Lo avete visto il siparietto fra Giorgia Meloni e Matteo Salvini a Cernobbio? Mentre lui parla delle sanzioni europee da eliminare nei confronti della Russia, lei si mette le mani fra i capelli.
Figuraccia…
Nel frattempo nasce un terzo polo. Al Superstudio di Milano Carlo Calenda e Matteo Renzi sono saliti per la prima volta insieme su un palco per iniziare la loro stranissima campagna elettorale. Stranissima, poiché nessuno avrebbe scommesso su un asse Azione-Italia Viva. Stranissima, perché Maria Stella Gelmini e Mara Carfagna (ex Forza Italia!) sono ora da questa sponda del fiume. Sponda di un fiume abbastanza in burrasca. Ricordiamo che il 22 novembre 2021 La7 pubblica online l’intervista di Calenda presso la stessa emittente televisiva: “non farò politica con Renzi perché quel modo di fare politica mi fa orrore”.
Poi c’è Giuseppe Conte, che utilizza Instagram con estrema personalità, ma sulle sue spalle pesa il fatto di essersi legato al Movimento 5 Stelle, per molti la più grande delusione politica degli italiani.
Nel torrido Agosto 2022, che secondo gli esperti sarà il più fresco del prossimo decennio, i cittadini sembrano più che mai confusi.
Come dar loro torto, del resto.
“Non c’è un gruppo che mi rappresenti appieno. Son sempre gli stessi a giocarsi il trono” mi dice Paolo, ex impiegato in Provincia, mentre osserva il nipotino divertirsi con un materassino di plastica davanti a lui in mezzo all’acqua. “Quel che posso dirti è che non riesco più a tornare a casa, perché la strada provinciale è dissestata e nessuno ne ha cura da anni. E questo succede perché hanno smantellato le province in virtù di una rottamazione che non solo non è mai avvenuta, ma che ha anche peggiorato le cose.
Nessuno mantiene più la strada di casa mia da anni. Sono arrivato al punto di considerare di asfaltarmi la strada da solo. Ti rendi conto? E questo problema ce lo hanno in tanti. Basta fare un giro per le province italiane per accorgersi della gravità della situazione.
Mancano i soldi? Colpa loro. Io ci lavoravo, in provincia. Che cazzo: a un certo punto ci davano tutti addosso, in tv, perché dicevano che timbravamo il cartellino quando ci pareva, che in ufficio non lavoravamo, che gli impiegati non facevano niente. Cazzate. E guarda adesso. A cosa è servito smantellare tutto? L’Italia è fatta di province. Questo vorrei tanto dirgli, al Signor Renzi. Ma quando lo becco, io, Renzi? Non vengono in provincia, gli uomini di palazzo.
Ma per chi ė che lavora lei?”
Rispondo che scrivo per “La Città”, ma il nipotino finisce sott’acqua e non c’è stato verso di continuare il discorso.
“Ma tu davvero vuoi dare il voto a Matteo Salvini? O al Movimento 5 Stelle?” mi chiede con veemente e alcolica energia Maurizio, in un bar non lontano dalla provincia di Milano. La sua Jaguar è parcheggiata proprio lì, a due passi. Maurizio è un imprenditore della zona, famoso per le sue arringhe contro la Juventus. “…Se mi piace il Partito Democratico? Ma hai visto tutte le schifezze che combinano? Dimentichi lo schifo che han fatto in Val di Susa per permettere la costruzione di una rete ferroviaria che non serve a nessuno, ma proprio a nessuno?
Fanno bene a combattere per la loro terra, i No Tav.
No, ma guarda… Sai cosa? Io metterò una scheda bianca in segno di protesta”, continua Maurizio.
Poi ordina un’altra birra e inizia a parlare di calcio, dimenticandosi totalmente di me.
Dello stesso parere di Maurizio ce ne sono tanti, in realtà. Un medico dell’ospedale di Firenze mi dice: “assolutamente, scheda bianca. Nessuno merita nulla”.
“Scheda bianca” anche per una studentessa aquilana.
La scheda bianca rappresenterebbe così una protesta silenziosa di un popolo che ne ha viste tante, ma che a quanto pare non ne può proprio più della sua classe dirigente.
Mi accorgo di questo a Bratislava: “Da queste parti”, mi racconta Mati, quadro per una azienda che ha uffici anche a Milano, “c’è grande fiducia nei confronti di Zuzana Čaputová. Dopo tanti anni in cui la politica ha mangiato tutto in questo Paese finalmente abbiamo una persona e un governo in cui ci rispecchiamo. La Slovacchia è contro ogni forma di invasione e di guerra. Qui tutti ancora ricordano quel che accadde il 20 Agosto del 1968, quando i Paesi del patto di Varsavia, compresa l’URSS, invasero i nostri territori”.
Da Bratislava a… Bari: durante un insolito tramonto non lontano sull’autostrada dal capoluogo pugliese, insolito perché in mare c’era un piccolo tornado che rapiva lo sguardo incuriosito dei turisti, un benzinaio mi dice: “Sai cosa… Io il mio voto lo darei volentieri a Conte. È stato l’unico, in tanti anni, che mi ha fatto sentire orgoglioso della nostra classe politica. Sotto la pandemia è stato bravissimo. E non capisco perché i giornali continuino a darlo per morto. Guarda, guarda qui. Questo è il suo canale instagram. Hai visto quanta gente lo segue? Nelle piazze italiane, quando arriva lui, si muovono veramente tutti. Sono sicuro che se non si fosse candidato con i 5 Stelle avrebbe vinto a mani basse. Ma legarsi con i 5 Stelle…
Non so… Da quando il figlio di Beppe Grillo ha avuto problemi con la giustizia per aver stuprato una ragazza, il Vaffanculo Day lo meriterebbe Grillo, non i suoi avversari. Lo stupro non c’entra nulla con la politica, dici? Certo che c’entra. Come lo educhi tuo figlio se poi fa uno stupro di gruppo con una ragazza? Grillo mi ha deluso. Scusami ma ora devo andare. Per chi è che scrivi tu? Ma chi è il gruppo politico che vi sponsorizza?” e così il benzinaio si allontana. Io prendo appunti. Intanto il tornado si fa sempre più grande nel cielo. Un tipo su una Range Rover comincia a inveire per i prezzi alti del carburante.
Ci riempiono di statistiche, siamo bombardati di informazioni.
Eppure, spesso queste statistiche non raccontano il sentire comune degli italiani, stanchissimi di avere una politica mai veramente risolutiva, mai davvero decisiva.
Il sistema elettorale odierno, inoltre, non riesce a rendere stabile la linea politica di chi sale al “trono”. Questo emerge dalle nostre chiacchierate con la gente.
C’è poi una piccola cosa, di cui nessuno parla, vista l’importanza di questo voto anche nei media: gli Stati Uniti d’America hanno cominciato a vendere armi a Taiwan. Una mossa che ha indispettito la Cina, che non si è mai davvero schierata contro la Russia e la guerra in Ucraina. Russia che ora non ha nessuna intenzione di dialogare con l’Europa. I rapporti sono più tesi che mai. Il Governo che arriverà dovrà fare i conti con la questione internazionale, che sempre di più si fa difficile. E poi, soprattutto, sulla questione gas e sanzioni.
Intanto dal Cremlino, si parla di una “nuova tempesta globale”. Mikhail Shishkin, scrittore russo fra i più autorevoli, scrive sul Corriere della Sera che “la Terza Guerra Mondiale è iniziata ma in Occidente nessuno vuole sentirne parlare”.
Come si comporterà il nuovo governo?
Ma soprattutto: sarà in grado di soddisfare davvero gli italiani?
Quanto resisterà, prima di cadere come han fatto tanti?
Per trovar risposte mi avventuro in Salento. Trovo Franco, un anziano signore incontrato nei pressi di una antica masseria salentina, alla guida del suo trattore, che di mestiere fa il contadino:
“Non so dirti quale sarà il mio voto. Ma posso dirti, ragazzo mio, che l’Italia ha avuto politici favolosi come l’Onorevole Aldo Moro, Sandro Pertini, Berlinguer… Loro, ragazzo, avevano una roba che quelli di adesso non hanno. Loro, ragazzo, erano uomini d’onore, che mettevano il bene di questo Paese al primo posto. E poi, non parlavano come dei cafoni”.
Franco mi saluta per ripartire col suo trattore. La polvere che si alza nel campo sterminato di ulivi mi fa tossire. Poi la polvere si dirada. Rimango solo, col mio taccuino in mano. Un venticello accarezza le piante intorno. Alzo lo sguardo al cielo.
Un aereo lontano vola via, come l’estate che è appena giunta al termine.
Ora… è tempo di votare.
Marco Cassini





