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	<title>Visioni revisioni &amp; previsioni Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
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		<title>Dal pentapartito al Cavaliere: com’è cambiato il Paese?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2023 19:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Albanello]]></category>
		<category><![CDATA[Repubbliche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I mali antichi di questo Paese restano purtroppo, implacabilmente gli stessi. Questo perché, ci sono state opportunità formidabili, ma custodite nelle mani sbagliate, che non hanno consentito all’Italia di emanciparsi e di sbarazzarsi dei suddetti mali antichi. A cosa mi riferisco? Alla convinzione che il “sistema Stato” sia da considerare ostile ed avverso al privato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">I mali antichi di questo Paese restano purtroppo, implacabilmente gli stessi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo perché, ci sono state opportunità formidabili, ma custodite nelle mani sbagliate, che non hanno consentito all’Italia di emanciparsi e di sbarazzarsi dei suddetti mali antichi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A cosa mi riferisco? Alla convinzione che il “sistema Stato” sia da considerare ostile ed avverso al privato cittadino.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questo senso i mali endemici erano presenti nel pentapartito e si sono acuiti con la famosa “discesa in campo” del Cavaliere che è servita solo a promulgare leggi che lo favorissero, ma nulla è stato fatto perché i cittadini italiani si allontanassero dal loro modo “furbo e opportunistico” di intendere la relazione con il Paese.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Al contrario: ho sentito in questi giorni che il Cavaliere fosse un “rabdomante dei comportamenti dei cittadini italiani”: ovverosia la sua politica si è basata sull’intercettare le consuetudini delle persone, per trasformarle in riconoscimenti plausibili dei suoi elettori.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In sostanza, al pari del “cercatore  d’acqua” che individua il punto  da cui potrà zampillare una sorgente, Berlusconi individua con raro acume un modo diffuso dell’essere nel cittadino, salvo poi a trasformarlo in un suo seguace.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quindi il Paese non solo non è cambiato, perché se lo fosse, lo sarebbe stato in peggio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mi viene da pensare alla battuta del Cavaliere rispetto al sopraggiungere di malintenzionati che, nel momento in cui gli viene fatto presente che si tratta di ladri individuati nei paraggi, lui tira un sospiro di sollievo mormorando: “meno male, temevo fosse la Guardia di Finanza”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Stiamo parlando dello stesso Corpo militarizzato dello Stato che svolge la sua opera di contrasto alla diffusione, ad esempio, delle sostanze stupefacenti, la cui capacità di arrestare questo flusso di droga, appare evidentemente impossibile, tanta è la ramificazione degli spacciatori che portano a destinazione la propria opera di rifornimento a favore dei tossicodipendenti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E’ presto per dire se la scomparsa del Cavaliere porterà ad una inversione dei modelli di vita e degli stili nel comportamento nel nostro Paese.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quello di cui l’Italia ha davvero bisogno è una ritrovata coesione senza personaggi dall’ego smisurato e dal narcisistico bisogno di visibilità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sarebbe fuori luogo qualsiasi desiderio di supremazia che trovasse consensi e accoglimenti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quindi mi sento di dire che il Paese “può” essere candidato a cambiare, ma tutti dovranno fare la loro parte, abbassando i toni ed evitando qualsiasi esercizio di forza muscolare o di superomismo, su cui è bene che per un po’ cali il sipario.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Forse un modello di vita diffuso, più all’insegna della sobrietà e della discrezione, potrà far risplendere il Bel Paese, che è e rimane uno scenario di stupende diversità, complementari le une alle altre. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ernesto Albanello</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11497" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-dal-pentapartito-al-cavaliere-vrp-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-dal-pentapartito-al-cavaliere-vrp-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-dal-pentapartito-al-cavaliere-vrp-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-dal-pentapartito-al-cavaliere-vrp-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-dal-pentapartito-al-cavaliere-vrp-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-dal-pentapartito-al-cavaliere-vrp-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-dal-pentapartito-al-cavaliere-vrp-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-dal-pentapartito-al-cavaliere-vrp.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Cosa resta dell’era berlusconiana?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2023 19:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Giorgi]]></category>
		<category><![CDATA[Repubbliche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ una domanda che si sono posti in tanti, dopo che la battaglia con la malattia ha avuto la meglio su Silvio Berlusconi, protagonista tra i più discussi del panorama italiano. Innegabilmente, Silvio Berlusconi ha indicato un punto di riferimento ai moderati, orfani della disciolta DC, in seguito all’inchiesta Mani Pulite, e una sponda, sia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">E’ una domanda che si sono posti in tanti, dopo che la battaglia con la malattia ha avuto la meglio su Silvio Berlusconi, protagonista tra i più discussi del panorama italiano. Innegabilmente, Silvio Berlusconi ha indicato un punto di riferimento ai moderati, orfani della disciolta DC, in seguito all’inchiesta Mani Pulite, e una sponda, sia pure controversa, ai delusi della sinistra, dopo la caduta del muro di Berlino, con la creazione del bipolarismo, al posto del metodo proporzionale, che con la spartizione del potere aveva creato tanti problemi nella Prima Repubblica.  Le azioni di Berlusconi, all’indomani del suo impegno in politica, sono state spesso sotto il vaglio della magistratura, con tutte le conseguenze processuali ben note, ed oggi hanno il loro peso nella valutazione del suo impegno, anche per la loro portata sull’immagine dell’Italia all’estero.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Rimane, in questa nostra epoca inclinata al pessimismo per le incertezze conseguenti alle tante emergenze che si vanno susseguendo, la forza del suo entusiasmo progettuale: all’inizio con Milano 2, quartiere residenziale di Milano concepito negli anni ’70 con servizi e tanto verde, capace di imporsi sulle diffidenze dei vip  dell’aristocrazia imprenditoriale, poi con lo stile di comunicazione delle sue TV, che può essere molto discutibile, ma è stato innovativo, e ancora con il trascinare tanti italiani a credere nel movimento liberale con interessanti idee sulle riforme, che poi però sono mancate, infine coinvolgendo il mondo del calcio e le tifoserie nel riconoscerlo come un leader.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mi ha colpito in occasione del funerale di Silvio Berlusconi l’affluenza di tanta gente comune, anche di molti giovani, le parole di ringraziamento raccolte nelle interviste andate in onda, per aver realizzato con le sue aziende tante opportunità di lavoro, e per gli aiuti economici offerti, sia ad istituzioni come il San Raffaele di Milano, sia per manifestare concretamente solidarietà a persone fragili. Va riconosciuto, inoltre, che molti suoi avversari hanno avuto spazio nelle sue aziende, e hanno visto riconosciuto il valore del loro lavoro senza pregiudizi: lungimiranza imprenditoriale? Può darsi.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Evidentemente l’uomo che è stato Silvio Berlusconi non può essere solo quello delle cronache giudiziarie e non, o da ritenere responsabile della diffusione del culto dell’immagine, del profitto e della competizione, da attribuire per me, invece, a tante cause. Questi elementi, piuttosto, vanno interpretati in modo corretto, per spingere a cercare in modo trasparente il successo nel lavoro, come tanti self-made man, e non con i bonus, che sono altrettanto sbagliati, se dati senza controlli, solo per avere facile consenso. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’omelia dell’Arcivescovo di Milano Mario Delpini durante il suo funerale è stata un invito a ricordare l’aspetto positivo della parabola di Silvio Berlusconi, e aldilà delle convinzioni politiche personali, le parole usate hanno trovato riscontro nella sua inconfondibile personalità: “</span><span style="font-weight: 400;">Vivere e amare la vita. Vivere e desiderare una vita piena. Vivere e desiderare che la vita sia buona, bella per sé e per le persone care. Vivere e intendere la vita come una occasione per mettere a frutto i talenti ricevuti. Vivere e accettare le sfide della vita. Vivere e attraversare i momenti difficili della vita. Vivere e resistere e non lasciarsi abbattere dalle sconfitte e credere che c’è sempre una speranza di vittoria, di riscatto, di vita. Vivere e desiderare una vita che non finisce, avere coraggio e fiducia, credere che ci sia sempre una via d’uscita anche dalla valle più oscura. Vivere e non sottrarsi alle sfide, ai contrasti, agli insulti, alle critiche, e continuare a sorridere, a sfidare, a contrastare, a ridere degli insulti. Vivere e sentire le forze esaurirsi, vivere e soffrire il declino e continuare a sorridere, a provare, a tentare una via per vivere ancora…Ecco, che cosa si può dire dell’uomo: un desiderio di gioia che trova in Dio il suo giudizio e il suo compimento</span><span style="font-weight: 400;">”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ai posteri l’ardua sentenza…</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;"> Paola Giorgi</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11496" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-cosa-resta-dell-era-berlusconiana-vrp-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-cosa-resta-dell-era-berlusconiana-vrp-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-cosa-resta-dell-era-berlusconiana-vrp-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-cosa-resta-dell-era-berlusconiana-vrp-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-cosa-resta-dell-era-berlusconiana-vrp-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-cosa-resta-dell-era-berlusconiana-vrp-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-cosa-resta-dell-era-berlusconiana-vrp-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-cosa-resta-dell-era-berlusconiana-vrp.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Il cibo è vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2023 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[BioBacco]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Giorgi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando nel 2015 fu pubblicata l’enciclica di Papa Francesco “Laudato sì” sul rispetto del creato come casa comune, ebbe molta risonanza l’invito a cambiare lo stile di vita diffuso oggi, in nome della realizzazione di un’ecologia integrale, e cercare vie di giustizia per garantire a tutti l’accesso al cibo sano.  Anche le parole del Papa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Quando nel 2015 fu pubblicata l’enciclica di Papa Francesco “Laudato sì” sul rispetto del creato come casa comune, ebbe molta risonanza l’invito a cambiare lo stile di vita diffuso oggi, in nome della realizzazione di un’ecologia integrale, e cercare vie di giustizia per garantire a tutti l’accesso al cibo sano. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche le parole del Papa devono evidentemente aver contribuito al cambiamento di mentalità verso la sostenibilità alimentare e ambientale, come si rileva dai dati pubblicati dall’Osservatorio SANA  2022, in occasione del Salone Internazionale del Biologico e del Naturale, svoltosi a settembre 2022 a Bologna.  E’ cresciuta, infatti, l’attenzione verso il cibo biologico: l’export agroalimentare bio di prodotti italiani, per esempio, ha registrato un incremento del </span><span style="font-weight: 400;">+</span><span style="font-weight: 400;">16%, toccando 3,4 miliardi di euro con le vendite all’estero, triplicando la performance rispetto al 2012 e aumentando nell’arco di 10 anni dal 4% al 6% la quota di export sul paniere Made in Italy.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo significa che si è presa coscienza del tema dell’alimentazione sostenibile, cioè con un impatto ambientale ridotto, che non sprechi le risorse idriche, con basse emissioni di carbonio e di azoto, attenta alla biodiversità e all’ecosistema.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Per l’ambiente, le scelte dei singoli sono importanti per vedere dei risultati:  tornare a bere l’acqua del rubinetto invece dell’acqua minerale in bottiglia, abitudine esclusivamente italiana, valutare bene gli acquisti di cibo per evitare sprechi, organizzare il frigo per tenere in evidenza le scadenze dei freschi, aumentare il consumo di verdura e frutta, riducendo il consumo di prodotti già preparati, preferire i cereali integrali ed evitare il consumo di zucchero raffinato e di merendine confezionate!   </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si tratta di un piccolo sforzo, che però può migliorare il benessere e la qualità della salute di tutti, come insegna la filosofia dell’Associazione Slow Food, che da anni persegue con un approccio innovativo lo scopo di educare all’alimentazione sana e gustosa, promuovendo lo studio del cibo dalla produzione al piatto e la socialità intorno alla buona tavola. Tanti sono i ristoranti con l’inconfondibile stemma della lumachina, elogio della vita lenta, che sono presidi Slow Food e offrono qualità a 360⁰.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’impegno per l’affermazione del cibo bio oggi, poi, gode della tutela della legge 9 marzo 2022 n.23 che stabilisce le disposizioni per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodi biologici, in quanto si tratta di attività di interesse nazionale con funzione sociale e ambientale: un notevole passo avanti per garantire i consumatori in cerca di qualità, che dimostra la rilevanza del tema bio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’attenzione al cibo sano è, infatti, un invito a lottare contro le cattive abitudini alimentari che provocano obesità e malattie, e a impegnarsi perché tutti possano avere cibo a sufficienza, perché senza giustizia anche la pace è in pericolo!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Teniamolo a mente, quando facciamo la spesa: tutto parte sempre da ognuno di noi!</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Paola Giorgi</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11414" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-il-cibo-e-vita-vrp-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-il-cibo-e-vita-vrp-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-il-cibo-e-vita-vrp-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-il-cibo-e-vita-vrp-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-il-cibo-e-vita-vrp-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-il-cibo-e-vita-vrp-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-il-cibo-e-vita-vrp-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-il-cibo-e-vita-vrp.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>La salute, un diritto di tutti…o no?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Sep 2023 15:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Albanello]]></category>
		<category><![CDATA[Salute un diritto di tutti ...o no?]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sensazione che avverto, è che la stagione dei diritti si stia affievolendo sempre di più e stia subentrando una forma di rassegnazione per cui l’idea di Paese che provvede al cittadino, che avevamo coltivato negli anni passati, deve essere definitivamente archiviata. Ho letto una affermazione del filosofo Umberto Galimberti che presenta elementi che suscitano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">La sensazione che avverto, è che la stagione dei diritti si stia affievolendo sempre di più e stia subentrando una forma di rassegnazione per cui l’idea di Paese che provvede al cittadino, che avevamo coltivato negli anni passati, deve essere definitivamente archiviata.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ho letto una affermazione del filosofo Umberto Galimberti che presenta elementi che suscitano inquietudine.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lui sostiene che stiamo scivolando verso un sistema democratico illiberale e che finiremo per non accorgercene.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Qual è la linea di demarcazione che induce il cittadino, per definizione sovrano, a non sentirsi più tale ed a rassegnarsi ad una forma di vassallaggio?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel momento in cui la persona, di fronte ad abusi, a prepotenze, ad arroganze, a spudorati privilegi, non si indigna neppure più e ritiene che, siccome così va il mondo, è saggio adattarsi e, dunque, adeguarsi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Andiamo a considerare il diritto supremo che contraddistingue il cittadino che vive in un Paese a regime democratico rappresentativo rispetto ad altre forme di Stato, in cui vigono i potentati e le satrapie.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Qual è questo diritto supremo? Sicuramente la tutela della salute e dunque la possibilità di accedere ad ogni tipo di assistenza, che va elargita anche a chi non è consapevole di dovere farne ricorso.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il motivo per cui è da rendere obbligatoria la prevenzione dalle malattie e dalle patologie, è perché la persona, molto prosaicamente, viene a “costare” di meno alla collettività : sia per giornate perse rispetto al lavoro che espleta, sia per  una morbosità che, presa in tempo, può facilitare un pieno ristabilimento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Proviamo a pensare al duro contrasto che andrebbe messo in atto nei confronti della diffusione delle sostanze stupefacenti: sappiamo purtroppo che così non è e non ci si indigna più, non ci si mobilita più, non si pone l’accento o l’indice accusatore verso il drogato che, se è alla guida di un’ auto, può procurare incidenti in cui ad essere coinvolti sono persone incolpevoli.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Invece tutto questo sembra essere una riflessione astratta, anche perché constatiamo che la salute viene associata alla costruzione di nuovi ospedali ed alla distribuzione crescente di prodotti farmaceutici, di macchinari che permettono una vigilanza dello stato di salute “a distanza”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In definitiva sta crescendo la convinzione che ognuno, se vuole curarsi, deve provvedere ad accrescere la consapevolezza di procedure, spesso tortuose in quanto informatizzate allo spasimo, con la conseguenza che la umanizzazione della medicina, che dovrebbe essere a salvaguardia delle persone più fragili, viene a ridimensionarsi sempre più.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’amara riflessione mi porta a concludere che la salute ha cessato di essere un diritto per tutti.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ernesto Albanello</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11289" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-la-salute-un-diritto-di-tutti-vrp-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-la-salute-un-diritto-di-tutti-vrp-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-la-salute-un-diritto-di-tutti-vrp-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-la-salute-un-diritto-di-tutti-vrp-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-la-salute-un-diritto-di-tutti-vrp-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-la-salute-un-diritto-di-tutti-vrp-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-la-salute-un-diritto-di-tutti-vrp-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-la-salute-un-diritto-di-tutti-vrp.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Vita in solitaria? No, grazie!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Aug 2023 13:30:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[La forza di una comunità]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Giorgi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’uomo per inclinazione naturale vive non per se stesso, ma in relazione, cosa complicata ma affascinante! Esiste però una differenza tra il riconoscersi in una comunità attraverso i valori condivisi che uniscono spontaneamente dalla base e durano nel tempo, e vivere nella società, in cui prevale il sistema dell’imposizione delle regole. Ora, non sembra anche [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">L’uomo per inclinazione naturale vive non per se stesso, ma in relazione, cosa complicata ma affascinante! Esiste però una differenza tra il riconoscersi in una comunità attraverso i valori condivisi che uniscono spontaneamente dalla base e durano nel tempo, e vivere nella società, in cui prevale il sistema dell’imposizione delle regole.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ora, non sembra anche a voi, che la logica materialista abbia minato la bellezza del sentirsi partecipi del tutto che ci circonda? Lusingando il nostro ego, ha deluso in realtà le nostre attese di realizzazione e reso fragile il tessuto sociale!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mi viene in mente la differenza tra affrontare il mare in regata con le altre barche a vela oppure in solitaria: certo, la sfida fa parte del gioco in ogni caso, ma il gusto è diverso e raggiungere il successo in solitaria ha un costo che non eguaglia il piacere dell’avventura vissuta insieme, come accade nella vita.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mi sembra che si sia confuso il senso della libertà, che è presupposto del donarsi nelle relazioni umane, con il liberarsi dagli impegni che i rapporti con gli altri richiedono, per raggiungere più velocemente gli obiettivi desiderati, ma con quali conseguenze? Smarrimento e inquietudini…</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’indifferenza si è insinuata in tanti ambiti e ha portato alla degenerazione del senso di appartenenza ad una comunità, come dimostra la crescita dell’assenteismo dall’impegno in politica, la mancanza del rispetto per i ruoli e per le persone, l’atteggiamento ostile verso chi ha una mentalità diversa, fino alle aggressioni ai sanitari in ospedale! Si registrano dalla cronaca reazioni di insofferenza esagerata per qualunque disagio, addirittura violenza a scuola, tra pari e anche verso il personale scolastico.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Esistono, però, esempi di reazioni positive alle prove della vita, proprio grazie al fare squadra!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’uomo, infatti, ha un grande potere: quello di scegliere e di indirizzare gli sforzi alla luce di ideali veri, non quelli della cultura dell’immagine ritoccata con Photoshop.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Conoscete, per esempio, il laboratorio PizzAut, fondato da Nino Acampora vicino Milano? E’ un modello per l’inclusione dei giovani con autismo nel campo della formazione e della ristorazione, per permettere loro di lavorare con dignità, di acquisire autonomia e aprirsi al futuro. Partito solo pochi anni fa, il progetto ora è un riferimento sul territorio che favorisce lo spirito comunitario attraverso la convivialità, eliminando così le barriere dei pregiudizi e aprendo prospettive: le famiglie dei ragazzi coinvolti nel progetto raccontano dei progressi raggiunti, inimmaginabili prima! </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tante realtà di sana condivisione sono attive intorno a noi, a rendere un servizio che poi riporta anche gratificazione personale: dalle Banche del Tempo, in cui ci scambiano saperi e competenze, ai Gruppi di lettura che diffondono cultura e relazioni, alle Confraternite della Misericordia alle Associazioni di Volontariato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Allora, vita spenta in solitaria o vita accesa insieme? </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Paola Giorgi</span></p>
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		<title>La forza di una comunità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Aug 2023 13:30:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Albanello]]></category>
		<category><![CDATA[La forza di una comunità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vivere nella dimensione dell’insieme, implica che i diversi componenti sappiano intraprendere ruoli diversi per rendersi fra loro complementari. La comunità non è una sommatoria indistinta di persone intercambiabili e fra loro sovrapponibili: se così fosse, ci sarebbero soggetti che si sentirebbero intrusi o ingombranti perché con la percezione di occupare un’area non a loro pertinente. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Vivere nella dimensione dell’insieme, implica che i diversi componenti sappiano intraprendere ruoli diversi per rendersi fra loro complementari.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La comunità non è una sommatoria indistinta di persone intercambiabili e fra loro sovrapponibili: se così fosse, ci sarebbero soggetti che si sentirebbero intrusi o ingombranti perché con la percezione di occupare un’area non a loro pertinente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La comunità, quindi, diventa tale nel momento in cui vive nella consapevolezza che ogni componente trova l’agio necessario per esprimersi, pur nella moltitudine.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Allora diventa una realtà in cammino, perché è composita e sviluppa una interdipendenza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Prendiamo, ad esempio, un paese che si trova nell’entroterra della nostra regione. Quando ha cessato di essere comunità? Nel momento in cui sono venute meno le funzioni di ciascuno dei suoi abitanti, che erano indispensabili per la sussistenza dell’abitato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La macelleria, l’emporio di prodotti e generi alimentari, la merceria, la chiesa, l’artigiano, l’agricoltore, la farmacia, la scuola, la locanda, il manutentore del verde, l’ufficio postale il muratore ed altre “diverse intelligenze” rappresentavano il connubio che si intersecava al suo interno e consentiva la vitalità che scaturiva da una autonomia dell’intera popolazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quand’è che i paesi dell’entroterra hanno cominciato lo spopolamento? Nel momento in cui è iniziata la dispersione, in forma progressiva, di nuclei che rappresentavano l’ossatura di un sistema integro, perché coeso tra le sue diverse componenti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Abbiamo assistito ad uno “sbriciolamento” e non è casuale che, accanto alle emorragie di parti indispensabili al funzionamento del tutto, ha avuto inizio lo smottamento ed il conseguente dissesto idrogeologico che, di frequente, ha reso inabitabile una entità urbana che aveva sfidato i secoli.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi si assiste ad un ritorno nelle realtà urbane a carattere rurale, prima molto antropizzate, perché ci si è resi conto dell’inganno perpetrato da una falsa vita più comoda, ma sostanzialmente insulsa, nei cui interstizi ha iniziato a prendere il sopravvento qualcosa di malvagio e ulteriormente disgregatore di quelle entità senza radici, come la droga, la criminalità, la demotivazione, la depressione, il suicidio, la violenza verso le donne.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si riuscirà ad invertire un processo che finora appare inarrestabile verso il degrado e quindi verso l’assenza dei punti fondanti per dare vita ad una comunità?</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ernesto Albanello</span></p>
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		<title>Esistono ancora le persone miti?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Aug 2023 15:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Letture sotto l'ombrellone 2023]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Giorgi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sì, le persone miti esistono e sono loro a salvare le speranze per un futuro solido economicamente e pacifico, perché fondato su diritti e giustizia, ma sono troppo silenziose e spesso non vengono considerate elemento prezioso! Perché?  Essere persone miti oggi significa esporsi al rischio di essere sfruttati! Anche se a parole si proclama l’importanza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
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<p><span style="font-weight: 400;">Sì, le persone miti esistono e sono loro a salvare le speranze per un futuro solido economicamente e pacifico, perché fondato su diritti e giustizia, ma sono troppo silenziose e spesso non vengono considerate elemento prezioso! Perché? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Essere persone miti oggi significa esporsi al rischio di essere sfruttati!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche se a parole si proclama l’importanza della tutela della dignità dei più deboli, nella realtà chi non si mostra determinato a tutto, pur di raggiungere l’obiettivo desiderato, si trova a muoversi in spazi ridotti, spinto dietro le quinte per lasciare il palcoscenico a chi s’impone, spesso con arroganza!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sembra che la schizofrenia della contraddizione tra le affermazioni di principio sul rispetto dovuto a tutti e i comportamenti attuali non sia colta, anzi sia giustificata anche dalla mancanza di reazione delle persone miti. Infatti, secondo i luoghi comuni di oggi, tutti dovrebbero farsi sentire e tuonare le proprie ragioni sempre: quindi, se non lo fanno, sembrano “meritare” il trattamento a dir poco scortese, che è loro riservato. Come a dire: “Se chi è trattato con sufficienza non pretende con fermezza un atteggiamento diverso e più educato nei suoi confronti, se non alza la voce per reclamare, quando sono negati i riconoscimenti che merita, vuol dire che va bene così!”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non sono d’accordo con questa mentalità che permette ingiustizie a volte così sottili, da passare inosservate! Pensate a cosa accade alle persone, quando entrano nel mondo della burocrazia, per risolvere problemi di vario genere: chi ha meno strumenti culturali o poca familiarità con la tecnologia imperante è praticamente in balia degli adempimenti previsti, che possono diventare per loro ostacoli insormontabili e rendere irrisolvibili problemi, che per altri sono facili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Queste situazioni provocano malessere nelle relazioni con gli altri, diventano terreno fertile per il pessimismo, e favoriscono la rabbia verso il sistema, così insensibile alla cura del fattore umano. Quindi, anche se formalmente i comportamenti sono impeccabilmente corretti, in realtà troppi abusi sono perpetrati a danno di chi si mostra gentile nelle richieste o non “sgomita” in modo disonesto, per avanzare più rapidamente di chi rispetta le regole!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Abbiamo messo in disparte in molti contesti, dalla scuola al mondo del lavoro, correttezza ed educazione, perché meravigliarsi delle conseguenze tristi che bloccano speranze e sogni di un mondo realmente in progresso? L’infelicità che lamentiamo, quando usciamo dalla nostra comfort zone nella vita privata, quando ascoltiamo racconti di ingiustizie subite o ci indigniamo leggendo i fatti di cronaca, è prodotta dall’aver dimenticato cosa procura il vero benessere!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il rimedio? Ritrovare la sapienza dell’agire, magari attingendo alle radici cristiane che, spesso sottovalutate nel mondo di oggi, hanno comunque permesso di creare la civiltà dalla barbarie della violenza antica, fondata sul potere delle armi e sul lavoro degli schiavi. Qualcuno obietterà che le guerre continuano e così le violenze, ma almeno oggi sono condannate dalle leggi dei Paesi democratici, sulla scia di un Maestro che duemila anni fa ha insegnato qualcosa di inaudito: «Beati i miti, perché avranno in eredità la terra» (Mt 5,5). </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E i prepotenti che hanno successo, per la violenza che esercitano? Avranno posto solo nei libri di storia, per il resto saranno dimenticati…</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Paola Giorgi</span></p>
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		<title>Quale futuro per la Sanità in Italia?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Aug 2023 15:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina di oggi e la telemedicina di domani]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Giorgi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La recente esperienza della pandemia ha evidenziato i bisogni ineludibili dei cittadini, che in un contesto di welfare aspettano risposte adeguate e puntuali, mentre in Italia cresce la richiesta di servizi alla Sanità, per l’innalzamento dell’età media della popolazione, che con l’aumentare dell’aspettativa di vita, ha sempre più bisogno di monitorare la salute con l’aiuto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
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<p><span style="font-weight: 400;">La recente esperienza della pandemia ha evidenziato i bisogni ineludibili dei cittadini, che in un contesto di welfare aspettano risposte adeguate e puntuali, mentre in Italia cresce la richiesta di servizi alla Sanità, per l’innalzamento dell’età media della popolazione, che con l’aumentare dell’aspettativa di vita, ha sempre più bisogno di monitorare la salute con l’aiuto di professionisti, non solo preparati, ma sensibili e umani.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le risorse del PNRR sono un’occasione importante per intervenire sulla Sanità, per renderla più vicina alle necessità dei cittadini e più efficiente grazie alle innovazioni digitali, che ormai sono entrate nella nostra vita e possono diventare strumenti preziosi, per avere assistenza sanitaria in modo più agile e tempestivo rispetto al passato, e soprattutto riducendo sprechi e ritardi nell’accesso alle cure.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ora, esiste il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0, che raccoglie documenti e dati sanitari dei singoli, permette di prenotare , modificare le prenotazioni di prestazioni sanitarie, effettuare pagamenti online del ticket, effettuare la scelta del medico di famiglia, e certamente costituisce un utile sviluppo a favore del cittadino del sistema sanitario, ma chiede particolare vigilanza per tutelare la privacy e proteggere i dati dai cyber attacchi, che possono bloccare l’accesso ai servizi, come accaduto nella Regione Lazio nel 2021. Il fenomeno degli hacker ha sollevato l’attenzione della politica: in Italia, i cyber attacchi crescono con una velocità impressionante, fino a 169 volte di più della media mondiale, come sottolinea il rapporto Clusit 2022.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La digitalizzazione dell’Ecosistema sanitario offre, comunque, molte opportunità, come dimostra, per esempio, l’interessante l’esperienza del Trentino, che ha sviluppato la piattaforma TreC (Cartella Clinica del Cittadino) con una precisa vision: assicurare servizi sanitari online, fruibili da persone con diversi livelli di istruzione e competenze informatiche, tenendo conto dei  vari bisogni di salute e cura, che vanno dalla prevenzione alla considerazione dello stato della malattia, se cronica o acuta, il tutto per rendere il sistema interoperabile tra i vari attori, cioè pazienti e operatori sanitari, agevolando la somministrazione delle terapie e offrendo supporto continuo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La digitalizzazione in campo sanitario, certo, richiede lo sforzo di una formazione ad hoc con le sfide che vengono dall’Intelligenza Artificiale, ma può essere strumento di equità sociale, nel garantire servizi essenziali sanitari in modo omogeneo e uniforme su tutto il territorio nazionale! </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La telemedicina, che è entrata nel Servizio Sanitario Nazionale nel dicembre 2020, offre le linee guida con le regole per visite, consulti, referti e teleassistenza, assicurando servizi che non sostituiscono le prestazioni sanitarie tradizionali, fondate sul rapporto personale di fiducia tra medico e paziente, ma le integrano, migliorando gli effetti delle terapie e le speranze di guarigione.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Paola Giorgi</span></p>
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		<title>Il potere delle idee: disruptor,  innovazione e nuovo umanesimo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jul 2023 15:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Credo quindi faccio ... e riesco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi, si parla di disruptor come di un potenziale enorme per l’innovazione, ma è proprio vero che per avanzare, bisogna prima far sempre tabula rasa?  Rivoluzionario e dirompente è stato il messaggio di Gesù, che ha infiammato i primi cristiani a sfidare le convenzioni e le persecuzioni, mentre sorgeva una nuova civiltà, che non lasciava indietro gli [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Oggi, si parla di disruptor come di un potenziale enorme per l’innovazione, ma è proprio vero che per avanzare, bisogna prima far sempre tabula rasa? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Rivoluzionario e dirompente è stato il messaggio di Gesù, che ha infiammato i primi cristiani a sfidare le convenzioni e le persecuzioni, mentre sorgeva una nuova civiltà, che non lasciava indietro gli ultimi, anticipando in contesti poveri addirittura quello che sarà il moderno welfare. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Secondo me, ancora oggi sono le intuizioni geniali a proiettarci in avanti, più che il progresso tecnologico: penso a chi, magari giudicato un visionario, lascia invece segni nella storia, pilotandola anni luce nel futuro, che però deve essere a misura d’uomo, per funzionare!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oltre che geniali, poi, occorre essere fortunati nell’ottenere riconoscimenti: non tutti conoscono l’inventore del filamento della lampadina 8 anni prima di Edison, il piemontese Alessandro Cruto, oppure il medico Vincenzo Tiberio, scopritore delle” muffe che guariscono” 35 anni prima di Alexander Fleming, e così altri Italiani.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un esempio di progettazione innovativa, pensate un po&#8217;, viene dall&#8217;esperienza teatrale coniugata con la cura del sé, come il teatro empatico, che a Pescara è stato realizzato dall&#8217;Associazione Ad Hoc, creata da Manuela Tabossi Centineo, regista e autrice. Nel 2015, Manuela Tabossi Centineo ha portato la sua proposta formativa in carcere a Lanciano con il progetto Libera-mente, scommettendo sul cambiamento attraverso la consapevolezza, e la sfida, sicuramente non facile, è stata vinta, perché il progetto è stato introdotto in seguito anche nella casa circondariale a Pescara.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non tutti gli innovatori, però, realizzano un progresso senza effetti collaterali spiacevoli: pensiamo alla grande influenza di internet nella nostra vita, che ha portato tanti a perdere l’allenamento con la ricerca e la fatica dello studio, nella convinzione che in rete sono facilmente reperibili tutte le informazioni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il filosofo contemporaneo Peter Sloterdijk autore della trilogia Sfere, spiega nel terzo volume intitolato Schiume del 2004, che vivendo immersi nella globalizzazione virtuale, il concetto di spazio è trasformato: siamo come sfere e l’idea della schiuma rende l&#8217;implodere e l&#8217;esplodere di sfere che si intersecano, mentre ogni punto è virtualmente il centro. Nella società schiumosa, dominata da internet, non abbiamo più sicurezze!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutto diventa fluido!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’ingresso sul mercato di start up di successo, capaci di intercettare i bisogni in luce dei consumatori e sviluppare risposte adeguate, è sicuramente un elemento di accelerazione del progresso, ma dovrebbe realizzarsi con certe garanzie, assicurando, per esempio, formazione continua ai lavoratori, che altrimenti rischiano di essere “obsoleti” e tagliati fuori dal mondo produttivo! </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sì, le idee sono il vero potere umano, ma se l’umanità perde il suo volto in nome della competizione sfrenata, che mondo avremo?</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Paola Giorgi</span></p>
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		<title>Vale la pena credere nelle proprie idee?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jul 2023 15:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Credo quindi faccio ... e riesco]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Albanello]]></category>
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<p><span style="font-weight: 400;">Le idee sono importanti in quanto rappresentano la sintesi di una percezione della realtà che ci è intorno, con in più la sensazione personale che costituisce l’elemento della interpretazione personale rispetto al mondo in cui viviamo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non credere in ciò che pensiamo e verso cui viviamo tensioni e sviluppiamo progetti, spalanca le porte verso un atteggiamento rinunciatario e dunque verso la depressione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per questo la comunità in cui viviamo deve essere prodiga nell’aprire i varchi in favore delle idee che prendono corpo e che, beninteso, abbiano “le gambe per camminare”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi, diversamente, abbiamo a che fare con centri occulti di potere che sostengono, spesso, “idee” mediocri e addirittura fuorvianti rispetto ad una visione della città del domani che scaturisce da una solida consapevolezza delle radici che affondano nel terreno di ieri.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutto questo è spiegato e rilevato da quello che chiamiamo “inconscio collettivo”: una sensazione magmatica che è in fermento continuo, simile ad una lava eruttata, capace alla fine di delineare un nuovo germoglio di cui si rende interprete un personaggio, un figlio di quella comunità che sente non rinviabile una sua volontà di incidere e di far avanzare la consapevolezza della realtà umana da cui proviene.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quindi, non credere nelle proprie idee, che non sono in verità proprie ma espressione della sensibilità di una terra che ti ha eletto ad esserne alfiere, significa tradire un processo, non comprendere la sfida a cui si è chiamati: in questo senso la rassegnazione o lo svilimento che porta l’interprete di quello stato d’animo collettivo ad abdicare e dunque a rinunciare al proprio disegno, equivale ad una capitolazione della intera cultura sociale di un territorio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Risponderei dunque che non solo “vale la pena”, ma costituisce un autentico impegno morale, quello di perseguire l’affermazione di un proprio disegno che, torno a ripetere, non appartiene a lui in modo solipsistico, ma si estende al “comune sentire” in ambito letterario, poetico, scientifico, naturalistico, gastronomico, grafico, pittorico, musicale, scultoreo e in tante altre forme ancora.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In fondo il ruolo della istituzione è quello di facilitare l’emersione di quelle “punte di iceberg”, poche o tante che siano, che altro non sono che “nicchie elitarie” di un incessante e continuo “laboratorio esistenziale” che, in quanto esiste ed opera, dimostra il suo bisogno di continuare ad esistere ed a prosperare. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Gli “ideatori”, dunque, sono gli “svelatori delle visioni” che un territorio ha già maturato nel tempo e che seguono un disegno imperscrutabile ai disattenti ed ai superficiali, ma evidentissimo a coloro che percepiscono il senso di uno stile coevo a quel determinato ambiente in cui ha germogliato, è sbocciato e si è dunque propagato.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ernesto Albanello</span></p>
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<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/vale-la-pena-credere-nelle-proprie-idee/">Vale la pena credere nelle proprie idee?</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
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