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	<title>La pazienza è la virtù dei forti Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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		<title>Allenarsi alla pazienza con la Pesca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jun 2023 15:03:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra De Angelis]]></category>
		<category><![CDATA[La pazienza è la virtù dei forti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il porto, ha sempre avuto su di me una fascinazione particolare. Ho dei ricordi indelebili che odorano di mare e, di pesce, ricordi che vibrano nel frastuono di voci urlanti, quelle delle donne dei marinai. Ho bene in mente quelle figure di donne forti, di solito sempre ben coperte, che gridavano “pesce fresco”, sballottolando le [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Il porto, ha sempre avuto su di me una fascinazione particolare. Ho dei ricordi indelebili che odorano di mare e, di pesce, ricordi che vibrano nel frastuono di voci urlanti, quelle delle donne dei marinai. Ho bene in mente quelle figure di donne forti, di solito sempre ben coperte, che gridavano “pesce fresco”, sballottolando le cassette con i pesci appena pescati che saltellavano poveretti, e si torcevano tarantolati. Erano ancora vivi o mossi dall’abile venditrice? Me lo chiedevo sempre, nonostante avessi sette o otto anni, frequentavo la scuola primaria, le vecchie “elementari”. Ero attratta da quel mondo duro, quello dei marinai che uscivano per giorni e notti, avventurandosi sopra le acque del mar adriatico verso l’orizzonte, in cerca di pesci da rivendere. I merluzzi erano il nostro forte. E quando tornavano, al porto sembrava festa. Tutte le massaie più abili che cercavano di accaparrarsi il pesce appena sbarcato, direttamente sulle banchine, prima che arrivasse nelle mani delle abili venditrici urlanti, disposti dentro le cassette col ghiaccio, rettangolari, ben disposte sopra i loro carretti. Mia madre aveva il mio stesso dubbio, o forse lei lo aveva trasmesso a me e io non lo ricordo, dubbio che venisse poi mischiato, con qualche pesce “appuzzito” dal tempo, per usare un termine dialettale che rafforzi l’immagine senza dover scendere nei particolari. Probabilmente anche le altre donne temevano l’inganno, oppure correvano per imitazione, senza chiedersi il motivo. A volte succede.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il porto mi ha sempre rapita ma, non la pesca, quella che si fa per sport, fermi su uno scoglio, o su una riva. In quel mondo statico ho sempre visto fastidio, lo stesso che provo quando vedo le lezioni di Yoga. Eppure i primi pescatori fermi sul posto, stavano li per necessità, non per sport, ma per il bisogno di mangiare e di approvvigionare cibo per la famiglia. Forti nelle braccia e ostinati nello spirito, attendevano pazienti il risultato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La pesca, dunque, come ottimo esercizio per allenare la resistenza, non quella fisica &#8211; anche se fisico e mente sono silenziosamente collegati &#8211; bensì quella mentale, che deve sopportare, spesso, più del fisico. La nostra mente come qualsiasi muscolo del corpo va allenata, per non perdere la memoria, per non perdere il nostro prezioso tempo, speso a conoscere, a vivere, per non perdere la pazienza. Ahimè io la perdo spesso questa “benedetta pazienza”. Perché si dice così? Mi sovvengono le parole di Gesù quando dice agli apostoli &lt;&lt;Io vi farò pescatori di uomini&gt;&gt;; ci vuole pazienza nella pesca, così come con le anime degli uomini, che non credono, che non vedono.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E, allora, non posso non ricordare la pesca miracolosa del povero Simon Pietro, avvenuta dopo la deludente stanchezza di una giornata fallimentare. “Benedetta pazienza” perché benedetta dal Signore? Se ci affidiamo ad un atteggiamento paziente, se sapremo attendere, arriverà un premio? Non so rispondere con certezza, ma posso avvicinare la pazienza, che purtroppo non mi appartiene, all’idea di tenacia, e quindi si, se abbiamo tenacia, il premio arriva. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E’ possibile che durante il nostro personale cammino, saremo in grado di mantenere un idea, un proposito, un sogno, uno scopo, con tenacia, perdendo tuttavia la pazienza, e quindi la speranza. E’ umano perderla, ma la tenacia, credo, sia la spalla che sostiene la pazienza e quindi la speranza. Si può vacillare e sbandare ma, grazie alla tenacia e ad un atteggiamento interiore calmo, è possibile raddrizzare ciò che si piega. Nel frattempo, alleniamoci a non perderla, io provo con la pesca!</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Alessandra De Angelis</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10858" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/allenarsi-alla-pazienza-con-la-pesca-c-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/allenarsi-alla-pazienza-con-la-pesca-c-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/allenarsi-alla-pazienza-con-la-pesca-c-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/allenarsi-alla-pazienza-con-la-pesca-c-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/allenarsi-alla-pazienza-con-la-pesca-c-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/allenarsi-alla-pazienza-con-la-pesca-c-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/allenarsi-alla-pazienza-con-la-pesca-c-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/allenarsi-alla-pazienza-con-la-pesca-c-1.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10859" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/allenarsi-alla-pazienza-con-la-pesca-c-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/allenarsi-alla-pazienza-con-la-pesca-c-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/allenarsi-alla-pazienza-con-la-pesca-c-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/allenarsi-alla-pazienza-con-la-pesca-c-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/allenarsi-alla-pazienza-con-la-pesca-c-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/allenarsi-alla-pazienza-con-la-pesca-c-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/allenarsi-alla-pazienza-con-la-pesca-c-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/allenarsi-alla-pazienza-con-la-pesca-c-2.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10860" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/allenarsi-alla-pazienza-con-la-pesca-c-3-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/allenarsi-alla-pazienza-con-la-pesca-c-3-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/allenarsi-alla-pazienza-con-la-pesca-c-3-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/allenarsi-alla-pazienza-con-la-pesca-c-3-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/allenarsi-alla-pazienza-con-la-pesca-c-3-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/allenarsi-alla-pazienza-con-la-pesca-c-3-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/allenarsi-alla-pazienza-con-la-pesca-c-3-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/allenarsi-alla-pazienza-con-la-pesca-c-3.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>La pazienza, virtù dei forti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jun 2023 15:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Albanello]]></category>
		<category><![CDATA[La pazienza è la virtù dei forti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La persona che manifesta pazienza nel suo intraprendere un percorso, è dotata di una visione che le permette di considerare gli ostacoli del cammino, come una prova da superare. Oggi siamo circondati da persone, viceversa, che smaniano, che sono insofferenti nelle attese, che alla guida dell’auto, si permettono di compiere manovre azzardate quanto spericolate, per [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">La persona che manifesta pazienza nel suo intraprendere un percorso, è dotata di una visione che le permette di considerare gli ostacoli del cammino, come una prova da superare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi siamo circondati da persone, viceversa, che smaniano, che sono insofferenti nelle attese, che alla guida dell’auto, si permettono di compiere manovre azzardate quanto spericolate, per mancanza di pazienza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Poi, a catastrofe avvenuta che spesso si materializza dietro l’angolo, quella stessa persona ne dovrà esercitare di pazienza… e poi, per raggiungere cosa? Esattamente la posizione che aveva conquistato appena prima dell’atto compiuto, rivelatosi sconsiderato quanto impulsivo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Noi assistiamo, tra lo sbalordimento, gesti messi in atto dagli adolescenti, che vogliono dimostrare di “non essere secondi a nessuno”, ma così facendo, vengono “bollati” come scarsamente cooperativi e quindi tenuti alla larga, quando c’è da fare un lavoro di gruppo, che al contrario presuppone mediazione, ascolto dell’altro, composizione delle posizioni contrastanti, ma che trovano una sintesi nella dialettica.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Poi, quegli stessi ragazzi, cominciano a rendersi conto che stanno precipitando nella sfera della asocialità e questo li riduce all’isolamento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La scuola, spiace dirlo, non educa adeguatamente alla pazienza, perché predilige la competitività che, spesso, favorisce uno “scatto nei riflessi”, ma penalizza una visione d’insieme.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le stesse materie d’insegnamento devono poter essere considerate occasioni per apprendere, per sviluppare i processi cognitivi, che non sono uguali per ogni studente, in quanto ciascuno ha una propria maggiore propensione rispetto ad un argomento oppure riguardo ad un altro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il corpo docente, nella sua globalità di osservazione, potrà valutare l’insieme e quindi incoraggiare la complementarietà, che è il requisito per creare una alleanza fra le intelligenze diversificate fra i differenti studenti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Perché questo processo prenda corpo, occorre procedere come quando si cura il germoglio di una piccola pianta che, perché affiori e prenda il sopravvento sulle erbe infestanti, dovrà essere pulita, concimata ed innaffiata.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Come si può rilevare, l’esercizio della pazienza sarà sempre posizionato al massimo grado: un potenziamento di qualità che, occorre specificare, non ha nulla a che vedere con la flemmaticità o con la lentezza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Essere pazienti, dunque, vuol dire non perdere di vista il progetto da raggiungere, ma al tempo stesso saper ponderare il passo da compiere, quando le condizioni lo permettono.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ernesto Albanello</span></p>
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		<title>Ogni limite ha una … Pazienza!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jun 2023 15:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Oliva]]></category>
		<category><![CDATA[La pazienza è la virtù dei forti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questa fulminante battuta del comico Antonio De Curtis &#8211; che dal 2003 è il titolo di un popolare libro che raccoglie gag, giochi di parole e non sense del popolare principe della risata, Totò, curato da Matilde Amorosi – racchiude più di ogni altro il concetto di Pazienza. Perché? La connette al suo altro opposto. [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Questa fulminante battuta del comico Antonio De Curtis &#8211; che dal 2003 è il titolo di un popolare libro che raccoglie gag, giochi di parole e </span><i><span style="font-weight: 400;">non</span></i> <i><span style="font-weight: 400;">sense</span></i><span style="font-weight: 400;"> del popolare principe della risata, Totò, curato da Matilde Amorosi – racchiude più di ogni altro il concetto di</span><b> Pazienza</b><span style="font-weight: 400;">. Perché? La connette al suo altro opposto. Che non è l’impazienza, o insofferenza, come potrete leggere in qualsiasi vocabolario, quanto l’esistenza stessa di quel </span><b>limite per cui la perdiamo</b><span style="font-weight: 400;">. Noi tutti abbiamo dei limiti: possono essere caratteriali, cognitivi, comportamentali, esperienziali, ecc. Il problema è che non sempre li conosciamo. A volte perché </span><b>ci fanno paura e quindi ci rifiutiamo di esplorarli</b><span style="font-weight: 400;">, a volte per pura ignoranza e inconsapevolezza. E questo è davvero e spesso il limite umano più grande. Perché ne va della conoscenza nostra e di quello che ci circonda. Senza contare che quei limiti ci portano spesso a </span><b>perdere la pazienza</b><span style="font-weight: 400;">, a volte ben sapendolo che accadrà – infatti sappiamo ciò che ci infastidisce – altre tanto di esplosione iraconda.</span></p>
<p><b>Se la pazienza è la virtù dei forti</b><span style="font-weight: 400;">, personalmente e caratterialmente, lo sforzo è di provare ad essere un po’ deboli. Provare a fare questo esercizio: decidere come la vera forza sia </span><b>coltivare la pazienza</b><span style="font-weight: 400;">. Perché a volte semplicemente dimentichiamo che se un comportamento ci fa arrabbiare – tipo qualcuno che non capisce con la nostra velocità, al volo – </span><b>forse non ci siamo spiegati, e/o forse non ha neppure i mezzi per comprenderci</b><span style="font-weight: 400;">. Accade perché siamo diversi e spesso è la diversità che ci attrae e colpisce. Senza contare che questo poi ci fa anche valutare ancora più positivamente quando esplodono le </span><b>affinità elettive</b><span style="font-weight: 400;">, nell’amicizia, come nell’amore. E quelle sì che si prendono tutta la pazienza del mondo, almeno del nostro nell’essere coltivate. E così </span><b>si innesta pure la fiducia, con pazienza, negli altri e, anche spesso, nei propri mezzi</b><span style="font-weight: 400;">. Qui si potrebbe poi aprire una parentesi sul karma e su come </span><b>azioni positive migliorino le prospettive personali e, con esse, quelle collettive</b><span style="font-weight: 400;">. E la pazienza è un esercizio assai positivo, specie se combinato alla vecchia saggezza del proverbio: “</span><i><span style="font-weight: 400;">male non fare, paura non avere</span></i><span style="font-weight: 400;">”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">PS: oggi ci siamo presi una pausa di riflessione dall’animo green di questa rubrica. Ma </span><b>cosa suggerisce più pazienza della Natura?</b><span style="font-weight: 400;"> Nulla. Guardatevi intorno e pensate alla pazienza delle </span><b>piante</b><span style="font-weight: 400;"> che si fanno largo e resistono (o infestano), la loro resilienza. Come per le </span><b>specie animali</b><span style="font-weight: 400;">: dai salmoni che risalgono con pazienza la corrente, alle tartarughe che scelgono i posti dove nidificare. </span></p>
<p style="text-align: right;"><b>Angela Oliva</b></p>
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		<title>La Pazienza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jun 2023 15:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Associazioni e dissociazioni]]></category>
		<category><![CDATA[La pazienza è la virtù dei forti]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Ragionieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La pazienza negli ultimi anni l’abbiamo disimparata. A un certo punto ci è parsa obsoleta, inutile. In effetti la pazienza nell’epoca della velocità e della performance immediata era una voce dissonante che presto tutti hanno smesso di ascoltare. Nell’era della frenesia, delle notizie istantanee e delle scelte immediate, aspettare, attendere e non lasciarsi trasportare dall’attimo è [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">La pazienza negli ultimi anni l’abbiamo disimparata. A un certo punto ci è parsa obsoleta, inutile. In effetti la pazienza nell’epoca della velocità e della performance immediata era una voce dissonante che presto tutti hanno smesso di ascoltare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nell’era della frenesia, delle notizie istantanee e delle scelte immediate, aspettare, attendere e non lasciarsi trasportare dall’attimo è diventato un privilegio che ci concediamo raramente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Possiamo ammettere che alla pazienza non riconosciamo abbastanza valore, consapevoli della sua importanza vitale la consideriamo una</span><a href="https://www.nonsprecare.it/riunioni-aziendali-linutile-spreco-di-tempo-che-fa-pure-male-anche-al-lavoro"><span style="font-weight: 400;"> “perdita di tempo</span></a><span style="font-weight: 400;">” e una virtù d’altri tempi che sembra non ci si possa permettere.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Ogni potere umano è composto di tempo e di pazienza” diceva Balzac e quindi «ogni potere umano è composto di tempo e di pazienza». Già, la pazienza è notoriamente «la virtù dei forti» ma sembra essere vittima di un inesorabile declino negli ultimi decenni. Vogliamo tutto e subito e spesso, anche al lavoro, non riusciamo a sopportare i sacrifici che impone un obbiettivo di valore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con totale serenità d’animo Socrate accettava anche il carattere scontroso della moglie Santippe: infatti è risaputo che lei fu eccessivamente irritante, permalosa e che, piena d’ira e di rancori, offese suo marito di giorno e di notte  sopportando di propria iniziativa l’arroganza e le offese della moglie, avrebbe sopportato più comodamente anche i difetti degli altri e non sarebbe mai stata vinta la sua bontà,</span> <span style="font-weight: 400;">dunque, in questa dizione c&#8217;è l&#8217;indicazione di sviluppare questi atteggiamenti positivi nei confronti delle avversità della vita. Solo chi riesce a essere paziente dimostra infatti maggiore resistenza, ed è destinato a vincere su chi invece è più forte e ci aiuta a  gestire lo stress e la frustrazione, a mantenere il controllo anche nelle situazioni sfavorevoli e a rimanere centrati e “La calma è la virtù dei forti” “Essere pazienti non significa essere deboli, ma avere scoperto una nuova forza interiore”, questa, infatti, non è una virtù passiva che si concretizza nell’aspettare, ma nel saper gestire con calma molte situazioni diverse senza perdere la calma.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un cambiamento dovuto a diversi fattori, fra cui un ruolo decisivo è stato giocato dalla recente rivoluzione digitale che ha ridisegnato, fra le altre cose, il concetto del tempo. Il cui unico scopo è abbattere le barriere spazio-temporali tra noi e i nostri desideri. Finisce che la nostra mente si abitua a questa velocità e la pretende in tutti gli altri ambiti della nostra vita.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Paziente è chi sa che per raggiungere il suo obiettivo ci metterà tempo e nonostante questo ogni giorno lavora sodo per fare un passettino in avanti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Non ci si può stupire neanche che l’orizzonte del mare appaia tra i primi risultati di ogni ricerca che abbia a che fare con questa parola. Calmo è essenzialmente il mare quando non c’è vento, quando la bonaccia affloscia le vele, quando la superficie delle acque non è neanche increspata. Chiunque abbia visto almeno una volta un mare in tempesta, comprende che l’espressione mare calmo è molto più di un’indicazione di tranquillità, rappresenta il sollievo di fronte ad un pericolo scampato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Così dobbiamo andare a rovistare fra gli insegnamenti dei nonni, paradossalmente i più minacciati dal virus in questo momento storico, e cercare qualcosa che possa spiegarci adeguatamente l’arte della pazienza, soprattutto qualcosa che sia in grado di illustrare questa virtù, la pazienza alla fine è un “ventre”, che raccoglie fiducia e desideri. L’attesa, in compagnia della fiducia e dei desideri, è molto più confortevole. Certo fiducia e desideri ci scuotono dalle fondamenta e, soprattutto, ci chiamano al rischio, altro tema difficile fino a ieri l’altro. Il rischio di esporsi e perdere per sempre la nostra missiva nell’infinito, il rischio che il nostro aeroplanino di carta precipiti nel vorticare dell’indifferenza. Ma, soprattutto, la pazienza significa dare fiducia in primo luogo a noi stessi e attribuire valore ai nostri pensieri più profondi e renderli sentinelle delle nostre ore di buio interiore. </span><span style="font-weight: 400;"> La pazienza dimostra essere l’unico vero antidoto alla paura. La paura chiede risposte immediate, ancestrali e non si addomestica, certo, ma può essere parzialmente disinnescata dalla pazienza di stare a guardare fino alla fine, senza “spoilerare” finali apocalittici generati da ansie e da fragilità. La pazienza in particolare è proprio la qualità che ci consente di dominare le nostre emozioni e di non cadere in balia dell’istinto, della paura, delle preoccupazioni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nell’epoca contemporanea la pazienza non è tra l’altro più di moda, viviamo un’epoca dove tutto corre veloce, dove l’emozione si esprime con “un click”, con “un’emoticon”, con “un like”, dove tutto è a portata di cellulare e il tempo “presente” sembra non esistere. Mentre la pazienza richiede tempo, richiede di essere nel “qui e ora”, nel presente. E non caso abbiamo unito alla pazienza la perseveranza, che è la capacità di portare avanti con costanza una determinazione. È la qualità che ci consente di “non mollare” e di sapere vivere il tempo presente e il tempo nel suo scorrere, anche lento, senza “cambiare strada”. La difficoltà del perseverare sta nella determinazione, ovvero nella chiarezza del motivo per cui abbiamo deciso di fare una certa cosa, nel nostro stare “dentro” al tempo presente possiamo scoprire l’importanza di “saper aspettare” dominando le nostre emozioni, perché in questo si racchiude l’effetto di chi è “padrone” di queste due qualità invisibili. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sia nel tempo dell’isolamento per la pandemia, sia nel tempo della ripresa di relazioni e attività, è stata richiesta e continua ad essere richiesta a tutti noi una grande quantità di pazienza, a cui probabilmente non eravamo abituati.</span> <span style="font-weight: 400;">Tensione, incertezza, nervosismo si sono fatti molto sentire anche nel caso dell’assenza di contagi effettivi. Fra le molte virtù che in questo periodo sono diventate più preziose del solito c’è dunque pure quella della pazienza che </span><b>è una virtù del quotidiano</b><span style="font-weight: 400;"> senza di essa i rapporti di coppia, di famiglia, di lavoro diventano prima o dopo sempre più tesi, segnati da urti o conflitti, alla fine forse addirittura invivibili ed   è anche una dimensione della nostra fede e della nostra speranza attraverso tutte le vicende della vita e della storia. Per i primi cristiani la pazienza è strettamente legata alla perseveranza nella fede durante le persecuzioni e le difficoltà cui sono esposti come fragile e piccola comunità nelle vicende della storia. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Leopardi chiama la pazienza la più eroica delle virtù. La definisce paradossalmente virtù eroica, proprio in considerazione del fatto che essa non ha nessuna apparenza d’eroico. La pazienza che si addice all’uomo moderno si pone a uguale distanza dalla rassegnazione cristiana e dalla sottomissione al Fato dei modelli antichi di stoicismo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sono gli animali che più esprimono questa dote. Che è capacità di attendere e ascoltare, di misurarsi con dolore e fatica, che l’uomo contemporaneo ha perso.</span> <span style="font-weight: 400;"> La pazienza è quindi un filtro necessario che smussa asperità e veleni psicologici, perché di frustrazione e rabbia ci si può intossicare</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Maria Ragionieri</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10855" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/la-pazienza-a_d-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/la-pazienza-a_d-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/la-pazienza-a_d-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/la-pazienza-a_d-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/la-pazienza-a_d-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/la-pazienza-a_d-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/la-pazienza-a_d-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/la-pazienza-a_d-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Pazienza? Sì, grazie!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jun 2023 15:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[La pazienza è la virtù dei forti]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Giorgi]]></category>
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<p><span style="font-weight: 400;">Cosa significa aver pazienza? Spesso il tema è associato al biblico Giobbe, uomo giusto e fedele, provato da terribili difficoltà che accetta di buon grado, fino a quando non si ribella all’idea, corrispondente alla mentalità antica, che tutto il male gli derivi dal suo peccato. Allora, chiede spiegazioni a Dio, citandolo in giudizio, perché testimoni che il suo dolore è innocente! Alla fine, Giobbe, arrendendosi al mistero del progetto divino, riceve il centuplo di ricompensa per tutti i guai subiti: un lieto fine che anticipa la risposta ultima che i credenti aspettano nel futuro ultraterreno e che trovano annunciata dalla straordinaria testimonianza di Gesù sull’Amore più forte della morte! La Passione di Gesù, infatti, esprime il vero senso della pazienza: amore per un valore!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La pazienza non è, perciò, distaccata indifferenza agli eventi, in attesa inerte di qualcosa, o quieta rassegnazione davanti a fatti incresciosi, tanto meno sofferenza subita senza reagire, per evitare altre spiacevoli conseguenze: è un ideale proiettato verso la realizzazione futura, è preparazione di un progetto, attraverso la riflessione, la programmazione e anche la meditazione, l’introspezione, che per i credenti significa costruire con disciplina il dialogo con il Creatore.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Credo, perciò, si possa collegare la pazienza al coraggio dell’impegno, e mi vengono in mente i grandi personaggi che hanno lasciato un’impronta nella storia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Gli scienziati del passato, per esempio, senza le tecnologie disponibili oggi, hanno dovuto sicuramente essere audaci visionari nella ricerca, e poi ricorrere all’esercizio della pazienza, per convincere dell’efficacia delle loro scoperte, come è accaduto a Edward Jenner, il padre dei vaccini, accusato all’epoca di voler diffondere il vaiolo, che invece grazie a lui è stato sconfitto!  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Gli innovatori ante litteram da Socrate in poi hanno avuto sempre vita difficile, e solo la forza d’animo legata alle proprie convinzioni ha permesso loro di accettare con pazienza il corso degli eventi, anche a costo di pagare con la vita, rifiutando la violenza come strumento di opposizione, ma offrendo la verità, che una volta scoperta si afferma da sè, e lascia andare nell’oblio i pregiudizi infondati. Gli artefici del progresso della civiltà sono i veri interpreti della pazienza che costruisce e non si arrende mai, come nel caso emblematico di Gutenberg, denigrato dai suoi contemporanei, perché secondo loro la sua invenzione della stampa indeboliva la memoria, fino al XV secolo veicolo principale di cultura!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quanta pazienza è stata spesa dai grandi esploratori di ieri e di oggi, per arrivare al successo con le loro intuizioni! Proprio di questi giorni, è un’altra notizia incredibile: l’alpinista spagnola Beatriz Flamini è rimasta nelle viscere della terra, alla profondità di 70 metri per 500 giorni, per lo studio sugli effetti dell’isolamento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La pazienza, infine, è la cifra degli insegnanti, che anche rischiando di apparire dei sognatori, scommettono sui cambiamenti nel tempo dei giovani irriducibili alle regole: ognuno ne conosce, perciò, è vero che la pazienza fa miracoli! </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Paola Giorgi</span></p>
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		<title>Santa pazienza!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jun 2023 15:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The King]]></category>
		<category><![CDATA[Gerardo Altieri]]></category>
		<category><![CDATA[La pazienza è la virtù dei forti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La pazienza nella storia è sempre stata celebrata, a ragione, come una delle virtù fondamentali dell’uomo: ad esempio il cattolicesimo e il buddismo la esaltano come componente fondamentale dell’essere umano e anche dell’entità superiore che ci governa. Anche la vulgata popolare esalta tale virtù, attraverso gli innumerevoli proverbi che dalla notte dei tempi ce l’hanno [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">La pazienza nella storia è sempre stata celebrata, a ragione, come una delle virtù fondamentali dell’uomo: ad esempio il cattolicesimo e il buddismo la esaltano come componente fondamentale dell’essere umano e anche dell’entità superiore che ci governa. Anche la vulgata popolare esalta tale virtù, attraverso gli innumerevoli proverbi che dalla notte dei tempi ce l’hanno come protagonista.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quello su cui vorrei porre l’attenzione invece è l’organicità della pazienza all’interno di uno stile di vita, perciò la visione di essa come un ingranaggio (fondamentale) di un apparato ben più articolato quale è l’esistenza umana: considerarla come una virtù che vive di vita propria in realtà eliderebbe una parte importante del suo valore aggiunto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Cosa fa una persona paziente? Riflette, non reagisce emotivamente, attende che il tempo faccia il proprio corso, ma dopo di ciò, cosa dovrebbe fare? E’ lì che si annida una parte importante dell’essere paziente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’esercizio di attesa e di elaborazione di informazioni, di criticità e, magari, di eventuali conflittualità deve scaturire in azioni successive che mettano a frutto l’esercizio stesso. Ognuno di noi dovrebbe avere consapevolezza del livello della sua pazienza, prima di tutto per trovare sempre la capacità di metterla a frutto in situazioni critiche, successivamente per utilizzarla come un catalizzatore per esaltare altre peculiarità di sé stessi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Avere la pazienza di assorbire un momento conflittuale, ad es., permette di gestire un confronto successivo con la stessa controparte, partendo da una posizione di maggiore forza: l’ascolto e l’acquisizione di informazioni durante una fase concitata di confronto permette una replica più efficace, avendo mantenuto calma e pazienza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Compiere un viaggio con un ritmo meno veloce, avendo la pazienza di attendere un po&#8217; di più per l’arrivo, permette come minimo di avere tempo per sé stessi per riflettere su temi che la vita frenetica che conduciamo non ci permette. Più materialmente, il viaggio paziente e meno veloce permette di scoprire dettagli dei posti che si attraversano: immagini, odori, suoni…</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Attendere di acquisire ed analizzare tutti i fatti e i numeri necessari per prendere una decisione importante porta ad una drastica diminuzione delle probabilità di insuccesso (ovviamente non all’azzeramento); le condizioni al contorno devono però permettere di pazientare, perché in situazioni in cui è indispensabile rapidità di azione, ovviamente quest’ultima detta i tempi dell’azione stessa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Devo però sottolineare che la pazienza viene a volte brandita come una scusa per non decidere e assumersi le conseguenti responsabilità, oppure per mantenere uno status quo o una confort zone che si teme di perdere. In più di un’occasione ho visto varie persone comportarsi in questo modo: è proprio degli esseri umani temere i cambiamenti o temere il nuovo, che però porta sempre con sé nuovi stimoli e, magari, permette di aguzzare la vista su degli scenari che fino ad allora risultavano offuscati. Se poi certe persone preferiscono l’immobilismo, personalmente li lascio al loro destino zavorrato e proseguo il mio percorso: in fondo, chi è causa del suo mal pianga sé stesso…</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un paradosso della pazienza è che ne si acquisisce sempre di più con l’avanzare dell’età, quando in effetti si ha sempre meno tempo a disposizione. L’irruenza giovanile non contempla la pazienza, la maturità invece ne fa una compagna quotidiana, proprio quando il suo ingrediente fondamentale, il tempo, diminuisce inesorabilmente: come si risolve il dilemma?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ad ognuno di voi, amici di lettura, la ricerca della soluzione: la mia magari la condividerò in un prossimo pezzo al riguardo…</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Gerardo Altieri</span></p>
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