Medusa: Dall’egida di Atena alle sfilate di Versace

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I suoi occhi rendono gli uomini di pietra, i suoi capelli sono serpi ribelli e minacciose, la sua espressione incute terrore ma la sua icona è leggenda da millenni.

Forse proprio per questo motivo Gianni Versace, affezionato estimatore del classicismo, l’adotta come immagine del suo marchio, ad oggi inconfondibile, o forse perché il suo nome significa “colei che protegge”.

O forse perché la bellezza dei suoi capi pietrifica gli appassionati del mondo della moda. Ma chi erano Medusa e le sue due sorelle, le gorgoni?

Delle tre figlie delle divinità marine Forco e Ceto, Medusa era l’unica a non essere immortale.

Diversi autori narrano il mito delle sorelle-mostro: Esiodo nella sua Teogonia le vede nascere già con sembianze disumane mentre Ovidio vuole Medusa trasformata da donna bellissima a essere ripugnante per volontà della dea Atena, punizione dovuta ad un atto di profanazione della bella Medusa e di Poseidone che giacquero insieme nel tempio della dea della sapienza.

Ma Medusa viene sicuramente ricordata per la sua morte, per mano dell’eroe Perseo, guidato dalla mano di Atena il giovane eroe riconobbe Medusa dalle altre due sorelle e guardandola dal riflesso dello scudo e non direttamente per evitare di essere pietrificato riuscì a tagliarle la testa.

La testa di medusa venne portata ad Atena che la fissò al suo petto, sull’egida, una pelle di capra indossata dalla dea come corazza-mantello a scopo magico difensivo.

È così che la testa della gorgone diventa un simbolo apotropaico, ovvero un simbolo che incute paura a chi lo guarda e protegge chi lo indossa.

Una donna-mostro sul petto della divinità femminile della sapienza e della guerra! Chi sa se Versace voleva sdoganare il ruolo femminile spingendo le donne a far emergere le loro più stravaganti e potenti personalità!

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