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	<title>La Citt&agrave; Magazine</title>
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	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
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		<title>Berlusconi: “il corpo” della Seconda Repubblica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2023 19:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Oliva]]></category>
		<category><![CDATA[Repubbliche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La scomparsa di Silvio Berlusconi lo scorso 12 giugno sarà probabilmente considerata dai politologi la fine della Seconda Repubblica, perché lui più di ogni altro l’ha segnata con la propria presenza sulla scena politica. La discesa in campo: la fulminea scalata che lo portò alla vittoria del 1994 irruppe con una nuova modalità di far [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">La </span><b>scomparsa</b><span style="font-weight: 400;"> di </span><b>Silvio Berlusconi</b><span style="font-weight: 400;"> lo scorso 12 giugno sarà probabilmente considerata dai politologi </span><b>la fine della </b><b><i>Seconda Repubblica</i></b><span style="font-weight: 400;">, perché lui più di ogni altro l’ha segnata con la propria presenza sulla scena politica. La </span><b><i>discesa in campo</i></b><span style="font-weight: 400;">: la fulminea scalata che lo portò alla vittoria del 1994 irruppe con una nuova modalità di far politica: diversa in tutto dal reclutamento, alla base elettorale. Riportò in questo campo l’esperienza maturata da palazzinaro prima e da manager televisivo poi. La </span><b>classe politica</b><span style="font-weight: 400;"> – tranne gli eredi del PCI – era stata </span><b>spazzata via da</b> <b><i>Tangentopoli</i></b><span style="font-weight: 400;">. Aveva la necessità imprenditoriale di riempire direttamente lui stesso il vuoto lasciato da chi lo aveva garantito in passato nei momenti cruciali – per superarne gli ostacoli &#8211; della sua scalata commerciale degli Anni ‘80. In fondo di lì a poco a votare sarebbero andare intere generazioni cresciute a colpi di </span><i><span style="font-weight: 400;">Colpo Grosso</span></i><span style="font-weight: 400;">, </span><i><span style="font-weight: 400;">Drive In</span></i><span style="font-weight: 400;">, </span><i><span style="font-weight: 400;">Puffi</span></i><span style="font-weight: 400;">… tirati su dalla tv come un’appendice delle agenzie di formazione tradizionali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La politica aveva bisogno di una gigantesca operazione di marketing – anche solo di maquillage, nel senso di immagine &#8211; che la facesse sembrare lontana da chi poteva vantare a </span><b>sinistra</b><span style="font-weight: 400;"> la presenza sui territori, l’apporto dell’</span><b>intellighenzia</b><span style="font-weight: 400;"> e sbandierare la </span><b>questione morale</b><span style="font-weight: 400;">, senza esserne travolti come accaduto a tutta la DC e PSI. Lo spiegò lui stesso nel 1993: “</span><i><span style="font-weight: 400;">Non mi piace immaginare una classe politica. È questo il punto: sarebbe auspicabile che </span></i><b><i>la carriera politica non esistesse più</i></b><i><span style="font-weight: 400;">, almeno come l&#8217;abbiamo conosciuta fino ad oggi… una casta politica, composta da professionisti della politica, da politici di professione. </span></i><b><i>A governare dovrebbe essere chiamato </i></b><i><span style="font-weight: 400;">chi, essendo </span></i><b><i>affermato in una professione</i></b><i><span style="font-weight: 400;">, dopo aver governato possa tornare a svolgerla come prima.</span></i><span style="font-weight: 400;">”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quello che accadde dopo lo ricordiamo tutti la </span><b>vittoria</b><span style="font-weight: 400;"> nel </span><b>1994</b><span style="font-weight: 400;"> su Achille Occhetto. Stessa sorte sarebbe toccata a tutti i leader del centrosinistra – da Rutelli a Veltroni – che gli si opposero nelle tornate elettorali successive fino all’ascesa della Meloni. Con un’unica grande </span><b>eccezione: Romano Prodi</b><span style="font-weight: 400;">. Il </span><b><i>berlusconismo</i></b><span style="font-weight: 400;"> ha impazzato prima e imperato poi facendosi a suo modo sistema: anticomunista, godereccio e spinto (senza contare il discredito puro a livello internazionale per il modo di trattare le donne), sempre attento al ritorno imprenditoriale nella convinzione che arricchisse il Paese tutto. Affidatevi a me che ho vinto sempre negli affari, nello Sport – in puro spirito </span><i><span style="font-weight: 400;">panem et circensem</span></i><span style="font-weight: 400;"> – anche per la politica e perdonatemi tutto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Berlusconi ha dominato questa stagione politica fino alle prime elezioni in cui ha vinto il centrodestra senza che lui ne fosse il leader indiscusso. Senza cambiare il mood per quasi 25 anni, in un eterno lifting: apparire più giovani per durare. Una sorta di </span><b><i>elisir della giovinezza politica</i></b><span style="font-weight: 400;"> che è passato dalla calza sulla telecamera alle barzellette su Tiktok, passando per bandane, canzoni e tanto altro. A dire il vero </span><b>la prima spallata</b><span style="font-weight: 400;"> era arrivata dalla vittoria del </span><i><span style="font-weight: 400;">Movimento 5 Stelle</span></i><span style="font-weight: 400;">, proprio 5 anni prima: l’antipolitica fatta sistema e non solo propaganda aveva sbaragliato tutti strappando più del 30% dei consensi. Non potevano governare da soli: prima venne il governo giallo-verde, poi quello giallo-rosso. Berlusconi mai preso in considerazione: sempre contro. Poi le stelle hanno cominciato a splendere politicamente sempre di meno ed oggi sono </span><b>relegati ad un ruolo di comprimari nelle opposizioni, come Forza Italia lo è nella maggioranza</b><span style="font-weight: 400;">. Questo fino a quando nel 2023 è scomparso il corpo politico intorno a cui ha girato la giostra negli ultimi 30 anni, lasciando come erede nel suo schieramento una leader che non ha scelto lui – Giorgia Meloni – mentre il fronte opposto è in “cerca d’autore”. In ogni caso è finita un’epoca: è finito il </span><i><span style="font-weight: 400;">berlusconismo</span></i><span style="font-weight: 400;">, perché come nessun leader politico è stata la sua presenza a creare il mito politico, croci e delizie comprese. Ora non resta di capire se la </span><i><span style="font-weight: 400;">Terza Repubblica</span></i><span style="font-weight: 400;"> sarà a vocazione leaderistica come il centrodestra a stampo berlusconiano o affollata di diverse personalità come a sinistra o a trazione democristiana.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Angela Oliva</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11488" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-editoriale-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-editoriale-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-editoriale-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-editoriale-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-editoriale-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-editoriale-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-editoriale-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-editoriale-1.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Repubbliche.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2023 19:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Carriera]]></category>
		<category><![CDATA[Repubbliche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La scomparsa di Silvio Berlusconi avvenuta il 12 giugno 2023 ha riaperto problematiche e visioni diverse nell’ambito della politica italiana ma non solo. Si conclude quindi un’epoca con la morte di Berlusconi uomo politico e statista tanto amato e tanto odiato che comunque ha contribuito a fare la storia d’Italia con la sua Forza Italia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">La scomparsa di Silvio Berlusconi avvenuta il 12 giugno 2023 ha riaperto problematiche e visioni diverse nell’ambito della politica italiana ma non solo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si conclude quindi un’epoca con la morte di Berlusconi uomo politico e statista tanto amato e tanto odiato che comunque ha contribuito a fare la storia d’Italia con la sua Forza Italia dal 1994 ad oggi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si assisterà dunque nei prossimi mesi ad un cambiamento epocale della politica italiana che consentirà di rivedere equilibri, compromessi e scelte per il nostro Paese da parte dei politici italiani anche a livello internazionale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dal punto di vista della politica, Berlusconi ha inventato il cosiddetto bipolarismo che ha con consentito di superare l’impostazione proporzionalista della Repubblica dei partiti. Infatti con la sua discesa in campo avvenuta il 26 gennaio del 1994 c’è stata la divisione tra la prima e la seconda Repubblica segnando così una netta discontinuità con tutto il sistema politico sia da un punto di vista della comunicazione sia da un punto di vista del modo di fare politica che fino a quel momento era stato tutt’altro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il periodo appena concluso ricorda molto, anche se in misura diversa per tanti aspetti, quello craxiano, periodo in cui il pentapartito, un’alleanza paritaria tra DC, PSI e partiti laici che prevedeva l’alternanza alla guida del governo di esponenti di tutti gli elementi della coalizione, ha tentato di governare l’Italia tra le mille difficoltà e una spesa pubblica non indifferente. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un decennio di governo che si aprì con una novità: il governo affidato a un presidente del consiglio non democristiano, il repubblicano Giovanni Spadolini, ma che fu il leader del PSI Bettino Craxi a guidare l’esperienza più incisiva.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Bettino Craxi ebbe l’arduo compito di trasformare un Paese e per lui non fu né semplice né indolore la guida del governo poiché intriso di una serie di vicende che ostacolavano continuamente la leadership del governo stesso. Tra queste vale la pena ricordare le vicende legate alla Democrazia Cristiana allora guidata da Ciriaco de Mita che aveva intenzione di ricollocarsi fortemente nel suo elettorato. Così come vale la pena ricordare l’ulteriore vicenda che pesò molto sul governo a guida Craxi che creò nel 1984 la massima tensione con i comunisti di Enrico Berlinguer proprio con l’emanazione del c.d. Decreto di San Valentino sulla scala mobile nel momento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il parallelismo tra l’epoca del pentapartito e gli ultimi trent’anni di governi emerge dalle difficoltà in cui entrambi i leader (principali in questione) si sono ritrovati a governare seppur in epoche, tempi e modalità diverse. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Berlusconi ha innovato radicalmente le campagne elettorali portando all’interno delle stesse video messaggi trasmissioni televisive e protagonisti diversi che consentivano di aggredire un target politico trasversale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In pratica con la sua discesa in campo il leader di Forza Italia con una grande capacità intuitiva ha saputo cavalcare la crisi della prima Repubblica conquistando gli elettori del pentapartito proprio attraverso lo sfruttamento dello strumento del Mattarellum cioè di una nuova legge elettorale con un impianto maggioritario che è stato in vigore tra il 1993 e il 2005. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel 1994, nacque infatti la seconda Repubblica, nella quale Silvio Berlusconi è stato riconosciuto eponimo e, con il suo partito Forza Italia, ha sfruttato al massimo l’occasione di riempire il vuoto lasciato dai partiti tradizionali del pentapartito che ormai erano caduti insieme al muro di Berlino associato, poi a tutte le vicende della Tangentopoli.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Approfittando di tutto questo particolare momento storico, seppur attanagliato  quasi da subito, da guerre personali  da parte dei suoi oppositori politici e da acciacchi fisici soprattutto dall’esito della sua condanna nel 2013, alla guida di Forza Italia Berlusconi, in trent’anni crea quattro governi e ricopre per tre volte la carica di presidente del consiglio: nell’anno 1994 1995 tra il 2001 e il 2006 e poi tra il 2008 e il 2011.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il futuro della politica italiana post mortem Berlusconi sarà abbastanza incerto tenuto conto che nel 2024 si dovrà affrontare la sfida delle elezioni europee e quindi non è garantito che la stessa Forza Italia priva del suo leader riesca a superare lo sbarramento del 4%. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel momento in cui si scrive lo scenario più auspicabile è che la maggioranza del governo non perda i pezzi e che dopo le elezioni europee ci sia un rimescolamento a favore degli altri due partiti di maggioranza. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Solo in questo modo, a meno di colpi di scena, probabilmente Forza Italia continuerà ad esserci fino alla fine della legislatura.  Tuttavia non è escluso che potrebbe esserci una decadenza nel consenso che si riverserà anche nella nell’ambito parlamentare. E questa un’ipotesi di una cannibalizzazione del partito di Berlusconi da una parte, potrà avvenire anche mediante una divisione in correnti o in piccoli gruppi parlamentari. Tutto ciò potrebbe creare dei problemi al governo Meloni. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma si sa che i problemi generano opportunità. Ed è proprio in questa ottica che bisognerà che i due partiti Fratelli d’Italia e Lega si adopereranno per il futuro, poiché potrebbe essere un’occasione per riempire i vuoti che si verrebbero a creare e questo consentirebbe sia a Giorgia meloni che a Matteo Salvini di far partire un’ immediata competizione politica anche in maniera soft, silenziosa, al fine di raccogliere consensi provenienti dall’ elettorato di Forza Italia, da una parte, e offrire posti e opportunità a coloro che in Forza Italia hanno maturato una buona esperienza e dunque possano essere di supporto effettivo all’attività di governo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini probabilmente in questo ragionamento e più avvantaggiata Giorgia Meloni e questo per un sostanziale motivo: Giorgia Meloni con il suo partito detiene la maggioranza e ciò significa che può fornire maggiori garanzie a coloro che passeranno da Forza Italia a fratelli d’Italia per le prossime elezioni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tuttavia anche per Matteo Salvini si potrebbe aprire una nuova stagione tenuto conto che è molto vicino ad una parte di Forza Italia che fa capo alla Renzulli e ciò significa che potrà attrarre alcuni parlamentari verso il suo partito, la Lega, andando a colmare il desiderato di un elettorato del Nord che per l’appunto si identificano con industriali e imprenditori. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’idea dunque potrebbe essere quella di una spartizione sia dei parlamentari sia dell’elettorato di Berlusconi tra i due leader dell’attuale governo separando anche strategicamente l’Italia in Italia del Nord dove Matteo Salvini potrebbe raccogliere la maggioranza dei voti dei consensi e Italia del centro sud in cui Giorgia Meloni potrebbe aumentare i propri consensi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con molta probabilità se si fosse stato costruito un centro vero e proprio tra Renzi e Calenda questo sarebbe stato il momento di assaltare la diligenza dell’elettorato di Forza Italia. Ma sappiamo bene che la separazione tra i due leader avvenuta recentemente non ha portato alla costituzione di un partito unico e quindi oggi la possibilità per entrambi i leader in maniera separata ovviamente è molto ridotta per arrivare insieme i prossimi appuntamenti e aumentare i consensi pensando di attingere all’elettorato di Forza Italia. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E dal punto di vista degli impatti sull’Europa chiaramente la morte di Berlusconi accorcia quelli che sono i tempi per definire un accordo tra Fratelli d’Italia partito della premier Giorgia Meloni e il Partito Popolare Europeo e quindi, è molto probabile che anche in ambito europeo Giorgia Meloni aumenterà il proprio consenso nelle trattative con il PPE, portando così a costituire una lista unica soltanto per le elezioni europee tra Forza Italia e Fratelli d’Italia ovviamente concertata con i Popolari Europei.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Donatella Carriera</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11489" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-repubbliche-ci-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-repubbliche-ci-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-repubbliche-ci-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-repubbliche-ci-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-repubbliche-ci-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-repubbliche-ci-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-repubbliche-ci-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-repubbliche-ci.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>“…meno male che Silvio c’è…” (o no?)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2023 19:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La polemica]]></category>
		<category><![CDATA[Gerardo Altieri]]></category>
		<category><![CDATA[Repubbliche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Noi della generazione X, ma anche quelli della Y, abbiamo vissuto la prima Repubblica, la sua traumatica fine, la nascita della seconda Repubblica e la sua altrettanto traumatica fine ed una attuale transizione verso qualcosa che a me così chiaro non è: è la terza Repubblica? E’ la seconda Repubblica 2.0? In questo contesto, inoltre, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Noi della generazione X, ma anche quelli della Y, abbiamo vissuto la prima Repubblica, la sua traumatica fine, la nascita della seconda Repubblica e la sua altrettanto traumatica fine ed una attuale transizione verso qualcosa che a me così chiaro non è: è la terza Repubblica? E’ la seconda Repubblica 2.0? In questo contesto, inoltre, come condizionerà il futuro politico la dipartita di Berlusconi?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Prima Repubblica: dopo la 2° guerra mondiale un positivo sentimento di rinascita ha pervaso la nostra società, avendo come apice i favolosi anni ’60, stoppati dalla crisi petrolifera del 1973, poi completati con i “moderni” anni ’80. In questo periodo, dopo un inizio estremamente delicato della nostra storia repubblicana, la Democrazia Cristiana è stata una costante di governo: essa rappresentava il legame tra potere temporale e potere spirituale, era tanto caro al popolo italiano. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Poi un bel dì, nel febbraio del 1992, in tv annunciano l’arresto di Mario Chiesa, un politico di area PSI, per aver intascato una tangente come presidente del Pio Albergo Trivulzio: da lì partì l’Armageddon della prima Repubblica. La procura di Milano iniziò una serie di indagini che scoperchiarono un sistema di tangenti a livello nazionale che colpì praticamente tutto l’arco costituzionale: le successive tornate elettorali, tutte ravvicinate dalla brevissima vita dei governi che si formarono nei 18 mesi successivi, portarono al successo della Lega e alla crescita del MSI, alla scomparsa della DC e del PSI, mentre il PCI, che stava già cambiando pelle e nome (PDS), perse una parte minore di voti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel 1994 la discesa in campo di Berlusconi spariglia ancor di più le carte in tavola e inizia una nuova era politica, anche grazie al cambiamento della legge elettorale, che da proporzionale pura passa a maggioritaria con correttivo proporzionale al 25% e soglia di sbarramento al 4% (alla Camera).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La nuova era politica ha visto Berlusconi diventare un protagonista costante dell’agone politico: si sono succeduti tanti leader in questi 30 anni a destra e a sinistra, ma nessuno ha avuto sempre i riflettori puntati come lui. Aggiungo, pure troppo: avrebbe potuto ritirarsi alcuni anni fa, rimanendo come padre nobile di Forza Italia, ma l’ego ipertrofico, peculiarità del personaggio, non gli hanno fatto fare quell’auspicabile passo indietro, che magari avrebbe cambiato le sorti del suo partito e delle coalizioni di cui ha fatto parte (almeno in questi ultimi 10 anni).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Nel frattempo si sono succeduti vari cambiamenti del sistema elettorale: quello attuale è del 2017 ed è chiamato Rosatellum, dal nome del suo relatore Ettore Rosato. Ovviamente le nuove leggi elettorali hanno portato a drastici cambiamenti di strategie politiche in termini di alleanze: pensate solo alle schizofreniche maggioranze che si sono succedute durante la scorsa legislatura (quella iniziata nel 2018). E’ qui che personalmente individuo l’inizio della terza Repubblica (o la 2.0?): dopo il successo del M5S (!!!) nasce il governo Conte I, sostenuto dall’alleanza giallo-verde dei grillini e dei leghisti, gruppi politici che se ne sono dette di tutti i colori durante la campagna elettorale, colpiti poi entrambi amnesia fulminante di massa! Ad agosto 2019 le inopinate minacce di Salvini portano alla crisi di governo e alla nascita del Conte II: nasce il governo giallo-rosso, sostenuto ancora dai grillini, accompagnati del PD. Fino al giorno prima c’erano stati scambi di querele tra questi due partiti (ricordate l’affaire Bibbiano?) e in 24 ore quell’acredine è scomparsa come neve al sole ed è scoppiato l’amore…</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Basandosi su uno scaltro ed efficace calcolo politico, Renzi e Italia Viva (spin off della parte più moderata del PD) mandano in crisi il governo Conte II e, nonostante i proclami della sinistra (“C’è solo un candidato come presidente del consiglio e il suo nome è Conte”) e grazie alla paura di tornare ad una vita senza ribalta e denaro di buona parte dei parlamentari grillini, nasce il governo Draghi: tutti insieme appassionatamente, tranne Fratelli d’Italia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche qui, schizofrenia a go go e nell’estate 2022 grillini, leghisti e forzisti decidono di finire il governo Draghi (il quale fece un meraviglioso discorso e li mandò tutti a farsi benedire, ma con uno stile unico…), si indicono le elezioni e arriva la prima donna presidente del Consiglio in Italia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Cosa lascia la seconda Repubblica? Fondamentalmente disaffezione dei cittadini verso la politica: fino all’inizio degli anni ’80 l’affluenza alle urne è stata del 90%, nel 2022 del 64%.  A causa di ciò abbiamo subito governi di personaggi in cerca d’autore che hanno sviluppato prebende parassitarie elettoralistiche (come il reddito di cittadinanza) e sprechi di denaro che hanno contribuito all’impennata inflattiva (come il bonus 110%).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un altro lascito della seconda repubblica è il voto d’impulso senza analisi e approfondimento di programmi: slogan populisti senza approfondimento di tempi, modi e risorse economiche di implementazione hanno primeggiato in pseudo-confronti politici in televisione, in cui ho rafforzato il mio dubbio della efficacia del suffragio universale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il mio innato ottimismo però mi fa pensare che (finalmente) qualche politico abbia ripreso ad essere ragionevole: Meloni che NON attua buona parte del suo programma elettorale populistico, ma che saggiamente prosegue sulla falsariga della famosa agenda Draghi mi fa sperare in positivo al riguardo. Il supporto che le forze del Terzo Polo forniscono di volta in volta alle proposte del governo di cui NON fanno part, ma  da loro ritenute ragionevoli, sono un altro segnale incoraggiante. I sindaci di area PD che hanno sostenuto la riforma Nordio sulla parte relativa all’abuso d’ufficio è un ulteriore segnale positivo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Chissà se la dipartita di Berlusconi porterà una riduzione strutturale della conflittualità politica e genererà una specie di “solidarietà nazionale” che permetta alla nostra nazione di continuare (e magari accelerare) la risalita economica iniziata dal governo Draghi: certo, neo-armocromici e stellini e stelline non remano in quella direzione, ma le inversioni a 180° viste nella legislatura precedente non mi fanno escludere nulla…</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Chiudo con una semplice esortazione: </span><b>andate a votare sempre!</b><span style="font-weight: 400;"> Non facendolo, lasciate il vostro destino nelle mani del vicino di casa demente, del collega d’ufficio depensante o del compagno di palestra superficiale: questi personaggi poi fanno danni e voi non avreste nessun diritto di lamentela.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Meditate, gente, meditate…</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Gerardo Altieri</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11493" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-menomale-che-silvio-ce-p-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-menomale-che-silvio-ce-p-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-menomale-che-silvio-ce-p-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-menomale-che-silvio-ce-p-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-menomale-che-silvio-ce-p-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-menomale-che-silvio-ce-p-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-menomale-che-silvio-ce-p-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-menomale-che-silvio-ce-p.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Dal pentapartito al Cavaliere: com’è cambiato il Paese?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2023 19:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Albanello]]></category>
		<category><![CDATA[Repubbliche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I mali antichi di questo Paese restano purtroppo, implacabilmente gli stessi. Questo perché, ci sono state opportunità formidabili, ma custodite nelle mani sbagliate, che non hanno consentito all’Italia di emanciparsi e di sbarazzarsi dei suddetti mali antichi. A cosa mi riferisco? Alla convinzione che il “sistema Stato” sia da considerare ostile ed avverso al privato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">I mali antichi di questo Paese restano purtroppo, implacabilmente gli stessi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo perché, ci sono state opportunità formidabili, ma custodite nelle mani sbagliate, che non hanno consentito all’Italia di emanciparsi e di sbarazzarsi dei suddetti mali antichi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A cosa mi riferisco? Alla convinzione che il “sistema Stato” sia da considerare ostile ed avverso al privato cittadino.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questo senso i mali endemici erano presenti nel pentapartito e si sono acuiti con la famosa “discesa in campo” del Cavaliere che è servita solo a promulgare leggi che lo favorissero, ma nulla è stato fatto perché i cittadini italiani si allontanassero dal loro modo “furbo e opportunistico” di intendere la relazione con il Paese.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Al contrario: ho sentito in questi giorni che il Cavaliere fosse un “rabdomante dei comportamenti dei cittadini italiani”: ovverosia la sua politica si è basata sull’intercettare le consuetudini delle persone, per trasformarle in riconoscimenti plausibili dei suoi elettori.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In sostanza, al pari del “cercatore  d’acqua” che individua il punto  da cui potrà zampillare una sorgente, Berlusconi individua con raro acume un modo diffuso dell’essere nel cittadino, salvo poi a trasformarlo in un suo seguace.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quindi il Paese non solo non è cambiato, perché se lo fosse, lo sarebbe stato in peggio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mi viene da pensare alla battuta del Cavaliere rispetto al sopraggiungere di malintenzionati che, nel momento in cui gli viene fatto presente che si tratta di ladri individuati nei paraggi, lui tira un sospiro di sollievo mormorando: “meno male, temevo fosse la Guardia di Finanza”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Stiamo parlando dello stesso Corpo militarizzato dello Stato che svolge la sua opera di contrasto alla diffusione, ad esempio, delle sostanze stupefacenti, la cui capacità di arrestare questo flusso di droga, appare evidentemente impossibile, tanta è la ramificazione degli spacciatori che portano a destinazione la propria opera di rifornimento a favore dei tossicodipendenti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E’ presto per dire se la scomparsa del Cavaliere porterà ad una inversione dei modelli di vita e degli stili nel comportamento nel nostro Paese.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quello di cui l’Italia ha davvero bisogno è una ritrovata coesione senza personaggi dall’ego smisurato e dal narcisistico bisogno di visibilità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sarebbe fuori luogo qualsiasi desiderio di supremazia che trovasse consensi e accoglimenti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quindi mi sento di dire che il Paese “può” essere candidato a cambiare, ma tutti dovranno fare la loro parte, abbassando i toni ed evitando qualsiasi esercizio di forza muscolare o di superomismo, su cui è bene che per un po’ cali il sipario.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Forse un modello di vita diffuso, più all’insegna della sobrietà e della discrezione, potrà far risplendere il Bel Paese, che è e rimane uno scenario di stupende diversità, complementari le une alle altre. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ernesto Albanello</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11497" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-dal-pentapartito-al-cavaliere-vrp-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-dal-pentapartito-al-cavaliere-vrp-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-dal-pentapartito-al-cavaliere-vrp-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-dal-pentapartito-al-cavaliere-vrp-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-dal-pentapartito-al-cavaliere-vrp-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-dal-pentapartito-al-cavaliere-vrp-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-dal-pentapartito-al-cavaliere-vrp-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-dal-pentapartito-al-cavaliere-vrp.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Cosa resta dell’era berlusconiana?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2023 19:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Giorgi]]></category>
		<category><![CDATA[Repubbliche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ una domanda che si sono posti in tanti, dopo che la battaglia con la malattia ha avuto la meglio su Silvio Berlusconi, protagonista tra i più discussi del panorama italiano. Innegabilmente, Silvio Berlusconi ha indicato un punto di riferimento ai moderati, orfani della disciolta DC, in seguito all’inchiesta Mani Pulite, e una sponda, sia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">E’ una domanda che si sono posti in tanti, dopo che la battaglia con la malattia ha avuto la meglio su Silvio Berlusconi, protagonista tra i più discussi del panorama italiano. Innegabilmente, Silvio Berlusconi ha indicato un punto di riferimento ai moderati, orfani della disciolta DC, in seguito all’inchiesta Mani Pulite, e una sponda, sia pure controversa, ai delusi della sinistra, dopo la caduta del muro di Berlino, con la creazione del bipolarismo, al posto del metodo proporzionale, che con la spartizione del potere aveva creato tanti problemi nella Prima Repubblica.  Le azioni di Berlusconi, all’indomani del suo impegno in politica, sono state spesso sotto il vaglio della magistratura, con tutte le conseguenze processuali ben note, ed oggi hanno il loro peso nella valutazione del suo impegno, anche per la loro portata sull’immagine dell’Italia all’estero.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Rimane, in questa nostra epoca inclinata al pessimismo per le incertezze conseguenti alle tante emergenze che si vanno susseguendo, la forza del suo entusiasmo progettuale: all’inizio con Milano 2, quartiere residenziale di Milano concepito negli anni ’70 con servizi e tanto verde, capace di imporsi sulle diffidenze dei vip  dell’aristocrazia imprenditoriale, poi con lo stile di comunicazione delle sue TV, che può essere molto discutibile, ma è stato innovativo, e ancora con il trascinare tanti italiani a credere nel movimento liberale con interessanti idee sulle riforme, che poi però sono mancate, infine coinvolgendo il mondo del calcio e le tifoserie nel riconoscerlo come un leader.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mi ha colpito in occasione del funerale di Silvio Berlusconi l’affluenza di tanta gente comune, anche di molti giovani, le parole di ringraziamento raccolte nelle interviste andate in onda, per aver realizzato con le sue aziende tante opportunità di lavoro, e per gli aiuti economici offerti, sia ad istituzioni come il San Raffaele di Milano, sia per manifestare concretamente solidarietà a persone fragili. Va riconosciuto, inoltre, che molti suoi avversari hanno avuto spazio nelle sue aziende, e hanno visto riconosciuto il valore del loro lavoro senza pregiudizi: lungimiranza imprenditoriale? Può darsi.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Evidentemente l’uomo che è stato Silvio Berlusconi non può essere solo quello delle cronache giudiziarie e non, o da ritenere responsabile della diffusione del culto dell’immagine, del profitto e della competizione, da attribuire per me, invece, a tante cause. Questi elementi, piuttosto, vanno interpretati in modo corretto, per spingere a cercare in modo trasparente il successo nel lavoro, come tanti self-made man, e non con i bonus, che sono altrettanto sbagliati, se dati senza controlli, solo per avere facile consenso. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’omelia dell’Arcivescovo di Milano Mario Delpini durante il suo funerale è stata un invito a ricordare l’aspetto positivo della parabola di Silvio Berlusconi, e aldilà delle convinzioni politiche personali, le parole usate hanno trovato riscontro nella sua inconfondibile personalità: “</span><span style="font-weight: 400;">Vivere e amare la vita. Vivere e desiderare una vita piena. Vivere e desiderare che la vita sia buona, bella per sé e per le persone care. Vivere e intendere la vita come una occasione per mettere a frutto i talenti ricevuti. Vivere e accettare le sfide della vita. Vivere e attraversare i momenti difficili della vita. Vivere e resistere e non lasciarsi abbattere dalle sconfitte e credere che c’è sempre una speranza di vittoria, di riscatto, di vita. Vivere e desiderare una vita che non finisce, avere coraggio e fiducia, credere che ci sia sempre una via d’uscita anche dalla valle più oscura. Vivere e non sottrarsi alle sfide, ai contrasti, agli insulti, alle critiche, e continuare a sorridere, a sfidare, a contrastare, a ridere degli insulti. Vivere e sentire le forze esaurirsi, vivere e soffrire il declino e continuare a sorridere, a provare, a tentare una via per vivere ancora…Ecco, che cosa si può dire dell’uomo: un desiderio di gioia che trova in Dio il suo giudizio e il suo compimento</span><span style="font-weight: 400;">”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ai posteri l’ardua sentenza…</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;"> Paola Giorgi</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11496" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-cosa-resta-dell-era-berlusconiana-vrp-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-cosa-resta-dell-era-berlusconiana-vrp-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-cosa-resta-dell-era-berlusconiana-vrp-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-cosa-resta-dell-era-berlusconiana-vrp-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-cosa-resta-dell-era-berlusconiana-vrp-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-cosa-resta-dell-era-berlusconiana-vrp-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-cosa-resta-dell-era-berlusconiana-vrp-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-cosa-resta-dell-era-berlusconiana-vrp.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Ricerca: non solo fumo, svelati i segreti genetici del tabacco Australiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2023 15:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente e sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Beniamino Manoja]]></category>
		<category><![CDATA[BioBacco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Italia ancora protagonista nel campo della ricerca scientifica grazie all’eccellenza nazionale dell’ENEA. E’ stato infatti pubblicato sull’autorevole rivista “Nature Plants” il genoma del tabacco australiano (Nicotiana benthamiana). Lo studio, iniziato nel 2018, è stato condotto da un consorzio internazionale coordinato dalla Queensland University of Technology e comprendente l’ENEA, sostenuto da un finanziamento europeo nell’ambito del [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">L’Italia ancora protagonista nel campo della ricerca scientifica grazie all’eccellenza nazionale dell’ENEA. E’ stato infatti pubblicato sull’autorevole rivista “Nature Plants” il genoma del tabacco australiano (</span><i><span style="font-weight: 400;">Nicotiana benthamiana</span></i><span style="font-weight: 400;">). Lo studio, iniziato nel 2018, è stato condotto da un consorzio internazionale coordinato dalla Queensland University of Technology e comprendente l’ENEA, sostenuto da un finanziamento europeo nell’ambito del programma Horizon 2020.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa piantina, dalla taglia molto più bassa del tabacco normale, è stata usata per secoli dagli aborigeni australiani come pianta medicinale e rituale, sotto il nome di pitjuri. Per la sua facilità di coltivazione e manipolazione genetica, è stata adottata da centinaia di laboratori in tutto il mondo come sistema modello di studio e successivamente dall’industria biotecnologica come “biofabbrica” per la produzione di medicinali. Nel database Google vi sono oltre 75.000 lavori scientifici e 15.000 brevetti che citano questa specie. Uno dei primi sieri anti-Ebola e il primo vaccino contro il COVID di origine vegetale sono stati prodotti in N. benthamiana.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il lavoro ha chiarito la sequenza del genoma completo del ceppo di laboratorio di N. benthamiana, derivato da una singola pianta raccolta nei primi anni del secolo scorso nel deserto dell’Australia centrale, e di un secondo ceppo, adattato invece alle condizioni subtropicali del Queensland, nell’Australia settentrionale. La comparazione dei due ceppi ha rivelato alcune differenze a livello della composizione genetica e differenze più marcate nella composizione chimica (ad esempio, nel contenuto di nicotina e nornicotina, un suo derivato più tossico). Tali informazioni risulteranno utili non solo per la ricostruzione della biodiversità di questa specie, ma anche per il suo uso nella ricerca di base e per applicazioni biotecnologiche. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il gruppo ENEA comprende ricercatori della Divisione Biotecnologie ed Agroindustria del Dipartimento Sostenibilità dei Sistemi Produttivi e Territoriali, nella quale si studiano anche applicazioni del tabacco australiano per la produzione di vaccini umani e veterinari.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo importante risultato è il sesto conseguito dall’ENEA nel campo della genomica vegetale, dopo il sequenziamento dei genomi della patata, del pomodoro, della melanzana (appartenenti, come il tabacco australiano, alla famiglia delle Solanacee) e quelli del caffè robusta e della Gardenia (appartenenti alle Rubiacee, una grande famiglia di arbusti tropicali, fonte di moltissime molecole ad azione bioattiva o terapeutica). Questi lavori, due dei quali pubblicati come storie di copertina su “Nature” ed uno su “Science”, testimoniano l’impegno continuo dell’ENEA in questo settore rilevante sia per le applicazioni di tipo biomedico sia per la conservazione della biodiversità vegetale e il miglioramento genetico che sono alla base della nostra alimentazione e bioeconomia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per chi avesse il piacere di approfondire l’argomento può collegarsi al link dell’articolo pubblicato sulla prestigiosa rivista “Nature”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Link all’articolo: </span><a href="https://www.nature.com/articles/s41477-023-01489-8"><span style="font-weight: 400;">https://www.nature.com/articles/s41477-023-01489-8</span></a></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Beniamino Manoja</span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Fonte: enea.it </span></i></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11357" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-ricerca-non-solo-fumo-a_s.jpeg-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-ricerca-non-solo-fumo-a_s.jpeg-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-ricerca-non-solo-fumo-a_s.jpeg-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-ricerca-non-solo-fumo-a_s.jpeg-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-ricerca-non-solo-fumo-a_s.jpeg-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-ricerca-non-solo-fumo-a_s.jpeg-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-ricerca-non-solo-fumo-a_s.jpeg-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-ricerca-non-solo-fumo-a_s.jpeg.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<item>
		<title>Operazione ENHANCED VIGILANCE ACTIVITY: “F.O.C”</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/operazione-enhanced-vigilance-activity-f-o-c/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=operazione-enhanced-vigilance-activity-f-o-c</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2023 15:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[BioBacco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alpini, artiglieri, cavalieri e genieri della Brigata Alpina JULIA strada per la “Full Operational Capability”. Camp Croft – Veszprem – Ungheria, Prosegue a pieno regime l’addestramento del Contingente Italiano, su base Brigata Alpina “Julia”, schierato in Ungheria nell’ambito dell’Operazione “eVA” (enhanced Vigilance Activity) insieme ad i contingenti nazionali di Croazia, Stati Uniti e Ungheria per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/operazione-enhanced-vigilance-activity-f-o-c/">Operazione ENHANCED VIGILANCE ACTIVITY: “F.O.C”</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Alpini, artiglieri, cavalieri e genieri della Brigata Alpina JULIA strada per la “</span><i><span style="font-weight: 400;">Full Operational Capability</span></i><span style="font-weight: 400;">”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Camp Croft – Veszprem – Ungheria, Prosegue a pieno regime l’addestramento del Contingente Italiano, su base Brigata Alpina “Julia”, schierato in Ungheria nell’ambito dell’Operazione “eVA” (enhanced Vigilance Activity) insieme ad i contingenti nazionali di Croazia, Stati Uniti e Ungheria per svolgere la delicata funzione di deterrenza e difesa degli spazi Euro Atlantici contro eventuali minacce. Si conclude con ottimi riscontri un binomio di esercitazioni, dedicate allo sviluppo e alla condotta di attività di specialità per ogni componente del Contingente italiano, in vista dei prossimi impegni che porteranno il Battle Group ad ottenere la validazione FOC (Full Operational Capabilities) da parte della NATO.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La prima esercitazione denominata “Blizzard Detonation”, ha visto il i guastatori del 2°reggimento genio di Trento svolgere attività di Route Clearence (RC) volta all’individuazione e alla neutralizzazione di ordigni IED (Improvised Explosive Device) lungo i principali itinerari dell’area addestrativa e all’effettuazione di attività di forzamento di ostacoli passivi, mediante l’impiego di esplosivi e specifiche cariche di taglio utilizzate per abbattere costruzioni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Più complessa ed articolata è stata la seconda esercitazione chiamata “Ardent Ground” che ha impegnato su vari fronti la componente di erogazione del fuoco indiretto alle lunghe distanze, basata su obici FH70 e mortai Thomson da 120 mm. Gli artiglieri del 3°reggimento artiglieria ed i mortaisti del plotone supporto alla manovra dell’8°reggimento alpini hanno alternato a più riprese un’intensa azione di fuoco sulle posizioni avversarie a ripetuti cambi schieramento al fine di essere aderenti alla manovra amica e sottrarsi al contempo al fuoco di controbatteria (particolare tattica militare finalizzata all’individuazione e neutralizzazione delle sorgenti di fuoco a lunga distanza).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le precise azioni di fuoco venivano coordinate dal FSE (Fire Support Element) e dai nuclei SAOV (Sorveglianza Acquisizione Obiettivi Visuale) del 3° artiglieria e dell’8°alpini specifici assetti con la funzione di coordinare il fuoco delle artiglierie.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In un’ottica di Combined Arms l’atto tattico ha poi visto le blindo Centauro del reggimento Piemonte cavalleria (2°), effettuare un’attività di Screen sulla fronte del dispositivo per poi ripiegare ingaggiando con azioni di fuoco diretto le posizioni avversarie e trafilare attraverso le unità di fanteria dell’8°reggimento alpini su BV206 e VTLM che in un primo momento effettuavano un’azione di frenaggio per poi contrattaccare neutralizzando e bonificando le posizioni avversarie. Azione di frenaggio che rientra tra le operazioni difensive volte a ridurre il combat power avversario attraverso successive azioni di disturbo alternate a difesa di posizioni che si sviluppano in profondità nel dispositivo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’addestramento e la cooperazione di tutti gli assetti preposti a garantire il supporto di fuoco e le unità di manovra rappresenta un tassello determinante nella progressione addestrativa che ha come fine la piena interoperabilità tra tutte le componenti dei Paesi NATO presenti in Area di Operazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutte le attività fin qui svolte dal Contingente Italiano hanno avuto come fine ultimo l’integrazione e la standardizzazione delle procedure per il conseguimento della Full Operational Capability (FOC).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tale condizione di piena prontezza per operare in contesti sia interforze che multinazionali è stata raggiunta con l’esercitazione “Brave Warrior 2023”, esercitazione che tra maggio e giugno a visto operare in due fasi tutto il Battle Group nell’area del Bakonykuti Training Center.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I Contingenti di Ungheria, Italia, Stati Uniti, Croazia, che complessivamente hanno schierato oltre 300 veicoli da combattimento e più di 1.200 tra uomini e donne, tra cui 260 provenienti dalle Truppe Alpine dell’Esercito Italiano, hanno condotto in maniera sinergica due settimane di intense attività addestrative finalizzate alla condotta di attività difensive (frenaggio-delay).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La prima fase si è concretizzata con un’esercitazione continuativa di 72 ore, strutturata in modo da permettere alle unità partecipanti di addestrarsi in maniera realistica e integrata, ha visto impiegate come blue forces (forze amiche) tutte le componenti della 6^ Compagnia “La Bella”: dai fucilieri alle squadre controcarro, che hanno condotto tiro in modalità Follow and Observe con missili Spike a lungo raggio, dai guastatori alla componente di cavalleria.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Inoltre, la perfetta integrazione con le unità di artiglieria e mortai, che hanno effettuato tiro indiretto con continui cambi di schieramento, ha permesso alle altre unità del Contingente di effettuare un movimento retrogrado con occupazione successiva di Battle Position da cui ingaggiare con il fuoco l’avversario all’interno di EA (Engagement Area- Aree d’ingaggio) e, più in generale, il degradamento del CP (Combat power- potere di combattimento) avversario necessario per porre  le basi per un successivo contrattacco da parte delle altre unità del Battle Group.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A premessa dell’inizio delle attività operative e in occasione della ricorrenza della festa dell&#8217;Arma di Fanteria, che coincide anche con la festa di corpo dell&#8217;8°reggimento Alpini, principale Force Provider della componente italiana del Battle Group, il Comandante delle Truppe Alpine, Generale di Corpo d&#8217;Armata Ignazio GAMBA, ha voluto far visita al Contingente italiano per far sentire la vicinanza delle istituzioni italiane, dell’Esercito e delle Truppe Alpine.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Generale, nel saluto che ha rivolto ai militari schierati in Ungheria da diversi mesi, ha così commentato il loro impegno:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8220;La nostra presenza e il nostro fattivo operato congiunto con i paesi dell&#8217;Europa orientale e con le nazioni Alleate NATO ed Europee, è una chiara dimostrazione, attraverso le numerose esercitazioni congiunte, dell&#8217;imponente capacità dello strumento militare, unita alla ferma volontà e determinazione nazionale ed internazionale di assicurare la pace scoraggiando il dilagare di situazioni di crisi. Il vostro quotidiano lavoro è un preziosissimo e indispensabile contributo alla pace internazionale&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mentre la prima fase della “Brave Warrior” verteva sullo sviluppo di attività tattiche difensive di frenaggio e bloccaggio di un’azione offensiva nemica, la seconda parte dell&#8217;esercitazione “Brave Warrior”, che ha visto le fasi più importanti svolgersi in ambito notturno, aveva l&#8217;obiettivo di bloccare le unità nemiche, attraverso l’attivazione e il controllo delle “Battle Position” individuate lungo una linea di coordinamento, con lo scopo di  creare le condizioni favorevoli per il successivo contrattacco.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;intero Battle Group posizionato su una linea di fuoco di oltre 3 km, ha visto schierate diverse unità di cavalleria americana, unità di fanteria meccanizzata, esploranti ed artiglierie ungheresi, il dispiegamento della Militar Police croata e la totalità del contingente italiano su VTLM “Lince” e BV 206S7, team controcarri e tiratori scelti dell’8° reggimento alpini, un plotone esplorante su blindo “Centauro” del Piemonte Cavalleria (2°), una sezione di  FH70 del 3° reggimento Artiglieria e mortai pesanti da 120 mm dell’8° alpini e un assetto genio su VTMM “Orso” del 2° reggimento genio Guastatori. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un&#8217;attenta pianificazione tra tutte le unità sul terreno, gli addestramenti fin qui svolti orientati all&#8217;integrazione multiarma e alla cooperazione tra i diversi contingenti, uniti ad un&#8217;elevata professionalità, hanno garantito lo sviluppo fluido e perfettamente integrato di una azione di fuoco ad alta intensità, che ha visto alternarsi ogni specialità garantendo un efficace difesa delle postazioni e al contempo la massima sicurezza negli spostamenti sul terreno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Rilevante in tutte le fasi di condotta, il contributo fornito in ogni circostanza dalla componente logistica di 1^ linea, attraverso il rifornimento di munizioni e carburante, con lo scopo di garantire l&#8217;efficienza operativa dell&#8217;intero dispositivo per tutta la durata dell’esercitazione. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La conclusione della “Brave Warrior” rappresenta di fatto il raggiungimento della Full Operational Capability (FOC) per il Battle Group NATO, tale traguardo non coincide con il termine delle attività per il nostro contingente che proseguirà nei prossimi mesi con ulteriori addestramenti mirati allo sviluppo di attività tattiche offensive.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le Truppe Alpine dell&#8217;Esercito Italiano schierate in Ungheria, con la loro presenza, continueranno a garantire la sicurezza sul fianco est europeo dell&#8217;Alleanza Atlantica nel rispetto del principio di deterrenza e difesa.</span></p>
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		<title>VUOI RAGGIUNGERE UN OBIETTIVO? Qui trovi la soluzione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2023 15:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fare business]]></category>
		<category><![CDATA[BioBacco]]></category>
		<category><![CDATA[Ezio Angelozzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In oltre 20 anni di carriera come business coach e formatore, ho incontrato aziende, professionisti e manager di ogni settore e di qualsiasi levatura tecnica ed economica. Quasi tutti, però, avevano una sorta di spada di Damocle in comune: raggiungere degli obiettivi.  Oddio che ansia!!! Si può dire che il tema degli obiettivi sia molto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">In oltre 20 anni di carriera come business coach e formatore, ho incontrato aziende, professionisti e manager di ogni settore e di qualsiasi levatura tecnica ed economica.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quasi tutti, però, avevano una sorta di spada di Damocle in comune: raggiungere degli obiettivi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oddio che ansia!!!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si può dire che il tema degli obiettivi sia molto caldo per aziende e professionisti e non solo, ma difficilmente le persone hanno un’idea precisa di come definirli e, soprattutto, di come raggiungerli.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Inutile dire che le librerie, i corsi, il web, traboccano di modelli copia e incolla, di tecniche di ogni tipo, dal metodo SMART alle mappe mentali, passando per software di project management più complessi, ma nella maggior parte dei casi dimenticano quella che io considero la chiave di volta: la “vera motivazione”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Definire un obiettivo, pianificare puntualmente delle azioni e metterle in atto non basta ed è così vero che fior di start up con tanto di progetto e business plan spariscono entro i primi tre anni, senza considerare quelli che allo start nemmeno ci arrivano.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma come? Avevano fatto l’obiettivo SMART, avevano usato il GANTT, avevano creato la OBEYA ROOM, ma il progetto è fallito?!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La verità è che le aziende sono fatte di persone e le dinamiche sono tante e molto complesse, per cui un obiettivo perseguito da un singolo o da un gruppo, pone mille scenari che i software e le tecniche non possono risolvere.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ecco perché diversi anni fa ho coniato un neologismo sostituendo la parola obiettivi con obiettiVivi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Pensate a cosa succede in formula1 o in MotoGP: a parità di moto e di squadra, un pilota vince e l&#8217;altro arriva quindicesimo o cade. Cosa cambia? La moto? No, è il pilota che fa la differenza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutto dipende da come pensa, da ciò che sente e da come si relaziona con gli stimoli esterni che possono arrivare dalla squadra, dalla famiglia, dai media o dai tifosi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La domanda non è cosa vuoi fare o come pensi di farlo, ma perché vuoi farlo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mentre per rispondere alle prime due basta conoscere tecniche, fare analisi e progetti, per rispondere alla terza ci vuole molto più impegno e non si può essere mai del tutto sicuri di aver dato la risposta giusta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Difficile non significa impossibile, per cui voglio lasciarti un parametro di valutazione che ti permetta di capire, non se la risposta è certamente giusta, ma almeno se si sulla strada giusta: se un obiettivo è davvero importante, deve farti battere il cuore come quando ti innamori di una persona.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Esatto, niente schemi, niente piani, devi sentire che ciò che stai per iniziare è così importante da superare qualunque difficoltà, ostacolo, fallimento, senza demordere mai, perché è così importante che il resto viene dopo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Molte delle persone che stanno leggendo questo articolo avranno fatto pazzie per amore, come farsi 300 chilometri per stare mezz’ora con la persona amata e poi altri 300 per tornare indietro, senza sentire fatica ma solo eccitazione ed entusiasmo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Provate a chiedere di fare la stessa cosa a uno che non è innamorato, sapete dove mi manda? Sì, certo che lo sapete.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ecco perché non li chiamo obiettivi ma obiettiVivi, perché devono avere una tale forza vitale, devono essere così importanti da essere vivi dentro ogni persona che ci sta lavorando.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se sei un professionista o il capo di un’azienda, ricorda che se l’obiettivo è solo materiale o economico, ci vorrà tanta fatica per ottenere molto poco, ma se è un obiettiVivo, nessuna sfida sarà abbastanza difficile da non poter essere vinta con entusiasmo.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Se vuoi costruire una barca, non radunare uomini per tagliare legna, dividere i compiti e impartire ordini, ma insegna loro la nostalgia per il mare vasto e infinito.” [cit.]</span></i></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ezio Angelozzi</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">      Formatore e business coach</span></p>
<p style="text-align: right;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11359" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-vuoi-raggiungere-obiettivo-fb-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-vuoi-raggiungere-obiettivo-fb-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-vuoi-raggiungere-obiettivo-fb-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-vuoi-raggiungere-obiettivo-fb-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-vuoi-raggiungere-obiettivo-fb-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-vuoi-raggiungere-obiettivo-fb-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-vuoi-raggiungere-obiettivo-fb-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-vuoi-raggiungere-obiettivo-fb.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Dall’Italia nuova metodologia per calcolare l’impatto dell’industria sulle risorse idriche locali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2023 15:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente e sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[BioBacco]]></category>
		<category><![CDATA[Scipio Sighele]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’ENEA ancora protagonista come eccellenza nella ricerca ambientale L’ENEA ha dunque sviluppato una nuova metodologia di analisi per valutare l’impatto delle industrie sulle risorse idriche locali, come fiumi e laghi, nell’ambito del progetto RECIProCO finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. I test sono stati condotti in Italia su due cartiere e un’industria tessile e i risultati [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b><i>L’ENEA ancora protagonista come eccellenza nella ricerca ambientale</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’ENEA ha dunque sviluppato una nuova metodologia di analisi per valutare l’</span><b>impatto delle industrie sulle risorse idriche locali</b><span style="font-weight: 400;">, come fiumi e laghi, nell’ambito del progetto RECIProCO finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. I </span><b>test</b><span style="font-weight: 400;"> sono stati condotti in Italia </span><b>su due cartiere</b><span style="font-weight: 400;"> e un’</span><b>industria tessile</b><span style="font-weight: 400;"> e i risultati sono stati pubblicati sulla rivista internazionale </span><i><span style="font-weight: 400;">Journal of Environmental Management</span></i><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La metodologia elaborata dal team di ricerca ENEA prevede il calcolo di tre indicatori in grado di restituire una ‘fotografia’ dell’impatto degli usi idrici industriali sui bacini e sottobacini: il primo è l’</span><b>Indice di stress idrico di consumo e prelievo</b><span style="font-weight: 400;"> (Water Consumption Stress Index &#8211; WCSI) e fornisce una descrizione dello stato delle risorse idriche locali, tenendo conto del bilancio annuale medio a livello di sottobacino dell’acqua prelevata e consumata, della variabilità stagionale, dei periodi critici e delle tendenze storiche; il secondo è l’</span><b>Indice di impatto totale dell’insediamento industriale</b><span style="font-weight: 400;"> (Overall Factory Basin Index &#8211; OFBI) sul bacino idrografico locale e caratterizza il ciclo idrico dell’azienda integrando informazioni sui prelievi, i consumi, le restituzioni e le perdite d’acqua; il terzo è l’</span><b>Indice di riuso idrico aziendale</b><span style="font-weight: 400;"> (Internal Water Reuse &#8211; IWR) e valuta l’efficienza dell’uso dell’acqua da parte dell’industria.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le due cartiere dove è stata testata la nuova metodologia si trovano nei sottobacini del Brenta-Baccaglione (Veneto) e dell’Arno (Toscana), mentre l’impresa tessile è ubicata nei pressi del fiume Ticino (Lombardia). “In generale questi due settori produttivi si caratterizzano per un elevato consumo di acqua ma esiste chiaramente una differenza nell’equilibrio delle risorse idriche tra i sottobacini considerati: l’Arno è quello che presenta le maggiori criticità per lo sfruttamento idrico, la quantità d’acqua disponibile e la variabilità stagionale”, spiega </span><b>Luigi Petta</b><span style="font-weight: 400;">, responsabile del Laboratorio ENEA di Tecnologie per l’uso e gestione efficiente di acqua e reflui e coautore dello studio insieme ai ricercatori </span><b>Gianpaolo Sabia</b><span style="font-weight: 400;">, </span><b>Davide Mattioli</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>Michela Langone</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nello specifico, l’analisi dei tre sottobacini ha evidenziato una significativa differenza tra il Nord Italia caratterizzato da uno stress idrico contenuto e il Centro Italia che presenta invece situazioni di sofferenza idrica medio-alta, anche se la situazione più critica si registra in Sicilia e in gran parte della Puglia e della Basilicata.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per quanto riguarda l’impatto totale dell&#8217;insediamento industriale, l’indice OFBI varia da un minimo dell’azienda tessile lombarda sul bilancio idrico del Ticino (0,002%) a un massimo della cartiera toscana sull’Arno (0,192%), che però risulta la più virtuosa in termini di riuso idrico (98%).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Sulla base di questi casi di studio, la metodologia che proponiamo è quindi in grado di valutare l’impatto effettivo di uno specifico insediamento produttivo su fiumi, laghi e falde acquifere e di fornire così alle amministrazioni locali, ai consumatori e alle stesse imprese informazioni utili per conoscere e valutare l’impatto sullo stress idrico locale”, sottolinea Petta. &#8220;L’incremento della popolazione e il cambiamento climatico sono tra le cause principali di un’insostenibile pressione sulle riserve idriche a livello globale: la domanda annuale di acqua è di circa 4.600 miliardi di m</span><span style="font-weight: 400;">3 </span><span style="font-weight: 400;">ma entro il 2050 potrebbe arrivare a sfiorare i 6.000 miliardi di m</span><span style="font-weight: 400;">3 </span><span style="font-weight: 400;">l’anno. Risulta quindi essenziale identificare metodologie affidabili per valutare l’impatto delle attività, in particolare quelle industriali, sulle risorse idriche locali anche per supportare l’adozione di nuovi modelli produttivi e di consumo che minimizzino l’uso dell’acqua”, conclude l&#8217;esperto di ENEA.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In Italia ogni anno l’</span><b>industria </b><span style="font-weight: 400;">consuma circa</span><b> 5,5 miliardi di m</b><b>3</b><span style="font-weight: 400;"> di acqua (il 21% dei consumi totali), anche se l’</span><b>agricoltura</b><span style="font-weight: 400;"> resta il settore a più alta intensità idrica con </span><b>14,5 miliardi di m</b><b>3</b><b> </b><span style="font-weight: 400;">di acqua utilizzata (</span><b>oltre il 50%</b><span style="font-weight: 400;">). Si tratta di un trend che rispecchia in parte l’andamento europeo, dove i consumi di acqua (214 miliardi di m</span><span style="font-weight: 400;">3 </span><span style="font-weight: 400;">l’anno) sono riconducibili alle attività agricole (58%), al raffreddamento (18%), all’industria (11%), agli usi civili (10%) e ai servizi (3%).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La metodologia elaborata dalla ENEA costituisce un elemento fondamentale per uno sviluppo armonico tra economia e utilizzo consapevole delle nostre risorse idriche.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Scipio Sighele</span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Fonte: Enea.it</span></i></p>
<p style="text-align: right;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11366" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/3-dall_italia-nuova-metodologia-a_s-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/3-dall_italia-nuova-metodologia-a_s-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/3-dall_italia-nuova-metodologia-a_s-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/3-dall_italia-nuova-metodologia-a_s-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/3-dall_italia-nuova-metodologia-a_s-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/3-dall_italia-nuova-metodologia-a_s-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/3-dall_italia-nuova-metodologia-a_s-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/3-dall_italia-nuova-metodologia-a_s.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Biologico sì, ma in armonia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2023 15:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La versione dell'editore]]></category>
		<category><![CDATA[BioBacco]]></category>
		<category><![CDATA[Giampiero Ledda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Quando si parla di “bio”, nel mondo dell’agro-alimentare, sempre di più non si può prescindere da fare opportune e necessarie specifiche prima di avventurarsi in qualunque discorso sull’argomento. Dalla comparsa dei primi approcci all’agricoltura biologica (e parliamo di quasi 70 anni fa!) ad oggi, infatti, “bio” è stato abbreviazione e/o sinonimo di molte, troppe [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quando si parla di “bio”, nel mondo dell’agro-alimentare, sempre di più non si può prescindere da fare opportune e necessarie specifiche prima di avventurarsi in qualunque discorso sull’argomento. Dalla comparsa dei primi approcci all’agricoltura biologica (e parliamo di quasi 70 anni fa!) ad oggi, infatti, “bio” è stato abbreviazione e/o sinonimo di molte, troppe cose, degenerando talvolta in mera etichetta da usare e abusare a piacimento, per aumentare la percezione del valore reale dei propri prodotti e, di conseguenza, aumentarne l’appetibilità commerciale e il fatturato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Certamente, le normative europee e nazionali sul “biologico” hanno fornito dettagliate modalità, procedure, regole e percorsi per provare a garantire, in primis i consumatori, sull’affidabilità dei fornitori di prodotti biologici, prodotti per i quali è indubbio il crescente interesse (anche economico), il valore assoluto rispetto al binomio “salute e ambiente” e l’allineamento con il concetto di sostenibilità nel senso più ampio del termine. Ciò non di meno, ci sono molte (e spinose) questioni aperte sul mondo del “bio”, che coinvolgono piani diversi e, apparentemente, distanti. Non solo in relazione agli aspetti “tecnici” e neanche esclusivamente rispetto ai problemi legati alle certificazioni e alla capacità di controllare, in concreto, le filiere produttive definite “biologiche”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi la nuova sfida per il “bio” è, a mio modesto parere, l’armonia. Ci sono state troppe “note stonate” nella storia di questo comparto della produzione agricola e dell’industria alimentare, del commercio e della distribuzione dei prodotti biologici. E se prima hanno pesato speculazioni, scandali, o anche soltanto norme “lasche”, verifiche inconsistenti e poco affidabili e atteggiamenti commerciali poco coerenti con l’etica del biologico, oggi come oggi i limiti per una definitiva ed incontestabile affermazione del “bio” nei consumi delle famiglie italiane riguardano due aspetti principali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una prima tematica da considerare è di tipo socio-economico. Se “bio” è buono, è bene, è salute, allora “bio” non può essere per pochi. Vuoi per i costi di produzione, vuoi per la legge della domanda e dell’offerta, i prezzi al consumo sono spesso notevolmente più alti degli “altri prodotti” e, pur nella consapevolezza che “mangiare meno e meglio” potrebbe essere la chiave della longevità e della salute, la progressiva riduzione del potere d’acquisto delle famiglie e l’aumento della forbice tra ricchi e poveri non creano sicuramente il terreno più fertile nel quale far crescere l’attenzione, e quindi il mercato, del “bio”. Come si può armonizzare una progressiva conversione di una sempre maggiore fetta della produzione agricola ai disciplinari biologici, se in questa fase (che ormai è già più che decennale) nessuno riesce a fare un passo verso un pubblico che, più che disattento alla tematica, è in difficoltà materiale nel prenderla concretamente in considerazione?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’altra questione è di tipo culturale e si traduce in una sorta di incongruenza tra il senso dell’agricoltura e della produzione “bio” con il più ampio tema del rispetto dell’ambiente e del “creato”. Una scarsa vocazione, ancora in una fetta troppo ampia della popolazione, per il rispetto del mondo che ci circonda, dei suoi spazi, dei suoi tempi, dei suoi cicli. Troppe note stonate negli atteggiamenti individuali e di mercato, con una diffusa incoerenza tra stili di vita poco sostenibili e ricerca di benessere, anche attraverso il cibo sano e naturale. Come si può, infatti, abbracciare pienamente la filosofia “bio”, e quindi favorirne lo sviluppo e la diffusione, quando ci si reca al supermercato specializzato in prodotti biologici a soli 500 metri da casa, in automobile, mentre ci facciamo dettare la lista della spesa tramite cellulare dal partner che sta in una casa rinfrescata da un climatizzatore con motore esterno?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Serve armonia. Dentro ciascuno di noi, prima di tutto.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Giampiero Ledda</span></p>
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