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	<title>Intelligenza Emotiva o Intelligenza Artificiale Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
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		<title>Intelligenza artificiale vs Intelligenza emotiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2023 15:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Emotiva o Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Giorgi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le innovazioni tecnologiche sono sempre più diffuse nella nostra realtà, ma possono veramente aiutarci a vivere meglio o è necessario fare dei “distinguo”, prima che la situazione sfugga di mano? Studi e ricerche dimostrano l’importanza degli stimoli per lo sviluppo dell’apprendimento: se, ad esempio, per accedere facilmente alle informazioni necessarie per un lavoro o per [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Le innovazioni tecnologiche sono sempre più diffuse nella nostra realtà, ma possono veramente aiutarci a vivere meglio o è necessario fare dei “distinguo”, prima che la situazione sfugga di mano?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Studi e ricerche dimostrano l’importanza degli stimoli per lo sviluppo dell’apprendimento: se, ad esempio, per accedere facilmente alle informazioni necessarie per un lavoro o per lo studio, elaborare testi velocemente, tradurre da una lingua straniera, preparare un’opera teatrale o il palinsesto di una programmazione televisiva usiamo chatGPT, l’ultima invenzione dotata di intelligenza artificiale in grado di dialogare in modo versatile, non rischiamo di spegnere il cervello e di soffocare l’estro degli artisti? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vorrei ricordare diversi casi di gemelli omozigoti, praticamente identici alla nascita, che hanno sviluppato nel tempo capacità cognitive diverse, più o meno vivaci, perché cresciuti in ambienti familiari e culturali diversi. Anche l’intelligenza umana come il nostro fisico avrebbe, dunque, bisogno di allenamento e di esercizio, per rimanere in forma: allora, la diffusione di strumenti dotati di intelligenza artificiale va controllata dai governi con leggi che tutelino i cittadini e non lasciata alle scelte influenzate dagli interessi economici delle aziende del settore!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’intelligenza artificiale non può sostituire lo sforzo necessario agli esseri umani, per acquisire un pensiero critico attraverso la conoscenza: l’esperienza scolastica funziona, quando avviene lo scambio di idee con i peer e il dialogo educativo con gli insegnanti, e non può essere ridotta alla sterile relazione con i mezzi tecnologici, che possono dare informazioni in quantità, ma non sviluppare la formazione umana legata appunto all’esperire! </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Bisogna aver cura di educare i giovanissimi a riconoscere e controllare le emozioni, per promuovere la coscienza civile e rendere consapevoli del valore delle azioni che si scelgono, per non rischiare una sudditanza dall’intelligenza artificiale con la coscienza sopita, incapace di distinguere il bene dal male. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’aumento dell’aggressività nelle nostre aule di scuola e nelle nostre città, per non parlare del linguaggio violento sui social, è probabilmente da attribuire all’anestetizzazione dei sentimenti conseguente allo stile di vita di oggi, in cui la comunicazione è alterata dall’assenza di relazione vera, non solo per gli effetti della pandemia, ma anche per la mancata educazione alla resilienza davanti ai problemi, negati o nascosti dalla cultura dell’immagine, che spesso è solo un gioco di specchi che falsa la realtà, ma induce a credere alle apparenze, senza ricercare la verità o saper evitare le trappole delle fake!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il ricorso agli strumenti dotati di Intelligenza Artificiale può essere di supporto al lavoro e allo studio, ma non si può ipotizzare che sostituiscano il fattore umano, che sarà sempre originale e inimitabile, perciò UNICO!</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Paola Giorgi</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10229" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-intelligenza-artificiale-vs-intelligenza-emotiva-c-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-intelligenza-artificiale-vs-intelligenza-emotiva-c-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-intelligenza-artificiale-vs-intelligenza-emotiva-c-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-intelligenza-artificiale-vs-intelligenza-emotiva-c-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-intelligenza-artificiale-vs-intelligenza-emotiva-c-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-intelligenza-artificiale-vs-intelligenza-emotiva-c-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-intelligenza-artificiale-vs-intelligenza-emotiva-c-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-intelligenza-artificiale-vs-intelligenza-emotiva-c.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>L’Intelligenza Artificiale come leva dello sviluppo sostenibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2023 15:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Oliva]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Emotiva o Intelligenza Artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Intelligenza Artificiale (AI) può diventare uno strumento – se ben utilizzato, cioè anche in maniera etica e non solo business oriented &#8211; capace di generare anche benefici sociali e ambientali. Abbiamo visto il suo utilizzo ad esempio nell’ornitologia con quello strumento che ci permette di riconoscere diversi tipi di uccelli dal loro canto. Potrà farlo [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">L’Intelligenza Artificiale (AI) può diventare uno strumento – se ben utilizzato, cioè anche in maniera etica e non solo business oriented &#8211; capace di generare anche benefici sociali e ambientali. Abbiamo visto il suo utilizzo ad esempio nell’ornitologia con quello strumento che ci permette di riconoscere diversi tipi di uccelli dal loro canto. Potrà farlo sempre di più, solo per fare un esempio che riguarda ancora l’ambiente, nella capacità di prevedere le catastrofi meteo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fin dal novembre 2021 con l’approvazione del Programma strategico per l’IA 2022-2024, che ha definito le politiche per accelerare l’innovazione e le potenzialità dell’AI nel nostro Paese, anche strumentalmente agli obiettivi del PNNR. Uno strumento concreto per mitigare gli impatti negativi sulle persone e sul Pianeta, anche in combinata con l’Agenda 2030 elaborata dall’ONU nel 2015 tra i suoi 17 &#8211; SDGs, Sustainable Development Goals – e i 169 sotto-obiettivi. Ad esempio, le enormi quantità di dati disponibili soprattutto dalle capacità di calcolo digitale, per evitare di compromettere ulteriormente l’equilibrio complessivo del nostro Pianeta e puntare ad un futuro di vera sostenibilità, cominciando da subito – cioè nel periodo di “transizione”, cioè fino al 2030. L’AI come strumento di efficientamento dei prodotti, servizi, processi può supportare un modello di sviluppo sostenibile. Lo ha già dimostrato ad esempio nell’industria farmaceutica riducendo drasticamente costi e tempi, visto che l’enorme mole di dati permette di percorrere le scelte più promettenti. Stesso risvolto è percorribile nella transizione energetica. Una migliore capacità di analisi &#8211; e di previsione come con il meteo e i fenomeni naturali – può affinare le tecnologie in diversi ambiti interessanti come la produzione da fonti rinnovabili, o come il controllo dei consumi energetici e ancora una volta un plus in termini di efficienza e qualità. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fino allo scoppio della pandemia da Covid-19 la Comunità Europea aveva mostrato grande determinazione in particolare nella riduzione del carbon foot print: la produzione di Anidride carbonica, CO2. Se si guarda al periodo tra il 2015 e il 2019, complice anche l’approvazione e l’applicazione del Green Deal europeo, il Vecchio Continente ha superato di gran lunga gli obiettivi e le più rosee previsioni. E l’AI può e deve ancora fare la sua parte.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Angela Oliva</span></p>
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		<title>ChatGPT al servizio dell’uomo o contro?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2023 15:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Emotiva o Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Giorgi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2015 a San Francisco è nata Open AI, un’organizzazione no-profit di ricerca con la mission di garantire che l’intelligenza artificiale generale (AGI) porti benefici a tutta l’umanità, e qualche mese fa ha presentato ChatGPT, un’innovazione paragonabile a quella dell’iPhone, che sta suscitando un enorme interesse da parte del mondo economico e degli intellettuali, anche [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Nel 2015 a San Francisco è nata Open AI, un’organizzazione no-profit di ricerca con la </span><span style="font-weight: 400;">mission di garantire che l’intelligenza artificiale generale (AGI) porti benefici a tutta l’umanità, e qualche mese fa</span><span style="font-weight: 400;"> ha presentato ChatGPT, un’innovazione paragonabile a quella dell’iPhone, che sta suscitando un enorme interesse da parte del mondo economico e degli intellettuali, anche per i risvolti etici che presenta. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">ChatGPT vuol dire letteralmente Chat Generative Pre-trained Transformer, &#8220;trasformatore pre-istruito generatore di programmi di dialogo&#8221;, ed è un prototipo di chatbot (dall’unione delle parole chat e robot) basato su intelligenza artificiale e machine learning (apprendimento automatico) altamente sviluppato da OpenAI e specializzato nella conversazione con un utente umano.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La chat GPT si presenta intuitiva e di facile uso: è in grado di generare articoli, descrizioni di prodotto o risposte ad assistenza clienti</span><span style="font-weight: 400;">, rispondendo in tempi brevi e con risultati di ottimo livello in modo automatico, grazie ad </span><span style="font-weight: 400;">un modello di rete neurale denominato “Trasformatore”, istruito su un enorme database di testo. Anche lo stile può essere scelto, per rendere il testo adatto ad un’occasione informale, come avviene sui social, oppure di diverso tono per un evento accademico.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dagli esperti però sono state segnalate anche alcune criticità nelle risposte fornite, tipo scarsa originalità nei testi più complessi e imprecisioni, ma soprattutto emerge il problema dell’uso dell’Intelligenza Artificiale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Pensate quanto sarebbe difficile per un docente scoprire se un lavoro svolto dallo studente è veramente “farina del suo sacco” o di un robot, oppure per un’azienda accorgersi di un falso reclamo, o quanto potrebbe accadere con la diffusione di fake news ben costruite fino a influenzare le scelte degli elettori!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Poi, le ripercussioni dell’introduzione di ChatGPT nel mondo del lavoro: quanti posti di lavoro si perderebbero con il suo utilizzo nella call center? Può un mezzo tecnologico dare le risposte attendibili come quelle di un operatore umano? Certamente! Ma il rapporto umano si perde e molti clienti desiderano avere risposte ad hoc, non prefabbricate in modo generico!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ipotizziamo l’introduzione di ChatGPT a scuola: potrebbe preparare una lezione e spiegare un’opera d’arte o di letteratura con la passione viva di chi ama la materia e con le sfumature necessarie per i vari stili di apprendimento, che solo un vero insegnante sa di dover utilizzare? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche un articolo di giornale permette di esprimere la sensibilità di chi scrive e rende per questo il lettore coinvolto: può accadere lo stesso con un testo scritto da un&#8217;Intelligenza Artificiale?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non voglio oppormi alle innovazioni, che certamente vanno accolte senza pregiudizi e studiate con attenzione per estrarne sempre il meglio, ma temo che si sottovaluti il rischio di lasciare andare in decadenza la creatività umana, dando risposte immediate ai bisogni umani, senza pungolare lo spirito critico, che cresce attraverso la ricerca personale e la rielaborazione scritta dei propri pensieri.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le dipendenze dai cellulari e dai social sono una realtà: cosa può accadere con ChatGPT?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Altro ripiegamento su sé stessi? Sarebbe inquietante!</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Paola Giorgi</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10235" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-chat-gpt-vrp-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-chat-gpt-vrp-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-chat-gpt-vrp-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-chat-gpt-vrp-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-chat-gpt-vrp-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-chat-gpt-vrp-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-chat-gpt-vrp-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-chat-gpt-vrp.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>L’intelligenza artificiale (o presunta tale)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2023 15:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The King]]></category>
		<category><![CDATA[Gerardo Altieri]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Emotiva o Intelligenza Artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Qualche tempo fa un articolo di Federico Rampini ha alzato il velo sulle capacità di un nuovo software, ChatGPT, in grado di redigere uno scritto in base alle parole e agli argomenti chiave che gli vengono indicati: esso è in grado di svolgere in pochi secondi una ricerca on line e redigere un documento completo [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Qualche tempo fa un articolo di Federico Rampini ha alzato il velo sulle capacità di un nuovo software, ChatGPT, in grado di redigere uno scritto in base alle parole e agli argomenti chiave che gli vengono indicati: esso è in grado di svolgere in pochi secondi una ricerca on line e redigere un documento completo al riguardo. Ovviamente un tema importante è quello relativo all’affidabilità delle fonti a cui il programma attinge, che potrebbero anche comprendere delle fake news, ma a quanto pare il software potrebbe riuscire anche a distinguere anche quelle.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In USA questo software è molto in voga tra gli studenti e siccome proibirne l’utilizzo sarebbe una battaglia persa, Rampini raccontava che un suo amico che insegna alla Columbia University ha stimolato i suoi studenti ad usare questo strumento e poi a leggerne criticamente il risultato, indicando quelli che loro considerano dei punti non adeguati alla richiesta fatta: un ottimo modo per richiedere comunque un’analisi basata su studio e ricerca personale vs il risultato di una ricerca derivante da un algoritmo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I dilemmi etici sull’AI si sono già appalesati in altri ambiti, ad es. in quello della guida autonoma. Un bambino attraversa la strada senza guardare, ma sulla corsia opposta, dove la vettura dovrebbe scartare per evitare il pargolo, arriva un camion: cosa deve decidere l’AI? Salvare una giovane vita al potenziale costo della nostra, oppure proteggere l’incolumità dei passeggeri del veicolo della vettura che in quel momento è governata dal software?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si potrebbero aggiungere altri esempi al riguardo, ma la domanda finale è: quanta parte della nostra vita possiamo demandare all’AI in termini decisionali e quanto possiamo da lei farci governare?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La mia opinione è che l’AI vada diffusamente implementata in qualunque ambito in cui possa dare valore aggiunto, ma in quegli ambiti in cui ci sia bisogno di inserire delle considerazioni etiche, le decisioni dell’AI devono avere un carattere consultivo, ma NON decisionale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel caso ad es. del ChatGPT, una persona può demandare pure tutta la ricerca di nozioni ed elementi utili alla redazione di un documento, ma deve comunque essere in grado di discernerne l’affidabilità del contenuto: cari studenti, lo studio non va evitato con delle scorciatoie, ma deve essere la base per l’utilizzo di questi utili strumenti. In questo caso particolare, ci sono varie aziende che stanno sviluppando dei software simili, alcune delle quali hanno sede in una nazione dell’estremo oriente, dove il giusto algoritmo potrebbe redigere degli articoli utili alla propaganda del governo in carica: se considerate che in questa nazione da quasi un secolo c’è solo un partito, forse sarà meglio informarsi di persona su tutti gli argomenti “sensibili”, non solo affidandosi alle ricerche via software.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche nel caso della guida autonoma, gli algoritmi dovranno avere un blessing umano, così da rendere consapevoli (e responsabili) coloro che ci venderanno il servizio in questione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In termini più generali, l’elemento umano non dovrebbe mai essere completamente assente: non si può pretendere di eliminare qualunque responsabilità, demandando ad un computer guidato da algoritmi, magari auto-generati, le decisioni e le scelte della nostra esistenza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Elemento fondamentale sarà la regolamentazione legislativa al riguardo, condizionata in questo caso dalla sensibilità ai diritti dell’essere umano: tale argomento ha diversi pesi nelle varie culture (vedi la nazione mono-partito di cui sopra), perciò non solo queste legislazioni dovranno proattivamente indicare linee guida di implementazione dell’AI, ma dovranno anche prevedere delle forme di difesa dall’utilizzo troppo invasivo e asetticamente distaccato dell’AI stessa, magari dovuto ad applicazioni originate in quelle nazioni “diversamente sensibili” ai diritti umani dei singoli rispetto ad un presunto superiore bene comune (molto probabilmente deciso dal partito).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Io credo che le persone e i rapporti interpersonali, pur se stanno assumendo forme sempre diverse e meno fisiche, non verranno mai completamente soppiantati da software e devices che emulino il nostro comportamento e i nostri sentimenti, il tutto per un motivo ben preciso: le macchine e le loro teste artificiali non avranno mai un’anima come quella di noi esseri umani…</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Gerardo Altieri</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10237" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-l-intelligenza-artificiale-o-presunta-tk-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-l-intelligenza-artificiale-o-presunta-tk-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-l-intelligenza-artificiale-o-presunta-tk-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-l-intelligenza-artificiale-o-presunta-tk-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-l-intelligenza-artificiale-o-presunta-tk-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-l-intelligenza-artificiale-o-presunta-tk-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-l-intelligenza-artificiale-o-presunta-tk-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-l-intelligenza-artificiale-o-presunta-tk.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/lintelligenza-artificiale-o-presunta-tale/">L’intelligenza artificiale (o presunta tale)</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
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		<title>Intelligenza emotiva o Intelligenza artificiale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2023 15:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Albanello]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Emotiva o Intelligenza Artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stiamo assistendo ad una crescita di spazi occupati dalla rete, che prima erano una prerogativa della mente umana. La cosa più sconvolgente è che tutto questo stia avvenendo nella totale indifferenza o nella supina accettazione di moltitudini di persone che si sono ormai arrese alla invasione del digitale ai danni dalla propria capacità dell’essere artefici [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Stiamo assistendo ad una crescita di spazi occupati dalla rete, che prima erano una prerogativa della mente umana.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La cosa più sconvolgente è che tutto questo stia avvenendo nella totale indifferenza o nella supina accettazione di moltitudini di persone che si sono ormai arrese alla invasione del digitale ai danni dalla propria capacità dell’essere artefici del pensiero.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ormai è sufficiente trasferire alcune parole in un’apposita app e disporre che la stessa elabori una riflessione per nostro conto, su nostra delega e nel breve volgere di qualche attimo vediamo che un argomento prende forma, denso di apposite riflessioni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La persona che legge “quello che ha scritto”, si rende conto che non è stato “frutto” dalla sua mente, ma è il risultato di una sintesi di considerazioni che arrivano da molteplici “motori di ricerca” capaci di costruire   una tematica estremamente profonda ed elaborata.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Qual è la conclusione a cui ci stiamo incamminando? Ad una “decerebrazione” crescente?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Stiamo svuotando le menti, sottraendole a quegli stati d’animo che mettono in atto le idee, cioè gli incontri tra neuroni che accrescono le capacità di progettare, di pregustare, di sognare?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La mia sensazione è che si stia sottovalutando un temibile “mostro” che è ormai l’anticamera di tutti i mali, che è quello “del vivere”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mi riferisco alla depressione, quel “male” che era stato profetizzato come il più minaccioso dopo le malattie cardiovascolari, già dal 2015 e che è stato sottovalutato in modo pericoloso.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E’ tempo che “prenda il largo” la intelligenza emotiva, visto che quella razionale ha dato ampia prova di farsi cannibalizzare dagli stessi prodotti che ha messo in campo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Rallentare i ritmi, ascoltare il mondo interiore, scavare nel nostro profondo: ecco spiegata la ragione per cui la grande produzione vuole che miliardi di esseri viventi restino incollati ai loro cellulari, totalmente asserviti alle sollecitazioni esterne in modo da spegnere le inquietudini e le ansie che continuano a bussare alla “porta dell’invito” a guardarsi dentro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E’ giunto il momento della intelligenza emotiva: non si pensava arrivasse in una fase così emergenziale, ma non possiamo sempre sperare che oggi, qualcosa di non più rinviabile, possa calpestare una guida rossa impreziosita da orchidee e begonie.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Esplorare il mondo che potrà permetterci di gestire e di accogliere le paure, come percepire il coraggio, oppure vivere la tristezza o la malinconia, sdrammatizzandole e saper cogliere uno stato di rabbia, ma senza sensi di colpa, diventa la sola strada in grado di farci coesistere con i nostri simili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Allora prenderà corpo e si materializzerà l’empatia e, quindi, la propensione ad immedesimarci negli altri, per intraprendere finalmente un percorso che sarà cooperativo e disposto a considerare la intelligenza artificiale come qualcosa di ingombrante e di sovrastrutturale, se studiata per sostituire la intelligenza delle donne e degli uomini.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ernesto Albanello</span></p>
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		<title>La chiave dell&#8217;intelligenza artificiale è sempre stata la rappresentazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2023 15:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Associazioni e dissociazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Emotiva o Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Ragionieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La digitalizzazione è una rivoluzione che sta radicalmente cambiando il mondo aziendale di molte imprese e di come svolgono le proprie mansioni. Tra le applicazioni digitali più innovative vi è l’intelligenza artificiale, una tecnologia che potenzialmente potrà avere un impatto enorme sulla gestione aziendale ed essere decisiva come fattore critico di successo in mercati sempre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
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<p><span style="font-weight: 400;">La digitalizzazione è una rivoluzione che sta radicalmente cambiando il mondo aziendale di molte imprese e di come svolgono le proprie mansioni. Tra le applicazioni digitali più innovative vi è l’intelligenza artificiale, una tecnologia che potenzialmente potrà avere un impatto enorme sulla gestione aziendale ed essere decisiva come fattore critico di successo in mercati sempre più dinamici e competitivi. Tecnologia che però richiede ingenti investimenti e cambiamenti di cui bisogna tenere conto. L’obiettivo di questo lavoro è quello di fornire una guida che possa aiutare le imprese che vogliono cimentarsi in questo cambiamento a prepararsi adeguatamente all’applicazione dell’intelligenza artificiale nei propri processi aziendali. Basandosi su un’analisi della letteratura e su casi pratici di realità locali e internazionali si evidenzieranno tutti quegli elementi critici nonché le risorse e le competenze necessarie per lo sviluppo di un proprio progetto. Dall’importanza di dati di qualità, alle risorse necessarie, fino alle competenze ibride dei dipendenti e alla cultura aziendale che dovrà essere agile ed orientata al digitale. C’è chi pensa che l’Intelligenza Artificiale sia la cosa migliore che potesse inventare l’essere umano, dall’altro lato c’è chi pensa che sia la cosa peggiore. Secondo la visione più ottimistica, l’Intelligenza Artificiale porterà l’essere umano ad uno stato superiore rendendo la sua vita migliore sotto tutti i punti di vista ed eliminando le disuguaglianze tra le persone. Al contrario, secondo la visione pessimistica, l’Intelligenza Artificiale porterà la razza umana all’estinzione. Probabilmente entrambe le visioni sono troppo estreme per verificarsi. Tuttavia, nonostante non si riesca (ancora) a giungere ad una conclusione condivisa sul fatto che l’Intelligenza Artificiale sia o meno favorevole per lo sviluppo della qualità della vita dell’essere umano, è bene che esista e che si sviluppi questo dibattito. Nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale non viene sempre data la giusta importanza al funzionamento degli algoritmi. Comprendere il funzionamento di questa tecnologia è fondamentale per capire in che modo potrebbe evolversi e realmente a che punto è il suo sviluppo. Dopo che si è compreso il suo funzionamento, e le sue reali applicazioni, è possibile instaurare un dibattito sugli effettivi sviluppi che potrebbe avere in futuro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche se la nascita effettiva dell’intelligenza artificiale è avvenuta solo in tempi recenti, il suo sogno ha origini molto più lontane: il desiderio dell’uomo di realizzare un soggetto in grado di emulare i propri comportamenti è un qualcosa che lo tormenta fin dalla notte dei tempi. Si tratta quasi certamente di una chimera che lo ha accompagnato in ogni luogo e periodo storico, continuamente e ovunque: dopotutto basterà ricordare che la letteratura, i miti e le leggende, da sempre considerate memoria e volontà di interi popoli, sono sovrappopolate da misteriosi esseri caratterizzati da atteggiamenti e pensieri tipicamente umani. A volte questi esseri sono stati descritti come creature antropomorfe, dall’aspetto in tutto e per tutto simile al nostro; altre volte, invece, si trattava di entità incorporee, più simili a ombre inconsistenti che a individui in carne ed ossa, contraddistinte però da capacità di pensiero e linguaggio prettamente umani. Indipendentemente da come possano apparire, ci sono stati presentati sia come mostri abominevoli, araldi di morte e distruzione, sia come spiriti benigni, portatori di prosperità e armonia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’Intelligenza Artificiale ha un enorme legame con lo sviluppo dei computer, che iniziarono a diffondersi negli anni 40’ con i lavori di McColloch e Pitts. Sono proprio queste caratteristiche “umane” che hanno fatto nascere molte discussioni e aspettative riguardanti questa tecnologia, sia positive sia negative.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dopo alti e bassi della rispondenza con la verifica dei dati dell’intelligenza umana negli anni 80’ si assistette ad una rinascita dell’interesse per l’Intelligenza Artificiale e questo fu dovuto a uno sviluppo più pratico che teorico, in modo tale da affrontare i problemi tramite sistemi esperti in determinati settori. L’avvento del wireless è stato fondamentale per l’evoluzione di computer perché senza questa tecnologia i computer vengono considerati come singoli mentre con una rete globale che li collega possono essere considerati come uno solo grande cervello con amplia distribuzione e con un’ampia connettività, questo è un enorme vantaggio per l’Intelligenza Artificiale rispetto all’intelligenza umana, perché permette un’integrazione della conoscenza. L’andamento storico della ricerca nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale ha avuto un andamento ondulatorio con periodi di grande ottimismo e ingenti finanziamenti, e periodi meno floridi nei quali non si riuscirono ad essere all’altezza dei risultati attesi facendo perdere parte dell’interesse per l’argomento e molti dei finanziamenti con la conseguenza di una crescita più lenta e difficile.  È necessario considerare se gli effetti che questa tecnologia potrebbe avere siano probabilmente più positivi o più negativi. In aggiunta a questo andrebbe considerato che non è possibile prevedere gli effetti futuri in maniera certa ma che le nuove tecnologie hanno sempre degli impatti inaspettati, positivi o negativi che siano. Il punto centrale è comprendere se, questi effetti, potenzialmente, saranno più negativi che positivi. Gli scienziati e gli ingegneri si trovano di fronte a considerazioni etiche sul modo in cui svolgere il proprio lavoro, sulle modalità di applicazione delle nuove tecnologie e sulla scelta di quali progetti portare avanti e quali considerare troppo rischiosi da sviluppare. Negli ultimi anni sta prendendo sempre più rilevanza la discussione sulla correlazione tra l’Intelligenza Artificiale e la coscienza, perché questa discussione potrebbe avere implicazioni molto importanti e potenzialmente pericolose per il futuro degli essere umani. Ad oggi nessuno ritiene che l’Intelligenza Artificiale abbia raggiunto un livello tale da poterla considerare cosciente, e alcuni ritengono che non potrà mai essere definita come tale. Il punto centrale è capire cosa si intende con coscienza, e purtroppo non è possibile definire la coscienza in modo unanime, ma piuttosto secondo una visione soggettiva degli individui. Se si considera la coscienza anche in termini di volontà e responsabilità dell’entità che compie determinate azioni, allora, si deve considerare la possibilità che queste entità possiedano il libero arbitrio. Questa considerazione ha impatti sul come andrebbe considerata un’azione di un’entità artificiale nel futuro. È necessario chiedersi se la volontà di queste unità esista e se la responsabilità debba ricadere su di loro o su chi le ha programmate. Uno degli aspetti più critici dell’applicazione dell’Intelligenza Artificiale riguarda le potenziali applicazioni militari e terroristiche, data la loro pericolosità. Le applicazioni militari sono molto pericolose, ma non vanno intese come robot che controllano armi al fine di sterminare l’umanità. Questi stessi automi potrebbero diventare le armi. Potrebbero essere in grado di identificare gli obiettivi in maniera totalmente autonoma. Tuttavia, consentire ai sistemi di Intelligenza Artificiale di agire in modo indipendente potrebbe risultare molto pericoloso, perché queste, diversamente dalle organizzazioni, non dipenderebbero dagli esseri umani per prendere decisioni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il principale argomento di discussione che viene spesso indicato come maggiore paura e argomento di dibattito è l’effettiva sostituzione dell’essere umano nelle mansioni lavorative, soprattutto quelle che richiedono un basso livello di specializzazione ’intelligenza artificiale causerà sì delle perdite di posti di lavori ma il maggiore impatto sarà sugli impiegati piuttosto che sul numero d’impieghi. Secondo la loro analisi, infatti, l’intelligenza artificiale s’integrerà sempre più nelle mansioni lavorative a supporto delle persone più che nella loro sostituzione, rendendoli più efficienti e aiutati da questa tecnologia. Con il supporto dell’intelligenza artificiale non sarà più importante il titolo di studio di una persona ma le proprie capacità e abilità perché le informazioni saranno facilmente elaborabili e alla portata di chiunque con queste tecnologie, sarà comunque l’essere umano che dovrà scegliere se seguire il proprio istinto o meno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Uno dei problemi legati all’intelligenza artificiale è quello definito della “scatola nera”, dato dal fatto che, oltre i programmatori che hanno compilato il codice stesso dell’applicazione, nessun altro sa come funziona. Spesso, forniti dei dati all’applicazione, questa comincia ad elaborare le informazioni per poi svilupparne una soluzione seguendo i meccanismi interni che sono andati a crearsi grazie all’auto apprendimento. Dall’esterno è impossibile capire quali elaborazioni interne all’applicazione abbiano portato allo sviluppo di una determinata soluzione e questo può sollevare dei dubbi sulla legittimità della soluzione proposta. Se da una parte l’importante è che l’applicazione svolga il suo lavoro correttamente, dall’altra parte questo potrebbe far sorgere delle problematiche laddove il risultato finale può avere importanti ripercussioni sulla vita delle persone, questi problemi, proprio per la natura nascosta, potrebbero essere ancora più difficili da individuare e correggere, tanto maggiori essi saranno. Come avviene con l’essere umano, ancora oggi non siamo in grado di comprendere completamente come funziona il nostro cervello. Uno dei pericoli che più viene percepito a riguardo è quello legato alla possibile discriminazione effettuata da una macchina data da determinati errori di base nella programmazione o nelle modalità con le quali è stata addestrata. Senza contare, poi, che mancando quelle peculiarità, caratteristiche dell’essere umano, come il “buon senso”, che prevarica la pura logica per venire incontro magari a determinate problematiche, una macchina nella sua freddezza calcolatoria potrebbe portare a soluzioni poco “umane”, che potrebbero addirittura portare a situazioni critiche o spiacevoli. L’intelligenza artificiale viene dipinta con una connotazione negativa, che spesso cerca di prevaricare l’essere umano e prenderne il controllo. Aldilà della fantascienza, però, la preoccupazione di base viene presa seriamente in considerazione da parte dei ricercatori.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Parlamento dell’Unione Europea ha recentemente adottato alcune proposte che precisano come andare a regolamentare l’Intelligenza Artificiale al fine di renderla il più efficace possibile, al netto degli standard etici e di privacy. In questa direzione, le norme devono sempre mettere al centro la persona che deve essere tutelata sia in termini di trattamento delle informazioni sia in termini di trasparenza dell’utilizzo degli stessi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il termine intelligenza emotiva, assume quindi la capacità di riconoscere i nostri sentimenti e quelli degli altri, di motivare noi stessi, e di gestire positivamente le nostre emozioni, tanto interiormente, quanto nelle relazioni sociali. Negli anni ottanta l’affermarsi di una visione poliedrica e scientificamente fondata delle capacità umane ha attribuito un peso più decisivo al mondo emozionale, alle motivazioni, all’empatia, alle capacità di autocontrollo e di adattamento. Le concezioni più recenti e innovative riguardano le intelligenze multiple di Howard Gardner secondo il suo pensiero l’intelligenza emotiva tende ad aumentare in proporzione alla consapevolezza degli stati d’animo, al contenimento delle emozioni di sofferenza al maggiore affinamento dell’ascolto e della sensibilità empatica. Secondo lui le competenze emotive fondamentali sia personali il modo in cui controlliamo noi stessi, sia sociali che determinano il modo in cui ci prendiamo cura delle relazioni con gli altri. La gestione delle emozioni si riferisce alla nostra capacità di scegliere come ci esprimeremo in una data situazione. L&#8217;obiettivo è il criterio con cui gestiamo le nostre emozioni. L&#8217;empatia gioca un ruolo fondamentale nella gestione delle emozioni e usando la capacità che essa ci offre, ci dà la possibilità di intuire e riconoscere le emozioni degli altri. La empatia non significa vivere le emozioni degli altri, ma comprenderle in base alle nostre esperienze. L&#8217;arte dell&#8217;intelligenza emotiva è riassunta in questa componente. Abbiamo così l&#8217;opportunità di creare le nostre relazioni utilizzando gli elementi fin qui citati: fissiamo i nostri obiettivi, canalizziamo le nostre energie ed emozioni in base all&#8217;obiettivo, usando l&#8217;empatia come strumento, esprimiamo e identifichiamo le nostre emozioni in modo coerente. Saremo consapevoli della nostra responsabilità e di quella degli altri nelle relazioni interpersonali. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Socrate, Platone e Aristotele avevano attuato una distinzione per certi aspetti simile tra ragione ed emozione, affermando, in particolare, il primato della prima sulla seconda.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La probabilità di verificazione di un evento casuale presuppone linearmente la sua conoscenza, il modo in cui questa viene percepita e la valutazione del rischio connesso al processo decisione-azione. In tale contesto, si rinvengono i concetti riguardanti il riconoscimento dei sentimenti, il controllo delle emozioni, l&#8217;empatia, l&#8217;attivazione di efficaci relazioni, tutti concorrenti a definire la principale dote di cui le risorse umane devono essere in possesso, vale a dire l&#8217;intelligenza emotiva. In un sistema aziendale si studiano le variabili che normalmente determinano il successo aziendale, senza dedicare particolare attenzione al fatto che una importante quota del successo stesso possa essere attribuito alla casualità, vale a dire il ruolo che riveste la “fortuna” nel raggiungimento di prefissati obiettivi. La sempre più ampia diffusione dell’I.A. porta a riflettere su questioni economiche fondamentali legate a quest’ultima, prima fra tutte su cosa accadrebbe se l’I.A. permettesse di automatizzare un crescente numero di attività precedentemente svolte attraverso l’impiego di lavoro umano. L’I.A. potrebbe impattare nella produzione ordinaria di beni e servizi aumentando la crescita economica e i profitti; allo stesso tempo potrebbe cambiare il processo secondo cui vengono create nuove idee e tecnologie, aiutando gli innovatori nella risoluzione di problemi complessi e permettendo, in questo modo, di ridurre lo sforzo creativo, l’automazione di fasi della produzione che si è rivelato un aspetto chiave nella crescita economica.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fino a pochi anni fa il principale problema degli scienziati coinvolti nella ricerca relativa all’I.A. era quello di poter dimostrare la realistica possibilità di utilizzare sistemi intelligenti per usi comuni; oggi questo obiettivo è stato ampiamente raggiunto, e ci si chiede spesso quale possa essere il futuro dell’ I.A.. Sicuramente molta strada deve ancora essere percorsa, soprattutto in determinati settori, ma la consapevolezza che l’I.A. oggi rappresenti una realtà, e non più un’ipotesi, determina l’insorgere di quesiti legati alle diverse possibilità di utilizzo dei sistemi intelligenti e al loro impatto sul tessuto sociale ed economico; se da un lato l’entusiasmo per l’evoluzione tecnologica risulta sicuramente molto evidente in diversi settori, dall’altro la paura che a breve le macchine possano sostituire del tutto l’uomo in molti luoghi di lavoro si è insinuata in maniera sempre più insistente nelle menti di molti. L’evoluzione tecnologica, già in passato, ha portato a sostituire la mano d’opera umana con macchine e computer che, in maniera più rapida e soprattutto più economica, hanno trovato largo impiego in diversi settori; l’uso massivo dell’I.A. determinerà, da un lato, un’ulteriore perdita di posti di lavoro e dall’altro la creazione di nuove tipologie di figure professionali. La crescita di opportunità di lavoro e vantaggio economico per gli innovatori potrebbe aumentare le diseguaglianze di trattamento sociale ed economico tra i vari strati della popolazione, già molto evidenti nell’odierna società, destando forti preoccupazioni a livello internazionale; nel contempo, con l’aumento delle attività potenzialmente automatizzabili, è possibile che si assista ad un aumento della disoccupazione, ad una contrazione dei salari in un numero di professioni sempre più elevato, ed alla crescita dei compensi per quelle, sempre meno numerose, che non possano essere automatizzate. Alcuni esperti e ricercatori non condividono tale visione pessimista, evidenziando come l’introduzione della meccanizzazione in agricoltura abbia spinto moltissimi lavoratori verso le città per trovare un lavoro nell’industria e come l’automazione e la globalizzazione abbiano determinato lo spostamento di molti lavoratori dal settore industriale a quello dei servizi in linea generale, il comportamento etico dei robot dovrebbe dipendere strettamente da quanto richiesto e realizzato dal progettista; in realtà, stante la crescente autonomia dei robot, determinata dalla loro capacità di apprendere dall’ambiente esterno e di prendere decisioni anche a fronte di eventi inaspettati senza alcun intervento umano, il comportamento etico in esame è quello dei robot stessi, intesi come entità decisionali autonome. L’ etica richiama le tre leggi della robotica formulate da Isaac Asimov, scienziato e scrittore russo definito come ‘profeta’ della robotica stessa, l’applicazione di tali leggi richiederebbe la creazione di una sorta di ‘autocoscienza etica’ all’interno del robot stesso da utilizzarsi in piena autonomia, prospettiva ancora lontana dal realizzarsi e per certi versi fantascientifica, risulta quindi indispensabile comprendere se le problematiche etiche relative a tali sistemi debbano contrastare tale sviluppo tecnologico, oppure se ci sia un modo per attuare uno sviluppo tecnologico utile e responsabile che possa portare vantaggi per l’uomo e le migliori soluzioni nascono da una utile e proficua interazione fra i sistemi di I.A. e l’uomo, in cui l’uomo ha la piena responsabilità sulla progettazione e sull’utilizzo di tali sistemi con  l’obiettivo di accrescere la sensibilità dei governi e del mondo economico nel destinare finanziamenti al settore dell’I.A. per sostenere un maggiore impegno della ricerca nel settore umanitario.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Maria Ragionieri</span></p>
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		<title>Il Concetto di Sostenibilità e Eco sostenibilità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2023 15:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Emotiva o Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Ragionieri]]></category>
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<p><span style="font-weight: 400;">La </span><a href="https://www.enelx.com/it/it/privati/citta-sostenibile"><span style="font-weight: 400;">città sostenibile</span></a><span style="font-weight: 400;"> è il modello di organizzazione che rende gli spazi più efficienti, digitali, vivibili e integrati tra loro, diverse città a livello mondiale si stanno attivando per raggiungere in particolare  ridurre l&#8217;inquinamento pro capite prodotto dalle città &#8211; che indica le loro priorità di intervento,</span><span style="font-weight: 400;"> dovranno impegnarsi a migliorare la qualità dell’aria e la gestione dei rifiuti, sviluppare e fornire sistemi di trasporto sostenibili e creare aree verdi pubbliche in modo da rendere gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e green. Le città sostenibili nel mondo sono importanti centri di innovazione, produzione economica, evoluzione sociale, nascita di nuove idee. Uno degli obiettivi della Nazioni Unite è infatti rendere le città più sostenibili entro il 2030: nell’agenda della sostenibilità dell’</span><a href="https://www.lasvolta.it/1022/i-paesi-onu-dicono-stop-allinquinamento-da-plastica"><span style="font-weight: 400;">ONU</span></a><span style="font-weight: 400;"> l’</span><a href="https://unric.org/it/obiettivo-11-rendere-le-citta-e-gli-insediamenti-umani-inclusivi-sicuri-duraturi-e-sostenibili/"><span style="font-weight: 400;">obiettivo numero 11</span></a><span style="font-weight: 400;"> recita «Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili». È evidente che “la partita” si gioca nella capacità di coinvolgere i diversi livelli istituzionali (Regioni, Città metropolitane, Province, Comuni, ma non solo) in una visione organica capace di concentrarsi sui punti focali degli obiettivi, utilizzando nel modo migliore possibile le risorse disponibili, sia economiche che umane, per far sì che il gioco di squadra si concretizzi nei diversi “Goals per uno sviluppo sostenibile volto a porre fine alla povertà e a proteggere il pianeta, assicurandone la prosperità condivisa, entro l’anno 2030. Tutti i 193 Paesi aderenti si sono impegnati a inserire, con forza, tali Obiettivi, all’interno dei diversi livelli della propria programmazione economica, sociale e ambientale.</span> <span style="font-weight: 400;">Mettere in atto, in forma concreta, la programmazione economica, sociale ed ambientale, significa declinare i principi dell’Agenda 2030 di sviluppo sostenibile dell’Unione Europea, a loro volta discendenti dagli obiettivi strategici dell’Agenda 2030 dell&#8217;ONU (SDGs). A tal fine la Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile (SNSvS) delinea una visione di futuro e di sviluppo basata sul valore condiviso della sostenibilità, quale strumento atto ad affrontare le molteplici sfide che ci attendono.</span> <span style="font-weight: 400;">I temi dell’Agenda e i SDGs devono costituire la “guida” per la realizzazione delle iniziative locali e regionali mantenendo la coerenza e l’integrazione con le strategie nazionali e sovranazionali in quanto gli Obiettivi hanno carattere universale, rivolgendosi sia ai paesi in via di sviluppo che a quelli paesi avanzati.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’Italia ha avuto un ruolo fondamentale nelle diverse fasi che hanno portato alla definizione dell’Agenda 2030, continuando a svolgere un ruolo rilevante, cercando di sviluppare strumenti atti a integrare lo sviluppo sostenibile nella politica del Paese. Queste azioni hanno riguardato diversi aspetti, dalla stesura della già citata Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile (quale punto di partenza per istituzioni e società civile nel percorso attuativo che si protrarrà sino al 2030 nonché quadro strategico di riferimento delle politiche settoriali e territoriali in Italia), all’inclusione nel Documento di economia e finanza e nella programmazione della politica economica del Governo, di indicatori di Benessere equo e sostenibile.</span> <span style="font-weight: 400;">L’ambito regionale e sub regionale entra, quindi, in gioco, in quanto elemento di coordinamento tra le agende statali e locali, alcune regioni (Lombardia, Emilia Romagna e Puglia) si sono attivate in prima istanza, dimostrando una crescente attenzione all’argomento, in altri casi si è proceduto in forma più frammentaria, con modalità e finalità diverse.</span> <span style="font-weight: 400;">Tale strategia riconosce che gli SDGs si devono inserire in un contesto mondiale sempre più urbano, in quanto più della metà della popolazione globale vive attualmente nelle città, la vita urbana è, quindi, diventata la norma in vaste aree del mondo, con una tendenza determinante, in particolare in Asia orientale, Asia meridionale e Africa sub-sahariana, dove si concentra la maggior parte della povertà estrema. Pertanto l’urbanizzazione rappresenta una delle maggiori e più problematiche sfide del pianeta, offrendo, di contro, enormi opportunità per promuovere lo sviluppo sostenibile.</span> <span style="font-weight: 400;">La Strategia regionale dovrà operare per sostituire gli attuali modelli di consumo e produzione, insostenibili e contribuenti in modo determinante al cambiamento climatico e al degrado ambientale, pur non dimenticando che le città ospitano la maggior parte delle imprese e dei mercati mondiali, promuovendo lo sviluppo delle innovazioni tecnologiche.</span> <span style="font-weight: 400;">Il livello locale è quindi fondamentale per migliorare la qualità della vita negli ambienti urbani e suburbani; gli SDGs forniscono una risorsa per uno sviluppo urbano più equilibrato ed equo, offrendo una serie di obiettivi integrati che possono aiutare a realizzare una visione più sostenibile dello sviluppo. La sostenibilità delle città e la loro importanza per l&#8217;evoluzione globale, pone gli amministratori locali di fronte alla scelta di politiche che offrano pari opportunità a tutti gli abitanti, promuovano ambienti di vita sani con accesso agli spazi verdi, oltreché alla necessaria resilienza ai disastri e ai rischi climatici sempre più incombenti.</span> <span style="font-weight: 400;">Chiaramente il livello locale deve tenere conto delle peculiarità con cui si è sviluppato un Paese (inteso come nazione) in termini di distribuzione della popolazione sul territorio; la grande frammentazione in comuni, tipica dell’Italia, ma ancor più del Piemonte, può costituire un ostacolo all’attuazione delle politiche di sostenibilità in quanto non sempre l’amministrazione locale è in grado di affrontare temi di così ampio respiro, sia per mancanza di risorse economiche che umane infatti, </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">“La sostenibilità sociale è la soddisfazione continuativa nel tempo dei bisogni umani basilari, cibo, acqua, riparo e delle necessità sociali e culturali di più alto livello come sicurezza, libertà, occupazione e svago”.</span> <span style="font-weight: 400;">Il termine sostenibilità, col passare degli anni, ha assunto un ruolo sempre più centrale nella cultura umana. Da un’origine di natura ambientale, passando per ambiti economici e sociali fino a raggiungere tematiche istituzionali. Il percorso epistemologico di questa nozione è stato in continua evoluzione, e lo è ancora oggi. Il concetto di sostenibilità, nella sua dimensione ambientale, è stato presente nella storia dell&#8217;umanità sin dalle sue origini. Molte civiltà e culture di tutto il mondo hanno sempre cercato di gestire il rapporto natura-uomo.</span> <span style="font-weight: 400;">A partire dal XVIII secolo, tuttavia, si cominciò a sviluppare la concezione moderna di sostenibilità, nella quale non si parlava esclusivamente di una tematica ambientale quanto piuttosto del suo legame con l’economia e la società. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’industrializzazione, con il cambiamento dei processi produttivi, diede l’inizio ad un modello economico lineare, ancora oggi presente, basato sulla crescita infinita. Un sistema che chiaramente privilegiava il settore economico causando esternalità negative sull’ambiente. All’interno di questo contesto nacquero i primi contributi di critica verso la società industriale. Diversi intellettuali ed economisti dell’epoca, sottolinearono l’impossibilità di prospettive di crescita di lungo periodo. In particolare, nella letteratura, si rimanda spesso alla figura dell’economista Malthus, e al suo scritto An Essay on the Principle of Population 1798. Qui, l’autore sottolineò come l’incremento demografico, essendo temporalmente più rapido, avrebbe spinto a coltivare terre sempre meno fertili con la conseguente diminuzione progressiva dello stock naturale, fino a giungere all’arresto dello sviluppo economico. Era convinto della “questione ambientale”, ovvero del fatto che esistano limiti fisici e ambientali alla crescita infinita dei sistemi economici. L’opera di Malthus fu il primo passo nel percorso che ha portato, durante la seconda metà del Novecento, alla definizione del concetto di sostenibilità l’obbiettivo era la ricerca sempre di nuove tecnologie per soddisfare il crescente bisogno dell’uomo, andando anche oltre i limiti delle risorse naturali. Tendeva quindi verso la cosiddetta sostenibilità debole. L’economia ecologica, invece, considerava l’economia come un sottoinsieme dell’ecosistema, all’interno del quale il capitale naturale doveva essere tutelato e non poteva essere sostituito da elementi tecnici/tecnologici, il cuore di questa filosofia è quel concetto già espresso di capacità di carico della Terra: l’azione dell’uomo deve avvenire entro determinati limiti fisici, in rispetto del pianeta,</span> <span style="font-weight: 400;">in contrapposizione all’economia ambientale, tende verso il concetto di sostenibilità forte, ossia al mantenimento dell’intero capitale naturale e delle risorse , all’interno di questa filosofia si cominciò, seppure in maniera embrionale (la consapevolezza definitiva avverrà solo negli anni ’80 del 900) a distinguere il concetto di crescita, intesa come miglioramento quantitativo, dallo sviluppo, considerato come miglioramento qualitativo.</span> <span style="font-weight: 400;">Le origini dell’economia ecologica vengono tradizionalmente rintracciate nei lavori dell’economista americano Kenneth Boulding  a lui è attribuita la metafora tra l’economia lineare e l’economia ecologica la prima, caratterizzata da consumi infiniti, venne simbolicamente rappresentata con l’immagine del cowboy impegnato nella rapina e nel saccheggio delle risorse naturali; la seconda, invece, venne raffigurata con la personalità di un astronauta costretto a sopravvivere con riserve limitate all’interno di una piccola navicella spaziale.</span> <span style="font-weight: 400;">l’allarmante prospettiva che tra il 1990 e 2100, se la popolazione, i livelli di produzione di inquinamento e di consumo risorse avessero continuato a crescere con i ritmi attuali, il pianeta avrebbe presto esaurito cibo e risorse naturali.</span> <span style="font-weight: 400;">“Se l ’attuale tasso di crescita della popolazione, dell’industrializzazione, dell’inquinamento, della produzione di cibo e dello sfruttamento delle risorse continuerà inalterato, i limiti dello sviluppo su questo pianeta saranno raggiunti in un momento imprecisato entro i prossimi cento anni. Il risultato più probabile sarà un declino improvviso ed incontrollabile della popolazione e della capacità industriale”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Gli eventi che maggiormente   hanno caratterizzato il concetto di sostenibilià negli ultimi decenni sono , le principali Conferenze ed i relativi trattati promossi dalle Nazioni Unite  a partire dagli anni Settanta del Novecento sino ad oggi,</span> <span style="font-weight: 400;">è proprio durante queste Conferenze, meglio note come Summit globali, che sono state gettate le fondamenta del concetto teorico e giuridico a livello internazionale dello sviluppo sostenibile. Questi incontri hanno visto l’adesione di numerosissimi partecipanti tra cui non solo rappresentanti governativi ma anche esponenti di organizzazioni, associazioni e rappresentanze sociali. La grande rilevanza del tema ambientale faceva sì che una costante delle negoziazioni in queste conferenze, fosse la presenza di molteplici e spesso antitetici interessi che spesso minavano il buon esito delle trattative, nonostante queste complicazioni, le differenti visioni sono state spesso superate in ottica di un futuro mondiale comune più sostenibile, nel quale solamente un’azione unitaria e organica avrebbe potuto migliorare la qualità della vita delle persone e la qualità dell’ambiente a livello globale. . Il solo agire sinergico di tutti gli esponenti a livello internazionale ha potuto fare sì che si ponesse la dovuta attenzione allo sviluppo di politiche atte ad implementare l’attenzione verso il sociale e la tutela dell’ambiente, argomenti che in tale modo, hanno assunto una rilevanza sovranazionale.</span> <span style="font-weight: 400;">A livello generale il merito più grande della Conferenza di Stoccolma è stato quello che, per la prima volta nella storia, fu posto il problema ambientale come argomento di discussione a livello internazionale comune a tutte le Nazioni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un cambio di paradigma sostenibile era necessario poiché, secondo quanto emergeva dal rapporto, la maggior parte dei problemi ambientali derivavano da varie cause a livello mondiale. Le principali tra esse erano da una parte l’altissimo tasso di povertà dei paesi del Sud del Mondo ancora non industrializzati e dall’altra, la tipologia del modello di produzione consumistico su cui i Paesi industrializzati avevano impostato le loro economie.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sebbene gli SDGs siano definiti dall’ONU indivisibili e interconnessi, necessariamente al loro interno posseggono dei valori intrinseci ossia 17 obiettivi secondo questi valori: persone, ecologia e spirito. Questo si traduce graficamente in una piramide, la cui base sono le persone, le quali attraverso il raggiungimento dell’armonia intesa come comunità, possono garantire la felicità dell’individuo. Nel secondo livello viene individuato l’ambiente, in questo caso inteso come ricercare di garantire armonia all’interno degli ecosistemi, poiché vivere in ambienti sani migliora la qualità dei singoli e della comunità; la punta della piramide corrisponde agli obiettivi che sono possibili solamente una volta che quelli sottostanti sono stati raggiunti e che permetteranno di ottenere la “vera sostenibilità”, ovvero: pace, collaborazione e armonia spirituale.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Maria Ragionieri</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10246" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-le-citta-ecosostenibili-ci-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-le-citta-ecosostenibili-ci-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-le-citta-ecosostenibili-ci-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-le-citta-ecosostenibili-ci-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-le-citta-ecosostenibili-ci-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-le-citta-ecosostenibili-ci-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-le-citta-ecosostenibili-ci-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/1-le-citta-ecosostenibili-ci.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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