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	<title>Medicina di oggi e la telemedicina di domani Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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		<title>Perché senza emergenza non si parla più di sanità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Aug 2023 15:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Oliva]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina di oggi e la telemedicina di domani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quella che stiamo vivendo è la prima estate dopo due anni di pandemia da Covid 19 senza alcuna restrizione sul territorio italiano. E per gli italiani che si muoveranno verso altri Paesi per le vacanze. Una situazione che riguarda praticamente tutto il mondo, ad eccezioni di rare zone in Oriente. Solo il 5 maggio 2023 il [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Quella che stiamo vivendo è </span><b>la prima estate dopo due anni di pandemia da Covid 19</b> <b>senza alcuna restrizione</b><span style="font-weight: 400;"> sul territorio italiano. E per gli italiani che si muoveranno verso altri Paesi per le vacanze. Una situazione che riguarda praticamente tutto il mondo, ad eccezioni di rare zone in Oriente. Solo il</span><b> 5 maggio 2023</b><span style="font-weight: 400;"> il direttore generale dell&#8217;</span><i><span style="font-weight: 400;">Organizzazione Mondiale della Sanità</span></i><span style="font-weight: 400;"> (OMS) Tedros Adhanom Ghebreyesus ha dichiarato la fine del Covid-19 come emergenza sanitaria globale dopo oltre tre anni. Possiamo dire che il</span><b> Coronavirus</b><span style="font-weight: 400;"> è definitivamente alle spalle. Anche se non sono pochi i fragili che hanno fatto e continueranno a fare il </span><b>vaccino</b><span style="font-weight: 400;">. Quasi 14 milioni di dosi somministrate nel mondo ad oggi. Come accade per l’influenza – che detto tra parentesi nella prima ondata post misure di contenimento è stata violentissima – saranno in molti a </span><b>scegliere la scienza per proteggersi</b><span style="font-weight: 400;">. Ma la domanda ora è un’altra: cosa ci ha insegnato? Abbiamo dimenticato già il numero incredibile di vittime &#8211; </span><b>6.938.353</b><span style="font-weight: 400;"> morti nel mondo</span><span style="font-weight: 400;"> &#8211;</span><span style="font-weight: 400;"> che l’umanità ha visto soccombere in questa </span><b>guerra sanitaria</b><span style="font-weight: 400;">? All’apparenza troppo poco!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi sta volgendo al termine anche l’attività giudiziaria a cui sono sottoposti l’ex Presidente del Consiglio Giuseppe </span><b>Conte</b><span style="font-weight: 400;"> e l’ex Ministro della Salute Roberto </span><b>Speranza</b><span style="font-weight: 400;">. Che ci dice non poco su cosa ha fatto il virus in Italia. Entrambi sono stati ascoltati sul finire di questa primavera dal Tribunale dei Ministri. Sono tuttora </span><b>sotto inchiesta per omicidio colposo ed epidemia colposa</b><span style="font-weight: 400;">. Eppure, sembriamo esserci dimenticati dell’incubo che abbiamo vissuto e non solo Italia. Forse noi per primi in Occidente ne abbiamo pagato il peso, perché sorpresi e impreparati. Se si eccettua la Cina – che comunque ha potuto adottare misure assai più coercitive verso i cittadini delle democrazie occidentali – il Paese in cui a tutt’oggi il virus sembra essere comparso. Proprio lo </span><b>strascico giudiziario</b><span style="font-weight: 400;"> in Italia, che arriva sempre puntuale nel nostro Paese, dice molto. In primis perché coinvolge due alte cariche allora. Ma ormai è ridotto a controversia politica che non si traduce in atti concreti per il sistema sanitario italiano. Il leader dei </span><i><span style="font-weight: 400;">Cinque Stelle</span></i><span style="font-weight: 400;"> e quello di </span><i><span style="font-weight: 400;">Articolo Uno</span></i><span style="font-weight: 400;"> devono rispondere delle accuse di omicidio colposo ed </span><b>epidemia colposa</b><span style="font-weight: 400;">. La Procura di Bergamo insiste sulla </span><b>mancata istituzione di una zona rossa</b><span style="font-weight: 400;"> per isolare i comuni di </span><b>Nembro</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>Alzano Lombardo</b><span style="font-weight: 400;">. Da cui tutto ebbe inizio. Come pure sulla </span><b>mancata applicazione del piano nazionale anti-pandemico</b><span style="font-weight: 400;">. Era datato 2006! Per la magistratura italiana bergamasca – la zona forse più colpita; nessuno dimenticherà facilmente le foto della colonna dei mezzi dell’esercito che trasportavano le tante bare – anche solo queste due mosse potevano limitare i danni e salvare parecchie vite. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E oggi cosa stiamo facendo? Ora che tutto è alle spalle e che pure il </span><b>PNRR</b><span style="font-weight: 400;"> fa solo esplodere polemiche, è cambiato qualcosa? Sembrerebbe di no. La </span><b>sanità</b><span style="font-weight: 400;"> è più una voce di spesa da ridurre. E se puoi affrontare le tue problematiche rivolgendoti al settore privato – meglio se convenzionato, o sotto l’egida delle assicurazioni – tanto meglio. Sembriamo aver dimenticato l’angoscia di allora. Non tutti, certo. Ma prevale la volontà di evadere a quella di farsi carico. Almeno fino alla prossima emergenza, in cui si farà di nuovo appello a chi ci mette la faccia e si prende le responsabilità.</span></p>
<p style="text-align: right;"><b>Angela Oliva</b></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11141" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-editoriale-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-editoriale-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-editoriale-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-editoriale-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-editoriale-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-editoriale-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-editoriale-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-editoriale.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Il Conventino, la residenza di Francesco Paolo Michetti dove fu scritto “Il Piacere” di D’Annunzio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Aug 2023 15:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Queen]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Parmegiani]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina di oggi e la telemedicina di domani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Il più giovane, il più forte, il più intellettuale centro d’Italia”, così veniva definito alla fine dell’Ottocento il Conventino. La dimora di Francesco Paolo Michetti, pittore e fotografo abruzzese nato a Tocco da Casauria, in provincia di Pescara, si configurava come uno spazio ibrido a metà tra l’abitazione e la residenza privata, una sorta di [&#8230;]</p>
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<p><i><span style="font-weight: 400;">“Il più giovane, il più forte, il più intellettuale centro d’Italia</span></i><span style="font-weight: 400;">”</span><b>, </b><span style="font-weight: 400;">così veniva definito alla fine dell’Ottocento il </span><b>Conventino</b><span style="font-weight: 400;">. La dimora di </span><b>Francesco Paolo Michetti, </b><span style="font-weight: 400;">pittore e fotografo abruzzese nato a Tocco da Casauria, in provincia di Pescara,</span> <span style="font-weight: 400;">si configurava come uno spazio ibrido a metà tra l’abitazione e la residenza privata, una sorta di atelier. Tra le emblematiche mura della magione sono stati scritti persino i celebri versi de </span><i><span style="font-weight: 400;">Il Piacere</span></i><span style="font-weight: 400;"> di </span><b>Gabriele D’Annunzio.</b><span style="font-weight: 400;"> L’appassionata storia d’amore tra il nobile romano Andrea Sperelli ed Elena Muti prende forma proprio qui a </span><b>Francavilla al Mare,</b><span style="font-weight: 400;"> in provincia di Chieti, a luglio del 1888, per poi vedere la luce ed essere pubblicata l’anno seguente dai Fratelli Treves. Il Vate era un assiduo habituè del Conventino, l’antica casa del Michetti, che deve il suo appellattivo al fatto che in origine i frati abitavano proprio in una delle celle del Complesso dove il famoso poeta italiano immaginò le travagliate vicende sentimentali di Andrea Sperelli. Oggi, come allora, il Conventino affascina per la sua storia, poichè la struttura ha conservato perfettamente la sua veste rinascimentale, con il suo portico, gli oblò, il refettorio, la vasca nel giardino e la stanza di D’Annunzio, testimonianza dei sublimi intrecci umani ed artistici dell’epoca. Il Michetti, infatti, fu l’ispiratore ed il promotore di un fervido cenacolo artistico, che a partire dall’Ottocento si riunì nel convento di Santa Maria del Gesù nella periferia est di Francavilla al Mare, verde collina che guarda l’Adriatico, che proprio il pittore aveva acquistato nel 1885. Da qui prese il nome del Convento Michetti, la magione dove l’artista abitava insieme alla moglie Annunziata Cermignani. Una coppia che all’epoca fece molto scalpore, sposandosi proprio al Conventino, dopo aver avuto il primo figlio. Ma non c’era solo il Vate tra gli illustri frequentatori del luogo. Anche altri letterati e uomini di cultura abruzzesi come il musicista Francesco Paolo Tosti, il pittore Basilio Cascella, lo scultore Costantino Barbella, il giornalista Edoardo Scarfoglio, la scrittrice Matilde Serao, l’antropologo Antonio De Nino, il pittore Francesco Saverio Altamura erano ospiti abituali della residenza abruzzese. Personalità che formavano il “cenacolo michettiano”, una folla di artisti così numerosa, che soggiornava in questo luogo, al punto che lo stesso Michetti arrivò a definire il Conventino come “l’albergo”. Con Gabriele D’Annunzio però Michetti stabilì un profondo sodalizio artistico ed umano che si protrasse fino al 1904. Nel suo testamento spirituale lo scrittore ricordando l’amico scomparso anni fa scrisse: “</span><i><span style="font-weight: 400;">mei dimidium animi”</span></i><span style="font-weight: 400;"> ed ancora: “</span><i><span style="font-weight: 400;">mio fratello</span></i><span style="font-weight: 400;">”. Tutte queste personalità, assidue frequentatrici del Conventino, lavoravano in un’intima comunione d’intenti che aveva come scopo quello della valorizzazione della natura e del popolo d’Abruzzo. Questa fervente atmosfera culturale contribuì alla nascita di moltelpici opere d’arte e lo stesso D’Annunzio si recò al convento per comporre non solo</span><i><span style="font-weight: 400;"> Il</span></i> <i><span style="font-weight: 400;">Piacere</span></i><span style="font-weight: 400;">, ma anche </span><i><span style="font-weight: 400;">Trionfo della morte</span></i><span style="font-weight: 400;"> (1894) e </span><i><span style="font-weight: 400;">L’innocente</span></i><span style="font-weight: 400;"> (1891). Francesco Paolo Tosti proprio qui realizzò invece la sua romanza più struggente: </span><i><span style="font-weight: 400;">‘A vucchella</span></i><span style="font-weight: 400;"> (1892). Il Conventino attualmente è una proprietà privata, abitata dagli eredi del pittore, ma viene aperta in estate per la rassegna </span><i><span style="font-weight: 400;">A cena con gli artisti</span></i><span style="font-weight: 400;"> che mette in luce in un dialogo profondo le opere di Basilio Cascella, Edoardo Scarfoglio e Gabriele D’Annunzio. Il Convento Michetti ha subito negli anni diversi interventi di restauro che hanno avuto il merito di conservarlo come all’origine. Per anni è stato sede del prestigioso Premio Michetti e di numerosi eventi artistici e culturali. Il convento inoltre racchiude molte opere di Francesco Paolo Michetti. Persino i tessuti utilizzati nell’arredo della struttura e nelle tele artistiche testimoniano la poliedricità e l’eclettismo del grande pittore abbruzzese e dei suoi celebri ospiti. Uno spirito trasversale, sviluppato in diversi anni, che getterà le fondamenta per la creazione e lo sviluppo di un fervido ed attivo polo culturale nazionale con base proprio a Francavilla al Mare. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Elena Parmegiani</span></p>
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		<title>Quale futuro per la Sanità in Italia?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Aug 2023 15:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina di oggi e la telemedicina di domani]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Giorgi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La recente esperienza della pandemia ha evidenziato i bisogni ineludibili dei cittadini, che in un contesto di welfare aspettano risposte adeguate e puntuali, mentre in Italia cresce la richiesta di servizi alla Sanità, per l’innalzamento dell’età media della popolazione, che con l’aumentare dell’aspettativa di vita, ha sempre più bisogno di monitorare la salute con l’aiuto [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">La recente esperienza della pandemia ha evidenziato i bisogni ineludibili dei cittadini, che in un contesto di welfare aspettano risposte adeguate e puntuali, mentre in Italia cresce la richiesta di servizi alla Sanità, per l’innalzamento dell’età media della popolazione, che con l’aumentare dell’aspettativa di vita, ha sempre più bisogno di monitorare la salute con l’aiuto di professionisti, non solo preparati, ma sensibili e umani.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le risorse del PNRR sono un’occasione importante per intervenire sulla Sanità, per renderla più vicina alle necessità dei cittadini e più efficiente grazie alle innovazioni digitali, che ormai sono entrate nella nostra vita e possono diventare strumenti preziosi, per avere assistenza sanitaria in modo più agile e tempestivo rispetto al passato, e soprattutto riducendo sprechi e ritardi nell’accesso alle cure.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ora, esiste il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0, che raccoglie documenti e dati sanitari dei singoli, permette di prenotare , modificare le prenotazioni di prestazioni sanitarie, effettuare pagamenti online del ticket, effettuare la scelta del medico di famiglia, e certamente costituisce un utile sviluppo a favore del cittadino del sistema sanitario, ma chiede particolare vigilanza per tutelare la privacy e proteggere i dati dai cyber attacchi, che possono bloccare l’accesso ai servizi, come accaduto nella Regione Lazio nel 2021. Il fenomeno degli hacker ha sollevato l’attenzione della politica: in Italia, i cyber attacchi crescono con una velocità impressionante, fino a 169 volte di più della media mondiale, come sottolinea il rapporto Clusit 2022.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La digitalizzazione dell’Ecosistema sanitario offre, comunque, molte opportunità, come dimostra, per esempio, l’interessante l’esperienza del Trentino, che ha sviluppato la piattaforma TreC (Cartella Clinica del Cittadino) con una precisa vision: assicurare servizi sanitari online, fruibili da persone con diversi livelli di istruzione e competenze informatiche, tenendo conto dei  vari bisogni di salute e cura, che vanno dalla prevenzione alla considerazione dello stato della malattia, se cronica o acuta, il tutto per rendere il sistema interoperabile tra i vari attori, cioè pazienti e operatori sanitari, agevolando la somministrazione delle terapie e offrendo supporto continuo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La digitalizzazione in campo sanitario, certo, richiede lo sforzo di una formazione ad hoc con le sfide che vengono dall’Intelligenza Artificiale, ma può essere strumento di equità sociale, nel garantire servizi essenziali sanitari in modo omogeneo e uniforme su tutto il territorio nazionale! </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La telemedicina, che è entrata nel Servizio Sanitario Nazionale nel dicembre 2020, offre le linee guida con le regole per visite, consulti, referti e teleassistenza, assicurando servizi che non sostituiscono le prestazioni sanitarie tradizionali, fondate sul rapporto personale di fiducia tra medico e paziente, ma le integrano, migliorando gli effetti delle terapie e le speranze di guarigione.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Paola Giorgi</span></p>
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		<title>La Medicina e la telemedicina in Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Aug 2023 15:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Associazioni e dissociazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Ragionieri]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina di oggi e la telemedicina di domani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La   telemedicina comporta l’uso delle telecomunicazioni nonché delle tecnologie elettroniche e informatiche a supporto della medicina quando la distanza separa il paziente dal personale medico.  Un deciso e decisivo impulso alla nascita della telemedicina derivò dalla necessità, in relazione ai primi voli spaziali, di trasmettere a distanza i parametri vitali, e questo stimolò, attraverso [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">La   telemedicina comporta l’uso delle telecomunicazioni nonché delle tecnologie elettroniche e informatiche a supporto della medicina quando la distanza separa il paziente dal personale medico. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un deciso e decisivo impulso alla nascita della telemedicina derivò dalla necessità, in relazione ai primi voli spaziali, di trasmettere a distanza i parametri vitali, e questo stimolò, attraverso i relativi ampi finanziamenti messi a disposizione dalla NASA, la messa a punto di tecniche per la rilevazione e trasmissione dei parametri vitali che avevano naturalmente i limiti delle tecnologie dell’epoca poi superati grazie ai progressi nei diversi segmenti del processo di sviluppo della telemedicina. Opportunamente, quindi, la telemedicina è definita come “l’uso remoto della competenza medica nel luogo dove insorge la necessità”. Tale definizione non è unanimemente condivisa, in quanto ci sono visioni più restrittive che tendono a vedere la telemedicina solo come un processo e non come una tecnologia, che si scontrano con concezioni più “indulgenti” che tendono ad etichettare come “telemedicina” qualsiasi applicazione della telematica alla telemedicina. Al riguardo, è opportuno sottolineare che la telemedicina, proprio per il suo carattere interdisciplinare, deve il suo sviluppo soprattutto al contributo scientifico dell’ingegneria biomedica, ovvero di quella branca dell’ingegneria che utilizza metodi e tecnologie ingegneristiche per la soluzione di problemi biomedici. Ancora più esaustiva appare la definizione approvata a livello comunitario, per la quale la telemedicina è “l’integrazione, monitoraggio e gestione dei pazienti, nonché l’educazione dei pazienti e del personale, usando sistemi che consentano un pronto accesso alla consulenza di esperti ed alle informazioni del paziente, indipendentemente da dove il paziente o le informazioni risiedano.  E’ innegabile che l’adozione della telemedicina può portare a un abbassamento dei costi diretti e indiretti della salute (basti pensare alla riduzione del lavoro amministrativo superfluo, a una maggiore razionalizzazione nell’utilizzo del personale, nonché a una maggiore efficacia nelle azioni di prevenzione a largo raggio. Per le aziende e le organizzazioni sanitarie, la telemedicina può comportare il miglioramento generale dei servizi, e una maggiore facilitazione nella cooperazione tra centri di cura specializzati e centri di salute primaria, specie nei casi di emergenza e nei casi acuti, nonché la possibilità di adattamento dell’assistenza sanitaria alle impennate improvvise del numero dei pazienti. Per i medici ed il personale sanitario in genere, l’utilizzo della telemedicina comporta indubbiamente un incentivo all’incremento delle professionalità tramite sistemi come il teleconsulto e la videoconferenza, che rendono più facile ed economico l’aggiornamento professionale, attraverso lo scambio di testi, ricerche dati in genere, nonché un accrescimento della qualità delle decisioni del medico, mettendo a sua disposizione, in modo semplice e veloce, le informazioni relative al paziente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Notevole sarà anche il miglioramento che potrà registrare la qualità della vita dei pazienti, i quali potranno essere curati a domicilio. Indubbia sarà anche la riduzione delle liste d’attesa per le cure specialistiche. Infine, il paziente potrà beneficiare anche di un servizio migliore e di maggiori informazioni sullo stato della propria salute.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma lo stesso concetto di consultazione a distanza non è frutto di elaborazioni recenti. Si può così retrodatare al 1903 la prima rudimentale applicazione pratica della telemedicina, anno in cui l’olandese Wilhelm Einthoven, inventò l’elettrocardiografo: il telefono era stato da poco inventato e il fisiologo olandese lo utilizzò per trasmettere i suoni del cuore e dei polmoni di un paziente da un luogo a un altro. Nobile e alto l’intento, ma scarsi i risultati raggiunti, a causa dell’inadeguatezza dei sistemi di comunicazione del tempo, in quegli anni, infatti, si ebbero le prime positive trasmissioni di tracciati elettrocardiografici e elettroencefalografici tra centri specializzati degli Stati Uniti, dell’Australia, del Canada e dei Paesi Scandinavi. Negli anni’60 si registrò una poderosa impennata della pratica della Telemedicina, grazie anche all’utilizzo dei sistemi di comunicazione per lo studio della salute degli astronauti nello spazio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Negli anni’70 si ebbe un ulteriore progresso, in termini di tentativi condotti con esito positivo, della consultazione a distanza specie nel campo della radiologia. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche in Italia oramai la telemedicina è diventata una realtà concreta, che ha registrato anche dei picchi di eccellenza. Sul campo, tuttavia, rimangono molti problemi ancora irrisolti: primo fra tutti, quello di un’adeguata protezione dei dati sensibili. Infine, importanti sono anche gli obiettivi di espansione dei progetti italiani di telemedicina nel Mediterraneo. Per il futuro, non è possibile sapere quale sarà la piega che prenderanno gli studi e le applicazioni pratiche della Telemedicina; tuttavia, è possibile ipotizzare non solo un uso più intenso della stessa nelle applicazioni quotidiane ma anche che venga utilizzata per le aree più isolate della Terra o nelle stazioni spaziali. Tuttavia, nel tempo, si è assistito ad un ampliamento delle possibilità applicative del teleconsulto che oggi finisce per rendere possibile il collegamento a distanza con un centro specializzato per ottenerne una qualificata consulenza previa trasmissione telematica di immagini diagnostiche e di dati biomedici.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il problema della responsabilità del medico in telemedicina rappresenta una questione di iure condendo, più che di iure condito, attesa la scarsa o nulla produzione legislativa in materia, nonché la correlata mancanza di fonti giurisprudenziali. Per quanto concerne la responsabilità civile, è opportuno prendere le mosse dall’art.2043 c.c., norma cardine della responsabilità extracontrattuale o aquiliana, per la quale qualunque fatto doloso o colposo che cagioni ad altri un danno ingiusto obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La telemedicina mette sul campo numerose altre problematiche giuridiche che al momento possono essere affrontate solo a livello dottrinario, non essendo disponibile alcuna regolamentazione normativa né alcuna pronuncia giurisprudenziale. La problematica principale connessa alla Telemedicina in Italia riguarda la gestione dei dati personali particolari. Si tratta a tutti gli effetti di dati sanitari che vengono trasmessi e condivisi attraverso piattaforme di videoconferenza, spesso utilizzate da più professionisti. L’aspetto sul quale è necessario porre massima cura e attenzione concerne la raccolta, l’archiviazione e la gestione dei dati personali dei pazienti durante le consulenze, i consulti e le sedute live.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oltre le problematiche di ordine giuridico, rimangono sul campo quelle di ordine deontologico. la mancanza dell’incontro fisico può interferire con la relazione terapeutica sia perché la distanza fisica impedisce al paziente di avere fiducia nel medico, sia perché l’impossibilità del medico di toccare il paziente può avere ripercussioni negative sul tradizionale iter logico visita-diagnosi prescrizione che spesso rischia di non essere rispettato o, anche nei casi in cui venga formalmente rispettato, risulta comunque gravemente compromesso anche lì dove si tratti di prestazioni che non richiedano necessariamente la presenza fisica del medico.  Il tutto, mentre un nuovo e più ampio filone della medicina moderna propone il ritorno al tradizionale esame fisico, a dispetto dei progressi tecnologici. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Prima dell’avvento della Pandemia il termine Telemedicina non era certo di uso comune. Abbiamo iniziato ad utilizzarlo quando i medici, impossibilitati a muoversi dalle proprie abitazioni a causa del Covid-19, proponevano consulenze a distanza via Internet attraverso le piattaforme dedicate alle videoconferenze, un uso della telemedicina che però è avvenuto in un contesto di conoscenze tecnico-scientifiche e di consapevolezza organizzativa, a livello istituzionale e sanitario, non adeguato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il panorama sanitario ha quindi </span><a href="https://www.alleatiperlasalute.it/open-innovation/sanita-digitale-fra-sviluppo-e-diffidenza"><span style="font-weight: 400;">elementi evolutivi</span></a><span style="font-weight: 400;"> che stanno aprendo grandi prospettive e opportunità a cui si sommano, in questo momento, una grande incertezza sull’organizzazione delle attività sanitarie quotidiane ulteriormente aggravata dalla carenza del personale. Serve quindi molta competenza, che dobbiamo creare investendo nella formazione dei professionisti, e mettere a punto best practices e linee guida medico sanitarie che chiariscano sul dove e come intervenire.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il termine stesso di “telemedicina” può suonare ed essere poco appropriato, come anche quello di medicina digitale. La medicina si evolve nel tempo, ma non per questo si ricorda la medicina degli amanuensi, o quella della macchina da scrivere o quella, per chi li ha usati, dei “word processors”. E la stessa medicina digitale, terminologia oggi sulla cresta dell’onda, non è altro che la medicina che, nella sua fase attuale di evoluzione, usa largamente le tecnologie digitali. Ma sarebbe un errore considerare la telemedicina e la medicina digitale come entità. Si tratta della medicina che, per usare pienamente le risorse tecnologiche oggi disponibili, potrà, e a nostro avviso dovrà, in funzione delle necessità, andare incontro a un processo di rimodellazione che non si limiti a sfruttare il supporto del digitale, ma lo utilizzi per rivedere e riprogettare i propri percorsi e le proprie logiche.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Telemedicina in Italia, rispetto ad altri Paesi europei è ancora uno strumento poco diffuso.  Consapevoli del fatto che questo mezzo non potrà mai sostituire una visita medica in cui la diagnosi dipende da un contatto diretto tra medico e paziente così come una call con un cliente non ha lo stesso valore di una stretta di mano.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Maria Ragionieri</span></p>
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		<title>La sanità deve essere (sempre) più a gestione privata?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Aug 2023 15:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La polemica]]></category>
		<category><![CDATA[Gerardo Altieri]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina di oggi e la telemedicina di domani]]></category>
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<p><span style="font-weight: 400;">Come a volte mi succede sarò impopolare, ma credo che la sanità debba essere sempre più privata: è il modo più efficace per renderla più efficiente in termini di produttività e in termini di costi. E non accetto la replica relativa alla presunta accessibilità solo da parte di persone abbienti, perché nei fatti così non sarebbe (anche se oggi lo è) e vi spiego il perché.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Varie fonti (camera.it, quotidianosanita.it, ansa.it, ecc.) asseriscono che la spesa annua per il SSN si avvicina ai 130 miliardi di €, se a questi aggiungiamo circa 40 miliardi di sanità privata a pagamento, il tutto fa circa 170 miliardi, cioè quasi 3.000 € a cittadino. Ovviamente questa è la media del pollo di Trilussa, ma serve a capire di quali costi parliamo per ogni singolo cittadino.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Guardando al rapporto costi/livello di servizio offerto, le persone garbate direbbero che ci sono delle opportunità di miglioramento in termini di utilizzo dei fondi spesi, io che sono meno garbato dico che ci sono degli sprechi veri e propri che, fino a quando ci sarà gestione pubblica, non spariranno. Certo, ci sono delle splendide eccezioni, ma il livello medio non è sicuramente da antologia. Mi è ben chiaro inoltre che bisognerebbe approfondire le analisi per centro di costo (personale, prodotti farmaceutici, consumi diversi dai farmaci, farmaceutica convenzionata, assistenza medico-generica da convenzione, altre prestazioni sociali in natura da privato), ma per il ragionamento che condivido con voi, rimarrei sui macro numeri.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se ogni cittadino venisse dotato di 3.000 € con il quale stipulare polizze di assicurazione sanitaria, il mercato in questione avrebbe molti più clienti e le proposte a disposizione sarebbero piuttosto ricche (sicuramente più di oggi, che con una platea di clienti ben più limitata ha dei costi specifici più elevati). Oggi il 25% degli italiani ha una polizza sanitaria integrativa (fonte assinews.it), ma se avessimo tutti a disposizione da parte dello Stato i 3.000 € di cui sopra, (esclusi magari coloro che hanno la polizza come benefit contrattuale – quadri e dirigenti d’azienda – e i nuclei familiari con reddito cumulato alto, ad es. oltre i 200.000 €), chiunque potrebbe usufruire di strutture sanitarie private, in cui gli sprechi sarebbero ben inferiori, se non completamente assenti rispetto alla groviera del SSN. Ovviamente tutto ciò si riverbererebbe positivamente sulla qualità del servizio, perché ci sarebbe sana concorrenza e noi potremmo scegliere dove essere clienti (sì, in quel caso lo saremmo), nè più nè meno di come si fa col parrucchiere, col ristorante, col supermercato, ecc.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E se qualche struttura sanitaria avesse pochi clienti? Sarebbe costretta a migliorare il servizio per attrarne altri, oppure sarebbe portata alla chiusura, esattamente come un ristorante dove non si mangi bene, oppure un supermercato che non offra il giusto rapporto qualità/prezzo, oppure un meccanico che non sia abbastanza veloce e capace di riparare le vetture. Vi risulta che un ospedale pubblico chiuda per scarsezza di qualità del servizio offerto? Vi risulta che un medico o un infermiere lavativo vengano licenziati in una qualunque struttura pubblica? Già non sarebbe facile in una privata, figuriamoci nel pubblico: d’altronde fino a quando la </span><span style="font-weight: 400;">meritocrazia</span><span style="font-weight: 400;"> non avrà reale cittadinanza nell’apparato statale (vedi i premi a pioggia a chiunque), alternative migliori non ne vedo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Come si fa con la medicina di territorio, laddove non ci fosse abbastanza concentrazione demografica tale da giustificare la presenza di strutture private in termini di conto economico? In questo caso entra in gioco la tecnologia e il PNRR: con i fondi europei dovremmo implementare la cosiddetta Urban Health, che si basa su Case della Comunità, il Medico di Medicina Generale, l’Infermiere di Famiglia e di Comunità. Insisto sull’aspetto gestionale privato: i professionisti del settore oggi non accettano di lavorare facilmente nell’ambito pubblico a causa di turni pesanti e di stipendi non elevati, ma con una gestione privata e una politica dei redditi </span><span style="font-weight: 400;">meritocratica</span><span style="font-weight: 400;"> si otterrebbero dei risultati decisamente superiori.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per ciò che riguarda la tecnologia, la teleassistenza e la telemedicina devono diventare quanto prima un patrimonio comune nazionale. Come recitano le linee di indirizzo nazionali della telemedicina, essa offre equità di accesso all’assistenza, migliore continuità delle cure, maggiore efficacia, efficienza e appropriatezza, contribuendo al contenimento della spesa (perciò alla salvaguardia del conto economico). La telemedicina è già una splendida realtà in varie nazioni europee, permette tele-visite, tele-consulti, tele-monitoraggi e tele-assistenza: essa consente risparmi di vari miliardi rispetto alla gestione “analogica” dell’assistenza sanitaria. Una interessante e fruibile sintesi la si trova su </span><a href="https://www.agendadigitale.eu/sanita/telemedicina-come-farla-in-italia-le-tecnologie-le-finalita-un-modello-possibile/"><span style="font-weight: 400;">https://www.agendadigitale.eu/sanita/telemedicina-come-farla-in-italia-le-tecnologie-le-finalita-un-modello-possibile/</span></a><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per concludere, sono poco fiducioso che l’iper-sindacalizzato e appiattito apparato sanitario statale possa velocemente ammodernarsi ed essere gestito con logiche dettate dall’efficienza, dalla produttività e dalla </span><span style="font-weight: 400;">meritocrazia</span><span style="font-weight: 400;">, logiche che governano le aziende private, incluse quelle in ambito sanitario. Detto ciò, credo che ci dovremmo indirizzare verso la privatizzazione dei servizi in questione, così da renderli decisamente più efficienti ed efficaci.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo discorso si può facilmente estendere ad es. alla scuola o ai servizi di trasporto pubblico. Un esempio:  perché diamine nessuno a Roma si è mai degnato, in barba al Regolamento Europeo 1370/2007</span><span style="font-weight: 400;">, </span><span style="font-weight: 400;">di mettere a gara l’appalto dei trasporti pubblici urbani, per giunta in presenza di un assenteismo giornaliero medio nell’organico dell’ATAC pari al 18%?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa polemica però la conservo per i prossimi articoli…</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Gerardo Altieri</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11151" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-la-sanita-deve-privata-p-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-la-sanita-deve-privata-p-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-la-sanita-deve-privata-p-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-la-sanita-deve-privata-p-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-la-sanita-deve-privata-p-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-la-sanita-deve-privata-p-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-la-sanita-deve-privata-p-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-la-sanita-deve-privata-p.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Medicina di oggi e telemedicina di domani: dove va l’Italia ?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Aug 2023 15:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Albanello]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina di oggi e la telemedicina di domani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dobbiamo renderci conto di una “evoluzione” che sembra inarrestabile: non altrimenti si spiegherebbe il provvedimento legislativo con cui il Parlamento si appresta a delineare la figura dello Psicologo di Base, che affiancherà il Medico di famiglia. Perché ho voluto esordire con questa riflessione? Perché il rapporto medico-paziente, che dovrebbe essere potenziato per quanto concerne la [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Dobbiamo renderci conto di una “evoluzione” che sembra inarrestabile: non altrimenti si spiegherebbe il provvedimento legislativo con cui il Parlamento si appresta a delineare la figura dello Psicologo di Base, che affiancherà il Medico di famiglia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Perché ho voluto esordire con questa riflessione? Perché il rapporto medico-paziente, che dovrebbe essere potenziato per quanto concerne la capacità di ascolto e la relazione empatica, viene ad essere ancora di più strutturato all’interno di parametri e procedure che scavalcano a piè pari il bisogno che le donne e gli uomini hanno di essere accompagnati verso una presa di coscienza di sé, che spesso, molto spesso, prescindono dai farmaci prescritti e sono diretti alla ricerca di una “presa in carico di sé” per tutto quanto concerne le ansie, i turbamenti, le inquietudini,  i disagi esistenziali che irrompono, attraversano la mente e lasciano malesseri che si somatizzano e generano disturbi organici, ben studiati ed analizzati dalla medicina psicosomatica.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutto questo dovrebbe indurre la classe medica a ripensare al suo ruolo ed al tipo di approccio che è opportuno riscopra con il paziente: invece cosa accade?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Che la tecnologia sanitaria, sempre pronta a inventare e creare strumenti per alleviare l’opera del medico, specie se massimalista con 1500 pazienti da seguire, realizza dispositivi meccanici che suppliscono alla presenza del medico, quando questo dovesse trovarsi nella impossibilità di intervenire.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E’ il paziente stesso che, attraverso domande che pone ad un hardware dotato di una gamma di risposte computerizzate, viene a conoscere le origini del suo malessere e quali azioni terapeutiche adottare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dove va l’Italia? Ma certamente va verso una crescente desertificazione della risposta sanitaria con la consolidata “fuga di cervelli”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ormai, con l’inglese reso obbligatorio e di fatto seconda lingua da utilizzare e con la scarsità di risposte che il nostro Paese è in grado di dare ai giovani medici, tra l’altro retribuendoli in modo meno soddisfacente che altrove, ne consegue che l’Italia si incammina verso un pensionamento dei medici con il raggiungimento dell’età massima prevista che non contempla un ricambio mediante leve fresche, sicuramente meglio acculturate e fortemente motivate.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Allora che si fa? Niente paura…c’è la telemedicina!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Penso che ogni commento sia superfluo….</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Dr. Ernesto Albanello</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11152" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-medicina-di-oggi-ci-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-medicina-di-oggi-ci-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-medicina-di-oggi-ci-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-medicina-di-oggi-ci-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-medicina-di-oggi-ci-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-medicina-di-oggi-ci-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-medicina-di-oggi-ci-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-medicina-di-oggi-ci.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>O tu gestisci il tuo tempo oppure è lui che gestisce la tua vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Aug 2023 15:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fare business]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Battistelli]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina di oggi e la telemedicina di domani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È vero che “ottimizzare il tempo” è un’espressione che mette un po’ di ansia, almeno a noi italiani, ma è altrettanto vero che è un’attività necessaria come l’aria che respiriamo.  Alcuni gestiscono le proprie attività a mano a mano che le cose avvengono e si ritrovano nella situazione che: ∙         Non ho mai un momento libero ∙         Sono [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">È vero che “ottimizzare il tempo” è un’espressione che mette un po’ di ansia, almeno a noi italiani, ma è altrettanto vero che è un’attività necessaria come l’aria che respiriamo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Alcuni gestiscono le proprie attività a mano a mano che le cose avvengono e si ritrovano nella situazione che:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">∙</span><span style="font-weight: 400;">         </span><i><span style="font-weight: 400;">Non ho mai un momento libero</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">∙</span><span style="font-weight: 400;">         </span><i><span style="font-weight: 400;">Sono incasinato</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">∙</span><span style="font-weight: 400;">         </span><i><span style="font-weight: 400;">Ho sempre mille cose da fare.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Imparare, sviluppare, incrementare e, soprattutto, mettere in pratica le competenze sul </span><b>Time Management</b><span style="font-weight: 400;"> vuol dire prendere la decisione di:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">∙</span><span style="font-weight: 400;">         </span><i><span style="font-weight: 400;">A quali attività dedicare tempo,</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">∙</span><span style="font-weight: 400;">         </span><i><span style="font-weight: 400;">Quanto dedicarne,</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">∙</span><span style="font-weight: 400;">         </span><i><span style="font-weight: 400;">Con che ordine.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non esistono bacchette magiche o palle di vetro per aumentare il numero di ore a tua disposizione, il tempo è la risorsa più democratica che esista al mondo, ed è uguale per tutti, per la persona più potente e ricca come per la persona più debole e povera, ma esistono degli </span><b>strumenti che ti aiutano ad “ottimizzare” meglio il tuo tempo</b><span style="font-weight: 400;"> e che, una volta appresi, ti permettono di diventare un bravo utilizzatore del tempo, guadagnandone anche in efficacia, efficienza e salute.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Uno dei primi strumenti che hai a disposizione è la TO DO LIST</span><span style="font-weight: 400;">: </span><span style="font-weight: 400;">è lo strumento di produttività personale più semplice ed efficace. Pensa alle cose che devi fare, scrivile utilizzando un sistema di cui ti fidi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La </span><b>to do list</b><span style="font-weight: 400;"> è uno strumento semplice ed efficace, può essere utilizzato da tutti, è praticamente gratis ed è molto efficace per evitare una delle cause principali di cattiva gestione del tempo: la procrastinazione; Quindi utilizza questi accorgimenti:</span></p>
<ol>
<li><span style="font-weight: 400;">Dai una data, di inizio e di fine, ai tuoi impegni;</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">Definisci esattamente l’obiettivo;</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">Segmenta la to do list;</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">Gratificati ad ogni traguardo raggiunto.</span></li>
</ol>
<p><span style="font-weight: 400;">Le persone di successo hanno fatto della </span><b>to do list</b><span style="font-weight: 400;"> lo strumento principale della loro giornata personale e professionale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È bello svegliarsi la mattina e avere dei progetti ordinati e chiari a cui dedicarsi.</span></p>
<p><b><i>“Lo scopo del lavoro è guadagnarsi il tempo libero”</i></b></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Maurizio</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">www.mauriziobattistelli.it</span></p>
<p style="text-align: left;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11153" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-o-tu-gestisci-il-tuo-tempo-fb-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-o-tu-gestisci-il-tuo-tempo-fb-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-o-tu-gestisci-il-tuo-tempo-fb-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-o-tu-gestisci-il-tuo-tempo-fb-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-o-tu-gestisci-il-tuo-tempo-fb-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-o-tu-gestisci-il-tuo-tempo-fb-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-o-tu-gestisci-il-tuo-tempo-fb-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-o-tu-gestisci-il-tuo-tempo-fb.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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