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	<title>Cosetta Torrieri Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
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		<title>Quale scuola per il nuovo millennio?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jun 2022 15:50:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Cosetta Torrieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci siamo abituati, come cittadinanza, comunità ed elettori, all’idea che la scuola, fondamentalmente, non cambi mai. In un mondo che negli ultimi 40 anni è cambiato radicalmente quasi in tutto, ci siamo assuefatti all’idea che invece la scuola sia così: duri un tot di anni, sia divisa in cicli scolastici, con quelle materie, che si [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Ci siamo abituati, come cittadinanza, comunità ed elettori, all’idea che la scuola, fondamentalmente, non cambi mai. In un mondo che negli ultimi 40 anni è cambiato radicalmente quasi in tutto, ci siamo assuefatti all’idea che invece la scuola sia così: duri un tot di anni, sia divisa in cicli scolastici, con quelle materie, che si svolga la mattina, in quelle stanze, in quel modo. Diamo per scontato che debba rimanere così, senza che questo sia il risultato di un ragionamento che analizzi dati e tragga delle conclusioni basate su ragionamenti quali-quantitativi su quali siano le metodologie più efficaci. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutto, solitamente, si esaurisce in tifoserie: la buona vecchia scuola contro la tecnologia, come se fosse solo quest’ultima a fare la differenza. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il modello didattico italiano allo stato attuale è molto rigido, incentrato esclusivamente sulla didattica frontale e sulla trasmissione di conoscenze in comparti disciplinari separati.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si rende quindi necessaria una sua innovazione, in modo tale da rendere la didattica più efficace e coinvolgente, oltreché aggiornata rispetto alle competenze necessarie del XXI secolo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Interventi sull’edilizia scolastica per trasformare gli spazi educativi e favorire una didattica diversa da quella frontale, ma anche spazi per lo studio individuale, aggiornamenti sulle metodologie didattiche previste, in modo da integrare gli strumenti digitali per coinvolgere gli studenti in maniera nuova e attiva. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oltre al digitale, il modello didattico italiano ha la necessità di integrare anche una formazione relativa allo sviluppo delle competenze trasversali o soft skills, che includono competenze interpersonali come il lavoro in gruppo, competenze di progettazione, pensiero critico e problem solving.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo potrebbe essere fatto mediante l’utilizzo di metodologie innovative, come storytelling e gamification.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi il sistema scolastico si trova ad affrontare un certo scetticismo da parte di ricercatori e aziende del settore Ed tech, che lo accusano di essere ripetitivo, generico e di concentrarsi solo sull’individuo piuttosto che sullo sviluppo della persona; nel corso degli anni molteplici sono state le soluzioni concepite in vista del futuro: alcune hanno superato il test del tempo altre no.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Negli ultimi anni si è potuto osservare uno sviluppo esponenziale della tecnologia nell’ambito dell’istruzione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Solo fino a trent’anni fa, per fare una ricerca era necessario recarsi appositamente in biblioteca, consultare l’enciclopedia, per poi eseguire tutto a mano.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ora, invece, tutte le informazioni sono immediatamente disponibili e a portata di mano.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma siamo certi che l’insegnamento possa essere del tutto assoggettato alle leggi della digitalizzazione globale o alle trasformazioni sociali?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Probabilmente no. Probabilmente insegnare non è solo questo, non è solo formare bambini e ragazzi che siano in grado di sapersi muovere con disinvoltura nel complesso mondo del lavoro, o trasmettere loro le conoscenze necessarie che li rendano teoricamente preparati e pronti ad affrontare il grado di istruzione successivo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non dimentichiamo che la scuola vuol dire educazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Educare vuol dire formare delle persone anche e soprattutto dal punto di vista emotivo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La scuola non è solo luogo di incontro con la conoscenza teorica, ma anche di conoscenza con l’altro, conoscenza dei propri limiti e delle proprie doti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La lezione deve essere pertanto un momento di vita vissuta di esperienze concrete, prima che astratte, solo così la classe potrà diventare luogo di umanità, prima ancora che di apprendimento.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">C.T.</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4565" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-quale-scuola-per-nuovo-millennio-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-quale-scuola-per-nuovo-millennio-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-quale-scuola-per-nuovo-millennio-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-quale-scuola-per-nuovo-millennio-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-quale-scuola-per-nuovo-millennio-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-quale-scuola-per-nuovo-millennio-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-quale-scuola-per-nuovo-millennio-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-1-quale-scuola-per-nuovo-millennio.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>L&#8217;appetito vien imparando</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 May 2022 17:50:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Cosetta Torrieri]]></category>
		<category><![CDATA[FoodBall]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ogni anno si buttano miliardi e miliardi di euro di cibo: lo spreco alimentare è uno dei grandi problemi della società di oggi. Un gap che si apre tra le zone del mondo dove la malnutrizione e l’assenza di cibo causano ogni anno migliaia di morti, soprattutto tra i bambini, e altre parti dove il [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Ogni anno si buttano miliardi e miliardi di euro di cibo: lo spreco alimentare è uno dei grandi problemi della società di oggi.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Un gap che si apre tra le zone del mondo dove la malnutrizione e l’assenza di cibo causano ogni anno migliaia di morti, soprattutto tra i bambini, e altre parti dove il cibo abbonda, viene valorizzato poco, e viene buttato.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">La situazione, quindi, com’è facile immaginare, non è uguale in tutto il pianeta.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Se nel nord del mondo (ovvero nei cosiddetti paesi sviluppati) si produce molto di più di quel che si consuma buttando via l’eccedenza, nel sud del mondo è molto faticoso mettere insieme anche un solo pasto al giorno.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Inutile dire che lo spreco alimentare è un problema dai molteplici risvolti: è infatti una questione di etica, economica e anche ambientale.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">I danni relativi allo spreco alimentare non risparmiano la ristorazione scolastica dove si registrano dati inquietanti.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">La quantità di cibo che finisce nella spazzatura oscilla dal 40 al 60%.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">La stima è estrapolata dalle poche ricerche condotte sul campo che evidenziano le numerose criticità ma anche un sistema troppo complesso.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Spesso l’eccessivo spreco non è da collegare al cuoco o alla qualità della materia prima, ma a tante piccole criticità che alla fine contribuiscono ad aumentare in modo esagerato il cibo che rimane nel piatto.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Per riuscire a modificare i comportamenti alimentari sbagliati dei bambini, riducendo gli sprechi, bisogna partire da alcuni concetti fondamentali, senza strumentalizzare i progetti di educazione alimentare.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Per ridurre lo spreco, bisogna cambiare filosofia, semplificare le ricette e inserire nei menù piatti preferiti dai bambini senza pensare di trasformare il pasto in un momento di educazione alimentare.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Imparare sin da piccoli a consumare tutto ciò che si compra e, soprattutto, a non acquistare più del necessario, significa diventare adulti empatici che hanno a cuore le sorti dell’umanità e dell’ambiente in generale.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Agire sulle nuove generazioni, sempre più sensibili ai temi del riciclo, della sostenibilità ambientale e del riuso, è importante per fondare le radici di una cultura antispreco e insegnare ai bambini a non sprecare il cibo.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Ma come spiegare un concetto così difficile ai bambini?</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Lo si può fare, come sempre dando loro il buon esempio, attraverso attività ludico-ricreative, come il riordinare periodicamente credenza e dispensa, catalogando ad esempio le scorte di cibo, rendendo più visibili gli alimenti vicini alla data di scadenza indicata in etichetta.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Insomma si può combattere lo spreco alimentare, coinvolgendo i bambini in un consumo più consapevole del cibo. E i più piccoli avranno sicuramente molto da imparare da questi comportamenti virtuosi che poi sicuramente metteranno in pratica automaticamente quando diventeranno a loro volta adulti.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">C.T.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-3986" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-appetito-viene-imparando-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-appetito-viene-imparando-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-appetito-viene-imparando-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-appetito-viene-imparando-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-appetito-viene-imparando-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-appetito-viene-imparando-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-appetito-viene-imparando-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-appetito-viene-imparando.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>L&#8217;Empatia: quando l&#8217;ascolto va oltre le parole.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2022 10:38:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Cosetta Torrieri]]></category>
		<category><![CDATA[Empatia e Utopia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi tempi si parla tanto di empatia, forse perché &#8220;sintonizzarsi&#8221; con gli altri diventa sempre più difficile, mentre risulta più semplice ed immediato sintonizzarsi con le mille tecnologie che ci circondano e che creano in ogni istante, infinite opportunità di connessione. Ma questo non ci basta, e così molto spesso ci capita di &#8220;non [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-3898-2" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/40_Lempatia-quando-online-audio-converter.com_.mp3?_=2" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/40_Lempatia-quando-online-audio-converter.com_.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/40_Lempatia-quando-online-audio-converter.com_.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Negli ultimi tempi si parla tanto di empatia, forse perché &#8220;sintonizzarsi&#8221; con gli altri diventa sempre più difficile, mentre risulta più semplice ed immediato sintonizzarsi con le mille tecnologie che ci circondano e che creano in ogni istante, infinite opportunità di connessione.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Ma questo non ci basta, e così molto spesso ci capita di &#8220;non sentirci capiti&#8221;.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Sentirsi compresi e supportati è particolarmente importante per gli studenti, li aiuta a rimanere motivati, aumenta la consapevolezza di se&#8217; e li incoraggia a difendere se stessi.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Se vogliamo avere un impatto duraturo sui nostri studenti e prepararli al successo, alla carriera e alla cittadinanza, dobbiamo dare la priorità all&#8217;empatia, come mentalità essenziale.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">In un&#8217;ottica di apprendimento globale diventa indispensabile considerare anche l&#8217;aspetto emozionale.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Il docente deve riuscire a sintonizzarsi emotivamente sulla stessa lunghezza d&#8217;onda dei suoi allievi, solo così sarà in grado di creare quel gancio indispensabile alla creazione di un apprendimento che si sostanzi come significativo e permanente, funzionale alla realizzazione del progetto di vita che deve essere garantito a tutti e a ciascuno.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">L&#8217;arte dell&#8217;insegnare presuppone il &#8220;tirare fuori &#8220;da se stessi ogni mattina, quelle competenze, motivazioni ed emozioni, utili a stabilire i migliori contatti tra se&#8217; e gli alunni.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">È spesso necessario mettere da parte i problemi personali, le proprie difficoltà, le ansie, cercando di mostrarsi sempre disponibili, senza cadere nell&#8217;eccesso opposto del permissivismo e dello stare sempre a disposizione.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">I tempi sono cambiati, gli alunni come spesso si dice, non sono più quelli di una volta.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Anche alcuni disagi sono diversi, oserei dire addirittura inediti; si pensi ad esempio alla caduta del senso di appartenenza di molti giovani alle istituzioni (famiglia, scuola e società).</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Ma non ci si aspetti che una riforma aggiusti le cose.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">La disponibilità interna, l&#8217;empatia non si attivano a colpi di legge o di riforme.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Sono qualità preziose che vanno coltivate nel tempo.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Con pazienza e caparbietà&#8230;</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">C.T.</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-3899" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-empatia-oltre-le-parole-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-empatia-oltre-le-parole-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-empatia-oltre-le-parole-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-empatia-oltre-le-parole-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-empatia-oltre-le-parole-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-empatia-oltre-le-parole-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-empatia-oltre-le-parole-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/b-empatia-oltre-le-parole.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<item>
		<title>Come si può spiegare la guerra ai bambini?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Apr 2022 16:40:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Cosetta Torrieri]]></category>
		<category><![CDATA[LaGuerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Maestra…cos’è la guerra?” Rispondere non è facile. Psicologi e pedagoghi sono concordi nell’affermare che i più piccoli debbano conoscere la verità, anche per quello che riguarda le pagine più buie della nostra storia passata e purtroppo anche attuale.  La guerra spiegata ai bambini è un modo per renderli consapevoli di quanto l’umanità debba lavorare affinché [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-2969-3" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/2.4.3_Come-si-puo_-spiegare-la-guerra-online-audio-converter.com_.mp3?_=3" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/2.4.3_Come-si-puo_-spiegare-la-guerra-online-audio-converter.com_.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/2.4.3_Come-si-puo_-spiegare-la-guerra-online-audio-converter.com_.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">“Maestra…cos’è la guerra?”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Rispondere non è facile.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Psicologi e pedagoghi sono concordi nell’affermare che i più piccoli debbano conoscere la verità, anche per quello che riguarda le pagine più buie della nostra storia passata e purtroppo anche attuale. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La guerra spiegata ai bambini è un modo per renderli consapevoli di quanto l’umanità debba lavorare affinché nessun bambino soffra più.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Gli esperti consigliano di ascoltare le domande dei più piccoli, i loro dubbi, le loro paure, rispondendo sempre con onestà e parole semplici, magari analizzando insieme le news dell’ultim’ora per raccontare le condizioni in cui tanti bambini, vittime di guerra, sono costretti a vivere.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I conflitti sono senza dubbio una delle principali barriere al diritto all’istruzione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche il reclutamento dei bambini arruolati nei gruppi armati continua ad essere un fenomeno diffuso: i bambini soldati nel mondo sono più di 250 mila, reclutati persino a scuola.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La guerra è la peggiore nemica dell’istruzione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ai bambini appartenenti ai paesi in cui è in corso una guerra civile, viene negato il diritto fondamentale di imparare, di andare a scuola e di giocare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Inoltre le conseguenze delle guerre non si fermano ai territori devastati dalle violenze: si stima che circa la metà dei rifugiati sono bambini e che 3,7 milioni di questi non frequentano la scuola.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se sono i conflitti il principale ostacolo per l’istruzione è anche vero che l’educazione è l’arma più potente contro la guerra.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le strutture scolastiche possono garantire ai bambini misure di maggiore protezione perché sono luoghi dove i minori possono essere monitorati sia dal punto di vista della sicurezza che della protezione personale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Assicurare un’istruzione di qualità, equa ed inclusiva, attraverso buone pratiche educative, offre opportunità di apprendimento permanente per tutti e promuove il beneficio di formare le nuove generazioni alla cultura della pace e della cooperazione, formando cittadine e cittadini in grado di progettare e fare scelte rispettose per l’ambiente e la società.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per cui rendiamo la scuola portavoce di un messaggio universale:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“NON È BELLO CIÒ CHE È BELLICO, MA È BELLO CIÒ CHE È PACE!”</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">C.T.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-3152" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/24_COME-SI-PUÒ-SPIEGARE-LA-GUERRA-AI-BAMBINI-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/24_COME-SI-PUÒ-SPIEGARE-LA-GUERRA-AI-BAMBINI-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/24_COME-SI-PUÒ-SPIEGARE-LA-GUERRA-AI-BAMBINI-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/24_COME-SI-PUÒ-SPIEGARE-LA-GUERRA-AI-BAMBINI-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/24_COME-SI-PUÒ-SPIEGARE-LA-GUERRA-AI-BAMBINI-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/24_COME-SI-PUÒ-SPIEGARE-LA-GUERRA-AI-BAMBINI-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/24_COME-SI-PUÒ-SPIEGARE-LA-GUERRA-AI-BAMBINI-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/24_COME-SI-PUÒ-SPIEGARE-LA-GUERRA-AI-BAMBINI.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Alla ricerca del bollino perduto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2022 16:40:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Cosetta Torrieri]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono anni ormai che le scuole italiane hanno aperto le loro porte ai pilastri della grande distribuzione, come Coop, Conad, Esselunga, attraverso la promozione di slogan del tipo “facciamo insieme un regalo alla tua scuola”. La tua classe non ha una lim? Manca un modem router Wi-Fi? Avete bisogno di tablet o di notebook touch? [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-1808-4" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/wav" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/19_Alla-ricerca-del-bollino-perduto.wav?_=4" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/19_Alla-ricerca-del-bollino-perduto.wav">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/19_Alla-ricerca-del-bollino-perduto.wav</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Sono anni ormai che le scuole italiane hanno aperto le loro porte ai pilastri della grande distribuzione, come Coop, Conad, Esselunga, attraverso la promozione di slogan del tipo “facciamo insieme un regalo alla tua scuola”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La tua classe non ha una lim?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Manca un modem router Wi-Fi?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Avete bisogno di tablet o di notebook touch?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non c’è problema ci pensa la grande distribuzione!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E così il ministero dell’istruzione, attraverso una vera e propria operazione di marketing, ha steso il tappeto rosso ai colossi del consumismo, facendo impazzare tra gli studenti la moda dei bollini.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Chi vive la scuola, come me, lo sa, lo ha visto: ogni mattina, ancora prima del buongiorno , ancora prima dell’appello, file di bambini ansiosi e orgogliosi di consegnare alle maestre il proprio “bottino di bollini”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il meccanismo è molto semplice e funziona più o meno così: facendo acquisti per importi superiori ad un certo tot in un punto vendita di una catena della grande distribuzione, si acquisiscono punti o bollini che il consumatore può destinare a una scuola, quella, in genere, dove vanno i propri figli.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">L’istituto a questo punto può avere accesso ad un catalogo predisposto dal supermercato stesso in cui scegliere tra materiale didattico, cartoleria, materiale informatico e in cambio la scuola che aderisce all’iniziativa ospita materiale promozionale del supermercato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Queste iniziative hanno sollevato un acceso dibattito, persino i fundraiser si sono sentiti chiamati in causa e lo hanno fatto evidenziando una presunta complicità governativa che, a loro avviso, avrebbe lo scopo di favorire una vera e propria forma di autofinanziamento da parte delle scuole che poi, sarebbe miseramente fallita, in quanto i vantaggi in termini di fatturato e fidelizzazione per le aziende sarebbero stati notevoli, mentre quelli per la scuola e i genitori, al contrario, davvero minimi.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Ad oggi, invece, non sembra registrarsi malcontento da parte delle famiglie o delle associazioni dei genitori.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Io, che sono mamma, ma anche insegnante, mi sento di dire che organizzare eventi per raccogliere fondi da mettere a disposizione della scuola, costa fatica, impegno e “un fegato così”!</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Chiedere a ogni famiglia di raccogliere punti è assolutamente più semplice, più immediato e costa molto meno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E poi non si può negare che i premi di alcune raccolte, soprattutto quelle che puntano sulle tecnologie avanzate, servono davvero.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quindi, come dire, ben venga anche una certa dose di pragmatico realismo, che potrebbe addirittura definirsi puro spirito di sopravvivenza ma che in fondo in fondo non guasta!</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">C.T.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2272" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/alla-ricerca-del-bollino-perduto-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/alla-ricerca-del-bollino-perduto-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/alla-ricerca-del-bollino-perduto-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/alla-ricerca-del-bollino-perduto-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/alla-ricerca-del-bollino-perduto-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/alla-ricerca-del-bollino-perduto-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/alla-ricerca-del-bollino-perduto-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/alla-ricerca-del-bollino-perduto.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ascolto e dialogo per una scuola al passo coi tempi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Feb 2022 17:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Cosetta Torrieri]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mondo della scuola, oggi, è investito di 1000 nuovi incarichi, aspettative, responsabilità in quanto fondamentale contesto di sviluppo per i ragazzi e le loro famiglie, in una società sempre più veloce, globale, informatizzata ed esposta a continui e repentini mutamenti. La scuola è un luogo dove ogni ragazzo dovrebbe essere accolto, valorizzato nella sua [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-994-5" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/14_Ascolto-e-dialogo.mp3?_=5" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/14_Ascolto-e-dialogo.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/14_Ascolto-e-dialogo.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Il mondo della scuola, oggi, è investito di 1000 nuovi incarichi, aspettative, responsabilità in quanto fondamentale contesto di sviluppo per i ragazzi e le loro famiglie, in una società sempre più veloce, globale, informatizzata ed esposta a continui e repentini mutamenti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">La scuola è un luogo dove ogni ragazzo dovrebbe essere accolto, valorizzato nella sua interezza e unicità, sostenuto nella sua crescita, non solo cognitiva ma anche emotiva e relazionale.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">La scuola è anche il crocevia dove affiorano emergenze educative sempre nuove: disturbi ansiosi e depressivi in costante aumento, difficoltà di autocontrollo emotivo e comportamentale, difficoltà a tollerare le frustrazioni, diffusione di condotte devianti in età sempre più giovane. L’attenzione ai problemi dei giovani è divenuta sempre maggiore con l’incremento degli effetti negativi che questi problemi comportano per la società.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa è la premessa per promuovere importanti implicazioni sul concetto di prevenzione.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Prevenire non sempre equivale ad evitare che le persone incorrano in situazioni potenzialmente pericolose, ma piuttosto significa promuovere le capacità dell’individuo di far fronte in modo positivo ai problemi e alle difficoltà che si trova ad affrontare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Pertanto, oggi, la scuola, è chiamata, a gran voce, ad accogliere al proprio interno, delle sfide di integrazione che non riguardano più solo ed esclusivamente i soggetti certificati, ma riguardano in generale, il disagio diffuso, visibile ed invisibile.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In tale prospettiva essa è portata non solo ad assolvere al suo compito di insegnamento ma anche e soprattutto all’ascolto dei bisogni individuali, al sostegno psicologico, alla comprensione e alla promozione della persona.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’ Autonomia scolastica ha dotato la scuola di mezzi efficaci per rispondere in tempo reale a tutti questi nuovi bisogni emergenti e per diffondere una nuova cultura che si basi sulla consapevolezza della centralità dello studente, protagonista attivo del suo processo formativo.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">C.T.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1701" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-20-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-20-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-20-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-20-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-20-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-20-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-20-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-20.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Impariamo ad imparare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Feb 2022 17:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Cosetta Torrieri]]></category>
		<category><![CDATA[presidentemattarella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Proattività, positività e spirito motivazionale tra i banchi di scuola. Questa volta parliamo di life skills. Le life skills letteralmente sono le competenze vitali, cioè tutta una serie di abilità a carattere cognitivo, sociale, emotivo e relazionale che consentono di fronteggiare al meglio le esigenze e i cambiamenti che la vita quotidiana presenta. Non si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-1211-6" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/1_Impariamo-ad-impare.mp3?_=6" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/1_Impariamo-ad-impare.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/1_Impariamo-ad-impare.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Proattività, positività e spirito motivazionale tra i banchi di scuola.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Questa volta parliamo di life skills.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le life skills letteralmente sono le competenze vitali, cioè tutta una serie di abilità a carattere cognitivo, sociale, emotivo e relazionale che consentono di fronteggiare al meglio le esigenze e i cambiamenti che la vita quotidiana presenta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non si tratta di disposizioni attitudinali, ma di capacità che possono essere affinate e migliorate grazie alle esperienze che ne promuovono un uso efficace. Pertanto è fondamentale il loro potenziamento soprattutto nella fase preadolescenziale e adolescenziale, momento critico, fatto di cambiamenti, di opportunità e di sfide; momento in cui i ragazzi sperimentano e ridefiniscono la propria identità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mai come in questo momento la scuola ha il compito di ricomporre il disorientamento dei nostri ragazzi verso il mondo circostante.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Da tempo ormai è avviato il dibattito sulle capacità delle istituzioni scolastiche di formare la persona nella sua interezza e a maggior ragione, in un momento di grandissima fragilità come quello che stiamo vivendo, occorre fornire alle nuove generazioni gli strumenti adeguati per superare le criticità generate dalla pandemia e per potersi affermare nella vita.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’innovazione didattica passa attraverso l’intercettazione di nuovi bisogni e si concretizza nella capacità di fornire risposte che tengano conto della complessità che ci troviamo a vivere. Capacità di gestire le emozioni, gestione dello stress, comunicazione efficace, empatia, pensiero creativo, pensiero critico, capacità di prendere decisioni e problem solving: è questa la nuova sfida della didattica!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Integrare le competenze relative alla flessibilità, alla creatività, all’apertura mentale, alla stabilità emotiva, alla capacità di argomentare, interagire e discernere, con l’apprendimento dei saperi disciplinari. Papa Francesco, citando un proverbio africano, dice che “per educare un giovane ci vuole un intero villaggio”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nell’ educazione sono sempre in gioco due libertà, quella dell’educatore e quella dell’educando; quindi condizione imprescindibile perché si attui un processo educativo è che i ragazzi si trovino davanti degli adulti che sappiano offrire loro una proposta di lettura della realtà. E proprio in questo contesto che si inserisce l’importanza didattica delle competenze non cognitive, come la coscienziosità, la perseveranza, la capacità di lavorare in gruppo, il saper prendere decisioni… Competenze che si educano e si trasmettono non con definizioni ma attraverso un humus fatto di relazioni, tentativi ed esperimenti. È il momento di porre nuovi semi nella scuola italiana e quello che finora era lasciato al buon cuore degli insegnanti finalmente si sta concretizzando in un percorso formativo, voluto, finanziato e sviluppato dal ministero dell’istruzione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">C’è tanto ancora da scrivere su questa nuova pagina della storia della scuola italiana, pertanto avremo modo e tempo di approfondire l’argomento nei nostri prossimi appuntamenti.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">C.T.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1213" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/PHOTO-2022-02-01-18-08-48-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/PHOTO-2022-02-01-18-08-48-300x225.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/PHOTO-2022-02-01-18-08-48-600x450.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/PHOTO-2022-02-01-18-08-48-768x576.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/PHOTO-2022-02-01-18-08-48-696x522.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/PHOTO-2022-02-01-18-08-48-80x60.jpg 80w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/PHOTO-2022-02-01-18-08-48-265x198.jpg 265w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/PHOTO-2022-02-01-18-08-48.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>SMEMO: il primo diario a quadretti in un mondo a righe</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2022 22:21:20 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cosetta Torrieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ma voi ve la ricordate la Smemoranda? Alzi la mano chi non ne ha mai avuta una, consumata tra foto, dediche, appunti, biglietti dei concerti, miniposter, sticker, dichiarazioni inconfessabili, dediche strappalacrime, testi di canzoni, appuntamenti, amori e le immancabili frasi di Jim Morrison! La “Smemo”, come ci piaceva chiamarla, era un’agenda forse anche “bruttina” quando [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-944-7" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/16_Smemo.mp3?_=7" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/16_Smemo.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/16_Smemo.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma voi ve la ricordate la Smemoranda?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Alzi la mano chi non ne ha mai avuta una, consumata tra foto, dediche, appunti, biglietti dei concerti, miniposter, sticker, dichiarazioni inconfessabili, dediche strappalacrime, testi di canzoni, appuntamenti, amori e le immancabili frasi di Jim Morrison!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La “Smemo”, come ci piaceva chiamarla, era un’agenda forse anche “bruttina” quando la compravi, ma che poi, terminati i 16 mesi, si trasformava quasi in un’opera d’arte, talmente ricca, piena e variopinta, che, ricordo a volte, neanche si chiudeva.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Smemoranda ancora oggi è conservata in moltissime delle nostre case, non come un semplice diario dei tempi scolastici che furono, ma come vera e propria custode di emozioni di intere generazioni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Parliamo a tutti gli effetti di un love-brand che ha accompagnato ben sette generazioni di studenti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La storia inizia nel 1979: la prima Smemo nasce all’interno del movimento studentesco di Milano con l’intento di realizzare un progetto senza capitali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Qualcuno ha detto che si è trattato del primo social italiano, nel senso che sulla Smemo di allora veniva praticamente archiviato un anno di vita.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Smemoranda” l’agenda un po’ libro e un po’ diario che dal 1979 ha accompagnato generazioni di studenti che sui suoi quadretti hanno annotato appunti, pensieri e ricordi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Smemoranda” il marchio che ha trasformato il semplice diario in un prodotto emozionale, in un collettore di contenuti positivi, capaci di comunicare con i giovani di allora attraverso riflessioni e pensieri positivi, il tutto con una certa vocazione sociale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Da Federico Fellini a Gualtiero Marchesi, da Roberto Benigni a Giampaolo Pansa, da Jovanotti a Ligabue, sono oltre 300 tra artisti e personaggi di ogni campo, coloro che hanno contribuito alla causa, facendo a gara per la condivisione di parole e frasi ad hoc su quello che può essere considerato a tutti gli effetti l’unico diario cult transitato in cartelle, borse e zaini di tantissimi studenti di tutte le età.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nonostante l’inarrestabile avanzata del web e nonostante i giovani non siano più quelli di una volta, c’è chi la Smemo la vive ancora.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ci sono anche quelli che la vivono sul web; esiste di fatto anche un mondo Smemo 3.0.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Online Smemoranda ha trovato una seconda casa: su Fb, con 727.000 “mi piace”, su Twitter, con 15.900 follower, su Instagram, con 44.200 follower.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi, la sfida di Smemoranda è proprio questa, restare un love-brand anche per i nativi digitali, quei ragazzi della generazione Z più a loro agio con i supporti digitali che cartacei.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per riuscirci il brand ha scelto non solo di innovare i propri canali di comunicazione come la Smemo App, ma di fare della generazione Z stessa il “proprio ufficio marketing “.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se è vero, ad esempio che tra le nuove priorità della nostra era, primeggia il “fare qualcosa per l’ambiente “, Smemoranda risponde già dal 2005 con un’iniziativa di compensazione della carta utilizzata per i propri prodotti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sono stati realizzati tanti colori, formati e special edition, ma sempre a emissioni zero.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Smemoranda dal 2005 è un diario completamente green fatto al 100% in Italia con 160.000 alberi a impatto zero, nei comuni di Pavia e dintorni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’attività del marchio passa anche attraverso una varietà di progetti orientati alla cittadinanza attiva.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra questi l’impresa sociale Smemolab, che si propone di coinvolgere i giovani nella progettazione e realizzazione di campagne educative con materiali innovativi e che ha portato alla relativa iniziativa Dentrotutti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il progetto, promosso dal Miur, si rivolge alle scuole e oltre a coinvolgere proprio il terzo settore, è aperto a tutte le aziende che intendano partecipare e fare del marketing sociale un’azione di comunicazione condivisa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra coloro che hanno già aderito figurano nomi quali Intesa SanPaolo, ma l’interesse e’anche quello di coinvolgere il mondo della grande distribuzione organizzata, per fare dei punti vendita un nuovo canale educativo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si chiama Smemoranda, dunque, ma non è solo la società dietro al noto marchio di agende.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oltre a loro, il gruppo comprende oggi anche Zelig e il brand Nova, specializzato in accessori di design e di viaggi, nonché strumenti da scrittura e quaderni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ce n’è insomma per tutti i gusti nelle ambizioni e nei piani futuri di Smemoranda, in un mix perfetto di ricordi indelebili e di frizzanti novità, pronte a mettere d’accordo il più rigido dei nostalgici e il più esigente utente del web.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per cui io Smemo e tu?!!!</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">C.T.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-642" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/smemo-1-300x226.jpg" alt="" width="300" height="226" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/smemo-1-300x226.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/smemo-1-600x453.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/smemo-1-768x580.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/smemo-1-696x525.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/smemo-1-80x60.jpg 80w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/smemo-1.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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