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	<title>Cibus&amp;Cibus Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
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		<title>Il salotto di Patrizia Finucci Gallo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2023 15:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Serendipity]]></category>
		<category><![CDATA[Cibus&Cibus]]></category>
		<category><![CDATA[Piera Pastore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oltre 10 anni tra cultura, buon cibo e convivialità La tradizione dei salotti letterari come luoghi di produzione e promozione della cultura tra intellettuali e artisti affonda le radici nel lontano 1700. Da allora i Salotti in Italia si sono trasformati ed evoluti con il tempo e la società. Ne è un esempio il noto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/il-salotto-di-patrizia-finucci-gallo/">Il salotto di Patrizia Finucci Gallo</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
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<p><b>O</b><b><i>ltre 10 anni tra cultura, buon cibo e convivialità</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La tradizione dei salotti letterari come luoghi di produzione e promozione della cultura tra intellettuali e artisti affonda le radici nel lontano 1700. Da allora i Salotti in Italia si sono trasformati ed evoluti con il tempo e la società. Ne è un esempio il noto </span><b>salotto bolognese</b><span style="font-weight: 400;"> ideato oltre dieci anni fa da </span><b>Patrizia Finucci Gallo</b><span style="font-weight: 400;">, giornalista, scrittrice e influencer. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel suo salotto, dove si partecipa su invito, ci si racconta attraverso i libri, la moda, la musica ma anche l’attualità e la politica. </span><b>Una grande officina di talenti con ospiti sempre diversi</b><span style="font-weight: 400;"> dove si incrociano idee e progetti. La formula è vincente: seduti attorno a un tavolo si trascorre una piacevole serata in compagnia, magari con persone sconosciute, ci si conosce, si dialoga e si discute del tema scelto con l’ospite del giorno, intervistato dalla padrona di casa, la “</span><b><i>salottiera</i></b><span style="font-weight: 400;">”. Il tutto accompagnato da dell’ottimo cibo e un bicchiere di vino. Perchè </span><b>al Salotto di Patrizia gli incontri e le relazioni nascono proprio attorno ad un tavolo</b><span style="font-weight: 400;">. L&#8217;attesa delle portate, il piacere della compagnia&#8230;oltre le ricorrenze, il momento della tavola è un rituale quasi &#8220;sacro&#8221;, soprattutto per noi italiani. E il cibo al Salotto di Patrizia acquista un significato ben specifico come ci racconta proprio la salottiera: “</span><i><span style="font-weight: 400;">Il cibo al Salotto è sempre stato molto importante. Il primo Salotto infatti è nato attorno a un tavolo perché mi piaceva ricevere gente a casa; le conversazioni però erano sempre un po’ altalenanti e non c’era mai un discorso collettivo su cui ragionare. La tavola ha avuto sempre un ruolo importante proprio per la particolarità dell’essere lì presenti, dialogare, guardarsi, commentare. E il mio Salotto nasce proprio da qui, dal fatto che a tavola avessi bisogno di sentire una conversazione unica, su un tema specifico per promuovere lo scambio tra persone. Negli anni il Salotto si è evoluto. In ogni serata ospitiamo ormai almeno 50 persone, come un ristorante, ed è sicuramente impegnativo metterle insieme. Molti mi dicono ‘potresti cambiare formula, proporre un buffet o un semplice bicchiere di vino’, ma io voglio continuare così. C’è un passaggio quasi ancestrale della nostra mente nello stare seduti insieme, gustando dei buoni piatti, potendo parlare guardando le altre persone negli occhi. Penso che tutto ciò sia importantissimo per un ritorno alla conversazione e alla socialità</span></i><span style="font-weight: 400;">”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Negli ultimi mesi il Salotto di Patrizia ha “fatto un passo in più”, sottolineando ancora una volta l’importanza del cibo e del piacere della tavola all’interno di questo format così seguito. “</span><i><span style="font-weight: 400;">Abbiamo realizzato la </span></i><b><i>cucina letteraria, Literary Food</i></b><span style="font-weight: 400;">. – così prosegue la salottiera </span><b>Patrizia Finucci Gallo</b><span style="font-weight: 400;"> &#8211; </span><i><span style="font-weight: 400;">Dedichiamo ad ogni ospite che viene al Salotto la portata principale o anche tutto il menu. Questo perché la cucina deve essere narrazione. La letteratura e la cultura unite al racconto del cibo, quindi unione tra mente e corpo, sono un abbinamento fantastico. E su questo ci saranno dei progetti su cui punteremo ancora di più quest’estate: presenteremo una guida dedicata al cibo, un piatto abbinato ad un personaggio letterario storico o presente</span></i><span style="font-weight: 400;">”.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Salotto di Patrizia non si ferma e vuole aprirsi sempre di più anche ad </span><b>altre città italiane</b><span style="font-weight: 400;">: “</span><i><span style="font-weight: 400;">Tra pochi mesi </span></i><b><i>il Salotto diventerà un brand</i></b><i><span style="font-weight: 400;"> con l’obiettivo di smarcarci dall’idea comune e antiquata di ‘salotto come luogo di inciuci politici’. Sto lavorando sempre di più sull’idea di un Salotto che accoglie e che propone. Voglio sdoganarlo e trasformarlo in luogo di narrazione, in una sorta di ‘libro aperto dal vivo’ dove trovare tante storie, personaggi, stimoli. Arriveremo anche a Milano, e speriamo a Firenze, Venezia e in altre città</span></i><span style="font-weight: 400;">” conclude Finucci Gallo. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Piera Pastore</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10680" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-1.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10681" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-2.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10682" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-3-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-3-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-3-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-3-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-3-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-3-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-3-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/il-Salotto-Patrizia-Finucci-Gallo-s-3.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>La vita è una combinazione di pasta e magia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2023 15:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Associazioni e dissociazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cibus&Cibus]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Ragionieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Noi non ci invitiamo l’un l’altro per mangiare e bere semplicemente, ma per mangiare e bere insieme &#8211; Plutarco L’idea di cibo si collega volentieri a quella della Natura, ma il nesso è ambiguo e fondamentalmente improprio. Nell’esperienza umana i valori portanti del sistema alimentare non si definiscono in termini di “naturalità” bensì come esito [&#8230;]</p>
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<p><b><i>Noi non ci invitiamo l’un l’altro per mangiare e bere semplicemente, ma per mangiare e bere insieme &#8211; Plutarco</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’idea di cibo si collega volentieri a quella della Natura, ma il nesso è ambiguo e fondamentalmente improprio. Nell’esperienza umana i valori portanti del sistema alimentare non si definiscono in termini di “naturalità” bensì come esito e rappresentazione di processi culturali che prevedono l’addomesticamento, la trasformazione, la reinterpretazione della Natura. “Res non naturalis” definirono il cibo i medici e i filosofi antichi, a cominciare da Ippocrate, includendolo tra i fattori della vita che non appartengono all’ordine “naturale” bensì a quello “artificiale” delle cose: alla cultura che l’uomo stesso costruisce e gestisce. Tale connotazione accompagna il cibo in tutte le epoche, a partire dalla preistoria, lungo il percorso che lo conduce alla bocca dell’uomo. Esso si configura così come elemento decisivo dell’identità umana e come uno dei più efficaci strumenti per comunicarla. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il cibo entra nel testo letterario in senso stretto in quanto prodotto, ricetta, tavola apparecchiata, ma anche in senso più ampio come universo alimentare rappresentato in relazione alle coordinate spazio-temporali in cui si colloca, le norme sociali e prescrittive da cui è regolato, i luoghi, i tempi, le modalità della preparazione e della consumazione, le valenze simboliche e le implicazioni culturali che lo connotano.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un aspetto tipicamente intrinseco alla natura umana che riguarda l’uomo nella sua natura  e che in maniera particolare connota l’italianità è il cibo e la tavola, ossia  la convivialità. Il percorso si muove dall’analisi delle funzioni rappresentative del banchetto nella letteratura con particolare focus sul romanzo novecentesco per dirigersi verso le forme di rappresentazione, siano esse immagini o performance, dell’arte contemporanee. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il banchetto può costituire esso stesso l’oggetto e la materia di una rappresentazione, come nel caso della semplice descrizione e messa in scena del pasto, o può servire al condizionamento della struttura narrativa, può fornire riferimenti a consuetudini conviviali di un tempo o di un territorio determinati o servire all’autore per tratteggiare e rendere visibile il carattere dei personaggi, può divenire una forma di comunicazione interpersonale, come se fosse un linguaggio non verbale, può assumere un significato metaforico, mediando contenuti diversi e simbolici, può, ancora, costituire il campo semantico da cui l’autore attinge per le scelte lessicali e stilistiche della scrittura. Il riferimento al banchetto, come tutto ciò che ha a che fare e che rientra nell’universo della convivialità, dai prodotti offerti, al contesto in cui vengono serviti e consumati, ai luoghi e ai tempi di consumazione e di preparazione, alle norme che regolano gli uni e gli altri rientra a pieno titolo nell’analisi proposta. I cibi dunque, ma anche le buone maniere a tavola, le tradizioni gastronomiche, gli usi e i costumi alimentari, diventano una possibile chiave di lettura e di interpretazione della contemporaneità e dell’uomo che ne fa parte dentro un umanesimo di ritorno arricchito da nuovi sensi di consapevolezza e coscienza che si sviluppano e che si servono delle nuove tecnologie a disposizione per circolare ed alimentarsi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il cibo, se da una parte è essenzialmente nutrimento, sostentamento, bisogno, dall’altra parte è fondamentalmente cultura, sovrastruttura, pensiero.</span> <span style="font-weight: 400;">Il Belpaese, il nome stesso lo dice, evoca uno stile di vita che in tanti ci invidiano, gli Italiani sono innamorati del cibo — soprattutto di quello buono — come forse nessun altro popolo al mondo. Di questo amore fanno continuo vanto, esprimendolo in ogni occasione, l’I</span><span style="font-weight: 400;">talia la nazione in cui l’alimentazione assume una centralità ed una rilevanza economico-sociale che non ha eguali.  Tutto questo, che apparentemente si mostra come l’espressione del costume di un Paese in un dato momento storico e che può addirittura sembrare un folcloristico modo di approcciare la tavola, ha generato nel tempo un fascino irresistibile, per chi, lo Stivale, lo guarda da fuori.</span> <span style="font-weight: 400;">Infine, ma non per ordine di importanza è comprendere la valenza sociologica del cibo. Secondo una antropologa, infatti, il comportamento di consumo non è altro che “agire sociale dotato di senso”, il quale risulta non più meramente utilitaristico, bensì sociale e comunicativo</span> <span style="font-weight: 400;">il cibo, dunque, è un vettore comunicativo capace di veicolare informazioni riguardanti lo status, il ruolo, l’età, il genere e la personalità di un individuo e che, quindi, andando al di là della mera funzione nutrizionale crea forme di aggregazione, prima di tutto familiari e poi sociali.</span> <span style="font-weight: 400;">Consumare un pasto e condividerlo con gli altri è una pratica rituale che, ripetendosi nel tempo, forma il modello culturale di una data società, infatti, “il cibo è un modo per esprimere le relazioni sociali, ma è anche un mezzo per contribuire a crearle e rafforzarle. Poiché è la relazione che struttura la vita e ogni discorso intorno ad essa ed è sempre la relazione che si costituisce come progetto e strumento di ogni progetto e, soprattutto, poiché non c’è vita umana che non sia vita relazionale ed è ancora la relazione che, se pure negata, delusa, ricacciata, continua a definire l’esistenza/essenza anche del più isolato degli uomini, occorre aver cura delle relazioni ed educare ad averne cura, perché noi siamo relazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Pizza, pasta, olio, la buona tavola salutare e gustosa, la gioia della convivialità, l’ospitalità come valore sociale: sono tutti elementi che contribuiscono al successo del nostro modo di vivere, fanno scegliere l’Italia come meta da parte dei turisti di tutto il mondo, sono una voce importante delle nostre esportazioni, si presentano come un antidoto alla crisi, dunque, sedersi a tavola  per un  Italiano significa compiere delle scelte che vanno ben al di là del semplice nutrirsi e che coinvolgono la sfera emotiva ed affettiva la tavola  intesa  come momento di condivisione e convivialità: ovvero quello che gli esperti hanno definito ‘Italian way of fooding’.</span> <span style="font-weight: 400;">Sintesi perfetta tra l’ambiente culturale e l’organizzazione sociale, che si concretizza nella convivialità di un pasto a tavola, si vivono esperienze che vanno ben al di là della semplice alimentazione è anche un momento di dialogo e di confronto .</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma la condivisione è un animale in estinzione, in un mondo social e web connesso, siamo sempre più soli. A tavola invece, riusciamo a vivere le tradizioni, con l’opportunità di far rinascere la nostra società attraverso la condivisione. Il cibo come mezzo per parlare di noi, della storia dei nostri prodotti, per darci i tempi di una conversazione, di uno spazio di discussione, di argomentazione, di insegnamento, mangiare attorno alla tavola, centro nevralgico della socialità. La condivisione del cibo in famiglia, in occasione di determinati avvenimenti sociali o nella quotidianità, introduce le persone nella comunità, le rende membri della stessa cultura, le mette in comunicazione fra di loro. Il dono del cibo getta un ponte tra noi e l’altro e in tutte le società ha sempre avuto un peso rilevante nelle dinamiche sociali. La parola “convivio” rimanda etimologicamente a “cum vivere”, cioè ‘vivere insieme’. Mangiare insieme è un modo per trasformare il gesto nutrizionale dell’alimentazione in un fatto eminentemente culturale. Ciò che si fa assieme agli altri, infatti, assume un significato sociale, un valore di comunicazione, che, nel caso del cibo, appare particolarmente forte e complesso, data l’essenzialità dell’oggetto rispetto alla sopravvivenza dell’individuo e della specie. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il cibo come segno di solidarietà nazionale, la pasta per gli Italiani, soprattutto all’estero, non è solo un alimento ma anche un modo per recuperare e riaffermare la propria identità culturale, della propria storia e della propria cultura. Anche le modalità di assunzione del pasto possono, di per sé, risultare significative, il banchetto di festa  non è una colazione di lavoro, non solo dal punto di vista tecnico ma anche sul piano simbolico.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il cibo pone l’accento sulle differenze tra gruppi, culture, strati sociali e serve a rafforzare l’identità del gruppo stesso, a distinguere noi dagli altri. Adesso l’alimentazione è solo uno dei tanti modi per delimitare barriere ideologiche, etniche, politiche, sociali o, al contrario, uno dei mezzi più utilizzati per conoscere le altre culture, per mescolare le civiltà e per tentare la via dell’interculturalismo.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Maria Ragionieri</span></p>
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		<title>Primavera: campi in fiore e … parassiti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2023 15:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute&benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Cibus&Cibus]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Alcinii]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo ormai in piena primavera, la notte cede sempre più il passo al giorno, le temperature invogliano a stare all’aria aperta e la vita è un trionfo di colori tra gli alberi e i campi. A destarci da un freddo inverno non siamo i soli, ma oltre agli animali che escono dal letargo, ci sono [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Siamo ormai in piena primavera, la notte cede sempre più il passo al giorno, le temperature invogliano a stare all’aria aperta e la vita è un trionfo di colori tra gli alberi e i campi. A destarci da un freddo inverno non siamo i soli, ma oltre agli animali che escono dal letargo, ci sono anche gli ormai ben famosi nemici dei nostri amati pets: pulci, zecche, flebotomi e processionarie. Regine indiscusse sono le </span><b>pulci</b><span style="font-weight: 400;"> e le </span><b>zecche</b><span style="font-weight: 400;"> che al minimo rialzo delle temperature escono fuori come il Kraken appena liberato. Tra i loro bersagli preferiti troviamo il cane e gatto (ma anche l’uomo, soprattutto per le zecche) ai quali si attaccano avidamente per nutrirsi del loro sangue. Oltre al fastidio reale che provocano questi parassiti all’animale, come pruriti e sensazioni di essere punti improvvisamente, risiede un importante pericolo di trasmissione di parassiti come le tenie ma anche di alcune malattie tra cui la Borreliosi, la Rickettsiosi, l’Ehrlichiosi e la Babesiosi solo per citarne alcune. La cosa migliore è la </span><b>prevenzione</b><span style="font-weight: 400;">, proteggendo l’animale con dei repellenti/antiparassitari che possono essere sia di origine sintetica sia naturale. Soprattutto per le zone del Centro-Sud Italia è bene che la copertura con antiparassitario sia effettuata durante tutto l’anno poiché le temperature difficilmente arrivano ad essere molto rigide, fornendo così un clima ideale per questi parassiti. Esistono diverse soluzioni in commercio che ci aiutano nella prevenzione tra cui collari, spot-on, pastiglie e spray. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se pulci e zecche sono le regine della primavera, il flebotomo è l’imperatore dell’estate che arriva in largo anticipo. Anche lui, appena le condizioni climatiche sono favorevoli, fa capolino tra gli altri parassiti associati alla primavera e all’estate. Il reale pericolo del flebotomo (anche chiamato pappatacio) risiede in un protozoo che trasmette quando effettua il suo pasto di sangue sul malcapitato ospite che provoca una malattia chiamata Leishmaniosi. Questa è così pericolosa da portare l’animale infettato a morte. Provoca diversi sintomi tra cui: insufficienza renale, anemia, aumento di volume dei linfonodi, dermatiti, ulcere, eczemi, uveiti, problemi congiuntivali e molti altri. Come se non bastasse, la Leishmania è una zoonosi, ovvero una malattia che interessa anche l’uomo, pertanto, può essergli trasmessa. Una vera piaga. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Infine, ma non per ultimo di importanza, troviamo la processionaria, un lepidottero che prima di diventare farfalla è un bruco dotato di 600.000 peli fortemente urticanti e caustici che si muove in fila indiana insieme ai suoi conspecifici, formando appunto, una sorta di processione, da cui prende il nome. Urtare contro una processionaria provoca gravi dermatiti, tanto da portare in necrosi il derma con cui è entrato in contatto. Se sfortunatamente questi peli irritanti, magari trasportati dal vento, entrano negli occhi, nella bocca e nel naso, la reazione allora sarà ancor più esacerbata con reazioni allergiche, infiammatorie, congiuntiviti, difficoltà nel deglutire e nei casi più gravi spasmi dei bronchi e shock anafilattico. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In tutti questi casi è opportuno rivolgersi al proprio veterinario che interverrà con le cure più idonee. Inoltre, aiuterà nella prevenzione educandoci anche ad una sana gestione di eventuali casi sfortunati come il ritrovamento di una pulce o zecca sul pelo del nostro amato animale oppure quali luoghi abitati dalle processionarie è meglio evitare e in che periodo. La prevenzione, anche in questi casi è la cosa migliore. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con un po’ di accortezze e di informazioni, siamo pronti per viverci al meglio il meraviglioso periodo primaverile che ci richiama all’aria aperta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dott.ssa Francesca Alcinii</span></p>
<p><a href="http://www.fioridibachpercaniegatti.it"><span style="font-weight: 400;">www.fioridibachpercaniegatti.it</span></a></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10688" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/primavera_campi_in_fiore_s_b-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/primavera_campi_in_fiore_s_b-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/primavera_campi_in_fiore_s_b-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/primavera_campi_in_fiore_s_b-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/primavera_campi_in_fiore_s_b-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/primavera_campi_in_fiore_s_b-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/primavera_campi_in_fiore_s_b-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/primavera_campi_in_fiore_s_b-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Perdersi e ritrovarsi.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2023 15:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Cibus&Cibus]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Giorgi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> «Mammaaaa, sto uscendo… Ciao!».  Lo zaino già sulle spalle, la felpa con il cappuccio di ordinanza a coprire la testa e la fretta in corpo, Riccardo era pronto a guadagnare la porta di casa, per sfuggire a sua madre! «Riccardo, aspetta un pò…ieri sera… Ehi, mi ascolti??? Niente, se n’è andato! Ah, ma quando torna, [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;"> «Mammaaaa, sto uscendo… Ciao!». </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo zaino già sulle spalle, la felpa con il cappuccio di ordinanza a coprire la testa e la fretta in corpo, Riccardo era pronto a guadagnare la porta di casa, per sfuggire a sua madre!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">«Riccardo, aspetta un pò…ieri sera… Ehi, mi ascolti??? Niente, se n’è andato! Ah, ma quando torna, mi sente!»</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutto il malessere di Riccardo era cominciato con l’arrivo nella sua classe di Laura: i suoi si erano separati, e la madre aveva scelto di tornare a vivere nella sua città di origine.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">«Riccardo – gli aveva detto pochi giorni dopo la coordinatrice di classe, una seconda liceo scientifico – il Consiglio di classe ha pensato che tu potresti essere il tutor di Laura: aiutala a integrarsi!»</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Riccardo aveva preso sul serio il suo compito e in breve si era letteralmente perso nei grandi occhi azzurri di Laura, ed era diventato la sua ombra, come lo prendeva in giro la mamma.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">«Passami il tuo quaderno, Ric…fammi copiare, gli esercizi! Non mi va di sentirmi dire dalla prof:</span><i><span style="font-weight: 400;"> “Non va bene così! Ti inserisco nel gruppo del recupero pomeridiano e avviso tua madre!”</span></i><span style="font-weight: 400;"> Voglio uscire il pomeriggio IO, non rinchiudermi a scuola! Ah, ecco che Francesca, quella della quarta B, che mi sta scrivendo…fammi leggere! Siiiii, oggi, alle 3 andiamo al centro commerciale! Dài, passami il tuo quaderno! Uh, che noia ‘sta roba! Ah, senti Ric, sabato vado a dormire da Francesca: abbiamo tutto il campo libero… i suoi genitori stanno fuori! Vuoi venire? Ci divertiamo!»</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> «Sabato ho la partita di basket!» </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">«Ecco, bravo divertiti con il basket! Noi abbiamo in mente altro e troveremo chi non si fa certo pregare! Vai, vai a giocare! E fai i compiti, mi raccomando! Così, almeno ti rendi utile! Non fare quella faccia! Ti sei offeso! Che noioso! QUANTO SEI PESANTE!!!» gli aveva urlato sgarbata. Laura non chiedeva, disponeva e si aspettava che tutti fossero d’accordo. Riccardo era rimasto ferito, ma cercava di giustificarla: </span><i><span style="font-weight: 400;">“ E’ per la situazione che vive in casa!  Anch’io starei nervoso, se mia madre mi scaricasse addosso i suoi malumori e mio padre praticamente non esistesse!” </span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le compagne di classe, avevano un’idea diversa su Laura: avevano capito meglio di Riccardo il carattere Laura e non la cercavano mai! </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Pensieroso e confuso, Riccardo non riusciva più a divertirsi, a concentrarsi, e persino mangiare e dormire erano diventati un problema!</span><i><span style="font-weight: 400;">“Non capisco più che devo fare!In classe mi distraggo e a basket non funziono come prima! Anche il coach se n’è accorto! Non riesco più a mangiare senza sentire nausea, mi sento uno schifo …Mia madre mi sta addosso ed io sto deludendo tutti! Devo far qualcosa!” </span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Al parco in centro, Riccardo sapeva di poter trovare la soluzione ai suoi problemi: c’era sempre qualcuno con la sostanza giusta, e lui ne aveva bisogno!</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;"> </span></i><span style="font-weight: 400;">«Sono un amico di Luca. Voglio quello che dài a lui!» disse Riccardo al pusher sgangherato. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un attimo dopo aver sganciato i soldi, Riccardo aveva in mano il suo biglietto per l’inferno!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fu un passante a dare l’allarme: «Mandate un’ambulanza, presto! Un ragazzo è steso a terra qui al parco vicino al mare…no, non so chi è, non so cosa gli è successo, ma non risponde e rantola!» </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I sanitari arrivarono sul posto appena in tempo per evitare danni irreversibili, ma in ospedale le analisi furono chiare e fugarono ogni dubbio sul malore di Riccardo!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sono passati mesi da allora e Riccardo con l’aiuto dei suoi e di uno psicologo ha ritrovato lentamente se stesso.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Oggi, è a scuola, per raccontare la sua storia durante l’assemblea d’istituto, organizzata proprio sul tema delle dipendenze: «Le pasticche vi fregano, ragazzi! Sembrano semplificare i problemi, ma in realtà vi anestetizzano, con il rischio di non svegliarvi più o farvi vivere poco e male! Non date retta a chi vi dice che non valete niente! Stanno parlando di loro stessi, non di voi! Fermatevi a riflettere almeno un secondo, PRIMA di farvi del male da soli! Non dite </span><i><span style="font-weight: 400;">“Non sapevo, non credevo…”</span></i><span style="font-weight: 400;"> Ora, sapete! Provate a giocare la partita della vita! Ne vale sempre la pena! Svegliatevi in tempo: riconoscete i veri amici, altrimenti…aria! Io sono stato fortunato e posso raccontare la mia storia, ma tanti non hanno una seconda possibilità!» </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le sue parole serviranno? Dagli applausi alla fine del suo discorso direi di sì…  </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Paola Giorgi</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10689" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/perdersi-e-ritrovarsi-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/perdersi-e-ritrovarsi-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/perdersi-e-ritrovarsi-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/perdersi-e-ritrovarsi-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/perdersi-e-ritrovarsi-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/perdersi-e-ritrovarsi-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/perdersi-e-ritrovarsi-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/perdersi-e-ritrovarsi-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Salmone all&#8217;Arancio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2023 15:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Serendipity]]></category>
		<category><![CDATA[Cibus&Cibus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>INGREDIENTI 1 filetto di salmone Olio extra vergine Aglio 1 Arancia 1 limone 1 pompelmo Qualche asparago Un rametto di aneto Maionese Pangrattato fine Uova di Salmone Sale maldon (se lo trovate) &#160; PREPARAZIONE Tagliate il salmone a cubetti da 2-3cm per lato. Oliatelo un po’. Salatelo (il Maldon è perfetto se lo trovate) e [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">INGREDIENTI</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">1 filetto di salmone</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Olio extra vergine</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Aglio</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">1 Arancia</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">1 limone</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">1 pompelmo</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Qualche asparago</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un rametto di aneto</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Maionese</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Pangrattato fine</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Uova di Salmone</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sale maldon (se lo trovate)</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">PREPARAZIONE</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tagliate il salmone a cubetti da 2-3cm per lato. Oliatelo un po’. Salatelo (il Maldon è perfetto se lo trovate) e pepatelo. Mettetelo in una teglia e ricopritelo con fettine di limone e arancio tagliate fine. E un po’ di aneto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lasciatelo marinare per un paio d&#8217;ore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Intanto fate un trito molto fine (meglio con un frullatore) di Pangrattato, aglio, aneto, magari un po’ di prezzemolo&#8230;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Preparate della maionese con dentro spremute due fette di Arancio e una di limone e mettetelo in una bottiglia di plastica da cucina (o una sacca a poche) e mettetela in frigo ben fredda.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Bollite gli asparagi e fate delle fettine di arancia e pompelmo (meglio se private della pellicina).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mettete il salmone al forno già caldo per dieci minuti ad 80-100 gradi. Deve cuocersi fuori ma dentro deve restare rosa e morbido.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una volta cotto cospargetelo sopra con la polverina di pane e arancio, fatta prima, e lasciate il tutto in frigorifero e quando volete servitelo disponendo su di un piatto un cubetto di salmone, una fetta di arancio, una di pompelmo e così via. Qualche uova di salmone sopra.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Appoggiateci affianco dei pezzetti di asparagi e qualche bella goccia di Maionese all&#8217;Arancia preparata prima.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Magari qualche erbetta (finocchietto o microerbe) per abbellimento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un antipasto estivo meraviglioso!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">[Guarda la preparazione del piatto: </span><span style="font-weight: 400;">https://youtu.be/HHfGcHS5ch8</span><span style="font-weight: 400;"> ]</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Chef Luca Di Pietro</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10692" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/salmone-all-arancio-s-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/salmone-all-arancio-s-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/salmone-all-arancio-s-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/salmone-all-arancio-s-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/salmone-all-arancio-s-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/salmone-all-arancio-s-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/salmone-all-arancio-s-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/salmone-all-arancio-s-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>SmartLab Europe: creare passione per i libri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2023 15:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Cibus&Cibus]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Giorgi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La magia degli effetti creati dalle storie ben lette (e anche ben scritte) Atmosfera densa di emozioni e tanti sguardi carichi di attese, nell’accogliente Biblioteca Diocesana Carlo Maria Martini di Pescara, a conclusione del progetto” Read and go 2023”, realizzato dall’Associazione culturale SmartLab Europe di Pescara con un scopo ben preciso: diffondere la passione per [&#8230;]</p>
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<p><b>La magia degli effetti creati dalle storie ben lette (e anche ben scritte)</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Atmosfera densa di emozioni e tanti sguardi carichi di attese, nell’accogliente Biblioteca Diocesana Carlo Maria Martini di Pescara, a conclusione del progetto” Read and go 2023”, realizzato dall’Associazione culturale SmartLab Europe di Pescara con un scopo ben preciso: diffondere la passione per i libri! </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’Associazione culturale SmartLab Europe di Pescara con la sua Presidente la prof.ssa Annarita Bini e il suo team di esperti dal 2018 ha realizzato varie iniziative con l’intento di valorizzare l’arte, la storia, le tradizioni e la memoria locale, nazionale, europea e internazionale, educare alla cittadinanza europea e  sviluppare il patrimonio culturale comune dell’Europa, promuovere l’educazione permanente e la formazione continua degli adulti, accostare alla lettura e alla scrittura giovanissimi e  adulti, e favorire la comunicazione  corretta anche attraverso i media. Vi invito a visitare il sito di SmaLab Europe (https://www.smartlabeurope.eu/): avrete così un quadro di tutte le azioni messe in campo e magari vi pungerà vaghezza di seguire più da vicino le sue attività!   </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche quest’anno, l’Associazione ha collaborato con il Centro di Servizi del Volontariato Pescara e nell’ambito del progetto “Io, tu…Volontari” ha offerto un percorso innovativo rivolto agli studenti della scuola secondaria superiore, per far scoprire o riscoprire il gusto dei libri. Grazie alle loro tutor, i giovani partecipanti al progetto hanno sperimentato condivisione e scambio di riflessioni sui temi cari alla loro età attraverso la lettura, e hanno concluso la loro attività in dialogo con le autrici di due racconti sul bullismo, Roberta Zimei e Paola Giorgi (proprio la sottoscritta!), tratti dall’antologia “Non ti temo più” a cura di Paola De Giorgi e pubblicata dalle Edizioni Tabula Fati.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il momento delle domande preparate dalle studentesse per le autrici è stato caratterizzato dal desiderio di captare le sfumature nascoste tra le righe, e gli sguardi attenti e intensi delle giovanissime hanno dimostrato come con gli strumenti giusti si acquista una marcia in più, per apprezzare il fascino della lettura e introiettarne il potere incisivo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’incontro si è arricchito con l’intervento dell’Editore Marco Solfanelli, che ha ricordato l’importanza della “buona” lettura come esperienza formativa e con l’approfondimento della tematica del bullismo e del cyber bullismo a cura della prof.ssa Annateresa Rocchi, presidente dell’Associazione Antihater, che s’impegna per contrastare la violenza sui social e offrire consulenza alle vittime.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La magia degli effetti creati dalle storie ben lette (e anche ben scritte!), durante l’evento, ci ha così coinvolti, promette qualcosa: far crescere il numero dei lettori in Italia, che ancora oggi si attesta solo al 40% della popolazione!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un pomeriggio di quasi primavera trascorso tra il profumo dei libri e con tanto fermento di idee nell’aria che sicuramente ha lasciato un bel segno…</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Paola Giorgi</span></p>
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		<title>L’inestimabile e irraggiungibile convivialità italiana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2023 15:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The King]]></category>
		<category><![CDATA[Cibus&Cibus]]></category>
		<category><![CDATA[Gerardo Altieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un paese di bella gente Siamo un Paese estremamente fortunato: noi Italiani siamo davvero bella gente, ma siamo anche aiutati da tantissimi fattori come la natura, i paesaggi, il cibo, la cultura. Come influenza tutto ciò lo stare insieme? Un pranzo a San Gimignano con un bellissimo e unico panorama sulle colline toscane, un caffè [&#8230;]</p>
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<p><b>Un paese di bella gente</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Siamo un Paese estremamente fortunato: noi Italiani siamo davvero bella gente, ma siamo anche aiutati da tantissimi fattori come la natura, i paesaggi, il cibo, la cultura.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Come influenza tutto ciò lo stare insieme? Un pranzo a San Gimignano con un bellissimo e unico panorama sulle colline toscane, un caffè su una terrazza che affaccia su un luogo pregno di storia come Sassi di Matera, un aperitivo con vista sullo skyline della fervida Milano o una cena a Ostuni con vista sul mare e sulla valle d’Itria: come non fanno questi momenti ad ispirare la convivialità?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Abbiamo una ricchezza enogastronomica unica al mondo, unita ad una ricchezza di luoghi e cultura che non ha eguali: noi tutti abbiamo il dovere di essere persone che coltivano e apprezzano lo stare insieme ad altri e contemporaneamente abbiamo il diritto di godere di questi momenti unici, sinoli di tante sfaccettature che la nostra italianità ci regala.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Uno dei difetti che noi italiani abbiamo quando si tratta di analizzare le peculiarità del nostro Paese è quello di vedere troppo spesso il bicchiere mezzo vuoto. I musei la domenica sono chiusi? Vorrà dire che ne godremo durante la settimana. C’è tanto traffico per andare al mare il weekend? All’arrivo l’appagamento sarà ancor più intenso. Prenotare un ristorante in un luogo turistico durante un ponte è un’impresa ardua? Andiamo a cercare locali meno conosciuti: dalle nostre parti ben difficilmente troveremo qualcuno che cuocia la pasta come il ristorante italiano in Norvegia del film “Quo Vado” di Checco Zalone.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tanti di noi ormai hanno viaggiato all’estero e sono in grado di fare confronti con ciò che gli altri (non) hanno a disposizione rispetto a ciò che ci dona la nostra nazione: quasi sempre l’esterofilia che guida qualche nostro connazionale è del tutto gratuita.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Detto ciò, la nostra cultura millenaria da sempre ha coltivato i momenti di incontro o momenti di raduno: d’altronde il detto “panem et circenses” sintetizza bene come la linea guida della quotidianità sia stata sempre scandita dal godimento dei nostri cibi e degli eventi da vivere in compagnia di altri. Questa sana tradizione è sempre stata coltivata nella vita dei nostri territori, semmai in modo un po&#8217; meno evidente solo nel periodo medievale, così il sinolo gastronomico-culturale non ha mai più abbandonato il nostro popolo, una volta appalesatosi durante l’Impero Romano.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E i giorni nostri? La pandemia ha messo a dura prova questa nostra voglia di stare insieme, ma la tecnologia comunicativa ci ha dato una grossa mano e i rapporti umani sono stati comunque coltivati anche in remoto. Una volta passato quel brutto periodo, la molla compressa del voler stare insieme si è velocemente espansa e abbiamo ripreso con maggior consapevolezza il valore di questi momenti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La mia spontanea ricerca di convivialità viene messa leggermente a rischio solo da una cosa: i sigari. Anche le manifatture di tabacchi sono una eccellenza italiana, apprezzata soprattutto all’estero, i cui prodotti ben si legano alla convivialità post prandiale: purtroppo non tutti apprezzano le forti note del tabacco e considerano quella combustione alla stregua di quella di uno zampirone. Vabbè: sposto la sedia più in là e continuiamo a chiacchierare sorseggiando anche un amaro (magari Lucano)…</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Gerardo Altieri</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10698" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/l-inestimabile-e-irraggiungibile-tk-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/l-inestimabile-e-irraggiungibile-tk-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/l-inestimabile-e-irraggiungibile-tk-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/l-inestimabile-e-irraggiungibile-tk-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/l-inestimabile-e-irraggiungibile-tk-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/l-inestimabile-e-irraggiungibile-tk-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/l-inestimabile-e-irraggiungibile-tk-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/l-inestimabile-e-irraggiungibile-tk-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10699" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/l-inestimabile-e-irraggiungibile-tk-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/l-inestimabile-e-irraggiungibile-tk-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/l-inestimabile-e-irraggiungibile-tk-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/l-inestimabile-e-irraggiungibile-tk-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/l-inestimabile-e-irraggiungibile-tk-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/l-inestimabile-e-irraggiungibile-tk-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/l-inestimabile-e-irraggiungibile-tk-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/l-inestimabile-e-irraggiungibile-tk-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></span></p>
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		<title>Inquinamento aria ENEA: dalla pandemia una ‘lezione’ per le politiche di mitigazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2023 15:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente e sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Cibus&Cibus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Calo significativo dei principali inquinanti nell’aria in Italia dalla seconda metà di marzo fino ad aprile del 2020, con picchi giornalieri del 30% in meno, e successivo incremento delle emissioni a maggio, quando le restrizioni alla mobilità e alle attività industriali sono state parzialmente rimosse. A tre anni esatti dall’annuncio del primo lockdown in tutta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
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<p><span style="font-weight: 400;">Calo significativo dei principali inquinanti nell’aria in Italia dalla seconda metà di marzo fino ad aprile del 2020, con picchi giornalieri del 30% in meno, e successivo incremento delle emissioni a maggio, quando le restrizioni alla mobilità e alle attività industriali sono state parzialmente rimosse. A tre anni esatti dall’annuncio del primo lockdown in tutta Italia (9 marzo 2020), è questo il bilancio dello studio ENEA sugli effetti della “chiusura totale” sulla qualità dell’aria, con un focus su Roma, pubblicato sulla rivista Atmospheric Pollution Research. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Complessivamente, nel periodo preso in considerazione (febbraio-maggio 2020), a subire il maggior calo sono state nell’ordine le emissioni di ossidi di zolfo (-15%), ossidi di azoto (-11%), composti organici volatili non metanici (-10%) e monossido di carbonio (-4%), mentre il particolato PM2.5 è sceso di appena il 2%, a causa del maggiore utilizzo del riscaldamento domestico alimentato a legna e pellet. Per quanto riguarda il particolato PM10, ad aprile 2020 (l’intero mese in cui erano in vigore tutte le più stringenti misure del </span><i><span style="font-weight: 400;">lockdown</span></i><span style="font-weight: 400;"> nazionale), si è verificata una generale riduzione delle concentrazioni, con un calo maggiore registrato nella Pianura Padana (variabili tra -4 e -6 microgrammi/m</span><span style="font-weight: 400;">3</span><span style="font-weight: 400;">). Nelle altre aree del Paese invece, la differenza è stata molto meno pronunciata, tranne in alcune grandi aree urbane come Roma, dove il calo del particolato ha raggiunto una media di 2-4 microgrammi/m</span><span style="font-weight: 400;">3</span><span style="font-weight: 400;"> con picchi di riduzione delle concentrazioni superiori anche a 6 microgrammi/m</span><span style="font-weight: 400;">3</span><span style="font-weight: 400;"> in centro città.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Questi dati confermano che le misure di contrasto all’inquinamento dell’aria, per essere più efficaci nel tempo, devono coinvolgere i trasporti e l’industria, ma anche il riscaldamento residenziale e l’agricoltura su diverse scale, dall’ambito locale e regionale fino a riguardare tutto il Paese e l’Europa intera”, spiega Antonio Piersanti, responsabile del Laboratorio ENEA di Inquinamento Atmosferico e coautore dello studio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le emissioni di ossidi di azoto si sono ridotte principalmente nel trasporto su strada (-22%), a seguire il settore marittimo (-20%), della produzione di energia (-16%) e aereo (-6%), mentre gli ossidi di zolfo si sono ridotti soprattutto nelle attività industriali (-25%). </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La più alta riduzione delle concentrazioni di biossido di azoto (-12 microgrammi per m</span><span style="font-weight: 400;">3</span><span style="font-weight: 400;">) è stata rilevata nelle grandi aree urbane come Roma, Torino, Milano e Napoli, lungo i principali assi viari autostradali e nella Pianura Padana, considerata un </span><i><span style="font-weight: 400;">hot-spot</span></i><span style="font-weight: 400;"> dell’inquinamento atmosferico in Europa. “Ma proprio in quelle stesse aree urbane si è verificato un incremento dei livelli di ozono (+12 microgrammi/m</span><span style="font-weight: 400;">3</span><span style="font-weight: 400;">), un gas inquinante altamente nocivo per la salute dell’uomo e per la vegetazione, che si forma a seguito dell’interazione di altri gas inquinanti con la radiazione solare, tra cui gli ossidi di azoto e i composti organici volatili; quest’ultimi rappresentano una grande famiglia di cui fa parte, ad esempio, il ben noto benzene”, sottolinea Massimo D’Isidoro, ricercatore del Laboratorio ENEA di Inquinamento Atmosferico.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Nessuna riduzione invece per le emissioni di ammoniaca, una delle principali cause (precursore in gergo tecnico) della formazione di particolato in atmosfera, perché il settore agricolo (il principale emettitore) è stato uno dei pochi a non aver subito particolari misure restrittive”</span></i><span style="font-weight: 400;"> &#8211; aggiunge Ilaria D’Elia, ricercatrice del Laboratorio ENEA di Inquinamento Atmosferico.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’inquinamento atmosferico rappresenta la più grande minaccia ambientale per la salute dell&#8217;uomo insieme ai cambiamenti climatici. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima 7 milioni di morti premature ogni anno dovute all’esposizione allo smog e nel settembre del 2021 ha aggiornato le linee guida sulla qualità dell’aria che raccomandano valori limite più bassi e rappresentano oggi il punto di partenza della nuova proposta di direttiva Ue sulla qualità dell’aria.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Scipio Sighele</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Fonte: enea.it</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10702" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/inquinamento-aria-enea-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/inquinamento-aria-enea-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/inquinamento-aria-enea-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/inquinamento-aria-enea-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/inquinamento-aria-enea-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/inquinamento-aria-enea-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/inquinamento-aria-enea-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/inquinamento-aria-enea-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Risotto agli Scampi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2023 15:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Serendipity]]></category>
		<category><![CDATA[Cibus&Cibus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>INGREDIENTI (per 3 persone) &#8211; 1kg Scampi &#8211; 2 Zucchine &#8211; 300gr Risotto &#8211; 1 Cipolla &#8211; 1 Patata &#8211; 1 Carota &#8211; 1 Limone &#8211; Qualche spicchio d&#8217;aglio &#8211; Burro &#8211; Sale e Pepe &#160; PROCEDIMENTO Pulite e sgusciate gli scampi tenendo da parte tutti gli scarti. Lasciatene qualcuno intero per decorare il piatto. [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">INGREDIENTI (per 3 persone)</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; 1kg Scampi</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; 2 Zucchine</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; 300gr Risotto</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; 1 Cipolla</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; 1 Patata</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; 1 Carota</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; 1 Limone</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; Qualche spicchio d&#8217;aglio</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; Burro</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; Sale e Pepe</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">PROCEDIMENTO</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Pulite e sgusciate gli scampi tenendo da parte tutti gli scarti. Lasciatene qualcuno intero per decorare il piatto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le parti buone tagliatele a pezzettini e lasciatele in un pentolino con una fettina di limone ed una di arancio spremuta dentro, del pepe ed un po’ di sale, magari un rametto di timo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mettete sul fuoco un pentolino con olio, aglio e cipolla tritata. Fate soffriggere. Poi buttateci dentro tutti i gusci e gli scarti degli scampi. Scaldate bene e abbiate cura di schiacciare bene teste e chele (il sapore sta lì). Poi aggiungete una patata, una carota, magari del sedano e versate dell&#8217;acqua fino a coprire bene il tutto e lasciate bollire a fuoco lento per una mezz&#8217;oretta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Poi passate il tutto in un colino e raccogliete il brodo, chiamasi &#8220;fumetto di pesce&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Prendete un altro pentolino con un po’ di burro e tostateci a fuoco lento per mezzo minuto il risotto, attenti a non bruciarlo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Poi aggiungete il Fumetto di Pesce fatto in precedenza un mestolo alla volta a coprire il riso. Giratelo con un cucchiaio spesso per evitare che si attacchi. Aggiungete mestoli di brodo a coprire il Risotto quando vedete che si asciuga troppo e tenetelo in leggera ebollizione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dopo 8-10 minuti aggiungete le zucchine e dopo 15 minuti tutti gli scampi tagliati.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Potete mettere dentro anche qualche scampo intero da mettere sopra il piatto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Pepate il tutto e continuate a bollire assaggiando di tanto in tanto il risotto per vedere se è cotto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quando è  quasi cotto salatelo, non prima.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quando è cotto al punto che volete (regolandovi col brodo lasciatelo un po’ umido, non proprio secco)spegnete il fuoco e buttateci dentro due cucchiai di Burro freddo (il burro deve essere freddo, lo shock termico farà la cremosità del Risotto) e continuate a girare lentamente finchè il burro non è completamente sciolto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Rimuovete gli scampi interi ed impiattate il resto, ponete sopra gli scampi interi con una grattatina di buccia di limone e delle foglioline di menta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Buon Appetito.</span></p>
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		<title>GPT-4 istruzioni per l’uso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2023 15:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Cibus&Cibus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno strumento al servizio dell’uomo e non il contrario “È una questione di formalità, non studio, non lavoro, non guardo la tv, non vado al cinema, non faccio sport. È una questione di qualità, io sto bene, io sto male, una formalità”, cantava qualche tempo fa il grande Lindo Ferretti, ritenendo di poter decidere come [&#8230;]</p>
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<p><b>Uno strumento al servizio dell’uomo e non il contrario</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“È una questione di formalità, non studio, non lavoro, non guardo la tv, non vado al cinema, non faccio sport. È una questione di qualità, io sto bene, io sto male, una formalità”, cantava qualche tempo fa il grande Lindo Ferretti, ritenendo di poter decidere come stare, cosa pensare e soprattutto cosa fare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Credo che da oggi il limite intelligenza umana/consapevolezza umana/intelligenza artificiale sia quasi completamente scomparso. Con l’avvento di Gpt-4 saremo obbligati a smettere di ragionare, di scegliere, di progettare e quindi in qualche modo anche di pensare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La versione 4, molto più potente dell’attuale Gpt-3, è in grado di usare un repertorio di informazioni molto più ampio; è molto più precisa, è in grado di analizzare immagini e rispondere a domande collegate. Basta mostrargli una foto del tuo frigorifero e in pochi istanti avrai la ricetta giusta per preparare la tua cena!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Allora, guardandoci in uno specchio, ci diciamo convinti che a noi rimane una delle doti più difficili da implementare per un sistema di AI, la nostra creatività, la capacità di poter scegliere liberamente, pur ammettendo che Gpt-4 ha raggiunto un livello di “creatività” inimmaginabile, dovuto all’enorme quantità di dati elaborati nell&#8217;unità di tempo, tanto da sembrare più creativo e pensante di noi. Ma non possiamo negare che tutto ciò contribuisce ad aumentare la consapevolezza del potenziale d’errore della nostra mente umana e il disagio che ce ne deriva.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per il momento la nuova versione è disponibile solo a pagamento (Gpt 3.5) o per pochi eletti, che hanno avuto l’onore di provarla,</span> <span style="font-weight: 400;">ma pare che per fine marzo sarà resa disponibile gratuitamente.</span></p>
<p><b><i>Ecco alcune funzioni:</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; funzionalità multimodale: accetta immagini e testo come input per generare testi e codici;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; capacità di “ragionamento” più elevato, rispetto a ChatGPT;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; contesto di 25.000 parole: È possibile inserire interi documenti in un singolo prompt (8 volte di più rispetto a ChatGPT);</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; più creativo e collaborativo: generare, modificare e interagire con gli utenti su compiti di scrittura;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; personalizzabile: è possibile stabilire lo stile di scrittura della propria AI, ad esempio: &#8220;sei un tutor  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">  che risponde sempre in stile socratico&#8221;;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; protocolli di sicurezza migliorati: riduzione dell&#8217;82% delle risposte ai contenuti non ammessi,  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">  rispetto a GPT-3.5.</span></p>
<p><b><i>Facciamo alcuni esempi:</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Trasforma uno schizzo fatto su carta in un&#8217;applicazione o in un sito web completamente funzionante.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Costruisce un videogioco funzionante in pochi minuti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È in grado di superare l&#8217;esame di abilitazione alla professione forense con un punteggio del 10%.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un imprenditore, all’inizio e per gioco, ha messo a disposizione 100$ da investire ed ha chiesto a Gpt-4 come investirli nel modo migliore: si è ritrovato un sito web che ha fatturato subito ben 25.000$.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ad oggi l’unica cosa che potrebbe consolarci è che GPt-4 è uno strumento potente, ma solo se sapremo usarlo in modo efficace e forse questa è per adesso l’unica cosa che lo rende meno umano e più accettabile: uno strumento al servizio dell’uomo e non il contrario.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un’ultima considerazione, da non sottovalutare, è che Gpt-4 viene eseguito in cloud e non sui nostri computer, quindi i suoi limiti potranno essere facilmente superati anche solo aumentando le prestazioni fisiche dei server che lo ospitano. Uno scenario apocalittico, dove la macchina genererà se stessa non è poi così lontano…</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Francesco Guerrieri </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Innovation Manager &#8211; Direttore Agenzia Formativa – DPO | omniasoft.it</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10708" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/GPT-4-istruzioni-per-l-uso-ci-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/GPT-4-istruzioni-per-l-uso-ci-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/GPT-4-istruzioni-per-l-uso-ci-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/GPT-4-istruzioni-per-l-uso-ci-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/GPT-4-istruzioni-per-l-uso-ci-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/GPT-4-istruzioni-per-l-uso-ci-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/GPT-4-istruzioni-per-l-uso-ci-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/GPT-4-istruzioni-per-l-uso-ci-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/gpt-4-istruzioni-per-luso/">GPT-4 istruzioni per l’uso</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
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