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Il futuro della mobilità è elettrico, ma il caro energia soffoca le scelte green

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Ma come, dobbiamo tutti andare in elettrico, l’Unione Europea multa le Case auto che non vendono abbastanza vetture green, sono arrivate valanghe di incentivi statali: e poi? Arriva il caro bolletta: allora ditelo…

Pre-pandemia: i listini delle auto nuove erano quasi sempre solo una mera indicazione, gli sconti arrivavano anche al 40% sulle vetture km 0 e tutti avevano voglia di cambiare macchina, col risultato che il mercato italiano valeva circa due milioni di vetture annue. Parallelamente le vetture usate, anche quelle fresche, erano tutte convenienti, data la concorrenza che subivano dalle vetture a km 0 e data l’abbondanza delle vetture date in permuta per l’acquisto di vetture nuove: il risultato era un mercato da circa 5 milioni di queste vetture. In sintesi, ogni anno 1 italiano su 5 tra quelli in possesso di patente per auto, cambiava vettura (nuova o usata che fosse). In questo tourbillon di numeri, le vetture elettriche (chiamate EV, Electric Vehicles) nel 2019 generavano ancora numeri marginali: solo 10.000 su un totale di 1,9 milioni di vetture nuove.

Pandemia: fermi tutti! Una tempesta economica si abbatte sul mondo, in Italia il PIL 2020 segna -9% e il mercato auto fa -27,9% vs 2019: le vetture elettriche cosa fanno? Generano un + 207% vs l’anno precedente, grazie a 10.000 € di incentivi statali e grazie al lancio di tanti nuovi modelli con questa motorizzazione: si sono vendute in Italia oltre 32.000 auto totalmente elettriche. Nel 2021 si replica: a fronte di un mercato totale che fa +5,5% verso un asfittico 2020, le EV fanno +107% e superano di slancio le 67.000 macchine. Se ci mettiamo anche quasi 70.000 vetture PHEV (le plug-in hybrid, quelle vetture che hanno un motore termico, ma che fanno anche qualche decina di km solo a batteria), abbiamo quasi 140.000 macchine vendute che vanno collegate ad una spina.

Nel frattempo, a fine 2020, deflagra la carenza dei microchip e uno dei settori maggiormente colpiti è proprio il settore auto (sia vetture tradizionali, che EV): le linee di produzione rallentano e le Case preferiscono produrre le vetture più costose e profittevoli. Ciò comporta la scomparsa degli sconti e i reali prezzi di acquisto pagati dai clienti tornano ad essere quasi uguali ai prezzi di listino (in gergo: transaction price = list price).

Babbo Natale nel 2021 ci porta anche in regalo un sensibile aumento delle bollette elettriche: l’aumento deriva dal fatto che l’economia manufatturiera mondiale recupera immediatamente quasi tutto il perduto del 2020 e per fare ciò ha bisogno di molta più energia. Una parte importante di essa viene prodotta col gas (in Italia il 43%, in Europa il 22% – ma l’UE produce anche un 18% con il ben più deleterio carbone, che noi usiamo solo per il 5%) e siccome Putin decide di muoversi sul risiko internazionale usando proprio la leva energetica, i prezzi del gas stesso dell’energia elettrica esplodono!

Non è tutto: la corsa alle EV ha fatto impennare i costi delle materie prime che servono a produrle, e indovinate: chi detiene la maggioranza delle miniere di terre rare, quelle che servono per fare le batterie? I cinesi, alleati dei russi.

Insomma siamo in un bottle neck: vogliamo andare in elettrico? Allora si paga di più, e tanto, sia all’acquisto della vettura che durante il rifornimento (a meno che non carichiate le batterie molto lentamente e sempre a casa, dove il kwh costa meno che con le ricariche pubbliche).

Detto ciò, personalmente non credo sia una buona idea quella di mettere la testa nel giogo di russi e cinesi: il futuro della mobilità sarà sicuramente elettrico, ma è arrivato il momento di rifare il piano di transizione, magari allungando i tempi della fine dei motori tradizionali e trovando delle alternative che ci facciano uscire da questo stallo. Le fonti rinnovabili, pur indispensabili da continuare a sviluppare, non basteranno a risolvere il problema, sia quantitativo che qualitativo: se la ventosità cala, l’eolico produce meno (vedi crisi dell’energia in UK, a causa di una ventosità inferiore alla media), inoltre di notte i pannelli solari non producono nulla. Meglio sarebbe costruire centrali nucleari (che già generano il 10% dell’energia che consumiamo, ma che acquistiamo dai nostri vicini) e, parallelamente, ottimizzare i consumi di energia: lo so, una centrale nucleare ci mette 10 anni per diventare attiva, ma io non credo che nel frattempo arriverà il meteorite che distruggerà la Terra.

In sintesi, oggi le vetture nuove costano molto di più rispetto a qualche anno fa, incluse le EV. Il costo dell’energia elettrica è aumentato sensibilmente e questo non rende estremamente favorevole il business case di una EV: che si fa? Voi siete disposti a pagare di più per andare in elettrico? E quanto? E per risparmiare almeno sull’acquisto di una EV, sareste disposti a trasformare la vostra attuale vettura a motore termico in una EV, tramite un kit aftermarket perfettamente allineato all’economia circolare? 

Gerardo Altieri