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	<title>Gentleman Vs Beastman Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
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		<title>L&#8217;Arsenale protagonista della grande nautica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jul 2022 15:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fare business]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Sardi]]></category>
		<category><![CDATA[Gentleman Vs Beastman]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La terza edizione del Salone Nautico Venezia ha chiuso i battenti. In nove giorni oltre 30mila visitatori e la conferma della vocazione alla sostenibilità. Il Sindaco di Venezia Brugnaro: “È la casa del popolo del mare. La prossima edizione sarà dal 31 maggio al 4 giugno 2023”. Dopo nove giorni intensi, il Salone Nautico Venezia ha [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">La terza edizione del Salone Nautico Venezia ha chiuso i battenti. In nove giorni oltre 30mila visitatori e la conferma della vocazione alla sostenibilità. Il Sindaco di Venezia Brugnaro: “È la casa del popolo del mare. La prossima edizione sarà dal 31 maggio al 4 giugno 2023”. Dopo nove giorni intensi, il Salone Nautico Venezia ha chiuso dunque la sua terza edizione registrando oltre 30mila visitatori e dimostrandosi una manifestazione sempre più matura. L’obiettivo dichiarato fin dal 2019 dal Sindaco di Venezia </span><b>Luigi Brugnaro</b><span style="font-weight: 400;"> era quello di riportare la nautica in Arsenale, far rivivere le antiche tese, rimettere Venezia al centro della sua vocazione di casa dell’industria e del popolo del mare. 300 barche, di cui 240 in acqua, per una lunghezza totale di 2,7 chilometri, 200 espositori, oltre 2000 operatori, 500 personale staff, 402 giornalisti accreditati, oltre 50 eventi culturali e di approfondimento tra convegni e talk show, la maggior parte dei quali dedicati al tema della sostenibilità, alla salute del mare e alle nuove propulsioni elettriche e ibride: il Salone Nautico 2022 ha condotto in porto i suoi obiettivi confermando il suo ruolo di capitale del mare e rafforzando la sua candidatura a Capitale Mondiale della Sostenibilità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La nautica da diporto ne esce più forte e, da ospite della Serenissima, ha mostrato la sua immagine migliore: la barca come luogo intimo, isola privata, un posto dove vivere affetti e condividere momenti sereni ma anche dove sperimentare, parlare di futuro, di tecnologia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La manifestazione è stata appoggiata da Governo e Regione, aperta ufficialmente dal ministro per la Pubblica Amministrazione </span><b>Renato Brunetta,</b><span style="font-weight: 400;"> è stata visitata dal ministro allo Sviluppo Economico </span><b>Giancarlo Giorgetti,</b><span style="font-weight: 400;"> da </span><b>Daniele Franco</b><span style="font-weight: 400;">, ministro dell’Economia e delle Finanze, dal Governatore della Regione Veneto </span><b>Luca Zaia</b><span style="font-weight: 400;">, da </span><b>Roberto Luongo</b><span style="font-weight: 400;">, direttore generale di Agenzia ICE.  Una collaborazione particolare è arrivata dalla </span><b>Marina Militare Italiana</b><span style="font-weight: 400;"> per la straordinaria apertura dell’Arsenale. Il Salone anche quest&#8217;anno è stato organizzato secondo un sistema di gestione sostenibile dell&#8217;evento per cui ha ricevuto la certificazione ISO 20121: 2013 da parte di </span><b>RINA Spa.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Alla terza edizione del Salone hanno partecipato con grande intensità i tre grandi gruppi italiani, </span><b>Ferretti Group, Azimut Benetti, Sanlorenzo </b><span style="font-weight: 400;">oltre a </span><b>Sunseeker, Beneteau</b><span style="font-weight: 400;">. Il marchio </span><b>Wally </b><span style="font-weight: 400;">ha presentato in anteprima mondiale Wallytender58. </span><b>Absolute</b><span style="font-weight: 400;"> ha creduto in maniera particolare al Salone portando gran parte della sua produzione, così come </span><b>Sessa, Frauscher</b><span style="font-weight: 400;"> con la sua produzione ibrida e tanti altri.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Soddisfatti i cantieri e dealer partecipanti. Da</span><b> Timone Yacht</b><span style="font-weight: 400;"> che, attraverso diverse società, rappresenta molti marchi e soprattutto il gruppo Azimut Benetti. “Il bilancio è positivo – racconta il titolare </span><b>Luigi Gambelli </b><span style="font-weight: 400;"> &#8211;  abbiamo verificato una affluenza di grande qualità. La formula di questo Salone ti permette di essere molto ospitale e seguire con cura chi arriva e fargli vivere un’esperienza a bordo in una location meravigliosa”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Salone Nautico Venezia è stato anche come al solito il palcoscenico per eventi sportivi che si sono svolti nel 30esimo anno della vittoria da parte del Moro di Venezia, testimonial del Salone, della Louis Vuitton Cup che era esposta in una delle Tese, come della regata Salone Nautico Venezia Cup organizzata con la Compagnia della Vela che ha visto alla sua prima edizione la vittoria di Circolo Velico Bibione e del quinto Campionato Italiano Micro Class. L’arrivo in Arsenale della Voga Posse, una avventura che ha portato una quindicina di professionisti milanesi a scendere il fiume Po con gli esili “quattro con”. Poi la E-Regatta dedicata ai mezzi a propulsione elettrica nelle sue diverse prove, organizzata da </span><b>Assonautica</b><span style="font-weight: 400;"> con l’Associazione Motonautica Venezia, alla sua seconda edizione. Il Salone è stato anche l’occasione per presentare la nuova competizione sportiva E-1, voluta da </span><b>Alejandro Agag e Robi Basso</b><span style="font-weight: 400;">, che vedrà protagoniste barche a propulsione elettrica monotipo Race Bird, il cui primo equipaggio iscritto è il Venice Racing Team.  Infine, la marineria veneziana è stata protagonista con una tesa dedicata alla cantieristica locale e i tanti cantieri hanno poi presentato le proprie imbarcazioni negli spazi outdoor.  Il Nuovo Trionfo, l&#8217;associazione dei Gondolieri di Venezia, i corsi per bambini di voga, vela e vela al terzo hanno arricchito il programma della manifestazione.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Alessandro Sardi</span></p>
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		<title>Sofferenza silente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jul 2022 15:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute&benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Alcinii]]></category>
		<category><![CDATA[Gentleman Vs Beastman]]></category>
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<p><span style="font-weight: 400;">L’aria d’estate ha già iniziato ad inebriare le lunghe giornate di giugno e finalmente possiamo goderci il sole ed il relax sulle nostre amate coste abruzzesi. Come sempre, l’arrivo del caldo annuncia anche il termine dell’anno scolastico ed i bambini sono in trepida attesa di poter fare un tuffo nel mare e di giocare con la sabbia insieme ai loro amici. Le vacanze estive di solito evocano pensieri di riposo, gioia, festa, relax, benessere e moltissime altre connotazioni positive ma, purtroppo, non per tutti è così. Piaga estiva molto nota che tutti conosciamo è l’aumento degli abbandoni di animali domestici lungo tutto lo stivale, da nord a sud da est a ovest. Molti di loro non sopravvivono, altri finiscono nei canili e nei rifugi ed alcuni pochi fortunati trovano subito una nuova famiglia. Questo fenomeno negativo che puntualmente si riconferma ogni anno forse è il più conosciuto ma non è l’unico. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un’altra forma di maltrattamento più silente verso i nostri amici animali si manifesta sulle spiagge ogni estate: </span><b>la sofferenza degli animali marini</b><span style="font-weight: 400;">. Granchi, stelle marine, pesciolini, paguri, meduse e gamberetti sono solo alcuni degli animali che vengono catturati con retini e secchielli solo per gusto di poterli osservare più da vicino o per poter intrattenere i bambini come fossero dei giocattoli. Spesso le intenzioni di coloro che catturano questi animali, adulti o bambini che siano, non sono cattive, tanto che dopo aver soddisfatto la propria curiosità o averci “giocato” un po’, li rilasciano liberi in mare. Queste persone, in particolar modo i bambini, non sono consapevoli della sofferenza che può infliggere ad un animale un’azione tanto semplice come quella di mettere, ad esempio, un granchio nel secchiello con un po’ d’acqua. Si ignorano gli effetti provocati al malcapitato. Un animale catturato per gioco e messo dentro un secchiello di plastica prova dolore, paura, difficoltà nel respirare e potrebbe arrivare persino a morire dopo una lunga e lenta agonia anche una volta reintrodotto nel suo ambiente naturale. L’acqua contenuta nel secchiello raggiunge presto alte temperature mentre il poco ossigeno che si esaurisce trasforma quel “gioco” in una vera prigione di tortura per il povero essere vivente. Siamo noi adulti a dover dare il buon esempio e a intervenire spiegando e educando i bambini all’empatia e alla conoscenza della specie che ha catturato la loro attenzione. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Insegnare ad osservare gli animali ed il loro comportamento </span><b>nel loro habitat naturale</b><span style="font-weight: 400;"> significa porre le basi per far crescere un futuro adulto più empatico e più rispettoso non solo verso gli animali e l’ambiente, ma verso il diverso in generale. Provocare sofferenze agli animali, inoltre, </span><b>è considerato reato dall’articolo 544 del Codice penale</b><span style="font-weight: 400;"> oltre ad essere un’azione profondamente immorale. Come scritto sopra, spesso non si è neanche consapevoli di stare commettendo un maltrattamento nei confronti di questi animali marini, certi della convinzione che una volta reintrodotti in mare loro continuino la loro vita come se nulla gli fosse successo. Purtroppo, non è così. Facciamo in modo, quindi, che questa estate sia all’insegna del benessere non solo per noi e i nostri figli, ma per tutti gli esseri viventi del pianeta, dal mare alla montagna. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Immergiamoci allora con maschera e boccaglio insieme ai bambini e mostriamo loro la bellezza dell’ecosistema che popola i nostri mari. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Dott.ssa Francesca Alcinii</span></p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.fioridibachpercaniegatti.it"><span style="font-weight: 400;">www.fioridibachpercaniegatti.it</span></a></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5075" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-sofferenza-silente-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-sofferenza-silente-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-sofferenza-silente-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-sofferenza-silente-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-sofferenza-silente-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-sofferenza-silente-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-sofferenza-silente-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-sofferenza-silente.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Gentleman, quando l’eleganza non è mai fuori moda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jul 2022 15:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Queen]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Parmegiani]]></category>
		<category><![CDATA[Gentleman Vs Beastman]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Ricchi si diventa, eleganti si nasce” diceva Honoré de Balzac. Cosa distingue un vero gentiluomo? Il termine deriva dal latino gentilis e significa un uomo che appartiene ad una famiglia con antenato comune o con lo stesso culto. Si utilizzava originariamente per denominare un uomo ben educato e di buona famiglia. Un tempo in Francia o in Gran Bretagna [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">“</span><i><span style="font-weight: 400;">Ricchi si diventa, eleganti si nasce”</span></i><span style="font-weight: 400;"> diceva </span><span style="font-weight: 400;">Honoré de Balzac. Cosa distingue un vero gentiluomo?</span> <span style="font-weight: 400;">Il termine deriva dal latino </span><i><span style="font-weight: 400;">gentilis</span></i><span style="font-weight: 400;"> e significa un uomo che appartiene ad una famiglia con antenato comune o con lo stesso culto. Si utilizzava originariamente per denominare un </span><b>uomo ben educato</b><span style="font-weight: 400;"> e di </span><b>buona famiglia</b><span style="font-weight: 400;">. Un tempo in Francia o in Gran Bretagna questa denominazione veniva riservata ai nobili di estrazione. Oggigiorno il gentleman è l’</span><b>uomo ben educato e elegante</b><span style="font-weight: 400;"> sia nei modi che nell’apparenza, ma soprattutto che annovera tra i suoi valori la </span><b>correttezza</b><span style="font-weight: 400;"> e il </span><b>rispetto</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Negli Anni Quaranta e Cinquanta attori hollywoodiani come </span><b>Cary Grant</b><span style="font-weight: 400;"> o </span><b>Humphrey Bogart</b><span style="font-weight: 400;">, oltre ad essere icone di stile, rappresentano i veri gentleman. O l’indimenticabile avvocato Gianni Agnelli, un uomo di una raffinatezza di altri tempi che difficilmente sono riscontrabili al giorno d’oggi. L’abito non fa il monaco è vero</span><b>. </b><span style="font-weight: 400;">Un vero gentiluomo però oltre ad essere </span><b>ben vestito</b><span style="font-weight: 400;"> è un uomo pacato, </span><b>sicuro di sé</b><span style="font-weight: 400;"> e della sua personalità, ma che non si dà le arie. Conosce le </span><b>buone maniere</b><span style="font-weight: 400;"> e sa come corteggiare una donna con gesti galanti che lasciano il segno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Il gentleman inoltre ama la cultura, è curioso e si informa su vari argomenti. Se è vero che non basta essere ben vestiti per essere un gentleman, è altrettanto vero che l’occhio vuole la sua parte. Attenzione però che i </span><b>gentiluomini non seguono le mode del momento</b><span style="font-weight: 400;">, hanno uno </span><b>stile classico</b><span style="font-weight: 400;"> </span><b>ed elegante,</b><span style="font-weight: 400;"> ma soprattutto adatto all’occasione e mai troppo sopra le righe</span><span style="font-weight: 400;">. Gli </span><span style="font-weight: 400;">accessori sono fondamentali per completare un look elegante e curato. Oltre alla </span><b>cravatta</b><span style="font-weight: 400;">, il </span><b>foulard legato attorno al collo</b><span style="font-weight: 400;"> infondono carattere.</span> <span style="font-weight: 400;">I </span><b>gemelli</b><span style="font-weight: 400;"> ai polsi delle camicie possono essere un dettaglio per farsi notare con raffinatezza. Le </span><b>bretelle</b><span style="font-weight: 400;">, il </span><b>fazzoletto da taschino, il fazzoletto di stoffa</b><span style="font-weight: 400;"> celano il proprio stile in pillole.</span><b> </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La gentilezza, la disinvoltura e la sicurezza senza ostentazione sono caratteristiche che contraddistinguono un uomo di stile. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Elena Parmegiani</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5077" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-2-gentleman-quando-eleganza-mai-fuori-moda-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-2-gentleman-quando-eleganza-mai-fuori-moda-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-2-gentleman-quando-eleganza-mai-fuori-moda-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-2-gentleman-quando-eleganza-mai-fuori-moda-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-2-gentleman-quando-eleganza-mai-fuori-moda-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-2-gentleman-quando-eleganza-mai-fuori-moda-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-2-gentleman-quando-eleganza-mai-fuori-moda-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-2-gentleman-quando-eleganza-mai-fuori-moda.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5161" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/3-gentleman-quando-eleganza-mai-fuori-moda-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/3-gentleman-quando-eleganza-mai-fuori-moda-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/3-gentleman-quando-eleganza-mai-fuori-moda-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/3-gentleman-quando-eleganza-mai-fuori-moda-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/3-gentleman-quando-eleganza-mai-fuori-moda-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/3-gentleman-quando-eleganza-mai-fuori-moda-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/3-gentleman-quando-eleganza-mai-fuori-moda-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/3-gentleman-quando-eleganza-mai-fuori-moda.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Da “andrà tutto bene” a “cosa ne sarà di noi”: un viaggio (ben) organizzato?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jul 2022 15:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Gentleman Vs Beastman]]></category>
		<category><![CDATA[Sandro Scarpitti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 1952, Carl Gustav Jung pubblicò un’opera in cui parlava della teoria della sincronicità. Secondo questa teoria, nessun avvenimento nel corso della nostra vita è un fatto accidentale ma la nostra esistenza è costellata di un insieme di momenti che noi siamo abituati a considerare coincidenze, cosa che nella realtà non sono affatto. In altre [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Nel 1952, Carl Gustav Jung pubblicò un’opera in cui parlava della teoria della sincronicità. Secondo questa teoria, nessun avvenimento nel corso della nostra vita è un fatto accidentale ma la nostra esistenza è costellata di un insieme di momenti che noi siamo abituati a considerare coincidenze, cosa che nella realtà non sono affatto. In altre parole, nulla accade per caso. Le coincidenze secondo Jung, sono NON casuali: la maggior parte di questi eventi “sincronici” rappresentano in realtà un messaggio, un segno che ci indica la strada da percorrere. Come tutti i simboli, un evento sincronico (o sincronistico) avrebbe la funzione di rendere conscio l’inconscio, rappresentando un “indizio” utile a comprendere la bontà di una decisione o di una strada intrapresa. Addirittura, nella convinzione che l’inconscio non sia solo un magazzino psichico individuale bensì collettivo del genere umano, ogni evento sincronico permetterebbe anche di alimentare quello che Jung definì “inconscio collettivo” ovvero una raccolta di simboli e segni che gli esseri umani condividono e dei quali spesso sono all’oscuro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se tutto quanto sopra è possibile, sarebbe altrettanto possibile manipolare questo magazzino psichico comune, determinando coincidenze, fatti sincronici e altre “simil casualità”? Inoltre, se gli eventi sincronistici, in quanto segni e simboli, ci danno un feedback istantaneo sulle nostre decisioni e ci orientano sulle scelte successive, sulle visioni future, sulle prospettive e gli scenari che andremo a co-costruire e, quindi, a vivere, potrebbero agire anche in una preparazione e predisposizione “negativa” e distruttiva, affinché poi si generi un altro meccanismo che è quello delle “aspettative autorealizzanti” (o delle “profezie che si autoavverano”)?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Negli ultimi due anni e mezzo, il Mondo ha visto “accumularsi” una serie di gravi eventi che hanno inciso sia sulla vita dei singoli individui sia sulle relazioni e sulle dinamiche sociali, per spostarsi poi, con conseguenze via via più drammatiche, alla sfera economica delle persone e delle società, il tutto condito con un senso di incertezza e di pessimismo sempre più diffuso, crescente e profondo. Talmente tanti e tali, questi eventi, temporalmente vicini, da renderli nella percezione collettiva delle “coincidenze”, e pure poco accettabili razionalmente come tali. Ci si interroga, infatti, sulla effettiva “casualità” di questa serie di accadimenti che sembrano avere, come comune denominatore, la prospettiva di mettere l’intera popolazione mondiale in condizioni di bisogno crescente, in un contesto tendente alla scarsità delle risorse, il tutto condito dalla paura della morte sotto le spoglie di virus pandemici, guerre incombenti e fame diffusa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un mondo in cui, si teme, emergeranno le bestie, soprattutto là dove la “gentilezza” e la collaborazione non troverà lo spazio adeguato a fare comunità e a fare gruppo, squadra, proprio allorquando ce n’è sarà maggior bisogno. Soprattutto nelle grandi città, i “simboli” che si stanno consolidando nell’inconscio collettivo, a seguito degli eventi sincronici degli ultimi anni, lasciano poco spazio a scenari che non siano apocalittici. Forse, nelle piccole comunità, ancora allenate a fare rete, nel piccolo e con poco, questi segni potranno essere interpretati diversamente, spingendo le persone a “sentire” di fare la cosa giusta unendosi di più, recuperando e stringendo relazioni e alleanze, continuando ad innaffiare e a concimare quella “umanità” che ci ha distinto, per secoli, dagli altri animali del creato.</span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Cassandro Ripitt</span></i></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5081" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-un-viaggio-ben-organizzato-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-un-viaggio-ben-organizzato-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-un-viaggio-ben-organizzato-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-un-viaggio-ben-organizzato-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-un-viaggio-ben-organizzato-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-un-viaggio-ben-organizzato-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-un-viaggio-ben-organizzato-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-un-viaggio-ben-organizzato.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>La salute è un bene prezioso. Prendiamoci cura di noi stessi.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jul 2022 15:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute&benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Anna De Antoni]]></category>
		<category><![CDATA[Gentleman Vs Beastman]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un mondo in bocca, parliamo delle amalgame dentarie Nella mia pratica di Medico Funzionalista sempre più spesso mi capita di vedere pazienti con un quadro sistemico di intossicazione da metalli pesanti. Purtroppo la sintomatologia è alquanto aspecifica e vaga, spesso “da specialista che vai diagnosi che trovi!”, senza però trovare una terapia che veramente risolva [&#8230;]</p>
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<p><b><i>Un mondo in bocca, parliamo delle amalgame dentarie</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nella mia pratica di Medico Funzionalista sempre più spesso mi capita di vedere pazienti con un quadro sistemico di intossicazione da metalli pesanti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Purtroppo la sintomatologia è alquanto aspecifica e vaga, spesso “da specialista che vai diagnosi che trovi!”, senza però trovare una terapia che veramente risolva il problema.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se a visita un paziente mi riferisce di avere tanti problemi di salute e tanti sintomi, apparentemente sconnessi fa loro, la mia prima, e spesso unica, domanda è: “In bocca ha le amalgame dentarie?” Al 99% mi risponde di sì, oppure che le ha tolte, pur non risolvendo i problemi perche l’intossicazione rimane.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per tale motivo In questo articolo voglio parlarvi delle amalgame dentarie, le cosiddette otturazioni nere, e di quale strada percorrere insieme per guarire dalla intossicazione da loro determinata.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le amalgame, come dice il termine stesso, sono formate da un insieme di metalli pesanti, fra i quali purtroppo vi è anche il mercurio, fortemente tossico.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per fortuna dal 2018 sono vietate ai bambini e alle donne in gravidanza. Ma, haimè, di danni ne hanno fatti!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Inizialmente si pensava che il mercurio contenuto in esse non potesse andare in circolo, invece nel tempo si è visto che con la masticazione, con la salivazione, con i cibi caldi, il metallo si libera in micro particelle che vengono sia assorbite sia dalla mucosa orale che lungo l’apparato digerente, per poi creare problemi anche a distanza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ci vogliono anni prima che gli effetti da intossicazione si rendano evidenti, e sono tutti riconducibili ad una acidificazione dei tessuti ed organi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vediamo insieme quali sono i principali sintomi dell’intossicazione da amalgama.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra i sintomi generici troviamo: fatica cronica, dolori persistenti, cefalea o emicrania, gonfiore addominale, aumento dell’appetito, insonnia, irritabilità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’intossicazione grave da mercurio può intaccare diverse parti del nostro organismo, e qui inizia un elenco lunghissimo che mi fa ricordare il mio libro di medicina interna:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Sistema respiratorio: asma, bronchite, tosse persistente.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Cervello e psiche: vuoti di memoria, mancanza di concentrazione, incapacità di concentrarsi, ansia, irritabilità, attacchi di panico, sbalzi d’umore.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Apparato riproduttivo: mancanza di libido, infertilità, problemi mestruali, impotenza.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Apparato urinario: insufficienza renale, disturbi alla vescica.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Sistema muscolo-scheletrico: dolori, affaticamento, gonfiori, crampi, debolezza.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Cuore: palpitazioni, angina, dolori, pressione alta o bassa.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Sistema endocrino: problemi alla tiroide, problemi nella secrezione dell’adrenalina.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Bocca: gengive sanguinanti, ulcere, sapore metallico, perdita del senso del gusto, bocca urente, alito cattivo.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Apparato uditivo: acufeni, dolori, difficoltà ad udire i suoni.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Pelle, capelli e unghie: pelle secca, gonfiore o rossore al viso, prurito, dermatite, capelli secchi e opachi.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Naso: sinusite cronica, senso dell’olfatto ridotto.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Vista: sensibilità alla luce, difficoltà di messa a fuoco, occhi gonfi, ridotta visione notturna e dei colori.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Apparato digerente: sviluppo di intolleranze, problemi addominali, sindrome del colon irritabile, bruciori, nausea, gastroenterite.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Sistema immunitario: infezioni frequenti, insorgenza di malattie autoimmuni e cancro.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra le malattie che sono connesse alla tossicità del mercurio vi sono:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Fibromialgia</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Artrite reumatoide</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Sclerosi multipla</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Malattia di Parkinson</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Alzheimer</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Morbo di Crohn</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Disturbo ADHD e Autismo</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">La severità dei sintomi comunque dipende da diversi fattori: in primis il numero di otturazioni, quindi da quanto tempo le si hanno, la comorbidità con altre patologie, lo stile di vita (alimentazione, fumo, alcool, etc).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La domanda nasce spontanea: “Aiuto! Cosa si può fare?”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La mia risposta nasce da anni di studio e di pratica e per necessità ve la riassumo in poche righe: prendetela come un regalo: quello che vi scrivo è un percorso di salute, per molti versi uguale per tutti, ma per molti altri sarà un percorso personalizzato, che andrà modulato nel tempo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In primis bisogna alcalinizzarsi e disintossicarsi, assumendo un basificante e della zeolite, insieme, la sera prima di andare a dormire. Solo dopo almeno un mese di terapia si può procedere alla rimozione di una amalgama alla volta, distanziate di almeno un mese una dall’altra; il dentista dovrà utilizzare quella che si chiama “diga”: ovvero uno strumento in grado di aspirare i vapori che si generano durante la rimozione della amalgama. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non fate come una mia paziente che per accelerare i tempi si fece togliere tre vecchie amalgame tutte insieme: ebbe cefalea, diarrea e malessere generale: tutti segni e sintomi di intossicazione da metalli pesanti, perché inevitabilmente durante la rimozione delle amalgame un po’ di metalli si ingoiano e si respirano, per questo va iniziata e continuata la disintossicazione durante tutto il periodo necessario.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Poi bisognerà valutare il livello ed il tipo di disbiosi, quasi sempre presente, perché spesso i metalli “ingoiati” predispongono ad una abnorme crescita batterica nell’intestino, quindi procedere alla disintossicazione intestinale con pre e probiotici e con integratori specifici per il tipo di disbiosi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dopo un paio di settimane di dieta disintossicante bisogna effettuare il test per le intolleranze alimentari e procedere con una alimentazione alcalinizzante.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non da ultimo consiglio sempre di effettuare un ciclo di Neuralterapia, … ma di questo vi parlerò la prossima volta!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In gravidanza o durante l’allattamento, oppure in situazione di grande tossicità come durante la chemio o radioterapia o in gravi patologie sistemiche è meglio aspettare a rimuovere le amalgame, per non aumentare la tossicità, ed effettuare comunque tutta la disintossicazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Spero che questo articolo, sintesi di anni di studi, vi possa essere utile, perché la salute è un bene prezioso, da proteggere e da recuperare.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Dott.ssa Anna De Antoni</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5083" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-2-salute-un-bene-prezioso-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-2-salute-un-bene-prezioso-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-2-salute-un-bene-prezioso-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-2-salute-un-bene-prezioso-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-2-salute-un-bene-prezioso-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-2-salute-un-bene-prezioso-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-2-salute-un-bene-prezioso-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-2-salute-un-bene-prezioso.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5141" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-salute-un-bene-prezioso-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-salute-un-bene-prezioso-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-salute-un-bene-prezioso-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-salute-un-bene-prezioso-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-salute-un-bene-prezioso-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-salute-un-bene-prezioso-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-salute-un-bene-prezioso-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-salute-un-bene-prezioso.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Sarebbe bello tornare all’educazione ed alla gentilezza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jul 2022 15:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Queen]]></category>
		<category><![CDATA[Gentleman Vs Beastman]]></category>
		<category><![CDATA[Roberta Conforte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’enciclopedia Treccani leggiamo questa definizione per la parola gentleman: «epiteto che nel passato indicò i cittadini inglesi di nascita nobile o anche di nobiltà acquisita, e chi era autorizzato a portare armi, anche se non nobile; talora riferito più genericam. a persona di educazione, aspetto e modi distinti, senza precisa definizione di rango. Oggi ha [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Nell’enciclopedia Treccani leggiamo questa definizione per la parola </span><i><span style="font-weight: 400;">gentleman</span></i><span style="font-weight: 400;">: «epiteto che nel passato indicò i cittadini inglesi di nascita nobile o anche di nobiltà acquisita, e chi era autorizzato a portare armi, anche se non nobile; talora riferito più genericam. a persona di educazione, aspetto e modi distinti, senza precisa definizione di rango. Oggi ha sign. equivalente all’ital. </span><i><span style="font-weight: 400;">gentiluomo</span></i><span style="font-weight: 400;">, ed è riferito a chi, nell’insieme del suo comportamento, ha tratti signorili e perfettamente corretti; con questo senso, è termine noto e usato anche in altri paesi».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma nella società odierna, a quante persone potrebbe essere applicata questa definizione?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In una società dominata da social e leoni da tastiera la figura del gentiluomo fa ormai parte di un lontano passato. Oggi vigono la maleducazione e la scostumatezza. Capita raramente che sui mezzi di trasporto venga lasciato il posto a signori anziani o persone cariche di buste della spesa. E attenzione, qui si parla appositamente di persone e non di donne, perché la parola gentlemen non dovrebbe avere un’accezione prettamente maschile. Qui la differenza di sesso non c’entra nulla.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un gentiluomo o una gentildonna lo sono con chiunque, a prescindere dal sesso. O almeno così dovrebbe essere. Ma nel mio percorso di vita ho conosciuto uomini e donne che di “gentle” hanno poco o nulla a che fare. E non fatevi ingannare dall’abbigliamento. Una persona vestita in maniera impeccabile, pulita ed ordinata non è indice di gentleman. All’apparenza può sembrarlo, ma basta parlarci per capire che l’abito non fa il monaco. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con la scusa della parità dei sessi sono venute meno anche le buone maniere. La risposta che più mi sento dare ogni volta che provo ad obiettare un modo di fare scortese o un modo di dire scontroso è sempre la stessa: “avete voluto la parità di sesso? E adesso tenetevela”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma la parità di sesso non equivale ad arrogarsi il diritto di essere scostumati e non curanti di chiunque si abbia davanti, uomo o donna che sia. Purtroppo i decenni di lotte per ottenerla hanno portato ad un totale adombramento di quel lato buono del maschilismo tradizionale, proprio, ormai, di pochissimi gentleman rimasti in circolazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Potremmo quasi definirlo un paradosso.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dovremmo allora iniziare a pensare che ognuno di noi ha un vissuto differente, ognuno di noi porta con sé un bagaglio di esperienze che possono essere positive e negative. Proprio per questo quando ci rapportiamo con un altro individuo, dovremmo almeno sforzarci di essere più gentili e non pretendere di avere il mondo ai nostri piedi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un gentiluomo o una gentildonna dovrebbero esserlo sempre, a prescindere dal vissuto e dal proprio bagaglio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma questa società che abbiamo costruito ha portato alla nascita dei falsi miti. “Le donne sono in grado di fare qualsiasi cosa, non hanno bisogno di un gentiluomo che le accompagni o apra loro la porta”. Attenzione a non confondere la forza di volontà con la ormai mancanza di buone maniere. Ogni tanto un po’ di gentilezza non guasterebbe. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non stiamo dicendo che la figura del gentleman dell’antica nobiltà inglese sia un modello da seguire pedissequamente, perché il tempo passa, la società evolve e con essa anche i ruoli.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Cedere il posto sull’autobus, aiutare un anziano a portare delle buste pesanti, aprire una porta, lasciare che le persone escano da un negozio o da una metropolitana prima di fiondarsi dentro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sarebbe tanto poter tornare all’educazione ed alla gentilezza, ma la società che abbiamo costruito è questa, una società fatta di bestie che seguono il gregge, con gli occhi fissi sullo schermo di un telefono, pronti ad immortalare uno scivolone per caricarlo sui social ed avere like e follow, pronti ad usare un linguaggio volgare e scurrile perché “le cose le ottieni solo se alzi la voce”, pronti a scavalcare il prossimo pur di arrivare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Eh sì, sarebbe proprio bello poter tornare all’educazione ed alla gentilezza.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Roberta Conforte</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5087" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-sarebbe-bello-tornare-all-educazione-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-sarebbe-bello-tornare-all-educazione-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-sarebbe-bello-tornare-all-educazione-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-sarebbe-bello-tornare-all-educazione-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-sarebbe-bello-tornare-all-educazione-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-sarebbe-bello-tornare-all-educazione-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-sarebbe-bello-tornare-all-educazione-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-sarebbe-bello-tornare-all-educazione.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Beni culturali: ENEA presenta la sua “ricetta per l’Arte”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jul 2022 15:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Gentleman Vs Beastman]]></category>
		<category><![CDATA[J.A. MacGahan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una “ricetta per l’Arte”, a base di strumentazioni hi-tech, infrastrutture, metodologie e nanotecnologie innovative, stampa 3D, laser scanner, sensori e dispositivi avanzati, ma anche di microrganismi e prodotti bio-based. È quanto ENEA  ha presentao per il restauro, la tutela, la conservazione e la valorizzazione di beni culturali, archivistici e librari al Salone Internazionale del Restauro di Ferrara, tenutosi in questi [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Una “ricetta per l’Arte”, a base di strumentazioni</span><span style="font-weight: 400;"> hi-tech, infrastrutture, metodologie e nanotecnologie innovative, stampa 3D, laser scanner, sensori e dispositivi avanzati, ma anche di microrganismi e prodotti </span><i><span style="font-weight: 400;">bio-based</span></i><span style="font-weight: 400;">. È quanto </span><b>ENEA</b><span style="font-weight: 400;">  ha presentao per il restauro, la tutela, la conservazione e la valorizzazione di beni culturali, archivistici e librari al </span><b>Salone Internazionale del Restauro di Ferrara</b><span style="font-weight: 400;">, tenutosi in questi giorni. Nel dettaglio, si è trattato di </span><b>15 </b><span style="font-weight: 400;">tra</span><b> prototipi, tecnologie, metodologie e software </b><span style="font-weight: 400;">avanzati,</span><b> 10 progetti </b><span style="font-weight: 400;">di ricerca d’avanguardia</span> <span style="font-weight: 400;">e</span><b> 3 infrastrutture</b><span style="font-weight: 400;"> uniche</span> <span style="font-weight: 400;">in Italia, fra cui le </span><span style="font-weight: 400;">tavole vibranti, tra le più grandi d’Europa per la simulazione dell’impatto dei terremoti. ENEA ha illustrato la sua </span><span style="font-weight: 400;">“ricetta per l’Arte”,</span><span style="font-weight: 400;"> con</span> <span style="font-weight: 400;">il supporto di ricercatori, </span><span style="font-weight: 400;">pannelli scientifici, video, foto e materiale informativo</span><span style="font-weight: 400;">.</span><span style="font-weight: 400;"> Inoltre, si sono tenuti caffè scientifici e appuntamenti “a tu per tu” con i ricercatori per far conoscere competenze e professionalità presenti nei quattro Dipartimenti dell’Agenzia.</span><span style="font-weight: 400;"> </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra i temi oggetto di confronto tra pubblico e ricercatori, le radiazioni per il recupero del biodegrado, le tecnologie nucleari per la conservazione del patrimonio culturale, il restauro sostenibile di opere d’arte attraverso batteri e fitoderivati, laser scanner per la diagnostica da remoto, soluzioni per il deterioramento dei manufatti dovuto all’umidità e per la protezione dei marmi, infrastrutture ICT, fino alle sperimentazioni su tavole vibranti per la prevenzione del rischio sismico o delle vibrazioni causate dal traffico su strada e rotaia, obiettivo, ad esempio,  del progetto MONALISA che ha ideato una </span><b>piattaforma antivibrazioni</b><span style="font-weight: 400;"> per ridurre gli effetti del traffico quotidiano e proteggere, anche da eventuali scosse di terremoto, il “</span><b>Sarcofago degli Sposi</b><span style="font-weight: 400;">”, tra i maggiori capolavori dell’arte etrusca.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È stato dedicato alle imprese il caffè scientifico sul </span><b>Knowledge Exchange Program (KEP)</b><span style="font-weight: 400;">, un programma per il trasferimento tecnologico, la crescita e la competitività delle aziende italiane, ideato dall’ENEA in collaborazione con CNA, Confapi, Confartigianato, Confindustria e Unioncamere. Le imprese aderenti hanno potuto usufruire della consulenza di ricercatori specializzati per lo sviluppo di soluzioni innovative personalizzate e l’utilizzo di infrastrutture d’avanguardia. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra le altre soluzioni, tecnologie, piattaforme e approcci metodologici innovativi e sostenibili per il patrimonio culturale, il </span><b>laser scanner RGB-ITR</b><span style="font-weight: 400;"> (</span><i><span style="font-weight: 400;">Red Green Blue Imaging Topological Radar</span></i><span style="font-weight: 400;">) e il </span><b>sistema di imaging LIF</b><span style="font-weight: 400;"> (</span><i><span style="font-weight: 400;">Laser Induced Fluorescence</span></i><span style="font-weight: 400;">), prototipi realizzati dall’ENEA basati sull’utilizzo di sorgenti laser monocromatiche capaci di lavorare a distanze di 30 metri dall’opera, che attraverso tecniche di realtà virtuale, 5G, servizi satellitari, infrastrutture cloud e contenuti multimediali consentono la fruizione di siti archeologi e beni culturali altrimenti non visitabili, come l’intervento realizzato nella spezieria di Santa Maria della Scala a Roma, la più antica farmacia d’Europa, nell’ambito del progetto </span><span style="font-weight: 400;">Roma Hispana</span><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Diversi progetti nascono nell’ambito del Distretto Tecnologico per i Beni e le Attività Culturali della Regione Lazio, che vede ENEA insieme ed altre istituzioni impegnata nel settore con oltre dieci progetti in collaborazione con le imprese: è il caso, ad esempio, del progetto </span><b>COLLINE</b><span style="font-weight: 400;"> per testare e valutare in condizioni reali e su monumenti in corso di restauro un protocollo di recupero delle superfici degradate in peperino, grazie a materiali innovativi, moderne tecniche diagnostiche e di sensoristica ed informatizzazione di dati. Un incontro sarà dedicato anche al progetto</span> <span style="font-weight: 400;">3DH-solutions, che attraverso stampa 3D e nanomateriali riproduce parti mancanti di edifici ed elementi scultorei danneggiati dal tempo o da fenomeni estremi, nel rispetto della reversibilità, durabilità e riconoscibilità dei materiali. Tra i progetti più innovativi anche </span><b>BioNanoinLegno,</b><span style="font-weight: 400;"> trattamenti basati su bio e nanotecnologie per il de-restauro e il restauro di manufatti lignei storico-artistici, dell’arte contemporanea, archeologici e subacquei; </span><b>RIPARA, </b><span style="font-weight: 400;">basato su tecnologie innovative per la protezione sismica del costruito storico in grado di garantire sicurezza, minimo impatto visivo, durabilità e reversibilità degli interventi; </span><b>CIACCO</b><span style="font-weight: 400;"> per il contrasto al deterioramento causato dalle infiltrazioni d’acqua su pareti, arredi e manufatti di interesse storico-artistico attraverso prodotti naturali eco-compatibili, protocolli, tecnologie di imaging iper-spettrali e scansioni RMN (Risonanza Magnetica Nucleare) e LIF (Laser Induced Fluorescence); </span><a href="https://www.enea.it/it/fusione-e-sicurezza-nucleare/progetto-pergamo"><b>PERGAMO</b></a> <span style="font-weight: 400;">che prevede l’impiego di radiazioni ionizzanti per la disinfezione e disinfestazione di materiale di interesse storico, archivistico e documentale con le facility di irraggiamento Calliope del Centro ENEA Casaccia e REX del Centro ENEA Frascati; </span><b>ReMEDIA</b><span style="font-weight: 400;"> che utilizza un innovativo dispositivo diagnostico per la valutazione preventiva dei danni causati da infiltrazioni d’acqua su opere d’arte e siti archeologici; </span><a href="https://www.enea.it/it/tecnologie-energetiche/progetto-lahke"><b>LAKHE</b></a><span style="font-weight: 400;">, che sfrutta sensoristica e tecnologie robotiche avanzate di superficie e subacquee per la ricerca archeologica nelle acque interne e marine per ricostruire, in maniera non invasiva e con tempi e costi ridotti, siti archeologici.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Queste ricerche sanno di “gentile” verso la salvaguardia della nostra storia e delle nostre opere artistiche. Salvare il bello del nostro paese è una gentilezza verso noi stessi e le generazioni future proteggendoci da un degrado che come una bestia feroce si scaglia sulla nostra storia millenaria.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">J.A. MacGahan</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5090" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-enea-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-enea-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-enea-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-enea-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-enea-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-enea-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-enea-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-enea.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5150" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/2-enea-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/2-enea-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/2-enea-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/2-enea-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/2-enea-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/2-enea-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/2-enea-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/2-enea.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5151" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/3-enea-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/3-enea-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/3-enea-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/3-enea-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/3-enea-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/3-enea-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/3-enea-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/3-enea.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5152" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/4-enea-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/4-enea-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/4-enea-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/4-enea-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/4-enea-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/4-enea-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/4-enea-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/4-enea.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Green etiquette: le regole base per essere educati con l’ambiente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jul 2022 15:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Oliva]]></category>
		<category><![CDATA[Gentleman Vs Beastman]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Senza voler per forza ricorrere alla rigidità del galateo che impose, proprio dall’Italia, la buona educazione a tutto il mondo, il momento che stiamo vivendo e anche un po’ certe urgenze dettate dai nostri cattivi comportamenti verso la natura e l’ambiente in generale che ci circonda, ci impongono alcune regole basilari da rispettare per non [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Senza voler per forza ricorrere alla rigidità del </span><b><i>galateo</i></b><span style="font-weight: 400;"> che impose, proprio dall’Italia, la buona educazione a tutto il mondo, il momento che stiamo vivendo e anche un po’ certe urgenze dettate dai nostri cattivi comportamenti verso la natura e l’ambiente in generale che ci circonda, ci impongono alcune </span><b>regole basilari</b><span style="font-weight: 400;"> da rispettare per non aggravare e tentare di migliorare il nostro </span><b>impatto</b><span style="font-weight: 400;"> su tutto ciò che ci circonda. </span><b>I vecchi consigli</b><span style="font-weight: 400;">,</span><b> raccomandazioni </b><span style="font-weight: 400;">e</span><b> pratiche green</b><span style="font-weight: 400;">, restano validi ma dobbiamo interiorizzare una serie di comportamenti che ci consentano di </span><b>vivere</b> <b>sostenibilmente</b><span style="font-weight: 400;">. Spulciando sulla rete trovate ottimi suggerimenti, come per esempio sul sito specializzato </span><b><i>Green Me</i></b><span style="font-weight: 400;"> che qualche tempo fa aveva perfino ordinato un decalogo verde. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questa rubrica abbiamo spesso affrontato questi stessi temi e le </span><i><span style="font-weight: 400;">best practises</span></i><span style="font-weight: 400;"> e forse è arrivato il momento di tirare un po&#8217; le somme e vedere come </span><b>ogni comportamento verde ne induca un altro</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><b>Numero 1= Fare sempre e su tutto una buona raccolta differenziata</b><span style="font-weight: 400;">: </span><b>carta,</b> <b>plastica,</b> <b>umido …</b><span style="font-weight: 400;"> ma la nostra vita pullula di </span><b>dispositivi elettronici</b><span style="font-weight: 400;"> che vanno smaltiti secondo le leggi. Informatevi e non rincorrete le mode come i gatti i cavi di ricarica cellulare. Specie ora che andiamo finalmente verso il caricatore unico. </span></p>
<p><b>Numero 2 = Guerra agli imballaggi: </b><span style="font-weight: 400;">se fate una buona raccolta è arrivato il momento di invertire la rotta al supermercato, perché gli imballaggi sono troppi e spesso ci mettono in difficoltà proprio nello smaltimento. Che fare? Meglio privilegiare lo </span><b>sfuso</b><span style="font-weight: 400;"> e la </span><b>filiera corta del km 0</b><span style="font-weight: 400;">, meglio ancora se </span><b>solidale</b><span style="font-weight: 400;">. Se poi avete il pollice verde potete tentare l’</span><b>autoproduzione</b><span style="font-weight: 400;"> (meglio se biologica); e se non avete terra da coltivare non sottovalutate le chances offerte dal vostro balcone in città.</span></p>
<p><b>Numero 3 = Spesa consapevole.</b><span style="font-weight: 400;"> Se subiamo eccesso di imballaggio possiamo migliorare nel </span><b>leggere le etichette</b><span style="font-weight: 400;">: ad essere sinceri con la diffusione della celichia e delle allergie con gli alimenti poniamo molta attenzione ma non basta più.</span> <span style="font-weight: 400;">Ci sono aspetti la cui conoscenza non può essere ulteriormente rimandata: la</span><b> provenienza delle materie </b><span style="font-weight: 400;">prime alla base del prodotto e il </span><b>livello di certificazione </b><span style="font-weight: 400;">di chi lo produce. Questo ci impone di occuparci degli altri in due modi: prestando attenzione al </span><b>luogo</b><span style="font-weight: 400;"> e al </span><b>paese di produzione</b><span style="font-weight: 400;">. Evitare chi sfrutta le </span><b>condizioni</b><span style="font-weight: 400;"> dei </span><b>lavoratori</b><span style="font-weight: 400;"> come di </span><b>animali</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>risorse</b><span style="font-weight: 400;">.</span><b> </b></p>
<p><b>Numero 4 = Guerra all’usa e getta</b><span style="font-weight: 400;">. La società consumista e opulenta ha smesso di essere un valore e questo apre finalmente la strada al</span><b> bio </b><span style="font-weight: 400;">e se possibile </span><b>rinnovabile</b><span style="font-weight: 400;">: che non è solo energia.</span></p>
<p><b>Numero 5 = Ottimizzare ogni risorsa</b><span style="font-weight: 400;">. In primis l’</span><b>acqua</b><span style="font-weight: 400;">,</span> <span style="font-weight: 400;">che troppo spesso viene sprecata, come pure l’</span><b>energia </b><span style="font-weight: 400;">e alcune</span><b> materie prime</b><span style="font-weight: 400;">. E questa guerra ci ha insegnato non poco tra gas, petrolio e grano su tutto.</span></p>
<p><b>Numero 6 = Vivere a minor impatto ambientale.</b><span style="font-weight: 400;"> Significa diminuire la CO2 con un piccolo giovamento per il pianeta tutto. Privilegiare spostamenti a basso impatto come bici, a piedi, la mobilità elettrica e se possibile in sharing. Che ha, quest’ultima, anche un enorme ripercussione a livello di socialità.</span></p>
<p><b>Numero 7 = Allungare la vita dei prodotti. </b><span style="font-weight: 400;">Sforzarsi di valutarne lo stato di oggetti e cose che usiamo, usarli fino in fondo come spesso si fa solo con il tubetto del dentifricio. E perché no? Provare a riciclare </span><b>anche creativamente i propri oggetti</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Infondo era il poeta americano Walt Whtman nei suoi versi a scrivere: “</span><i><span style="font-weight: 400;">Ora io vedo il segreto per la creazione delle persone migliori. È crescere all’aria aperta e mangiare e dormire con la terra”.</span></i></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Angela Oliva</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5092" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-editoriale-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-editoriale-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-editoriale-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-editoriale-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-editoriale-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-editoriale-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-editoriale-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-editoriale.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>La Via della Gentilezza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jul 2022 15:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute&benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Ruiz]]></category>
		<category><![CDATA[Gentleman Vs Beastman]]></category>
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<p><span style="font-weight: 400;">Potete ricordare quella volta in cui avete ricevuto un gesto di attenzione, quando l’auto che correva a forte velocità si è fermata e vi ha fatto attraversare la strada, oppure qualcuno vi ha ceduto il posto sull&#8217;autobus, oppure vi ha dato la precedenza ad un incrocio stradale? Sono gesti che fanno bene e nutrono di gentilezza. Si, abbiamo bisogno di cibo, ma soprattutto di cure, di amore, di attenzione. Ciò che cerchiamo come l&#8217;aria che respiriamo, è quella particolare qualità chiamata gentilezza: risveglia il viso delle persone tristi, ed è il gesto più semplice.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La vera finezza scevra di affettazione è un&#8217;insieme di qualità – umane &#8211; che lavorano in sinergia per arrivare ad un obiettivo elevato. Quando mettiamo insieme la lealtà, la gratitudine, la compassione, la pazienza, coltivate in profondità, possono rivoluzionare la nostra psiche, la nostra vita. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Felicità e Gentilezza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ancora prima del cibo, le persone ricevono il calore della solidarietà, del riconoscimento e della presenza. Ricevere gesti graziosi ci fa bene, è un grande sollievo e a volte salva la vita. Ci fa sentire che possiamo essere aiutati quando ne abbiamo bisogno. Felicità e gentilezza sono qualità indispensabili per una vita piena ed appagante: non possiamo rinunciarci, mai e per nessun motivo. Vivere ad un livello di gentilezza interiore, ci fa diventare più lucidi, tanto da liberarci delle cose inutili che appesantiscono la nostra vita.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Molte persone sono gentili senza saperlo e si comportano in un modo fine solo perché sentono giusto fare in quel modo. Molti anni fa quando abitavo in un&#8217;altra casa, non quella in cui abito ora, un mio vicino di casa aveva cura di me quando tornavo a casa stanco dopo una lunga giornata di lavoro. Aveva verso di me un gesto gentile quando mi faceva trovare la casa già riscaldata perché il termostato indicatore della temperatura era già da un po&#8217; di tempo fuori uso, e questo mi permetteva di tornare a casa al caldo e avere ancora un po&#8217; di forza e prepararmi qualcosa da mangiare. Un altro esempio di gentilezza ricevuta è quella di un amico che si precipitava ad aiutarmi quando avevo la macchina in panne e non riuscivo più a ripartire; portava con se l’attrezzatura necessaria per riparare l’auto, per permettermi di riprendere il viaggio quelle volte in cui, distrattamente, avevo lasciato le luci accese senza avere cura della mia automobile. Cosa spingeva queste persone, ed altre che ho incontrato nel mio cammino, ad essere gentili con me, a offrirmi gesti di cura e di comprensione? Forse ha qualcosa a che fare con l’amore? Oppure un naturale contrasto dell&#8217;egoismo? Non so spiegarmelo: so solamente che in quei momenti mi sentivo benedetto per la particolare attenzione ricevuta da persone intorno a me. E so che questo mi faceva bene. Perché la gentilezza fa bene sia a chi la offre e sia a chi la riceve: il vero beneficio della gentilezza, ovvero l’essere gentili, è fine a se stesso, è un vantaggio intrinseco.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Stiamo bene quando offriamo gentilezza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se ci poniamo attenzione, possiamo trovare delicatezza e grazia dovunque nella nostra giornata. Il nostro cammino è cosparso di gesti di gentilezza, ma spesso a causa della nostra chiusura, della nostra distanza dal mondo, possiamo fare fatica a vederla e a sentirla. Il modo in cui affrontiamo la nostra esistenza, il modo in cui siamo radicati in questa vita ci permette di sentire un&#8217;apertura verso noi stessi e verso gli altri. Oppure no.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sentirsi ascoltati, capiti, nutriti con calore ed attenzione, ci aiuta a contrastare la fatica della vita. Ma la stessa cosa avviene anche quando siamo noi ad offrire atti di finezza anziché riceverli. È vero che quando siamo più gentili con noi stessi e con gli altri possiamo affrontare meglio la vita e in un certo senso possiamo anche essere più longevi, più in salute. L&#8217;invito è quello di accedere a quei livelli di grazia spesso difficili da raggiungere. Per guarire. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’avventura interiore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La psicologia descrive il modo in cui l&#8217;amore non espresso può diventare odio, così come la gioia non vissuta può diventare umor nero fino a rasentare la depressione. Se ignoriamo le nostre potenzialità non facciamo altro che allontanarci dalla fonte della vita: il nostro cuore, il nostro mondo affettivo. Perché la gentilezza ha a che fare con la nostra profondità, la nostra intimità, il nostro essere teneri, vulnerabili. A volte ci troviamo di fronte a persone che apparentemente, o intuitivamente sentiamo come gentili, come cortesi, come compassionevoli ma non hanno la forza di accedere e di contattare quella parte così profonda.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La gentilezza può diventare una meravigliosa avventura interiore che cambia in modo radicale il nostro modo di vivere la vita, di pensare, di essere. Ci fa sentire integrati con tutto ciò che ci circonda. E scoprire che “Homo homini lupus”, è solo un antico adagio, e sia l&#8217;uomo che il lupo non sono poi così cattivi.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Dott. Francesco Ruiz</span></p>
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		<title>Monica Abbondanzia, l’artista che ferma il tempo.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jul 2022 15:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Gentleman Vs Beastman]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Zaccagnini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Nulla di vero può dirsi dell’invisibile, che non valga anche per la nostra esperienza concreta.” Igor Sibaldi  Un sogno, un ricordo, un dejavu, un attimo catturato nel tempo. Le opere di Monica Abbondanzia diventano viaggi fluttuanti in un altrove carico di colori  che a tratti sfiorano la tela e a tratti la caricano di materia con [&#8230;]</p>
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<p><b><i>“Nulla di vero può dirsi dell’invisibile, che non valga anche per la nostra esperienza concreta.” Igor Sibaldi </i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un sogno, un ricordo, un dejavu, un attimo catturato nel tempo. Le opere di Monica Abbondanzia diventano viaggi fluttuanti in un altrove carico di colori  che a tratti sfiorano la tela e a tratti la caricano di materia con tocchi più densi, lasciano che l’osservatore vi si immerga per poi riemergere come  un tuffo in un mare di emozioni. I canoni della bellezza, per lo più femminile, nel figurativo vengono sottolineati  appena accennati, ma  regalano nell’insieme, l’idea esatta del suo sentimento, riuscendo a fermare proprio quello, con forte espressività rappresentativa. Tonalità sapientemente accostate regalano l’insieme in scene di vita, passata e presente, impossibile non rimanerne catturati. Ciò che Monica ci regala è un’esperienza visiva intensa che non si limita allo sguardo ma va oltre gli occhi, percorre i canali giusti per raggiungere l’intensità vibrante, percezione di un’emozione assopita. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ha esposto a “</span><b><i>BIBART Biennale Internazionale D’Arte di Bari e Area Metropolitana</i></b><span style="font-weight: 400;">”, 1^  Classificato sez. Figurativo per  “</span><b><i>Hapulia Contemporary Art Prize 2020</i></b><span style="font-weight: 400;">”, espone in permanenza presso le gallerie internazionali  </span><b>Carrè D’Artistes di LE Touquet e Saint Etienne.</b><span style="font-weight: 400;">  Il suo nome è presente su prestigiosi  cataloghi, ha ricevuto premi illustri come il </span><b><i>“Premio Brera”</i></b><span style="font-weight: 400;"> nel 2022,  selezionata al </span><b>49° premio Sulmona 2022</b><span style="font-weight: 400;">,</span> <span style="font-weight: 400;">partecipa al </span><b><i>“French art Progect Copelouzos Family art Museum”</i></b><span style="font-weight: 400;"> di Atene (Grecia),  tiene corsi di pittura.  </span></p>
<p><b>Monica, lei è una donna piena di risorse e sorprende il suo modo di mostrarsi lontana da uno stereotipo che è quello dell’artista chiuso nel proprio mondo e poco propenso al contatto esterno. Da dove arriva questa energia prorompente che abbatte gli schemi?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">La mia energia credo venga essenzialmente dall’amore per la pittura e per le persone che mi circondano. Credo fortemente nelle sinergie umane e artistiche, traggo grande forza ed ispirazione da esse, e ciò mi dona la linfa vitale per creare</span></i><b><i>.</i></b></p>
<p><b>Come è giunta fin qui? </b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Sono approdata alla pittura di opere su tela dopo un variegato percorso che ha sempre avuto come focus la pittura. Ho una formazione artistica che mi ha permesso in prima battuta di decorare ed affrescare palazzi antichi, edifici privati per molti anni. Poi è giunto il momento di non dipingere più per commissione ma per me stessa. </span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">A quel punto credo di aver cominciato a fare davvero arte.</span></i></p>
<p><b>La sua è un’arte che scava nel profondo, come ci riesce? Qual è il moto interiore, personale e intimo, che lega l’emozione con l’azione? </b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Vi è dentro di me l’esigenza, l’urgenza di raccontare, di declinare le emozioni, scomporle come un caleidoscopio, trarne spunti di riflessione per poi tramutarle in opere pittoriche. La ricerca pittorica viene quindi orientata oltre la rappresentazione della figura umana che non si limita alla mera immagine fisica del soggetto dipinto, pur sviluppata con attenzione verso l’espressività del corpo e il dettaglio</span></i> <i><span style="font-weight: 400;">anatomico e fisionomico, ma insiste anche e soprattutto su quella psicologica, elaborando uno scavo intimistico volto a portarne alla luce le caratteristiche interiori: sogni, sentimenti, tensioni, emozioni, celate inquietudini. </span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">La letteratura, le poesie sono spesso catalizzatori stessi delle opere.</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Quindi il gesto pittorico diventa veloce, essenziale, a volte accennato ed ampio per catturare a pieno l’emozione del momento.</span></i></p>
<p><b>L’attimo sublime della creazione è una nascita. La scena descritta resta in gestazione per un tempo indefinito, crescendo all’interno come una creatura che poi viene alla luce. Quanta emozione regala questo momento ad un artista e che significato ha?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">L’emozione di per sé è indescrivibile, ma se tentassi di spiegarla la descriverei come un’elevazione. Ogni creazione nutre, a volte consola, altre volte mi invita alla riflessione, ed in alcuni casi mi inquieta. Questo accade perché l’opera prende forma autonomamente e bisogna solo seguirla per far sì che racconti il proprio sentimento, la propria emozione, e al mio sguardo rimane il compito di interpretarla, assumendo</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">un significato introspettivo molto importante.</span></i></p>
<p><b>L’arte figurativa rappresenta il massimo della sua espressione artistica, le modelle vivono nel quadro, rese vere dai colori che le esaltano nella bellezza e nella dinamicità. La stessa che ritroviamo nei paesaggi vibranti di luce e colore. Passare dal figurativo al paesaggistico è stata un’esigenza o semplicemente ha esplorato nuovi orizzonti?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Credo entrambe le cose. Spesso nei miei dipinti il soggetto è accompagnato da paesaggi astratti, accenni di paesaggi che contestualizzano l’opera. </span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Spontaneamente ciò che era sul fondo ha preso il sopravvento sul soggetto in primo piano. Vero è che esistono riflessioni ed emozioni che non possono, a parer mio prendere una forma umana, ma riescono ad estrinsecarsi attraverso qualcosa di più astratto e fluido, ecco che ho introdotto il mare per la sua suggestione e inafferrabilità.</span></i></p>
<p><b>La luce nelle sue opere conferisce valore all’eleganza del movimento regalando immagini di sublime espressività. Come la trasferisce sul dipinto?</b><b><i> </i></b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Bella domanda! La luce è vita, trasparenze, colori contrastati, variazioni di tono, e quando è particolarmente intensa non ci permette di vedere nitidamente, dobbiamo socchiudere gli occhi per mettere a fuoco. Tenendo presenti questi fattori nell’atto pittorico si riesce a dare effetti luministici che rendono il dipinto vivo in un mondo</span></i> <i><span style="font-weight: 400;">del tutto chimerico.</span></i></p>
<p><b>Sulla copertina del magazine di questo mese una sua opera dedicata al tema “Gentleman Vs Beastman”, quanto è importante la gentilezza oggi e quanto è difficile muoversi all’interno di una società sempre meno garbata e sempre più concentrata su se stessa? </b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">La famosa citazione che recita” la bellezza salverà il mondo” credo sia appropriata per rispondere a questa domanda. Mi permetterei di aggiungere anche la gentilezza. La bellezza e la gentilezza racchiudono un’infinità di sfaccettature, capaci davvero di elevare una società sempre egocentrica. Spesso chi ha queste bellissime qualità viene oppure si sente sopraffatto, usato o strumentalizzato. Nella mia personale</span></i> <i><span style="font-weight: 400;">esperienza ho compreso che valori così importanti devono rappresentare un orgoglio per sé stessi. L’arte, sotto questo aspetto, ha un ruolo molto importante.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><b>Come definirebbe la sua arte?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Tecnicamente la mia arte è un figurativo gestuale, volta ad instancabile indagine e scoperta di particolari effetti cromatici e luministici, alla ricerca di atmosfere lontane dalla banalità descrittiva di una semplice rappresentazione quotidiana, cercando la virtù intensamente rivelatrice dell’atto pittorico, capace di elevare il “qui ed ora”, fissandolo in un gesto o in uno sguardo, nella narrazione in chiave poetica ed intimistica.</span></i></p>
<p><b>Desidera lasciare un messaggio a chi si avvicina all’universo artistico portando la testimonianza dei suoi primi passi? </b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Il messaggio che mi sento di condividere è quello di dipinge per sé stessi, dipingendo ciò che si ama, come si ama farlo. Ci saranno sempre campioni di pessimismo, ecco da questi allontanatevi.</span></i></p>
<p><b>Quando un&#8217;opera d’arte può definirsi tale? </b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Quando Emoziona con la lettera E maiuscola. Quando è esteticamente bella anche se tratta di temi difficili, quando un’opera è riconoscibile. In sintesi, credo siano le cose più importanti.</span></i></p>
<p><b>Chi è Monica Abbondanzia nella vita privata? Ha altre passioni? Cosa ama fare quando non dipinge? </b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Sono una donna che adora la sua famiglia e la considera la cosa più preziosa. Ho la passione per gli animali, cani in particolare. e quando non dipingo tutto il resto ruota intorno a queste due cose appena citate.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Come entrando in scena, Monica Abbondanzia a volte riveste il ruolo del regista, altre del protagonista, altre ancora dello spettatore. Guardandola dipingere traspare il suo catapultarsi dentro le figure, con tutto il pathos che ne consegue. Pennelli, spatole, colate di colore danno forma alla rappresentazione scenica che sale dal fondo dell’anima, spunta sulla trama della tela e diventa reale. Fotogrammi evanescenti ma concreti che per un attimo portano la mente in luoghi dove ognuno troverà il proprio sogno, la personale emozione, la strada che va verso il “sentire” del corpo, e di occhi che trafiggono ogni volta con la dolce intensità che questa straordinaria artista riesce a regalare, accogliendo con il suo grande sorriso. </span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Ci sono </span></i><a href="https://www.frasicelebri.it/argomento/pittori/"><i><span style="font-weight: 400;">pittori</span></i></a><i><span style="font-weight: 400;"> che trasformano il sole in una macchia gialla, ma ci sono altri che con l&#8217;aiuto della loro arte e della loro </span></i><a href="https://www.frasicelebri.it/argomento/intelligenza/"><i><span style="font-weight: 400;">intelligenza</span></i></a><i><span style="font-weight: 400;">, trasformano una macchia gialla nel sole.”</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Pablo Picasso</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Maria Zaccagnini</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5099" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-1-Monica-Abbondanzia-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5157" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/2-Monica-Abbondanzia-ilmaredinverno-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5158" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/3-Monica-Abbondanzia-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/monica-abbondanzia-lartista-che-ferma-il-tempo/">Monica Abbondanzia, l’artista che ferma il tempo.</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
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