In un mondo in cui, ogni anno, ci sono circa 1,5 milioni di nuove diagnosi di infezione da HIV e 680.000 decessi correlati all’AIDS, con quasi 38 milioni di persone che convivono con questo virus, sembrerebbe rilevante, se non prioritario, l’impegno dei governi a proseguire sia nelle azioni di informazione ed educazione, a scopo di prevenzione sanitaria, sia nella distribuzione, anche gratuita, di profilattici attraverso strutture dedicate come i consultori dislocati sul nostro territorio nazionale. Eppure, sembra che l’era Covid-19 abbia avuto la capacità non solo di oscurare (anche) questo male che da 40 anni affligge l’umanità ma pure di incidere, e negativamente, sulla produzione e la distribuzione dei preservativi, DPI per eccellenza contro la “peste del secolo” (come fu definita negli anni ’80), oggi surclassata su ogni fronte dal più infettivo, ed economicamente più succulento, virus Sars-Cov-2.
Le principali aziende produttrici di profilattici, casualmente localizzate nell’est asiatico, hanno dirottato la produzione su un altro tipo di “guanti”, da calzare però alle mani. Nell’eterna lotta ad inseguimento tra l’uovo e la gallina, non è ancora chiaro se prima alla gente è passata la voglia di “amarsi”, per colpa del Covid, e quindi è seguita una “contrazione” della… domanda e della produzione di profilattici, oppure se la crescente e smisurata domanda di guanti per le mani di neo ipocondriaci di ogni dove o di comuni cittadini vessati da normative vincolanti, abbia fatto propendere le aziende per una vera e propria riconversione industriale, puntando su confortevoli manopole a cinque punte anziché una sola.
Di certo, sappiamo solo che in Italia ha avuto un ruolo di rilievo nell’abbandono delle ormai vetuste abitudini sessuali dei sapiens sapiens, e quindi anche sul calo della libido e delle vendite dei profilattici, il noto televirologo, ma igienista inside, Fabrizio Pregliasco, con le sue invettive contro gli amori adolescenziali estivi, i suoi consigli per mantenere una vita di coppia felice scambiandosi solo sguardi e qualche effusione in videocall, fermo restando la possibilità, se proprio necessario, di posizionarsi per l’accoppiamento senza vista frontale, con le mascherine FFP2 e con la maggior distanza possibile tra i partners. In pratica, un ritorno ai primordi dell’accoppiamento tra mammiferi, con buona pace degli amanti del Kamasutra tradizionale.
Nemo





