<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Flora Fusarelli Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
	<atom:link href="https://lacittamagazine.it/tag/flora-fusarelli/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://lacittamagazine.it/tag/flora-fusarelli/</link>
	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
	<lastBuildDate>Sat, 09 Sep 2023 07:15:23 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.1</generator>
	<item>
		<title>DITA DI DAMA di Chiara Ingrao</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/dita-di-dama-di-chiara-ingrao/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=dita-di-dama-di-chiara-ingrao</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2023 15:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[BioBacco]]></category>
		<category><![CDATA[Flora Fusarelli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=11327</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quando dita delicate fanno il rumore del metallo. Li sentite questi rumori metallici fastidiosi e ripetitivi? E gli slogan urlati negli scioperi riuscite a sentirli? Io sì! Li ho sentiti forti e chiari durante la lettura di Dita di dama di Chiara Ingrao. Riviviamo nello scritto della Ingrao le atmosfere tipiche degli anni 70: la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/dita-di-dama-di-chiara-ingrao/">DITA DI DAMA di Chiara Ingrao</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Quando dita delicate fanno il rumore del metallo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Li sentite questi rumori metallici fastidiosi e ripetitivi?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E gli slogan urlati negli scioperi riuscite a sentirli?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Io sì! Li ho sentiti forti e chiari durante la lettura di </span><i><span style="font-weight: 400;">Dita di dama</span></i><span style="font-weight: 400;"> di </span><i><span style="font-weight: 400;">Chiara Ingrao</span></i><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Riviviamo nello scritto della Ingrao le atmosfere tipiche degli anni 70: la strage di Piazza Fontana, le bombe, la legge sul divorzio e, naturalmente, le lotte per l’approvazione dello statuto dei lavoratori. Siamo quindi nel periodo dell’autunno caldo dei metalmeccanici. La storia è quella di Maria, una ragazza che ama studiare e che vorrebbe utilizzare le sue affusolate dita di dama per dattilografare, ma viene costretta dal padre a entrare in fabbrica.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Maria non riesce a immaginare di dover fare l’operaia.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">«Operaia. Era bastata quella parola, a farle crollare il mondo addosso. Operaia: lacrime calde che mi colavano nel collo, il naso gonfio strofinato sulla camicetta, a sbrodolarmi di moccio. Frasi smozzicate, fra un singhiozzo e l’altro, come una bambina piccola: perché quello ha detto&#8230; Ma come fanno a pensare&#8230; E la stenodattilo? L’operaia Francé. L’operaia!!».</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non conosce l’ambiente della fabbrica e, lavorandoci, scopre una serie di ingiustizie –perpetrate soprattutto nei confronti delle donne – che lei, assieme alle sue colleghe, si impegna a combattere in maniera piena e agguerritissima. Il ruolo che per lei era inizialmente imbarazzante e assurdo, diventa uno status che le permette di esprimersi, crescere e credere nelle lotte del suo tempo partecipando attivamente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A narrarci questa storia è Francesca, la migliore amica di Maria che, al contrario di lei, ha avuto la possibilità di proseguire gli studi. Le due, inseparabili durante l’infanzia, iniziano ad avere alti e bassi a causa della divisione inevitabile delle loro strade. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’importanza del rapporto tra le operaie e, più in generale, tra le donne troneggia imponente su tutto il resto degli accadimenti all’interno della fabbrica. La solidarietà, la comprensione e l’aiuto creano i presupposti per una futura rivoluzione femminile più ampia e globale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La scrittura della Ingrao non si smentisce mai: sincera, nostalgica, romantica, genuina e resistente. Lo stile fresco e colloquiale rende la lettura fruibile per tutti i generi di lettori.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dal libro è stato tratto un bellissimo spettacolo teatrale interpretato da una meravigliosa Laura Pozone.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Cinque stelle su cinque senza alcun dubbio.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Flora Fusarelli</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Autrice e Collaboratrice editoriale</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11376" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-dita-di-dama-c-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-dita-di-dama-c-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-dita-di-dama-c-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-dita-di-dama-c-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-dita-di-dama-c-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-dita-di-dama-c-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-dita-di-dama-c-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-dita-di-dama-c.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/dita-di-dama-di-chiara-ingrao/">DITA DI DAMA di Chiara Ingrao</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un “alfabeto” per descrivere Silone</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/un-alfabeto-per-descrivere-silone/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=un-alfabeto-per-descrivere-silone</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2022 16:40:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Flora Fusarelli]]></category>
		<category><![CDATA[MadeInAbruzzo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=2426</guid>

					<description><![CDATA[<p>Impossibile non associare all’Abruzzo, insieme alle tante personalità di spicco della nostra regione, il nome di Ignazio Silone, uno dei più grandi scrittori del 900 definito da William Faulkner «il maggior scrittore vivente». Nel tempo, moltissimi sono stati i tentativi, da quasi tutta Italia, di gettare fango sulla figura di questo autore talentuoso e dalla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/un-alfabeto-per-descrivere-silone/">Un “alfabeto” per descrivere Silone</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-2426-1" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/Silone-un-alfabeta.mp3?_=1" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/Silone-un-alfabeta.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/Silone-un-alfabeta.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Impossibile non associare all’Abruzzo, insieme alle tante personalità di spicco della nostra regione, il nome di Ignazio Silone, uno dei più grandi scrittori del 900 definito da William Faulkner «il maggior scrittore vivente».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel tempo, moltissimi sono stati i tentativi, da quasi tutta Italia, di gettare fango sulla figura di questo autore talentuoso e dalla personalità giusta e profonda, ma con scarsi esiti visto che, soprattutto per gli Abruzzesi – e in particolare per i marsicani – Silone resta un luminosissimo faro non solo per gli intellettuali, ma anche (e forse soprattutto) per i cittadini comuni, per i poveri cristi, per quei </span><i><span style="font-weight: 400;">cafoni</span></i><span style="font-weight: 400;"> da lui tanto amati e ben descritti. Fu ingiustamente accusato di essere una spia politica, di essere un collaboratore dell’Ovra. Tali accuse influirono fortemente sul corso della sua vita di scrittore. Fedele nella difesa e nella diffusione dell’opera dell’autore è stata la Fondazione Ignazio Silone, che promosse la prima biografia di Silone scritta da Ottorino Gurgo e Francesco De Core e pubblicata da Marsilio nel 1998.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Gli stessi autori, appassionati studiosi di Silone, pubblicheranno nel 2003 un volume dal titolo: </span><i><span style="font-weight: 400;">Silone, un alfabeto</span></i><span style="font-weight: 400;">. In questo volume troviamo assegnata ad ogni lettera dell’alfabeto una o più parole relative alla vita o all’opera di Silone. Quarantuno parole analizzate, sviscerate e trattate con maestria che ci aiutano a ripercorrere gli aspetti salienti della vita dello scrittore, le caratteristiche principali delle sue opere e della sua personalità in un modo scorrevole e accattivante.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si parte dalla lettera </span><i><span style="font-weight: 400;">A</span></i><span style="font-weight: 400;"> e quale parola vi si poteva associare se non </span><i><span style="font-weight: 400;">Abruzzo</span></i><span style="font-weight: 400;">? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">«È l’Abruzzo il “paesaggio dell’anima” di Silone»</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">che alla sua Pescina, alla sua terra, è stato sempre legato in modo viscerale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si arriva fino alla </span><i><span style="font-weight: 400;">V </span></i><span style="font-weight: 400;">di </span><i><span style="font-weight: 400;">verità</span></i><span style="font-weight: 400;">:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">«Questo legame di Silone con la Verità non è connesso soltanto al suo lavoro di scrittore e di intellettuale. È parte viva anche del suo impegno politico che è l’antitesi di quella che i francesi chiamano la </span><i><span style="font-weight: 400;">politique politicienne</span></i><span style="font-weight: 400;">, la politica politicante».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">passando per la </span><i><span style="font-weight: 400;">C</span></i><span style="font-weight: 400;"> di </span><i><span style="font-weight: 400;">Cafoni</span></i><span style="font-weight: 400;">, per la </span><i><span style="font-weight: 400;">G</span></i><span style="font-weight: 400;"> di </span><i><span style="font-weight: 400;">Giustizia</span></i><span style="font-weight: 400;"> e per la </span><i><span style="font-weight: 400;">S</span></i><span style="font-weight: 400;"> di </span><i><span style="font-weight: 400;">Scrivere</span></i><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un libro datato in relazione all’anno di pubblicazione, ma non nei concetti e nei fatti. Un libro interessante per avere uno sguardo d’insieme sul nostro conterraneo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il vero modo per assaporare profondamente Silone è, naturalmente, leggere i suoi scritti per capire le sue sfaccettature, le sue idee radicate e tenaci, la sua predilezione per i deboli, per la giustizia, per la ragionevolezza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fontamara, considerato il suo capolavoro, potete leggerlo anche sul muro, ad Aielli, il coloratissimo Borgo marsicano dove alcuni artisti hanno copiato il testo per intero, a mano, su una parete che è diventata testimonianza tangibile dell’amore della Marsica e dell’Abruzzo per Silone.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Flora Fusarelli</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2482" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/silone-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/silone-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/silone-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/silone-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/silone-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/silone-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/silone-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/silone.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/un-alfabeto-per-descrivere-silone/">Un “alfabeto” per descrivere Silone</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		<enclosure url="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/Silone-un-alfabeta.mp3" length="593964" type="audio/mpeg" />

			</item>
		<item>
		<title>Manuale di progettazione per la grande distribuzione</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/manuale-di-progettazione-per-la-grande-distribuzione/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=manuale-di-progettazione-per-la-grande-distribuzione</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2022 16:40:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Flora Fusarelli]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=1820</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Roberta Panza Un profondo cambiamento è avvenuto nella piccola distribuzione fino a far dilagare quella che è oggi la distribuzione di massa. Per capire come si è evoluta la grande distribuzione bisogna servirsi dell’aiuto di un manuale che, per quanto possa sembrare datato, ci è necessario proprio per afferrare le dinamiche iniziali necessarie allo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/manuale-di-progettazione-per-la-grande-distribuzione/">Manuale di progettazione per la grande distribuzione</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">di Roberta Panza</span></p>
<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-1820-2" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/wav" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/11_manuale-di-progettazione.wav?_=2" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/11_manuale-di-progettazione.wav">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/11_manuale-di-progettazione.wav</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Un profondo cambiamento è avvenuto nella piccola distribuzione fino a far dilagare quella che è oggi la distribuzione di massa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per capire come si è evoluta la grande distribuzione bisogna servirsi dell’aiuto di un manuale che, per quanto possa sembrare datato, ci è necessario proprio per afferrare le dinamiche iniziali necessarie allo sviluppo della GDO dalla scomparsa del negozio tradizionale alla comparsa negli anni Sessanta del supermercato classico fino all’arrivo dei centri commerciali e, infine, dell’odierno e onnipresente on-line che ha rivoluzionato i meccanismi e le modalità di consumo. Il Manuale di progettazione per la grande distribuzione di Roberta Panza edito da FrancoAngeli sarà un aiuto decisivo per la comprensione. Il sottotitolo – Strategie, immagine e format per nuovi consumatori – ci introduce da subito anche nell’aspetto visivo dello sviluppo del marketing e le immagini contenute nel volume ci facilitano la comprensione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Cambia dunque continuamente la progettazione commerciale a livello anche estetico. Un restyling continuo con nuovi lay-out dettati dai nuovi lifestyle del terzo millennio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una grande avanzata che però non aveva fatto i conti, e non avrebbe mai immaginato di doverli fare, con l’arrivo della pandemia in atto colpevole di aver devastato degli equilibri spesso già precari.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Allo stato attuale abbiamo dunque i piccoli negozi che nuotano in un mare di difficoltà e rischiano la chiusura o hanno già chiuso; i grandi gruppi che, pur avendo le possibilità economiche, sopravvivono solo se stanno al passo con le nuove norme e i continui cambiamenti e, infine, l’on-line che procede a lunghi e veloci passi, ma che rischia di doversi fermare a causa della necessità impellente di contatto umano indotta dai lunghi periodi di isolamento. Un quadro sicuramente e decisamente poco rassicurante. Consumista e capitalista, il singolo consumatore dovrebbe aprire gli occhi e orientarsi verso un commercio in difficoltà oramai abbandonato anche dai numerosi mentitori seriali che: «Io su Amazon non ci compro!». Eppure&#8230;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un minimo di impegno dunque e ricordatevi che&#8230; Marx vi vede che comperate on-line! </span><span style="font-weight: 400;"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f60a.png" alt="😊" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Flora Fusarelli</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2268" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/manuale-di-progettazione-per-la-grande-distribuzione-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/manuale-di-progettazione-per-la-grande-distribuzione-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/manuale-di-progettazione-per-la-grande-distribuzione-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/manuale-di-progettazione-per-la-grande-distribuzione-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/manuale-di-progettazione-per-la-grande-distribuzione-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/manuale-di-progettazione-per-la-grande-distribuzione-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/manuale-di-progettazione-per-la-grande-distribuzione-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/manuale-di-progettazione-per-la-grande-distribuzione.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-1820-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/Video-presentazione-Articolo.mp4?_=1" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/Video-presentazione-Articolo.mp4">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/Video-presentazione-Articolo.mp4</a></video></div>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/manuale-di-progettazione-per-la-grande-distribuzione/">Manuale di progettazione per la grande distribuzione</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		<enclosure url="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/11_manuale-di-progettazione.wav" length="0" type="audio/wav" />
<enclosure url="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/Video-presentazione-Articolo.mp4" length="78431154" type="video/mp4" />

			</item>
		<item>
		<title>Le pagine della Visconti ripercorre il rapporto tra l’uomo e le risorse energetiche</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/le-pagine-della-visconti-ripercorre-il-rapporto-tra-luomo-e-le-risorse-energetiche/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=le-pagine-della-visconti-ripercorre-il-rapporto-tra-luomo-e-le-risorse-energetiche</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Feb 2022 17:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Flora Fusarelli]]></category>
		<category><![CDATA[Rincari]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=2071</guid>

					<description><![CDATA[<p>La pandemia, a livello mondiale, ha colpito tutti i settori in modo incisivo e deleterio. A livello economico, lo shock esogeno è stato terribile e, seppure non si può ancora avere una stima certa dei danni, è già chiarissimo che tutti i settori della vita devono farci i conti in qualche modo. Agli altissimi costi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/le-pagine-della-visconti-ripercorre-il-rapporto-tra-luomo-e-le-risorse-energetiche/">Le pagine della Visconti ripercorre il rapporto tra l’uomo e le risorse energetiche</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">La pandemia, a livello mondiale, ha colpito tutti i settori in modo incisivo e deleterio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A livello economico, lo </span><i><span style="font-weight: 400;">shock esogeno</span></i><span style="font-weight: 400;"> è stato terribile e, seppure non si può ancora avere una stima certa dei danni, è già chiarissimo che tutti i settori della vita devono farci i conti in qualche modo. Agli altissimi costi umani si aggiungono quelli sociali, quelli culturali, quelli economici ed energetici.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il costo energetico, a livello mondiale, ha subìto una drastica riduzione della domanda e questo vale naturalmente anche per l’Italia che rispecchia alla perfezione il trend mondiale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non sono stati sufficienti i bonus, il risparmio autonomo delle famiglie a scopo precauzionale né gli sforzi statali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’inevitabile fermo del commercio e, dunque, anche dell’industria, ha provocato un calo della domanda che non ha pari nella storia e anche se le fonti rinnovabili sono state quelle che hanno registrato un danno minore, anche in quel caso ci sono stati dei cali spesso notevoli.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per capire le dinamiche che hanno portato a questa situazione, bisogna andare a cercare, a monte, la natura del rapporto tra le risorse energetiche e l’uomo. In questo caso può esserci utile il volume di Agnese Visconti Risorse energetiche e comunità umane edito dall’</span><span style="font-weight: 400;">Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani e Italia Nostra.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Leggiamo nell’introduzione:</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">« Le pagine di questo libro costituiscono per il lettore un invito a compiere un lungo viaggio esplorativo con destinazioni diverse, nel tempo e nello spazio, allo scopo di provare a considerare e osservare i differenti fili che, in maniera più o meno tenace, hanno formato in passato e formano tuttora l’intessitura, non sempre omogenea, anzi perlopiù variegata – rada, folta e compatta, o finanche lacerata, sfilacciata e non sempre ricucita – formata dall’intreccio degli uomini con gli ambienti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Occhi e mente saranno tesi dunque a ricercare i molteplici legami che hanno congiunto/disgiunto e tuttora congiungono/disgiungono, in diverse misure, le società – differenti le une dalle altre, ieri come oggi, per obiettivi, tecniche, credenze religiose, espressioni artistiche, scelte politiche ed economiche – con i vari prodotti del suolo e del sottosuolo, così come con l’aria, l’acqua e il sole.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un filo tuttavia, tra i molti che gli uomini hanno allacciato in passato e che continuano ad allacciare tuttora, verrà indagato con particolare attenzione: quello che, con il nome di risorsa energetica, li ha accompagnati nel corso della storia, concorrendo, ancorché irregolarmente, alla loro crescita e al loro benessere economico, e che oggi tuttavia, con il mutato appellativo di crisi energetica, sembra essere stato brutalmente tagliato, al punto da assumere la forma di una ferita profonda che, come vedremo, non si è per ora rimarginata».</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un viaggio che prende dunque le mosse dal termine greco </span><a href="https://it.wiktionary.org/wiki/%E1%BC%94%CF%81%CE%B3%CE%BF%CE%BD"><span style="font-weight: 400;">ἔργον (lavoro) e che procede attraverso l’analisi delle diverse risorse – dal carbone, al gas, al petrolio – fino ad arrivare alle prime avvisaglie e poi alle cause della crisi profonda approdando all’utilizzo delle energie rinnovabili e all’interazione dell’uomo con esse con un’attenzione particolare al caso della nostra penisola.</span></a></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Flora Fusarelli</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2132" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-36-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-36-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-36-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-36-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-36-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-36-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-36-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-36.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/le-pagine-della-visconti-ripercorre-il-rapporto-tra-luomo-e-le-risorse-energetiche/">Le pagine della Visconti ripercorre il rapporto tra l’uomo e le risorse energetiche</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’ironia di un ribelle che si affidava al vizio e al talento</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/lironia-di-un-ribelle-che-si-affidava-al-vizio-e-al-talento/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lironia-di-un-ribelle-che-si-affidava-al-vizio-e-al-talento</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Feb 2022 17:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenze]]></category>
		<category><![CDATA[Flora Fusarelli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=979</guid>

					<description><![CDATA[<p>I vezzi di un artista, si sa, sono sempre molti e disparati. Basti pensare al termine Bohémien così tanto diffuso anche nel linguaggio comune e riferito in passato proprio agli artisti che, prima ancora di raggiungere la notorietà, si dedicavano a una vita disordinata, dissoluta e viziosa che diventava un vero e proprio modo di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/lironia-di-un-ribelle-che-si-affidava-al-vizio-e-al-talento/">L’ironia di un ribelle che si affidava al vizio e al talento</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-979-3" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/5_Oscar-wilde.mp3?_=3" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/5_Oscar-wilde.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/5_Oscar-wilde.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">I vezzi di un artista, si sa, sono sempre molti e disparati. Basti pensare al termine </span><i><span style="font-weight: 400;">Bohémien</span></i><span style="font-weight: 400;"> così tanto diffuso anche nel linguaggio comune e riferito in passato proprio agli artisti che, prima ancora di raggiungere la notorietà, si dedicavano a una vita disordinata, dissoluta e viziosa che diventava un vero e proprio modo di vivere ravvisato ad esempio nei </span><i><span style="font-weight: 400;">poètes maudit </span></i><span style="font-weight: 400;">o anche della nostrana </span><i><span style="font-weight: 400;">Scapigliatura</span></i><span style="font-weight: 400;"> di fine 800.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">C’è però un artista che più di tutti ha fatto della sua vita e della sua poetica il senso del vizio in tutte le sue forme e maniere incarnando una figura ibrida tra il </span><i><span style="font-weight: 400;">dandy</span></i><span style="font-weight: 400;"> legato all’estetica e all’eleganza (nonostante come testimoniano moltissimi documenti nonché le varie foto non fosse certo di bellezza notevole come il suo Dorian Gray) e il vizioso spregiudicato ed eccentrico. Parliamo naturalmente di Oscar Wilde che vide la sua carriera letteraria decisamente subordinata alla sua personalità a dir poco provocatrice e peccaminosa. Si auto definì socialista e, pur non dichiarandola, non cercò certo di nascondere la propria omosessualità a causa della quale subì un processo, così come fu condannato a due anni di reclusione per sodomia. Celebre – e incriminante – fu nel processo la sua famosa frase: «L’amore che non osa pronunciare il proprio nome».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il suo manifesto poetico fu però, senza dubbio, quello contenuto in due dei suoi più celebri aforismi:</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">«Posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni».</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">e ancora:</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">«L’unico modo per liberarsi da una tentazione è cedervi».</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Del resto la sua vita è stata coerente con la sua opera e ritroviamo ne </span><i><span style="font-weight: 400;">Il ritratto di Dorian Gray</span></i><span style="font-weight: 400;">, che racconta la degenerazione dei desideri e della propria bellezza, qualcosa di malsano che – ispirandosi naturalmente al </span><i><span style="font-weight: 400;">Dottor Faust</span></i><span style="font-weight: 400;"> – rappresenta proprio il conflitto tra il piacere e la moralità, il confine mancato tra il piacere e il vizio, che è sicuramente un confine molto molto labile, ma oltrepassarlo significa cadere nella dipendenza patologica che, automaticamente, in qualsiasi ambito, conduce alla rovina. Da una presunta libertà si passa dunque ad una nuova schiavitù.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il risultato, oltre alle questioni “legali”, è quello di una figura ribelle, che guarda al proprio mondo con ironia e distacco, che non accetta di piegarsi ai dettami sociali di una società, in questo caso quella dell’età vittoriana, che con il suo atteggiamento borghese rifiuta alcuni costumi ritenuti degradanti e imbarazzanti. Certo&#8230; è una ribellione che costa cara all’ autore nonché al personaggio della sua opera principale – Dorian Gray, appunto – che diverranno esempi delle conseguenze della mancanza di misura e di morale, ma anche quelli di una società che, spesso, degenera nella borghesia più triste e deleteria che, a sua volta, sfocia nella negazione di se stessi. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Flora Fusarelli</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1029" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Oscar_Wilde_3g07095u-adjust-204x300.jpg" alt="" width="204" height="300" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Oscar_Wilde_3g07095u-adjust-204x300.jpg 204w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/Oscar_Wilde_3g07095u-adjust.jpg 330w" sizes="auto, (max-width: 204px) 100vw, 204px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1030" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/OSCAR-1-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/OSCAR-1-300x168.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/OSCAR-1-600x335.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/OSCAR-1-768x429.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/OSCAR-1-696x389.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/OSCAR-1.jpg 1010w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1699" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-19-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-19-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-19-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-19-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-19-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-19-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-19-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-19.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/lironia-di-un-ribelle-che-si-affidava-al-vizio-e-al-talento/">L’ironia di un ribelle che si affidava al vizio e al talento</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		<enclosure url="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/5_Oscar-wilde.mp3" length="2827682" type="audio/mpeg" />

			</item>
		<item>
		<title>Il linguaggio pubblicitario</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/il-liguaggio-pubblicitario/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-liguaggio-pubblicitario</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Feb 2022 22:25:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Brand]]></category>
		<category><![CDATA[Flora Fusarelli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=934</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Massimo Arcangeli La nascita del brand Nel 2022 non si può non tener conto del nuovo linguaggio che accompagna le nostre vite e, in un periodo storico dove il consumismo e la comunicazione social sono all’apice, il concetto di brand, di marca, è qualcosa che ci accompagna nel quotidiano. Per essere più specifici, il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/il-liguaggio-pubblicitario/">Il linguaggio pubblicitario</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">di Massimo Arcangeli</span></p>
<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-934-4" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/13_Il-linguaggio-pubblicitario.mp3?_=4" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/13_Il-linguaggio-pubblicitario.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/13_Il-linguaggio-pubblicitario.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">La nascita del </span><i><span style="font-weight: 400;">brand</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel 2022 non si può non tener conto del nuovo linguaggio che accompagna le nostre vite e, in un periodo storico dove il consumismo e la comunicazione social sono all’apice, il concetto di </span><i><span style="font-weight: 400;">brand</span></i><span style="font-weight: 400;">, di </span><i><span style="font-weight: 400;">marca</span></i><span style="font-weight: 400;">, è qualcosa che ci accompagna nel quotidiano.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per essere più specifici, il brand è l’insieme dei caratteri distintivi che collega il nostro cervello direttamente a un prodotto ben preciso, ci permette di identificarlo almeno a grandi linee. Chi di noi non riconosce il simbolo distintivo dei prodotti Adidas? Chi non ha ben presente il carattere grafico del logo Coca-Cola?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La guida Carocci ci dona una visione d’insieme delle caratteristiche generali e del collegamento tra le varie parti comunicative della pubblicità di un dato prodotto: dal logo al testo, dagli slogan alla pubblicità su schermo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Leggiamo dalla quarta di copertina:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">«Come si legge un messaggio pubblicitario e in che modo il testo verbale coopera con l&#8217;immagine ai fini persuasivi? E la creatività nel settore è realmente tale o è invece il frutto di abili strategie di marketing che attingono alle tendenze espressive e comunicative del momento? Il volume affronta alcuni dei temi portanti della pubblicità odierna, confrontandoli con altrettanti del passato lontano e di quello recente, e delinea possibili scenari per il futuro; offre, inoltre, un&#8217;utile rassegna di tipologie comunicative relative ai vari ambiti».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un testo imprescindibile per chi vuole avere chiari i concetti di base, un aiuto per chi vuole ricostruire la storia del </span><i><span style="font-weight: 400;">brand</span></i><span style="font-weight: 400;"> dando anche un necessario sguardo ai percorsi del passato che ci hanno portato allo sviluppo complessivo di tale argomento e che ci proiettano verso il futuro.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Flora Fusarelli</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-672" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/BRAND-COPERTINA-197x300.jpg" alt="" width="197" height="300" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/BRAND-COPERTINA-197x300.jpg 197w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/BRAND-COPERTINA.jpg 327w" sizes="auto, (max-width: 197px) 100vw, 197px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/il-liguaggio-pubblicitario/">Il linguaggio pubblicitario</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		<enclosure url="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/13_Il-linguaggio-pubblicitario.mp3" length="1774835" type="audio/mpeg" />

			</item>
	</channel>
</rss>
