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	<title>LGBTQIA+ Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
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		<title>Dalla padella alla brace?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Apr 2022 16:40:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LGBTQIA+]]></category>
		<category><![CDATA[LaGuerra]]></category>
		<category><![CDATA[Sandro Scarpitti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Olena Shevchenko, storica attivista ucraina per i diritti umani e fondatrice nel 2008 di “Insight”, è stata particolarmente impegnata nelle ultime settimane a cercare collegamenti e collaborazioni con altre associazioni e Paesi per aiutare la comunità LGBTQIA+ ucraina in questo gravissimo momento di crisi. La guerra con la Russia, infatti, ha aperto prospettive oltremodo infauste [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Olena Shevchenko, storica attivista ucraina per i diritti umani e fondatrice nel 2008 di “Insight”, è stata particolarmente impegnata nelle ultime settimane a cercare collegamenti e collaborazioni con altre associazioni e Paesi per aiutare la comunità LGBTQIA+ ucraina in questo gravissimo momento di crisi. La guerra con la Russia, infatti, ha aperto prospettive oltremodo infauste per questa comunità sia che l’invasione si compia a tutti gli effetti (portando l’Ucraina sotto l’ordinamento russo) sia che le persone, e in particolare gli attivisti, LGBTQIA+ siano costrette a fuggire all’estero, “accolti” da Paesi dove potrebbero essere ugualmente discriminati e maltrattati. Il dito è puntato prima di tutto alle leggi russe, caratterizzate da un certo “indice di omofobia” e distanti anni luce dagli ordinamenti di gran parte dei Paesi dell’Europa Nord-Occidentale, che farebbero indietreggiare l’Ucraina anche di quel po’ di passi che, nel frattempo, aveva fatto verso il riconoscimento dei diritti civili, dell’uguaglianza sociale e davanti alla legge dei cittadini LGBTQIA+.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Poco più di 2 anni fa, verso la fine del 2019, la stessa Shevcenko denunciava, infatti, come in Ucraina ci fosse ancora un clima di minaccia costante, soprattutto in capo agli attivisti dei movimenti per i diritti degli omosessuali e transessuali nel Paese, che prendeva forma, e troppo spesso, in occasione di eventi di promozione e di consapevolezza (a partire dai Gay Pride, organizzati in Ucraina dal 2013 in poi), in violenze e maltrattamenti frutto di azioni organizzate e premeditate di gruppi ultraconservatori e di estrema destra religiosa, molto forti e con molto seguito nella popolazione. Nemmeno l’avvento di Zelenskyj ha cambiato sostanzialmente le cose, nonostante il neo presidente eletto proprio nel 2019 si fosse espresso in maniera abbastanza “occidentale” (in termini di “tolleranza”) verso la comunità LGBTQIA+. senza mai esporsi però con promesse elettorali e con uno specifico “programma” di miglioramento delle condizioni civili e sociali dei cittadini facenti parte di questa comunità. Semplicemente, da giovane uomo di spettacolo aveva usato, una volta sceso in campo politico, un linguaggio inclusivo e alcuni slogan di orientamento liberale e pro-UE. Addirittura, dopo un anno e mezzo di presidenza Zelenskyj, la politica ucraina ha avuto, come molti altri Paesi dell’Est europeo (Polonia, Ungheria, Estonia), una pericolosa virata “verso Mosca”, nell’ambito dei diritti civili, con la presentazione in parlamento di alcuni progetti di legge di stampo palesemente discriminatorio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Di certo, in Ucraina lo status ante conflitto con la Russia non era idilliaco per la comunità LGBTQIA+, con alti e bassi notevoli. Le prospettive, però, come comunità e come singoli individui, non sembrano rosee in nessun caso. La guerra, si sa, miete vittime soprattutto tra i più deboli. E così, deboli, risultano essere ancora gli attivisti e i componenti di una comunità, troppo giovane e politicamente troppo poco considerata in quella parte del mondo.</span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Nemo</span></i></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-3170" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/21_Dalla-padella-alla-brace-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/21_Dalla-padella-alla-brace-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/21_Dalla-padella-alla-brace-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/21_Dalla-padella-alla-brace-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/21_Dalla-padella-alla-brace-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/21_Dalla-padella-alla-brace-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/21_Dalla-padella-alla-brace-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/21_Dalla-padella-alla-brace.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Diversamente uguali, la trasgressione e la coerenza della regina del pop</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2022 16:40:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LGBTQIA+]]></category>
		<category><![CDATA[MadeInAbruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Sandro Scarpitti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Madonna Louise Veronica Ciccone, il prossimo agosto, compirà la bellezza di 64 anni. Una vita costellata di successi clamorosi che l’hanno portata ad essere una diva planetaria e, soprattutto, poliedrica come poche altre. Cantautrice provocatoria e trasgressiva, attrice (con alti e bassi), produttrice discografica e cinematografica, è riuscita a mantenersi fedele al suo spirito anticonformista [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-2432-1" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/13_The-queen-of-the-pop.mp3?_=1" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/13_The-queen-of-the-pop.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/13_The-queen-of-the-pop.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Madonna Louise Veronica Ciccone, il prossimo agosto, compirà la bellezza di 64 anni. Una vita costellata di successi clamorosi che l’hanno portata ad essere una diva planetaria e, soprattutto, poliedrica come poche altre. Cantautrice provocatoria e trasgressiva, attrice (con alti e bassi), produttrice discografica e cinematografica, è riuscita a mantenersi fedele al suo spirito anticonformista che le ha permesso, agli albori della sua carriera, di fare strada nel difficile mondo del </span><i><span style="font-weight: 400;">business </span></i><span style="font-weight: 400;">musicale statunitense. Sin dai primi anni ottanta, infatti, la </span><i><span style="font-weight: 400;">Material Girl </span></i><span style="font-weight: 400;">italo-americana, di origini abruzzesi, si è imposta all’attenzione del pubblico anche per il suo coraggio nell’esporsi alle critiche, legate ai suoi testi così come ai suoi “videoclip”, con un piglio e una grinta unici. Video e canzoni di rottura con una tradizione musicale precedente, più “soft” nei concetti e nelle parole, che avevano trattato di amore e di rapporti sentimentali, capaci di affascinare i suoi </span><i><span style="font-weight: 400;">fans </span></i><span style="font-weight: 400;">almeno quanto di provocare i suoi detrattori. Da </span><i><span style="font-weight: 400;">Like a Virgin </span></i><span style="font-weight: 400;">a </span><i><span style="font-weight: 400;">Papa don’t preach, </span></i><span style="font-weight: 400;">passando per l’iconico </span><i><span style="font-weight: 400;">Vogue</span></i><span style="font-weight: 400;"> o l’esplicito </span><i><span style="font-weight: 400;">Erotica</span></i><span style="font-weight: 400;">, Madonna è riuscita a spingere ogni volta il limite un passo più in là, sdoganando atteggiamenti e comportamenti, fino ad un momento prima inimmaginabili in un video clip o in uno spettacolo musicale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Proprio nei concerti live, infatti, Madonna trovava quel filo diretto con il pubblico e quella sintonia e complicità che la facevano sembrare un “gigante” sul palco, nonostante la sua statura poco ragguardevole. Carisma indiscutibile e determinazione incontenibile, l’hanno caratterizzata in tutto il suo percorso di carriera, facendole guadagnare meritatamente il titolo di “Queen of the Pop”. Inutile, qui, andare oltre nel ripercorrere un curriculum che potrebbe occupare uno spazio sconfinato, anche perché, per stessa ammissione di Madonna, più che i 7 Grammy Awards, i 50 Billboard Music Awards o il Golden Globe come migliore attrice in un film commedia musicale per </span><i><span style="font-weight: 400;">Evita</span></i><span style="font-weight: 400;">, resta nel suo cuore come indimenticabile e toccante il premio ricevuto il 4 maggio del 2019 al New York Hilton Midtown, in occasione dei GLAAD Media Awards.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si tratta di una cerimonia sempre più seguita e prestigiosa nella quale vengono assegnati e consegnati una serie di premi a quelle personalità che si sono distinte per il loro contributo, diretto o indiretto, alla causa LGBTQIA+. A Madonna Louise Veronica Ciccone, la giuria ha assegnato l’</span><i><span style="font-weight: 400;">Advocate for Change Award</span></i><span style="font-weight: 400;"> (letteralmente “Premio Sostenitore del Cambiamento”) riconoscendole un ruolo di pioniera delle istanze del mondo LGBTQIA+ e, da sempre, in prima linea per i diritti dei gay. Il “titolo” stesso del premio risulta ampiamente esaustivo rispetto alla motivazione. Madonna ha “lavorato” costantemente e continuamente per il cambiamento, assumendone perfino le sembianze con frequenti trasformazioni (esteriori, stilistiche e musicali) che ogni volta l’hanno riproposta diversa eppure uguale al cospetto dei milioni e milioni di </span><i><span style="font-weight: 400;">fans</span></i><span style="font-weight: 400;"> sparsi in tutto il globo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Madonna ha ricevuto questo premio con particolare </span><i><span style="font-weight: 400;">pathos</span></i><span style="font-weight: 400;">, ricordando e ripercorrendo alcuni fondamentali momenti della sua vita, poi divenuti cruciali anche per la sua carriera, caratterizzati da incontri con un’umanità “diversa” e capace di spingerla a sentirsi “giusta” nella sua difficoltà a conformarsi, ad essere uguale agli altri. Ha abbracciato, quindi, le cause di coloro che reclamavano pari dignità e pari diritti, con una continuità intellettuale assoluta, interpretando e celebrando la diversità e la necessità del cambiamento, come dei valori senza i quali una società contemporanea non può armonizzarsi né evolvere pienamente.</span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Nemo</span></i></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2474" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/madonna-ciccone-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/madonna-ciccone-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/madonna-ciccone-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/madonna-ciccone-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/madonna-ciccone-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/madonna-ciccone-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/madonna-ciccone-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/madonna-ciccone.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Dagli amici mi guardi iddio, che dai nemici mi guardo io</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2022 16:40:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LGBTQIA+]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[Sandro Scarpitti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La valorizzazione delle differenze come base di ogni identità possibile Una delle principali criticità che ogni sacrosanta battaglia civile, sociale, sindacale o politica, deve affrontare è rappresentata dalle strumentalizzazioni. La differenza fondamentale tra una strumentalizzazione e l’utilizzo genuino di uno slogan, di un programma o di un’istanza qualunque, sta nell’obiettivo. E la difficoltà nel distinguere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-1829-2" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/wav" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/27-Dagli-amici-mi-guardi-Iddio.wav?_=2" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/27-Dagli-amici-mi-guardi-Iddio.wav">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/27-Dagli-amici-mi-guardi-Iddio.wav</a></audio>
<p><i><span style="font-weight: 400;">La valorizzazione delle differenze come base di ogni identità possibile</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una delle principali criticità che ogni sacrosanta battaglia civile, sociale, sindacale o politica, deve affrontare è rappresentata dalle strumentalizzazioni. La differenza fondamentale tra una strumentalizzazione e l’utilizzo genuino di uno slogan, di un programma o di un’istanza qualunque, sta nell’obiettivo. E la difficoltà nel distinguere l’una dall’altro è insita nel fatto che, spesso, l’obiettivo è celato o celabile, peggio ancora si può vestire o travestire di un abito, di un colore e di un’ideologia, in una sorta di gara “a chi arriva primo” per legittimarsi come “paladini” dal cuore puro e baluardi integerrimi dei richiedenti diritti. Ebbene, chi ha un interesse genuino nel sostenere una simile battaglia deve riuscire, con tutte le difficoltà del caso, a “smarcarsi” dai millantatori e dagli opportunisti che solitamente hanno vita breve e, soprattutto, oltre a non portare da nessuna parte, solitamente finiscono per rendere gli sforzi genuini a loro volta meno credibili o vani. Diventa, perciò, necessario passare sempre al vaglio coloro che si professano nostri “amici” affinché la smania di “ingrossare le file” del movimento “pro” questo o “pro” quello non generi un effetto boomerang nel medio-lungo periodo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nello specifico, se un intero movimento di persone che, per fare massa critica (giustamente), ha ampliato sempre di più la propria sigla, cerca disperatamente di uscire dalla logica degli stereotipi e delle etichette, deve a sua volta fare di tutto per evitare qualsiasi forma di “appiattimento” e semplificazione. Sia all’interno del proprio movimento (L non è G, T non è Q, e via discorrendo), sia anche verso l’esterno, dove il mondo è pieno di “amici” pronti a marciare insieme e a fare promesse di ogni sorta, purché… Ecco qua l’inghippo! C’è un “purché”? Incredibile! In un mondo per nulla governato dalla logica del “do ut des”, vuoi vedere che proprio su temi così delicati qualcuno non cerchi, direttamente o indirettamente, una contropartita? Che siano voti alle prossime elezioni (con promesse che, poi, “passata la festa gabbato lo santo”!) che siano convergenze su alcune ideologie, aziende, marchi, prodotti e, chi più ha fantasia, più ne metta, poco cambia. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Pensiamo soltanto al globalismo, inteso come forte (a tratti violenta) spinta alla globalizzazione estrema commerciale ed economica. Secondo alcune “scuole di pensiero” c’è tutto l’interesse ad omologare il consumatore medio, “sfrondando” il più possibile le differenze rispetto alla nazionalità, alla cultura, all’età, allo status sociale e, pure, allo stesso “genere”. Ecco, attenzione agli “amici”, in questo campo. Perché se “avvicinare” o provare ad annullare le differenze tra i generi, in termini di gusti, prodotti, referenze, assortimenti, può essere una “trovata” molto profittevole per il marketing e il commercio mondiale, il punto di incontro, e di appiattimento, non può essere una “terra di mezzo” che, forzatamente, qualcuno vuole vedere nel vasto e variegato mondo LGBTQIA+. Primo, perché si rischia immediatamente di diventare il “parafulmini” del dissenso di chi non accetta la logica del globalismo per molte, valide e condivisibili ragioni. Poi, e soprattutto, perché se il punto di partenza delle rivendicazioni del movimento LGBTQIA+ è fondamentalmente il riconoscimento dell’unicità di ognuno, senza paradigmi imposti né parametri basati su concetti morali quali “giusto” e “sbagliato”, non ci si può far strumentalizzare, usare e identificare con l’idea di cercare la perfetta uguaglianza di ognuno con ciascuno. È una lotta per l’affermazione di (nuove) identità, non per togliere al mondo il valore sconfinato delle differenze.</span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Nemo</span></i></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2264" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/dagli-amici-mi-guardi-iddio-che-dai-nemici-mi-guard-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/dagli-amici-mi-guardi-iddio-che-dai-nemici-mi-guard-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/dagli-amici-mi-guardi-iddio-che-dai-nemici-mi-guard-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/dagli-amici-mi-guardi-iddio-che-dai-nemici-mi-guard-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/dagli-amici-mi-guardi-iddio-che-dai-nemici-mi-guard-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/dagli-amici-mi-guardi-iddio-che-dai-nemici-mi-guard-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/dagli-amici-mi-guardi-iddio-che-dai-nemici-mi-guard-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/dagli-amici-mi-guardi-iddio-che-dai-nemici-mi-guard.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Il politicamente corretto tra il bene e il male, nel mezzo il grigio dell’ipocrisia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Feb 2022 17:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LGBTQIA+]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenze]]></category>
		<category><![CDATA[Sandro Scarpitti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal sito della mitica enciclopedia Treccani, leggiamo che “l’espressione angloamericana politically correct (in italiano politicamente corretto) designa un orientamento ideologico e culturale di estremo rispetto verso tutti, nel quale cioè si evita ogni potenziale offesa verso determinate categorie di persone. Secondo tale orientamento, le opinioni che si esprimono devono apparire esenti, nella forma linguistica e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-1096-3" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/13_Dal-politicamente-corretto.mp3?_=3" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/13_Dal-politicamente-corretto.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/13_Dal-politicamente-corretto.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Dal sito della mitica enciclopedia Treccani, leggiamo che “l’espressione angloamericana </span><i><span style="font-weight: 400;">politically correct</span></i><span style="font-weight: 400;"> (in italiano </span><i><span style="font-weight: 400;">politicamente corretto</span></i><span style="font-weight: 400;">) designa un orientamento ideologico e culturale di estremo rispetto verso tutti, nel quale cioè si evita ogni potenziale offesa verso determinate categorie di persone. Secondo tale orientamento, le opinioni che si esprimono devono apparire esenti, nella forma linguistica e nella sostanza, da pregiudizi razziali, etnici, religiosi, di genere, di età, di orientamento sessuale o relativi a disabilità fisiche o psichiche della persona.” </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una sorta di definizione, questa, apprezzabile per chiarezza e completezza, capace di mettere subito in evidenza la più grande criticità del politicamente corretto nella sua piena applicazione e realizzazione: l’assenza di pregiudizi di qualsiasi genere, contemporaneamente sia nella “forma” sia nella “sostanza”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E se è condivisibile che il linguaggio, anche solo nella forma e nella scelta dei termini fa, di per sé, anche sostanza, è altrettanto vero però che apparire è sempre più facile che essere e che, dietro la forma, spesso si riesce a celare la sostanza. Del resto, neanche si può fare affidamento e trincerarsi dietro una solida sostanza, se non si è in grado di dimostrare, con un minimo di forma, le proprie intenzioni, fossero anche le migliori possibili. Come spesso accade, quindi, è fondamentale che si trovi un punto di equilibrio tra le posizioni, affinché non si persegua ossessivamente una forma fino a farla diventare “pretesa di essenza”, anche qualora non lo fosse davvero, così come non si rinunci a dare una giusta misura alle sensibilità altrui, che sicuramente vengono sollecitate anche dalle parole, appellandosi sempre e solo alle intenzioni o pretendendo di venire interpretati, in ogni caso, come animati di buoni propositi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Di fronte ad uno scontro, quindi, tra due fazioni, chi se non la politica riesce a cogliere la palla al balzo per polarizzare l’opinione pubblica, spingere verso gli estremi e dividere in buoni e cattivi, amici e nemici, i contendenti? Ecco che, così come è accaduto negli Stati Uniti del </span><i><span style="font-weight: 400;">politically correct</span></i><span style="font-weight: 400;"> nel corso dei decenni, anche in Italia si è arrivati ad uno scontro sul tema del politicamente corretto, soprattutto alla luce del fatto che esiste, in numerosi contesti, un “doppiopesismo” difficilmente giustificabile e una buona quota di mal celata, e mal sopportata, “ipocrisia”, misura solitamente oggettiva indicata dalla differenza matematica tra “il dire e il fare”, tra le chiacchiere e le opere delle persone. Ora, che ci sia sempre bisogno di un punto qualunque dal quale iniziare, con l’unica alternativa di non attivare mai un processo di cambiamento, siamo tutti d’accordo. Che però, una volta intrapreso il percorso, non ci si debba interrogare più sulla direzione, sull’entità e sull’effettività del cambiamento, utilizzando concreti indici di performance per effettuare valutazioni oggettive, e sui correttivi eventualmente necessari, non credo sia sintomo di intelligenza né di buona fede.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Così, coloro che hanno progressivamente provato a far sentire la loro voce, nell’eterna battaglia per i propri diritti di esseri umani, di cittadini e di protagonisti della vita civile e della società, dopo aver utilizzato il grimaldello del politicamente corretto per scardinare, giustamente, alcuni blocchi (mentali) dei propri concittadini, costringendoli ad una riflessione in più, ad una pausa necessaria nel fluire (a volte vacuo) delle parole, oggi rischiano di restare schiacciati da un rigurgito di mal sopportazione, per colpa di qualcuno che ha provato a spingere all’estremo questa ideologia. Così come ho più volte sostenuto, il cambiamento, in ogni campo della vita e dell’esperienza umana, è sempre difficile ed è sempre avversato, anche quando lo si considera “desiderabile”. È faticoso, è doloroso, è pauroso, cambiare. Ma è anche affascinante, utile, a volte indispensabile, trovarsi “altrove”. La pazienza deve animare i volonterosi, così come il rispetto e la sensibilità deve essere reciproco, tra chi vuole cambiare “adesso” e chi sta bene come sta e non capisce, subito, il senso di quella spinta, anzi di quel “calcio nel culo”, per uscire dalla propria zona di comfort.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una certa politica, per appropriarsi dei valori, delle richieste e delle legittime istanze (e dei voti) di coloro che, a qualunque titolo, fanno parte dei destinatari delle “attenzioni” del politicamente corretto, ha spinto forte la polemica e ha alimentato anche lo scontro, invadendo ogni ambito, perfino quello privato, delegittimando ogni modalità espressiva “difforme” dalle proprie prescrizioni linguistiche, e denotando così anche una scarsa correttezza politica. E molti di noi, hanno creduto come genuino questo sforzo, questa grinta, questa energia, della politica di riportare, il più velocemente possibile, in pareggio la bilancia dei diritti tra tutti i cittadini, senza nessuna distinzione di sorta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Pian piano, questo connubio ha assunto le sembianze di una vera e propria dipendenza, sia in relazione al rapporto tra cittadini sottorappresentati (nei diritti) e rappresentanti politici sia, soprattutto, in funzione di un intervento sul linguaggio e sulla forma, ogni volta più profondo e ogni volta più ampio. Proprio come in qualsiasi altro tipo di dipendenza, infatti, per ottenere l’effetto precedente si è costretti incrementare quantitativamente l’assunzione della sostanza desiderata. E come in ogni dipendenza che si rispetti, questo incremento porta, progressivamente, all’autodistruzione. Invece, in questo caso, bisognerebbe iniziare a rimodulare le richieste di “forma” alle effettive capacità di risposta, della società, in termini di “sostanza”. A partire dall’effettivo potere dei rappresentanti di cambiare le cose, abili a promettere anche quando sanno già di non poter ottenere, passando per un’analisi attenta (e possibilmente delegata a chi non vive del nostro “voto”) del tessuto sociale e dei livelli di risposta al cambiamento che le persone sono capaci di esprimere. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non sarà tutto e subito, probabilmente, ma quello che si potrà ottenere con minori e meno forzati condizionamenti, e dovendo pure ringraziare a tempo indeterminato i soliti “santi in paradiso”, sarà più stabile e duraturo. </span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Nemo</span></i></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1721" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-29-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-29-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-29-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-29-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-29-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-29-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-29-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-29.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/il-politicamente-corretto-tra-il-bene-e-il-male-nel-mezzo-il-grigio-dellipocrisia/">Il politicamente corretto tra il bene e il male, nel mezzo il grigio dell’ipocrisia</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
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		<title>Imma Battaglia e Nichi Vendola: giudichiamo gli operati non le scelte personali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Feb 2022 17:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LGBTQIA+]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Parmegiani]]></category>
		<category><![CDATA[presidentemattarella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I due politici italiani molto spesso nel mirino delle critiche  Nel 2022 ha ancora senso etichettare le persone in base ai propri orientamenti sessuali? E soprattutto i politici possono essere screditati o accusati nel loro operato per la scelta e la preferenza dei rispettivi partner? Sembra che l’Italia viva in una sorta di provincialismo e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>I due politici italiani molto spesso nel mirino delle critiche </b></p>
<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-1172-4" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Imma-Battaglia-e-Niki-Ventola.mp3?_=4" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Imma-Battaglia-e-Niki-Ventola.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Imma-Battaglia-e-Niki-Ventola.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel 2022 ha ancora senso etichettare le persone in base ai propri orientamenti sessuali? E soprattutto i politici possono essere screditati o accusati nel loro operato per la scelta e la preferenza dei rispettivi partner? Sembra che l’Italia viva in una sorta di provincialismo e sia lontana anni luce nell’accettare qualcosa che non rispecchi i canoni dei benpensanti. Ma poi c’è da chiedersi a monte il giusto dov’è? Sarebbe questa la domanda da fare prima di lasciare spazio a sterili critiche. Essere omosessuali nel 2022 è ancora un tabù? O meglio dobbiamo stare a spiegare agli altri se chi amiamo è del nostro stesso sesso o meno? Può essere un politico discriminato per le proprie liaison? N</span><span style="font-weight: 400;">el Paese che ha affossato il ddl Zan l&#8217;omosessualità in politica è ancora proibitiva e un&#8217;arma usata per attaccare gli avversari. Da oltre trent’anni a questa parte le personalità politiche che hanno parlato pubblicamente della loro omosessualità sono state pochissime, ciò a causa dello stigma sociale che continua a permanere attorno al tema, sia perché, come evidenziato dall’ex ministro dello sport </span><b>Vincenzo Spadafora,</b><span style="font-weight: 400;"> oggetto recentemente di un coming out, </span><i><span style="font-weight: 400;">“in politica l’omosessualità viene usata anche per ferire, per colpire l’avversario”. </span></i><span style="font-weight: 400;">Francamente ho trovato intrisa di grande romanticismo la storia d’amore tra </span><b>Imma Battaglia</b><span style="font-weight: 400;"> e Eva Grimaldi. L’attivista LGBT ha permesso alla bella attrice di ritrovare la serenità dopo la fine del suo matrimonio. </span><b>Eva Grimaldi</b><span style="font-weight: 400;"> ha spiegato in tv a </span><i><span style="font-weight: 400;">Verissimo</span></i><span style="font-weight: 400;"> che l’incontro con Imma Battaglia è avvenuto in un momento di estrema fragilità, quando l’attrice era in crisi: </span><i><span style="font-weight: 400;">“Volevo una donna su cui </span></i><b><i>appoggiare la testa</i></b><i><span style="font-weight: 400;">. Mi feci portare al gay village perché c’era questa Imma Battaglia, che io non sapevo chi fosse. Poi ho scoperto che era un’attivista LGBT e ho capito che avevo vicino a me una persona fortissima. Dentro di me ho pensato che con lei sarei potuta uscire da questa crisi”</span></i><span style="font-weight: 400;">.</span> <span style="font-weight: 400;">Poi, una puntualizzazione: </span><i><span style="font-weight: 400;">“A me le donne non piacciono, io amo Imma! Sono lesbica, perché ho sposato una donna, ma </span></i><b><i>l’amore non ha sesso e non ha forma</i></b><i><span style="font-weight: 400;">. Grazie a lei ho sconfitto le mie fragilità, ho avuto il coraggio di dire che ero – e che sono ancora, spesso mi inciampo – balbuziente”</span></i><span style="font-weight: 400;">.</span> <span style="font-weight: 400;">La relazione con l’attiv</span><span style="font-weight: 400;">ista</span><span style="font-weight: 400;"> LGBT è stata la prima con una persona del suo stesso sesso per l’ex </span><span style="font-weight: 400;">di Gabriel Garko,</span><span style="font-weight: 400;"> ma le ha permesso di provare emozioni che non aveva mai provato prima.</span><span style="font-weight: 400;"> E che dire invece di </span><b>Niki Vendola</b><span style="font-weight: 400;">, la persona grazie alla quale la Battaglia è entrata in politica nel 2009</span><span style="font-weight: 400;">? </span><span style="font-weight: 400;">Vendola è passato alla storia come il simbolo dell’omosessualità nella politica italiana. Ha fatto coming out giovanissimo, a 19 anni, ed è stato il primo governatore regionale apertamente gay in Italia. </span><span style="font-weight: 400;">Vendola </span><span style="font-weight: 400;">ha sposato con rito civile Eddy Testa, talentuoso art director e organizzatore d’eventi</span><span style="font-weight: 400;">, </span><span style="font-weight: 400;">suo compagno di vita da</span><span style="font-weight: 400;"> ben tredici </span><span style="font-weight: 400;">anni. I due si sono giurati amore eterno in una cerimonia super blindata a cui ha preso parte anche Tobia, il figlio che Vendola ha scelto di avere con il marito.</span> <span style="font-weight: 400;">Niki</span> <span style="font-weight: 400;">Vendola è diventato infatti papà grazie alla </span><b>maternità surrogata</b><span style="font-weight: 400;">, ma il riconoscimento è avvenuto solo nel dicembre del 2018, dopo che il Tribunale </span><span style="font-weight: 400;">di</span><span style="font-weight: 400;"> Roma gli ha riconosciuto la piena adottabilità</span><span style="font-weight: 400;">. </span><span style="font-weight: 400;">Insomma, come affermava lo scrittore Jean-Paul Malfatti: “</span><i><span style="font-weight: 400;">l’amore non ha sesso, né età, né religione, né paese, né distanza, né tantomeno razza o colore. ”  </span></i></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Elena Parmegiani</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1173" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Daniela-Santanchè-filtro-300x296.png" alt="" width="300" height="296" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Daniela-Santanchè-filtro-300x296.png 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Daniela-Santanchè-filtro-100x100.png 100w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Daniela-Santanchè-filtro.png 526w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1174" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Eva_Grimaldi_e_Imma_Battaglia-1200x800-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Eva_Grimaldi_e_Imma_Battaglia-1200x800-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Eva_Grimaldi_e_Imma_Battaglia-1200x800-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Eva_Grimaldi_e_Imma_Battaglia-1200x800-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Eva_Grimaldi_e_Imma_Battaglia-1200x800-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Eva_Grimaldi_e_Imma_Battaglia-1200x800-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Eva_Grimaldi_e_Imma_Battaglia-1200x800-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Eva_Grimaldi_e_Imma_Battaglia-1200x800-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1176" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/laura-boldrini-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/laura-boldrini-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/laura-boldrini-600x399.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/laura-boldrini-768x511.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/laura-boldrini-696x463.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/laura-boldrini.jpg 990w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1177" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/vendola_testa_3_fg-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/vendola_testa_3_fg-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/vendola_testa_3_fg-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/vendola_testa_3_fg-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/vendola_testa_3_fg.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>HIV vs SARS-COV2: il guanto di sfida è lanciato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Feb 2022 22:20:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LGBTQIA+]]></category>
		<category><![CDATA[Brand]]></category>
		<category><![CDATA[Sandro Scarpitti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un mondo in cui, ogni anno, ci sono circa 1,5 milioni di nuove diagnosi di infezione da HIV e 680.000 decessi correlati all’AIDS, con quasi 38 milioni di persone che convivono con questo virus, sembrerebbe rilevante, se non prioritario, l’impegno dei governi a proseguire sia nelle azioni di informazione ed educazione, a scopo di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-946-5" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/20_HIV-vs-SARS.mp3?_=5" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/20_HIV-vs-SARS.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/20_HIV-vs-SARS.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">In un mondo in cui, ogni anno, ci sono circa 1,5 milioni di nuove diagnosi di infezione da HIV e 680.000 decessi correlati all’AIDS, con quasi 38 milioni di persone che convivono con questo virus, sembrerebbe rilevante, se non prioritario, l’impegno dei governi a proseguire sia nelle azioni di informazione ed educazione, a scopo di prevenzione sanitaria, sia nella distribuzione, anche gratuita, di profilattici attraverso strutture dedicate come i consultori dislocati sul nostro territorio nazionale. Eppure, sembra che l’era Covid-19 abbia avuto la capacità non solo di oscurare (anche) questo male che da 40 anni affligge l’umanità ma pure di incidere, e negativamente, sulla produzione e la distribuzione dei preservativi, DPI per eccellenza contro la “peste del secolo” (come fu definita negli anni ’80), oggi surclassata su ogni fronte dal più infettivo, ed economicamente più succulento, virus Sars-Cov-2. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le principali aziende produttrici di profilattici, casualmente localizzate nell’est asiatico, hanno dirottato la produzione su un altro tipo di “guanti”, da calzare però alle mani. Nell’eterna lotta ad inseguimento tra l’uovo e la gallina, non è ancora chiaro se prima alla gente è passata la voglia di “amarsi”, per colpa del Covid, e quindi è seguita una “contrazione” della… domanda e della produzione di profilattici, oppure se la crescente e smisurata domanda di guanti per le mani di neo ipocondriaci di ogni dove o di comuni cittadini vessati da normative vincolanti, abbia fatto propendere le aziende per una vera e propria riconversione industriale, puntando su confortevoli manopole a cinque punte anziché una sola.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Di certo, sappiamo solo che in Italia ha avuto un ruolo di rilievo nell’abbandono delle ormai vetuste abitudini sessuali dei </span><i><span style="font-weight: 400;">sapiens sapiens</span></i><span style="font-weight: 400;">, e quindi anche sul calo della libido e delle vendite dei profilattici, il noto televirologo, ma igienista </span><i><span style="font-weight: 400;">inside</span></i><span style="font-weight: 400;">, Fabrizio Pregliasco, con le sue invettive contro gli amori adolescenziali estivi, i suoi consigli per mantenere una vita di coppia felice scambiandosi solo sguardi e qualche effusione in </span><i><span style="font-weight: 400;">videocall</span></i><span style="font-weight: 400;">, fermo restando la possibilità, se proprio necessario, di posizionarsi per l’accoppiamento senza vista frontale, con le mascherine FFP2 e con la maggior distanza possibile tra i partners. In pratica, un ritorno ai primordi dell’accoppiamento tra mammiferi, con buona pace degli amanti del Kamasutra tradizionale.</span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Nemo</span></i></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-699" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/105312365-a645f82b-8b8d-4210-8d40-8cbc635691df-300x167.jpg" alt="" width="300" height="167" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/105312365-a645f82b-8b8d-4210-8d40-8cbc635691df-300x167.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/105312365-a645f82b-8b8d-4210-8d40-8cbc635691df-600x334.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/105312365-a645f82b-8b8d-4210-8d40-8cbc635691df.jpg 651w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-700" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/970335232_b_2-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/970335232_b_2-300x300.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/970335232_b_2-100x100.jpg 100w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/970335232_b_2-600x600.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/970335232_b_2-1024x1024.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/970335232_b_2-150x150.jpg 150w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/970335232_b_2-768x768.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/970335232_b_2-1536x1536.jpg 1536w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/970335232_b_2-696x696.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/970335232_b_2-1068x1068.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/970335232_b_2-1920x1920.jpg 1920w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/970335232_b_2.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/hiv-vs-sars-cov2-il-guanto-di-sfida-e-lanciato/">HIV vs SARS-COV2: il guanto di sfida è lanciato</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
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