In questi giorni di fermento per la conclusione della Serie A, sembra opportuno raccontarvi una storia, sulla quale cercheremo di rimanere imparziali. D’altronde questa storia è una storia fatta di passione e rivoluzione, di arte e gioco, di diritti e responsabilità, non solo di tifosi e giocatori.
Sono le 23:30 del 9 marzo 1908. Quarantaquattro dirigenti del Milan sono riuniti presso il ristorante milanese Orologio situato in Piazza del Duomo al civico 22. No, non si tratta di una cena volta a celebrare le gesta della squadra rossonera. È una cena che ha uno scopo più profondo. I quarantaquattro dirigenti escono dal ristorante con un pezzo di carta, un foglio apparentemente innocuo, una carta da lettere indirizzata ad Umberto Muggiani e firmata dal figlio Giorgio. Sul retro sono state scritte poche righe di fondamentale importanza: “9 marzo 1908. I signori fondatori si sono riuniti questa sera col fermo proposito di fondare il nuovo Club. […] Dopo piccole discussioni d’occasione, il signor Muggiani propone si passi alla nomina di un consiglio provvisorio da confermarsi nella seduta di mercoledì 11 marzo. […] Il nome del nuovo sodalizio è stato unanimemente accettato quale Foot-Ball Club Internazionale – Milano. La seduta viene tolta alle 11 ½. Giorgio Muggiani”.
Il Football Club Internazionale Milano è ufficialmente nato.
La scissione dal club rossonero deriva dal malcontento venutosi a formare per le recenti scelte dirigenziali di non partecipare ai campionati del 1907-1908 come protesta contro la politica della Federazione Italiana Giuoco Calcio e il successivo divieto di arruolare calciatori stranieri in aggiunta a quelli già presenti.
L’Internazionale, più conosciuta oggi come Inter, suo diminutivo, vuole essere, infatti, una squadra aperta verso l’estero, vuole includere giocatori non italiani per lasciare loro lo spazio che meritano. Non a caso, il primo capitano dell’Internazionale è lo svizzero Hernst Marktl.
Anche lo stemma e i colori della squadra sono ben pensati, non scelti a caso. Entrambi si devono all’estro creativo del pittore futurista Giorgio Muggiani che sceglie come colori il nero e l’azzurro. Il nero come omaggio alla notte in cui prende vita la società, e l’azzurro come contrasto al binomio nero e rosso adottato dal Milan. Come può l’azzurro essere il contrasto del nero e del rosso? Saranno sicuramente note le matite a due colori, utilizzate soprattutto dai professori per correggere i compiti: rosse da una parte e azzurre dall’altra. Ebbene, Muggiani si è ispirato proprio a queste matite per usare l’azzurro come opposizione al rosso.
Lo stemma dell’Inter, quello originario, è figlio dell’epoca in cui è nata la squadra: le lettere F, C, I, M si intersecano e sovrappongono in bianco su uno sfondo costituito da un cerchio dorato, circondato da un cerchio nero, a sua volta circondato da un cerchio azzurro.
La lettera M, presente sul logo, simboleggia “Milano”, nome con il quale si sarebbe dovuta inizialmente chiamare la società, ma per non creare confusioni con la squadra del Milan, i fondatori optano per il più semplice “Internazionale”.
Oggi, a 114 anni dalla fondazione, l’Inter porta ancora avanti lo spirito di fratellanza con il quale è nato, portando avanti la campagna BUU, Brothers Universally United, l’iniziativa contro il razzismo dentro e fuori dal campo.
Roberta Conforte





