I fiori sbocciati nel legno di Luigi Pace

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L’energia ci rende liberi ed è la verità assoluta.”

(Carlos Castañeda)

I bambini sono fonte inesauribile di energia, la trasmettono con tutto il corpo e la mente. Nei cuori e nell’anima hanno un sentimento pulito che li fa essere sempre in piedi e pronti a partire verso nuove avventure. Volano con la fantasia più sfrenata, senza schemi né contaminazioni, i bimbi sono puri. Esseri sinceri che non hanno peli sulla lingua, spesso vedono tutto degli adulti, anche le emozioni trattenute, quelle nascoste molto bene. In continua evoluzione, appartengono a un regno senza tempo e ci regalano molti insegnamenti se riusciamo a percepire i messaggi. Luigi Pace è un’artista che ha fatto dei bambini la sua rappresentazione simbolica, nella purezza e nella luce dipinge figure angeliche che emergono spontaneamente, irrompendo con grande delicatezza e intensità. Nato a Pianella (Pe), ha conseguito la maturità all’Istituto Statale d’Arte di Pescara per poi diplomarsi in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Terminati gli studi accademici approda nel surrealismo per poi dedicarsi all’illustrazione e al graphic design. Nel 2015, dopo una lunga esperienza personale che lo segna profondamente, torna alla pittura, sua grande passione di sempre, “col sorriso nel cuore” come lui stesso descrive. 

Luigi, lei dipinge su particolari supporti di legno, perché ha scelto di utilizzarli? 

Il supporto che ho scelto come base, come luce spirituale, irregolare pieno di tagli e ferite, enfatizza e racconta il vissuto di bambini sottoposti ad ogni difficoltà della vita nella quale si muovono i soggetti provenienti dal loro mondo per ritrovarsi uniti nella stessa luce, fatta di un legno povero, composto di scarti di varia natura e colore, che esprime la diversità. Dunque la diversità nella diversità viene espressa in un concetto di umiltà dove lo scarto diventa luce. Bellezza e meraviglia che l’anima non smette mai di ricercare e cogliere nella verità e nei colori della vita semplice.

I bambini sono protagonisti delle sue opere, qual è il loro simbolismo?

Ogni bambino che dipingo è come un fiore sorridente della pansé che mio padre amava seminare nelle sue serre. Quando Dio entra in gioco, tutto entra in una dinamica di crescita, anche se parte da semi microscopici.

Dio ama racchiudere il grande nel piccolo:

l’universo nell’atomo

l’albero nel seme

l’uomo nell’embrione

la farfalla nel bruco

l’eternità nell’attimo

l’amore in un cuore

se stesso in noi.

Può descrivere il sentimento che scaturisce dalla sua arte?

La vita mi ha insegnato che c’è una divina potenza sempre all’opera, instancabile, che non dipende da noi, che non dobbiamo forzare ma attendere con fiducia. Mi auguro, quindi, di poter ricevere in abbondanza il dono di quelle ispirazioni creative da cui prende inizio ogni autentica opera d’arte. Ad ogni modo il mio obiettivo è quello di perseguire la mia ricerca che, con molta probabilità, potrà essere ampliata e arricchita in futuro da idee e ambientazioni che appartengono al mio passato di surrealista. Sempre, però, mantenendo questa attuale tecnica autentica e unica, come ogni espressione dello spirito Umano.

I suoi dipinti oltre ad essere grandi opere d’arte, danno la sensazione di trasformarsi in mezzi portatori di messaggi speciali, se così è, quali sono?

Se Voi foste qui ad osservarmi mentre dipingo, dove la tavolozza come una crisalide diventa la culla di quella farfalla dai mille colori che lentamente nasce, dove il mio cuore crea l’istante, sentireste quanto il passato unito al presente faccia vibrare la mia anima. Sentireste quanto sia importante per me vedere sbocciare i primi frutti nati da quei piccoli semi. 

Qual è l’energia che nasce e si espande al di fuori dei suoi quadri?

Ogni piccola opera porta in dono, anche quando è velato, quella vibrante energia divina, quel linguaggio luminoso di amore universale, chiamato sorriso. Per questo non riuscirei mai a dare tutto me stesso quando creo, se lo stimolo non nascesse dall’amore. Ho bisogno, prima di iniziare, di sentire profondamente quel volto che racconta nel suo sorriso tutto il suo vissuto, dolore compreso. Ogni soggetto porta con sé la forza del vento della sua identità, della sua terra, della sua cultura etnica, che muove le foglie della mia anima e il mare di emozioni che ho dentro.

L’infanzia interpretata da occhi umili, fanciulli protagonisti che portano sorrisi, colmano i vuoti dei grandi, indicano una strada che è quella della semplicità, dell’essere genuini e amorevoli. Nelle rappresentazioni emergono figure di bambini provenienti da popoli diversi, impresse su ciò che arriva dallo scarto di legni differenti, pressati insieme. Sfumature nelle trame, venature, sconnessioni, accolgono volti straripanti d’amore.  “Lo scarto diventa luce” afferma l’artista descrivendo la pura meraviglia che nasce nella creazione, che avvolge e rapisce in un insieme tumultuoso e delicato.  Segni che passano per strade tortuose prima di diventare luce, realizzati con un brunitoio sul legno non liscio, sorprendono per la precisione e la bellezza delle figure, perfette, vive, coinvolgenti.  Amore su legno mi viene da dire, a guardarli sembra che tendano ad uscire dai quadri, arrivando ad abbracciarci tutti, come piccoli portatori di verità. 

Si libra alto nel cielo ad abbracciare l’integrità del mondo, gettando nell’aria i piccoli semi del cambiamento. 
In quella diversità di colori, “il profumo intrinseco delle viole” è l’essenza dei pensieri puri che risponde col sorriso alle miserie umane. Quello stesso sorriso che nasce e si forgia negli ambienti più ostili perché destinato ad esprimere gioia come inno alla divinità della vita.”
Luigi Pace

Maria Zaccagnini

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