<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>The Queen Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
	<atom:link href="https://lacittamagazine.it/category/canali/the-queen/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://lacittamagazine.it/category/canali/the-queen/</link>
	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
	<lastBuildDate>Fri, 01 Sep 2023 12:38:24 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.1</generator>
	<item>
		<title>Moda sotto le stelle</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/moda-sotto-le-stelle/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=moda-sotto-le-stelle</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Sep 2023 15:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Queen]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Ragionieri]]></category>
		<category><![CDATA[Salute un diritto di tutti ...o no?]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=11272</guid>

					<description><![CDATA[<p> L’eleganza è l’equilibrio tra proporzioni, emozione e sorpresa  “Moda sotto le stelle” la 37esima edizione della rassegna tenutasi lo scorso 2 Agosto,  uno spettacolo emozionante e solenne, leggerezza, sobrietà, eleganza: abiti lunghi fino al pavimento, l&#8217;alta moda  delle imprese  Marchigiane ha esaltato il valore di ogni abito con la maestria sartoriale che ha  valorizzato e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/moda-sotto-le-stelle/">Moda sotto le stelle</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b> </b><i><span style="font-weight: 400;">L’eleganza è l’equilibrio tra proporzioni, emozione e sorpresa</span></i><span style="font-weight: 400;"> </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Moda sotto le stelle” la 37esima edizione della rassegna tenutasi lo scorso 2 Agosto,  uno spettacolo emozionante e solenne, leggerezza, sobrietà, eleganza: abiti lunghi fino al pavimento, l&#8217;alta moda  delle imprese  Marchigiane ha esaltato il valore di ogni abito con la maestria sartoriale che ha  valorizzato e promosso  i talenti emergenti e l’artigianato delle Marche. L’evento è stato presentato da Matilde Brandi affiancata dall’ormai insuperabile   Marco Moscatelli.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il “fatto a mano con amore” è uno dei concetti su cui si basa l’artigianato, in particolare per quanto riguarda le attività che spaziano tra creatività e bellezza, come quelle della moda ed è stato proprio il titolo di un evento che Confartigianato Imprese di Macerata Ascoli Piceno e Fermo  ha allestito in Ascoli Piceno per svilupparsi come una sfilata di abiti sartoriali quindi una esposizione di oltre cinquanta creazioni realizzate dalle sapienti mani creative dei maestri artigiani e degli stilisti, del settore moda anche della giovanissima imprenditoria. Gli abiti erano impreziositi da gioielli di quattro orafi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il futuro è artigiano  è una narrazione contemporanea del métier d’art. </span><span style="font-weight: 400;">Insieme al brand, ha sfilato un’altra   eccellenza  il settore tessile, dunque, artigianato e industria, tradizione e innovazione, radici e ricerca, passato e futuro, dicotomie  che in realtà danno vita a un unico settore che si congiunge nella valorizzazione del  talento degli atelier quindi nella capacità manuale, nell’attitudine all’eleganza .</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le modelle hanno sfilato, tra il pubblico,  presente  il vertice politico, istituzionale e imprenditoriale del territorio regionale e del Sistema Confartigianato: in prima linea, il Presidente di Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo Enzo Mengoni e la vicepresidente Natascia Troli, oltre al Segretario di Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo, Giorgio Menichelli, indossando le creazioni sartoriali e maglierie artigianali, impreziosite da gioielli di quattro orafi e da  creazioni uniche, come borse, cinture, calzature, corsetti, abiti da sposa, abiti da uomo,</span> <span style="font-weight: 400;">per mostrarne non solo il risultato finale ma anche il percorso realizzativo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’evento è stato  uno spettacolo caratterizzato da un alternarsi di sfilate ed esibizioni artistiche di danza e musica. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La passerella ha proposto la bellezza del genio creativo delle quattordici atelier artigianali della regione e la loro ineguagliabile tecnica artistica, in un susseguirsi di emozionanti e spettacolari capi d’alta moda. E’ stato facile individuare nella cura della perfezione e nella fantasia stilistica quell’amore per la professione sartoriale che alberga in ogni sarto dal momento che inizia a prendere le misure e ad abbozzare al modello, passando per il taglio delle stoffe più pregiate, sino all’ultimo punto di cucitura.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’evento è stato anche anche l’occasione di scoprire i nuovi confini della Moda, che si sono estesi nel tempo, a seguito delle scelte strategiche delle imprese e delle mutate percezioni dei consumatori. Oggi parlare di Moda significa occuparsi di tessile, abbigliamento, calzature, accessori, gioielli, alberghi e altro ancora. Così intesa, la Moda è uno dei principali motori di sviluppo del territorio Marchigiano e del nostro Paese sotto il profilo economico, urbanistico, sociale e culturale. In questo nuovo contesto, l’appuntamento del défilé dei maestri sartori ha voluto elevarsi e trasformarsi, dando spazio alle nuove realtà artigiane ed alle moderne tecniche di lavorazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La sartoria rappresenta l’anello finale della filiera tessile. Il cliente infatti sceglie il tessuto insieme al sarto e così la cultura tessile viene tramandata attraverso la figura del sarto. L’imprenditoria marchigiana, ha lavorato sulla confezione ma puntando  sul sapere dell’artigiano per conferire al cliente un prodotto unico ed esclusivo, creato centimetro per centimetro, adatto al corpo del proprio cliente, interpretandone l’eleganza delle linee, l’armonia tra colori dei tessuti  ed esaltando la figura umana solo con ago e filo. La collaborazione tra produttore e sarto è fondamentale nel trasmettere eleganza e bellezza, per poter creare lo stile del saper vivere e porre anche l’accento sulla qualità. Siamo quindi orgogliosi dei maestri sartori delle Marche, custodi di abilità tecnica e di grande creatività, di pazienza e sapere da tramandare ai giovani affinchè la filiera della moda, nella sua completezza, possa risplendere come prezioso elemento del Made in Italy che il mondo intero ci riconosce e che costituisce il patrimonio più importante del nostro Paese, simbolo di tutto ciò che ci ha reso grande per la capacità di combinare cultura, buon gusto e genio imprenditoriale.”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“In eventi come questo – dice Maria Ragionieri – tutto richiama all’artigianato ed è pensato per valorizzarlo, quindi anche l’allestimento è stato curato dalle Imprese associate nei minimi particolari, ad esempio per quanto riguarda le acconciature delle modelle. Con questo appuntamento Confartigianato desidera promuovere la particolarità ed unicità delle creazioni artigianali del nostro territorio, accompagnando gli spettatori in un percorso esperienziale nel mondo della moda sartoriale” il tutto si è svolto in una meravigliosa cornice come Piazza del Popolo  in Ascoli, una delle più belle piazze d’Italia,  illuminata da spettacolari luci creando una atmosfera da sogno.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Maria Ragionieri</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11294" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-moda-sotto-le-stelle-tq-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-moda-sotto-le-stelle-tq-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-moda-sotto-le-stelle-tq-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-moda-sotto-le-stelle-tq-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-moda-sotto-le-stelle-tq-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-moda-sotto-le-stelle-tq-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-moda-sotto-le-stelle-tq-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-moda-sotto-le-stelle-tq.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/moda-sotto-le-stelle/">Moda sotto le stelle</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gia Caringi la top model divisa tra sogni e incubi</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/gia-caringi-la-top-model-divisa-tra-sogni-e-incubi-2/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=gia-caringi-la-top-model-divisa-tra-sogni-e-incubi-2</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Aug 2023 15:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Queen]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Parmegiani]]></category>
		<category><![CDATA[Letture sotto l'ombrellone 2023]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=11178</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il mondo della moda dietro la scintillante facciata di glamour e di luccichio può nascondere a volte storie drammatiche e dolorose. Come quella di Gia Carangi, la prima top model, conosciuta per la sua tragica esistenza, che la porta alla morte all’età di soli 26 anni. Gia nasce a Filadelfia il 29 gennaio 1960. I genitori si separano quando la piccola [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/gia-caringi-la-top-model-divisa-tra-sogni-e-incubi-2/">Gia Caringi la top model divisa tra sogni e incubi</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=11178" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NavZ1cpiOZH37SuLzwW.mp3?generation=1691068943056011&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=11178&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NavZ1cpiOZH37SuLzwW"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=11178"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><span style="font-weight: 400;">Il mondo della moda dietro la scintillante facciata di glamour e di luccichio può nascondere a volte storie drammatiche e dolorose</span><i><span style="font-weight: 400;">. </span></i><span style="font-weight: 400;">Come quella di </span><b>Gia</b><span style="font-weight: 400;"> </span><b>Carangi</b><span style="font-weight: 400;">, la </span><b>prima top</b><span style="font-weight: 400;"> </span><b>model</b><span style="font-weight: 400;">, conosciuta per la sua tragica esistenza, che la porta alla morte all’età di soli 26 anni. Gia nasce a Filadelfia il 29 gennaio </span><b>1960</b><span style="font-weight: 400;">. I genitori si separano quando la piccola ha soli undici anni, a causa delle continue violenze che il padre infligge alla madre. La ragazza rimane a vivere con il papà ed i fratelli e cresce senza riferimenti familiari, assorbendo il clima di dolore. La sua instabilità emotiva la conduce ben presto verso l’irreversibile spirale della </span><b>tossicodipendenza</b><i><span style="font-weight: 400;">.</span></i><span style="font-weight: 400;"> </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Già da adolescente la Carangi manifesta la sua </span><b>omosessualità</b><span style="font-weight: 400;">, che non viene accettata di buon grado in famiglia. Ma Gia, grazie ai suoi 1,73 cm di fisico statuario, punta tutto sulla carta della bellezza, spinta anche dalla madre. La svolta della vita arriva presto. All’età di 16 anni viene notata da un fotografo che porta le sue foto a </span><b>Wilhelmina</b><span style="font-weight: 400;"> </span><b>Cooper</b><span style="font-weight: 400;">, guru del settore. Nel 1978 Gia arriva a New York e scatta il suo primo servizio per Vogue, per Yves Saint Laurent e per Calvin Klein. Proprio sul set delle campagne fotografiche</span><b> </b><span style="font-weight: 400;">incontra </span><b>Sandy</b><span style="font-weight: 400;"> </span><b>Linter</b><span style="font-weight: 400;">, make up artist, che diventa la sua </span><b>compagna</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Galeotto è un servizio fotografico in cui la Caringi posa nuda. Sono gli anni della consacrazione. Gia diventa la prima top model mondiale grazie ai suoi compensi stellari: 100 mila dollari l’anno. “</span><i><span style="font-weight: 400;">Ho iniziato a lavorare con gente ben conosciuta nel settore, molto rapidamente. Io non volevo fare la modella. Lo sono diventata col tempo.</span></i><span style="font-weight: 400;">” Gia diviene la musa preferita di importanti fotografi di moda.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> La top model si differenzia per la sua capacità di posare con naturalezza</span><b>. </b><span style="font-weight: 400;">Ma questo strepitoso e veloce successo è solo la facciata di un castello che si sgretola inesorabilmente.</span> <span style="font-weight: 400;">Gia fa uso abituale di cocaina e di eroina, una drammatica spirale che marchierà inevitabilmente la sua esistenza</span> <span style="font-weight: 400;">fino a portarla ad un’atroce morte prematura</span><b>. </b></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Elena Parmegiani</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11179" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-gia-caringi-tq-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-gia-caringi-tq-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-gia-caringi-tq-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-gia-caringi-tq-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-gia-caringi-tq-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-gia-caringi-tq-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-gia-caringi-tq-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-gia-caringi-tq.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/gia-caringi-la-top-model-divisa-tra-sogni-e-incubi-2/">Gia Caringi la top model divisa tra sogni e incubi</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Conventino, la residenza di Francesco Paolo Michetti dove fu scritto “Il Piacere” di D’Annunzio</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/il-conventino-la-residenza-di-francesco-paolo-michetti-dove-fu-scritto-il-piacere-di-dannunzio/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-conventino-la-residenza-di-francesco-paolo-michetti-dove-fu-scritto-il-piacere-di-dannunzio</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Aug 2023 15:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Queen]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Parmegiani]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina di oggi e la telemedicina di domani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=11132</guid>

					<description><![CDATA[<p>“Il più giovane, il più forte, il più intellettuale centro d’Italia”, così veniva definito alla fine dell’Ottocento il Conventino. La dimora di Francesco Paolo Michetti, pittore e fotografo abruzzese nato a Tocco da Casauria, in provincia di Pescara, si configurava come uno spazio ibrido a metà tra l’abitazione e la residenza privata, una sorta di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/il-conventino-la-residenza-di-francesco-paolo-michetti-dove-fu-scritto-il-piacere-di-dannunzio/">Il Conventino, la residenza di Francesco Paolo Michetti dove fu scritto “Il Piacere” di D’Annunzio</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-11132-1" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/AUDIO-il-conventino.m4a?_=1" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/AUDIO-il-conventino.m4a">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/AUDIO-il-conventino.m4a</a></audio>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Il più giovane, il più forte, il più intellettuale centro d’Italia</span></i><span style="font-weight: 400;">”</span><b>, </b><span style="font-weight: 400;">così veniva definito alla fine dell’Ottocento il </span><b>Conventino</b><span style="font-weight: 400;">. La dimora di </span><b>Francesco Paolo Michetti, </b><span style="font-weight: 400;">pittore e fotografo abruzzese nato a Tocco da Casauria, in provincia di Pescara,</span> <span style="font-weight: 400;">si configurava come uno spazio ibrido a metà tra l’abitazione e la residenza privata, una sorta di atelier. Tra le emblematiche mura della magione sono stati scritti persino i celebri versi de </span><i><span style="font-weight: 400;">Il Piacere</span></i><span style="font-weight: 400;"> di </span><b>Gabriele D’Annunzio.</b><span style="font-weight: 400;"> L’appassionata storia d’amore tra il nobile romano Andrea Sperelli ed Elena Muti prende forma proprio qui a </span><b>Francavilla al Mare,</b><span style="font-weight: 400;"> in provincia di Chieti, a luglio del 1888, per poi vedere la luce ed essere pubblicata l’anno seguente dai Fratelli Treves. Il Vate era un assiduo habituè del Conventino, l’antica casa del Michetti, che deve il suo appellattivo al fatto che in origine i frati abitavano proprio in una delle celle del Complesso dove il famoso poeta italiano immaginò le travagliate vicende sentimentali di Andrea Sperelli. Oggi, come allora, il Conventino affascina per la sua storia, poichè la struttura ha conservato perfettamente la sua veste rinascimentale, con il suo portico, gli oblò, il refettorio, la vasca nel giardino e la stanza di D’Annunzio, testimonianza dei sublimi intrecci umani ed artistici dell’epoca. Il Michetti, infatti, fu l’ispiratore ed il promotore di un fervido cenacolo artistico, che a partire dall’Ottocento si riunì nel convento di Santa Maria del Gesù nella periferia est di Francavilla al Mare, verde collina che guarda l’Adriatico, che proprio il pittore aveva acquistato nel 1885. Da qui prese il nome del Convento Michetti, la magione dove l’artista abitava insieme alla moglie Annunziata Cermignani. Una coppia che all’epoca fece molto scalpore, sposandosi proprio al Conventino, dopo aver avuto il primo figlio. Ma non c’era solo il Vate tra gli illustri frequentatori del luogo. Anche altri letterati e uomini di cultura abruzzesi come il musicista Francesco Paolo Tosti, il pittore Basilio Cascella, lo scultore Costantino Barbella, il giornalista Edoardo Scarfoglio, la scrittrice Matilde Serao, l’antropologo Antonio De Nino, il pittore Francesco Saverio Altamura erano ospiti abituali della residenza abruzzese. Personalità che formavano il “cenacolo michettiano”, una folla di artisti così numerosa, che soggiornava in questo luogo, al punto che lo stesso Michetti arrivò a definire il Conventino come “l’albergo”. Con Gabriele D’Annunzio però Michetti stabilì un profondo sodalizio artistico ed umano che si protrasse fino al 1904. Nel suo testamento spirituale lo scrittore ricordando l’amico scomparso anni fa scrisse: “</span><i><span style="font-weight: 400;">mei dimidium animi”</span></i><span style="font-weight: 400;"> ed ancora: “</span><i><span style="font-weight: 400;">mio fratello</span></i><span style="font-weight: 400;">”. Tutte queste personalità, assidue frequentatrici del Conventino, lavoravano in un’intima comunione d’intenti che aveva come scopo quello della valorizzazione della natura e del popolo d’Abruzzo. Questa fervente atmosfera culturale contribuì alla nascita di moltelpici opere d’arte e lo stesso D’Annunzio si recò al convento per comporre non solo</span><i><span style="font-weight: 400;"> Il</span></i> <i><span style="font-weight: 400;">Piacere</span></i><span style="font-weight: 400;">, ma anche </span><i><span style="font-weight: 400;">Trionfo della morte</span></i><span style="font-weight: 400;"> (1894) e </span><i><span style="font-weight: 400;">L’innocente</span></i><span style="font-weight: 400;"> (1891). Francesco Paolo Tosti proprio qui realizzò invece la sua romanza più struggente: </span><i><span style="font-weight: 400;">‘A vucchella</span></i><span style="font-weight: 400;"> (1892). Il Conventino attualmente è una proprietà privata, abitata dagli eredi del pittore, ma viene aperta in estate per la rassegna </span><i><span style="font-weight: 400;">A cena con gli artisti</span></i><span style="font-weight: 400;"> che mette in luce in un dialogo profondo le opere di Basilio Cascella, Edoardo Scarfoglio e Gabriele D’Annunzio. Il Convento Michetti ha subito negli anni diversi interventi di restauro che hanno avuto il merito di conservarlo come all’origine. Per anni è stato sede del prestigioso Premio Michetti e di numerosi eventi artistici e culturali. Il convento inoltre racchiude molte opere di Francesco Paolo Michetti. Persino i tessuti utilizzati nell’arredo della struttura e nelle tele artistiche testimoniano la poliedricità e l’eclettismo del grande pittore abbruzzese e dei suoi celebri ospiti. Uno spirito trasversale, sviluppato in diversi anni, che getterà le fondamenta per la creazione e lo sviluppo di un fervido ed attivo polo culturale nazionale con base proprio a Francavilla al Mare. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Elena Parmegiani</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11142" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/il-conventino-tq-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/il-conventino-tq-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/il-conventino-tq-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/il-conventino-tq-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/il-conventino-tq-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/il-conventino-tq-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/il-conventino-tq-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/il-conventino-tq-1.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11143" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/il-conventino-tq-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/il-conventino-tq-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/il-conventino-tq-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/il-conventino-tq-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/il-conventino-tq-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/il-conventino-tq-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/il-conventino-tq-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/il-conventino-tq-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/il-conventino-la-residenza-di-francesco-paolo-michetti-dove-fu-scritto-il-piacere-di-dannunzio/">Il Conventino, la residenza di Francesco Paolo Michetti dove fu scritto “Il Piacere” di D’Annunzio</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		<enclosure url="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/AUDIO-il-conventino.m4a" length="2329771" type="audio/mpeg" />

			</item>
		<item>
		<title>Fashion and Colors</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/fashion-and-colors/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=fashion-and-colors</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jul 2023 15:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Queen]]></category>
		<category><![CDATA[Credo quindi faccio ... e riesco]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Ragionieri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=11098</guid>

					<description><![CDATA[<p>La moda e il tessile come espressione comportano un elemento di volatilità, di transitorietà ed allo stesso tempo, possono costituire l&#8217;elemento &#8220;identitario&#8221; di una certa cultura. In primo luogo, gli atteggiamenti nei confronti della moda sono cambiati radicalmente nel ventunesimo secolo alla luce della globalizzazione, dell&#8217;innovazione tecnologica e della rivoluzione digitale, elementi che hanno permesso [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/fashion-and-colors/">Fashion and Colors</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=11098" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NaRzSXmQPVKwSbRBlbB.mp3?generation=1690556064107308&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=11098&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NaRzSXmQPVKwSbRBlbB"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=11098"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><span style="font-weight: 400;">La moda e il tessile come espressione comportano un elemento di volatilità, di transitorietà ed allo stesso tempo, possono costituire l&#8217;elemento &#8220;identitario&#8221; di una certa cultura. In primo luogo, gli atteggiamenti nei confronti della moda sono cambiati radicalmente nel ventunesimo secolo alla luce della globalizzazione, dell&#8217;innovazione tecnologica e della rivoluzione digitale, elementi che hanno permesso una crescita esponenziale delle informazioni che circolano con una velocità mai vista prima nella storia umana. L&#8217;abbigliamento è stato sempre più spesso avvicinato come un mezzo di espressione di sé, piuttosto che come un significante di status o professione di conseguenza, la questione dell&#8217;identità nella moda sta cambiando a velocità diverse in varie parti del mondo, a seconda di quanto la regione sia connessa con il mondo globale, o invece sia ancora ancorata alle sue tradizioni e al suo patrimonio locale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La differenziazione tra Oriente e Occidente, tra Occidente e Oriente, a cui si fa spesso riferimento, richiede alcune spiegazioni. Oggi, l&#8217;Oriente e l&#8217;Occidente sono caratterizzati da approcci diversi in molti settori diversi: religione, società e, naturalmente, anche la moda. Questa differenziazione non è statica, poiché si basa su idee che sono cambiate nel corso della storia e che hanno dato origine a diverse tradizioni di pensiero. Sebbene &#8220;Oriente&#8221; e &#8220;Occidente&#8221; siano spesso intesi come l&#8217;indicazione di due categorie astratte, come rappresentazioni simboliche di due concetti di vita e di pensiero diversi e spesso opposti, queste due poli geografici si sostengono e si riflettono l&#8217;uno nell&#8217;altro. Detto questo, è anche vero che in una prospettiva storica, attraverso i cambiamenti delle &#8220;mode&#8221;, diventa possibile cogliere le trasformazioni sociali che hanno caratterizzato la società occidentale. La costante volontà di innovare con soluzioni originali ed efficaci ha portato i designer occidentali a incorporare l&#8217;aspetto distintivo di altre culture, reinterpretato dalla creatività e dalla sensibilità del designer verso le altre culture. Questa non può essere considerata una novità, in quanto le influenze di culture lontane erano presenti nella moda europea fin dall&#8217;apertura del commercio della seta, risalente al IV secolo. Il tessile dunque ha cominciato a viaggiare tra i paesi prima ancora degli uomini, quasi al loro posto e fin dall&#8217;antichità. D&#8217;altra parte, al di là degli scambi e delle ibridazioni, che costituiscono l&#8217;essenza del prodotto tessile, esistono tradizioni specifiche che rispecchiano da vicino la cultura in cui sono nate e proprio per questo motivo il tessile è sempre stato un veicolo perfetto per stabilire, esprimere e mantenere l&#8217;identità culturale delle persone. Influenze, a volte reciproche, diffuse, che coinvolgono non solo il commercio di beni e materiali, ma anche di stili, forme e ideali di bellezza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I colori parlano di moda di tessuto nell’ambito del neuromarketing, una recente disciplina volta all’individuazione di canali di comunicazione più diretti ai processi decisionali d’acquisto mediante l’utilizzo di metodologie legate alle scoperte delle neuroscienze, si stanno sviluppando degli studi volti a stimolare i consumatori all’acquisto favorendo la scelta di una tinta da parte dell’azienda nel packaging dei loro prodotti o la sfumatura delle pareti dei loro negozi. Ad esempio il rosso è in grado di suscitare calore e attrarre, perciò viene spesso utilizzato nelle vetrine dei negozi, soprattutto quelli di grandi dimensioni; per controparte la sua capacità di provocare una sensazione di eccitazione, nelle pareti interne dei negozi si preferisce l’utilizzo di una tinta blu che favorisce il rilassamento e stimola i clienti a una scelta più rilassata. Ci sono studi in ambiti sinestetici nei quali vengono associati i colori alla musica per facilitare la persuasione del consumatore all’acquisto. Anche il colore del piatto in cui le pietanze vengono servite e l’illuminazione ambientale possono suscitare impressioni diverse in modo da far apparire le pietanze come più o meno invitanti o più o meno abbondanti. Diventa perciò importante prendere in considerazione le percezioni sensoriali e come il colore degli oggetti, per gli esseri umani, sia essenziale in termini di marketing e strategie pubblicitarie. Una ricerca sul colore, in collaborazione con l’Università di Winnipeg, ha dimostrato che i consumatori hanno solamente bisogno di un massimo di 90 secondi per dare un giudizio su un prodotto con riferimento al suo valore, affidabilità, ed altro, e che il colore conti dal 62 al 90% di questo risultato. Quindi diverse teorie e ricerche dimostrano che il colore è capace di influenzare notevolmente gli atteggiamenti e le percezioni di un marchio pubblicitario. Il colore è l’elemento visivo che meglio si assimila e richiama forme e parole, tant’è vero che le nostre percezioni visive si mettono in relazione con le nostre esperienze passate e quindi stimolano il ricordo. Pertanto ogni colore ha un significato nascosto ed esercita i suoi effetti a livello inconscio, fino a suscitare in chi li percepisce un’idea secondo la quale indossandoli e utilizzandoli si piace a sé e agli altri e per favorire l’espressione della propria personalità. Un esempio esemplificativo nell’ambito della moda è il rosso Valentino, ideato dall’omonimo stilista, che è una miscela tra il rosso cadmio, il porpora e il carminio, è proprio questa particolare sfumatura di rosso che gli ha dato una fama internazionale. Una leggenda narra che l’ispirazione che ha portato lo stilista a questa predilezione risalga a quando in giovane età sia stato abbagliato dal rosso mentre era al teatro dell’opera di Barcellona ed il ricordo di quei personaggi sul palcoscenico vestiti di color vermiglio gli fece capire i valori intrinsechi di quel colore tanto intenso che lo ha condotto poi ad elaborarne una variante che ora lo identifica. Il verde Carven fu inventato dalla omonima stilista nel 1945, la quale ideò il cosiddetto “verde feticcio” ovvero un verde brillante fuso con il bianco che rese il suo marchio inconfondibile sia per quanto concerne gli abiti che il packaging della sua merce. Esistono colori nell’ambito della moda che sono diventati un marchio come il blu di Tiffany, che è stato brevettato e che appare come un blu tendente al verde come un mix tra il turchese e l’acquamarina. Questa particolare nuance deriva dalla mescolanza tra il blu del fiore “Non ti scordare di me” e il particolare colore dell’uovo del pettirosso (nello specifico è stata usata una variante più pallida), simbolo di fortuna. Esistono altre situazioni che sono riuscite a cambiare degli usi folcloristici della società, come la Coca-Cola nei confronti di Babbo Natale. In origine infatti Santa Klaus era di colore verde, come i suoi aiutanti Elfi. Successivamente a cavallo tra 800 e 900 apparirono sporadici casi nei quali l’abbigliamento era rosso e bianco, come siamo abituati a conoscerlo oggi. A fissare questi ultimi colori del personaggio nell’immaginario collettivo furono le pubblicità natalizie del celebre marchio “CocaCola”, che usarono questa figura come testimonial a partire dal 1931. L’Azienda infatti all’epoca era già una potenza commerciale tale da riuscire ad annullare l’uso di tutti gli altri colori che erano usati per rappresentarlo. Babbo Natale fu d’allora sempre rappresentato vestito in bianco e rosso proprio come una lattina di Coca-Cola.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La psicologia della moda studia il rapporto versatile e poliedrico che ognuno di noi ha con gli abiti e gli accessori, riconducendo questa varietà ad alcuni processi sociali e cognitivi che mettono in relazione gli individui con l’ambiente, mostrandone gli obiettivi, l’identità, le motivazioni, l’influenza sociale, la conoscenza e la comunicazione. Abiti e accessori dialogano di noi con gli altri, sono come una seconda pelle, un io-pelle (pelle mentale) che contiene tutte le nostre parti buone, un’interfaccia con gli altri e una barriera di difesa. Secondo la psicologia della moda gli abiti sono un manifesto che contiene le iscrizioni della nostra identità e parlano per noi. Flaccus (1906) ha dato un valido contributo alla psicologia dell’abbigliamento in merito all’estensione di sé affermando che “</span><i><span style="font-weight: 400;">Quando portiamo un corpo estraneo in contatto con la superficie del nostro corpo (questo fenomeno non è limitato solo al tatto) la consapevolezza della nostra esistenza personale si prolunga nell’estremità e nella superficie di questo corpo estraneo, e di conseguenza nascono delle sensazioni di estensione del proprio io o di acquisizione di un tipo o di una quantità di energia estranea o di un grado inconsueto di vigore, di resistenza fisica, di sicurezza</span></i><span style="font-weight: 400;">”. Secondo questa formula, ripresa dal libro di John Carl Flugel (1974), l’abbigliamento ci permette di estendere il nostro io corporeo. Un chiaro esempio di questo principio è la gonna, essa aggiunge alla forma umana pregi che la natura non le ha dato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Secondo la psicologia della moda attraverso la forma di un abito, i suoi colori, le dimensioni di un cappello, l’altezza di un tacco, il disegno di un tessuto o i suoi movimenti, possiamo trovare una chiave di lettura alla conoscenza di noi stessi e degli altri, utilizzando le leggi della percezione sensoriale. Tali leggi spiegano come i nostri organi di senso siano colpiti da molte sensazioni, ma tendono ad elaborarne alcune più evidenti, creando una figura e lasciando il resto sullo sfondo, oppure organizzando le informazioni rilevanti in una struttura che unifica i vari elementi. Così un particolare tipo di abbigliamento o un accessorio, possono trovarsi a fuoco ed essere oggetto della nostra attenzione o perché lo stimolo è nuovo e inaspettato, o all’inverso perché è abituale, ma soprattutto perché attiva interessi o motivazioni, pensieri o emozioni. Ad esempio, le gonne corte, i corpetti aderenti, i tacchi alti. Anche la percezione dei colori è importante secondo la psicologia della moda ci sono due diversi approcci verso i colori: la sensazione percettiva determinata dalla percezione cromatica, e l’emozione legata alla simpatia o all’antipatia che genera in noi un colore. La preferenza per un colore o il rifiuto di un altro potrebbe essere determinato dallo stato emotivo, Aristotele definiva l’uomo come un animale sociale, oggi invece lo definiremmo più da social. Non solo, ciò che lo contraddistingue è il preponderante uso della vista per orientarsi nella complessa realtà odierna, sebbene il flusso di informazioni su cui si basi sia limitato e instabile. Proprio per questo, la moda, in un&#8217;ottica, ovviamente, di incremento delle vendite, ha accolto i consigli del caro marketing e ha puntato su colori e loghi, in alcuni casi diventati vere e proprie trame. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il color cammello domina le passerelle e conquista un posto in pole position anche nel nostro guardaroba e dona un’allure raffinata e irresistibile ed è un colore classico e intramontabile. E’ un passe partout per qualsiasi abbinamento cromatico. Il trend primavera estate di quest’anno   riafferma il classico cappotto color cammello, trovando diverse interpretazioni sia in termini di materiali che sfumature. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È il colore, però, che sembra essere l’arma vincente nel farsi riconoscere il primo possibile, una reazione necessaria da parte delle case di moda che devono pur combattere in qualche modo la possibile, e temuta, irrilevanza. Non c’è abbastanza tempo a disposizione per prendersi qualche istante davanti ad una vetrina, tantomeno per riconoscere un capo d’abbigliamento visto ad una sfilata o indosso ad una celebrità su uno dei tanti red  carpet che intasano regolarmente i mass media e infatti, </span><span style="font-weight: 400;">dall’eterna influenza delle passerelle fino ai nuovi trend di Tik  Tok, i gusti in fatto di </span><a href="https://www.today.it/benessere/bellezza/nuove-tendenze-moda.html"><span style="font-weight: 400;">moda</span></a><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">sono in continua e veloce mutazione, soprattutto nel Belpaese, dove il made in Italy sempre di più assorbe le influenze oltreoceano</span> <span style="font-weight: 400;">Ma non si può dire sempre  per certo che</span><span style="font-weight: 400;"> la caratteristica che più balza agli occhi è che le tinte proposte in alternativa, giallo e rosso in primis, sono accese, se non accesissime. Per dimostrare che nella moda non esistono “mezzi termini”, ai colori violenti vengono contrapposte delle gamme di cromie più “tenui” che traggono ispirazione dalla terra: ocra, bruno, sabbia… le modelle sembrano essersi rotolate con gioia in un mondo naturale, nella vita quante volte una persona può cambiare idea sul proprio colore preferito? Vestiti, accessori, colori, stili: le passerelle hanno decretato i </span><i><span style="font-weight: 400;">diktat</span></i><span style="font-weight: 400;"> dell’anno che verrà, preannunciando una stagione carica di nostalgia, riferimenti al passato e rivisitazioni dei grandi classici. Non mancheranno i colori &#8211; tanti e super brillanti &#8211; e neppure i luccichii, perfetti per dare un </span><i><span style="font-weight: 400;">boost</span></i><span style="font-weight: 400;"> al guardaroba e soprattutto all’umore in tempi così complicati.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Maria Ragionieri</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11104" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/the-queen-300x200.png" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/the-queen-300x200.png 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/the-queen-1024x683.png 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/the-queen-768x512.png 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/the-queen-1536x1025.png 1536w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/the-queen-696x464.png 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/the-queen-1068x712.png 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/the-queen-600x400.png 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/the-queen.png 1880w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/fashion-and-colors/">Fashion and Colors</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La moda anni Quaranta stile e trucco</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/la-moda-anni-quaranta-stile-e-trucco-2/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-moda-anni-quaranta-stile-e-trucco-2</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jul 2023 15:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Queen]]></category>
		<category><![CDATA[Come si riconosce una vera amicizia?]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Parmegiani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=11062</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il make up e l’hairstylist durante la guerra In tempo di guerra come ci si truccava e come ci si sistemava i capelli? Le donne ricercavano ancora una femminilità ed una cura di sé o erano in balia degli eventi? L’universo femminile anche durante il conflitto ci teneva ad avere un’immagine curata ed alla moda. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/la-moda-anni-quaranta-stile-e-trucco-2/">La moda anni Quaranta stile e trucco</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=11062" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NaRzi90n1I5UD0qpNkg.mp3?generation=1690556108667125&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=11062&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NaRzi90n1I5UD0qpNkg"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=11062"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><b>Il make up e l’hairstylist durante la guerra</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In tempo di guerra come ci si truccava e come ci si sistemava i capelli? Le donne ricercavano ancora una femminilità ed una cura di sé o erano in balia degli eventi? L’universo femminile anche durante il conflitto ci teneva ad avere un’immagine curata ed alla moda. Certamente negli anni Quaranta c’erano enormi difficoltà, in primis quella di reperire materie prime e gli imballaggi per confezionarle. C’erano inoltre diversi </span><b>ostacoli nelle produzioni industriali</b><span style="font-weight: 400;">, era difficile trovare </span><b>prodotti per la bellezza</b><span style="font-weight: 400;">, per cui il mondo della cosmesi risentiva della situazione generale del periodo. Le </span><b>donne,</b><span style="font-weight: 400;"> nonostante tutto volevano sedurre e</span><b> mostrarsi al meglio</b><span style="font-weight: 400;">, anche per ‘reagire’ alle circostanze, ma purtroppo non avevano a disposizione prodotti che fossero all’altezza delle loro necessità. La qualità di questi era molto scarsa, c’era pochissima varietà di colori, le texture erano secche e si sgretolavano e il mercato del rossetto, che fino a quel momento era stato il simbolo principale della bellezza femminile, ne risentì più di tutti. Il periodo segnato dalla Prima e dalla Seconda guerra mondiale, offre un ampio ventaglio di look che rappresentano degli esempi tra i più eleganti del Novecento. Tra i doveri della donna negli anni Quaranta c’è quello di realizzare comunque un make up anni Quaranta per contrastare le atrocità del conflitto, a volte utilizzando anche surrogati più facili da reperire, come il succo di rapa al posto del rossetto, che comunque ha un’importanza fondamentale per sostenere il morale. Le donne sono incoraggiate il più possibile nello sfoggiarlo, infatti in America non viene razionato eccessivamente dopo le proteste delle donne che non vogliono assolutamente rinunciarvi. Negli anni Quaranta semplicità e essenzialità possono essere comunque le parole chiave per definire i look femminili, che vedevano l’uso principale di cipria e rossetto su un viso incorniciato da </span><b>sopracciglia più naturali e folte</b><span style="font-weight: 400;"> che al massimo venivano ritoccate e riempite con un tocco leggero di matita per scurirle un po’. Per il giorno le palpebre erano truccate con un </span><b>ombretto molto leggero e chiaro</b><span style="font-weight: 400;">. La sera si osava un po’ di più </span><b>con sfumature e ombretti più scuri</b><span style="font-weight: 400;"> per dare più profondità agli occhi. Non si ricorreva all’</span><b>eyeliner e </b><span style="font-weight: 400;">lo sguardo così rimaneva più naturale. Le </span><b>labbra erano invece rosse scarlatte</b><span style="font-weight: 400;">. Infine i </span><b>capelli</b><span style="font-weight: 400;"> erano lunghi e </span><b>con morbide onde</b><span style="font-weight: 400;">, spesso si portavano legati con delle acconciature. Tra i colori più in voga troviamo il nero o il biondo cenere</span><span style="font-weight: 400;">, il castano caramello e il</span><b> rosso ramato</b><span style="font-weight: 400;">. Le acconciature, a quel tempo, erano considerate vere e proprie opere d&#8217;arte, essere in ordine era fondamentale, considerando appunto la parsimonia con cui ci si poteva prendere cura di se stesse. </span><span style="font-weight: 400;">La voglia di femminilità, nonostante tutto, era viva più che mai. </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">I brand beauty più amati dell&#8217;epoca erano </span><b>Max Factor</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>Helena Rubinstein</b><span style="font-weight: 400;">, anche i primi a proporre stick per il make-up pratici da usare e trasportare. L’icona di questo periodo è senza dubbio </span><b>Rita Hayworth</b><span style="font-weight: 400;">, soprannominata l’</span><i><span style="font-weight: 400;">atomica</span></i><span style="font-weight: 400;"> per le sue curve procaci, con fulvi capelli lunghi ed ondulati, che rappresenta una femminilità seducente e sensuale. La diva divenne famosa grazie alla riviste pubblicate in America durante la guerra, che omaggiavano l’esuberanza e la sensualità delle pin-up dell’epoca. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Elena Parmegiani</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11076" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/1-la-moda-anni-40-tq-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/1-la-moda-anni-40-tq-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/1-la-moda-anni-40-tq-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/1-la-moda-anni-40-tq-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/1-la-moda-anni-40-tq-1536x1024.jpg 1536w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/1-la-moda-anni-40-tq-2048x1365.jpg 2048w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/1-la-moda-anni-40-tq-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/1-la-moda-anni-40-tq-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/1-la-moda-anni-40-tq-1920x1280.jpg 1920w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/1-la-moda-anni-40-tq-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11079" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/3-la-moda-anni-40-tq-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/3-la-moda-anni-40-tq-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/3-la-moda-anni-40-tq-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/3-la-moda-anni-40-tq-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/3-la-moda-anni-40-tq-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/3-la-moda-anni-40-tq-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/3-la-moda-anni-40-tq-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/3-la-moda-anni-40-tq.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/la-moda-anni-quaranta-stile-e-trucco-2/">La moda anni Quaranta stile e trucco</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Jamal Taslaq incanta Roma con la collezione Eternal</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/jamal-taslaq-incanta-roma-con-la-collezione-eternal/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=jamal-taslaq-incanta-roma-con-la-collezione-eternal</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 May 2023 15:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Queen]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Parmegiani]]></category>
		<category><![CDATA[Veni VINI Vici]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=9823</guid>

					<description><![CDATA[<p>Forme che rievocano l’impero romano  E’ un pubblico delle grandi occasioni, più di quattrocento ospiti, quello accorso alla Galleria del Cardinale Colonna per la sfilata di Jamal Taslaq.  Lo stilista italo palestinese sceglie di omaggiare la Città Eterna che lo ha accolto più di trent’anni fa grazie alla nuova collezione ETERNAL e lancia sul mercato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/jamal-taslaq-incanta-roma-con-la-collezione-eternal/">Jamal Taslaq incanta Roma con la collezione Eternal</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=9823" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NVEMJaTXhvRZmswBWsP.mp3?generation=1683884960494919&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=9823&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NVEMJaTXhvRZmswBWsP"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=9823"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><b>Forme che rievocano l’impero romano </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E’ un pubblico delle grandi occasioni, più di quattrocento ospiti, quello accorso alla </span><b>Galleria del Cardinale</b> <b>Colonna</b><span style="font-weight: 400;"> per la sfilata di </span><b>Jamal Taslaq</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo stilista italo palestinese sceglie di omaggiare la Città Eterna che lo ha accolto più di trent’anni fa grazie alla nuova collezione </span><b>ETERNAL</b><span style="font-weight: 400;"> e lancia sul mercato un grande progetto di unione tra popoli, culture, tradizioni e innovazioni: </span><b>Taslaq World.</b><span style="font-weight: 400;"> Dopo ventitré anni spesi a sperimentare il meglio dell’artigianalità italiana e un percorso creativo che da Nablus in Palestina lo ha portato a sfilare, da assoluto protagonista, nella sede delle Nazioni Unite a New York, Jamal ha deciso di celebrare la sua amata Roma. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In passerella numerosi applausi per gli abiti statuari, bianco e nero e sfumature di verde e rosso per arricchirla; tessuti pregiati, ricami con linee geometriche lavorate con il filo di seta, specchi e cristalli; intarsi in pelle, contrasti che creano armonia tra i colori, forme che rievocano l’impero romano e relative contaminazioni osservate fin da bambino in medio oriente. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In passerella </span><b>l’abito omaggio a Roma</b><span style="font-weight: 400;"> completamente dipinto a mano e l’abito di organza dipinto a mano in cui era raffigurato un </span><b>albero di olivo,</b><span style="font-weight: 400;"> eterno e sacro come Roma, che rappresenta la </span><b>Palestina</b><span style="font-weight: 400;">. Consensi per l’uscita finale grazie alla </span><b>sposa</b><span style="font-weight: 400;"> che incede nella maestosa Galleria sulle note della Magnificat di Mina. Nella nuova configurazione, Taslaq World affiancherà Jamal Taslaq Couture per completare l’offerta dello stilista Italo-Palestinese &#8211; finora principalmente dedicata a conquistare l’interesse di donne di ogni parte del mondo; dalla </span><b>Regina Rania di Giordania</b><span style="font-weight: 400;"> a </span><b>Sharon Stone,</b> <b>Ornella Muti, </b><span style="font-weight: 400;">con il fashion maschile su misura. Nel tempo, la Joint Venture con WorldcApp.com e Reda Industries estenderà i suoi orizzonti per includere tutto ciò che un artista come Jamal può ideare e creare. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ad accorrere all’evento le attrici </span><b>Nancy Brilli, Maria Rosario Omaggio, Grazia Schiavo, Alessia Fabiani, Raffaella Paleari</b><span style="font-weight: 400;">.</span><b> </b></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Elena Parmegiani</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10416" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/jamal-taslaq-tq-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/jamal-taslaq-tq-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/jamal-taslaq-tq-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/jamal-taslaq-tq-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/jamal-taslaq-tq-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/jamal-taslaq-tq-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/jamal-taslaq-tq-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/jamal-taslaq-tq-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10417" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/jamal-taslaq-tq-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/jamal-taslaq-tq-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/jamal-taslaq-tq-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/jamal-taslaq-tq-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/jamal-taslaq-tq-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/jamal-taslaq-tq-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/jamal-taslaq-tq-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/jamal-taslaq-tq-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/jamal-taslaq-incanta-roma-con-la-collezione-eternal/">Jamal Taslaq incanta Roma con la collezione Eternal</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il VesConte di Palazzo Cozza Caposavi</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/il-vesconte-di-palazzo-cozza-caposavi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-vesconte-di-palazzo-cozza-caposavi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2023 16:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Queen]]></category>
		<category><![CDATA[ArgoNautica]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Parmegiani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=9179</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’hotel dal fascino antico “È possibile innamorarsi a prima vista di un luogo come di una persona.” affermava il romanziere inglese Alec Waugh. Questa è la sensazione che avrete soggiornando al VesConte di Palazzo Cozza Caposavi. La residenza nobiliare è situata sul Lago di Bolsena, nell’Alta Tuscia. Un posto unico, insignito da Forbes tra i 19 alberghi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/il-vesconte-di-palazzo-cozza-caposavi/">Il VesConte di Palazzo Cozza Caposavi</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=9179" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NM8gaC14iNYfXYEsS_c.mp3?generation=1674126199005842&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=9179&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NM8gaC14iNYfXYEsS_c"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=9179"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><b>L’hotel dal fascino antico</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“È possibile innamorarsi a prima vista di un luogo come di una persona.”</span></i><span style="font-weight: 400;"> affermava il romanziere inglese </span><span style="font-weight: 400;">Alec Waugh. Questa è la sensazione che avrete soggiornando al </span><b>VesConte di Palazzo Cozza Caposavi.</b> <span style="font-weight: 400;">La residenza nobiliare è situata sul </span><b>Lago di Bolsena</b><span style="font-weight: 400;">, nell’Alta Tuscia. Un posto unico, insignito da </span><i><span style="font-weight: 400;">Forbes</span></i><span style="font-weight: 400;"> tra i 19 alberghi più belli del 2019, una piccola capitale del turismo esperienziale in cui hanno soggiornato personalità del calibro di </span><b>Stendhal, Giovanni Verga</b><span style="font-weight: 400;">,</span><b> Guglielmo Marconi</b><span style="font-weight: 400;">,</span><b> Federico Fellini</b><span style="font-weight: 400;">. Ma anche il</span><b> Principe Carlo Ludovico di Borbone</b><span style="font-weight: 400;">, Papi e membri di famiglie reali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Da oltre </span><b>cinquecento anni</b><span style="font-weight: 400;"> l’aristocratica dimora ha visto un susseguirsi di personalità di tutte le arti e le scienze che ne hanno saputo apprezzare la magnificenza. L’artefice della trasformazione da Palazzo storico ad albergo diffuso è </span><b>Francesco Cozza Caposavi</b><span style="font-weight: 400;">, figlio del </span><b>Conte Lorenzo Cozza Caposavi</b><span style="font-weight: 400;">, da cui ha ricevuto il testimone di questa avventura secolare. Si può scegliere tra la camera di Stendhal o quella di </span><b>Carrie Fisher</b><span style="font-weight: 400;">. Tante sono le stanze dense di ricordi avvenuti negli ultimi cinque secoli. Sono anche numerosi gli artisti che da qui hanno operato: </span><b>Tano Festa</b><span style="font-weight: 400;">,</span><b> Enrico Castellani</b><span style="font-weight: 400;">,</span><b> Mario Schifano</b><span style="font-weight: 400;">,</span><b> Alberto Burri</b><span style="font-weight: 400;">,</span><b> Balthus</b><span style="font-weight: 400;">. </span><span style="font-weight: 400;">Una</span><b><i> </i></b><span style="font-weight: 400;">storica </span><b>casa</b> <b>privata</b><span style="font-weight: 400;">, ma</span><b><i> </i></b><span style="font-weight: 400;">che ha tutte le</span><b> comodità</b> <span style="font-weight: 400;">di un hotel che annovera venticinque posti letto</span><b>,</b><span style="font-weight: 400;"> un ristorante, un’enoteca, un percorso museale. Sarete rapiti dal fascino della </span><b>Stanza Blu</b><span style="font-weight: 400;">, dell’antico </span><b>Salotto Cinese</b><span style="font-weight: 400;"> e della </span><b>Biblioteca</b><span style="font-weight: 400;">, ma anche dai dipinti del </span><b>Rosa da Tivoli</b><i><span style="font-weight: 400;">, </span></i><span style="font-weight: 400;">le cui opere si ritrovano niente di meno che a Casa Leopardi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vi ritroverete a fantasticare nel </span><b>Salotto degli Antenati </b><span style="font-weight: 400;">o nel </span><b>Salone del Tempesta</b><span style="font-weight: 400;">, dove il Tempesta ha realizzato le tele dei dodici Cesari, ovvero gli imperatori Romani.</span> <span style="font-weight: 400;">Nella sala delle colazioni vi imbatterete in un </span><b><i>camino di epoca farnesiana</i></b><span style="font-weight: 400;"> che illumina le carte della manifattura Zuber. Queste rappresentano la più gloriosa </span><b><i>vittoria di Napoleone</i></b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un cimelio di cui ne esistono solo tre esemplari al mondo.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Elena Parmegiani</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9398" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/il-vesconte-tq-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/il-vesconte-tq-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/il-vesconte-tq-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/il-vesconte-tq-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/il-vesconte-tq-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/il-vesconte-tq-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/il-vesconte-tq-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/il-vesconte-tq-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9400" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/il-vesconte-tq-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/il-vesconte-tq-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/il-vesconte-tq-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/il-vesconte-tq-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/il-vesconte-tq-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/il-vesconte-tq-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/il-vesconte-tq-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/il-vesconte-tq-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/il-vesconte-di-palazzo-cozza-caposavi/">Il VesConte di Palazzo Cozza Caposavi</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gia Caringi la top model divisa tra sogni e incubi</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/gia-caringi-la-top-model-divisa-tra-sogni-e-incubi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=gia-caringi-la-top-model-divisa-tra-sogni-e-incubi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jan 2023 16:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Queen]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Parmegiani]]></category>
		<category><![CDATA[Scacciapensieri o cattura Sogni?]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=8572</guid>

					<description><![CDATA[<p>“Non volevo fare la modella. Lo sono diventata col tempo” Il mondo della moda dietro la scintillante facciata di glamour e di luccichio può nascondere a volte storie drammatiche e dolorose. Come quella di Gia Carangi, la prima top model, conosciuta per la sua tragica esistenza, che la porta alla morte all’età di soli 26 anni. Gia nasce a Filadelfia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/gia-caringi-la-top-model-divisa-tra-sogni-e-incubi/">Gia Caringi la top model divisa tra sogni e incubi</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=8572" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NJj2YlexfUNZk18qknY.mp3?generation=1671531747913767&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=8572&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NJj2YlexfUNZk18qknY"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=8572"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><b><i>“Non volevo fare la modella. Lo sono diventata col tempo”</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il mondo della moda dietro la scintillante facciata di glamour e di luccichio può nascondere a volte storie drammatiche e dolorose</span><i><span style="font-weight: 400;">. </span></i><span style="font-weight: 400;">Come quella di </span><b>Gia</b><span style="font-weight: 400;"> </span><b>Carangi</b><span style="font-weight: 400;">, la </span><b>prima top</b><span style="font-weight: 400;"> </span><b>model</b><span style="font-weight: 400;">, conosciuta per la sua tragica esistenza, che la porta alla morte all’età di soli 26 anni. Gia nasce a Filadelfia il 29 gennaio 1960. I genitori si separano quando la piccola ha soli undici anni, a causa delle continue violenze che il padre infligge alla madre. La ragazza rimane a vivere con il papà ed i fratelli e cresce senza riferimenti familiari, assorbendo il clima di dolore. La sua instabilità emotiva la conduce ben presto verso l’irreversibile spirale della tossicodipendenza</span><i><span style="font-weight: 400;">.</span></i><span style="font-weight: 400;"> </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Già da adolescente la Carangi manifesta la sua omosessualità, che non viene accettata di buon grado in famiglia. Ma Gia, grazie ai suoi 1,73 cm di fisico statuario, punta tutto sulla carta della bellezza, spinta anche dalla madre. La svolta della vita arriva presto. All’età di 16 anni viene notata da un fotografo che porta le sue foto a </span><b>Wilhelmina</b><span style="font-weight: 400;"> </span><b>Cooper</b><span style="font-weight: 400;">, guru del settore. Nel 1978 Gia arriva a New York e scatta il suo primo servizio per Vogue, per Yves Saint Laurent e per Calvin Klein. Proprio sul set delle campagne fotografiche</span><b> </b><span style="font-weight: 400;">incontra </span><b>Sandy</b><span style="font-weight: 400;"> </span><b>Linter</b><span style="font-weight: 400;">, make up artist, che diventa la sua compagna. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Galeotto è un servizio fotografico in cui la Caringi posa nuda. Sono gli anni della consacrazione. Gia diventa la prima top model mondiale grazie ai suoi compensi stellari: 100 mila dollari l’anno. “</span><i><span style="font-weight: 400;">Ho iniziato a lavorare con gente ben conosciuta nel settore, molto rapidamente. Io non volevo fare la modella. Lo sono diventata col tempo.</span></i><span style="font-weight: 400;">” Gia diviene la musa preferita di importanti fotografi di moda.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La top model si differenzia per la sua capacità di posare con naturalezza</span><b>. </b><span style="font-weight: 400;">Ma questo strepitoso e veloce successo è solo la facciata di un castello che si sgretola inesorabilmente.</span> <span style="font-weight: 400;">Gia fa uso abituale di cocaina e di eroina, una drammatica spirale che marchierà inevitabilmente la sua esistenza</span> <span style="font-weight: 400;">fino a portarla ad un’atroce morte prematura</span><b>. </b></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Elena Parmegiani</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8942" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/Gia-Caringi-tq-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/Gia-Caringi-tq-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/Gia-Caringi-tq-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/Gia-Caringi-tq-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/Gia-Caringi-tq-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/Gia-Caringi-tq-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/Gia-Caringi-tq-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/Gia-Caringi-tq-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/gia-caringi-la-top-model-divisa-tra-sogni-e-incubi/">Gia Caringi la top model divisa tra sogni e incubi</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le origini del Capodanno</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/le-origini-del-capodanno/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=le-origini-del-capodanno</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Dec 2022 16:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Queen]]></category>
		<category><![CDATA[L'Anno che Verrà]]></category>
		<category><![CDATA[Roberta Conforte]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=8603</guid>

					<description><![CDATA[<p>Speranza di cambiamento Il trucco è fatto, i capelli sono sistemati, l’abito scelto con cura è riposto sul letto in attesa di essere indossato, le scarpe aspettano davanti la porta. La borsa abbinata alla cintura contiene tutto il necessario per la serata: fazzoletti, contanti e carta (non si sa mai), documenti, rossetto, chiavi di casa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/le-origini-del-capodanno/">Le origini del Capodanno</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-8603-2" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/Le-origini-del-Capodanno-online-audio-converter.com_.mp3?_=2" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/Le-origini-del-Capodanno-online-audio-converter.com_.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/Le-origini-del-Capodanno-online-audio-converter.com_.mp3</a></audio>
<p><b>Speranza di cambiamento</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il trucco è fatto, i capelli sono sistemati, l’abito scelto con cura è riposto sul letto in attesa di essere indossato, le scarpe aspettano davanti la porta. La borsa abbinata alla cintura contiene tutto il necessario per la serata: fazzoletti, contanti e carta (non si sa mai), documenti, rossetto, chiavi di casa e della macchina, telefono. Tutto è pronto, bisogna solo vestirsi, indossare scarpe e cappotto, prendere la borsa e uscire di casa. E lasciarsi alle spalle un altro anno, perché quando si tornerà a casa sarà quasi l’alba e sarà già il nuovo anno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quante promesse fatte la notte tra il 31 dicembre ed il 1° gennaio, finite immediatamente nel dimenticatoio il secondo giorno dell’anno, quanti desideri espressi, parole d’amore pronunciate, abbracci e baci scambiati, amori nati e finiti, asce di guerra deposte, oggetti vecchi gettati dalle finestre, lenticchie, melograni e uva passa mangiati, riti scaramantici compiuti in segno di buon auspicio per attirare a sé fortuna e ricchezza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il nuovo anno porta sempre con sé l’aspettativa di un cambiamento, una trasformazione positiva per l’anno che verrà. Perché è il nuovo anno. Non c’è una spiegazione logica. Il 31 dicembre tutto il Mondo festeggia, chi un po’ prima, chi un po’ dopo, a seconda del fuso orario in cui ci si trova, e per le strade delle città, nel frastuono dei botti dei fuochi d’artificio si sentono urla silenziose che gridano: “questo sarà il mio anno, me lo sento!”. Con la consapevolezza di averlo già gridato 365 giorni prima.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma perché proprio l’ultimo dell’anno ha l’arduo compito di caricare sulle spalle le aspettative di miliardi di persone?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La storia del Capodanno, una festività di origine pagana, affonda le sue radici all’epoca dei babilonesi. Gli abitanti della Babilonia solitamente celebravano il cambio tra un anno e l’altro in corrispondenza dell’equinozio di primavera, e in quest’occasione restituivano gli attrezzi agricoli ricevuti in prestito come segno di buon proposito per la nuova annata. Nel 46 a.C. Giulio Cesare dettò il passaggio al calendario giuliano e la festa, che per gli antichi romani aveva lo scopo di celebrare il dio Giano, nome da cui deriva quello del mese di Gennaio &#8211; che si festeggiava subito dopo i Saturnali, le feste romane per il dio Saturno, che chiudevano l&#8217;anno &#8211; iniziò così a cadere tra il 31 dicembre e il 1° gennaio. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sebbene il calendario giuliano fosse stato adottato da molti paesi europei, la data del primo giorno dell&#8217;anno, però, non era per tutti la stessa. In Inghilterra, Irlanda, Pisa e Firenze, ad esempio, il Capodanno si celebrava il 25 marzo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fino a quando Papa Innocenzo XII nel 1691 stabilì che l’anno dovesse cominciare il 1° gennaio. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ed ecco che nasce il Capodanno così come lo conosciamo oggi. Ed è dal 1691 che continuiamo a fare riti propiziatori e promettere cambiamenti che, lo sappiamo benissimo, mai avverranno. Ma continuiamo a farlo, perché siamo abitudinari e diciamocelo, ormai il Capodanno è diventato solo uno dei tanti pretesti per festeggiare e stare con gli amici.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E sperare che l’anno che verrà porterà la trasformazione cantata da Lucio Dalla.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Roberta Conforte</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8864" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/le-origini-del-capodanno-tq1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/le-origini-del-capodanno-tq1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/le-origini-del-capodanno-tq1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/le-origini-del-capodanno-tq1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/le-origini-del-capodanno-tq1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/le-origini-del-capodanno-tq1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/le-origini-del-capodanno-tq1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/le-origini-del-capodanno-tq1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/le-origini-del-capodanno/">Le origini del Capodanno</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		<enclosure url="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/Le-origini-del-Capodanno-online-audio-converter.com_.mp3" length="3255237" type="audio/mpeg" />

			</item>
		<item>
		<title>La nuova collezione di Vittorio Camaiani</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/la-nuova-collezione-di-vittorio-camaiani/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-nuova-collezione-di-vittorio-camaiani</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Dec 2022 16:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Queen]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Parmegiani]]></category>
		<category><![CDATA[Il Valore dell'Onestà]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=8447</guid>

					<description><![CDATA[<p>ispirata all’arte futurista di Regina Cassolo Bracchi Con la nuova collezione FW 2022-23 Vittorio Camaiani ci porta ad incontrare un’affascinante artista d’avanguardia, Regina Cassolo Bracchi, nota come “Regina”, attiva soprattutto a partire dagli anni Trenta ed una delle più singolari artiste del Futurismo milanese.  Le sue sculture in alluminio, plexiglas e acetato stupirono il pubblico [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/la-nuova-collezione-di-vittorio-camaiani/">La nuova collezione di Vittorio Camaiani</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=8447" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NIfnN7rQsjYk-qM4WFS.mp3?generation=1670403432161370&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=8447&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NIfnN7rQsjYk-qM4WFS"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=8447"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><b><i>ispirata all’arte futurista di Regina Cassolo Bracchi</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con la nuova collezione FW 2022-23 </span><b>Vittorio Camaiani</b><span style="font-weight: 400;"> ci porta ad incontrare un’affascinante artista d’avanguardia, </span><b>Regina Cassolo Bracchi</b><span style="font-weight: 400;">, nota come “Regina”, attiva soprattutto a partire dagli anni Trenta ed una delle più singolari artiste del Futurismo milanese.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Le sue sculture in alluminio, plexiglas e acetato stupirono il pubblico di allora e ancora oggi appaiono dotate di una particolare bellezza e modernità. I tratti essenziali e le geometrie astratte erano i segni distintivi di Regina, che in questa collezione si trova a dialogare con lo stilista marchigiano e le sue stoffe. È un lavoro </span><b>“a quattro mani”</b><span style="font-weight: 400;"> in cui le forme rigide della scultura vengono trasformate e traslate su tessuto da Camaiani in un continuo rimando all’estetica di Regina, ma rese morbide e fluttuanti, pronte per avvolgere il corpo femminile. Nel dialogo tra Regina e Camaiani sculture, strutture e disegni diventano l’alfabeto della loro comunicazione; linee rotonde, triangoli, forme astratte si appoggiano sulla donna Camaiani. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La collezione si struttura sui colori dei materiali utilizzati da Regina come il </span><b>grigio dell’alluminio e il giallo, il verde e il rosa del plexiglas</b><span style="font-weight: 400;">. Un abito prende vita da una scultura in plexiglas, un giaccone segue le linee di una sfera, le gonne a punta come le sculture salgono e scendono dall’orlo e seguono un bozzetto di Regina. Piccoli triangoli colorati si appoggiano al rigore di un tubino, i pantaloni si muovono fluidi e finiscono sull’orlo piegati come in una sua scultura, come anche le maniche di una elegante camicia bianca, pezzo iconico di Camaiani presente in ogni sua collezione. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Capo emblematico della collezione è il giaccone “1969”, ripreso da una scultura in plexiglas bianco e trasparente o quello giallo in cachemire ricamato a motivi che evocano il canarino scolpito da Regina negli anni 1925/1930. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I colori dominanti della collezione sono il grigio perla e il grigio ferro, diverse tonalità di verde, dal marcio al bottiglia, il giallo, il nero, il rosa e il blu. I materiali sono principalmente cotone, seta crepe de chine, il jersey, crepe di lana, vigogne, rasatelli e cachemire. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa collezione costruita &#8220;a quattro mani&#8221; porta con sé dunque i tratti riconoscibili di entrambi, in un continuo intreccio tra le rispettive estetiche, come testimoniano i bozzetti dello stilista, per la prima volta siglati a doppia firma, &#8220;Camaiani-Regina&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Elena Parmegiani</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8507" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/1-nuova-collezione-vittorio-camaiani-tq.jpeg-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/1-nuova-collezione-vittorio-camaiani-tq.jpeg-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/1-nuova-collezione-vittorio-camaiani-tq.jpeg-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/1-nuova-collezione-vittorio-camaiani-tq.jpeg-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/1-nuova-collezione-vittorio-camaiani-tq.jpeg-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/1-nuova-collezione-vittorio-camaiani-tq.jpeg-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/1-nuova-collezione-vittorio-camaiani-tq.jpeg-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/1-nuova-collezione-vittorio-camaiani-tq.jpeg.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8508" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/2-nuova-collezione-vittorio-camaiani-tq-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/2-nuova-collezione-vittorio-camaiani-tq-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/2-nuova-collezione-vittorio-camaiani-tq-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/2-nuova-collezione-vittorio-camaiani-tq-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/2-nuova-collezione-vittorio-camaiani-tq-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/2-nuova-collezione-vittorio-camaiani-tq-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/2-nuova-collezione-vittorio-camaiani-tq-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/2-nuova-collezione-vittorio-camaiani-tq.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/la-nuova-collezione-di-vittorio-camaiani/">La nuova collezione di Vittorio Camaiani</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
