<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>La forza di una comunità Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
	<atom:link href="https://lacittamagazine.it/tag/la-forza-di-una-comunita/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://lacittamagazine.it/tag/la-forza-di-una-comunita/</link>
	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
	<lastBuildDate>Sat, 26 Aug 2023 12:04:40 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.1</generator>
	<item>
		<title>Archeologia, elemento di crescita per il territorio</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/archeologia-elemento-di-crescita-per-il-territorio/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=archeologia-elemento-di-crescita-per-il-territorio</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Aug 2023 13:30:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[La forza di una comunità]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Ragionieri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=11235</guid>

					<description><![CDATA[<p>“L’archeologia una pratica di mobilità culturale e turistica   rivolta alla conoscenza del passato” La linea sostenuta nel Convegno  “La tutela nell’archeologia: tra necessità e  opportunità per l’Abruzzo” organizzato dai Rotary Club Teramo e l’Aquila dall’università di Teramo e con la Collaborazione dell’Associazione Kronos Turismo Collettivo nella persona di Maria Ragionieri è che la sicurezza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/archeologia-elemento-di-crescita-per-il-territorio/">Archeologia, elemento di crescita per il territorio</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><i><span style="font-weight: 400;">“</span></i><i><span style="font-weight: 400;">L’archeologia una pratica di mobilità culturale e turistica   rivolta alla conoscenza del passato”</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La linea sostenuta nel Convegno  “La tutela nell’archeologia: tra necessità e  opportunità per l’Abruzzo” organizzato dai Rotary Club Teramo e l’Aquila dall’università di Teramo e con la Collaborazione dell’Associazione Kronos Turismo Collettivo nella persona di Maria Ragionieri è che la sicurezza non deve essere qualcosa di secondario, ma deve essere considerata di primaria importanza in quanto la salvaguardia del bene culturale fa sì che possa avvenire la tutela, la fruibilità, la valorizzazione, la diffusione stessa della cultura. Il presidente Giammario Cauti ha introdotto l’inizio dei lavori affermando che la tutela e la valorizzazione, attività distinte, sono strettamente collegate e devono coesistere. Per tutelare bisogna conoscere e per divulgare e promuovere bisogna tutelare elemento identitario della vita morale e culturale delle nostre comunità. Occorre quindi superare definitivamente il concetto che il patrimonio culturale sia una risorsa di carattere solo morale, artistico e quindi estetico-monumentale, e ma anche e soprattutto di carattere economico, sociale e quindi anche materiale, su cui investire per costruire il benessere. La sala delle Lauree del polo didattico S. Spaventa che ha ospitato il convegno è stata allestita con cura dal Parco Nazionale del Gran Sasso e monti della Laga presieduto dall’Avvocato Tommaso Navarra.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il dibattito durante la mattinata è stato molto acceso e interessante mediante la partecipazione dei Sindaci di Campovalano e Fossa, Federico Agostinelli e Fabrizio Boccabella rappresentanti delle aree argomento degli interventi dei vari relatori.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’obiettivo della riqualificazione dell’area archeologica potrebbe essere quindi, quello di generare un nuovo distretto attrattivo dal punto di vista turistico, culturale e commerciale, una nuova polarità cittadina che faccia da volano economico per il territorio. Da tempo è ormai infatti confermato il ruolo della cultura come leva di sviluppo e di incremento del valore economico, come si può evincere osservando i casi di diversi centri urbani che al fine di rilanciarsi hanno sfruttato proprio la cultura come strumento di azione privilegiato. Il modello di un distretto culturale considera i beni culturali e ambientali come rampa di lancio per una proiezione al futuro, verso progetti che “coinvolgano questi particolari oggetti geografici e diano luogo a processi di sviluppo che possono avere una funzione territoriale strategica di relazione, di comunicazione, d’innovazione e di creatività. Un “parco archeologico”, è un ambito territoriale caratterizzato da importanti evidenze archeologiche e dalla compresenza di valori storici, paesaggistici o ambientali, attrezzato come museo all’aperto. Con il convegno del 12 Maggio 2023 presso l’Università di Teramo sono stati esaminati diversi approcci alla progettazione turistico museale, passando da uno sguardo volto a mettere in risalto l&#8217;aspetto scientifico dei resti archeologici, ad uno attento agli allestimenti di grande impatto emotivo e scenografico che possa essere una attrattiva per il turista   e essere in grado di suscitare in modo innato sensazioni positive nel visitatore. In questo modo una zona ora solo utilizzata e percepita come luogo di ricerca scientifica, potrebbe acquisire emozionalità e toccare profondamente la sensibilità dell&#8217;osservatore. Il punto di arrivo di una scoperta archeologica è solo l’inizio di un lungo percorso che ha dato l’impulso, in tempi recenti, alla creazione di un nuovo mercato turistico: il turismo archeologico. Un sito archeologico ha la stessa vocazione di un museo, che nasce per trasmettere arte e cultura al grande pubblico: bisogna quindi concepire le opere d’arte e i resti archeologici come segni di comunicazione particolari. I beni culturali devono essere in grado di costruire, per il visitatore, un’esperienza sempre più ricca e quindi la “capacità narrativa” di un luogo è oramai l’aspetto chiave di una visita, se si vuole permettere al turista di trovare una propria identità e un posto nella propria cultura.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’archeologia può però diventare un campo minato: bisogna stare attenti all’uso che se ne fa perché talvolta un’eccessiva spettacolarizzazione può produrre la banalizzazione dei concetti legati allo studio del passato. Spettacolarizzare però  può anche voler dire far vivere luoghi di intrattenimento come gli archeoparchi, o creare momenti collettivi in cui viene rappresentato uno spettacolo, ma in contemporanea viene fornita un’opportuna esposizione storica : allora sì che questi diventano dei potentissimi mezzi per coinvolgere ed interessare innumerevoli fasce di spettatori, valorizzando il “bene culturale” e aiutandone la fruizione questo è l’incipit che ha trasmesso l’articolata relazione dell’Archeologa Andrea Di Giovanni del DiLASS Università degli studi di Chieti allieva della scuola del Prof Vincenzo D’ercole. Maria Ragionieri trae conclusione affermando   che    I siti archeologici e i luoghi di rilevanza storica costituiscono oggi importanti attrazioni per i turisti di tutto il mondo. In particolar modo l’Italia, grazie alla presenza di un immenso patrimonio archeologico e storico-culturale, si posiziona tra le mete favorite da chi desidera includere questi luoghi nella propria esperienza di visita. Il turismo archeologico risulta pertanto ampiamente praticato e assume nell’epoca contemporanea nuove forme, caratteristiche e contesti di fruizione che lo rendono accessibile al pubblico globale dei turisti. Prima di procedere nel definire nello specifico quali attività possano rientrare a far parte del turismo archeologico contemporaneo, risulta necessario focalizzarsi brevemente sulle sue componenti fondamentali, ovvero l’archeologia e il turismo. Nell’ambito del turismo archeologico questi due campi si trovano infatti ad operare nello stesso contesto, a collaborare e a confrontarsi su molteplici questioni come la futura conservazione, valorizzazione e fruizione del sito archeologico. Nonostante la differenza di interessi, da una parte scientifici, dall’altra prettamente economici, è necessario ammettere l’esistenza di uno stretto legame dell’archeologia con il turismo e viceversa. Senza il lavoro degli archeologi il turismo archeologico si troverebbe sprovvisto dell’oggetto stesso della visita turistica. Dall’altra parte, l’archeologia necessita dei turisti. Questi fruiscono del reperto archeologico e contribuiscono all’aumento dei fondi destinati alla preservazione del sito stesso e alla creazione di un nuovo sistema economico di valore per le comunità locali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Al convegno ha partecipato la   Soprintendenza per la provincia   dell’Aquila nella persona di Alberta Martellone e per la provincia di Teramo Gilda Assenti che hanno parlato della tutela e della valorizzazione dei siti archeologici evidenziandone la storia e le peculiarità legate alla conoscenza dei territori anche nell’ambito della pianificazione urbanistica. Il Convegno quindi, affronta l’aspetto della sicurezza nella tutela dei beni culturali e si sviluppa partendo da una breve introduzione di carattere generale su alcuni concetti principali come tutela, valorizzazione, natura del bene culturale e legislazione, proseguendo con la descrizione 6 dell’importante attività dei Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale l’Aquila esposto dal Capitano Manuel Curreri.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Maria Ragionieri</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11252" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/la-cult_31-1-300x200.png" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/la-cult_31-1-300x200.png 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/la-cult_31-1-1024x683.png 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/la-cult_31-1-768x513.png 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/la-cult_31-1-600x400.png 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/la-cult_31-1.png 1410w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/archeologia-elemento-di-crescita-per-il-territorio/">Archeologia, elemento di crescita per il territorio</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La forza di una comunità</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/la-forza-di-una-comunita-2/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-forza-di-una-comunita-2</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Aug 2023 13:30:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Associazioni e dissociazioni]]></category>
		<category><![CDATA[La forza di una comunità]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Ragionieri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=11239</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunità l&#8217;uso del termine comunità da parte di Aristotele e della Bibbia testimonia una lunga storia del concetto di Comunità nel pensiero Occidentale (Nisbet 1953). L&#8217;antropologia se ne é impadronita fin dalle sue origini ottocentesche: le piccole dimensioni della comunità, il carattere omogeneo e chiuso, i rapporti sociali intensi e diretti tra i suoi membri [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/la-forza-di-una-comunita-2/">La forza di una comunità</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Comunità l&#8217;uso del termine comunità da parte di Aristotele e della Bibbia testimonia una lunga storia del concetto di Comunità nel pensiero Occidentale (Nisbet 1953). L&#8217;antropologia se ne é impadronita fin dalle sue origini ottocentesche: le piccole dimensioni della comunità, il carattere omogeneo e chiuso, i rapporti sociali intensi e diretti tra i suoi membri vengono contrapposti alle caratteristiche delle formazioni sociali tipiche della società moderna. Senza un impegno consapevole per una solidarietà globale capace di unire i popoli e le persone, l’esperienza pandemica ha rischiato e rischia tuttora di acuire la moltiplicazione di barriere e muri generando diffidenza, divisione e allontanamento. La solidarietà meccanica della comunità, fondata sull&#8217;uguaglianza tra i membri, dalla solidarietà organica della società moderna, in cui gli individui hanno ruoli e occupazioni diverse. Quest&#8217;opposizione dicotomica&#8230; ha avuto fino agli anni Sessanta una forte influenza sul pensiero antropologico. E molti antropologi&#8230; negano la pertinenza dell&#8217;opposizione dicotomica ed evolutiva tra la comunità tradizionale e le aggregazioni o associazioni moderne&#8230;.Cohen definisce la comunità un costrutto simbolico: « La comunità esiste nella mente dei membri e non dovrebbe essere confusa con l&#8217;affermazione geografica o sociografica di &#8221; fatti&#8221;»,  nel fornire agli individui «l&#8217;equipaggiamento simbolico» in cui  consiste la loro cultura, la comunità svolge, come l&#8217;idea di etnia, un ruolo essenziale che spiega la sua «rinascita» nel mondo moderno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si parla di società per indicare una rappresentazione collettiva di tipo &#8220;artificiale&#8221; e contrattuale, e pertanto più &#8220;anonima&#8221;, in cui le relazioni formali prevarrebbero sui rapporti interpersonali. &#8220;La teoria della società riguarda una costruzione artificiale, un aggregato di esseri umani che solo superficialmente assomiglia alla comunità, nella misura in cui anche in essa gli individui vivono pacificamente gli uni accanto agli altri. Però, mentre nella comunità gli esseri umani restano essenzialmente uniti nonostante i fattori che li separano, nella società restano essenzialmente separati nonostante i fattori che li uniscono&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Il termine comunità rinvia ad una particolare intensità del sistema di relazioni sociali, dovuta alla vicinanza e alla solidarietà di gruppo, alla parentela e alla condizioni di arrivo, di alloggio e di lavoro; alla lingua detta d’origine e all’inter-lingua locale; alle pratiche relative al consumo e agli scambi familiari e rituali; ai segni di riconoscimento e alle forme, in particolare religiose, di affermazione collettiva,  quando si parla di comunità si fa riferimento a individui in relazione continua, è logico affermare che proprio essendo relazioni in divenire legate al contesto sociopolitico ed economico si possano mettere in atto entrambi i tipi di relazioni con tutte le loro caratteristiche. L&#8217;espressione &#8220;sviluppo comunitario&#8221;, per designare l&#8217;insieme dei processi mediante i quali gli abitanti di una determinata zona uniscono i loro sforzi a quelli dei pubblici poteri allo scopo di migliorare la situazione economica, sociale e culturale della comunità, di associarla alla vita della nazione e di porla in grado di contribuire al processo del paese. Tutti questi processi presuppongono due elementi essenziali: la partecipazione attiva degli abitanti agli sforzi intrapresi per migliorare il livello di vita e la massima iniziativa possibile della popolazione stessa; la disponibilità di servizi tecnici ed altri in forma tale da favorire e rendere più efficace l&#8217;iniziativa, l&#8217;assistenza reciproca e l&#8217;aiutarsi da sé. È su tali elementi che si basano i programmi di sviluppo della comunità, la cui attuazione deve premettere di realizzare tutta una serie di definiti miglioramenti&#8221;. Lo sviluppo di comunità viene attivato utilizzando l&#8217;approccio partecipativo inteso come un processo attraverso il quale i cittadini possono contribuire collaborando con i tecnici e gli amministratori, alla formazione delle decisioni rispetto a questioni che riguardano la comunità e quindi la loro vita.  Già all&#8217;epoca Romana riconoscersi come membri di uno stesso popolo e sentirsi legati alla continuità attraverso proprio passato e con il proprio futuro.   Se tale obiettivo è la comunità stessa, si parla di partecipazione per allargare ancora maggiormente il senso della relazione comunitaria, in quanto partecipare significa prendere parte, cioè spinge gli individui a discutere a dialogare per costruire beni comuni. La partecipazione alla vita sociale della propria comunità e l&#8217;interessarsi alle dinamiche attive sul proprio territorio fanno in modo che si abbia la forza di autodirigere la propria vita e con gli altri la vita comune. La partecipazione è da intendersi come un processo intenzionale, libero, collettivo ed organizzato che coinvolge, in maniera differente, gli attori sociali. É una relazione che genera relazioni, tutte volte al raggiungimento di valori ed obiettivi costruiti e condivisi dai diversi attori coinvolti. È il motore del cambiamento e della trasformazione a livello sia individuale sia comunitario. E’ necessario contribuire a trasformare il Paese in una comunità aperta al futuro, valorizzando reti ed alleanze orientate a preservare e accrescere il valore del sistema Italia con impegno, operosità e solidarietà. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Partendo dal concetto antropologico di comunità, analizzando la complessità d&#8217;interpretazione, nei diversi ambiti di studio e l&#8217;evolversi del suo significato sino ad arrivar e al concetto di sviluppo di comunità, si è potuto notare come incentivare un maggior senso di appartenenza produca una maggiore collaborazione e stimoli i membri della comunità a partecipare alla realizzazione di politiche sociali mirate al benessere della comunità stessa. Il concetto di comunità pertanto non resta soltanto teorico e distaccato ma assume valore quanto più aumenta il grado di appartenenza e di partecipazione degli abitanti di una comunità. La capacità di un individuo, di un gruppo o di una comunità d’affrontare e superare le avversità della vita ossia la capacità di un materiale di ritrovare la sua forma originale dopo aver subito una deformazione inferta da forti pressioni.  Ferite della vita che si possono ricucire grazie alla possibilità tutta umana di avvantaggiarsi delle situazioni problematiche per trasformarle in esperienze che aiutano a crescere e ripartire e non   dipende però solo dalle proprie forze, ma anche dal saper chiedere aiuto e trovare chi lo può offrire nella comunità. I legami sociali e amicali rappresentano un fattore protettivo importante in certe situazioni drammatiche, il fondamento di una comunità è un valore condiviso da tutti i membri.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In  tempi come questi occorre rafforzare i legami tra le persone nelle comunità</span><span style="font-weight: 400;">:</span><span style="font-weight: 400;"> è necessario non solo incrementare il coinvolgimento del </span><a href="https://unacertaideadi.altervista.org/tag/welfare/"><span style="font-weight: 400;">welfare</span></a><span style="font-weight: 400;"> sociale, ma anche stabilire il senso di appartenenza e di comunità tra istituzioni, imprese locali, attivisti culturali, volontari, governi locali e </span><a href="https://unacertaideadi.altervista.org/tag/media/"><span style="font-weight: 400;">media</span></a><span style="font-weight: 400;"> locali. In tempi di crisi il focus è sul nostro capitale sociale e sulla cultura della responsabilità sociale, oltre agli interventi di natura economica, si aprano orizzonti di carattere antropologico, di difesa e valorizzazione del rapporto tra persona e comunità, di superamento dell’immediatismo egoistico, operando concretamente per indicare il primato dello sviluppo futuro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La comunità ci manca perché ci manca la sicurezza, elemento fondamentale per una vita felice, ma che il mondo di oggi è sempre meno in grado di offrirci e sempre più riluttante a promettere. Ma la comunità resta pervicacemente assente, ci sfugge costantemente di mano o continua a disintegrarsi, perché la direzione in cui questo mondo ci sospinge nel tentativo di realizzare il nostro sogno di una vita sicura non ci avvicina affatto a tale meta; anziché mitigarsi, la nostra insicurezza aumenta di giorno in giorno, e così continuiamo a sognare.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Maria Ragionieri</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11258" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/ass-e-diss_30-1-300x200.png" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/ass-e-diss_30-1-300x200.png 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/ass-e-diss_30-1-1024x683.png 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/ass-e-diss_30-1-768x513.png 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/ass-e-diss_30-1-600x400.png 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/ass-e-diss_30-1.png 1410w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/la-forza-di-una-comunita-2/">La forza di una comunità</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Da soli si va veloci, insieme si va lontano</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/da-soli-si-va-veloci-insieme-si-va-lontano/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=da-soli-si-va-veloci-insieme-si-va-lontano</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Aug 2023 13:30:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The King]]></category>
		<category><![CDATA[Gerardo Altieri]]></category>
		<category><![CDATA[La forza di una comunità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=11231</guid>

					<description><![CDATA[<p>La frase scritta nel titolo, che trae ispirazione da un proverbio keniota (“se vuoi arrivare primo corri da solo, se vuoi arrivare lontano cammina insieme”) ben sintetizza l’importanza che per me riveste il senso di comunità, qualunque essa sia. Il concetto di comunità che più mi piace è quello sociologico, cioè quello che ha alla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/da-soli-si-va-veloci-insieme-si-va-lontano/">Da soli si va veloci, insieme si va lontano</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">La frase scritta nel titolo, che trae ispirazione da un proverbio keniota (“se vuoi arrivare primo corri da solo, se vuoi arrivare lontano cammina insieme”) ben sintetizza l’importanza che per me riveste il senso di comunità, qualunque essa sia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il concetto di comunità che più mi piace è quello sociologico, cioè quello che ha alla base la condivisione di un luogo e di linee guida relazionali, anche se ritengo piuttosto importante quello, (invero più utilitaristico) di società, alla cui base c’è prima di tutto l’interesse a raggiungere un determinato scopo, il più delle volte materiale. I due concetti a volte si intersecano, in quanto le società possono diventare comunità e viceversa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nella storia passata la comunità ha iniziato ad avere dignità di concetto antropologico quando, in epoca romana, la pietas è diventata un elemento del Mos Maiorum, così come l’altruismo lo era della cultura cristiana. Col passare dei secoli vari filosofi hanno dissertato dei principi che guidano la partecipazione degli individui alla comunità, ma in età contemporanea la comunità stessa e i modi di partecipazione sono velocemente cambiati: vedi le comunità virtuali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Più in particolare, i livelli di partecipazione ad una comunità sono abbastanza costanti nel tempo e un’interessante schematizzazione è quella di David Wilcox, che li raggruppa nel seguente modo (www.partnerships.org.uk/guide/frame.htm): informativi, consuntivi, decisionali, attuativi e sostentativi. Prima di tutto sottolineo che in realtà solo l’ultimo livello di partecipazione rende una comunità veramente tale, i gradini precedenti sono invece più caratteristici di una società: per questo i due concetti di società e di comunità si intersecano e uno si trasforma nell’altro a seconda da dove parta la prima mossa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Col tempo e col progresso tutti noi siamo diventati un po&#8217; più egoisti e un po&#8217; più concentrati sui beni materiali, per questo nell’ultimo periodo storico il concetto di società è, secondo me, più sentito rispetto a quello di comunità, quest’ultima più guidata dall’altruismo che non dal raggiungimento di determinati obbiettivi più concreti e oggettivi. Le varie forme di associazionismo, nate nel passato col comune denominatore di comunione prima di tutto culturale, oggi spesso hanno obbiettivi economici, finanziari e/o di networking: al riguardo non ci vedo niente di male, anzi invidio quelle nazioni in cui l’associazionismo sia base fondamentale per lo sviluppo economico, giacchè in Italia (soprattutto al sud) non abbiamo tanti esempi al riguardo. Proprio partendo dal fatto che l’associazionismo può donare un certo benessere, forse è proprio da quello che oggi si può rafforzare il senso di comunità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Così come il concetto di comunità nei tempi passati si è trasformato in quello di società, così oggi si può fare il cammino inverso. Tutto ciò già avviene, ma a volte si estrinseca in una forma di comunità diversa da quella classica: mi riferisco alle comunità virtuali precedentemente menzionate, in cui l’approccio cambia completamente sia nei tempi che nei modi, oltre che negli strumenti necessari per esserne parte. Ovviamente, non essendo un antropologo culturale, non ho le competenze per una dissertazione approfondita al riguardo, ma l’intento è quello di stimolare una riflessione sul tema.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il bene comune non ha, per fortuna, mai perso cittadinanza tra di noi, ma credo che si fosse un po&#8217; opacizzato, poi in tempi recenti alcuni avvenimenti, anche cruenti, ci hanno portato a rivalutare il concetto di comunità: se pensiamo solo a quanto ci abbia cambiati il periodo del drastico lock down della prima metà del 2020, effettivamente possiamo dire che il nostro animo umano ha ancora la giusta sensibilità ai temi comunitari.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Magari qualche politico senza arte, né parte (e anche senza scrupoli), prova a far leva su questi concetti per fare proseliti e procurarsi una cadrega o almeno uno strapuntino istituzionale, ma per fortuna questi personaggi sono spesso delle meteore. Al riguardo, di primo acchito a me viene in mente l’improvvida creazione del reddito di cittadinanza, nato per tutelare fantomatici milioni di indigenti delle nostre comunità, servito in realtà ad attrarre voti e tanti, troppi truffatori.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sono sicuro che a voi vengano in mente tanti esempi positivi di ritorno alle comunità e che quell’esempio negativo appena citato rimanga solo uno degli inciampi incontrati lungo il cammino verso il rafforzamento dello spirito comunitario, spirito che abbiamo l’opportunità di coltivare costantemente tutti insieme e ogni giorno attraverso parole e comportamenti coerenti al riguardo.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Gerardo Altieri</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11246" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/the-king_27-300x200.png" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/the-king_27-300x200.png 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/the-king_27-1024x683.png 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/the-king_27-768x513.png 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/the-king_27-600x400.png 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/the-king_27.png 1410w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/da-soli-si-va-veloci-insieme-si-va-lontano/">Da soli si va veloci, insieme si va lontano</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ignoranza è la felicità degli insensibili</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/lignoranza-e-la-felicita-degli-insensibili/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lignoranza-e-la-felicita-degli-insensibili</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Aug 2023 13:30:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra De Angelis]]></category>
		<category><![CDATA[La forza di una comunità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=11233</guid>

					<description><![CDATA[<p>“I rapporti di vicinato sono la pietra di paragone che smaschera i ricchi. I ricchi non hanno vicini” scrive Aldous Huxley nel suo romanzo filosofico dei primi anni venti Punto contro punto, quando ci troviamo a leggere il dialogo tra Illidge &#8211; un apprendista scienziato maldestro e dalle idee sovversive -, con Walter il protagonista [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/lignoranza-e-la-felicita-degli-insensibili/">L&#8217;ignoranza è la felicità degli insensibili</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">“I rapporti di vicinato sono la pietra di paragone che smaschera i ricchi. I ricchi non hanno vicini” scrive Aldous Huxley nel suo romanzo filosofico dei primi anni venti Punto contro punto, quando ci troviamo a leggere il dialogo tra Illidge &#8211; un apprendista scienziato maldestro e dalle idee sovversive -, con Walter il protagonista della storia (alquanto intricata) &#8211; un giornalista timido e inconcludente -, figlio di un famoso pittore. Il pezzo in questione nasce dall’imbarazzo di Illidge che durante un concerto importante nel Palazzo dei ricchissimi Tantamount, inciampa sulla scalinata dalla quale stava scendendo insieme al padrone di casa, un vecchio scienziato molto simile ad un orso poco predisposto alla vita mondana, attratti e chiamati dal suono di Bach mentre lavoravano ad un esperimento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“I ricchi hanno un che di stranamente meschino, spregevole e malato. Il denaro produce una specie di incurabile insensibilità, non c’è niente da fare. Gesù l’aveva capito. Il versetto del cammello e la cruna dell’ago è una semplice constatazione di fatto. Si ricorda l’altro versetto sull’amore per il prossimo, i vicini? Dopo di ciò mi considererà un credente,” Illidge ebbe l’aria di scusarsi “ma bisogna riconoscergli i suoi meriti. Quell’uomo aveva capito, aveva visto chiaro.” </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E’ qui che emerge la frase sui rapporti di vicinato come la pietra di paragone che smaschera i ricchi, l’inizio di un discorso ragionato per sviluppare una tesi contro i ricchi. Una dissertazione filosofica e sociale che nasce sui ricordi della madre di Illidge, ricordi molto semplici ma di grande effetto, come quando doveva uscire e si affidava ad una vicina per badare a lui e ai suoi fratelli; una cortesia che ovviamente ricambiava all’occorrenza. Oppure, se qualcuno stava male e non poteva muoversi, i vicini arrivavano in soccorso portando qualcosa da mangiare. “Quando uno vive con meno di quattro sterline alla settimana, per forza deve comportarsi da cristiano e amare il suo vicino. […] può capitare di aver bisogno l’uno dell’altro in casi di emergenza; spesso con una tale urgenza che rifiutare è fuori questione. Visto che uno, in quanto essere umano, non può fare a meno di dare il suo aiuto, è meglio sforzarsi di voler bene alle persone che si devono aiutare” scrive ancora Haoldous Hixley, in questo superbo </span><span style="font-weight: 400;">&lt;&lt;</span><span style="font-weight: 400;">romanzo di idee</span><span style="font-weight: 400;">&gt;&gt;, </span><span style="font-weight: 400;">facendolo dire allo scienziato povero. Ed Illidge prosegue nella sua dissertazione dialogata con Walter:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Ma voi ricchi non avete veri vicini. […] Non occorre che la vicina dia un’occhiata ai vostri pargoli quando uscite, visto che avete bambinaie e governanti che lo fanno a pagamento. Normalmente non vi accorgete nemmeno dei vostri vicini. Tenete le distanze. […] Magari dietro le imposte avvengono le tragedie, ma i vicini non ne sanno niente.”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Sia ringraziato Iddio!” esclamò Walter. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Ha ragione a ringraziarlo. La privacy è uno dei lussi maggiori; ma i lussi si pagano. La gente non si commuove per le disgrazie che non conosce. L’ignoranza e la felicità degli insensibili.”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il dialogo prosegue, ho riportato solo il fulcro di una discussione &#8211; apparentemente di vita quotidiana ma solo in superficie -, poiché è il nocciolo di una rilevanza sociale che esprime le basi di un concetto molto forte, quello dell’importanza della comunità, intesa come coesione di affet</span><span style="font-weight: 400;">ti. </span><span style="font-weight: 400;">Lo abbiamo visto nel disastro in Emilia Romagna con le alluvioni di maggio, dove una comunità coesa ha reagito spinta dall’amore verso il suo vicino, aiutata da uno spirito socievole insito nella gente di quei posti. Una comunità di questo tipo, certamente non è avulsa dalla sofferenza e dai problemi che può causare una calamità naturale, ma un dolore condiviso è certamente meno pesante di un carico che si porta da soli.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il rapporto tra vicini, tuttavia, non è sempre così armonioso e solidale, anzi, è spesso causa di liti estenuanti che, talvolta, in casi estremi, sfociano in sanguinosi delitti. Oppure non esiste nessun tipo di rapporto, e non a causa della ricchezza come tende il discorso sopra citato, ma per colpa della paura. Si, della paura. Viviamo un periodo storico, questo, in cui si preferisce non immischiarsi, per evitare di trovarsi invischiati in situazioni pericolose o, comunque, complesse, troppo difficili da dipanare, che inevitabilmente ci risucchierebbero. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“L’ignoranza è la felicità degli insensibili”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non è più una questione di povero o ricco ma di paura, paura di ciò che si potrebbe nascondere dietro la porta accanto. Questo problema non è presente nei piccoli borghi, dove tutti conoscono tutti e, pertanto, il rapporto di buon vicinato persiste. Si è persa l’abitudine di lasciare i portoni aperti o con la chiave infilata nella toppa, ma non a causa del vicino, bensì per il timore del forestiero, ed è forse il motivo per cui molti scappano dalle città per “rifugiarsi” nei piccoli borghi, e li ritrovare il sostegno di una comunità, presente se perdi il gatto, presente se un infortunio ti blocca a casa e non puoi uscire a far la spesa o accompagnare il figlio a scuola. Rapporti, relazioni dunque, che donano un benessere generale al singolo come al gruppo, dal micro al macro, mettendo in circolo energia positiva.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Alessandra De Angelis</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11254" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/la-cult_28-1-300x200.png" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/la-cult_28-1-300x200.png 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/la-cult_28-1-1024x683.png 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/la-cult_28-1-768x513.png 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/la-cult_28-1-600x400.png 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/la-cult_28-1.png 1410w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/lignoranza-e-la-felicita-degli-insensibili/">L&#8217;ignoranza è la felicità degli insensibili</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vita in solitaria? No, grazie!</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/vita-in-solitaria-no-grazie/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=vita-in-solitaria-no-grazie</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Aug 2023 13:30:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[La forza di una comunità]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Giorgi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=11227</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’uomo per inclinazione naturale vive non per se stesso, ma in relazione, cosa complicata ma affascinante! Esiste però una differenza tra il riconoscersi in una comunità attraverso i valori condivisi che uniscono spontaneamente dalla base e durano nel tempo, e vivere nella società, in cui prevale il sistema dell’imposizione delle regole. Ora, non sembra anche [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/vita-in-solitaria-no-grazie/">Vita in solitaria? No, grazie!</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">L’uomo per inclinazione naturale vive non per se stesso, ma in relazione, cosa complicata ma affascinante! Esiste però una differenza tra il riconoscersi in una comunità attraverso i valori condivisi che uniscono spontaneamente dalla base e durano nel tempo, e vivere nella società, in cui prevale il sistema dell’imposizione delle regole.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ora, non sembra anche a voi, che la logica materialista abbia minato la bellezza del sentirsi partecipi del tutto che ci circonda? Lusingando il nostro ego, ha deluso in realtà le nostre attese di realizzazione e reso fragile il tessuto sociale!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mi viene in mente la differenza tra affrontare il mare in regata con le altre barche a vela oppure in solitaria: certo, la sfida fa parte del gioco in ogni caso, ma il gusto è diverso e raggiungere il successo in solitaria ha un costo che non eguaglia il piacere dell’avventura vissuta insieme, come accade nella vita.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mi sembra che si sia confuso il senso della libertà, che è presupposto del donarsi nelle relazioni umane, con il liberarsi dagli impegni che i rapporti con gli altri richiedono, per raggiungere più velocemente gli obiettivi desiderati, ma con quali conseguenze? Smarrimento e inquietudini…</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’indifferenza si è insinuata in tanti ambiti e ha portato alla degenerazione del senso di appartenenza ad una comunità, come dimostra la crescita dell’assenteismo dall’impegno in politica, la mancanza del rispetto per i ruoli e per le persone, l’atteggiamento ostile verso chi ha una mentalità diversa, fino alle aggressioni ai sanitari in ospedale! Si registrano dalla cronaca reazioni di insofferenza esagerata per qualunque disagio, addirittura violenza a scuola, tra pari e anche verso il personale scolastico.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Esistono, però, esempi di reazioni positive alle prove della vita, proprio grazie al fare squadra!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’uomo, infatti, ha un grande potere: quello di scegliere e di indirizzare gli sforzi alla luce di ideali veri, non quelli della cultura dell’immagine ritoccata con Photoshop.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Conoscete, per esempio, il laboratorio PizzAut, fondato da Nino Acampora vicino Milano? E’ un modello per l’inclusione dei giovani con autismo nel campo della formazione e della ristorazione, per permettere loro di lavorare con dignità, di acquisire autonomia e aprirsi al futuro. Partito solo pochi anni fa, il progetto ora è un riferimento sul territorio che favorisce lo spirito comunitario attraverso la convivialità, eliminando così le barriere dei pregiudizi e aprendo prospettive: le famiglie dei ragazzi coinvolti nel progetto raccontano dei progressi raggiunti, inimmaginabili prima! </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tante realtà di sana condivisione sono attive intorno a noi, a rendere un servizio che poi riporta anche gratificazione personale: dalle Banche del Tempo, in cui ci scambiano saperi e competenze, ai Gruppi di lettura che diffondono cultura e relazioni, alle Confraternite della Misericordia alle Associazioni di Volontariato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Allora, vita spenta in solitaria o vita accesa insieme? </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Paola Giorgi</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11262" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/vrp_29-1-300x200.png" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/vrp_29-1-300x200.png 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/vrp_29-1-1024x683.png 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/vrp_29-1-768x513.png 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/vrp_29-1-600x400.png 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/vrp_29-1.png 1410w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/vita-in-solitaria-no-grazie/">Vita in solitaria? No, grazie!</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La forza di una comunità</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/la-forza-di-una-comunita/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-forza-di-una-comunita</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Aug 2023 13:30:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Albanello]]></category>
		<category><![CDATA[La forza di una comunità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=11229</guid>

					<description><![CDATA[<p>Vivere nella dimensione dell’insieme, implica che i diversi componenti sappiano intraprendere ruoli diversi per rendersi fra loro complementari. La comunità non è una sommatoria indistinta di persone intercambiabili e fra loro sovrapponibili: se così fosse, ci sarebbero soggetti che si sentirebbero intrusi o ingombranti perché con la percezione di occupare un’area non a loro pertinente. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/la-forza-di-una-comunita/">La forza di una comunità</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Vivere nella dimensione dell’insieme, implica che i diversi componenti sappiano intraprendere ruoli diversi per rendersi fra loro complementari.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La comunità non è una sommatoria indistinta di persone intercambiabili e fra loro sovrapponibili: se così fosse, ci sarebbero soggetti che si sentirebbero intrusi o ingombranti perché con la percezione di occupare un’area non a loro pertinente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La comunità, quindi, diventa tale nel momento in cui vive nella consapevolezza che ogni componente trova l’agio necessario per esprimersi, pur nella moltitudine.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Allora diventa una realtà in cammino, perché è composita e sviluppa una interdipendenza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Prendiamo, ad esempio, un paese che si trova nell’entroterra della nostra regione. Quando ha cessato di essere comunità? Nel momento in cui sono venute meno le funzioni di ciascuno dei suoi abitanti, che erano indispensabili per la sussistenza dell’abitato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La macelleria, l’emporio di prodotti e generi alimentari, la merceria, la chiesa, l’artigiano, l’agricoltore, la farmacia, la scuola, la locanda, il manutentore del verde, l’ufficio postale il muratore ed altre “diverse intelligenze” rappresentavano il connubio che si intersecava al suo interno e consentiva la vitalità che scaturiva da una autonomia dell’intera popolazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quand’è che i paesi dell’entroterra hanno cominciato lo spopolamento? Nel momento in cui è iniziata la dispersione, in forma progressiva, di nuclei che rappresentavano l’ossatura di un sistema integro, perché coeso tra le sue diverse componenti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Abbiamo assistito ad uno “sbriciolamento” e non è casuale che, accanto alle emorragie di parti indispensabili al funzionamento del tutto, ha avuto inizio lo smottamento ed il conseguente dissesto idrogeologico che, di frequente, ha reso inabitabile una entità urbana che aveva sfidato i secoli.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi si assiste ad un ritorno nelle realtà urbane a carattere rurale, prima molto antropizzate, perché ci si è resi conto dell’inganno perpetrato da una falsa vita più comoda, ma sostanzialmente insulsa, nei cui interstizi ha iniziato a prendere il sopravvento qualcosa di malvagio e ulteriormente disgregatore di quelle entità senza radici, come la droga, la criminalità, la demotivazione, la depressione, il suicidio, la violenza verso le donne.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si riuscirà ad invertire un processo che finora appare inarrestabile verso il degrado e quindi verso l’assenza dei punti fondanti per dare vita ad una comunità?</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ernesto Albanello</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11261" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/vrp_01-1-300x200.png" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/vrp_01-1-300x200.png 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/vrp_01-1-1024x683.png 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/vrp_01-1-768x513.png 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/vrp_01-1-600x400.png 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/vrp_01-1.png 1410w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/la-forza-di-una-comunita/">La forza di una comunità</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La forza di pensarsi comunità… green</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/la-forza-di-pensarsi-comunita-green/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-forza-di-pensarsi-comunita-green</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Aug 2023 13:30:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Oliva]]></category>
		<category><![CDATA[La forza di una comunità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=11237</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le tappe più importanti nella storia di una comunità assurgono spesso al rango di feste: in cui i membri celebrano il percorso e le particolarità dei traguardi raggiungi. Avviene per le Nazioni, ma è una prassi rintracciabile nelle realtà strutturate più piccole, come in quelle puramente movimentiste. Il tratto distintivo è l’uomo che racconta la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/la-forza-di-pensarsi-comunita-green/">La forza di pensarsi comunità… green</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Le tappe più importanti nella storia di una </span><b>comunità</b><span style="font-weight: 400;"> assurgono spesso al rango di feste: in cui i membri celebrano il percorso e le particolarità dei traguardi raggiungi. Avviene per le Nazioni, ma è una prassi rintracciabile nelle realtà strutturate più piccole, come in quelle puramente movimentiste. Il tratto distintivo è </span><b>l’uomo che racconta la sua storia</b><span style="font-weight: 400;"> e insieme quella che lo accomuna ai suoi simili. Sistematizza le sue azioni, si fa esempio e questa è la sua forza: dai primi insediamenti umani, dalle tracce che hanno lasciato, fino a quando il raccontarne la storia non è diventata una vera e propria attività: quella storiografica, che ne sottende tante altre, tutte umanissime.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La </span><b>storia umana</b><span style="font-weight: 400;"> è necessariamente </span><b>cronologica</b><span style="font-weight: 400;"> e se questa non è la sede per addentrarsi nel dibattito interessantissimo di come tutto sia iniziato, potrebbe invece essere quella giusta per si ripercorrerne una parte piccola: un aspetto della storia dell’</span><b>ambientalismo</b><span style="font-weight: 400;">. Inteso quest’ultimo come quel movimento capace di coinvolgere i membri della comunità ad adoprarsi per il bene del Pianeta. Ma anche in questo caso &#8211; anche se in questa rubrica negli anni ne abbiamo parlato svariate volte in ogni accezione &#8211; non ci interessa tanto l’inizio del movimento ambientalista mondiale, quanto la </span><b>specialissima vocazione comunitaria</b><span style="font-weight: 400;"> che permea le manifestazioni ambientaliste di questo XXI secolo: i</span> <b><i>Friday For Future</i></b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In primis in virtù della loro origine: sono nati in seno alla comunità formativa per eccellenza, la scuola. Poi, gli </span><b><i>scioperi per il clima</i></b><span style="font-weight: 400;">, che interessano praticamente la </span><b>comunità scolastica</b><span style="font-weight: 400;"> &#8211; liceale, occidentale e ricca &#8211; hanno mostrato subito una forza propagatrice intrinseca.  Li abbiamo visti mutare dalla protesta singola della loro ideatrice, </span><b>Greta Thunberg</b><span style="font-weight: 400;">, al coinvolgimento di tutta la sua </span><b>generazione</b><span style="font-weight: 400;">. Dal grido isolato della leader iconica – con il suo banco di scuola e il suo cartello sostenibilissimo – alle manifestazioni coloratissime e rumorose che il venerdì riempiono le nostre città. E che hanno il pregio indiscusso di </span><b>stimolare il dibattito pubblico</b><span style="font-weight: 400;">: o gli </span><i><span style="font-weight: 400;">SDG’s</span></i><span style="font-weight: 400;"> sarebbero rimasti semplicemente un acronimo per addetti ai lavori. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E invece, la straordinarietà del movimento è stata quella di sapersi tradurre in </span><b>azioni quotidiane</b><span style="font-weight: 400;">, in </span><b>sensibilizzazione</b><span style="font-weight: 400;"> – assai maggiore di qualsivoglia attività celebrativa delle associazioni non governative, anche le più influenti – in</span><b><i> good news</i></b><span style="font-weight: 400;">. Anche se l’appello era perentorio, ai governi, ai potenti, l’evoluzione ambientalista ha saputo farsi sistemica e non solo legata ad emergenze e disastri. Porta con sé </span><b>un cambiamento di paradigma culturale</b><span style="font-weight: 400;">, capace di imprimersi in moltissimi settori. Anche quelli che sono arrivati per ultimi a questa rivoluzione contenutistica, si sono impegnati seriamente e non solo per puro </span><b>benchmarking </b><span style="font-weight: 400;">competitivo. Basti guardare alla moda, dove per anni anche i grandi marchi del lusso hanno delocalizzato in barba alle condizioni dei lavoratori, all’impatto ambientale e al costo sociale, e che oggi hanno virato sensibilmente verso un’</span><b>attenzione</b><span style="font-weight: 400;"> spasmodica </span><b>alla loro impronta sul pianeta</b><span style="font-weight: 400;">. Tutti orientati alla filosofia pioneristica della mitica </span><a href="https://www.velvetmag.it/2022/12/30/biografia-carriera-vivienne-westwood-moda-punk/"><span style="font-weight: 400;">Vivienne Westwood</span></a><b> </b><span style="font-weight: 400;">– </span><i><span style="font-weight: 400;">“Buy less, choose well, make it last”- </span></i><span style="font-weight: 400;">che oggi appare più che mai</span> <b>ispirazione sistemica</b><span style="font-weight: 400;">, in difesa del nostro futuro. In difesa della comunità umana che abita il Pianeta.</span></p>
<p style="text-align: right;"><b>Angela Oliva</b></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11243" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/edito_26-300x200.png" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/edito_26-300x200.png 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/edito_26-1024x683.png 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/edito_26-768x513.png 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/edito_26-600x400.png 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/edito_26.png 1410w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/la-forza-di-pensarsi-comunita-green/">La forza di pensarsi comunità… green</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
