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	<title>presidentemattarella Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
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		<title>Un Presidente che sia di tutti gli italiani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Feb 2022 17:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The King]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Albanello]]></category>
		<category><![CDATA[presidentemattarella]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-1199-1" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/11_Un-presidente-che-sia-di-tutti.mp3?_=1" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/11_Un-presidente-che-sia-di-tutti.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/11_Un-presidente-che-sia-di-tutti.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Intanto che scrivo questo articolo, sto rilevando l’assoluto buio che annebbia le menti dei cosiddetti “grandi elettori”, assolutamente smarriti nell’assolvere questo loro dovere istituzionale, che corrisponde all’azione di fare proprie le attese di un intero popolo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Capo dello Stato (merita che sia ribadito), rappresenta nell’immaginario ma anche nell’inconscio collettivo di sessanta milioni di donne e uomini di un intero Paese, colui che si rende garante della unità di un popolo che si riconosce in una Costituzione che è la Carta fondante di un cammino che altri hanno percorso prima di noi e che altri a loro volta percorreranno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Trascurare o ignorare queste semplici ed essenziali indicazioni, che poi si trasformano in regolamenti e indirizzi che servono a suggerire comportamenti conseguenti, vuol dire non cogliere il senso identitario del Capo dello Stato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un Presidente viene sentito da ogni cittadino, come un faro che illumina la strada, come un indicatore lungimirante di una prospettiva : perciò quando si parla di “alto profilo” è sottinteso il rigore morale che quella persona pretende a sé stesso prima ancora che ai cittadini verso i quali si propone di essere “scia luminosa”, tale da consentire il diradamento delle nebbie ed il superamento delle situazioni di sgomento che non possono che essere transitorie.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel recente passato sicuramente questo stile è stato ben manifestato da Sandro Pertini, un uomo che non tollerò che si intercedesse in suo favore, quando era prigioniero nelle carceri fasciste, perché una simile concessione in suo favore, l’avrebbe vissuta come una macchia, come un tradimento dei valori verso i quali aveva indirizzato ogni comportamento della sua vita.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sandro Pertini era un socialista ed era stato un partigiano, ma questo non ha impedito alle forze di destra e di centro avverse alla sinistra, di tributare a questa persona un rispetto ed una fiducia completi ed incondizionati, perché i deputati ed i senatori che sedevano in Parlamento erano ben consapevoli che neppure un atto di quel Presidente avrebbe avuto un orientamento, tale da facilitare la parte politica di cui era espressione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per questa ragione Sandro Pertini viene tuttora ricordato e indicato come un modello di Presidenza equanime e rappresentante di un intero popolo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche Sergio Mattarella ha saputo essere interprete di un diffuso bisogno di unità e di senso identitario nelle italiane e negli italiani . Intanto che scrivo, mi giungono i risultati delle votazioni compiute dai grandi elettori che, pure se non hanno un esito ultimativo, intendono lasciare un segno di riconoscimento e di apprezzamento per la persona che sta abbandonando le stanze del Quirinale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sergio Mattarella, pur essendosi espresso in modo che non dà adito ad improprie interpretazioni riguardo ad una sua indisponibilità per un secondo mandato, riceve tributi e consensi che vogliono essere il segnale per chi lo succederà: una donna o un uomo di grande spessore morale, che sia anche una “guida pedagogica” a favore di un popolo che sta uscendo da una pandemia: una circostanza davvero drammatica, questa, che comunque non deve annebbiare la vista né deve indurre a scelte che non sarebbero poi utili per un viatico di sette anni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche il periodo che i Padri Costituenti hanno stabilito essere il giusto tempo da assegnare ad una Presidenza della Repubblica (quindi un settennato), lascia intendere che il Capo dello Stato debba rappresentare una figura tranquilla per una “navigazione serena” che con deve dare adito a quelle instabilità, che invece sono prerogativa dei governi che scaturiscono dalle alleanze tra le forze presenti in Parlamento.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ernesto Albanello</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1272" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/pexels-matteo-basile-8174741-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/pexels-matteo-basile-8174741-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/pexels-matteo-basile-8174741-scaled-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/pexels-matteo-basile-8174741-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/pexels-matteo-basile-8174741-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/pexels-matteo-basile-8174741-1536x1024.jpg 1536w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/pexels-matteo-basile-8174741-2048x1366.jpg 2048w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/pexels-matteo-basile-8174741-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/pexels-matteo-basile-8174741-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/pexels-matteo-basile-8174741-1920x1280.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Patenti, rinnovo prorogato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Feb 2022 17:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Delle Monache]]></category>
		<category><![CDATA[presidentemattarella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo la proroga dello stato d&#8217;emergenza al 31 marzo, prolungata a giugno 2022 la scadenza di patente, foglio rosa, CQC e CAP. Ecco tutte le nuove scadenze Con la proroga al 31 marzo 2022 dello stato d&#8217;emergenza per la pandemia in atto, è stata prolungata la scadenza di ogni patente e CQC.  Patenti da conseguire [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-1133-2" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/5_patenti-rinnovo-prorogato.mp3?_=2" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/5_patenti-rinnovo-prorogato.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/5_patenti-rinnovo-prorogato.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Dopo la proroga dello stato d&#8217;emergenza al 31 marzo, prolungata a giugno 2022 la scadenza di patente, foglio rosa, CQC e CAP. Ecco tutte le nuove scadenze</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con la proroga al 31 marzo 2022 dello stato d&#8217;emergenza per la pandemia in atto, è stata prolungata la scadenza di ogni patente e CQC. </span></p>
<p><b>Patenti da conseguire</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per le patenti ancora da conseguire chi ha presentato la domanda di conseguimento patente nel</span> <span style="font-weight: 400;">dal 1° gennaio 2021 al 31 marzo 2022 (attuale data di cessazione dello stato di emergenza sanitaria) può svolgere la prova entro 1 anno dalla data di presentazione e accettazione della domanda </span><b>&#8211; </b><span style="font-weight: 400;">fogli rosa</span><span style="font-weight: 400;"> &#8211; i documenti in scadenza tra il 31/1/2020 e il 31/3/2022 sono prorogati fino 29/6/2022 sempre che non siano già stati rinnovati nella validità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Riguardo alle patenti scadute e da:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; per circolare in Italia, le patenti di guida italiane con scadenza tra 31/1/2020 e 31/3/2022 sono valide fino al 29/6/2022 (novantesimo giorno successivo al 31/3/2022, attuale data di cessazione dello stato di emergenza sanitaria).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le proroghe non si applicano alla patente di guida quale documento di riconoscimento.</span></p>
<p><b>Revisione dei veicoli</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per la revisione dei veicoli sono attualmente in vigore le seguenti scadenze:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; i veicoli immatricolati in Italia di categoria M, N e O3-O4 con revisione scaduta tra ottobre 2020 e giugno 2021 possono circolare fino a 10 mesi dopo la scadenza normale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; Per i veicoli di categoria M, N, O3, O4 con revisione scaduta dopo giugno 2021 e per i veicoli di categoria L e O1-O2 non ci sono proroghe applicabili.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Antonio Delle Monache</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1269" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/pexels-jeshootscom-451590-300x195.jpg" alt="" width="300" height="195" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/pexels-jeshootscom-451590-300x195.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/pexels-jeshootscom-451590-scaled-600x389.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/pexels-jeshootscom-451590-1024x665.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/pexels-jeshootscom-451590-768x498.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/pexels-jeshootscom-451590-1536x997.jpg 1536w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/pexels-jeshootscom-451590-2048x1329.jpg 2048w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/pexels-jeshootscom-451590-696x452.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/pexels-jeshootscom-451590-1068x693.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/pexels-jeshootscom-451590-1920x1246.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Giovani si diventa, sindaci si nasce!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Feb 2022 17:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terza età]]></category>
		<category><![CDATA[presidentemattarella]]></category>
		<category><![CDATA[Sandro Scarpitti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ciriaco De Mita è un politico italiano che ha attraversato ogni epoca e vissuto ogni trasformazione del quadro istituzionale nazionale. Dal 1956, allorquando fu eletto consigliere nazionale della Democrazia Cristina, passando per la sua prima elezione a deputato nel 1963, De Mita non si è mai più fermato, raggiungendo l’apice della sua “carriera” politica nel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-1195-3" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/13_giovani-si-diventa.mp3?_=3" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/13_giovani-si-diventa.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/13_giovani-si-diventa.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Ciriaco De Mita è un politico italiano che ha attraversato ogni epoca e vissuto ogni trasformazione del quadro istituzionale nazionale. Dal 1956, allorquando fu eletto consigliere nazionale della Democrazia Cristina, passando per la sua prima elezione a deputato nel 1963, De Mita non si è mai più fermato, raggiungendo l’apice della sua “carriera” politica nel biennio 1988/89 con l’incarico di Presidente del Consiglio, sostenuto dal mitologico “pentapartito” formato dalle grandi forze (e dalle larghe intese) della “Prima Repubblica”. Negli anni della bufera di “Mani pulite” e delle grandi trasformazioni, dei cambiamenti epocali successivi alle modifiche del sistema elettorale e alle conseguenti spaccature e polarizzazioni del “grande centro” verso sinistra o verso destra, De Mita ha interpretato abilmente il suo ruolo di “catalizzatore di voti”, contribuendo all’affermazione di personaggi di primo piano (Prodi e Mattarella, per citarne due “a caso”) e rimanendo in gioco, a dispetto dell’età e delle spinte “rottamatorie” dei nuovi (e più giovani) politici, arrivando a spostarsi anche sul piano europeo, con l’elezione in qualità di parlamentare UE arrivata nel 2009. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ciriaco De Mita è nato nel 1928, in un paesino dell’Irpinia di qualche migliaio di abitanti, e ha una storia personale e politica molto interessante. Nascere nel 1928 significa aver visto nascere la Repubblica (aveva vent’anni quando, il 1° gennaio del 1948, entrò in vigore la Costituzione italiana), ma anche aver vissuto, da bambino e da giovanotto consapevole, il “ventennio” e la seconda guerra mondiale. Se la matematica non è un’opinione, quindi, il buon Luigi Ciriaco (questo il nome completo) ha oggi la bellezza di 94 anni, di cui 66 attivamente vissuti nella politica locale e nazionale. E proprio come un </span><i><span style="font-weight: 400;">Benjamin Button</span></i><span style="font-weight: 400;"> della politica nostrana, sembra dotato di un “potere” che lo ringiovanisce ad ogni anno che passa e ad ogni nuovo incarico che ricopre. Così è stato, infatti, anche quando il 26 maggio del 2014 si è candidato come sindaco proprio del suo paese di nascita, Nusco, sbaragliando la concorrenza al primo turno con oltre il 77% dei voti. Ancora di più ha impressionato, 5 anni dopo, quando all’età di 91 anni, dopo aver annunciato il suo ritiro, ha riproposto la propria candidatura negli ultimi giorni utili alla presentazione di una lista, contestando apertamente le capacità del candidato contendente, e riconfermandosi, sempre al primo turno, con oltre il 60% delle preferenze.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non ci è dato sapere se questa longevità politica sia da record (nazionale o mondiale) o meno, ma di certo sembra che dal suo impegno costante e continuo nella vita pubblica arrivi la linfa vitale e l’energia necessaria a restare giovane a sufficienza per tenere botta in un mondo duro e competitivo come quello della politica. Di primo acchito, cotanta abnegazione e forza d’animo (e di fisico) non possono che suscitare ammirazione e una buona dose di sana invidia. Poi, però, una riflessione più ampia e approfondita non può che offrire numerosi spunti di analisi di una situazione, non solo politica, ma analoga in tanti ambiti della vita sociale e collettiva, a dir poco preoccupante. Pur tralasciando l’eccezionalità de </span><i><span style="font-weight: 400;">il curioso caso di Ciriaco De Mita</span></i><span style="font-weight: 400;"> (parafrasando ancora una volta il film interpretato da Brad Pitt), non possiamo fare a meno di domandarci se tanti personaggi maturi, anziani e a volte perfino vecchi, in qualità di dirigenti, funzionari, presidenti, segretari, governanti, comandanti e leader a qualunque titolo, non siano un tappo (patologico) alla crescita e alla responsabilizzazione dei giovani e degli adulti under 40, in un mondo che “tira indietro”, quindi, rispetto alle nuove generazioni e al fisiologico, questo sì, ricambio che nelle comunità di mammiferi (quadrupedi o bipedi che siano) rappresenterebbe la normalità. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Spesso si sentono frasi in cui i giovani sono additati come i principali responsabili della loro “assenza” dalle scene che contano (non si impegnano, non ci credono, sono disinteressati, pensano solo alle facezie, non c’è più la mezza stagione, si stava meglio quando si stava peggio e chi più ne ha, più ne metta!) senza considerare, quasi mai, che quei giovani sono figli e nipoti di persone e personaggi che non possono assolversi completamente, e senza adeguato processo, dall’aver contribuito pesantemente alla loro formazione ed educazione. Rattrappiti, tarpati, bloccati ma anche distolti, deviati e ammansiti con la promessa di un’infanzia (felice) perpetua, i giovani sono </span><i><span style="font-weight: 400;">bromurizzati</span></i><span style="font-weight: 400;"> al punto da aver perso anche quella quota di “rabbia” e di fame istintiva che, nei secoli, ha permesso di prendersi ciò che spettava loro per “diritto di nascita”: il potere, dalle mani dei loro padri e predecessori.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ciriaco De Mita può essere un esempio di tenacia, determinazione e forza di volontà, così come di fortuna che aiuta gli audaci e, perché no, anche gli spudorati. Ma non può fare regola né tanto meno dovrebbe diventare un esempio da seguire. Perché se in 66 anni, un paese (con la p minuscola quanto maiuscola) non è stato capace di generare una valida, e giovane, alternativa, vuol dire che siamo sulla strada sbagliata.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Alvise Brugnaro</span></i></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1266" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Ciriaco_De_Mita_DC-300x188.jpg" alt="" width="300" height="188" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Ciriaco_De_Mita_DC-300x188.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Ciriaco_De_Mita_DC-600x376.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Ciriaco_De_Mita_DC-696x436.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Ciriaco_De_Mita_DC.jpg 738w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Elezioni del Presidente della Repubblica.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Feb 2022 17:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fare business]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Battistelli]]></category>
		<category><![CDATA[presidentemattarella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci siamo, in questo momento storico tra pandemie e venti di guerra, i nostri Parlamentari, sono impegnati, virus o non virus, ad eleggere il nuovo Presidente della Repubblica. Per chi ama la comunicazione e le parole da usare, torna in mente il libro di George Lakoff, linguista e neuroscienziato americano: “Non pensare all&#8217;elefante”. Il suo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-1162-4" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Elezione-del-Presidente-della-Repubblica.mp3?_=4" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Elezione-del-Presidente-della-Repubblica.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Elezione-del-Presidente-della-Repubblica.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Ci siamo, in questo momento storico tra pandemie e venti di guerra, i nostri Parlamentari, sono impegnati, virus o non virus, ad eleggere il nuovo Presidente della Repubblica.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per chi ama la comunicazione e le parole da usare, torna in mente il libro di George Lakoff, linguista e neuroscienziato americano: “Non pensare all&#8217;elefante”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il suo libro, best seller, </span><span style="font-weight: 400;">prova a spiegare perché nei discorsi dei politici USA, fra il 2000 e il 2004, la comunicazione dei repubblicani è risultata essere più efficace di quella dei democratici</span><span style="font-weight: 400;">:</span> <span style="font-weight: 400;">“</span><i><span style="font-weight: 400;">Quando state discutendo con i vostri avversari, politici o meno, non usate mai il loro linguaggio”.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tornando alle nostre elezioni, la mente non può non fermarsi un attimo sul Silvio nazionale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si può amare, si può odiare, possiamo utilizzare mille e mille parole diverse su di lui, la maggior parte del popolo si fermerà al bunga bunga, a Ruby, o alle olgettine, ma una cosa è certa e inopinabile: parlando di comunicazione e dell’utilizzo delle parole, da Berlusconi abbiamo tutti qualcosa da imparare, fin da quando, da Presidente di una squadra di calcio, decise semplicemente di “scendere in campo”, per “cambiare le parole” nei discorsi politici, mentre altri “entravano in politica” per andare “contro” un certo modo di fare politica.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E, alla fine di questa tornata elettorale, vista la rinuncia, anch’essa comunicata con gran maestria nell’utilizzo delle parole, del Berlusca, che segnerà l’inizio della nuova vita di nonno Silvio, posso serenamente ringraziarlo per una un tipo di comunicazione che fino al 1994 non si era mai vista e sentita. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questo articolo parlo solo della comunicazione e delle parole utilizzate da Berlusconi, quindi chiunque voglia commentare o parlare di politica o di altro che non riguarda parole e comunicazione, può girare pagina e andare a leggersi qualcos’altro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Se vogliamo modificare il pensiero delle persone nei nostri confronti, dobbiamo modificare la maniera di come ci raccontiamo”, George Lakoff.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Maurizio Battistelli</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Business &amp; Sport Coach</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1164" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/image001.png" alt="" width="176" height="28" /></p>
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		<title>C’era una volta… la volontà degli elettori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Feb 2022 17:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[presidentemattarella]]></category>
		<category><![CDATA[Sandro Scarpitti]]></category>
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<p><span style="font-weight: 400;">Secondo quanto recita l’art.1 della Costituzione italiana, viviamo in una Repubblica Democratica (ed eviterei di aggiungere altre bestialità) e, come tale, l’autorità sovrana dello Stato è attribuita a rappresentanti del popolo per mezzo di elezioni. Per circa cinquant’anni, le consultazioni popolari, e la conseguente individuazione di “onorevoli deputati” e “senatori della Repubblica”, sono avvenute attraverso le modalità determinate da una “legge proporzionale classica”, con la possibilità lasciata agli elettori di esprimere un certo numero di preferenze tra i candidati in lista per questo o quel partito politico. Progressivamente, però, l’aumento di partiti e partitini, di “correnti” e transfughi, di “biscotti” e concordati, ha portato ad una sostanziale ingovernabilità del Paese, non riuscendosi più a garantire in maniera stabile (e senza troppi inciuci e ricatti) una maggioranza parlamentare a sostegno delle scelte e dell’operato dell’Esecutivo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dal 1993 ad oggi, in poco meno di 30 anni, “cambiare la legge elettorale” è diventato un </span><i><span style="font-weight: 400;">must</span></i><span style="font-weight: 400;"> di qualsiasi programma politico di partito, sbandierato come un drappo rosso davanti agli occhi degli elettori sempre più incattiviti dai costi e dai risultati delle massime istituzioni repubblicane, ma di fatto utilizzato per depistare gli stessi cittadini da problemi più profondi e radicati nella cultura (e nell’insieme) dei protagonisti della scena politica italiana. Dai primi tentativi di spostare i meccanismi elettorali verso un sistema maggioritario puro, in poi, si è assistito ad un delirio di regole che nemmeno per giocare al Monopoli senza il libretto delle istituzioni tra bambini di otto anni. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Che per i nostri cari rappresentanti “sembra” che si tratti di un gioco, lo dimostrano anche i “nomignoli” con i quali le leggi elettorali sono state progressivamente identificate. La legge Mattarella, del 1993, è diventata “il </span><i><span style="font-weight: 400;">Mattarellum</span></i><span style="font-weight: 400;">” (va bene l’assonanza con il cognome del deputato ma l’immagine di un bastone di legno che si abbatte sui cittadini non è comunque accattivante); peggio è andata nel 2005 con la Legge Calderoli, ribattezzata “il </span><i><span style="font-weight: 400;">Porcellum</span></i><span style="font-weight: 400;">” dopo che lo stesso Calderoli la definì, in una trasmissione televisiva, “una porcata” (malpensanti, avevate subito collegato il soprannome della legge al promotore, vero?). Abbiamo poi avuto “l’</span><i><span style="font-weight: 400;">Italicum</span></i><span style="font-weight: 400;">”, mai utilizzato, e “l</span><i><span style="font-weight: 400;">’Italicum 2, la vendetta</span></i><span style="font-weight: 400;">”, in realtà Legge Rosati e quindi detta anche “</span><i><span style="font-weight: 400;">Rosatum</span></i><span style="font-weight: 400;">” o “</span><i><span style="font-weight: 400;">Rosatum bis</span></i><span style="font-weight: 400;">” anche senza un Rosatum prima versione. Infine, a completamento dell’attuale sistema misto con maggioritario uninominale (37% dei seggi) e proporzionale con collegi plurinominali, SENZA voto di preferenza né voto disgiunto (liste blindate, quindi, più che bloccate!), è intervenuto recentemente il taglio dei parlamentari dagli attuali 945 membri ai 600 che saranno prescelti alla prossima tornata elettorale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo sdegno di molti partiti contrari a questa riduzione, e di molti cittadini che hanno votato </span><i><span style="font-weight: 400;">no</span></i><span style="font-weight: 400;"> al referendum del 2020, si fondava sull’ipotesi di una “grave perdita democratica” direttamente proporzionale alla “perdita numerica” di rappresentanti del popolo. Direi che gli ultimi due anni ci hanno dimostrato, anzi sbattuto violentemente in faccia, che la </span><i><span style="font-weight: 400;">democrazia</span></i><span style="font-weight: 400;"> con i numeri, in sé, c’entra ben poco, se 1000 persone, o 600 che siano, eseguono gli ordini di una oligarchia partitocratica coesa e determinata. Così come, se le minoranze smettono di essere salvaguardate e ascoltate (anche quando ammontano ad un non trascurabile 10/15% dei cittadini di un Paese), se i loro rappresentanti vengono zittiti o esclusi dal confronto politico, se i poteri dello Stato non sono più “in equilibrio” e, soprattutto, se vengono sovvertiti i risultati, già vincolati e teleguidati, delle consultazioni elettive e “al potere” troviamo chi non è stato indicato dal popolo o, addirittura, neanche ha mai affrontato il vaglio delle urne. La Democrazia, evidentemente, non è fatta solo di numeri né solo di maggioranze. Quello, eventualmente, è solo un travestimento. E anche mal riuscito.</span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Cassandro Ripitt</span></i></p>
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		<title>Lo stile delle donne in Parlamento: cosa indossano le prime donne italiane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Feb 2022 17:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Queen]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Parmegiani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Santanchè ed il filtro che “ringiovanisce”  Cosa indossano le nostre politiche italiane? Ma soprattutto il Parlamento è una sorta di vetrina, uno “struscio” per mostrare la propria fisicità ed i look più glamour del momento? Sembra proprio di sì. L’abito è qualcosa che esprime la nostra personalità, racconta di noi, prima ancora di proferir [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>La Santanchè ed il filtro che “ringiovanisce” </b></p>
<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-1251-6" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Lo-stile-delle-politiche-italiane.mp3?_=6" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Lo-stile-delle-politiche-italiane.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Lo-stile-delle-politiche-italiane.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Cosa indossano le nostre politiche italiane? Ma soprattutto il Parlamento è una sorta di vetrina, uno “struscio” per mostrare la propria fisicità ed i look più glamour del momento? Sembra proprio di sì. L’abito è qualcosa che esprime la nostra personalità, racconta di noi, prima ancora di proferir parola. Va da sé che la scelta di una mise, piuttosto che di un’altra denota già un’immagine ben precisa di ciò che vogliamo trasmettere. Nella gara degli outfit da sfoggiare le deputate generalmente optano per degli abiti eleganti, prevalentemente dalle tinte scure. Il tailleur nero tra le donne è quello più gettonato. </span><b>Maria Elena Boschi</b><span style="font-weight: 400;"> è solita abbinare il suo completo nero e sotto giacca bianco ricamato a una dècolltè tacco dodici nude look per slanciare al meglio la sua figura e una borsa rosso bordeaux che si intona con il rossetto. Molto più formale </span><b>Laura Boldrini </b><span style="font-weight: 400;">che non eccede mai in avventati colpi di testa, la sua divisa è composta prevalentemente da ampli pantaloni scuri abbinati a bluse geometriche nei toni black and white. </span><b>Maria Stella Gelmini</b><span style="font-weight: 400;"> potrebbe osare molto di più, ma sembra refrattaria nel farlo: per lei sobrietà e serietà sono un vero e proprio must anche in fatto di look. </span><b>Giorgia Meloni</b><span style="font-weight: 400;"> è quella che più si azzarda e a volte si lascia sfuggire in cadute di stile… Che dire di </span><b>Beatrice Lorenzin</b><span style="font-weight: 400;"> che non sembra sempre essere attenta alle proporzioni, come quando scelse una gonna asimmetrica al polpaccio con stivali di pelle nera. Tra i look più sportivi ci sono quelle di</span><b> Renata Polverini</b><span style="font-weight: 400;"> che, molto spesso indossa delle comode scarpe basse. Le donne italiane in politica a volte tendono a distinguersi per eccesso. E così se una </span><b>Anna Finocchiaro</b><span style="font-weight: 400;"> si contraddistingue per un’idea di stile prevalentemente androgina, </span><b>Danielà Santanchè</b><span style="font-weight: 400;">, invece, trasuda tutta la sua prorompente femminilità. Capelli lunghi, occhiali da star e Birkin d’ordinanza sotto il braccio, la pasionaria berlusconiana osa mini dress, che mettono in mostra le sue lunghe gambe toniche, alternandoli a pantaloni sexy di pelle nera. Proprio la Santanchè alcuni giorni fa è stata protagonista di un siparietto alquanto divertente, grazie ad una foto pubblicata sui social non proprio naturalissima con gli occhiali e un maglioncino rosso. La Santanchè ha spopolato tra gli utenti come meme: raffigurata con delle teenager o con Britney Spears dicono che si sta preparando alla maturità. Come è nata quella foto? Lo spiega proprio lei in un&#8217;intervista a Tpi. «</span><i><span style="font-weight: 400;">La mia segretaria &#8211;</span></i><span style="font-weight: 400;"> racconta &#8211; </span><i><span style="font-weight: 400;">mi ha regalato quel bel maglioncino rosso, poi mi ha fatto una foto. Credo che abbia aggiunto un filtro per evidenziare il rosso fuoco del colore. Si è trattato di un gioco, un divertissment. Evidentemente colpisce perché il risultato è gradevole</span></i><span style="font-weight: 400;">”. E poi scherza sull&#8217;uso effettivamente un po&#8217; eccessivo di Photoshop. «</span><i><span style="font-weight: 400;">Si tratta di un effetto collaterale del vaccino anti-Covid. Ti fai la terza dose Pfeizer, e l’effetto collaterale è che la pelle ringiovanisce e diventi subito più figa. Dopotutto è un effetto positivo della campagna vaccinale</span></i><span style="font-weight: 400;">.” Ironia a parte le donne in politica non dovrebbero ostentare ed eccedere in un verso o in un altro in fatto di look. Non è necessario sacrificarsi in abiti che mortifichino la femminilità, per fare mostra della propria cultura e preparazione, né tantomeno esagerare con mise provocanti per sottolineare, come diceva Jo Squillo, che oltre alle gambe c’è di più. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Elena Parmegiani</span></p>
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		<title>Il decalogo del politico perfetto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Feb 2022 17:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The King]]></category>
		<category><![CDATA[presidentemattarella]]></category>
		<category><![CDATA[Sandro Scarpitti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’era di internet e, soprattutto, dei social networks, l’immagine ha conquistato definitivamente la centralità dell’attenzione pubblica. E se questo vale per i “pinco pallino” qualsiasi, figuriamoci quanto possa essere importante “apparire” (e “in un certo modo”) per i cosiddetti “personaggi pubblici”, coloro cioè che vivono sotto i riflettori, che sono amati (o odiati) da milioni [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-1197-7" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/12_il-decalogo-del-perfetto-politico.mp3?_=7" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/12_il-decalogo-del-perfetto-politico.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/12_il-decalogo-del-perfetto-politico.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Nell’era di internet e, soprattutto, dei social networks, l’immagine ha conquistato definitivamente la centralità dell’attenzione pubblica. E se questo vale per i “pinco pallino” qualsiasi, figuriamoci quanto possa essere importante “apparire” (e “in un certo modo”) per i cosiddetti “personaggi pubblici”, coloro cioè che vivono sotto i riflettori, che sono amati (o odiati) da milioni di persone e che, per una ragione o per un’altra, fanno da riferimento per i propri </span><i><span style="font-weight: 400;">followers</span></i><span style="font-weight: 400;">. Lo stile, che si riferisca all’abbigliamento, alla comunicazione o al modo di interpretare il ruolo pubblico, è considerato un elemento connotante del personaggio stesso, imprescindibile per impostare un’efficace campagna (perpetua) di </span><i><span style="font-weight: 400;">personal branding </span></i><span style="font-weight: 400;">(una sorta di auto promozione attenta e sistematica, ma detta con termini molto più “fighi”).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non fanno eccezione, nel quadro dei </span><i><span style="font-weight: 400;">vip</span></i><span style="font-weight: 400;">, i rappresentanti del popolo, alias i politici, siano essi di primo piano, siano pure i perfetti “signor nessuno”, inseriti nelle liste bloccate dei partiti ed eletti nelle quote del proporzionale. Anzi, proprio il cambiamento epocale nel mondo della comunicazione, dovuto al web, alle tecnologie digitali sempre più accessibili e dai suddetti </span><i><span style="font-weight: 400;">social media</span></i><span style="font-weight: 400;">, ha sì aumentato la visibilità e modificato le scelte di comunicazione di segretari di partito quanto di presidenti, ministri e capigruppo del parlamento, ma ha anche ampliato le possibilità per tutti gli altri deputati e senatori della Repubblica, di costruire (anche con le sole risorse e capacità personali) un proprio approccio al pubblico degli elettori e di mantenere ed alimentare il dialogo diretto con loro attraverso un’interazione costante e quotidiana.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ciò non di meno, l’eccesso di “personalizzazioni” nell’ambito degli stili prescelti da circa 950 persone che frequentano (più o meno abitualmente) il nostro Parlamento, nonché dagli altri politici di ogni livello, colore e bandiera, ha attirato qualche “critica” da parte degli addetti ai lavori. Esperti e stilisti di moda, direttori di giornali di costume e redattori di rubriche scandalistiche, ciascuno ha ribadito la necessità di uno “stile” idoneo al contesto istituzionale, dal </span><i><span style="font-weight: 400;">dress code </span></i><span style="font-weight: 400;">in poi, sia pure con sfumature diverse e con differenti concessioni al </span><i><span style="font-weight: 400;">look</span></i><span style="font-weight: 400;">, rispetto ai grandi classici dell’abbigliamento, o al galateo, per quanto riguarda il </span><i><span style="font-weight: 400;">bon ton</span></i><span style="font-weight: 400;">. Qualcuno ha persino invocato la definizione di regole puntuali per l’accesso, ad esempio, al Parlamento, provando a impostare un vero e proprio “decalogo del perfetto onorevole”. Sempre e solo riferendosi all’esteriorità, all’immagine, a ciò che è visibile, forma, involucro. E i valori? I principi? L’etica e la morale? C’è spazio per anche qualche “fondamentale interiore” tra i </span><i><span style="font-weight: 400;">connotati desiderabili</span></i><span style="font-weight: 400;"> (o imprescindibili) di un rappresentante del popolo impegnato, teoricamente, a fare il bene della “cosa pubblica”? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E pensare che una volta, alle origini della nostra Repubblica, il dibattito era sì già vivo e acceso sulla questione, ma con considerazioni un po’ più elevate. Scriveva, infatti, Don Luigi Sturzo, fondatore del Partito Popolare Italiano e antesignano dei movimenti politici centristi cristiani e cattolici che seguirono, parlando della politica e dei politici, “c’è chi pensa che la politica sia un’arte che si apprende senza preparazione, si esercita senza competenza, si attua con furberia. È anche opinione diffusa che alla politica non si applichi la morale comune, e si parla spesso di due morali, quella dei rapporti privati, e l’altra (che non sarebbe morale né moralizzabile) della vita pubblica. La mia esperienza lunga e penosa mi fa invece concepire la politica come saturata di eticità, ispirata all’amore per il prossimo, resa nobile dalla finalità del bene comune”. Parole che sono come “macigni”, se le accogliamo nella loro pienezza e le rapportiamo al nostro personale vissuto della politica, anche solo da semplici cittadini avvezzi all’attenta osservazione. E sempre Don Luigi Sturzo ci regala un’altra pioggia di sassi sulle nostre teste rassegnate e, in qualche modo, complici di un sistema sempre più entropico, attraverso il suo “decalogo del buon politico”:</span></p>
<ol>
<li><span style="font-weight: 400;"> Essere sincero e onesto, promettere poco e realizzare molto.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">2. Se ami troppo il denaro, non fare politica.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">3. Non andare contro la legge per un presunto vantaggio politico.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">4. Non circondarti di adulatori: fanno male all’anima ed eccitano la vanità.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">5. Se pensi di essere indispensabile, farai molti errori.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">6. Spesso il no è più utile del sì.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">7. Occorre avere pazienza e non disperare mai.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">8. I tuoi collaboratori al governo siano degli amici, mai dei favoriti.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">9. Ascolta le donne che fanno politica, sono più concrete degli uomini.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">10. È una buona abitudine fare ogni sera l’esame di coscienza.</span></li>
</ol>
<p><span style="font-weight: 400;">La coscienza… che brutta bestia! Forse, almeno quest’ultimo punto, Don Luigi Sturzo avrebbe potuto proprio risparmiarselo.</span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Nemo</span></i></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1276" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/pexels-pixabay-325876-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/pexels-pixabay-325876-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/pexels-pixabay-325876-scaled-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/pexels-pixabay-325876-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/pexels-pixabay-325876-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/pexels-pixabay-325876-1536x1024.jpg 1536w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/pexels-pixabay-325876-2048x1365.jpg 2048w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/pexels-pixabay-325876-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/pexels-pixabay-325876-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/pexels-pixabay-325876-1920x1280.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>La Repubblica del Gusto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Feb 2022 17:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Serendipity]]></category>
		<category><![CDATA[Giancarlo Pierannunzi]]></category>
		<category><![CDATA[presidentemattarella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Qual è la vera “La Repubblica del Gusto”? &#160; L’Italia è una Repubblica fondata sul Lavoro, diciamo che negli ultimi decenni questa affermazione per molti è opinabile, ma se la trasformiamo in: L’Italia è una Repubblica fondata sul Gusto… di certo mette tutti d’accordo. Negli ultimi due secoli la cucina francese e quella italiana sono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Qual è la vera “La Repubblica del Gusto”?</b></p>
<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-1183-8" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/7_La-repubblica-del-gusto.mp3?_=8" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/7_La-repubblica-del-gusto.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/7_La-repubblica-del-gusto.mp3</a></audio>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’Italia è una Repubblica fondata sul Lavoro, diciamo che negli ultimi decenni questa affermazione per molti è opinabile, ma se la trasformiamo in:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’Italia è una Repubblica fondata sul Gusto… di certo mette tutti d’accordo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Negli ultimi due secoli la cucina francese e quella italiana sono due tra le cucine più apprezzate al mondo: la francese in teoria si basa su piatti ricchi e dall’aspetto raffinato a base d’ingredienti ricercati, mentre quella italiana è famosa per saper valorizzare pietanze a base d’ingredienti poveri, rendendoli saporiti e invitanti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Napoleone, vero genio del marketing, inizia a portare in Francia opere, artisti ed anche cuochi italiani nelle prestigiose corti francesi (guarda caso!), a lui si deve molto sia in ambito di cucina che di vino, pensate che già all’epoca ha capito il potenziale dei terreni e crea le CRU (Terreno considerato in rapporto alla qualità del suo prodotto, es: vinicolo), qui da noi la prima DOC risale al secondo dopoguerra.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le differenze tra le due cucine: in Francia si parte dagli antipasti e si passa direttamente a un secondo di carne o pesce, chiamato piatto principale, accompagnato da contorno di verdure, dessert e formaggi;</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">in Italia “la struttura” è decisamente più ricca ed interessante, si parte dagli antipasti, spesso ricchissimi e si continua con uno o due primi piatti, secondo di carne, pesce o vegetariano, contorni di verdure cotte o crude, frutti di stagione e l’immancabile dolcetto, caffè e “ammazzacaffè”! La verità è che nel mondo la nostra cucina è famosissima, incontriamo ovunque ristoranti o catene che vanno dalla pasta alla pizza, di francese in giro se ne trova molto meno, dico sempre che è il mercato a scegliere, poi ognuno ha la propria preferenza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I Presidenti cambiano mentre i piatti restano, così… per dire!</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Giancarlo Pierannunzi</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1185" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/carbonara-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/carbonara-300x225.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/carbonara-scaled-600x450.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/carbonara-1024x768.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/carbonara-768x576.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/carbonara-1536x1152.jpg 1536w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/carbonara-2048x1536.jpg 2048w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/carbonara-696x522.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/carbonara-1068x801.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/carbonara-1920x1440.jpg 1920w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/carbonara-80x60.jpg 80w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/carbonara-265x198.jpg 265w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Imma Battaglia e Nichi Vendola: giudichiamo gli operati non le scelte personali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Feb 2022 17:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LGBTQIA+]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Parmegiani]]></category>
		<category><![CDATA[presidentemattarella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I due politici italiani molto spesso nel mirino delle critiche  Nel 2022 ha ancora senso etichettare le persone in base ai propri orientamenti sessuali? E soprattutto i politici possono essere screditati o accusati nel loro operato per la scelta e la preferenza dei rispettivi partner? Sembra che l’Italia viva in una sorta di provincialismo e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>I due politici italiani molto spesso nel mirino delle critiche </b></p>
<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-1172-9" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Imma-Battaglia-e-Niki-Ventola.mp3?_=9" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Imma-Battaglia-e-Niki-Ventola.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Imma-Battaglia-e-Niki-Ventola.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel 2022 ha ancora senso etichettare le persone in base ai propri orientamenti sessuali? E soprattutto i politici possono essere screditati o accusati nel loro operato per la scelta e la preferenza dei rispettivi partner? Sembra che l’Italia viva in una sorta di provincialismo e sia lontana anni luce nell’accettare qualcosa che non rispecchi i canoni dei benpensanti. Ma poi c’è da chiedersi a monte il giusto dov’è? Sarebbe questa la domanda da fare prima di lasciare spazio a sterili critiche. Essere omosessuali nel 2022 è ancora un tabù? O meglio dobbiamo stare a spiegare agli altri se chi amiamo è del nostro stesso sesso o meno? Può essere un politico discriminato per le proprie liaison? N</span><span style="font-weight: 400;">el Paese che ha affossato il ddl Zan l&#8217;omosessualità in politica è ancora proibitiva e un&#8217;arma usata per attaccare gli avversari. Da oltre trent’anni a questa parte le personalità politiche che hanno parlato pubblicamente della loro omosessualità sono state pochissime, ciò a causa dello stigma sociale che continua a permanere attorno al tema, sia perché, come evidenziato dall’ex ministro dello sport </span><b>Vincenzo Spadafora,</b><span style="font-weight: 400;"> oggetto recentemente di un coming out, </span><i><span style="font-weight: 400;">“in politica l’omosessualità viene usata anche per ferire, per colpire l’avversario”. </span></i><span style="font-weight: 400;">Francamente ho trovato intrisa di grande romanticismo la storia d’amore tra </span><b>Imma Battaglia</b><span style="font-weight: 400;"> e Eva Grimaldi. L’attivista LGBT ha permesso alla bella attrice di ritrovare la serenità dopo la fine del suo matrimonio. </span><b>Eva Grimaldi</b><span style="font-weight: 400;"> ha spiegato in tv a </span><i><span style="font-weight: 400;">Verissimo</span></i><span style="font-weight: 400;"> che l’incontro con Imma Battaglia è avvenuto in un momento di estrema fragilità, quando l’attrice era in crisi: </span><i><span style="font-weight: 400;">“Volevo una donna su cui </span></i><b><i>appoggiare la testa</i></b><i><span style="font-weight: 400;">. Mi feci portare al gay village perché c’era questa Imma Battaglia, che io non sapevo chi fosse. Poi ho scoperto che era un’attivista LGBT e ho capito che avevo vicino a me una persona fortissima. Dentro di me ho pensato che con lei sarei potuta uscire da questa crisi”</span></i><span style="font-weight: 400;">.</span> <span style="font-weight: 400;">Poi, una puntualizzazione: </span><i><span style="font-weight: 400;">“A me le donne non piacciono, io amo Imma! Sono lesbica, perché ho sposato una donna, ma </span></i><b><i>l’amore non ha sesso e non ha forma</i></b><i><span style="font-weight: 400;">. Grazie a lei ho sconfitto le mie fragilità, ho avuto il coraggio di dire che ero – e che sono ancora, spesso mi inciampo – balbuziente”</span></i><span style="font-weight: 400;">.</span> <span style="font-weight: 400;">La relazione con l’attiv</span><span style="font-weight: 400;">ista</span><span style="font-weight: 400;"> LGBT è stata la prima con una persona del suo stesso sesso per l’ex </span><span style="font-weight: 400;">di Gabriel Garko,</span><span style="font-weight: 400;"> ma le ha permesso di provare emozioni che non aveva mai provato prima.</span><span style="font-weight: 400;"> E che dire invece di </span><b>Niki Vendola</b><span style="font-weight: 400;">, la persona grazie alla quale la Battaglia è entrata in politica nel 2009</span><span style="font-weight: 400;">? </span><span style="font-weight: 400;">Vendola è passato alla storia come il simbolo dell’omosessualità nella politica italiana. Ha fatto coming out giovanissimo, a 19 anni, ed è stato il primo governatore regionale apertamente gay in Italia. </span><span style="font-weight: 400;">Vendola </span><span style="font-weight: 400;">ha sposato con rito civile Eddy Testa, talentuoso art director e organizzatore d’eventi</span><span style="font-weight: 400;">, </span><span style="font-weight: 400;">suo compagno di vita da</span><span style="font-weight: 400;"> ben tredici </span><span style="font-weight: 400;">anni. I due si sono giurati amore eterno in una cerimonia super blindata a cui ha preso parte anche Tobia, il figlio che Vendola ha scelto di avere con il marito.</span> <span style="font-weight: 400;">Niki</span> <span style="font-weight: 400;">Vendola è diventato infatti papà grazie alla </span><b>maternità surrogata</b><span style="font-weight: 400;">, ma il riconoscimento è avvenuto solo nel dicembre del 2018, dopo che il Tribunale </span><span style="font-weight: 400;">di</span><span style="font-weight: 400;"> Roma gli ha riconosciuto la piena adottabilità</span><span style="font-weight: 400;">. </span><span style="font-weight: 400;">Insomma, come affermava lo scrittore Jean-Paul Malfatti: “</span><i><span style="font-weight: 400;">l’amore non ha sesso, né età, né religione, né paese, né distanza, né tantomeno razza o colore. ”  </span></i></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Elena Parmegiani</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1173" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Daniela-Santanchè-filtro-300x296.png" alt="" width="300" height="296" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Daniela-Santanchè-filtro-300x296.png 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Daniela-Santanchè-filtro-100x100.png 100w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Daniela-Santanchè-filtro.png 526w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1174" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Eva_Grimaldi_e_Imma_Battaglia-1200x800-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Eva_Grimaldi_e_Imma_Battaglia-1200x800-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Eva_Grimaldi_e_Imma_Battaglia-1200x800-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Eva_Grimaldi_e_Imma_Battaglia-1200x800-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Eva_Grimaldi_e_Imma_Battaglia-1200x800-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Eva_Grimaldi_e_Imma_Battaglia-1200x800-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Eva_Grimaldi_e_Imma_Battaglia-1200x800-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Eva_Grimaldi_e_Imma_Battaglia-1200x800-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1176" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/laura-boldrini-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/laura-boldrini-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/laura-boldrini-600x399.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/laura-boldrini-768x511.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/laura-boldrini-696x463.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/laura-boldrini.jpg 990w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1177" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/vendola_testa_3_fg-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/vendola_testa_3_fg-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/vendola_testa_3_fg-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/vendola_testa_3_fg-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/vendola_testa_3_fg.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Politica e business: 18 anni di montagne russe.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Feb 2022 17:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fare business]]></category>
		<category><![CDATA[Ezio Angelozzi]]></category>
		<category><![CDATA[presidentemattarella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ma cos&#8217;è successo 18 anni fa che dovrebbe interessarci tanto? Lo scoprirete tra poco, ma prima cerchiamo di comprendere questo strano rapporto tra business e politica, provando a capire quanto dipendano uno dall&#8217;altra o, forse meglio, quanto siano, sostanzialmente, la stessa cosa. Intanto vediamo cosa significano o cosa dovrebbero significare queste parole. politica /po·lì·ti·ca/ sostantivo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-1112-10" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/1_Politica-e-Business.mp3?_=10" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/1_Politica-e-Business.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/1_Politica-e-Business.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma cos&#8217;è successo 18 anni fa che dovrebbe interessarci tanto?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo scoprirete tra poco, ma prima cerchiamo di comprendere questo strano rapporto tra business e politica, provando a capire quanto dipendano uno dall&#8217;altra o, forse meglio, quanto siano, sostanzialmente, la stessa cosa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Intanto vediamo cosa significano o cosa dovrebbero significare queste parole.</span></p>
<p><b>politica</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">/po·lì·ti·ca/</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">sostantivo femminile</span></i></p>
<ol>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Scienza e tecnica, come teoria e prassi, che ha per oggetto la costituzione, l&#8217;organizzazione, l&#8217;amministrazione dello stato e la direzione della vita pubblica.</span></li>
</ol>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8220;le norme della p.&#8221;</span></p>
<ol>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>ESTENS. E FIG.</b></li>
</ol>
<p><span style="font-weight: 400;">Prassi conforme a determinati principi o direttive nell&#8217;esercizio di un&#8217;attività o di un potere decisionale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8220;la p. dei prezzi&#8221;</span></p>
<p><b>business</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">sostantivo</span></i></p>
<ol>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Affare, commercio; per lo più a proposito di traffici illegali o quando la nozione economico-finanziaria si sovrappone a campi o attività tradizionalmente sentiti di natura diversa.</span></li>
</ol>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8220;il b. della droga&#8221;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Piuttosto curiosa la definizione di &#8220;business&#8221; proposta dal dizionario, trovato su Google come primo della lista, che definisce per lo più illegali quando la definizione economico-finanziaria si sovrappone ad altri campi o attività, citando come esempio il &#8220;business della droga.&#8221;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A questo punto chi ci può vietare di usare come esempio il &#8220;business della politica&#8221;?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se qualcuno è pronto a dimostrare che la politica non è un business, parli ora o taccia per sempre!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E silenzio fu.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per comprendere meglio il legame indissolubile tra questi due mondi, che proprio due non sono, abbiamo bisogno di conoscere il significato di un&#8217;altra simpatica definizione.</span></p>
<p><b>lobbismo</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">/lob·bì·ṣmo/</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">sostantivo maschile</span></i></p>
<ol>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Prassi politica che sfrutta la possibilità di intervenire, in forma riservata e a vantaggio di interessi particolari, presso un&#8217;istituzione dello stato o un organo decisionale della pubblica amministrazione.</span></li>
</ol>
<p><span style="font-weight: 400;">Bene, l&#8217;articolo potrebbe finire qui, ma perché perdere l&#8217;occasione di scombinare un po&#8217; le carte sconfinando dal noioso politically correct?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sì, ma cos&#8217;è successo 18 anni fa?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È nato Facebook!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Da quel momento abbiamo assistito all&#8217;inarrestabile e definitivo declino del pensiero critico, dell&#8217;approfondimento e della qualità di persone e contenuti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con una progressione sconfortante, gli slogan hanno definitivamente sostituito le argomentazioni, le opinioni hanno sostituito i pareri autorevoli e chiunque abbia una carica o un ruolo pubblico è diventato un facoltoso cliente di una web agency, trasformandosi definitivamente in un &#8220;prodotto da vendere&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Da quel momento, i politici sono diventati i padroni dei social, imparando a fare selfie, post, blog, vlog, in cui non hanno mai scritto una riga, ovviamente, in quanto ci pensano gli spin doctor e gli addetti stampa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma, Ezio, come fai a saperlo?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Semplice: io sono uno di quelli che ha organizzato e diretto diverse campagne elettorali, con una percentuale di vittorie che gira intorno al 90%. Quindi, la questione la conosco dall&#8217;interno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non che prima di Facebook non ci fossero spin doctor o gost writers, ma almeno l&#8217;apparenza veniva salvata e il palazzo si celava dietro una cortina fumogena di formalismo soporifero, dietro la quale il popolo intuiva ci fosse qualcosa da scoprire anche se la TV (sempre serva fu), ne forniva un&#8217;immagine patinata quasi quanto quella delle migliori firme della moda. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In conclusione, i social hanno avuto un solo grande merito: hanno messo ogni Re sul suo trono e ogni pagliaccio nel suo circo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La conclusione può sembrare un giudizio salomonico, ma gli spazi del magazine non consentono di più, per cui provo a delineare meglio la situazione qui nell&#8217;infinito web.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In realtà, la politica non è cambiata di una virgola negli ultimi 18 anni e direi che non è cambiata neanche negli ultimi 50 anni, perché la commistione tra interessi di grandi imprenditori e pubblici amministratori non è mai finita.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ne abbiamo avuto prova con scandali piccoli e grandi, alcuni finiti nelle mani della magistratura altri finiti anche sui giornali, chi vuol intendere intenda, per motivi di varia natura, due in particolare: eccessiva convinzione di essere intoccabili; sgambetto di avversari (non necessariamente politici).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I rapporti tra politica e business si comprendono sempre meglio rispondendo alla domanda posta molte centinaia di anni fa da Seneca: cui prodest? (Nella versione completa: </span><i><span style="font-weight: 400;">cui prodest scelus</span></i><span style="font-weight: 400;">, </span><i><span style="font-weight: 400;">is fecit</span></i><span style="font-weight: 400;"> &#8211; il delitto l&#8217;ha commesso colui al quale esso giova).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le risposte a questa semplice quanto risolutiva domanda, sono da scovare in meandri talmente profondi e nascosti che difficilmente è possibile venirne a capo, se non nella versione consentita dai &#8220;poteri forti&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma chi sono i poteri forti?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Qui dovrei scrivere una enciclopedia, ma schematizzo sia a favore di chi si farà bastare la sintesi che di chi coglierà gli spunti per fare approfondimenti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ripartiamo da una notissima citazione attribuita al compianto giudice Falcone: segui i soldi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In realtà la frase completa era riferita alla sua inarrestabile lotta contro le organizzazioni malavitose e recitava così: &#8220;per combattere la mafia e contrastarne il potere, bisogna seguire la traccia dei soldi.&#8221;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Noi non abbiamo un compito così ardito come quello per cui ha dato la vita Falcone, ma possiamo adottarne il metodo e provare a tracciare il percorso dei soldi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La catena è più o meno questa: ci sono poche famiglie al mondo che detengono il 90% della ricchezza, le quali sono proprietarie di un ridotto numero di fondi di investimento, che partecipano il capitale delle più grandi aziende al mondo e delle più grandi banche al mondo, sia attraverso le aziende che attraverso in fondi stessi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fondi ed aziende multinazionali, attraverso i lobbisti, negoziano con i politici per ottenere leggi che le consentano di &#8220;perseguire agevolmente&#8221; i propri interessi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa sequenza funziona sempre?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non posso garantirvi che sia così perché io sono un inguaribile ottimista e pure moderatamente romantico, per cui tendo a credere che ci siano ancora persone incorruttibili su questo pianeta, ma ho forti dubbi sul fatto che ci sia qualcuno non ricattabile, per cui lascio a voi la riflessione e il gusto della ricerca, per scoprire quali siano le famiglie, le banche, i fondi e i politici che arrivano da quei fondi e quelle banche a governare intere nazioni, per poi tornare da dove sono venuti con le dovute promozioni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ci sono alcuni libri molto interessanti in cui vengono fatti nomi e cognomi, con dovizia di eventi e date, per cui mi permetto di semplificarvi la ricerca.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Francesco Amodeo – La matrix europea.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Pietro Ratto &#8211; Lobbying</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Marco Della Luna, Antonio Miclavez – Euroschiavi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vi auguro buona lettura, anche se ho forti dubbi che vi piacerà ciò che leggerete, soprattutto per quel profondo senso di impotenza e di frustrazione che proverete nel conoscere quanto sia grande la palude.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;"> Ezio Angelozzi </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Formatore e business coach</span></p>
<figure id="attachment_1114" aria-describedby="caption-attachment-1114" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1114" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/CLOWN-300x216.jpg" alt="" width="300" height="216" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/CLOWN-300x216.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/CLOWN-scaled-600x433.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/CLOWN-1024x738.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/CLOWN-768x554.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/CLOWN-1536x1108.jpg 1536w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/CLOWN-2048x1477.jpg 2048w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/CLOWN-696x502.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/CLOWN-1068x770.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/CLOWN-1920x1385.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-1114" class="wp-caption-text">Creepy clown face peeking out from behind balloon illustration</figcaption></figure>
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