Combattere i bias cognitivi per diventare padroni della nostra mente

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Manipolatori inconsci del pensiero

Ogni giorno il nostro cervello è inondato da milioni di informazioni, troppe, rispetto a quante ne potrebbe processare correttamente.

Questo è il motivo che spinge il cervello umano a utilizzare delle strategie cognitive per essere più veloce, risparmiare tempo e stancarsi meno. 

Esistono vere e proprie “scorciatoie” mentali che accontentano totalmente questi bisogni per fare preziosa gestione cognitiva.

Ma non sempre le scorciatoie convengono, molte volte portano fuori strada, facendo inciampare il nostro cervello e lo porta a ruzzolare in una serie di errori di ragionamento e di valutazione, che prendono il nome di Bias Cognitivi, magistralmente spiegati dal premio Nobel Daniel Kahneman nel suo libro: “Pensieri lenti e veloci”.

I BIAS sono manipolazioni inconsce del pensiero, che possono portare ad un errore di valutazione o a mancanza di oggettività di giudizio e che, quindi, maneggiano inconsciamente la comprensione della realtà.

Esistono centinaia di bias cognitivi diversi, circa 200, e tra i più comuni, troviamo:

1) overconfidence bias, 2) confirmation bias, 3) self-serving bias, 4) Pygmalion effect, +1) effetto Dunning -Kruger

Questi 4 bias, più 1, sono quelli che possono avviarsi più frequentemente e che possono impattare maggiormente sulla qualità della nostra vita, delle nostre decisioni e delle nostre relazioni professionali e personali. Eccoli:

1 – Overconfidence bias

È la tendenza ad avere un’eccessiva stima delle nostre capacità e un’eccessiva fiducia in noi stessi. Pensare in modo eccessivamente positivo può farci sottovalutare alcuni ostacoli, può farci sovrastimare le nostre capacità e, di conseguenza, può farci sottovalutare l’impegno richiesto per raggiungere ad esempio un nostro obiettivo. 

2 – Confirmation bias

È la ricerca (inconscia) di informazioni e prove a favore delle nostre opinioni, dei nostri giudizi, escludendo quelle opposte. Tipiche di chi subisce gli effetti di questo bias sono affermazioni come “Ecco, lo sapevo. Ogni volta che parliamo, si finisce litigando!”. 

3 – Self-serving bias

Questo è il processo cognitivo che ci porta a pensare che i risultati positivi che otteniamo siano solo merito nostro, grazie al nostro impegno, alle nostre capacità; e che i risultati meno buoni siano colpa degli altri oppure determinati da fattori esterni. Quante volte abbiamo sentito (o abbiamo detto), per esempio dai bambini: “mamma, la maestra mi ha dato 4!” e “mamma, nella verifica ho preso 9!”? Eppure, in entrambi i casi, a fare la verifica è stata la stessa maestra. 

4 – Pygmalion effect

L’effetto Pigmalione è quel bias che viene anche chiamato “la profezia che si autorealizza” ed è la ragione per cui quando una maestra crede molto nelle potenzialità di un suo allievo, quest’ultimo tenderà a migliorare le sue performance scolastiche. Questo bias, allo stesso modo, funziona anche nelle relazioni personali e professionali. Attenzione: vale anche il contrario, con effetti negativi però.

E infine, forse, il più famoso di tutti. L’Effetto Dunning-Kruger

Non si ha certezza né conferme che sia stato Albert Einstein a citare la famosa frase “Temo il giorno in cui la tecnologia andrà oltre la nostra umanità: il mondo sarà popolato allora da una generazione di idioti”.

E non aveva torto, chiunque l’abbia detta. Con l’avvento di smartphone, tablet, pc, sui quali scaricare la maggior parte dei social Networks, e, soprattutto negli ultimi anni, leggi Covid 19, guerra in Ucraina, aumenti di luce e gas, molti spaziano la loro conoscenza dalla virologia, alla geopolitica, al PNRR. Diventiamo tutti commissari tecnici della Nazionale o piloti di formula 1. 

Senza aver mai un dubbio e lottando per imporre la loro verità. 

5 – Dunning-Kruger effect. 

a causa della quale individui poco esperti e competenti in un campo tendono a sopravvalutare le proprie abilità autovalutandosi, a torto, esperti in materia. Come aggiunta di questa teoria, spesso gli incompetenti si dimostrano estremamente supponenti, di contro, è provato che più si diventa esperti in un determinato campo, e più si diventa consapevoli di quanto, in realtà, ci sia ancora molto, molto, da scoprire e imparare. 

Potete crederci o meno, ma il nostro cervello funziona così, noi funzioniamo così e quando sappiamo come funzioniamo, abbiamo la magia e il potere di funzionare meglio.

Maurizio Battistelli

Formatore e Coach

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