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	<title>Ezio Angelozzi Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
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		<title>VUOI RAGGIUNGERE UN OBIETTIVO? Qui trovi la soluzione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2023 15:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fare business]]></category>
		<category><![CDATA[BioBacco]]></category>
		<category><![CDATA[Ezio Angelozzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In oltre 20 anni di carriera come business coach e formatore, ho incontrato aziende, professionisti e manager di ogni settore e di qualsiasi levatura tecnica ed economica. Quasi tutti, però, avevano una sorta di spada di Damocle in comune: raggiungere degli obiettivi.  Oddio che ansia!!! Si può dire che il tema degli obiettivi sia molto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">In oltre 20 anni di carriera come business coach e formatore, ho incontrato aziende, professionisti e manager di ogni settore e di qualsiasi levatura tecnica ed economica.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quasi tutti, però, avevano una sorta di spada di Damocle in comune: raggiungere degli obiettivi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oddio che ansia!!!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si può dire che il tema degli obiettivi sia molto caldo per aziende e professionisti e non solo, ma difficilmente le persone hanno un’idea precisa di come definirli e, soprattutto, di come raggiungerli.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Inutile dire che le librerie, i corsi, il web, traboccano di modelli copia e incolla, di tecniche di ogni tipo, dal metodo SMART alle mappe mentali, passando per software di project management più complessi, ma nella maggior parte dei casi dimenticano quella che io considero la chiave di volta: la “vera motivazione”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Definire un obiettivo, pianificare puntualmente delle azioni e metterle in atto non basta ed è così vero che fior di start up con tanto di progetto e business plan spariscono entro i primi tre anni, senza considerare quelli che allo start nemmeno ci arrivano.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma come? Avevano fatto l’obiettivo SMART, avevano usato il GANTT, avevano creato la OBEYA ROOM, ma il progetto è fallito?!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La verità è che le aziende sono fatte di persone e le dinamiche sono tante e molto complesse, per cui un obiettivo perseguito da un singolo o da un gruppo, pone mille scenari che i software e le tecniche non possono risolvere.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ecco perché diversi anni fa ho coniato un neologismo sostituendo la parola obiettivi con obiettiVivi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Pensate a cosa succede in formula1 o in MotoGP: a parità di moto e di squadra, un pilota vince e l&#8217;altro arriva quindicesimo o cade. Cosa cambia? La moto? No, è il pilota che fa la differenza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutto dipende da come pensa, da ciò che sente e da come si relaziona con gli stimoli esterni che possono arrivare dalla squadra, dalla famiglia, dai media o dai tifosi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La domanda non è cosa vuoi fare o come pensi di farlo, ma perché vuoi farlo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mentre per rispondere alle prime due basta conoscere tecniche, fare analisi e progetti, per rispondere alla terza ci vuole molto più impegno e non si può essere mai del tutto sicuri di aver dato la risposta giusta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Difficile non significa impossibile, per cui voglio lasciarti un parametro di valutazione che ti permetta di capire, non se la risposta è certamente giusta, ma almeno se si sulla strada giusta: se un obiettivo è davvero importante, deve farti battere il cuore come quando ti innamori di una persona.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Esatto, niente schemi, niente piani, devi sentire che ciò che stai per iniziare è così importante da superare qualunque difficoltà, ostacolo, fallimento, senza demordere mai, perché è così importante che il resto viene dopo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Molte delle persone che stanno leggendo questo articolo avranno fatto pazzie per amore, come farsi 300 chilometri per stare mezz’ora con la persona amata e poi altri 300 per tornare indietro, senza sentire fatica ma solo eccitazione ed entusiasmo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Provate a chiedere di fare la stessa cosa a uno che non è innamorato, sapete dove mi manda? Sì, certo che lo sapete.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ecco perché non li chiamo obiettivi ma obiettiVivi, perché devono avere una tale forza vitale, devono essere così importanti da essere vivi dentro ogni persona che ci sta lavorando.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se sei un professionista o il capo di un’azienda, ricorda che se l’obiettivo è solo materiale o economico, ci vorrà tanta fatica per ottenere molto poco, ma se è un obiettiVivo, nessuna sfida sarà abbastanza difficile da non poter essere vinta con entusiasmo.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Se vuoi costruire una barca, non radunare uomini per tagliare legna, dividere i compiti e impartire ordini, ma insegna loro la nostalgia per il mare vasto e infinito.” [cit.]</span></i></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ezio Angelozzi</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">      Formatore e business coach</span></p>
<p style="text-align: right;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11359" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-vuoi-raggiungere-obiettivo-fb-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-vuoi-raggiungere-obiettivo-fb-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-vuoi-raggiungere-obiettivo-fb-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-vuoi-raggiungere-obiettivo-fb-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-vuoi-raggiungere-obiettivo-fb-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-vuoi-raggiungere-obiettivo-fb-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-vuoi-raggiungere-obiettivo-fb-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-vuoi-raggiungere-obiettivo-fb.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Mio nonno diceva: vai con chi è meglio di te e fagli le spese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2022 15:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fare business]]></category>
		<category><![CDATA[ALLEneRGIA]]></category>
		<category><![CDATA[Ezio Angelozzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Huston abbiamo un problema! Ogni volta che si parla di risorse e di energia nel pianeta Terra, mi sembra di sentire la celebre frase del film “Apollo 13” frase che disse l’astronauta&#160;Jack Swigert&#160;trovandosi sull’omonima navicella spaziale. La frase corretta fu “OK, Houston, we’ve had a problem here”;&#160;tradotta: OK, Houston, abbiamo avuto un problema qui. Vabbè, [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Huston abbiamo un problema!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ogni volta che si parla di risorse e di energia nel pianeta Terra, mi sembra di sentire la celebre frase del film “Apollo 13” frase che disse l’astronauta&nbsp;</span><b>Jack Swigert</b><span style="font-weight: 400;">&nbsp;trovandosi sull’omonima navicella spaziale. La frase corretta fu “OK, Houston, we’ve had a problem here”;&nbsp;tradotta: OK, Houston, abbiamo avuto un problema qui.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vabbè, ‘ste precisazioni da professorino con la matita blu me le potrei anche risparmiare ma fa figo ostentare una falsa competenza da cinefilo di alto borgo, che, in realtà, è quasi sempre merito di Google (questa volta è solo merito di Google).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma troniamo a noi e ai problemi energetici del pianeta che ci ospita, azzarderei anche un “malvolentieri” senza tema di smentita, e che sembra essere sistematicamente a corto di risorse come certe automobili con la spia della riserva sempre accesa e i proprietari pervasi da un immotivato senso di fiducia verso un serbatoio con capacità rigenerative, che conoscono solo loro, salvo vederli in panne mentre si avviano, a piedi, verso il distributore più vicino -si fa per dire- con in mano un contenitore di fortuna, che di fortuna ne avrà davvero bisogno un po’ per la scarsa capacità contenitiva e molto di più per l’inevitabile “buco troppo stretto” che renderà il versamento del carburante un atto degno di un american sniper.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ooooooooohhhhh ma quando inizi a scrivere l’articolo?! La finisci con ‘ste citazioni?&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ok, ok, giusto, parliamo di energia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Alessandro Volta…&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">No dai, scherzo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Acqua, petrolio, gas, sole, vento, energia elettrica prodotta con una o più delle risorse precedenti, sono al centro di un terrorizzante dibattito che si snoda intorno a una sorta di “memento mori” che ci ricorda, in modo assillante, che le risorse stanno finendo e non basteranno più per tutti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sulla base di questa premessa, arrivano ipotesi di soluzioni che vanno dal più mite proposito di sostituire le risorse fossili con quelle rinnovabili, al più minaccioso e cruento intento di ridurre la popolazione mondiale, da cui sono scaturiti più o meno solidi ragionamenti, che molti definiscono complottisti, ma che non accantonerei senza aver fatto qualche approfondimento sugli intenti, e sulle relative interpretazioni degli stessi, del Word Economic Forum.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma davvero stanno finendo le risorse? Davvero stiamo modificando il clima con i nostri comportamenti?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ci sono, come sempre, come per gli attualissimi vaccini, pareri opposti da fonti di pari valore, prestigio e riconoscimento che ci mettono tutti con le spalle al muro e di fronte a una scelta di campo che possiamo fare solo “a intuito” o a “membro di segugio”, tanto per rappresentare in metafora uno delle più popolari KPI nelle scelte politiche, sportive, sanitarie e, non di meno, in quelle energetiche.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sì Ezio, ma tu qui scrivi sulla rubrica Fare Business, che c’entra tutto questo discorso con le aziende?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vengo e mi spiego (un’altra citazione… e basta!), il problema vero in tutte le questioni come quelle citate è che per parlare bisognerebbe avere competenze adeguate ed essere scevri da conflitti di interesse, affinché ogni posizione si sostanzi in azioni che abbiano come obiettivo il benessere collettivo e non l’arricchimento privato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Credo sia sotto gli occhi di tutti che, oramai, tutto è business e chi prende posizioni, salvo rari, rarissimi casi, lo fa per sostenere interessi di parte e non sempre legali o “eticamente sostenibili”, al fine di trarre profitti anche su disgrazie globali come quelle che attanagliano il mondo ai tempi del primo ventennio degli anni 2000.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sì, l’energia è un problema perché c’è uno squilibrio macroscopico tra l’energia usata per interessi privati e quella usata per interessi personali, soprattutto all’interno delle istituzioni che sono state ridotte a mere esecutrici di quanto dettato dai “mercati”, come se i mercati fossero entità aliene e non consigli di amministrazione dove siedono persone che prendono decisioni, spesso, purtroppo sempre più spesso,&nbsp;discutibilissime.&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nelle aziende non è meno frequente che persone con competenze inadeguate prendano posizioni, a volte anche molto rigide, per aver raggiunto delle convinzioni basate sul nulla o sull’equivalente “sentito dire”, ponendo il sistema aziendale in serio rischio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La domanda è: manca l’energia o la volontà di usare l’energia per il bene comune?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Meditate gente, meditate. (un’altra citazione?! Ma sul serio?!)</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ezio Angelozzi&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Formatore e business coach</span></i></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5890" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/FB-b-mio-nonno-diceva-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/FB-b-mio-nonno-diceva-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/FB-b-mio-nonno-diceva-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/FB-b-mio-nonno-diceva-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/FB-b-mio-nonno-diceva-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/FB-b-mio-nonno-diceva-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/FB-b-mio-nonno-diceva-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/08/FB-b-mio-nonno-diceva.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/mio-nonno-diceva-vai-con-chi-e-meglio-di-te-e-fagli-le-spese/">Mio nonno diceva: vai con chi è meglio di te e fagli le spese</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
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		<title>Articolo inutile e pericoloso!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jul 2022 15:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La polemica]]></category>
		<category><![CDATA[Ezio Angelozzi]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri Positivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Masaru Emoto. L’articolo potrebbe finire qui perché basterebbe andare a vedere i lavori sulla “memoria dell’acqua” condotti da questo straordinario scienziato scomparso da pochi anni, per comprendere quanto sia determinante ciò che scriviamo, diciamo e pensiamo, per la nostra qualità di vita. Se poi qualcuno si dedicasse a conoscere un po’ di Cimatica, comprenderebbe che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/articolo-inutile-e-pericoloso/">Articolo inutile e pericoloso!</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Masaru Emoto. L’articolo potrebbe finire qui perché basterebbe andare a vedere i lavori sulla “memoria dell’acqua” condotti da questo straordinario scienziato scomparso da pochi anni, per comprendere quanto sia determinante ciò che scriviamo, diciamo e pensiamo, per la nostra qualità di vita.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se poi qualcuno si dedicasse a conoscere un po’ di Cimatica, comprenderebbe che siamo energia e che l’energia emette frequenze e che le frequenze possono influenzare totalmente la nostra vita e la nostra salute sia nel bene che nel male.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">You Tube è pieno di esperimenti che dimostrano “scientificamente” quanto sia potente il nostro pensiero e quanto possa incidere sul mondo animale, vegetale e su noi stessi, per cui cercando i video di personaggi come Pier Luigi Ighina, Masaru Emoto, Emilio Del Giudice, e i video correlati che, inevitabilmente, appariranno nella sidebar ci si può fare una cultura in poche ore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma se queste cose sono sui social, la fisica quantistica le ha dimostrate in ogni modo, gli esperimenti hanno mostrato effetti straordinari in modo empirico e, direi, clamoroso, perché non si è adottato un modello di istruzione e di comunicazione di massa per migliorare la vita delle persone e dell’intero ecosistema attraverso le frequenze positive?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fa schifo, ma la risposta è semplice: se usiamo la comunicazione positiva, non si ammala più nessuno, non si fanno più guerre e non si compete più ma si coopera e tutto questo non fa vendere medicine, armi, oggetti inutili che servono solo a lenire il nostro vuoto interiore, come certi aggeggi di lusso, che di lusso non hanno niente se non un brand forzato (vedi quella che vende le ciabatte di gomma che nemmeno i tedeschi del 1970 indossavano).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Cos’altro serve per capire che la merce più preziosa è la paura?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Paura crea bisogni di ogni tipo:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">paura di essere inadeguato? Vai con le mode e le tendenze.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">paura di non essere amati? Vai con l’ostentazione di benessere, ricchezza e opulenza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">paura di essere esclusi? E vai con l’appartenenza a qualunque tipo di gruppo, soprattutto il gruppo di quelli che non si uniformano e che nel non uniformarsi la pensano tutti allo stesso modo (questo è il mio).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Qualcuno starà pensando: ma io non sono così stupido! &nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dammi retta, sei solo diversamente stupido ma lo sei anche tu, per il semplice fatto che se non vivi da eremita, su un cucuzzolo, nutrendoti del latte della tua unica capra e puzzando almeno quanto la capra, sei vittima di tutta questa “shit storm” (significa tempesta di merda ma in inglese è più figo).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In conclusione, se il tuo dialogo interno è positivo, il tuo linguaggio è positivo, le tue azioni sono cooperative e credi che nel mondo ci sia più ricchezza di quanta ne potrai mai possedere e usare, questo articolo non ti serve.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se invece pensi tutto il contrario, questo articolo non solo non ti serve, ma ti farà solo incazzare peggiorando ulteriormente le tue frequenze vibratorie e rischi di ammalarti e poi… muori.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non leggere questo articolo. È inutile e pericoloso!</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ezio Angelozzi&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Formatore e business coach</span></i></p>
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		<title>Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei: opinioni e pareri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jul 2022 15:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ezio Angelozzi]]></category>
		<category><![CDATA[Saperi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Qualcuno ha detto: “vivere è molto più che respirare”; mi viene da parafrasare dicendo “comunicare è molto più che parlare. Tutti parlano ma comunicare è un’altra cosa, soprattutto perché dipende da chi ascolta, cioè, da cosa capisce chi ascolta e non da ciò che intende chi parla. Questo principio vale sempre e in qualunque situazione, [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Qualcuno ha detto: “vivere è molto più che respirare”; mi viene da parafrasare dicendo “comunicare è molto più che parlare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutti parlano ma comunicare è un’altra cosa, soprattutto perché dipende da chi ascolta, cioè, da cosa capisce chi ascolta e non da ciò che intende chi parla.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo principio vale sempre e in qualunque situazione, sia essa una semplice conversazione sulle condizioni metereologiche, come una complessa discussione professionale su strategie di marketing.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quindi, il soggetto più importante è l’ascoltatore, perché da ciò che capisce e dal significato che attribuisce all’argomentazione che ascolta, dipende la sua risposta e, se si tratta di una comunicazione a una sola via come quella della TV o della radio, anche il conseguente comportamento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se diamo per buono quanto appena detto, dobbiamo porci nella posizione di chi ascolta per comprendere meglio come ascoltiamo, chi ascoltiamo e quali sono le decisioni e i comportamenti a cui diamo seguito.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anni di ipertrofia tecnologica e digitale ci hanno allenati a sapere sempre meno su molte più cose, per cui siamo sempre più superficiali e disattenti, passando da uno stimolo all’altro con un livello di attenzione inferiore a quello di una gallina appena investita da un tram, il che ci ha allenati ad essere facilmente manipolabili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Basta lanciare uno slogan, un allarme, una diatriba di qualsivoglia genere che il gregge unito e compatto si allinea all’argomento del momento, credendo a qualsiasi cosa o a chiunque e sostenendo ora l’una ora l’altra posizione, senza avere la benché minima cognizione dell’accaduto o della fake news mai verificata.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutto dipende da chi dice cosa e su quali canali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La verità, anche quelle più complesse, risiede in uno slogan e nel fatto che lo slogan l’ha pubblicato o l’ha recitato un personaggio più o meno noto su un canale tv o su un giornale, giornale che, per chiarezza, non legge nessuno ma la cui pagina è stata pubblicata su Facebook dal personaggetto di turno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Da andrà tutto bene, passando per il vaccino vi protegge più di San Bartolomeo e finendo a esportiamo la democrazia con le bombe, c’è sempre qualcuno pronto a schierarsi e a sostenere lo slogan di turno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il problema è che se chiedi perché sostengono quella posizione, iniziano a farfugliare sintesi inadeguate e sconclusionate di ciò che va ripetendo a cantilena il tizio a cui hanno deciso di dar retta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quando vedo queste persone sostenere posizioni di cui è evidente che non hanno capito nulla, mi viene da dire “aiutiamoli a casa loro” sì, ma con un insegnante che gli dia ripetizioni di pensiero critico e filosofia!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Essere ignoranti non è un diritto e costa troppo alla società, più dell’inquinamento, più della sanità, più delle calamità naturali, perché gli ignoranti sono il terreno su cui cresce la superficialità e che sostiene i peggiori parassiti che poi finiscono inevitabilmente ne posti di potere, eletti proprio dagli ignoranti che hanno sfruttato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se qualcuno avesse studiato un po’, le multinazionali farebbero una gran fatica a vendere auto elettriche che devastano il mondo per le loro batterie e vaccini che non immunizzano.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il mio dottore aveva una scritta nel suo studio: se la cultura fosse contagiosa, molti si vaccinerebbero.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Visto che i vaccini non proteggono dal covid forse serviva immunizzare dalla conoscenza…</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ezio Angelozzi&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Formatore e business coach</span></i></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5528" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-dimmi-con-chi-vai-ti-dirò-chi-sei-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-dimmi-con-chi-vai-ti-dirò-chi-sei-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-dimmi-con-chi-vai-ti-dirò-chi-sei-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-dimmi-con-chi-vai-ti-dirò-chi-sei-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-dimmi-con-chi-vai-ti-dirò-chi-sei-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-dimmi-con-chi-vai-ti-dirò-chi-sei-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-dimmi-con-chi-vai-ti-dirò-chi-sei-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-dimmi-con-chi-vai-ti-dirò-chi-sei.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5529" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-2-dimmi-con-chi-vai-ti-dirò-chi-sei-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-2-dimmi-con-chi-vai-ti-dirò-chi-sei-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-2-dimmi-con-chi-vai-ti-dirò-chi-sei-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-2-dimmi-con-chi-vai-ti-dirò-chi-sei-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-2-dimmi-con-chi-vai-ti-dirò-chi-sei-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-2-dimmi-con-chi-vai-ti-dirò-chi-sei-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-2-dimmi-con-chi-vai-ti-dirò-chi-sei-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-2-dimmi-con-chi-vai-ti-dirò-chi-sei.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Se vuoi i soldi sei scemo!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jul 2022 15:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fare business]]></category>
		<category><![CDATA[Denaro]]></category>
		<category><![CDATA[Ezio Angelozzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Quando avrete abbattuto l’ultimo albero, quando avrete pescato l’ultimo pesce, quando avrete inquinato l’ultimo fiume, allora vi accorgerete che non si può mangiare il denaro.” [Proverbio nativi americani] Nessuno ha bisogno di denaro ma di quello che col denaro può ottenere o che “crede” di poter ottenere. Quanti bisogni dobbiamo soddisfare? Quante cose dobbiamo acquistare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
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<p><i><span style="font-weight: 400;">“Quando avrete abbattuto l’ultimo albero, quando avrete pescato l’ultimo pesce, quando avrete inquinato l’ultimo fiume, allora vi accorgerete che non si può mangiare il denaro.” </span></i><span style="font-weight: 400;">[Proverbio nativi americani]</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nessuno ha bisogno di denaro ma di quello che col denaro può ottenere o che “crede” di poter ottenere.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quanti bisogni dobbiamo soddisfare? Quante cose dobbiamo acquistare per avere qualche barlume di felicità? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nella tua mente saranno partiti mille pensieri accompagnati da altrettante immagini, nel tentativo di rispondere a queste domande: auto, moto, barche, viaggi, case, piscine, gioielli, un giro dal chirurgo plastico, una corte di sudditi acclamanti (ma sì, perché porre limiti?) e chissà cos’altro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La verità è che tutte queste cose sono effimere e non hanno mai reso felice nessuno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma se ti chiedessi quali siano le cose che il denaro non compra, scopriresti che sono tutte quelle davvero importanti: l’armonia con la tua famiglia, l’amore corrisposto, un abbraccio di una persona che non c’è più e altre cosucce di questo genere.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La domanda che molti si sono posti è: il denaro fa la felicità? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Altri, un pochino più attenti, si sono chiesti: ma non è che è la felicità che fa il denaro?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quale che sia la risposta giusta rimane che la ricchezza economica è solo un accumulo di una valuta convenzionalmente accettata all’interno di gruppi sociali più o meno grandi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dollari, euro, rubli, bitcoin, sardex, abrex, sono tutti sistemi che, per differenti ragioni, consentono di scambiare beni e servizi all’interno di gruppi che hanno deciso di riconoscerne il valore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche se sembra uno scherzo, c’è qualcuno che ha pensato bene di scegliere un parametro oggettivo che permetta a tutti di comprendere il vero valore di ogni valuta, creando un parametro oggettivo: il big mac index*. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Al di là dell’inevitabile ironia che scatena questo “indice”, lo stesso rivela quanto le differenti valute non abbiano alcun senso fino a quando non le riferiamo a un prodotto o a un servizio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In sintesi, o forse dovrei dire “in soldoni”, la valuta non ha valore fino a che qualcuno non la scambia con qualcosa di tangibile o fruibile, per cui il denaro non può mai essere l’obiettivo ma il mezzo per raggiungerlo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Molti imprenditori e/o professionisti commettono questo grave errore di porre il fatturato come obiettivo, senza rendersi conto che nessuno è davvero motivato dal denaro, se si fermassero a pensare un attimo, si accorgerebbero che nemmeno loro stessi provano il men che minimo brivido per il denaro in sé.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I grandi del mondo, in ogni epoca, hanno raccolto milioni di persone che hanno dato perfino la vita per un ideale, per cambiare qualcosa di importante ma nessuno ha saputo infiammare i cuori con il denaro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Chi muove le persone con l’illusione della ricchezza, si trova intorno persone fino a che tutto va bene, ma al minimo problema si ritrova solo in men che non si dica.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Chi muove i cuori per qualcosa di valore, ottiene il più grande sostegno proprio quando ci sono le difficoltà, perché chi sta inseguendo un sogno non conosce fatica e trova sempre nuove risorse per fare quel passo in più che lo avvicina all’obiettivo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La differenza tra questi due stili di leadership e che il primo si fonda solo sulla meta, mentre il secondo ha le basi nel piacere del camminare insieme verso la meta, per cui i primi si arrendono se vedono la strada troppo in salita e pensano che la meta diventi difficile da raggiungere, mentre i secondi si appassionano e si ingegnano per aiutarsi gli uni con gli altri per godersi il progredire del cammino.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma che ci vuoi dire che il denaro è inutile o addirittura dannoso?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Certo che no, anzi, è decisamente utile e necessario nel mondo in cui viviamo, ma va fatta la giusta differenza tra il prezzo e il valore: il denaro serve per pagare il prezzo, ma non può comprare il valore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se hai un’azienda o sei un professionista, devi assolutamente saperti vendere senza farti comprare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se vuoi approfondire quest’ultimo concetto, scrivi al direttore così ci facciamo un seminario.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ezio Angelozzi </span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Formatore e business coach</span></i><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5224" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-se-vuoi-soldi-sei-scemo-fb-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-se-vuoi-soldi-sei-scemo-fb-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-se-vuoi-soldi-sei-scemo-fb-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-se-vuoi-soldi-sei-scemo-fb-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-se-vuoi-soldi-sei-scemo-fb-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-se-vuoi-soldi-sei-scemo-fb-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-se-vuoi-soldi-sei-scemo-fb-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/b-se-vuoi-soldi-sei-scemo-fb.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Generalizzare è sbagliato, insistere è facile: la dura vita del gentiluomo.</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/generalizzare-e-sbagliato-insistere-e-facile-la-dura-vita-del-gentiluomo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=generalizzare-e-sbagliato-insistere-e-facile-la-dura-vita-del-gentiluomo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jul 2022 15:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fare business]]></category>
		<category><![CDATA[Ezio Angelozzi]]></category>
		<category><![CDATA[Gentleman Vs Beastman]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cos’è un gentiluomo? gentiluòmo (ant. &#8216;gentile uòmo&#8217;) s. m. [comp. di gentile1 e uomo; i sign. 2 e 3 per traslato] (pl. gentiluòmini).  Uomo di nobile origine e che ha la condizione sociale, le cariche o i privilegi che per la sua nobiltà gli competono: Federigo imperatore fece impendere un giorno un grande gentile uomo per certo misfatto(Novellino). In partic., titolo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
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<p><span style="font-weight: 400;">Cos’è un gentiluomo?</span></p>
<p><b>gentiluòmo</b><span style="font-weight: 400;"> (ant. &#8216;</span><b><i>gentile uòmo&#8217;</i></b><span style="font-weight: 400;">) s. m. [comp. di </span><i><span style="font-weight: 400;">gentile</span></i><span style="font-weight: 400;">1</span><span style="font-weight: 400;"> e </span><i><span style="font-weight: 400;">uomo</span></i><span style="font-weight: 400;">; i sign. 2 e 3 per traslato] (pl. </span><i><span style="font-weight: 400;">gentiluòmini</span></i><span style="font-weight: 400;">). </span></p>
<ol>
<li><b></b><span style="font-weight: 400;">Uomo di nobile origine e che ha la condizione sociale, le cariche o i privilegi che per la sua nobiltà gli competono: </span><i><span style="font-weight: 400;">Federigo imperatore fece impendere un giorno un grande gentile uomo per certo misfatto</span></i><span style="font-weight: 400;">(</span><i><span style="font-weight: 400;">Novellino</span></i><span style="font-weight: 400;">). In partic., titolo di chi esercita speciali mansioni nelle corti: </span><i><span style="font-weight: 400;">g</span></i><span style="font-weight: 400;">. </span><i><span style="font-weight: 400;">di corte</span></i><span style="font-weight: 400;">, </span><i><span style="font-weight: 400;">g</span></i><span style="font-weight: 400;">. </span><i><span style="font-weight: 400;">di palazzo</span></i><span style="font-weight: 400;">, </span><i><span style="font-weight: 400;">g</span></i><span style="font-weight: 400;">. </span><i><span style="font-weight: 400;">di camera</span></i><span style="font-weight: 400;">, </span><i><span style="font-weight: 400;">g</span></i><span style="font-weight: 400;">. </span><i><span style="font-weight: 400;">di servizio</span></i><span style="font-weight: 400;">.</span></li>
<li><b></b><span style="font-weight: 400;">Chi, anche non nobile di nascita, rivela educazione fine, indole cavalleresca, modi signorili e rettitudine di costumi: </span><i><span style="font-weight: 400;">per ciò che piacevol gentile uom mi parete</span></i><span style="font-weight: 400;">, </span><i><span style="font-weight: 400;">vi menerò da lei</span></i><span style="font-weight: 400;">(Boccaccio); </span><i><span style="font-weight: 400;">essere un vero g</span></i><span style="font-weight: 400;">.; </span><i><span style="font-weight: 400;">comportarsi da g</span></i><span style="font-weight: 400;">.; </span><i><span style="font-weight: 400;">dimostrare coi fatti di essere un gentiluomo</span></i><span style="font-weight: 400;">. </span></li>
<li><b></b><span style="font-weight: 400;">Cannone in uso dal sec. 16°, lungo circa un metro, costruito in legno cerchiato di ferro, e usato per lanciare pietre e mitraglie. </span></li>
<li><b></b><span style="font-weight: 400;">Malattia del riso, detta anche </span><i><span style="font-weight: 400;">mal dello sclerozio</span></i><span style="font-weight: 400;">, caratterizzata da un annerimento della porzione del culmo e delle guaine che stanno sott’acqua, seguito da screpolamento e dalla morte della pianta; anche, l’alterazione del riso detta comunem. </span><i><span style="font-weight: 400;">lussuria</span></i><span style="font-weight: 400;">. [fonte Treccani.]</span></li>
</ol>
<p><span style="font-weight: 400;">Ciò che salta all’occhio e che mi sembra opportuno considerare è la variabilità del significato della definizione “gentiluomo”, che parte da una figura cavalleresca per finire in una malattia del riso.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo ci dovrebbe mettere in guardia dall’usare certe parole con superficialità, perché è sempre chi ascolta che definisce il “proprio” significato di ciò che sta ascoltando.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Senza cadere nel relativismo estremo, va considerato l’impatto del giudizio sul chi è giudicato e su quanto un’etichetta possa condizionarne il comportamento, sia in positivo che in negativo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se un genitore apostrofa un bambino con definizioni positive o negative, nel tempo, farà di lui una persona garbata e mite o un uomo sgarbato e violento, perché impartirà dei veri e propri ordini al sistema ricettivo del bambino, che, in quanto genitore e massima autorità, lo vede come fonte di verità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Senza inerpicarci su percorsi psicologici impossibili da esplorare fino in fondo, è consigliabile, in altra sede, l’approfondimento degli effetti psicologici e comportamentali che possono avere i genitori sui figli utilizzando certe “etichette, anche per comprendere come questi effetti incidono all’interno del mondo del lavoro e delle relazioni. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In sintesi: non si è ma si diventa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ecco, potendo scegliere, preferisco ragionare su come si diventa un gentleman o un uomo bestia e quali sono i percorsi che ognuno può e dovrebbe fare per rientrare nella prima categoria.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Come sempre, il mio punto di vista si orienta verso il mondo aziendale passando per le imprescindibili umane vicende, di cui l’azienda stessa è intrisa e che determinano la qualità dell’umano e, per riflesso, la qualità dell’ambiente in cui lavora.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In altri articoli ho toccato il tema dell’Epigenetica e di quanto, già in fase fetale, l’essere umano sia influenzato dagli stimoli esterni, dal dialogo interiore della mamma e dalle affermazioni di ambedue i genitori, per cui salto alla fase in cui il bimbo è nato e inizia imparare per imitazione e, via via, per altre forme di apprendimento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tolti i genitori, un bimbo da chi dovrebbe imparare la gentilezza, la fermezza, l’integrità morale (valoriale) e altre cosucce di questo genere, che sono l’essenza stessa del gentiluomo?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dalla TV? Dai videogiochi? Dai cantanti Trap?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È un po’ improbabile che da questi canali arrivino esempi di gentilezza, altruismo, rispetto, e così via, perché, salvo rare eccezioni, si tratta di violenza, soprusi, invasioni, competizione, linguaggio violento e forme di bullismo di vario genere.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dopo un simile trattamento e una così lunga esposizione a ogni forma di suprematismo esistenziale, cosa possiamo aspettarci se non comportamenti al limite della bestialità?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Aristotele ebbe a dire: </span><i><span style="font-weight: 400;">“Noi siamo quello che facciamo ripetutamente. Perciò l&#8217;eccellenza non è un&#8217;azione, ma un&#8217;abitudine.”</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A questo punto è opportuno inserire il concetto di responsabilità e, soprattutto, di chi e come si assume la responsabilità per ciò che è, per come ci è diventato e per cosa intende diventare e quali nuove abitudini pensa di mettere in atto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E sì, perché il cambiamento non avviene eliminando delle abitudini ma sostituendole, a causa di bias cognitivi molto potenti: “status quo – avversione alla perdita”, che rendono doloroso o quasi impossibile l’eliminazione di un comportamento rassicurante e percepito come zona di comfort (vedi tutte le dipendenze).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ecco perché se mi metto a dieta eliminando alcuni cibi non farò altro che vederli ovunque e desiderarli costantemente, ma se scelgo di iniziare a mangiare altri tipi di cibi e me ne appassiono, vedrò e cercherò questi ultimi e non più quelli che mi piacevano prima.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È dunque possibile diventare un gentiluomo? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Certo che sì, ma solo se iniziamo a provare piacere in comportamenti che prima giudicavamo male: apri la portiera alla tua ragazza, sei uno zerbino; eviti di rispondere con veemenza a qualcuno che ti insulta nel traffico, sei un vigliacco; ti commuovi davanti a un libro, sei una femminuccia, fai meditazione e pratichi la spiritualità, sei uno strano.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se non sostituisci questi giudizi non potrai mai fare il cambiamento, perché nessuno vuole essere uno zerbino, vigliacco, e strano, ma se pensi che queste sono le caratteristiche di un personaggio come James Bond e ti piace l’idea di assomigliargli, allora è più probabile che inizino a piacerti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non resta che prendere una decisione e assumerne la responsabilità: facile facile!</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ezio Angelozzi </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Formatore e business coach</span></p>
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		<title>Solo Bagaglio a mano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jun 2022 15:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fare business]]></category>
		<category><![CDATA[Ezio Angelozzi]]></category>
		<category><![CDATA[Recuperare Rigenerare Rinnovare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per chi viaggia spesso ridurre al minimo il bagaglio è una specie di ossessione. Ogni soluzione è buona: abiti che non hanno bisogno di stiratura, piccoli accessori multifunzioni, valige con scomparti e tasche per tenere tutto in ordine, flaconi e flaconcini per portarsi dietro solo la giusta quantità di cosmetici e chi più ne ha, [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Per chi viaggia spesso ridurre al minimo il bagaglio è una specie di ossessione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ogni soluzione è buona: abiti che non hanno bisogno di stiratura, piccoli accessori multifunzioni, valige con scomparti e tasche per tenere tutto in ordine, flaconi e flaconcini per portarsi dietro solo la giusta quantità di cosmetici e chi più ne ha, più ne metta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutto il resto verrà acquistato, consumato, noleggiato e usato sul posto, solo nelle quantità e per il tempo necessario.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È decisamente una soluzione intelligente che permette di evitare inutili zavorre, ridurre i costi e la fatica, limitare gli sprechi e la produzione di spazzatura.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma perché diventiamo così virtuosi solo in viaggio? E se mettessimo in atto la stessa strategia nella vita di tutti i giorni?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ovviamente non mi riferisco solo agli oggetti, ma ai singoli comportamenti che derivano dalla nostra impostazione mentale (mindset, per quelli che parlano bene) e che definiscono la nostra zona di comfort (comfort zone, sempre per quelli di prima).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Immaginiamo per un attimo di ridurre la quantità di oggetti che possediamo in esclusiva, condividendo tutto ciò che usiamo saltuariamente e vediamo come potrebbe essere.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Qualcuno potrebbe dire: “e bravo! Ti sei appena inventato la sharing economy, peccato che è da un bel po’ che molte comunità la mettono in atto”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se il ragionamento finisse qui avrebbe perfettamente ragione, tuttavia non intendo limitarmi al concetto di condivisione, il quale contiene uno spirito di riduzione dei consumi, di produzione di spazzatura e di attenzione al benessere della comunità, per inoltrarmi in una visione molto più singolare ed egoistica dell’indipendenza emotiva.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E che c’entra? Per collegare queste due cose devi fare un salto triplo carpiato con avvitamento!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sembrano due concetti lontani ma sono più vicini di quanto sembri e voglio provare a dimostrarlo, perché può aprire una discussione molto interessante sul valore dell’essere umano e della sua capacità di trovare o creare risorse grazie alla curiosità e alla creatività.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per stappare una bottiglietta di birra basta una forchetta, un accendino e qualcuno ci riesce perfino con i denti, ma esistono un consistente e variegato numero di cavatappi adatti ad ogni situazione: da quello che fa da portachiavi fino a quello di design da sfoggiare nelle grandi occasioni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Che facciamo? Stappiamo le bottigliette con i denti per raggiungere una sorta di estremo back to basic o lasciamo correre l’economia e la creatività disegnando e producendo cavatappi come se piovesse? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche il più distratto dei menefreghisti concluderebbe che nessuna delle due soluzioni è praticabile: la prima perché è eccessivamente limitate e la seconda perché è insostenibile.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ecco che arriva la soluzione della sharing economy a dirci che è meglio condividere il cavatappi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma il solito menefreghista distratto, infastidito dal fatto che lo abbiamo messo in mezzo, direbbe: sì, ma quando mi serve di aprire una bottiglia a casa, che faccio, uso quello condominiale? Allora fate solo i tappi a vite e smettiamola di produrre cavatappi, mi sembra molto più sostenibile.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per essere un menefreghista distratto è fin troppo attento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In realtà siamo di fronte a un problema molto complesso e l’unica conclusione che possiamo trarre da questo ragionamento, almeno in chiave di sostenibilità, è che le soluzioni semplicistiche basate su opinioni personali sono del tutto inutili e fanno solo perdere tempo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se, però, ci spostiamo su un altro fronte la cosa è molto più interessante.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lasciamo da parte gli oggetti e poniamo l’attenzione all’esperienza che facciamo con gli oggetti, a cosa ci accade, cosa ci rimane prima durante e dopo averli usati.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Potrei fare un lungo ragionamento per esprimere quanto sia più importante ciò che viviamo dallo strumento che ci permette di viverlo, (sai quanto ci sarebbe da dire sui metaversi?!) ma preferisco affidarmi a un tratto di un romanzo che ha segnato profondamente la mia vita e la mia struttura di valori.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il libro è “E venne chiamata due cuori”- vi consiglio caldamente di leggerlo – e narra la storia di una giornalista americana che vive un’esperienza con degli aborigeni australiani.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Evito di spoilerare troppi dettagli a beneficio di chi vorrà leggerlo e mi concentro su un solo passaggio, dove durante la traversata di un deserto, la tribù si ferma, trova del cibo e festeggia costruendo un gioco e giocando insieme.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Al mattino successivo, prima di ripartire, il gioco viene smontato e i pezzi che erano serviti a costruirlo vengono rimessi al loro posto, al che la giornalista chiede come mai distruggessero un così bel gioco e non lo portassero con sé.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La risposta è del tutto geniale e, almeno a me, fa riflettere sul senso che diamo alle cose: per noi non è importante il gioco ma ciò che rimane dell’esperienza di aver giocato (non sono esattamente queste le parole ma il senso c’è).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Come al solito vi lascio con una domanda e non con una mia conclusione: per migliorare la nostra vita e quella delle nostre comunità, è meglio concentrarsi su cosa produciamo e in che quantità o su quale esperienza facciamo con quelle cose e su quanto ci rimane dentro?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Credo che anche il nostro amico menefreghista distratto sarà costretto a riflettere NON su cosa e quanto produrre, ma sul perché dovremmo produrre&#8230; oppure no.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ezio Angelozzi </span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Formatore e business coach</span></i></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4928" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/2-solo-bagaglio-a-mano-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/2-solo-bagaglio-a-mano-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/2-solo-bagaglio-a-mano-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/2-solo-bagaglio-a-mano-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/2-solo-bagaglio-a-mano-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/2-solo-bagaglio-a-mano-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/2-solo-bagaglio-a-mano-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/2-solo-bagaglio-a-mano.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4929" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b1-solo-bagaglio-a-mano-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b1-solo-bagaglio-a-mano-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b1-solo-bagaglio-a-mano-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b1-solo-bagaglio-a-mano-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b1-solo-bagaglio-a-mano-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b1-solo-bagaglio-a-mano-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b1-solo-bagaglio-a-mano-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b1-solo-bagaglio-a-mano.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>La miopia politica è una forma di criminalità asintomatica?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jun 2022 15:50:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fare business]]></category>
		<category><![CDATA[Ezio Angelozzi]]></category>
		<category><![CDATA[Mondimood]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che ne dite di ammassare 7/8 milioni di persone in una zona ristretta, cementare tutto in orizzontale in verticale, convogliare rifiuti e feci verso fiumi e mari, riempire le strade di veicoli che emettono sostanze tossiche, eliminando alberi e acqua? In effetti non è una cattiva idea se vuoi far vivere male le persone, costringerle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-4224-1" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/Fa-Bu-9_La-miopia-politica.mp3?_=1" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/Fa-Bu-9_La-miopia-politica.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/Fa-Bu-9_La-miopia-politica.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Che ne dite di ammassare 7/8 milioni di persone in una zona ristretta, cementare tutto in orizzontale in verticale, convogliare rifiuti e feci verso fiumi e mari, riempire le strade di veicoli che emettono sostanze tossiche, eliminando alberi e acqua?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In effetti non è una cattiva idea se vuoi far vivere male le persone, costringerle a respirare veleno e a correre tutto il giorno per comprare anche l’acqua e un po’ di frutta, che prima si trovano camminando in natura.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ehhhh… ma vuoi mettere che figo l’aperitivo in centro?!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">C’è poco da fare, ci siamo abituati a non pensare, a dar per scontato che non ci siano altre possibilità oltre quelle che conosciamo e che continuiamo a mettere in atto nonostante i risultati siano a dir poco fallimentari.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La domanda è: se stiamo così bene nelle città, perché non vediamo l’ora di andare in vacanza in paradisi naturali in montagna o al mare?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Forse perché siamo fatti per vivere in pace, cooperando per il bene comune, a contatto con la natura e non per sopravvivere, scannandoci l’uno con l’altro, in perenne competizione in mezzo al cemento?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La domanda è, ovviamente, retorica, ma nonostante siano chiari sia il problema che la soluzione, chi governa le città, le regioni e gli stati, continua a replicare sempre lo stesso schema, sempre con gli stessi risultati: investimenti a breve termine, città sempre più intasate e manutenzioni scarse se non impossibili (vedi Roma).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se la politica tornasse ad avere una visione di lungo termine, basata sul benessere della collettività e non sull’arricchimento di una ristretta oligarchia, allora assisteremmo a una progressiva e determinata inversione di tendenza che ci porterebbe all’eliminazione dei sistemi economici neoliberisti in favore di un ritorno all’economia reale e alla centralità delle persone.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Facile da dire ma molto difficile da mettere in atto a causa dell’impoverimento culturale delle masse, educate in scuole con programmi strutturati per addestrare i ragazzi ad uniformarsi senza battere ciglio e non certo per avere una propria personalità e mostrare il proprio dissenso quando si renda necessario.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche in questo caso, i veri nemici restano l’ignoranza e l’acquiescenza determinata dalla paura di avere ritorsioni nel mostrare dissenso, mettendo le persone nella posizione di sentirsi inermi e senza strumenti davanti alle istituzioni trincerate dietro le frustranti e invalicabili burocrazie.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per fortuna c’è una consistente massa di persone consapevoli e capaci che si stanno ribellando a questo sistema, non cercando di abbatterlo ma creandone uno nuovo, attraverso la decentralizzazione dei sistemi economici e decisionali, rendendo sempre meno necessari i grandi sistemi centralizzati, i quali stanno scricchiolando ogni giorno di più.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ci vorrà un po’ di tempo, ma stiamo andando verso un mondo in cui le meschinità delle oligarchie politiche ed economiche saranno la causa stessa della loro caduta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel frattempo, ci sono alcune cose da fare per prepararsi a vivere nel nuovo mondo:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">1_ studiare i sistemi decentralizzati</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">2_ imparare a conoscere i propri diritti e a farli valere</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">3_ organizzarsi in piccole comunità connesse e autosufficienti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A qualcuno sembrerà assurdo ma tutte queste cose stanno già accadendo e ci sono milioni di persone nel mondo che agiscono secondo questo schema, di cui, ovviamente, i media mainstream non parlano ma in rete è facilissimo conoscerle e contattarle.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se questo articolo vi sembra assurdo, immagino siate tra quelli che credono ancora che il posto più sicuro dove tenere i propri risparmi sia una banca e che le crypto valute siano come i soldi del Monopoli; se è così, siete in serio pericolo.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ezio Angelozzi </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Formatore e business coach</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4534" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-La-miopia-politica-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-La-miopia-politica-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-La-miopia-politica-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-La-miopia-politica-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-La-miopia-politica-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-La-miopia-politica-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-La-miopia-politica-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-La-miopia-politica.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Il business non è uno sport!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 May 2022 15:50:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fare business]]></category>
		<category><![CDATA[Ezio Angelozzi]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Direi che è ora di smetterla con le metafore sportive che vorrebbero equiparare un team di manager a una squadra di calcio, di pallavolo o di briscola: sono tutte sciocchezze e ti dico perché. Se hai un minimo di esperienza di business, seguimi fino alla fine e, probabilmente, sarai d’accordo con me nel concludere che [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Direi che è ora di smetterla con le metafore sportive che vorrebbero equiparare un team di manager a una squadra di calcio, di pallavolo o di briscola: sono tutte sciocchezze e ti dico perché.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se hai un minimo di esperienza di business, seguimi fino alla fine e, probabilmente, sarai d’accordo con me nel concludere che tutti i ragionamenti dei grandi motivatori che continuano ad assimilare l’azienda a una squadra sportiva sono pura fuffa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vogliamo fare dei confronti, dei parallelismi, delle similitudini? E facciamoli.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Squadra sportiva</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">1_ è composta da un numero preciso di atleti, </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">2_ gioca con regole condivise che vengono controllate da un arbitro, o più di uno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">3_ tutto avviene durante un tempo limitato che è quello della partita.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">4_ tutto si svolge in uno spazio limitato e in un confronto diretto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">5_ il numero degli avversari è noto. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">6_ se ne conoscono uomini, mezzi e, a volte, si può disporre dei video per studiare le tattiche di gioco.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">7_ i risultati sono in una classifica visibile a tutti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">8_ (questa è la migliore) il leader, cioè, l’allenatore, può decidere chi far giocare e chi tenere in panchina, sostituendo quelli meno performanti, al volo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Devo continuare o è evidente anche a voi l’idiozia del confronto?!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma quale manager ha 11 dipendenti al lavoro e altri 11 seduti e pagati (strapagati) per non far nulla in attesa di una eventuale entrata in azione, anche per 5 minuti?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma stiamo scherzando o facciamo sul serio?!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fare business è molto più complesso, richiede una visione articolata e stratificata di una realtà dove entrano in gioco mille condizioni e regole molto interpretabili; in Italia, aggiungerei: incomprensibili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma quale squadra deve combattere con trecentomila leggi, gestite da tribunali e giudici più intenti a fare carriera che a lavorare e garantire giustizia? (vedi lo scandalo Palamara, per prenderne uno a caso).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quale squadra deve interrompere una partita perché si presenta in campo l’agenzia delle entrate che blocca l’azienda per tre settimane e, alla fine, in un modo o nell’altro trova qualcosa che non va ed eleva una multa?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma Te l’immagini che al 35° del secondo tempo di Juve – Inter, irrompa nel campo una specie di polizia sportiva che si mette a fare l’antidoping ai calciatori di una sola delle due squadre, mentre l’altra può continuare a giocare?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ti sembra assurdo vero? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo è, solo che nel business questo può accadere e può durare mesi, salvo concludere che aveva ragione l’azienda ma oramai ha perso mercato e, a volte, non ha modo di recuperarlo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La prossima volta che un “fantaguru” ti dice che la tua azienda è come una squadra sportiva, digli di darsi allo sport.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">P.S.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;immagine serviva solo per farti leggere l&#8217;articolo, perché anche la comunicazione non è uno sport <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />  </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ezio Angelozzi </span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Formatore e business coach</span></i></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4465" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-il-business-non-è-uno-sport-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-il-business-non-è-uno-sport-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-il-business-non-è-uno-sport-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-il-business-non-è-uno-sport-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-il-business-non-è-uno-sport-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-il-business-non-è-uno-sport-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-il-business-non-è-uno-sport-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-il-business-non-è-uno-sport.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Si scrive energia, si legge motivazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 May 2022 15:50:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fare business]]></category>
		<category><![CDATA[Energie]]></category>
		<category><![CDATA[Ezio Angelozzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ti è mai capitato di fare qualcosa di molto impegnativo o faticoso, divertendoti e senza quasi sentire dolore o affaticamento? Sì, vero? Ora potrei supporre anche cosa, partendo da momenti di performance sportive, passando per qualche lungo trekking in compagnia, per arrivare a qualche, meno probabile, impegnativa performance da letto. Tutte attività che richiedono molto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-4114-2" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/11_Si-scrive-energia.mp3?_=2" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/11_Si-scrive-energia.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/11_Si-scrive-energia.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Ti è mai capitato di fare qualcosa di molto impegnativo o faticoso, divertendoti e senza quasi sentire dolore o affaticamento?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sì, vero?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ora potrei supporre anche cosa, partendo da momenti di performance sportive, passando per qualche lungo trekking in compagnia, per arrivare a qualche, meno probabile, impegnativa performance da letto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutte attività che richiedono molto sforzo, per un tempo prolungato ma, allo stesso tempo, sono basate su un intenso desiderio e provocano altrettanto piacere, prima durante e dopo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Qualcuno potrebbe dire che per le fatiche “da letto” non esiste la versione spiacevole, ma pensa per un attimo a dover andare a letto, per obbligo, con qualcuno che non ti piace e ti sarà chiarissimo che anche lì ci si può stare male.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A questo punto è abbastanza semplice comprendere che l’energia, a parità di sforzo e di attività, dipende da cosa ti spinge ad agire e non da quanta energia hai.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quando si parla di umani, entrano in gioco tutta una serie di emozioni e di stati mentali, che determinano la disponibilità di risorse, sia in durata che in intensità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Durante i corsi di ipnosi, abbiamo visto come persone in trance mostrassero una forza di cui non disponevano quando erano in normale stato di veglia, non a caso la maggior parte degli atleti professionisti si fa seguire da un mental coach che lo aiuta a potenziare la capacità di accedere a risorse insospettabili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Accedere a energie che sembrano non essere disponibili è possibile sia intenzionalmente che dietro a uno stress talmente forte da richiedere un impegno, apparentemente al di sopra delle nostre possibilità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Di solito è la paura di qualcosa o una forte minaccia che ci fa fare cose incredibili come una corsa a velocità da primato se siamo inseguiti da un cinghiale in un bosco, o un salto da professionisti per evitare di essere investiti da un’auto in corsa e chissà cos’altro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Chi più chi meno, tutti abbiamo avuto accesso a risorse insospettabili, in virtù di una forte motivazione a raggiungere un obiettivo o a risolvere un problema, sorprendendo noi stessi quando abbiamo fatto le stesse attività, in altri contesti e senza la medesima motivazione, ottenendo risultati pressoché deprimenti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Io stesso, da ragazzo soffrivo di vertigini, salendo su un acquascivolo alto trenta metri superai la paura di morire e mi lanciai giù (lo scivolo era in verticale per trenta metri e si chiudeva con circa 50 metri di frenata in orizzontale), non grazie a un mental coach che mi aveva motivato ma per evitare di fare una significativa figura di m… con la mia ragazza che stava giù a guardare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Meglio rischiare di morire che tornare dalla fidanzatina scendendo dalle scale, non credi anche tu?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A questo punto ti starai chiedendo: sì, ma come si accede a tutta questa energia?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ci sono due modi, uno più semplice ma non sempre possibile e uno più impegnativo ma applicabile quasi sempre.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il primo: fai solo cose che ti piacciono tantissimo e che ti appassionano e vedrai che l’energia non finirà mai.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il secondo: frequenta un corso, preferibilmente uno dei miei (!!alert: conflitto di interessi!!), per imparare a governare i tuoi processi decisionali, il modo in cui definisci i tuoi obiettivi e le motivazioni che ti spingono ad agire, così da dirigere la tua energia dove più ti interessa, consapevolmente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Può sembrare paradossale, ma pochi di noi sanno davvero cosa vogliono e cosa sono disposti a fare per ottenerlo e, guarda caso, sono proprio quelli che ci riescono.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ezio Angelozzi </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Formatore e business coach</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4166" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-si-scrive-energia-si-legge-motivazione-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-si-scrive-energia-si-legge-motivazione-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-si-scrive-energia-si-legge-motivazione-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-si-scrive-energia-si-legge-motivazione-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-si-scrive-energia-si-legge-motivazione-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-si-scrive-energia-si-legge-motivazione-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-si-scrive-energia-si-legge-motivazione-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-si-scrive-energia-si-legge-motivazione.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/si-scrive-energia-si-legge-motivazione/">Si scrive energia, si legge motivazione</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
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