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	<title>Sicurezza Vs Lavoro Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
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		<title>Sicurezza e lavoro sono totalmente compatibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Apr 2023 15:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Gerardo Altieri]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza Vs Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La comunicazione dei nostri tempi si basa sui titoloni acchiappa-like, ma spesso fanno disinformazione, anche nell’ambito che condividerò adesso: lavoro e sicurezza. Il mondo del lavoro oggi si è sanamente dotato di una legislazione estremamente dettagliata per tutelare i lavoratori di qualunque settore e in qualunque ambito: ciò ha permesso la riduzione degli incidenti mortali [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">La comunicazione dei nostri tempi si basa sui titoloni acchiappa-like, ma spesso fanno disinformazione, anche nell’ambito che condividerò adesso: lavoro e sicurezza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il mondo del lavoro oggi si è sanamente dotato di una legislazione estremamente dettagliata per tutelare i lavoratori di qualunque settore e in qualunque ambito: ciò ha permesso la riduzione degli incidenti mortali del 70% rispetto agli anni ’70, anche se negli ultimi anni il trend si sta avvicinando ad un asintoto orizzontale. Da questo punto di vista non siamo secondi a nessuno, anzi qualcuno (anche in Europa) si sorprende dell’attenzione mostrata nell’applicazione delle regole al riguardo. In varie occasioni, quando ho mostrato concretamente ad interlocutori esteri i vari processi di implementazione delle regole giuslavoristiche italiane ed europee, ho visto dei visi che trasmettevano meraviglia, a volte accompagnati da qualche distinguo, se non da disappunto dovuto al mio essere ligio alle regole (giuro che mi è successo addirittura con dei tedeschi e dei francesi, invece mi ha meravigliato molto meno quando mi è successo con degli inglesi).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I numeri dicono che siamo nella media europea per numero di decessi per 100.000 lavoratori, con un dato migliore della suddetta media se si considerano solo gli incidenti sul luogo di lavoro (e non quelli per raggiungere il posto di lavoro): si muore purtroppo anche (e, in proporzione, di più) sul percorso fatto per andare in azienda.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E’ un dato di fatto che la doverosa e indispensabile applicazione di quei regolamenti non sia nè semplice, nè economica, ma soprattutto essa non avviene nel 100% delle aziende, pubbliche o private che siano: non viene mai abbastanza sottolineato però che le responsabilità di questa parziale disapplicazione siano condivise tra datore di lavoro e dipendente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Troppo spesso anche la sola assenza di implementazione delle più elementari regole di comportamento e dell’utilizzo di protezioni antinfortunistiche porta a conseguenze tragiche. La consapevolezza di questi concetti viene sempre più diffusa attraverso i corsi di aggiornamento obbligatori sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, ma a quanto pare non è abbastanza: quante volte ci siamo imbattuti in colleghi che trovano noioso e inutile partecipare a quei corsi, salvo poi indignarsi dei numeri delle statistiche che periodicamente vengono pubblicate al riguardo?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quanto sinora scritto descrive il quadro dei Paesi occidentali: se passiamo alle economie emergenti ovviamente lo scenario peggiora drasticamente, ma tutto ciò noi occidentali non dovremmo mai dimenticarlo, soprattutto quando andiamo alla ricerca di prodotti più economici, molto spesso prodotti in quelle nazioni in cui la disciplina giuslavoristica sia alquanto labile, se non quasi completamente inesistente. In quei luoghi già la vecchia legge 626/94 sarebbe un enorme passo avanti, figuriamoci il decreto legislativo 81/08 e i successivi aggiornamenti: da quelle parti un DVR (Documento di Valutazione dei Rischi), piuttosto che l’RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) o il RSL (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza) non li vedono nemmeno col binocolo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Insisto su quanto poco fa indicato: ogni volta che facciamo un qualunque tipo di acquisti la nostra indignazione verso le condizioni di lavoro di certe nazioni non dovrebbe lasciare il posto al solo tornaconto economico personale derivante dal risparmio sul prezzo. La delocalizzazione, pilastro della globalizzazione economica e finanziaria, all’inizio del suo percorso non ha avuto come compagne di viaggio le regole sulla sicurezza del lavoro: eravamo tutti contenti di spendere meno a parità di beni e servizi acquistati (magari non sempre della stessa qualità), ma non ci chiedevamo a discapito di cosa (e di chi…).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi il tema dominante le comunicazioni pubblicitarie è sicuramente la protezione dell’ambiente, ma anche la garanzia delle condizioni lavorative con cui beni e servizi sono prodotti sta diventando un leit motif abbastanza gettonato: sarà questo un modo perché anche nelle più remote zone del mondo siano garantite le minime condizioni lavorative, senza dover più accettare relativi compromessi al ribasso?</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Gerardo Altieri</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10204" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-sicurezza-e-lavoro-sono-compatibili-vrp-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-sicurezza-e-lavoro-sono-compatibili-vrp-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-sicurezza-e-lavoro-sono-compatibili-vrp-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-sicurezza-e-lavoro-sono-compatibili-vrp-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-sicurezza-e-lavoro-sono-compatibili-vrp-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-sicurezza-e-lavoro-sono-compatibili-vrp-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-sicurezza-e-lavoro-sono-compatibili-vrp-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-sicurezza-e-lavoro-sono-compatibili-vrp.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Lavoro e sicurezza, binomio vincente!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Apr 2023 15:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Giorgi]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza Vs Lavoro]]></category>
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<p><span style="font-weight: 400;"> In Italia, la legislazione del lavoro è molto sviluppata, grazie alle tutele previste dalla Costituzione, ed oggi trova il suo perno nel decreto legislativo n. 81 del 2008, che all&#8217;art 18 prevede molteplici impegni a carico del datore di lavoro, grazie ai quali abbiamo registrato negli anni un leggero calo degli incidenti sul lavoro, anche se altrettanto non si registra per le malattie legate al lavoro. Gli adempimenti per la tutela dei lavoratori vanno dall’effettuare la valutazione dei rischi e redigere l&#8217;apposito documento, fase importantissima soprattutto nei cantieri edili, all’assicurare la presenza di un servizio di prevenzione e protezione efficace, dal nominare ovunque il Responsabile per la Sicurezza al programmare e assicurare il servizio di sorveglianza sanitaria, dal provvedere alla fornitura dispositivi di protezione individuale e collettiva alla formazione dei lavoratori in materia di salute e sicurezza, in base al loro ruolo e al loro grado di responsabilità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si tratta di impegni ben definiti che, oltre ad un congruo risarcimento per le vittime degli incidenti sul lavoro, prevedono pene gravi in caso di inosservanza delle indicazioni dettate dalla legge. Però, va sottolineato che, quando si verifica, per esempio, l’appalto dei lavori nell’edilizia, e poi ancora l’appalto dell’appalto, l’accertamento delle responsabilità si complica e così le vittime rimangono senza un verdetto certo, che le risarcisca in tempi brevi del danno subito. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La realtà della tutela dei lavoratori è peggiore in certi Paesi stranieri, dove purtroppo le ragioni economiche, tese allo sviluppo in modo accelerato, sono prevalenti sui diritti umani e le condizioni lavorative ne risentono drammaticamente. Ricordiamo l’incendio divampato in una fabbrica tessile in Pakistan nel 2012 con centinaia di morti e di gravi ustionati, o la storia di Iqbal Masih, operaio bambino impegnato nella lotta allo sfruttamento del lavoro minorile, grazie al quale è emersa la piaga della riduzione in schiavitù dei bambini più poveri, ceduti ai fabbricanti di tappeti per l’impossibilità  dei genitori di pagare debiti contratti per sfamare la famiglia o per curarsi, oppure per mantenere agli studi il figlio maschio, addirittura sacrificando le bambine  a subire  ogni genere di abuso, pur di avere il necessario!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Secondo i dati UNICEF del 2021, il lavoro minorile è ancora diffuso in tutto il mondo, e un bambino su dieci è costretto a svolgere lavori pericolosi, ma il fenomeno assume livelli allarmanti nell’Africa sub sahariana, e il numero dei minori al lavoro è destinato a crescere per l’aumento della povertà e la sospensione delle lezioni per la pandemia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I progressi nella tutela dei lavoratori dei Paesi Occidentali dall&#8217;epoca della rivoluzione industriale ad oggi sono una conquista di civiltà, a partire dalla Dottrina sociale della Chiesa, come racconta il film “Padre Daens”, che denuncia le condizioni di vita e di lavoro degli operai in Belgio alla fine dell’Ottocento. Ulteriore impulso al rispetto dei diritti dei lavoratori è arrivato dai movimenti sindacali e dalla politica più sensibile alla protezione dei minori e delle donne sul lavoro, fino a creare in Occidente un sistema molto avanzato in tema di diritto del lavoro, mentre nel mondo si registrano ancora tante situazioni critiche!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Infatti, dove la corruzione permea il tessuto economico e sociale, rendendo piaghe endemiche la povertà e l&#8217;ignoranza, soprattutto dove il potere è colluso con la criminalità organizzata, esistono ancora schiavi senza possibilità di riscatto. I regimi dittatoriali, poi, esistono pure nel mondo di oggi e continuano a condannare i dissidenti ad essere rinchiusi nei campi di lavoro: certamente questo dramma contribuisce a creare una concorrenza sleale con i prodotti occidentali più costosi, perché qui incidono costo del lavoro e spese per la sicurezza dei lavoratori, costi inesistenti nel caso dei lavori forzati! Dovrebbe essere il consumatore a scegliere prodotti realizzati secondo le regole del diritto, e non derivati da sfruttamento e disperazione, invece spesso si preferisce non farsi troppe domande e acquistare ciò che è più a buon mercato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Allora, il sistema occidentale ha solo luci e nessuna ombra? Ovviamente, non è così! Esistono ancora sacche di resistenza a migliorare la qualità degli ambienti, provvedendo a smaltire i residui di produzione  senza inquinare, considerando tutto ciò come fosse un costo aggiuntivo, non un investimento, e solo le scelte dei consumatori di premiare i brand caratterizzati dall’attenzione al rispetto della salute, possono spingere veramente al cambiamento di mentalità!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Perciò, sono i nostri comportamenti virtuosi anche in tema di acquisti, che possono indirizzare le aziende a scegliere le strategie che offrono sicurezza in molteplici sensi, altrimenti è inutile indignarsi per le vittime sul lavoro!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I consumatori consapevoli possono con le loro scelte  addirittura garantire il successo delle aziende più corrette e di conseguenza la crescita anche dei posti di lavoro in quelle aziende; possono rivolgersi ai negozi del commercio equo e solidale, dove si cerca di arginare lo sfruttamento dei lavoratori dei Paesi meno avanzati; possono leggere con attenzione le etichette dei prodotti acquistati, per apprezzare le regole vigenti nei nostri Paesi democratici come un valore aggiunto di qualità e giustizia!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Economia ed etica insieme possono produrre ricchezza e benessere, disgiunte possono riportare l’orologio della Storia indietro…   </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Paola Giorgi</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10194" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-lavoro-e-sicurezza-binomio-vincente-vrp-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-lavoro-e-sicurezza-binomio-vincente-vrp-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-lavoro-e-sicurezza-binomio-vincente-vrp-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-lavoro-e-sicurezza-binomio-vincente-vrp-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-lavoro-e-sicurezza-binomio-vincente-vrp-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-lavoro-e-sicurezza-binomio-vincente-vrp-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-lavoro-e-sicurezza-binomio-vincente-vrp-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-lavoro-e-sicurezza-binomio-vincente-vrp.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Non c’è vita in un pianeta senza arte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Apr 2023 15:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Roberta Conforte]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza Vs Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sandro Botticelli, Vincent Van Gogh, Francisco Goya, Andy Warhol, Claude Monet, Johannes Vermeer, Umberto Boccioni sono solo alcuni nomi che negli ultimi mesi hanno fatto preoccupare il mondo artistico. Molte opere d’arte, infatti, sono state prese di mira dai gruppi ambientalisti come Just Stop Oil, Extinction Rebellion o Ultima Generazione, per sensibilizzare sul tema ambiente e protestare contro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-10179-1" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Non-ce-vita-in-un-pianeta-senza-arte-online-audio-converter.com_.mp3?_=1" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Non-ce-vita-in-un-pianeta-senza-arte-online-audio-converter.com_.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Non-ce-vita-in-un-pianeta-senza-arte-online-audio-converter.com_.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Sandro Botticelli, Vincent Van Gogh, Francisco Goya, Andy Warhol, Claude Monet, Johannes Vermeer, Umberto Boccioni sono solo alcuni nomi che negli ultimi mesi hanno fatto preoccupare il mondo artistico. Molte opere d’arte, infatti, sono state prese di mira dai gruppi ambientalisti come Just Stop Oil, Extinction Rebellion o Ultima Generazione, per sensibilizzare sul tema ambiente e protestare contro l’immobilismo dei governi. Ma imbrattare, danneggiare e deturpare una tela che esiste da centinaia di anni, già in difficoltà perché esposta a diversi fattori di rischio, quali luce e temperature troppo basse o troppo alte, in quale modo dovrebbe aiutare a sensibilizzare l’uomo sulla salvaguardia dell’ambiente? Secondo quale logica una persona, vedendo “La Gioconda” di Leonardo, opera che è stata realizzata oltre 500 anni fa, deturpata da una torta dovrebbe iniziare a porsi domande sul cambiamento climatico o la tutela del pianeta? L’unica domanda che potrebbe porsi è: “riusciranno a salvarla o verrà irrimediabilmente danneggiata dalla panna?”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E allora perché prendere di mira le opere d’arte e minacciare la loro sicurezza? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dopo l’attacco sferrato all’opera di Leonardo il 29 maggio dello scorso anno, questi sedicenti attivisti hanno dato il via ad una serie di ignobili manifestazioni a loro detta pacifiche e non vandaliche contro capolavori della storia dell’arte. E così nel mirino di Just Stop Oil sono entrate la Kelvingrove Art Gallery di Glasgow, la Manchester Art Gallery e, a Londra, la Courtauld Gallery e la National Gallery dove si è verificato un episodio gravissimo: il quadro al quale i giovani attivisti si sono incollati, “The Hay Wain” di John Constable, ha riportato lievi danni. Ma non erano pacifiche e non vandaliche queste manifestazioni?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E non è finita qui. Il 22 luglio nella sala Botticelli degli Uffizi di Firenze viene esposto uno striscione con scritto “Ultima Generazione, No Gas No Carbone”. I giovani manifestanti si sono poi incollati al vetro che protegge “La Primavera” di Botticelli, che fortunatamente non ha riportato alcun danno grazie alla presenza di un vetro speciale. Il 30 luglio gli attivisti sempre di Ultima Generazione si sono incollati alla struttura che sostiene la scultura “Forme uniche della continuità nello spazio” di Umberto Boccioni, conservato nel Museo del ‘900 di Milano. Il 18 agosto, ai Musei Vaticani di Roma, due ragazzi si sono legati alla base della statua del “Laocoonte”, esponendo uno striscione contro l&#8217;uso di gas e carbone. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il 14 ottobre la National Gallery è stata di nuovo protagonista di gesta eroiche. Alcuni militanti ecologisti di Just Stop Oil, impegnati nella campagna di protesta anti-petrolio, hanno lanciato una zuppa contro “I girasoli” di Vincent Van Gogh. Il 23 “Il pagliaio” di Monet conservato al Museo Barberini di Potsdam, in Germania, viene colpito da due attivisti di Ultima Generazione. Il 27 ottobre viene colpito il capolavoro di Vermeer, “La ragazza con l&#8217;orecchino di perla”, esposta all&#8217;Aja nel museo Mauritshuis.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E infine, l’ultima grande impresa: il 15 gennaio scorso, davanti alla Borsa di Milano in piazza Affari, alcuni attivisti di Ultima Generazione hanno imbrattato con della vernice la famosa statua dell’artista Maurizio Cattelan, che rappresenta una mano con il dito medio alzato. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“There is no art on a dead planet” (non c’è arte in un pianeta morto) ha scritto Peter Kalmus, scienziato spaziale e membro dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change, il gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico), postando su Twitter un video degli attivisti di Letzte Generation che lanciano purè di patate contro l’opera di Monet. “La gente sta morendo di fame, sta congelando, sta morendo. Ci troviamo in una catastrofe climatica e tutto ciò di cui avete paura è una zuppa di pomodori o un purè di patate lanciati su un quadro. Sapete di cos’ho paura io? Ho paura perché la scienza ci dice che non riusciremo a nutrire le nostre famiglie nel 2050”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Certo, se si considera, però, che le opere citate hanno un valore inestimabile non solo in termine puramente economico, ma anche e soprattutto artistico, beh allora sì che c’è da aver paura se viene lanciato del purè di patate.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Protestare è lecito, avere a cuore le proprie ideologie lo è altrettanto, rovinare irrimediabilmente opere d’arte è tutt’altro discorso. Si punta più sulla notizia che suscita il gesto che sul messaggio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Costituzione italiana, nell’articolo 9, stabilisce un principio fondamentale, che accomuna tutela dell’ambiente e tutela del patrimonio artistico: «La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni». </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E allora risulta evidente come deturpare un’opera d’arte per difendere l’ambiente non sia propriamente la strada corretta per trasmettere il messaggio.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Roberta Conforte</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10195" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/2-non-ce-vita-in-un-pianeta-senza-arte-c-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/2-non-ce-vita-in-un-pianeta-senza-arte-c-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/2-non-ce-vita-in-un-pianeta-senza-arte-c-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/2-non-ce-vita-in-un-pianeta-senza-arte-c-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/2-non-ce-vita-in-un-pianeta-senza-arte-c-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/2-non-ce-vita-in-un-pianeta-senza-arte-c-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/2-non-ce-vita-in-un-pianeta-senza-arte-c-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/2-non-ce-vita-in-un-pianeta-senza-arte-c.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10197" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/3-non-ce-vita-in-un-pianeta-senza-arte-c-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/3-non-ce-vita-in-un-pianeta-senza-arte-c-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/3-non-ce-vita-in-un-pianeta-senza-arte-c-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/3-non-ce-vita-in-un-pianeta-senza-arte-c-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/3-non-ce-vita-in-un-pianeta-senza-arte-c-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/3-non-ce-vita-in-un-pianeta-senza-arte-c-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/3-non-ce-vita-in-un-pianeta-senza-arte-c-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/3-non-ce-vita-in-un-pianeta-senza-arte-c.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Il lavoro è – dà – chiede – sicurezza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Apr 2023 15:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Oliva]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza Vs Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Era Confucio a sostenere come bastasse scegliere un lavoro che avremmo amato, per ritrovarsi nella condizione di non lavorare neppure un giorno nella vita. Massima filosofica in parte condivisibile, anche se va detto che anche i più fortunati di noi – cioè quelli che non fanno un compito usurante, che se lo sono potuto scegliere [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Era Confucio a sostenere come bastasse </span><b>scegliere un lavoro</b><span style="font-weight: 400;"> che avremmo </span><b>amato</b><span style="font-weight: 400;">, per ritrovarsi nella condizione di </span><b>non lavorare neppure un giorno nella vita</b><span style="font-weight: 400;">. Massima filosofica in parte condivisibile, anche se va detto che anche i più fortunati di noi – cioè quelli che non fanno un </span><b>compito usurante</b><span style="font-weight: 400;">, che se lo sono </span><b>potuto scegliere</b><span style="font-weight: 400;"> e ne traggono grandi </span><b>soddisfazioni</b><span style="font-weight: 400;"> – almeno qualche giorno nella vita sarebbero rimasti volentieri a poltrire a letto invece di andare a lavorare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma questo non toglie che il lavoro sia centrale nella vita dell’individuo: perché gli permette letteralmente di vivere. Molto più dell’agognata felicità che a dispetto di quanto si professi non ci sostenta. Per questo i nostri padri costituenti l’hanno messa nell’incipit dell’</span><b>art. 1</b><span style="font-weight: 400;">. della nostra</span><b> Costituzione</b><span style="font-weight: 400;">: “L&#8217;Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. La prima cosa uscendo dalla dittatura era ricominciare lavorando. Veniva anche prima di tutti gli altri nobilissimi principi, di tutto il resto. E nel resto già nell’</span><b>art. 4</b><span style="font-weight: 400;"> ci sono tornati su per precisare come questo diritto individuale si trasformi in un valore della comunità nel suo complesso: “</span><i><span style="font-weight: 400;">La Repubblica </span></i><b><i>riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro </i></b><i><span style="font-weight: 400;">e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. </span></i><b><i>Ogni cittadino</i></b><i><span style="font-weight: 400;"> ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un&#8217;attività o una funzione che </span></i><b><i>concorra al progresso materiale o spirituale della società</i></b><span style="font-weight: 400;">”.  D&#8217;altronde, se io sono un buon medico, salvo la vita o curo altre persone, magari un insegnante, un netturbino, un poliziotto. Ma tutte sono ugualmente nobili, da quelle tradizionali a quello che concorrono al futuro. Come lo sono le professioni ambientali che più volte abbiamo presentato e spiegato in questa rubrica.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma il lavoro porta con sé due grandi tematiche: la prima è quella legata alla sua </span><b>ricerca</b><span style="font-weight: 400;">, la seconda è la </span><b>sicurezza</b><span style="font-weight: 400;"> svolgendolo. Il tema della </span><b>disoccupazione</b><span style="font-weight: 400;"> è spinoso e noi come Italia lo sappiamo bene, specie in alcune zone del nostro Paese e quanto questo alimenti il </span><b>lavoro nero</b><span style="font-weight: 400;">, lo </span><b>sfruttamento</b><span style="font-weight: 400;">, senza contare quanto certe condizioni favoriscono la criminalità organizzata. Il numero di </span><b>incidenti sui luoghi di lavoro</b><span style="font-weight: 400;"> è altissimo: un prezzo che paghiamo perché spesso quello che è l&#8217;obiettivo del datore in un&#8217;attività lavorativa sia evitare o quanto meno ridurre l&#8217;esposizione per i lavoratori al </span><b>rischio di infortuni/incidenti</b><span style="font-weight: 400;">, come di contrarre una </span><b>malattia professionale</b><span style="font-weight: 400;">. Per questo il legislatore ha approntato il </span><b>Decreto Legislativo 81 del 9 aprile 2008 </b><span style="font-weight: 400;">– il </span><i><span style="font-weight: 400;">Testo Unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro</span></i><span style="font-weight: 400;">. Prevede una serie di interventi per tutelare l&#8217;incolumità e la salute dei lavoratori, limitando l&#8217;utilizzo di </span><b>sostanze pericolose</b><span style="font-weight: 400;">; facendo </span><b>controlli sanitari periodici</b><span style="font-weight: 400;"> dei lavoratori; informando e formando i lavoratori in materia di sicurezza. In più a vigilare sull&#8217;effettiva efficacia e applicazione sono anche gli stessi colleghi. Il </span><b>datore di lavoro</b><span style="font-weight: 400;"> ha diversi compiti: corretta </span><b>informazione</b><span style="font-weight: 400;"> sui pericoli; </span><b>formazione</b><span style="font-weight: 400;">; sorveglianza e messa in sicurezza degli ambienti per </span><b>prevenire infortuni o malattie professionali</b><span style="font-weight: 400;"> dei lavoratori. Dal canto proprio il </span><b>lavoratore</b><span style="font-weight: 400;"> deve prendersi cura della propria salute e sicurezza, e, allo stesso tempo, quella dei colleghi. La formazione in particolare verte sulla gestione e la valutazione del rischio sul luogo di lavoro e può essere suddivisa in quattro punti: il primo prevede l’individuazione e la registrazione dei pericoli; poi la loro valutazione per determinare il livello di rischio; il terzo la definizione delle misure di prevenzione e protezione e infine la loro attuazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Solo un corretto comportamento e il rispetto della legge onora il </span><b>lavoro</b><span style="font-weight: 400;"> e tutte le persone coinvolte nel processo, che in fondo tutte quante ognuna per il proprio ruolo hanno un ruolo per garantire e garantirsi </span><b>sicurezza</b><span style="font-weight: 400;"> che vuol dire, questa volta umanamente e &#8211; in senso buono &#8211; banalmente, </span><b>futuro</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Angela Oliva</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10199" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/2-editoriale-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/2-editoriale-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/2-editoriale-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/2-editoriale-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/2-editoriale-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/2-editoriale-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/2-editoriale-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/2-editoriale.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10200" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-editoriale-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-editoriale-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-editoriale-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-editoriale-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-editoriale-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-editoriale-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-editoriale-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-editoriale.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sicurezza e Lavoro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Apr 2023 15:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Associazioni e dissociazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Ragionieri]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza Vs Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il compito a cui dobbiamo lavorare, non è di arrivare alla sicurezza, ma di arrivare a tollerare l’insicurezza. “L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.” La salute nei luoghi [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Il compito a cui dobbiamo lavorare, non è di arrivare alla sicurezza, ma di arrivare a tollerare l’insicurezza.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.”</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La salute nei luoghi di lavoro costituisce ormai un aspetto centrale delle politiche aziendali e uno strumento per incrementare il benessere dei lavoratori e, di riflesso, la loro produttività. Il lavoro è l’attività fondante la società, in quanto il motore principale dell’integrazione e della coesione sociale nonché forte sostegno all’identità e alla realizzazione personale. Nonostante l’importanza miliare del lavoro nella storia umana, occorre giungere alla fine del XX secolo per rinvenire in Italia un decreto legislativo che si riferisca agli infortuni sul lavoro si apre così  un ampio interesse ad aspetti della salute intesa non come strettamente fisica, ma come benessere e qualità della vita, ossia ad aspetti ergonomici e di rischio psico-sociale prima ignorati,  quindi, esprimere la volontà di creare una legislatura della sicurezza per tutelare le imprese significa voler salvaguardare gli interessi dell’intera comunità. I costi a livello di vite umane e di investimenti economici causati dagli infortuni sul lavoro e dalle malattie professionali sono a dir poco ingenti o, meglio dire, impressionanti, quindi, indurre in questo campo un cambiamento non formale, né tecnico, ma culturale. È necessario sviluppare una reale cultura della sicurezza, che comporti la consapevolezza da parte delle imprese e dei singoli lavoratori dell’importanza economica e sociale dell’adeguamento alle norme, favorendo l’interpretazione della sicurezza come un investimento nel futuro della propria azienda e della propria vita. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La sicurezza nei luoghi di lavoro è stata, negli ultimi centodieci anni, oggetto d’interesse altalenante, ma ad ogni modo presente nella legislazione italiana. I primi provvedimenti al riguardo risalgono a tre decenni dopo l’unità d’Italia con il Regio Decreto del 1898 che introduce l’obbligo dell’assicurazione contro gli infortuni per alcune categorie di lavoratori dell’industria. Composito è stato il susseguirsi a livello legislativo di decreti riguardo al tema della sicurezza, ma un significativo punto di svolta è rappresentato dall’emanazione del D.Lgs 626/94 è sì un punto di svolta, ma non ha rappresentato certo un traguardo per la legislazione italiana, possedendo ovviamente dei limiti che, dalla sua emanazione, sono stati via individuati e fatti oggetto di revisione. Si tratta di una sfida continua per un cambiamento culturale in materia di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro, con l’obiettivo di ottenere un miglioramento continuo per conseguire risultati specifici in termini di efficacia ed efficienza. Sicuramente lo scopo è adempiere alla normativa vigente, che evolve continuamente, ma questo non deve costituire la priorità; essa va ricercata nell’utilizzo di strumenti che possono prevenire e mitigare i rischi di danno alle persone. In questo senso risultati in materia, possono essere ottenuti attraverso un processo di sensibilizzazione che coinvolge tutti coloro che operano nei luoghi di lavoro e quindi non solo i datori di lavoro che devono ampliare il loro senso di responsabilità, abbandonando il binomio sicurezza = costo, ma anche percorsi di formazione e orientamento dei lavoratori, non più considerati soggetti passivi nell’organizzazione della sicurezza, fino ad arrivare a procedure di controllo nei luoghi di lavoro. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La buona notizia è che la gestione della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro non deve necessariamente essere complicata! L’adozione di semplici misure può spesso condurre a miglioramenti sostanziali. Va inoltre aggiunto che, spesso, non è nemmeno necessario disporre di competenze specifiche per essere in grado di individuare potenziali rischi e di decidere come affrontarli. Di norma basta il buon senso.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il successo di una azienda è prima di tutto il successo dei dipendenti: la combinazione delle competenze, dei talenti, dell’impegno e della dedizione di queste persone. È per questo che i datori di lavoro, cercano di attrarre e assumere i candidati migliori, di investire nella loro formazione, di sviluppare le loro carriere e di retribuirli adeguatamente affinché restino nella  azienda e inoltre che siano sempre motivati. Un altro fattore che può facilitare l’attuazione di misure di sicurezza nelle piccole imprese è il fatto di avere un contatto personale, quotidiano e diretto con i dipendenti e che questi ultimi siano spesso più autonomi e personalmente coinvolti nell’elaborazione dei metodi di lavoro e nella configurazione del luogo di lavoro stesso. L’adozione di semplici misure può spesso condurre a miglioramenti sostanziali della salute e della sicurezza sul lavoro, e nella maggior parte dei settori non occorrono particolari competenze per individuare i rischi potenziali e decidere come risolverli e valutare i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, assicurando  che ogni lavoratore riceva un’adeguata formazione in materia di salute e sicurezza, coinvolgendo  i lavoratori e i loro rappresentanti nelle discussioni riguardanti l’argomento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per stare al passo con i cambiamenti nel mondo del lavoro, l&#8217;investimento più sicuro per persone, imprese e governi rimane il capitale umano. La stessa sopravvivenza economica dipende dalle competenze di base, ossia alfabetiche e matematiche, dell’uomo. Il ruolo preponderante della tecnologia nella vita professionale e privata esige competenze cognitive sempre più avanzate in tutte le tipologie di lavoro (anche in quelli poco qualificati). Il ruolo del capitale umano è oggi più importante che mai, anche grazie alla domanda crescente di competenze e capacità socio-comportamentali. Le professioni che richiedono interazione interpersonale non saranno facilmente sostituite dalle macchine. Tuttavia, per avere accesso a tali professioni, occorrono solide competenze socio-comportamentali che si acquisiscono nella prima infanzia e che vengono poi modellate nel corso della vita. Il capitale umano è fondamentale, perché oggi le esigenze in termini di versatilità sono maggiori. Fortunatamente, le soluzioni non mancano. Per prepararsi all’evoluzione della natura del lavoro, i paesi dovrebbero iniziare a investire maggiormente nello sviluppo della prima infanzia, in quanto rappresenta una strategia efficace per costruire competenze preziose indispensabili sui futuri mercati del lavoro. È possibile anche promuovere il capitale umano facendo in modo che l’istruzione dia risultati in termini di apprendimento. Per soddisfare le esigenze evolutive del lavoro, in modo più ampio, saranno, probabilmente, necessari degli adeguamenti delle competenze al di fuori dell’istruzione obbligatoria e dell’occupazione formale. È possibile, pertanto, ricorrere all&#8217;istruzione terziaria e alla formazione destinata agli adulti in modo efficace. Fra gli ostacoli all’investimento nel capitale umano, vi è la carenza di incentivi politici. Sono pochi i dati disponibili relativi alla capacità dei sistemi sanitari ed educativi di generare capitale umano. Questa carenza osteggia la formulazione di soluzioni efficaci, la ricerca del miglioramento, e la capacità dei cittadini di porre i governi di fronte alle loro responsabilità. Il progetto della Banca Mondiale sul capitale umano, descritto nel presente studio, è stato elaborato per affrontare le lacune degli incentivi politici e imprimere l’impulso necessario a investire in capitale umano. Anche l&#8217;assistenza sociale e i sistemi previdenziali dovrebbero essere adattati alla natura mutevole del lavoro. Il concetto di universalismo progressivo potrebbe essere un principio guida verso una copertura più estesa, soprattutto nell’economia informale. Una volta istituita la protezione sociale, il passaggio da un lavoro all’altro diventa più agevole grazie a norme flessibili in materia di lavoro</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Maria Ragionieri</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10190" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-sicurezza-e-lavoro-a_d-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-sicurezza-e-lavoro-a_d-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-sicurezza-e-lavoro-a_d-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-sicurezza-e-lavoro-a_d-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-sicurezza-e-lavoro-a_d-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-sicurezza-e-lavoro-a_d-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-sicurezza-e-lavoro-a_d-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-sicurezza-e-lavoro-a_d.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Quando la notte non fa più paura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Apr 2023 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Cassini]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza Vs Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>sul lavoro e la sicurezza Un tempo molte fabbriche in Emilia Romagna non erano costruite con criteri antisismici. Nessuno poteva immaginare che uno sciame sismico avrebbe potuto provocare morte e distruzione, da quelle parti. E invece andò esattamente così. L&#8217;Emilia, da sempre, non è considerata terra di terremoti. Esistono, infatti, molti territori in Italia che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/quando-la-notte-non-fa-piu-paura/">Quando la notte non fa più paura</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-10182-2" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Quando-la-notte-non-fa-piu-paura.m4a?_=2" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Quando-la-notte-non-fa-piu-paura.m4a">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/Quando-la-notte-non-fa-piu-paura.m4a</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">sul lavoro e la sicurezza</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un tempo molte fabbriche in Emilia Romagna non erano costruite con criteri antisismici. Nessuno poteva immaginare che uno sciame sismico avrebbe potuto provocare morte e distruzione, da quelle parti. E invece andò esattamente così. L&#8217;Emilia, da sempre, non è considerata terra di terremoti. Esistono, infatti, molti territori in Italia che hanno uno storico abbastanza pesante in materia di terremoti e la meravigliosa città de L&#8217;Aquila non fa eccezione. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sisma dell&#8217;Emilia, meno grave rispetto a quello aquilano in quanto a numero di vittime ma non meno tragico, viene ricordato come il sisma dei lavoratori. Ricordo il primo giorno in cui ricevetti le basi della storia per un cortometraggio su questo, che poi avrei totalmente riscritto per trasformarlo in un film. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il film sul terremoto dell&#8217;Emilia, appunto. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Avevo 27 anni, era il mio primo lavoro su un lungometraggio. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vi lascio solo immaginare quanto la posta in gioco fosse alta per me. In più, dopo aver realizzato serie televisive internazionali da attore protagonista o coprotagonista come &#8220;Borgia&#8221; o &#8220;L&#8217;Ultimo Papa Re&#8221;, l&#8217;idea di cimentarmi in un film low budget mi preoccupava molto. Stavo entrando nel contesto indipendente. Come avrei potuto rappresentare le scene del sisma in modo credibile senza il budget adeguato? Cosa avrei dovuto fare per rendere quel piccolo film qualcosa di autentico?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Decisi che la prima cosa da fare fosse quella di seguire le parole dei &#8220;maestri&#8221;: al Centro Sperimentale di Cinematografia ci fecero studiare i grandi capolavori del cinema neorealista. Il pubblico sente la verità in una storia. Il pubblico percepisce la necessità di voler raccontare una storia. Cercai così di fare lo stesso. Entrai in contatto con i familiari delle vittime del sisma dell&#8217;Emilia. Conobbi così il &#8220;Comitato Emilia Vite Scosse&#8221;, composto da tante persone che avevano in quel terremoto perso i propri cari. Entrare in contatto con loro mi permise di capire quanto in Emilia il concetto di lavoro fosse importante. Scrivo queste parole perché quel terremoto si divise praticamente in due fasi: la prima scossa del 20 maggio e poi una seconda il 29. Considerando che lo sciame sismico si era già registrato dal mese di gennaio dello stesso anno, la scossa del 29 maggio fu sicuramente inaspettata anche se era una possibilità che nessuno aveva escluso. Nell&#8217;arco di quei 10 giorni molti datori di lavoro, con i propri operai al seguito, si interrogarono se fosse giusto continuare a lavorare oppure no. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma tutti sapevano che quel terremoto avrebbe messo in ginocchio l&#8217;economia di una intera Regione, e che fermarsi poteva significare solo una cosa: chiudere. O peggio ancora licenziare. Ricordiamo in queste righe che l&#8217;Emilia è una regione di fabbriche e la cooperazione fra imprenditori e operai era ed è una caratteristica quasi culturale di questo posto. Parliamo di piccole fabbriche dove l&#8217;operaio si sente parte integrante di una squadra. Certo, anche in Emilia esistono ambienti di lavoro più brutti, ma generalmente qui c&#8217;è una cultura del lavoro e della cooperazione davvero fuori dal comune. Appresi tutti questi dettagli parlando con il &#8220;Comitato Emilia Vite Scosse&#8221; e decisi di scrivere un film dove i lavoratori, insieme agli imprenditori, si trovano di fronte a un dubbio esistenziale: continuare a lavorare anche se la terra trema con il rischio di morire sotto le macerie, o rimanere a casa in attesa che il terremoto finisca, ma con la possibilità in futuro di perdere il lavoro? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Molti operai decisero, insieme con i propri datori di lavoro, di continuare a produrre per non morire economicamente, per non morire esistenzialmente. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ero sicuro che questo film non avrebbe potuto raggiungere la grande distribuzione, e invece SKY decise di acquistarlo. Non solo: si tenne una storica proiezione del film &#8220;La notte non fa più paura&#8221; in Parlamento. Insieme a me c&#8217;erano i familiari delle vittime del terremoto, che in quell&#8217;occasione poterono confrontarsi a cuore aperto con i parlamentari, raccontando la loro esperienza. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Alla fine della proiezione si aprì un confronto che arrivò presto a toccare temi come la sicurezza sul lavoro e la sicurezza nei luoghi di lavoro. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fu un momento di grande crescita per tutti noi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quel piccolo film, realizzato grazie al contributo economico della Signora Maria Rita Storti, ex insegnante delle scuole superiori, divenne ben presto il &#8220;veicolo&#8221; per un cambiamento, per una riflessione. E se questo è stato possibile è solo grazie all&#8217;ascolto. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il film è dedicato a tutte le vittime del terremoto dell&#8217;Emilia. E se adesso ci sono delle nuove fabbriche costruite con criteri antisismici, forse un piccolo contributo è stato dato anche da questa pellicola scritta con i familiari delle vittime del terremoto. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8220;La notte non fa più paura&#8221; riceverà in seguito una Menzione Speciale ai Nastri D&#8217;Argento e sarà proiettato alla Festa del Cinema di Roma. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il cinema ha il grande dono di abbracciare i temi sociali e cambiare il mondo in cui viviamo per trasformarlo in un mondo migliore. Un mondo dove il rispetto per il lavoratore, per l&#8217;imprenditore, la cultura della sicurezza sul lavoro diventano una cosa sola. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Buona visione. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Marco Cassini</span></p>
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