della sesta edizione  In Italia i caregiver superano ampiamente i 10 milioni (dati Istat) ma si stima che nella realtà coloro che svolgono questo ruolo siano molti di più. Il caregiver familiare è colui o colei che si prende cura, a titolo gratuito e non professionale, di un familiare con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
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<p><b><i>Le storie dei caregiver al centro della sesta edizione </i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In Italia i </span><b>caregiver</b><span style="font-weight: 400;"> superano ampiamente i 10 milioni (dati Istat) ma si stima che nella realtà coloro che svolgono questo ruolo siano molti di più. Il </span><i><span style="font-weight: 400;">caregiver</span></i><span style="font-weight: 400;"> familiare è colui o colei che si </span><b>prende cura</b><span style="font-weight: 400;">, a titolo gratuito e non professionale, di un familiare con disabilità, anziano, malato e in generale non autosufficiente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Giunto alla sesta edizione, il concorso letterario </span><b>#afiancodelcoraggio</b><span style="font-weight: 400;"> è dedicato agli uomini, tra cui padri, partner, amici, fratelli o figli, che vivono al fianco di donne che affrontano una malattia e sono testimoni del loro coraggio e della loro forza.  </span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Il Premio #afiancodelcoraggio è un Premio giovane che fin dagli esordi ha avuto l&#8217;ambizione di voler cambiare la lente attraverso cui guardare all&#8217;esperienza della malattia, raccogliendo il punto di vista inusuale di uomini, papà, compagni, mariti, figli, amici che sono a fianco del coraggio di donne con malattia oncologica – </span></i><span style="font-weight: 400;">spiega</span> <b>Maurizio de Cicco, Presidente e Amministratore Delegato di Roche Italia</b><i><span style="font-weight: 400;"> –  in un contesto mutato e reso ancora più drammatico dai grandi eventi che ci colpiscono, dare voce a storie di speranza e di sorprendente normalità, a sentimenti profondi e quotidiani come la gioia, la paura, il dolore, la rabbia, diventa una responsabilità sociale verso quella che è la nostra storia collettiva come comunità. Nell&#8217;anno in cui ricorrono i nostri 125 anni di attività in Italia essere parte integrante di questi racconti di vita ci inorgoglisce e ci offre lo sprone per fare sempre meglio”. </span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La nuova edizione di #afiancodelcoraggio continuerà a raccontare gli uomini che si prendono cura di donne con tumore, uomini invitati a condividere la loro storia attraverso il sito web www.afiancodelcoraggio.it entro il 15 marzo 2023. A seguito la Giuria farà una preselezione delle 10 storie semifinaliste. Dal 12 aprile al 12 maggio 2023 accedendo al sito il pubblico potrà esprimere la propria preferenza attribuendo un like a una storia. I tre racconti che avranno raccolto il maggior numero di like saranno nuovamente al centro del project work nell’ambito del corso di scrittura per giovani sceneggiatori “Creare Storie” a cura di Anica Academy ETS che avrà l’obiettivo di sviluppare 3 soggetti, valutati dalla Giuria per individuare quello destinato a diventare un cortometraggio/spot.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“</span><i><span style="font-weight: 400;">Affrontare una diagnosi di cancro in famiglia è come intraprendere un viaggio. Un viaggio a volte lungo, sempre faticoso, doloroso ma anche pieno di speranza quando, ad affrontarlo, il malato non è da solo ma insieme ai propri cari, alla propria famiglia – </span></i><span style="font-weight: 400;">afferma </span><b>Elisabetta</b><span style="font-weight: 400;"> </span><b>Iannelli, Avvocato e Segretario Generale F.A.V.O.</b><b><i> </i></b><i><span style="font-weight: 400;">– e in particolare quando ad ammalarsi è un figlio o una figlia in tenera età. La VI edizione del progetto #afiancodelcoraggio di Roche ci ricorda ancora una volta il ruolo prezioso ed insostituibile del caregiver che vive anche una sofferenza personale nell’assistere, a volte vivendo una dolorosa sensazione di impotenza, e sostenere la persona cara. Il caregiver è talmente coinvolto nella sua insostituibile opera di assistenza al malato di tumore che spesso arriva a trascurare la propria salute, i propri interessi, il proprio lavoro, le amicizie. Un&#8217;indagine dell&#8217;Osservatorio F.A.V.O. pubblicata nel 2021 ci riporta la drammatica fotografia della vita di chi vive accanto ed assiste un malato, il caregiver oncologico subisce contraccolpi che impattano anche sull’attività lavorativa e sullo status economico. È molto importante che si conosca il valore come anche le difficoltà di essere #afiancodelcoraggio, a fianco delle donne colpite da tumore, anche per individuare e realizzare strategie e strumenti di tutela e di sostegno per i caregiver familiari”. </span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche per il 2023 il Premio si avvale della partnership con Anica Academy ETS, l’alta scuola di specializzazione in cinema, audiovisivo e media entertainment. I giovani allievi del corso “Creare Storie”, come parte del loro project work finale, dovranno sviluppare tre soggetti ispirati ai racconti finalisti da sottoporre alla Giuria del Premio #afiancodelcoraggio che decreterà il vincitore da far diventare un cortometraggio/spot. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Cristina Mignini</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9231" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-caregiver-ci-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-caregiver-ci-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-caregiver-ci-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-caregiver-ci-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-caregiver-ci-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-caregiver-ci-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-caregiver-ci-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-caregiver-ci.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Scale, pianerottoli, difficili rincorse in attesa dell’ascensore (quello giusto)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2023 16:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Oliva]]></category>
		<category><![CDATA[Ascensore Sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un cammino che accomuna tutti “Lloyd, dove sta andando quella gente?” “Credo che stia cercando di salire la scala sociale, sir” “Ah, e dove porta?” “A un&#8217;altra rampa di scale” “E poi?” “A un&#8217;altra rampa e a un&#8217;altra ancora, sir” “Tutto qui?” “Certo, sir. La gente continua a salire finché ce la fa, poi invecchia [&#8230;]</p>
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<p><b>Un cammino che accomuna tutti</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Lloyd, dove sta andando quella gente?”</span></i><i><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></i><i><span style="font-weight: 400;">“Credo che stia cercando di salire la scala sociale, sir”</span></i><i><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></i><i><span style="font-weight: 400;">“Ah, e dove porta?”</span></i><i><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></i><i><span style="font-weight: 400;">“A un&#8217;altra rampa di scale”</span></i><i><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></i><i><span style="font-weight: 400;">“E poi?”</span></i><i><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></i><i><span style="font-weight: 400;">“A un&#8217;altra rampa e a un&#8217;altra ancora, sir”</span></i><i><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></i><i><span style="font-weight: 400;">“Tutto qui?”</span></i><i><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></i><i><span style="font-weight: 400;">“Certo, sir. La gente continua a salire finché ce la fa, poi invecchia e alla fine si accampa dove è arrivata. Su un gradino, appoggiata alla ringhiera. I più fortunati riescono, a volte, a ritagliarsi un pianerottolo tutto per sé”</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In molti si imbattono sui social in queste </span><b>citazioni</b><span style="font-weight: 400;"> chiedendosi spesso da quale libro siano tratte e chi siano Lloyd e il Sir autori di queste celebri </span><b>conversazioni</b><span style="font-weight: 400;"> – spesso </span><b>filosofiche</b><span style="font-weight: 400;">, ma spesso non disdegnano anche un certo </span><b>humor</b><span style="font-weight: 400;"> tutto british &#8211; sulla </span><b>vita</b><span style="font-weight: 400;">. In realtà il maggiordomo </span><b>Lloyd</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>Sir</b><span style="font-weight: 400;"> il padrone di casa, protagonisti di questi dialoghi giornalieri, sono pubblicati dal 2014 da Simone Tempia pubblica sulla sua pagina Facebook, </span><i><span style="font-weight: 400;">Vita con Lloyd</span></i><span style="font-weight: 400;">, che è diventata un fenomeno sul web e anche in libreria. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’ho trovato un ottimo spunto sintetico per parlare di un fenomeno che ha condizionato la nostra </span><b>struttura sociale</b><span style="font-weight: 400;">. Quel cammino che compiamo per guadagnarci il nostro </span><b>posto nel mondo</b><span style="font-weight: 400;">, come si dice. L’immagine del pianerottolo è crudamente realista. In molti sognano un </span><b>posto al sole</b><span style="font-weight: 400;"> – spesso economico – in pochissimi lo vedono realizzato in questa vita. Tanti quelli che sgobbano (a scuola, specie se provengono da situazioni disagiate) o sgomitano (in carriera spesso a scapito di altri e non altrettanto spesso per puro merito). Il secondo dopoguerra è stato segnato dal mito dell’</span><b>istruzione</b><span style="font-weight: 400;"> – spesso superiore, intesa come titolo di studio – per fare carriera e garantirsi una vita più che dignitosa. Larghe fasce della popolazione, ad esempio, spesso al sud ed in particolare uomini lo ha fatto “mettendo firma”, scegliendo la </span><b>carriera militare</b><span style="font-weight: 400;"> e abbracciando i pericoli spessissimo di un lavoro che può averli portati lontano a difendere lo Stato, i cittadini, le istituzioni. E anche la migrazione interna sempre dal Sud verso le possibilità maggiori delle grandi città industriali del Nord, o per molte studentesse trovare lavoro grazie al circuito universitario. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Cosa accomuna tutti? Il cammino spesso faticoso, quelle scale, i pianerottoli che, potrebbero sembrare un accontentarsi, ma ci hanno resi e ci renderanno felici (basti pensare al semplice gesto di tornare a casa propria &#8211; altro simbolo di riuscita – per non parlare delle seconde case di proprietà!). In fondo si fa tanta fatica nel proprio percorso sociale personale per guadagnarsi momenti di serenità e per guardare al futuro, nostro e dei nostri cari, magari illuminato dal sole</span><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Angela Oliva</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9228" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/2-editoriale-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/2-editoriale-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/2-editoriale-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/2-editoriale-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/2-editoriale-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/2-editoriale-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/2-editoriale-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/2-editoriale.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Il censo ereditato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2023 16:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The King]]></category>
		<category><![CDATA[Ascensore Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Gerardo Altieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un baratro da cui è possibile risalire Il censo si eredita davvero come una volta? Certo, ma la probabilità di mantenerne uno elevato senza sforzo alcuno è molto inferiore che in passato, così come è più alta la probabilità di migliorarne uno relativamente basso. A cosa è dovuto tutto ciò? A quel prezioso concetto che [&#8230;]</p>
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<p><b>Un baratro da cui è possibile risalire</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il censo si eredita davvero come una volta? Certo, ma la probabilità di mantenerne uno elevato senza sforzo alcuno è molto inferiore che in passato, così come è più alta la probabilità di migliorarne uno relativamente basso.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A cosa è dovuto tutto ciò? A quel prezioso concetto che fino a qualche anno fa era sanamente tutelato dalla maggioranza della società civile: il MERITO! Chi non poteva vantare natali molto elevati, ma aveva doti superiori e determinazione nel raggiungere obiettivi importanti, era destinato al successo, perlomeno in ambito lavorativo privato: le possibilità erano lì per essere colte dai più bravi e volenterosi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Negli ultimi anni invece ci sono tante, troppe persone che non hanno più voglia di mettersi in gioco: il primo motore di questa situazione è una certa cultura familiare che non stimola più gli eredi a darsi da fare per affrontare e superare le difficoltà, ma tendono a risolvere i loro problemi. La scuola inoltre non ha più quella linea guida che riconosce il merito e l’impegno degli studenti più bravi in modo oggettivo: successivamente quando questi ragazzi nella vita extra familiare e scolastica incontrano degli ostacoli, spesso evitano di affrontarli, inventando delle scuse e dei nemici immaginari che lavorano contro di loro. Non dimentichiamo inoltre dei soggetti sociali ingombranti come i sindacati: una certa parte di essi non riesce nemmeno a pronunciarla la parola MERITO, per essi il merito addirittura avvantaggerebbe le classi sociali elevate. Delle due, l’una: o mentono sapendo di mentire, oppure hanno un quoziente intellettivo decisamente inferiore alla media, tertium non datur…</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ci sono troppe persone che tirano i remi in barca senza nemmeno tentare di migliorare (o di proteggere) il proprio status: le forme assistenzialistiche, che nell’ultima legislatura hanno raggiunto dei livelli impropri e imbarazzanti, hanno ulteriormente affievolito la fiamma che guida la voglia di fare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Aggiungo che i frutti, a volte deteriorati, dei social, hanno contribuito in modo determinante a questa degenerazione. Pensiamo ad es. ai vari influencer: non mi riferisco alla Ferragni, che ha creato un’azienda ben organizzata e strutturata, ma mi riferisco a quei ragazzotti che si inventano delle “forme di comunicazione” (molto spesso discutibili), riescono a creare il loro gregge di followers e guadagnano soldi sostanzialmente senza nessuno sforzo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un po&#8217; come è successo ai rappresentanti appartenenti ad una certa parte politica italiana: alcuni personaggi che oggi occupano i sacri scranni del Parlamento non hanno assolutamente lo spessore e lo standing dei politici del millennio scorso. La parola statista oggi non è facile da utilizzare, specialmente quando si parla di qualche capopopolo o di qualche pifferaio magico che affabula greggi di superficiali depensanti…</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non dimentichiamo però che quelle persone sono i nostri rappresentanti, li votiamo noi: vedere persone che hanno effettuato piccoli lavoretti saltuari diventare direttamente ministri è un’aberrazione ed un pessimo esempio per la popolazione (non solo per i giovani). Oppure mamma e figlio, entrambi disoccupati, che diventano parlamentari nella stessa legislatura, solo grazie alla raccolta di qualche centinaio di like su un sito non esattamente trasparente quanto a gestione dei flussi informativi e gestionali: con quali meriti?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In realtà per la parte operosa e volenterosa della società civile oggi ci sono molte opportunità, non solo all’estero, ma anche in Italia: queste opportunità permettono ancora, a chi ha voglia di impegnarsi, di cogliere frutti importanti che permettono di entrare nel famoso ascensore sociale e salire su. Tale ascensore oggi scende anche velocemente per coloro che non coltivano e proteggono i loro vantaggi, proprio perché ci sono più mezzi per progredire per coloro che non vantano natali meno fortunati.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Pensiamo ad es. al progetto Erasmus, che ha promesso a tanti giovani di fare esperienze all’estero, aprendo la mente a nuovi stimoli sociali. Oppure pensiamo a coloro che sono andati a lavorare all’estero, non solo come manovalanza come nel secolo scorso, ma anche ricoprendo posizioni di responsabilità (io sono stato uno di questi). Pensiamo anche a concetti importati dal mondo anglosassone, come i business angels, il private equity: ciò dà la possibilità a chi ha una buona idea di business di farla nascere, anche se non si hanno i capitali necessari (anche su questo ho un&#8217;esperienza diretta).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nonostante tutto, io rimango un inguaribile ottimista: sono sicuro che rivivremo un rinascimento che risveglierà l’estro e il genio italiano. Gli italiani tirano fuori il meglio quando si avvicina il baratro: speriamo che non ci sia bisogno di arrivare troppo vicini al bordo…</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Gerardo Altieri</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9225" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-il-censo-ereditato-tk-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-il-censo-ereditato-tk-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-il-censo-ereditato-tk-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-il-censo-ereditato-tk-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-il-censo-ereditato-tk-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-il-censo-ereditato-tk-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-il-censo-ereditato-tk-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-il-censo-ereditato-tk.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Da passione a scienza: L’archeologia come mestiere e la sua storia sconosciuta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2023 16:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Di Giovanni]]></category>
		<category><![CDATA[Ascensore Sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’archeologia nasce nel 1800 con la passione di giovani ricchi vogliosi di conoscere e di esplorare il mondo antico. Muniti di forze economiche per effettuare grandi viaggi e grandi lavori di scavo iniziò così la grande “mania” per lo studio del passato. Luoghi esotici attirarono l’attenzione dei giovani rampolli, ma anche località meno lontane ma [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">L’archeologia nasce nel 1800 con la passione di giovani ricchi vogliosi di conoscere e di esplorare il mondo antico. Muniti di forze economiche per effettuare grandi viaggi e grandi lavori di scavo iniziò così la grande “mania” per lo studio del passato. Luoghi esotici attirarono l’attenzione dei giovani rampolli, ma anche località meno lontane ma altrettanto interessanti come Agrigento o Pompei.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’archeologia era un passatempo costoso e impegnativo, nonostante ciò, la passione portò allo studio non solo del passato ma anche delle metodologie di indagine. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fu così che nacquero le scienze archeologiche e mano mano, tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900 vi furono personalità annoverabili tra i primi professionisti della materia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Continua così la storia di una professione giovane ed elitaria, attraversando due guerre mondiali e subendo interruzioni e riprese in ogni parte del mondo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fu proprio nel 1900 che vide la luce Ranuccio Bianchi Bandinelli, figlio di un avvocato e proprietario terriero, con una madre proveniente da una ricca famiglia tedesca Bandinelli cresce nell’agio e nella libertà di poter dedicare la sua vita ad un’attività che non era ancora identificata come un lavoro vero e proprio. Innovatore dell’archeologia italiana e della storia dell’arte si specializzò nello studio dell’archeologia etrusca, laureandosi con una tesi sulle città di Chiusi e studiando successivamente una metodologia di definizione dell’arte etrusca a confronto con quella greca e romana.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La sua vita non si limitò all’archeologia, fu anche un attivo politico, si sottopose al giuramento fascista nel 1938 e fu incaricato come giuda di Mussolini e Hitler in visita in Italia. Dai suoi diari si capisce come in realtà fosse in disaccordo con l’ideologia fascista arrivando a pensare di mettere su un attentato ai danni dei due capi di stato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel 1939 rifiuta l’incarico di direttore alla Scuola Archeologica Italiana ad Atene dalla quale era stato rimosso il direttore Alessandro della Seta perché ebreo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Superata la guerra le scienze archeologiche divennero sempre più chiare, precise e definite, mutuando saperi da ambiti di studio diversissimi, dalla chimica alla geologia, dalla filologia alla medicina. Arrivati agli anni 70 del secolo scorso la paura della rivoluzione legata alle Brigate Rosse portò Andreotti ad istituire la criticatissima legge 285. Questa vide l’assunzione di tantissimi giovani italiani nelle file ministeriali e non solo, la si può considerare come un’azione atta a sottrarle la gioventù italiana alla tentazione rivoluzionaria.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ciò permise a molte persone, anche non abbienti, di iniziare una carriera nell’archeologia facendo progredire in maniera esponenziale le scoperte e la precisione della materia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il ministero tramite la Soprintendenze archeologiche e le varie cattedre universitarie si mossero per la tutela, lo studio e la valorizzazione dei beni archeologici.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo momento felice per la materia finì però con la riforma del 2013 che vide l’unificazione delle Soprintendenze.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È da questo momento che il mestiere subisce una perdita consistente facendo tornare piano piano l’archeologo ad un lavoratore appassionato e studioso dedito alla ricerca ad un ricco che può permettersi il lusso di inseguire un sogno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’ascensore è salito e ora sta nuovamente scendendo… chi sa quale sarà il nostro compito per cercare di invertirne la rotta.</span></p>
<p style="text-align: right;">Andrea Di Giovanni</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9223" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-da-passione-a-scienza-c-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-da-passione-a-scienza-c-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-da-passione-a-scienza-c-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-da-passione-a-scienza-c-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-da-passione-a-scienza-c-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-da-passione-a-scienza-c-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-da-passione-a-scienza-c-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-da-passione-a-scienza-c.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9224" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/3-da-passione-a-scienza-c-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/3-da-passione-a-scienza-c-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/3-da-passione-a-scienza-c-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/3-da-passione-a-scienza-c-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/3-da-passione-a-scienza-c-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/3-da-passione-a-scienza-c-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/3-da-passione-a-scienza-c-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/3-da-passione-a-scienza-c.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Karma City</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2023 16:00:22 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Alessandra De Angelis]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non un caso ma per un scopo preciso “Di solito le persone, ogni volta che si trovano faccia a faccia con una situazione infelice, difficilmente attribuiscono a se stesse la responsabilità. Sono tanto attente agli effetti, ma sottovalutano ogni volta le cause. Tutto ciò che nasce da noi è a noi che ritorna, perciò non [&#8230;]</p>
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<p><b>Non un caso ma per un scopo preciso</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Di solito le persone, ogni volta che si trovano faccia a faccia con una situazione infelice, difficilmente attribuiscono a se stesse la responsabilità. Sono tanto attente agli effetti, ma sottovalutano ogni volta le cause. Tutto ciò che nasce da noi è a noi che ritorna, perciò non occorre preoccuparci così tanto per ciò che riceviamo, è decisamente meglio dedicarci a ciò che diamo. La vita è regolata da una netta correlazione fra causa ed effetto. È una legge non scritta ma di fondamentale intuizione. C’è tutto il resto di una vita in una scelta. Tutto si gioca nei pochi secondi in cui scegli e spesso le conseguenze sono devastanti. Ciò che accade successivamente è il prodotto inevitabile di ciò che hai scelto e la tua scelta, ancora una volta, è già condizionata da tutte le scelte precedenti. Così, gli avvenimenti che spesso credi essere casuali in realtà non sono affatto regolati dal caso, hanno delle cause ben precise. Tutto questo, che molti per semplificare chiamano effetto boomerang, è il Karma”, si legge in </span><i><span style="font-weight: 400;">Karma City</span></i><span style="font-weight: 400;">, il romanzo di Massimo Bisotti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Karma City è una città segreta dove vanno a vivere otto ragazzi, irretiti da uno psicologo online e dalla sua affascinante proposta di ricominciare da zero, scomparendo dal mondo per riesumare la propria essenza. I sogni infranti che imputridiscono l’anima accomunano certamente questi ragazzi, e come i rimpianti delle parole non dette, dei gesti naufragati, anche le scelte dettate dai sensi di colpa sono lì, nelle loro anime. Sono lì ad ammuffire, rendendoci impossibile vivere, vivere realmente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Terminati i capri espiatori che facciamo? Resettare tutto è possibile? Oppure è solo illusione? In questa citta che ha uno statuto tutto suo, si, è possibile ricominciare da capo, o così sembrerebbe. Una nuova nascita o rinascita. E chi è questo psicologo misterioso che nessuno conosce ma che, soprattutto, possiede questo potere immenso? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Esiste una mappa dove leggere le nostre storie, quelle collegate dalle morti e dalle rinascite? Non un albero genealogico che ci collega ai nostri avi, ma un nostro albero delle vite passate, mi chiedo io a questo punto. Perché non so se riuscirei a partire come loro, con poche informazioni, anche se, per ripartire resettando non hai bisogno di molto, o forse si. La base di partenza è importante? Ma questo è solo un mio problema, quello di avere tutto sotto controllo, anche se, tutto, non è appropriato, non siamo macchine perfette, ma esseri umani imperfetti, quindi torniamo a loro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Torniamo a questi ragazzi &#8211; chi più e chi meno giovane &#8211; che invece hanno deciso di partire e che, inevitabilmente, si trovano ad interagire, ad intessere relazioni non con l’universo intero ma con minima porzione di esso, che sembrerebbe quasi una bolla atemporale, fuori dallo spazio. “Ma là fuori, indipendentemente da noi e oltre noi, esiste un mondo che va avanti lo stesso, e che, escludendo rarissime eccezioni, non sentirà la nostra mancanza. È un errore vivere nel velo dell’illusione che quando si realizzeranno certe condizioni finalmente staremo bene. Le condizioni ottimali per poter essere felici non sono mai perfette e assolute”, quindi? Queste otto persone che hanno scelto di partire per Karma City, troveranno la felicità assoluta? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutto ciò che accade nella vita dovrebbe avere una ragione, anche se apparentemente incomprensibile, e questo perché esiste il karma e tutti siamo collegati, non solo noi stessi con il nostro passato, (probabilmente irrisolto che in un modo o nell’altro si ripresenta, come gli errori, commettiamo sempre gli stessi, come una sorta di ripetizione automatica), ma anche con gli altri, quelli che interagiscono con le nostre vite. Forse, se questo concetto è basato su una legge reale anche se non scritta, i personaggi di </span><i><span style="font-weight: 400;">Karma City</span></i><span style="font-weight: 400;"> si ritrovano a vivere insieme, non a caso, ma per un preciso scopo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ogni lettore, penso, dovrebbe trovare il proprio, quello che aderisce di più alla sua anima, per imparare a prendersi cura dei suoi super poteri. E questa è anche la dedica che Massimo Bisotti mi scrisse sul romanzo dalla splendida copertina, che ci ricorda gli intrecci delle nostre vite.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Alessandra De Angelis</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9218" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-karma-city-c-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-karma-city-c-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-karma-city-c-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-karma-city-c-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-karma-city-c-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-karma-city-c-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-karma-city-c-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-karma-city-c.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9220" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/2-karma-city-c-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/2-karma-city-c-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/2-karma-city-c-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/2-karma-city-c-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/2-karma-city-c-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/2-karma-city-c-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/2-karma-city-c-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/2-karma-city-c.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Sono sei giovani Inuit le nuove star di Tik Tok</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2023 16:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fare business]]></category>
		<category><![CDATA[Ascensore Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Mignini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I social per rivendicare identità, tradizione e cultura Sono sei giovani Inuit i protagonisti scelti nel programma di Tik Tok che coinvolge 40 creatori di contenuti digitali indigeni. Un segnale forte di inclusione per vivere un&#8217;opportunità che può realmente cambiare la vita attraverso l&#8217;acceleratore TikTok per i creatori indigeni.  TikTok Accelerator for Indigenous Creators è un [&#8230;]</p>
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<p><b><i>I social per rivendicare identità, tradizione e cultura</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sono sei giovani Inuit i protagonisti scelti nel programma di Tik Tok che coinvolge 40 creatori di contenuti digitali indigeni. Un segnale forte di inclusione per vivere un&#8217;opportunità che può realmente cambiare la vita attraverso l&#8217;acceleratore TikTok per i creatori indigeni. </span></p>
<p><b>TikTok Accelerator for Indigenous Creators</b><span style="font-weight: 400;"> è un incubatore creato con l’obiettivo di fornire ai creatori digitali di diverse popolazioni indigene una formazione online per aumentare i loro follower e far crescere il proprio profilo. Il programma si concentra su aree chiave che daranno potere ai creatori indigeni sulla piattaforma, tra cui la creazione di comunità, l&#8217;analisi, la pianificazione dei contenuti, il lavoro con i marchi, il team building, nonché le migliori pratiche per il benessere digitale e la sicurezza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa è la seconda edizione del programma della durata di sei settimane e i partecipanti sono stati formati sotto la guida dei creatori di TikTok, dei membri del team di TikTok e di altri esperti del settore. La guida al curriculum è fornita dal consulente del programma Sherry Mckay, che torna per il suo secondo anno nella posizione ed è a sua volta, una creatrice di contenuti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Tik Tok accelerator for indigenous creators &#8211; terminato il 2 dicembre &#8211; è sviluppato dal National Screen Institute e da TikTok Canada per rendere la piattaforma uno spazio digitale funzionale per rivendicare la propria identità, lottando contro chi per anni ha cercato di cancellare la cultura inuit, di farli scomparire.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ecco le coordinate per conoscere i sei content creator Inuit:</span></p>
<p><b>Angela Aula </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Angela Aula, che ha più di 12.000 follower su </span><b>@inuk.beauty</b><span style="font-weight: 400;"> , è nata nel Nunavut ma vive a Toronto da 30 anni. Aula usa la sua pagina TikTok per condividere il suo talento come truccatrice. </span></p>
<p><b>Braden Johnston </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Braden Johnston, che ha 109.000 follower su </span><b>@kadlun</b><span style="font-weight: 400;">, proviene dalla comunità di Kugluktuk, NU, ed è cresciuto a Yellowknife, NT. Usa la sua pagina TikTok per condividere il suo viaggio da tossicodipendente in recupero e la sua riconciliazione con sua madre e la sua cultura Inuit. </span></p>
<p><b>Inuk Trennert </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Inuk Trennert, che ha oltre 26.000 follower su </span><b>@inuk360</b><span style="font-weight: 400;">, è una maestra ciuffo di capelli di caribù che ha insegnato la pratica a migliaia di persone e gestisce il suo studio di gioielleria e arte sotto il nome di Inuk 360. Trennert è Inuvialuk e attualmente risiede nel nord-ovest Territori. </span></p>
<p><b>Julia Ulayok Davis </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Julia Ulayok Davis, che ha più di 10.000 follower su </span><b>@juliaulayok</b><span style="font-weight: 400;"> , è una cantante, attrice e compositrice che ha iniziato a condividere le sue canzoni originali dal suo musical </span><i><span style="font-weight: 400;">Aqqaq</span></i><span style="font-weight: 400;"> su TikTok nel 2021. Attualmente risiede a Winnipeg, MB, e spera di creare un Inuit musical ispirato dalle sue esperienze personali.</span></p>
<p><b>Nicole Janis Qavavauq-Bibeau</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nicole Janis Qavavauq-Bibeau, che ha oltre 4.600 follower su @</span><b>arcticfrostbyte</b><span style="font-weight: 400;">, è un&#8217;attivista femminista, ricercatrice e podcaster che usa la sua piattaforma per condividere la sua passione per i diritti degli indigeni. È nata e cresciuta a Montreal, QC.  </span></p>
<p><b>Salice Allen </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Willow Allen, che ha 500.000 follower su </span><b>@willow.allen</b><span style="font-weight: 400;"> , è una modella di Inuvik, Inuvialuit Settlement Region, NT. Ha lavorato con Canada Goose e Louboutin ed è stata sulla copertina di </span><i><span style="font-weight: 400;">Elle Canada</span></i><span style="font-weight: 400;"> Magazine per un articolo nel loro numero sui cambiavalute Inuit che stanno reclamando la loro cultura. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8220;Sono entusiasta che questo nuovo gruppo di partecipanti intraprenda il proprio viaggio attraverso TikTok Accelerator for Indigenous Creators&#8221;, ha detto Sherry Mckay in un comunicato stampa. “Decolonizzare i nostri spazi digitali e la rappresentazione indigena è incredibilmente importante. Non vedo l&#8217;ora di lavorare a fianco di questi creatori mentre raccontano le loro storie&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Cristina Mignini</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9215" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-sono-sei-giovani-inuit-fb-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-sono-sei-giovani-inuit-fb-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-sono-sei-giovani-inuit-fb-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-sono-sei-giovani-inuit-fb-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-sono-sei-giovani-inuit-fb-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-sono-sei-giovani-inuit-fb-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-sono-sei-giovani-inuit-fb-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-sono-sei-giovani-inuit-fb.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>La montagna russa sociale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2023 16:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Ascensore Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Roberta Conforte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un ascensore fuori servizio e senza manutenzione Dall’enciclopedia Treccani leggiamo: ascensore sociale, processo che consente e agevola il cambiamento di stato sociale e l’integrazione tra i diversi strati che formano la società. L’espressione “ascensore sociale” nasce fra gli anni ’60 e ’70 per designare la possibilità per i membri di una determinata fascia sociale, in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-9035-1" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/La-montagna-russa-sociale-online-audio-converter.com_.mp3?_=1" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/La-montagna-russa-sociale-online-audio-converter.com_.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/La-montagna-russa-sociale-online-audio-converter.com_.mp3</a></audio>
<p><b>Un ascensore fuori servizio e senza manutenzione</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dall’enciclopedia Treccani leggiamo: </span><i><span style="font-weight: 400;">ascensore sociale</span></i><span style="font-weight: 400;">, processo che consente e agevola il cambiamento di stato sociale e l’integrazione tra i diversi strati che formano la società.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’espressione “ascensore sociale” nasce fra gli anni ’60 e ’70 per designare la possibilità per i membri di una determinata fascia sociale, in particolare quella medio &#8211; bassa, di ascendere ad una fascia più alta. Sostanzialmente i figli di una famiglia di operai grazie all’ascensore sociale potrebbero studiare all’università e diventare manager, CEO o proprietari di una fabbrica, arrivando a guadagnare molto più dei genitori. Secondo questa teoria, se nasci povero puoi morire ricco e se nasci ricco, beh, nulla cambia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Grandissimo peso ha in questo senso l’istruzione: dimmi che scuola hai frequentato e ti dirò quali prospettive future si presentano. L’istruzione è alla base della conoscenza, più nozioni si immagazzinano nel cervello, più possibilità e porte si spalancano lungo il percorso.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Da qualche anno, però, pare che questo ascensore sia fuori servizio e che la manutenzione tardi ad arrivare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E la colpa, se vogliamo darla a qualcuno, di chi sarebbe? Di un sistema scolastico stressato ai massimi livelli anche a causa degli ultimi due anni di pandemia che vuole a tutti i costi promuovere qualsiasi studente? Degli insegnanti che non hanno più gli stimoli di una volta perché le classi sono principalmente costituite da mandrie di ragazzini scalmanati e scostumati? O dei genitori costretti a guadagnarsi da vivere per consentire un minimo di istruzione alla propria prole e a lasciare che i figli gestiscano da soli la propria carriera scolastica?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Secondo i dati ISTAT per la generazione 1972-1986 la probabilità di risalire la scala sociale è diminuita: più di un quarto (26,6%) è infatti mobile verso il basso. Un valore che, oltre a essere più alto rispetto a tutte le generazioni precedenti (era 21,8% tra i nati prima del 1941) supera per la prima volta quello di chi è mobile in senso ascendente (24,9%). </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Più che un ascensore sembrano montagne russe.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Eppure, la “Rich List”, la lista ricca stilata ogni anno dal Sunday Times che comprende le persone più ricche della Gran Bretagna, riporta un elenco considerevolmente lungo di nomi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra questi troviamo anche quello di Damien Hirst, artista britannico, critico d’arte e imprenditore. Molti dei suoi pezzi sono un commento su altre opere d’arte e la sua interpretazione di iconici riferimenti pop gli ha fatto guadagnare lo status di leggenda nel mondo dell’arte, oltre che un sacco di soldi. Si stima che il suo patrimonio si aggiri intorno al miliardo di dollari. Solo il suo portafoglio immobiliare è pari a 150 milioni di sterline, tra cui una villa palladiana con vista su Regent&#8217;s Park e una collezione d&#8217;arte di 2.000 stanze tra cui opere di Picasso e Francis Bacon. Cifre da capogiro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nonostante il patrimonio degno di nota, pare che l’artista britannico sia noto anche per le piccole dimensioni delle sue braccia: la figura professionale più vicina a lui, quella dell’assistente, percepisce uno stipendio annuo lordo pari a 20.000 sterline.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Come si suol dire, l’abito non fa il monaco, o l’artista.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Roberta Conforte</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9211" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/2-montagna-russa-sociale-c-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/2-montagna-russa-sociale-c-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/2-montagna-russa-sociale-c-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/2-montagna-russa-sociale-c-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/2-montagna-russa-sociale-c-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/2-montagna-russa-sociale-c-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/2-montagna-russa-sociale-c-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/2-montagna-russa-sociale-c.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9213" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-montagna-russa-sociale-c-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-montagna-russa-sociale-c-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-montagna-russa-sociale-c-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-montagna-russa-sociale-c-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-montagna-russa-sociale-c-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-montagna-russa-sociale-c-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-montagna-russa-sociale-c-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-montagna-russa-sociale-c.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Fra Guy De Maupssant e OnlyFans</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2023 16:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Ascensore Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Cassini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La scalata sociale al giorno d&#8217;oggi C&#8217;è un libro, un capolavoro, che sul tema della &#8220;scalata&#8221; sociale è imprescindibile.  E no, non parliamo dei guru moderni che vendono milioni di copie nel mondo promettendo un cambio radicale agli accaniti lettori che poi, però, si ritrovano sempre nella stessa condizione umana. Non parliamo di scrittori che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-9038-2" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/Fra-Guy-De-Maupssant-e-OnlyFans_-la-scalata-sociale-al-giorno-doggi..m4a?_=2" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/Fra-Guy-De-Maupssant-e-OnlyFans_-la-scalata-sociale-al-giorno-doggi..m4a">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/Fra-Guy-De-Maupssant-e-OnlyFans_-la-scalata-sociale-al-giorno-doggi..m4a</a></audio>
<p><b>La scalata sociale al giorno d&#8217;oggi</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">C&#8217;è un libro, un capolavoro, che sul tema della &#8220;scalata&#8221; sociale è imprescindibile. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E no, non parliamo dei guru moderni che vendono milioni di copie nel mondo promettendo un cambio radicale agli accaniti lettori che poi, però, si ritrovano sempre nella stessa condizione umana. Non parliamo di scrittori che fanno conferenze in giro per il mondo insegnando il benessere economico e finanziario alla plebe. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Parliamo di un libro scritto molto prima di questo nostro pazzo periodo storico. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si tratta di Bel-Ami, di Guy De Maupassant. Gli appassionati di cinema sicuramente ricorderanno il film, decisamente poco iconico, con protagonista Robert Pattinson. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In realtà, il romanzo di uno dei più grandi scrittori francesi di sempre è un viaggio attraverso la mente di un giovane uomo il cui unico obiettivo è quello di scalare posizioni nella società parigina dell&#8217;epoca. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Georges Duroy, questo il nome del protagonista, usa le armi che madre natura gli ha messo a disposizione: fascino e concretezza. Georges non si fa scrupoli a frequentare le donne giuste al fine di scalare socialmente posizioni. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È difficile non fare spoiler, dunque ci fermiamo qui e ci auguriamo che possiate leggere questo splendido romanzo. Che nonostante gli anni invecchia come il buon vino, senza mai perdere il suo sapore. Guy De Maupassant disegna una classe dirigente parigina piena di crepe, dove il sesso è ancora l&#8217;arma più potente per ottenere ciò che si vuole. E oggi?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8220;È l&#8217;arrapamento dei popoli, che muta le geografie&#8221;, scriveva Christian Frascella nel suo romanzo più celebre &#8220;Mia sorella è una foca monaca&#8221;. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È proprio vero. Ancora adesso, le relazioni sono la chiave per aprire anche le porte più segrete. Tantissimi sono gli esempi di persone che hanno consolidato la propria posizione sociale grazie alla relazione di coppia. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oltre alle relazioni, un&#8217;altra chiave per farsi una strada è sicuramente&#8230; Il sesso. Lo testimoniano le numerose denunce sollevate dalle attrici italiane e non solo: il sesso è ancora oggi, che siamo in una società tecnologicamente evoluta ma emozionalmente retrograda, la più veloce merce di scambio. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sesso è ancora oggi il modo più rapido per ottenere ciò che si vuole. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fortunatamente l&#8217;etica evita di spingerci verso questa deriva. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma a volte la situazione è talmente pesante e senza via d&#8217;uscita che il sesso diventa l&#8217;unico modo per scalare posizioni nella società. Come è successo in Grecia durante il periodo più duro della crisi finanziaria: si stima che la prostituzione sia cresciuta del 180% in quel periodo! Il Codacons ci suggerisce che la prostituzione in Italia è un business da 3,9 miliardi di Euro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Molte giovani ragazze attraenti scelgono invece di stare su OnlyFans, pubblicando contenuti dal sapore &#8220;vagamente&#8221; erotico online.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Così Daniela Cattani sul Corriere della Sera: &#8220;Avevo tante foto di shooting e alcuni fotografi mi hanno consigliato di guadagnarci qualcosa poi il lockdown mi ha reso un po&#8217; disperata. Avevo sempre curato il mio corpo e l&#8217;ho usato. E ho guadagnato più di quello che avrei immaginato.&#8221; Su OnlyFans ci sono oltre 1,5 milioni di creatori di contenuti e 188 milioni di utenti pronti anche a pagare per ottenere un servizio in più.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È il modo più veloce per fare soldi oggi. E  i soldi possono servire a chi ha voglia di scalare posizioni nella società, poiché in certi ambienti si riesce ad arrivare solo attraverso una base economica forte. Non parliamo solo dei salotti bene, ma anche di master nelle università più prestigiose, vacanze nei posti dove è più probabile fare conoscenza con un calciatore importante, posti esclusivi dove è difficile entrare senza indossare il dress code giusto. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma quindi &#8220;basta prostituirsi&#8221; per scalare posizioni?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Forse la domanda giusta non è &#8220;basta prostituirsi&#8221; ma &#8220;è necessario prostituirsi&#8221;?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Domanda lecita visto che l&#8217;ascensore sociale in Italia non funziona sempre benissimo e spesso chi merita di stare dove dovrebbe è costretto a trovarsi un posto lontano dagli affetti o dalla famiglia. Parliamo soprattutto del Sud Italia, mentre in molte regioni del Nord il trend sta decisamente cambiando secondo le statistiche! Buone notizie per chi crede nello studio e nel lavoro puro!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tornando a Bel-Ami, beh, probabilmente non c&#8217;è un libro migliore di questo che rappresenti la mente di uno scalatore sociale e il mondo intorno ad esso. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il film del 2012, invece, va recuperato comunque anche se è decisamente inferiore a certi passaggi del romanzo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Buona lettura e&#8230; Buona visione! </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Marco Cassini</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9206" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/2-fra-guy-de-maupassant-a-only-fans-c-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/2-fra-guy-de-maupassant-a-only-fans-c-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/2-fra-guy-de-maupassant-a-only-fans-c-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/2-fra-guy-de-maupassant-a-only-fans-c-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/2-fra-guy-de-maupassant-a-only-fans-c-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/2-fra-guy-de-maupassant-a-only-fans-c-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/2-fra-guy-de-maupassant-a-only-fans-c-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/2-fra-guy-de-maupassant-a-only-fans-c.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9207" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-fra-guy-de-maupassant-a-only-fans-c-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-fra-guy-de-maupassant-a-only-fans-c-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-fra-guy-de-maupassant-a-only-fans-c-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-fra-guy-de-maupassant-a-only-fans-c-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-fra-guy-de-maupassant-a-only-fans-c-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-fra-guy-de-maupassant-a-only-fans-c-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-fra-guy-de-maupassant-a-only-fans-c-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/1-fra-guy-de-maupassant-a-only-fans-c.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>La Locanda dei Girasoli: il ristorante dell’inclusività</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2023 16:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Serendipity]]></category>
		<category><![CDATA[Ascensore Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Piera Pastore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’arte culinaria acquisisce un valore aggiunto Fino ai 6 anni l’80% dei bambini con sindrome di Down frequenta il nido, la scuola per l’infanzia o la primaria. Tra i 7 e i 14 anni la percentuale sale al 99,1% per poi scendere sotto al 50% (48,8%) tra i 15 e i 24 anni. E chi [&#8230;]</p>
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<p><b><i>L’arte culinaria acquisisce un valore aggiunto</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fino ai 6 anni l’80% dei bambini con </span><b>sindrome di Down</b><span style="font-weight: 400;"> frequenta il nido, la scuola per l’infanzia o la primaria. Tra i 7 e i 14 anni la percentuale sale al 99,1% per poi scendere sotto al 50% (48,8%) tra i 15 e i 24 anni. E chi non frequenta la scuola cosa fa? </span><b>Il 16,4% sta a casa, il 10,9% frequenta un centro diurno, il 5,7% un corso di formazione professionale e l’11,1% lavora</b><span style="font-weight: 400;">. Ma è allo scoccare dei 25 anni, quando scuola e formazione vengono meno, che la linea di demarcazione tra la condizione di giovani e quella di adulti affetti da sindrome di Down si fa più marcata mettendo ben in evidenza come per questi ultimi manchino servizi, supporti e in generale risposte. </span><b>Tra i 25 e i 44 anni</b><span style="font-weight: 400;">, infatti, </span><b>solo il 39,3% delle persone Down ha un lavoro</b><span style="font-weight: 400;"> ed è ben il 27,6% la quota di chi resta a casa. A metterlo in evidenza è la ricerca “</span><b><i>Non uno di meno. La presa in carico delle persone con sindrome di Down per il perseguimento del miglior stato di salute e la loro piena integrazione sociale</i></b><span style="font-weight: 400;">”, condotta dal Censis insieme all’Associazione italiana persone Down (Aipd). </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dati che fanno riflettere. Perché per molti ragazzi con la sindrome di down il futuro sembra già scritto. Ma per fortuna esistono realtà che mettono </span><b>al centro l’inclusione sociale e lavorativa</b><span style="font-weight: 400;">. È il caso della </span><b>Locanda dei Girasoli</b><span style="font-weight: 400;">, uno storico ristorante-pizzeria di Roma che </span><b>da oltre 20 anni dà lavoro a ragazzi e ragazze con sindrome di Down, sindrome di Williams e altre disabilità cognitive. </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Locanda dei Girasoli nasce nel 1999 dall&#8217;idea di un gruppo di genitori di giovani con la sindrome di Down con l&#8217;obiettivo di </span><b>garantire ai figli un futuro di autonomia e dignità</b><span style="font-weight: 400;">. Hanno scelto di mettersi in gioco nell’ambito della ristorazione perché è un settore caratterizzato dal contatto umano sia con i colleghi di lavoro che con i clienti. Nonostante nel corso della sua storia il ristorante abbia dovuto affrontare numerose difficoltà, grazie alla dedizione dei ragazzi, ma anche al supporto di numerosi sostenitori, La Locanda dei Girasoli è riuscito a garantirsi l’autosufficienza. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dopo 22 anni di attività, il locale è stato costretto a chiudere nel gennaio 2022, anche a causa delle ripetute restrizioni imposte dal Covid. Ma grazie all’impegno e alla grande mobilitazione attorno questa realtà, sostenuta anche dalla Regione Lazio, il ristorante ha trovato una </span><b>nuova sede</b><span style="font-weight: 400;">. Insieme ad Ater, la Regione ha infatti scelto di assegnare alla Locanda i locali di </span><b>via Taranto 57</b><span style="font-weight: 400;"> (ex sede di Forza Nuova), che erano stati occupati e vandalizzati, e che erano stati sgomberati nel 2020. Ciò è stato possibile grazie all&#8217;opportunità di un bando Ater dedicato al Terzo settore. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La nuova vita del ristorante ricomincia, grazie alla gestione del </span><b>Consorzio Sociale &#8220;Sintesi&#8221; onlus</b><span style="font-weight: 400;"> che porta avanti da anni il progetto. Qui </span><b>25 ragazzi e ragazze con sindrome di down</b><span style="font-weight: 400;">, accompagnati da uno staff di una decina di persone, compreso uno psicologo, propongono ai clienti </span><b>menu stagionali</b><span style="font-weight: 400;"> preparati con grande attenzione, cura dell’aspetto qualitativo e raffinatezza nella presentazione. Questo straordinario progetto continua così a </span><b>nobilitare e dare dignità alla persona</b><span style="font-weight: 400;"> attraverso un percorso individuale, di formazione e di inserimento lavorativo. Azzerare le differenze è possibile solamente non ponendosi l’obiettivo di eliminare lo “svantaggio”, quanto piuttosto abbattendo le barriere culturali che lo trasformano in emarginazione, solitudine e abbandono, valorizzando le specificità di ciascun individuo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I ragazzi e le ragazze della Locanda lavorano sodo e con passione gestendo tutte le normali attività di un ristorante: c’è il </span><b>caposala</b><span style="font-weight: 400;">, ci sono i </span><b>camerieri </b><span style="font-weight: 400;">che prendono le comande e si occupano del servizio, c’è il </span><b>sommelier</b><span style="font-weight: 400;"> ma anche </span><b>l’aiuto pizzaiolo e l’aiuto cuoco</b><span style="font-weight: 400;">. Tutti hanno un proprio compito specifico all’interno del locale. Qui i commensali, oltre al buon cibo, trovano un clima accogliente, divertente e familiare grazie alla simpatia dei ragazzi che con la loro solarità rendono speciale ogni pasto. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“</span><i><span style="font-weight: 400;">Non solo un ristorante, ma un punto di riferimento per le famiglie dei ragazzi con sindrome di down, che qui possono trovare quella autonomia e dignità che solo il lavoro può dare</span></i><span style="font-weight: 400;">” queste le parole del presidente de La Locanda dei Girasoli e del consorzio Sintesi, </span><b>Enzo Rimicci</b><span style="font-weight: 400;">, in occasione della cerimonia di consegna delle chiavi del nuovo locale da parte del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Locanda dei Girasoli, amalgamando solidarietà e professionalità attraverso l’attivazione di percorsi integrati di formazione, nel corso degli anni è riuscita a creare posti di lavoro finalizzati all’integrazione lavorativa e territoriale, dando vita ad </span><b>un esempio concreto di imprenditoria sociale vincente.</b></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Piera Pastore</span></p>
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