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	<title>ArgoNautica Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
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		<title>Fishing for litter, così i pescatori aiutano a pulire il mare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2023 16:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente e sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[ArgoNautica]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Mignini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ogyre e Luna Rossa insieme per tutelare l’oro blu Sei tonnellate di rifiuti marini da “ripescare” dai mari entro i prossimi tre anni equivalenti a 600.000 bottiglie, grazie all’aiuto di una rete di pescatori: questo l’obiettivo con cui Luna Rossa ha annunciato una partnership triennale con Ogyre (www.ogyre.com), la prima piattaforma globale di “fishing for [&#8230;]</p>
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<p><b>Ogyre e Luna Rossa insieme per tutelare l’oro blu</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sei tonnellate di rifiuti marini da “ripescare” dai mari entro i prossimi tre anni equivalenti a 600.000 bottiglie, grazie all’aiuto di una rete di pescatori: questo l’obiettivo con cui Luna Rossa ha annunciato una partnership triennale con Ogyre (www.ogyre.com), la prima piattaforma globale di “fishing for litter”, che diventa così Sustainability Partner del team con base a Cagliari. </span></p>
<p><b>Ogyre</b><span style="font-weight: 400;">, la prima piattaforma globale di “fishing for litter” che permette di ripulire il mare dai rifiuti grazie all’aiuto dei pescatori, diventa </span><b>Sustainability Partner</b> <b>del team Luna Rossa Prada Pirelli per la 37^ edizione dell’America’s Cup.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Accomunate dall’amore per il mare, Luna Rossa e Ogyre si legano così per un triennio con la missione non solo di ripulire insieme i mari dai rifiuti e dalla plastica, ma anche di sensibilizzare ad agire concretamente per la salvaguardia degli ecosistemi marini: grazie alla piattaforma di Ogyre, infatti, chiunque può seguire l’esempio di Luna Rossa e partecipare attivamente alla raccolta di marine litters, attraverso il supporto diretto a uno o più pescatori impegnati nella pesca dei rifiuti, sommando, così, i propri “chili” di rifiuti marini alle sei tonnellate raccolte a distanza dal team. </span></p>
<p><b>Ma cos&#8217;è il “fishing for litter”?</b> <i><span style="font-weight: 400;">“Si tratta di un modello virtuoso sperimentato per la prima volta nei paesi scandinavi, che punta a ripulire i mari dalla plastica grazie all’aiuto dei pescatori: sono loro, infatti, che raccolgono i rifiuti marini, spesso durante le normali attività di pesca &#8211; </span></i><b><i>spiegano Antonio Augeri e Andrea Faldella, fondatori di Ogyre</i></b><i><span style="font-weight: 400;"> &#8211; Coinvolgiamo i pescatori per farci aiutare a riportare a terra i rifiuti marini che restano incastrati nelle reti da pesca, compensandoli con un contributo economico per il loro lavoro e realizzando così un impatto positivo sulle comunità locali. Poi, una volta a terra, smaltiamo i rifiuti correttamente grazie alle partnership con alcune ONG. In questo modo riusciamo a raccogliere, attraverso il nostro network di pescherecci, una media di 10.000 kg di rifiuti al mese, una parte dei quali vengono reinseriti nel circuito del riciclo. La tecnologia ci aiuta a rendere il processo più diretto, trasparente e alla portata di tutti.”</span></i><span style="font-weight: 400;"> </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con porti già attivi in Italia (Cesenatico, Santa Margherita Ligure, Marina di Ravenna), Brasile e Indonesia, Ogyre conta oggi su un network di 80 pescherecci nei tre continenti, grazie alla cui collaborazione realizza progetti di sostenibilità come quello realizzato con il contributo del team Luna Rossa Prada Pirelli. </span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“La partnership con Ogyre rappresenta una nuova, importante tappa nel percorso di sostenibilità e di salvaguardia degli ecosistemi marini intrapreso da Luna Rossa: il mare è la nostra casa e ogni giorno ci impegniamo per rispettarlo e proteggerlo, sia attivando progetti di sostenibilità come questo, sia con gli investimenti nel miglioramento delle nostre pratiche interne, dall’utilizzo di fibre più sostenibili per l’abbigliamento tecnico all’introduzione di soluzioni alternative alle plastiche monouso &#8211; </span></i><b><i>ha commentato Max Sirena, Skipper e Team Director di Luna Rossa Prada Pirelli </i></b><i><span style="font-weight: 400;">– Il nostro impegno nei confronti dell’ambiente è rafforzato dall’atteggiamento individuale quotidiano di tutti i team member, uniti da un legame genuino e appassionato con il mare. Ci auguriamo che la collaborazione tra Luna Rossa e Ogyre possa portare a nuove iniziative, che ispirino e coinvolgano anche le nuove generazioni”</span></i></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Cristina Mignini</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Fonte foto Ogyre </span></i></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9339" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/fishing-for-litter-a_s-1.PNG-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/fishing-for-litter-a_s-1.PNG-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/fishing-for-litter-a_s-1.PNG-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/fishing-for-litter-a_s-1.PNG-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/fishing-for-litter-a_s-1.PNG-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/fishing-for-litter-a_s-1.PNG-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/fishing-for-litter-a_s-1.PNG-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/fishing-for-litter-a_s-1.PNG.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>A Figlia d’ ‘o marenaro porta il mare a tavola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2023 16:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Serendipity]]></category>
		<category><![CDATA[ArgoNautica]]></category>
		<category><![CDATA[Piera Pastore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da Assunta Pacifico, nel ristorante A Figlia d’ ‘o Marenaro a Napoli si gusta la cultura del mediterraneo a tavola. “Questo non è un luogo ancorato a terra, ma una nave in continuo viaggio nella storia di Napoli”. Con queste parole si presenta il noto ristorante A Figlia d’ ‘o Marenaro, guidato da Assunta Pacifico, [&#8230;]</p>
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<p><b><i>Da Assunta Pacifico, nel ristorante A Figlia d’ ‘o Marenaro a Napoli si gusta la cultura del mediterraneo a tavola.</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“</span><i><span style="font-weight: 400;">Questo non è un luogo ancorato a terra, ma una nave in continuo viaggio nella storia di Napoli”.</span></i><span style="font-weight: 400;"> Con queste parole si presenta il noto ristorante </span><b>A Figlia d’ ‘o Marenaro</b><span style="font-weight: 400;">, guidato da </span><b>Assunta Pacifico</b><span style="font-weight: 400;">, una vera e propria istituzione per la città di Napoli ma non solo. Assunta è diventata infatti la protagonista del </span><b>programma tv</b><span style="font-weight: 400;"> “</span><b><i>Assunta, la regina del mare</i></b><span style="font-weight: 400;">” prodotto da Illusion Group per Warner Bros – Discovery in onda su </span><b>Food Network</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Assunta Pacifico aveva solo 7 anni quando ha cominciato a lavorare nel chiosco dei suoi genitori che, negli anni, ha fornito le basi per realizzare il suo sogno: creare un ristorante tutto suo. Da piccola aiutava il papà “</span><i><span style="font-weight: 400;">Papuccio ‘o marenaro</span></i><span style="font-weight: 400;">” nella preparazione della </span><b>zuppa di cozze</b><span style="font-weight: 400;">: come raccontato in tante occasioni, nonostante la giovanissima età si metteva in piedi su una cassetta di legno di Birra Peroni e puliva le cozze, apprendendo non solo i segreti delle ricette di famiglia, ma anche i duri sacrifici del portare avanti un’attività. Oggi la verace e dinamica Assunta Pacifico guida il suo ristorante, divenuto una vera attrazione per buongustai e turisti di tutto il mondo, assieme al marito </span><b>Nunzio Scicchitano</b><span style="font-weight: 400;">, e ai suoi figli. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un locale dove si respira a pieno </span><b>l’aria del mare</b><span style="font-weight: 400;"> attraverso antiche ricette di famiglia, le cui origini partenopee affondano radici profonde. Questo non è solo uno spazio di condivisione di sapori autentici e veraci, ma è un approdo sicuro, nato dalla cura e dalla passione per le proprie </span><b>tradizioni culturali e culinarie</b><span style="font-weight: 400;">. È il luogo d’incontro di materie prime, tutte scelte con attenzione: in ogni piatto si trova solo l’eccellenza di ogni ingrediente. Varcare la soglia de </span><b>A figlia d’ ‘o Marenaro</b><span style="font-weight: 400;">, significa iniziare un percorso sensoriale alla scoperta di una cucina che parla la lingua della </span><b>cultura mediterranea</b><span style="font-weight: 400;">, racconta di stagionalità, profuma di ricette della tradizione partenopea. Il ristorante di Assunta Pacifico è famosissimo per i piatti di pesce, e in particolare per il brodo di polpo e la “zuppa ‘e cozzeche”, vere specialità del locale e della sua famiglia. Forti del legame con il territorio e della tradizione marinara di Napoli anche piatti come gli spaghetti con le vongole veraci o il cuoppo fritto di mare. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Assunta Pacifico nei suoi oltre 30 anni di attività ha dimostrato di essere </span><b>un’imprenditrice virtuosa</b><span style="font-weight: 400;">, un esempio per molti. Numerosi infatti sono i riconoscimenti ottenuti tra i quali, l’onorificenza </span><i><span style="font-weight: 400;">Les Toques Blanches d’Honneur (</span></i><span style="font-weight: 400;">premio alla carriera per i cuochi associati APCI) o il </span><b>Leone d’oro di Venezia</b><span style="font-weight: 400;"> nell’ambito del Gran Premio Internazionale di Venezia 2021. Sempre nel 2021 Assunta Pacifico è stata inoltre scelta come testimonial regionale dell’iniziativa nazionale </span><b>#solodalcuore di Coldiretti</b><span style="font-weight: 400;"> per aver “</span><i><span style="font-weight: 400;">difeso i suoi sessanta dipendenti che aspettavano invano la cassa integrazione, pagando gli stipendi nonostante la chiusura del suo ristorante</span></i><span style="font-weight: 400;">” nel periodo del lockdown.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Piera Pastore</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9342" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/a-figlia-o-marinaro-s-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/a-figlia-o-marinaro-s-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/a-figlia-o-marinaro-s-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/a-figlia-o-marinaro-s-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/a-figlia-o-marinaro-s-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/a-figlia-o-marinaro-s-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/a-figlia-o-marinaro-s-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/a-figlia-o-marinaro-s-1.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il mare nell’arte come specchio dei propri sentimenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2023 16:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[ArgoNautica]]></category>
		<category><![CDATA[Roberta Conforte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“L’acqua non ha inizio o fine.  Il mare è intorno a te e dentro di te. Il mare è la tua casa prima della tua. Il mare dà e il mare toglie. L’acqua connette tutte le cose: la vita alla morte, il buio alla luce.” Avatar. La via del mare. Il mare ha da sempre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-9250-1" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Il-mare-nellarte-come-specchio-dei-propri-sentimenti-online-audio-converter.com_.mp3?_=1" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Il-mare-nellarte-come-specchio-dei-propri-sentimenti-online-audio-converter.com_.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Il-mare-nellarte-come-specchio-dei-propri-sentimenti-online-audio-converter.com_.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">“</span><i><span style="font-weight: 400;">L’acqua non ha inizio o fine. </span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Il mare è intorno a te e dentro di te.</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Il mare è la tua casa prima della tua.</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Il mare dà e il mare toglie.</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">L’acqua connette tutte le cose: la vita alla morte, il buio alla luce.</span></i><span style="font-weight: 400;">”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Avatar. La via del mare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il mare ha da sempre esercitato sull’uomo grande fascino e catturato la sua attenzione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sarà perché gli antichi Greci affidano al mare la nascita della dea Afrodite, nata dalla spuma del mare, </span><i><span style="font-weight: 400;">ἀϕρός</span></i><span style="font-weight: 400;"> (afròs). Sarà perché il suono delle onde che si dissolvono sulla spiaggia o si infrangono contro gli scogli sono un calmante naturale. Sarà perché all’orizzonte bacia sempre il cielo. Sarà perché chiunque sia nato e cresciuto in una città di mare non può fare a meno di sentirne il richiamo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il pensiero va subito all’ultimo capolavoro di James Cameron, “Avatar. La via dell’acqua”, uscito nelle sale cinematografiche italiane lo scorso 14 dicembre. Il regista ha offerto un tributo emozionante al mare e alle creature che lo abitano, mostrando come ancora una volta l’azione dell’uomo invada e distrugga un habitat naturale per piegarlo alle proprie esigenze. Il messaggio ambientalista che c’è dietro “La via dell’acqua” è estremamente forte e presente in tutta la narrazione: se nel primo Avatar a fare da collante nella trama era il rapporto sinergico fra i Na&#8217;Vi e la foresta, qui è l&#8217;amore verso il mare e il legame che si crea con il suo ecosistema a dare vita alla trama.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma i richiami alla potenza e alla bellezza del mare non sono presenti solo a livello cinematografico. Nel mondo dell’arte numerosi sono gli artisti che si sono ispirati alla sua bellezza e alla sua forza. Acque cristalline e limpide, spuma di mare e onde, profondità e immensurabilità sono da sempre catturate dal pennello dei grandi maestri del passato, affascinati dalle emozioni che è in grado di suscitare. Calma e irrequietezza, tranquillità e turbamento, mansuetudine e pericolosità. Si potrebbe quasi affermare che il mare rappresenti il riflesso di ognuno di noi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E proprio “L’onda” di Paul Gauguin trasmette quella potenza temibile e indomabile propria del mare. Non tutti sanno che Gauguin nella sua vita ha fatto anche il marinaio ed ha conosciuto la vera forza del mare. Per Gauguin il mare non è serenità e fascino come per i pittori impressionisti. Per lui è più una forza immensa, un elemento emozionale, incontenibile e talvolta violento. Nel dipinto del 1888 le onde ci paiono forti, animate da un’energia inarrestabile e continua enfatizzata dalla spiaggia di un rosso intenso dove due figure appena accennate sembrano scappare dalla violenza di questa energia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un’immagine ancora più violenta e al contempo romantica, ce l’ha lasciata William Turner con “Il naufragio” oggi conservato al Tate di Londra. In questo dipinto la forza della natura del mare sovrasta quella dell’uomo: le imbarcazioni sono in balia della tempesta. L’espressività di Turner rende perfettamente quella che è la furia del mare in tempesta. Il naufragio è stato realizzato nel 1805 ed esposto nella sua galleria personale, al n. 64 di Harley Street, a Londra. Molti furono i pareri positivi della critica che fu acquistata dal baronetto Sir John Leicester per 315 sterline.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma dopo una tempesta c’è sempre la quiete e “The Long Leg” di Edward Hopper del 1935 ci trasmette proprio un senso di pace e tranquillità. Hopper amava trascorrere l’estate nella sua casa nella baia di Cape Cod, nel golfo del Maine. Il dipinto è stato realizzato a Long Point Light a Provincetown, non lontano dalla sua residenza estiva. Non si può fare a meno di notare come lo stato d’animo di quiete e quella sensazione di solitudine cara ad Hopper arrivino dritti all’osservatore. Il realismo reso da queste forme semplificate è ben espresso in questo dipinto di grande sensibilità moderna che ci fa capire l’amore di Hopper per il mare e per la vela.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Insomma, sia che si tratti di Cameron o di Gauguin, il mare susciterà sempre un certo fascino nell’uomo. Perché il mare ha quella forza di attrazione il cui richiamo è difficile ignorare, è vita e morte allo stesso tempo, è curiosità e paura dell’ignoto e dell’abisso. È forza temibile e mansueta. È pace e caos. È tutto e il contrario di tutto e sempre sarà così.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Roberta Conforte</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9344" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/il-mare-nell-arte-c-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/il-mare-nell-arte-c-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/il-mare-nell-arte-c-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/il-mare-nell-arte-c-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/il-mare-nell-arte-c-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/il-mare-nell-arte-c-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/il-mare-nell-arte-c-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/il-mare-nell-arte-c-1.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9346" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/il-mare-nell-arte-c-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/il-mare-nell-arte-c-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/il-mare-nell-arte-c-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/il-mare-nell-arte-c-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/il-mare-nell-arte-c-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/il-mare-nell-arte-c-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/il-mare-nell-arte-c-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/il-mare-nell-arte-c-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9347" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/il-mare-nell-arte-c-3-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/il-mare-nell-arte-c-3-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/il-mare-nell-arte-c-3-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/il-mare-nell-arte-c-3-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/il-mare-nell-arte-c-3-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/il-mare-nell-arte-c-3-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/il-mare-nell-arte-c-3-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/il-mare-nell-arte-c-3.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Clima: l’Italia nel progetto europeo “Knowing”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2023 16:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente e sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[ArgoNautica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La lotta per il contrasto a inondazioni e ondate di calore Definire strategie sempre più efficaci di mitigazione e di adattamento al cambiamento climatico, salvaguardando la fertilità del suolo e contrastando ondate di calore e inondazioni. È quanto si propone il progetto europeo KNOWING, finanziato dal programma Horizon Europe con oltre 6 milioni di euro, al quale partecipano [&#8230;]</p>
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<p><b>La lotta per il contrasto a inondazioni e ondate di calore</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Definire strategie sempre più efficaci di mitigazione e di adattamento al cambiamento climatico</span><b>, </b><span style="font-weight: 400;">salvaguardando la fertilità del suolo e contrastando ondate di calore e inondazioni. È quanto si propone il progetto europeo KNOWING, finanziato dal programma Horizon Europe con oltre 6 milioni di euro, al quale partecipano 17 partner di 8 Paesi Ue, tra cui, per l’Italia, ENEA, Università Federico II e Comune di Napoli. Proprio il capoluogo campano sarà uno dei quattro casi studio internazionali in cui saranno identificati gli interventi necessari a fronteggiare il </span><b>rischio da inondazioni costiere</b><span style="font-weight: 400;">, legato all’innalzamento del livello del mare e a eventi meteorologici estremi. Gli altri territori &#8216;laboratorio’ saranno Tallinn (Estonia) per le ondate di calore, Granollers (Spagna) per le alluvioni fluviali e la regione del Sud Westfalia (Germania) per la fertilità del suolo. Ai test sulla trasferibilità globale dei risultati raggiunti parteciperà anche la città vietnamita di Ho Chi Min (la ex Saigon).  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nello specifico “</span><i><span style="font-weight: 400;">ENEA si occuperà di elaborare dati sul clima ad alta risoluzione spaziale</span></i><b><i>,</i></b><i><span style="font-weight: 400;"> da utilizzare in ulteriori modelli di impatto come quelli idrologici ed energetici; grazie ai nostri modelli climatici regionali saremo in grado di ottenere e fornire informazioni a scala continentale, e via via sempre più dettagliata, sulle variabili atmosferiche e oceaniche rilevanti per i rischi che ci si propone di analizzare</span></i><span style="font-weight: 400;">”, spiega </span><b>Giovanna Pisacane</b><span style="font-weight: 400;">, ricercatrice ENEA del Laboratorio Modellistica climatica e impatti. “</span><i><span style="font-weight: 400;">Tuttavia, se i modelli climatici ci permettono di conoscere e di valutare l’impatto diretto dei cambiamenti climatici, è ancora incerta la conoscenza di come cambieranno le nostre vite e saranno influenzati la nostra salute, i trasporti, l’edilizia, l’agricoltura e le infrastrutture critiche, perché non sappiamo come tutti questi elementi reagiranno insieme. E, proprio questa incertezza &#8211; sottolinea la ricercatrice &#8211; complica la pianificazione di politiche di mitigazione e di adattamento e condiziona l’efficacia delle soluzioni messe in atto</span></i><span style="font-weight: 400;">”. È per questo motivo che il progetto ‘KNOWING’ adotterà un </span><b>approccio interdisciplinare basato sulla dinamica dei sistemi naturali e antropici e </b><span style="font-weight: 400;">sull’</span><b>analisi comportamentale</b><span style="font-weight: 400;">, per identificare e, dove possibile, percorrere traiettorie di mitigazione e di adattamento realistiche ed efficaci. “</span><i><span style="font-weight: 400;">Questo permetterà di evitare che le misure di adattamento possano causare effetti imprevisti in altre aree oppure che gli obiettivi di mitigazione climatica vengano messi a rischio da misure di adattamento ad alta intensità di emissioni climalteranti</span></i><span style="font-weight: 400;">”, aggiunge Pisacane.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il progetto svilupperà anche strategie di comunicazione per coinvolgere amministratori, cittadini, imprese e associazioni, con lo scopo di diffondere i concetti di “</span><b>alfabetizzazione climatica</b><span style="font-weight: 400;">”, migliorare la consapevolezza delle correlazioni e dei potenziali conflitti tra le misure individuate e, infine, accrescere il consenso e il supporto da parte degli attori pubblici e privati coinvolti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Finora numerosi studi e interventi sul campo hanno dimostrato che l’impatto delle misure di adattamento e di mitigazione non è limitato al settore in cui vengono implementate; anzi, le interazioni intersettoriali possono portare a effetti a cascata che possono avere conseguenze indesiderate e persino contrastare l’intenzione iniziale. Per esempio, la costruzione di infrastrutture oppure la produzione di tecnologie necessarie per l’adattamento al cambiamento climatico possono determinare un aumento delle emissioni di CO</span><span style="font-weight: 400;">2,</span><span style="font-weight: 400;"> mettendo a rischio le strategie di mitigazione. Così come i fattori comportamentali, che spesso interferiscono con l’esito pianificato delle misure al servizio degli obiettivi fissati. “Il maggiore utilizzo dei sistemi di raffrescamento nelle abitazioni durante le ondate di caldo oppure l’impiego dell’autovettura anche per brevi spostamenti contribuiscono all’aumento dei consumi energetici, delle emissioni inquinanti e del flusso di calore antropico, responsabili delle cosiddette isole di calore in città. Oppure, sul fronte agricolo, terreni più aridi richiedono modifiche al tipo di coltura e, in questo caso, invece di modificare le proprie abitudini alimentari, i consumatori acquistano prodotti importati, con il risultato di indebolire l’economia locale e di contribuire all’aumento delle emissioni dovute al trasporto delle merci. Il nostro compito, quindi, sarà quello di lavorare per ottenere risultati su tre fronti: progresso della scienza climatica, bilanciamento delle misure di adattamento e di mitigazione grazie a un approccio integrato e trasformazione dei comportamenti”, conclude la ricercatrice ENEA. Nel panorama dei cambianti climatici che sempre più si evidenziano sul territorio nazionale ci si aspetta molto dai risultati di questo importante progetto.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-family: Verdana, BlinkMacSystemFont, -apple-system, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen, Ubuntu, Cantarell, 'Open Sans', 'Helvetica Neue', sans-serif;">C. Rosa</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Fonte: enea.it</span></i></p>
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		<title>Acrobat: verso la transizione ecologica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2023 16:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente e sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[ArgoNautica]]></category>
		<category><![CDATA[Mia Cava]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al via progetto Ue per estrarre materie prime critiche da batterie al litio a fine vita Nel mare delle possibilità, uno degli orizzonti che speriamo di avvistare è quello di un mondo che sia maggiormente a misura d’uomo. O meglio, un mondo in cui uomo e natura sappiano coesistere, non è un miraggio, manteniamo la [&#8230;]</p>
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<p><b>Al via progetto Ue per estrarre materie prime critiche da batterie al litio a fine vita</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel mare delle possibilità, uno degli orizzonti che speriamo di avvistare è quello di un mondo che sia maggiormente a misura d’uomo. O meglio, un mondo in cui uomo e natura sappiano coesistere, non è un miraggio, manteniamo la rotta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’obiettivo del progetto europeo ACROBAT, a cui partecipano ENEA per l’Italia, Fraunhofer Institute for Laser Technology e l’azienda specializzata nel riciclo di batterie ACCUREC Recycling GmbH per la Germania, Università Cattolica di Lovanio e VITO (coordinatore) per il Belgio, è quello di recuperare oltre il 90% delle materie critiche contenute nelle batterie litio ferro fosfato con un processo di estrazione innovativo, a basso costo e a ridotto impatto ambientale da trasferire all’industria europea.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Abbiamo sentito il responsabile del progetto per Enea, la ricercatrice Federica Forte che spiega come il progetto sia finalizzato, nel suo complesso, a mettere a punto un nuovo processo di riciclo che permetterà di estrarre dalle batterie litio, fosforo e grafite. E aggiunge: “</span><i><span style="font-weight: 400;">Ci occuperemo, in particolare, del processo di estrazione e di recupero dei materiali elettrolitici, come ad esempio i sali conduttori e i solventi organici”.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le batterie litio-ferro-fosfato (LiFePO4, chiamate anche LFP) sono una particolare tipologia di accumulatori agli ioni di litio che sta guadagnando una quota crescente di mercato (circa il 36%) grazie a caratteristiche di elevata stabilità e sicurezza, lunga durata e costo inferiore rispetto ad altre tipologie, in quanto non contengono cobalto e nichel. Vengono utilizzate soprattutto nei sistemi di accumulo stazionario, nella mobilità elettrica e, ancora in fase di sperimentazione, in alcune applicazioni domestiche di elettronica di consumo, ma il loro utilizzo è destinato ad aumentare perché le batterie agli ioni di litio risultano fondamentali nel processo di transizione ecologica e di decarbonizzazione dell’economia a livello globale. </span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Le batterie LFP contengono materie critiche che rendono il loro riciclo un imperativo strategico; tuttavia, in Europa non è ancora una realtà industriale. Ecco, quindi, la necessità di avviare un progetto come ACROBAT, che ha come obiettivo quello di unire le competenze del mondo della ricerca e dell’industria per mettere a punto un processo economico e sostenibile per l’estrazione, dalle batterie esauste, di materie critiche destinate a nuove produzioni”,</span></i><span style="font-weight: 400;"> aggiunge Forte.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le batterie LFP contengono litio, fosforo e grafite in concentrazioni pari rispettivamente allo 0,8%, al 2,5% e al 16% (percentuali riferite alla singola cella). Entro il 2030 il progetto ACROBAT punterà a raggiungere un target complessivo di recupero annuale di 5.400 tonnellate di materiale catodico (litio-ferro-fosfato), 6.200 tonnellate di grafite e 4.400 tonnellate di elettrolita. Non solo. Un processo di riciclo su scala industriale permetterà di risolvere ulteriori questioni ambientali: le batterie agli ioni di litio contengono sostanze pericolose per l’ambiente, che potrebbero essere gestite in maniera opportuna e valorizzate durante le stesse operazioni di riciclo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Attualmente la Cina, insieme all’Africa e all’America Latina, fornisce il 74% di tutte le materie prime da cui è composto un accumulatore. Inoltre, da sola la Cina produce il 66% delle batterie agli ioni di litio contro meno dell’1% della Ue. “Per poter favorire l’indipendenza dell’Europa da questi approvvigionamenti, risulta sempre più evidente la necessità di riciclare localmente queste materie prime da prodotti a fine vita”, conclude Forte.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Mia Cava</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9352" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/acrobat-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/acrobat-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/acrobat-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/acrobat-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/acrobat-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/acrobat-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/acrobat-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/acrobat-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Argonautica: il potere del mare tra mito e ricerca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2023 16:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Oliva]]></category>
		<category><![CDATA[ArgoNautica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Risorsa per antonomasia: turistica, alimentare, sportiva e via di comunicazione Gli Argonauti sono un mitologico gruppo di una cinquantina di eroi guidati da Giasone, nell’avventuroso viaggio a bordo della nave Argo, che li condurrà nella Colchide alla ricerca del famoso vello d’oro. Viene narrato nelle Argonautiche: un poema epico in otto libri scritto nell’età dei Flavi, per capirci [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
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</div>
<p><b>Risorsa per antonomasia: turistica, alimentare, sportiva e via di comunicazione</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Gli</span><b> Argonauti</b><span style="font-weight: 400;"> sono un mitologico gruppo di una cinquantina di eroi guidati da </span><b>Giasone</b><span style="font-weight: 400;">, nell’avventuroso viaggio a bordo della nave Argo, che li condurrà nella Colchide alla ricerca del famoso </span><b>vello d’oro</b><span style="font-weight: 400;">. Viene narrato nelle </span><i><span style="font-weight: 400;">Argonautiche:</span></i><span style="font-weight: 400;"> un </span><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Poema_epico"><span style="font-weight: 400;">poema epico</span></a><span style="font-weight: 400;"> in otto libri scritto nell’età dei Flavi, per capirci gli anni in cui a Roma comparve il Colosseo. E gli eroi che vanno per mare e sconfiggono i pericoli si sprecano. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Giasone viene spedito incontro al nemico dallo zio Pelia, sperando vada incontro alla morte e non vanti pretese circa il trono che gli spetta. Passerà per  Lemno dove incontrerà le </span><b>amazzoni</b><span style="font-weight: 400;">; incontrerà l&#8217;indovino cieco Fineo, perseguitato dalle </span><b>Arpie</b><span style="font-weight: 400;">, liberandolo. Il tiranno Amico lo sconfigge grazie alla gara di pugilato con </span><b>Castore e Polluce</b><span style="font-weight: 400;">. Lo aiuta la principessa </span><b>Medea</b><span style="font-weight: 400;">, che da maga innamorata chiede aiuto a</span><b> Giunone</b><span style="font-weight: 400;">, e rubato il vello trova il modo – macabro, uccidendo il fratellino Apsirto e liberandosi del corpo pezzo per pezzo – di scappare dal re Eete. Li insegue, ma deve fermarsi per raccogliere i pezzi del figlioletto e dargli una degna sepoltura. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una storia come quelle epiche dell’antichità ricca di doppi significati e che vede come protagonista al pari di eroi, re, regine, dee e personaggi mitologici anche il </span><b>mare</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo è stato nell’Odissea ostacolando Ulisse nel suo ritorno ad Itaca, come in tantissime altre opere letterarie, pittoriche o musicali. Gli esempi potrebbero continuare all’infinito e spaziare in ogni cultura. Lo ha sintetizzato Socrate quando ha scritto “</span><i><span style="font-weight: 400;">viviamo intorno a un mare come rane intorno a uno stagno</span></i><span style="font-weight: 400;">”. Quindi il mare è un </span><b>elemento centrale</b><span style="font-weight: 400;">, elemento che è fatto di </span><b>acqua</b><span style="font-weight: 400;">, ricchezza in sé e noi stessi, esseri umani siamo fatti al 70% di essa. Soprattutto lo è per noi italiani che viviamo per tre quarti circondati da esso. E invece è una grande risorsa: di sussistenza in primis, e come tale va tutelata e salvaguardata. Non a caso portare l’acqua significa migliorare la vita delle persone. Non a caso la costruzione degli </span><b>acquedotti</b><span style="font-weight: 400;"> costituiva uno dei segni del potere imperiale nell’Antica Roma. Come solcare i mari ha costituito per intere civiltà il segno del potere. E noi? Italiani intendo che discendiamo direttamente dai Romani e culturalmente dai Greci, cosa è per noi il mare? Noi che </span><b>per 3⁄4 siamo circondati dal mare</b><span style="font-weight: 400;">. Per noi è una risorsa per antonomasia: turistica, alimentare, sportiva, una via di comunicazione importante, una fonte di ispirazione e tante altre cose. È una ricchezza che produce ricchezza, infinite volte in infiniti modi. E spesso si sottovaluta quanto sia anche una risorsa spirituale: le passeggiate rilassanti, la ricarica delle vacanze, il potere evocativo del mare d’inverno. E allora come recita una nota canzone: “</span><i><span style="font-weight: 400;">Io vado al mare voi che fate?”</span></i></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Angela Oliva</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9354" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/editoriale-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/editoriale-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/editoriale-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/editoriale-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/editoriale-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/editoriale-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/editoriale-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/editoriale-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9355" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/editoriale-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/editoriale-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/editoriale-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/editoriale-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/editoriale-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/editoriale-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/editoriale-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/editoriale-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Social e stile della comunicazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2023 16:00:48 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Paola Giorgi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le parole giuste sono sempre educate ed inclusive Da tempo, si nota un certo degrado dello stile della comunicazione, che rende evidente come abbiamo dimenticato il peso da dare alle parole, che a volte sono come pietre, che lapidano senza pietà e, purtroppo, senza suscitare indignazione in chi assiste, quasi rassegnati all’inutilità di qualsiasi intervento [&#8230;]</p>
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<p><b>Le parole giuste sono sempre educate ed inclusive</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Da tempo, si nota un certo degrado dello stile della comunicazione, che rende evidente come abbiamo dimenticato il peso da dare alle parole, che a volte sono come pietre, che lapidano senza pietà e, purtroppo, senza suscitare indignazione in chi assiste, quasi rassegnati all’inutilità di qualsiasi intervento per fermare l’aggressore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il fenomeno è ancora più grave sulla rete, dove il cyber-bullismo è diventato una piaga, che colpisce in modo trasversale a qualunque età e anche se si è personaggi pubblici!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È indubbio, infatti, che i social abbiano assunto uno spazio importante negli interessi delle persone, al punto da creare addirittura forme di dipendenza, che destano preoccupazione, mentre non crea altrettanto allarme, secondo me, lo stile del linguaggio che vi abita, per lo più impositivo, se non appunto aggressivo e volgare, contrassegnato anche da ignoranza presupponente! </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo stile che s&#8217;incontra sui social spesso esprime rabbia, che non può essere giustificata come reazione davanti a qualche ingiustizia subita oppure di cui si viene a conoscenza, ma per me è prodotta dalla bassa invidia per la vita altrui, per la felicità, che sembrano godere le persone e non appartiene evidentemente, a chi si esprime in modo incivile e con post velenosi! </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I social permettono di sapere in tempo reale quello che accade nella vita di tutti, ma non raccontano del tempo, dello sforzo e dell’impegno per arrivare al successo, elemento di disturbo per chi dimostra tanto livore nell’esprimersi, quasi fosse di fronte non ad una conquista, resa possibile dal percorso svolto, ma ad un privilegio che per giunta gli è negato! </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questi atteggiamenti di odio sociale si accompagnano alla disinformazione e alla mancanza di strumenti culturali per sostenere un dialogo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Spesso l’attenzione che si desta sui social con questa modalità ostile attira un folto pubblico di soggetti pronti alla polemica e si trasforma per loro in un momento di “gloria” per la visibilità ottenuta, mentre moltiplica l’interesse suscitato nelle piazze virtuali, veicolando quindi la pubblicità diffusa in rete, di cui diventa assist: perciò il fenomeno è cresciuto così tanto, senza che fosse fermato in tempo!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si dimentica così che si sta perpetrando una violenza, gravissima anche in rete, spesso in modo vile, se l’offesa avviene senza esporsi nell&#8217;anonimato di un falso profilo, aumentando così in modo esponenziale lo smarrimento della vittima di turno, la cui unica colpa è quella di possedere doti ed educazione, che non tutti sono in grado di vantare!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Studi sociologici dimostrano che i famosi &#8220;leoni della tastiera”, gli indomabili haters, gli stalker sono persone senza spessore e senza carattere, privi di empatia, perché a loro volta deprivati di sensibilità, quasi costretti, vivendo in contesti difficili, conflittuali, di disagio e non solo economico, a sviluppare l&#8217;aggressività e il linguaggio offensivo come atteggiamento di difesa! </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questo scenario di comportamenti squallidi, le vittime, in realtà, sono in grado di uscire guarite dalle ferite ricevute dal linguaggio ostile più facilmente degli aggressori, perché quest&#8217;ultimi, una volta denunciati e scoperti, si rivelano vuoti, senza vera forza interiore, solo simulacri di umanità e sarebbero persi del tutto, se non si intervenisse con la rieducazione ai sentimenti, che nel caso di minori e giovanissimi ha più possibilità di successo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per modificare i comportamenti sbagliati, bisogna indurre alla riflessione, in modo da prevenire il bullismo e il cyber-bullismo almeno nei giovanissimi: da un’intuizione della prof.ssa Paola De Giorgi di Pordenone è partito un progetto, che ha coinvolto diversi Autori in Italia nella pubblicazione dell’antologia NON TI TEMO PIU’, strumento di lavoro a scuola e nei gruppi giovanili per far crescere la cittadinanza responsabile in tutti i contesti, e anche sui social. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Provare per credere, e magari per vedere lentamente il cambiamento positivo della comunicazione con stile non ostile!</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Paola Giorgi</span></p>
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		<title>Nuova nave idro-oceanografica per l’Istituto Idrografico della Marina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2023 16:00:46 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Beniamino Manoja]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un progetto innovativo, di respiro europeo La Marina avrà una nuova unità delle cosiddette “navi bianche” così denominate per il colore dello scafo, tipico delle unità militari dedicate a scopi ausiliari (ricerca, navi scuola, etc.), a differenza delle classiche navi da battaglia, le cosiddette navi “grigie”. Nell’ambito di un bando comunitario per il settore della [&#8230;]</p>
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<p><b>Un progetto innovativo, di respiro europeo</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Marina avrà una nuova unità delle cosiddette “navi bianche”</span> <span style="font-weight: 400;">così denominate per il colore dello scafo, tipico delle unità militari dedicate a scopi ausiliari (ricerca, navi scuola, etc.), a differenza delle classiche navi da battaglia, le cosiddette navi “grigie”. Nell’ambito di un bando comunitario per il settore della Difesa e Sicurezza, Fincantieri ha firmato con il Segretariato Generale della Difesa e Direzione Nazionale degli Armamenti – Direzione degli Armamenti Navali (NAVARM), il contratto per la realizzazione di una nuova unità Navale Idro-Oceanografica Maggiore (N.I.O.M.) destinata all’Istituto Idrografico della Marina, con consegna prevista nel 2026 presso il cantiere integrato di Riva Trigoso-Muggiano.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il contratto ha un valore complessivo di circa 280 milioni di euro e comprende anche i servizi di supporto logistico integrato e di temporary support per la durata di sei anni più quattro in opzione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si avvia così il rinnovamento delle unità navali del servizio idrografico della Marina. Tale programma è parte di un progetto innovativo, di respiro europeo, che coinvolge il Ministero della Difesa e nel cui ambito è stato raggiunto un accordo di finanziamento tra la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Pierroberto Folgiero, Amministratore delegato di Fincantieri, ha commentato: “</span><i><span style="font-weight: 400;">Siamo fieri che il primato tecnologico di Fincantieri si affermi ancora una volta in un ambito come quello scientifico, che richiede capacità specialistiche peculiari. L’unità, infatti, dovrà essere in grado di operare garantendo elevate performance in ogni condizione meteo marina. Questo richiederà l’integrazione di molti sistemi complessi, capacità distintiva di un Gruppo come il nostro, che non solo realizza piattaforme all’avanguardia come le navi militari ma può contare sulla sinergia tra mondo navale e mondo offshore nello sviluppo di sistemi di controllo avanzat</span></i><span style="font-weight: 400;">i”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’unità è stata concepita con la massima attenzione verso gli aspetti green. Tra le sue principali caratteristiche si annoverano le tecnologie per il contenimento delle emissioni, una propulsione diesel-elettrica per ottimizzare consumi, forme di carena funzionali alla riduzione della resistenza all’avanzamento e l’utilizzo di materiali environment-friendly. In ambito di sostenibilità anche il processo produttivo partecipa all’impegno costante dell’azienda nel presidio dei sistemi di gestione ambientale, testimoniato dalla conformità alla norma internazionale ISO 14001 del cantiere integrato di Riva Trigoso-Muggiano, nonché da tutti gli altri i siti italiani del Gruppo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ulteriore key driver della nave sarà il tema di Health&amp;Safety, volto alla sicurezza di tutto il personale che esercirà la nave durante la vita operativa. Fincantieri ha tenuto un approccio proattivo volto a identificare, anche in cooperazione con un parco fornitori di primo livello, le migliori soluzioni tecniche per soddisfare a pieno i requisiti operativi del cliente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fincantieri ha consegnato nel 2018 all’Institute of Marine Research (IMR), l’ente di ricerca oceanografica e ittica del governo norvegese, “Kronprins Haakon”, nave rompighiaccio oceanografica destinata a operare nelle acque polari. Il Gruppo, inoltre, nel 2021 ha curato un refitting d’eccezione sull’unità “Laura Bassi”, l’unica nave rompighiaccio oceanografica da ricerca italiana, di proprietà dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’Istituto Idrografico della Marina è l’Organo Cartografico dello Stato designato alla produzione della documentazione nautica ufficiale nazionale.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Beniamino Manoja</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9360" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/nuova-nave-idro-ci-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/nuova-nave-idro-ci-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/nuova-nave-idro-ci-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/nuova-nave-idro-ci-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/nuova-nave-idro-ci-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/nuova-nave-idro-ci-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/nuova-nave-idro-ci-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/nuova-nave-idro-ci-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9361" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/nuova-nave-idro-ci-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/nuova-nave-idro-ci-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/nuova-nave-idro-ci-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/nuova-nave-idro-ci-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/nuova-nave-idro-ci-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/nuova-nave-idro-ci-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/nuova-nave-idro-ci-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/nuova-nave-idro-ci-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Mare fonte di ispirazione e di Economia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2023 16:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fare business]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Bufalari]]></category>
		<category><![CDATA[ArgoNautica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una risorsa di cui si sta prendendo coscienza ”Alcuni anni fa – non importa quanti esattamente &#8211; avendo pochi o punti denari in tasca e nulla di particolare che m’interessasse a terra, pensai di darmi alla navigazione e vedere la parte acquea del mondo. È un modo che ho io di cacciare la malinconia e [&#8230;]</p>
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<p><b>Una risorsa di cui si sta prendendo coscienza</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">”</span><i><span style="font-weight: 400;">Alcuni anni fa – non importa quanti esattamente &#8211; avendo pochi o punti denari in tasca e nulla di particolare che m’interessasse a terra, pensai di darmi alla navigazione e vedere la parte acquea del mondo. È un modo che ho io di cacciare la malinconia e di regolare la circolazione</span></i><span style="font-weight: 400;">.”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo l’incipit di Moby Dick, opera nella quale Melville, in maniera sublime tratta, sotto forma di romanzo, il rapporto tra l’uomo e il mare che poi si trasla nel rapporto tra l’esser umano e la natura, anche la propria.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ritrovare nel mare – in questa massa d’acqua – la propria metodologia curativa. Rigenerare l’anima, affrontare i propri spettri, superare i propri limiti diventano passi, tappe, di una navigazione che viene iniziata mollando gli ormeggi. Lasciando il porto sicuro, pronti ad affrontar insidie, l’ignoto, per superar le proprie colonne d’Ercole e arrivar nell’inesplorato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa la navigazione che dall’Odissea a Moby Dick ha invaso la letteratura, ma questa è anche l’avventura antropologica dell’uomo che in modo inconscio affronta tutto ciò anche quando decide di comprar una barca e uscir per una semplice crociera giornaliera.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mettendosi in mare, ogni marinaio, anche il meno esperto, sa che dovrà affrontare venti correnti e ostacoli che si possono prevedere, tramite uno studio preliminare dei bollettini meteo marini, ma sempre con un pizzico di probabilità verso l’ignoto, il rischio, l’inconscio. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Qualche tempo fa, ho iniziato un volume che, in verità, ancora non ho finito, e che si chiama “Storia del Mare” di Alessandro Vanoli. Andai a sentir la presentazione alla Libreria del Mare che ora è nel rione di San Saba. Proprio nella corte della Basilica di San Saba in una calda serata estiva si parlava di Mare…della storia dei miti, biblici ed omerici. Delle rotte dei mercanti, degli avventurieri e dei navigatori. Di come la navigazione sia mutata al mutare della tecnologia marittima e dell’ingegneria navale. Al pari delle cattedrali i costruttori di barche hanno mutato il corso della storia, fino ad arrivare a Cristoforo Colombo, Magellano, Vespucci. Senza mai dimenticare le leggende, le sirene, i tesori nascosti, il kraken, il maelstrom, o l’olandese volante.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E come si disse quella sera parlare di mare vuol dire “</span><i><span style="font-weight: 400;">sì parlare dei nostri sogni più profondi, ma anche ricordarci che alla fine siamo solo una specie tra altre specie. siamo parte del mare ed è questa forse la cosa che più conta in tutta questa avventura millenaria</span></i><span style="font-weight: 400;">”. Proprio per partecipar a questa storia millenaria, in questo spirito di inconscia voglia di vita l’uomo dal navigare per scopi commerciali o militari è passato a farlo per puro piacere, con l’invenzione della navigazione da diporto, dove il fine è solo vivere il mare. Ed eccoci alla nautica da diporto che per l’Italia rappresenta non solo un modello di stile e di eccellenza produttiva, ma anche una industria che occupa oltre 26.000 addetti e che genera oltre sei miliardi di fatturato globale, ovvero quasi il 3% del Pil nazionale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un settore in forte espansione e che deve esser inteso come parte di quella che oggigiorno viene chiamata Economia del Mare, o (forse anche impropriamente) Blue Economy, ovvero il sistema di operatori economici che vivono della risorsa acquea rappresentata dal Mare che bagna i nostri 7000 km di costa e che tramite la pesca, la cantieristica, la marina mercantile, il turismo diportistico, balneare, enogastronomico, si alza a rappresentare una fetta importante di economia ed occupazione nazionale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Forse alle volte non così valorizzata, ma della quale passo dopo passo si sta prendendo coscienza anche perché basata su una risorsa naturale, biologica, e faunistica che solo l’Italia possiede.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Avv. Antonio Bufalari</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Segretario Generale Assonautica Italiana – Unioncamere</span></i></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9364" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/mare-fonte-di-ispirazione-fb-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/mare-fonte-di-ispirazione-fb-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/mare-fonte-di-ispirazione-fb-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/mare-fonte-di-ispirazione-fb-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/mare-fonte-di-ispirazione-fb-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/mare-fonte-di-ispirazione-fb-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/mare-fonte-di-ispirazione-fb-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/mare-fonte-di-ispirazione-fb-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Il vecchio e il mare: adattamento per il XXI secolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2023 16:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terza età]]></category>
		<category><![CDATA[Alvise Brugnaro]]></category>
		<category><![CDATA[ArgoNautica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che bello il mare, visto da quassù. In questa stagione, poi, mi piace particolarmente D’inverno, tra una giornata di pioggia e l’altra, l’aria trasporta un profumo inebriante, che mi entra dentro e mi fa viaggiare, alla velocità della luce, in mille luoghi e in mille tempi diversi dal qui e ora. Sono passati poco più [&#8230;]</p>
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<p><b>Che bello il mare, visto da quassù. In questa stagione, poi, mi piace particolarmente</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">D’inverno, tra una giornata di pioggia e l’altra, l’aria trasporta un profumo inebriante, che mi entra dentro e mi fa viaggiare, alla velocità della luce, in mille luoghi e in mille tempi diversi dal qui e ora. Sono passati poco più di 20 giorni dal mio ottantesimo compleanno. Un traguardo importante, gioioso e amaro insieme, come gioiosa e amara insieme solo la vita sa essere. Qualche “vecchio amico” e qualche nuovo compagno di viaggio per un brindisi al tempo che passa (ma che ancora non ci ha portato via con sé), l’amore della mia vita ancora accanto a me e l’affetto dei miei figli lontani, trasportato fino a qui attraverso le ormai onnipresenti videochiamate. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quindici anni fa non mi sarei mai immaginato a gennaio, a mezze maniche, bermuda e ciabatte, seduto su una sdraio a guardare l’oceano, nel silenzio assordante di una piccola isola spagnola (e spagnola si fa per dire visto che siamo a meno di 100 km dalle coste del continente africano). Il nostro </span><i><span style="font-weight: 400;">buen retiro </span></i><span style="font-weight: 400;">non poteva che essere spagnolo, per definizione e appartenenza linguistica. Una scelta, certo, in mezzo a tante altre scelte. Non tutte possibili, però, e non tutte sullo stesso piano. Del resto, il nostro Bel Paese si è dimostrato sempre meno accogliente e soprattutto sempre meno “grato” verso chi ha lavorato una vita intera anche per far girare l’economia del Paese, non solo per sfamare la propria famiglia. E pur lavorando in due, a fine corsa, le nostre pensioni si sono ben presto dimostrate insufficienti a far fronte ai residui impegni economici ulteriori all’ordinaria amministrazione (e agli ordinari bisogni) di una coppia di anziani, forse colpevoli di essere ancora troppo vivi e troppo giovani dentro. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Da ragazzo, e nel corso della mia vita, ho viaggiato poco per mare. E quelle poche volte, ho sempre visto il viaggio come un percorso ad anello, un circuito che mi avrebbe riportato, comunque, a casa. Invece, il mare l’ho dovuto attraversare per raggiungere una nuova, e credo ormai definitiva, meta. Non abbiamo ancora deciso, io e mia moglie, se rimarremo qui “per sempre” o se vorremo trovare la pace eterna nella nostra terra, in un ultimo freddo abbraccio, vicini ai nostri cari di sempre, vivi o morti che siano. Intanto, adesso, ci godiamo questo inverno primaverile, con la temperatura che, nel primo pomeriggio, supera perfino i 24 gradi. Sembra una sciocchezza ma ha il suo “valore” anche poter vivere senza cambi di stagione e con un solo armadio a 4 ante per tutte le esigenze di 2 persone. Niente copertone né piumoni, senza scarponi e stivali, nessuna giacca che non sia impermeabile e leggera per non bagnarsi, fuori, senza fare la sauna, all’interno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi però, mentre guardo l’oceano, vedendo solo acqua a perdita d’occhio, pensando che oltre tutta quell’acqua c’è pure un altro mare che dovrei attraversare per arrivare “a casa mia”, mi assale un po’ di nostalgia. Un senso di tristezza che non trova giustificazione in qualcosa di specifico e di sensato ma che, irrazionalmente, vuole a tutti costi monopolizzare il mio cuore. Provo ad ascoltarlo meglio. Forse riesco a comprenderlo meglio. Forse non è nostalgia ma è un flebile reflusso di rabbia. Forse, se avessi davvero potuto scegliere senza ledere la mia dignità, in fondo, non sarei qua. Forse, avrei cercato un “rifugio” e non un </span><i><span style="font-weight: 400;">buen retiro</span></i><span style="font-weight: 400;">, un ricovero per i miei anni d’argento ugualmente accanto al mare. Ma sarebbe stato il mio mare. E adesso lo starei guardando in burrasca, con un giaccone pesante addosso, immaginandomi già al calduccio, più tardi, accanto a mia moglie, sotto un caldissimo piumone. E mi sorprenderei a sorridere da solo, senza apparente motivo, grato e felice.</span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Alvise Brugnaro</span></i></p>
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