<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Ernesto Albanello Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
	<atom:link href="https://lacittamagazine.it/tag/ernesto-albanello/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://lacittamagazine.it/tag/ernesto-albanello/</link>
	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
	<lastBuildDate>Thu, 14 Sep 2023 22:11:44 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.1</generator>
	<item>
		<title>Dal pentapartito al Cavaliere: com’è cambiato il Paese?</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/dal-pentapartito-al-cavaliere-come-cambiato-il-paese/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=dal-pentapartito-al-cavaliere-come-cambiato-il-paese</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2023 19:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Albanello]]></category>
		<category><![CDATA[Repubbliche]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=11482</guid>

					<description><![CDATA[<p>I mali antichi di questo Paese restano purtroppo, implacabilmente gli stessi. Questo perché, ci sono state opportunità formidabili, ma custodite nelle mani sbagliate, che non hanno consentito all’Italia di emanciparsi e di sbarazzarsi dei suddetti mali antichi. A cosa mi riferisco? Alla convinzione che il “sistema Stato” sia da considerare ostile ed avverso al privato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/dal-pentapartito-al-cavaliere-come-cambiato-il-paese/">Dal pentapartito al Cavaliere: com’è cambiato il Paese?</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">I mali antichi di questo Paese restano purtroppo, implacabilmente gli stessi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo perché, ci sono state opportunità formidabili, ma custodite nelle mani sbagliate, che non hanno consentito all’Italia di emanciparsi e di sbarazzarsi dei suddetti mali antichi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A cosa mi riferisco? Alla convinzione che il “sistema Stato” sia da considerare ostile ed avverso al privato cittadino.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questo senso i mali endemici erano presenti nel pentapartito e si sono acuiti con la famosa “discesa in campo” del Cavaliere che è servita solo a promulgare leggi che lo favorissero, ma nulla è stato fatto perché i cittadini italiani si allontanassero dal loro modo “furbo e opportunistico” di intendere la relazione con il Paese.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Al contrario: ho sentito in questi giorni che il Cavaliere fosse un “rabdomante dei comportamenti dei cittadini italiani”: ovverosia la sua politica si è basata sull’intercettare le consuetudini delle persone, per trasformarle in riconoscimenti plausibili dei suoi elettori.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In sostanza, al pari del “cercatore  d’acqua” che individua il punto  da cui potrà zampillare una sorgente, Berlusconi individua con raro acume un modo diffuso dell’essere nel cittadino, salvo poi a trasformarlo in un suo seguace.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quindi il Paese non solo non è cambiato, perché se lo fosse, lo sarebbe stato in peggio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mi viene da pensare alla battuta del Cavaliere rispetto al sopraggiungere di malintenzionati che, nel momento in cui gli viene fatto presente che si tratta di ladri individuati nei paraggi, lui tira un sospiro di sollievo mormorando: “meno male, temevo fosse la Guardia di Finanza”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Stiamo parlando dello stesso Corpo militarizzato dello Stato che svolge la sua opera di contrasto alla diffusione, ad esempio, delle sostanze stupefacenti, la cui capacità di arrestare questo flusso di droga, appare evidentemente impossibile, tanta è la ramificazione degli spacciatori che portano a destinazione la propria opera di rifornimento a favore dei tossicodipendenti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E’ presto per dire se la scomparsa del Cavaliere porterà ad una inversione dei modelli di vita e degli stili nel comportamento nel nostro Paese.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quello di cui l’Italia ha davvero bisogno è una ritrovata coesione senza personaggi dall’ego smisurato e dal narcisistico bisogno di visibilità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sarebbe fuori luogo qualsiasi desiderio di supremazia che trovasse consensi e accoglimenti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quindi mi sento di dire che il Paese “può” essere candidato a cambiare, ma tutti dovranno fare la loro parte, abbassando i toni ed evitando qualsiasi esercizio di forza muscolare o di superomismo, su cui è bene che per un po’ cali il sipario.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Forse un modello di vita diffuso, più all’insegna della sobrietà e della discrezione, potrà far risplendere il Bel Paese, che è e rimane uno scenario di stupende diversità, complementari le une alle altre. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ernesto Albanello</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11497" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-dal-pentapartito-al-cavaliere-vrp-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-dal-pentapartito-al-cavaliere-vrp-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-dal-pentapartito-al-cavaliere-vrp-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-dal-pentapartito-al-cavaliere-vrp-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-dal-pentapartito-al-cavaliere-vrp-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-dal-pentapartito-al-cavaliere-vrp-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-dal-pentapartito-al-cavaliere-vrp-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-dal-pentapartito-al-cavaliere-vrp.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/dal-pentapartito-al-cavaliere-come-cambiato-il-paese/">Dal pentapartito al Cavaliere: com’è cambiato il Paese?</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La salute, un diritto di tutti…o no?</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/la-salute-un-diritto-di-tuttio-no/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-salute-un-diritto-di-tuttio-no</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Sep 2023 15:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Albanello]]></category>
		<category><![CDATA[Salute un diritto di tutti ...o no?]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=11270</guid>

					<description><![CDATA[<p>La sensazione che avverto, è che la stagione dei diritti si stia affievolendo sempre di più e stia subentrando una forma di rassegnazione per cui l’idea di Paese che provvede al cittadino, che avevamo coltivato negli anni passati, deve essere definitivamente archiviata. Ho letto una affermazione del filosofo Umberto Galimberti che presenta elementi che suscitano [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/la-salute-un-diritto-di-tuttio-no/">La salute, un diritto di tutti…o no?</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">La sensazione che avverto, è che la stagione dei diritti si stia affievolendo sempre di più e stia subentrando una forma di rassegnazione per cui l’idea di Paese che provvede al cittadino, che avevamo coltivato negli anni passati, deve essere definitivamente archiviata.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ho letto una affermazione del filosofo Umberto Galimberti che presenta elementi che suscitano inquietudine.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lui sostiene che stiamo scivolando verso un sistema democratico illiberale e che finiremo per non accorgercene.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Qual è la linea di demarcazione che induce il cittadino, per definizione sovrano, a non sentirsi più tale ed a rassegnarsi ad una forma di vassallaggio?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel momento in cui la persona, di fronte ad abusi, a prepotenze, ad arroganze, a spudorati privilegi, non si indigna neppure più e ritiene che, siccome così va il mondo, è saggio adattarsi e, dunque, adeguarsi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Andiamo a considerare il diritto supremo che contraddistingue il cittadino che vive in un Paese a regime democratico rappresentativo rispetto ad altre forme di Stato, in cui vigono i potentati e le satrapie.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Qual è questo diritto supremo? Sicuramente la tutela della salute e dunque la possibilità di accedere ad ogni tipo di assistenza, che va elargita anche a chi non è consapevole di dovere farne ricorso.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il motivo per cui è da rendere obbligatoria la prevenzione dalle malattie e dalle patologie, è perché la persona, molto prosaicamente, viene a “costare” di meno alla collettività : sia per giornate perse rispetto al lavoro che espleta, sia per  una morbosità che, presa in tempo, può facilitare un pieno ristabilimento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Proviamo a pensare al duro contrasto che andrebbe messo in atto nei confronti della diffusione delle sostanze stupefacenti: sappiamo purtroppo che così non è e non ci si indigna più, non ci si mobilita più, non si pone l’accento o l’indice accusatore verso il drogato che, se è alla guida di un’ auto, può procurare incidenti in cui ad essere coinvolti sono persone incolpevoli.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Invece tutto questo sembra essere una riflessione astratta, anche perché constatiamo che la salute viene associata alla costruzione di nuovi ospedali ed alla distribuzione crescente di prodotti farmaceutici, di macchinari che permettono una vigilanza dello stato di salute “a distanza”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In definitiva sta crescendo la convinzione che ognuno, se vuole curarsi, deve provvedere ad accrescere la consapevolezza di procedure, spesso tortuose in quanto informatizzate allo spasimo, con la conseguenza che la umanizzazione della medicina, che dovrebbe essere a salvaguardia delle persone più fragili, viene a ridimensionarsi sempre più.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’amara riflessione mi porta a concludere che la salute ha cessato di essere un diritto per tutti.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ernesto Albanello</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11289" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-la-salute-un-diritto-di-tutti-vrp-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-la-salute-un-diritto-di-tutti-vrp-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-la-salute-un-diritto-di-tutti-vrp-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-la-salute-un-diritto-di-tutti-vrp-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-la-salute-un-diritto-di-tutti-vrp-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-la-salute-un-diritto-di-tutti-vrp-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-la-salute-un-diritto-di-tutti-vrp-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-la-salute-un-diritto-di-tutti-vrp.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/la-salute-un-diritto-di-tuttio-no/">La salute, un diritto di tutti…o no?</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La forza di una comunità</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/la-forza-di-una-comunita/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-forza-di-una-comunita</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Aug 2023 13:30:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Albanello]]></category>
		<category><![CDATA[La forza di una comunità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=11229</guid>

					<description><![CDATA[<p>Vivere nella dimensione dell’insieme, implica che i diversi componenti sappiano intraprendere ruoli diversi per rendersi fra loro complementari. La comunità non è una sommatoria indistinta di persone intercambiabili e fra loro sovrapponibili: se così fosse, ci sarebbero soggetti che si sentirebbero intrusi o ingombranti perché con la percezione di occupare un’area non a loro pertinente. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/la-forza-di-una-comunita/">La forza di una comunità</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Vivere nella dimensione dell’insieme, implica che i diversi componenti sappiano intraprendere ruoli diversi per rendersi fra loro complementari.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La comunità non è una sommatoria indistinta di persone intercambiabili e fra loro sovrapponibili: se così fosse, ci sarebbero soggetti che si sentirebbero intrusi o ingombranti perché con la percezione di occupare un’area non a loro pertinente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La comunità, quindi, diventa tale nel momento in cui vive nella consapevolezza che ogni componente trova l’agio necessario per esprimersi, pur nella moltitudine.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Allora diventa una realtà in cammino, perché è composita e sviluppa una interdipendenza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Prendiamo, ad esempio, un paese che si trova nell’entroterra della nostra regione. Quando ha cessato di essere comunità? Nel momento in cui sono venute meno le funzioni di ciascuno dei suoi abitanti, che erano indispensabili per la sussistenza dell’abitato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La macelleria, l’emporio di prodotti e generi alimentari, la merceria, la chiesa, l’artigiano, l’agricoltore, la farmacia, la scuola, la locanda, il manutentore del verde, l’ufficio postale il muratore ed altre “diverse intelligenze” rappresentavano il connubio che si intersecava al suo interno e consentiva la vitalità che scaturiva da una autonomia dell’intera popolazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quand’è che i paesi dell’entroterra hanno cominciato lo spopolamento? Nel momento in cui è iniziata la dispersione, in forma progressiva, di nuclei che rappresentavano l’ossatura di un sistema integro, perché coeso tra le sue diverse componenti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Abbiamo assistito ad uno “sbriciolamento” e non è casuale che, accanto alle emorragie di parti indispensabili al funzionamento del tutto, ha avuto inizio lo smottamento ed il conseguente dissesto idrogeologico che, di frequente, ha reso inabitabile una entità urbana che aveva sfidato i secoli.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi si assiste ad un ritorno nelle realtà urbane a carattere rurale, prima molto antropizzate, perché ci si è resi conto dell’inganno perpetrato da una falsa vita più comoda, ma sostanzialmente insulsa, nei cui interstizi ha iniziato a prendere il sopravvento qualcosa di malvagio e ulteriormente disgregatore di quelle entità senza radici, come la droga, la criminalità, la demotivazione, la depressione, il suicidio, la violenza verso le donne.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si riuscirà ad invertire un processo che finora appare inarrestabile verso il degrado e quindi verso l’assenza dei punti fondanti per dare vita ad una comunità?</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ernesto Albanello</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11261" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/vrp_01-1-300x200.png" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/vrp_01-1-300x200.png 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/vrp_01-1-1024x683.png 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/vrp_01-1-768x513.png 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/vrp_01-1-600x400.png 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/vrp_01-1.png 1410w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/la-forza-di-una-comunita/">La forza di una comunità</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fusione Nucleare: speranza o illusione?</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/fusione-nucleare-speranza-o-illusione-2/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=fusione-nucleare-speranza-o-illusione-2</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Aug 2023 15:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Albanello]]></category>
		<category><![CDATA[Letture sotto l'ombrellone 2023]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=11203</guid>

					<description><![CDATA[<p>Non intendo addentrarmi in tematiche riguardanti la fisica, disciplina verso la quale nutro ammirazione ed apprezzamento per le conquiste che, tramite quegli studi, la civiltà ha compiuto e ci ha portato ad essere quelli che siamo e di cui disponiamo. Non ho però quella profondità di conoscenze, tale da permettermi di pronunciarmi al riguardo. Quello [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/fusione-nucleare-speranza-o-illusione-2/">Fusione Nucleare: speranza o illusione?</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=11203" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-Nb-iSjy0SKRWLjckKaP.mp3?generation=1691155564139626&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=11203&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-Nb-iSjy0SKRWLjckKaP"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=11203"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><span style="font-weight: 400;">Non intendo addentrarmi in tematiche riguardanti la fisica, disciplina verso la quale nutro ammirazione ed apprezzamento per le conquiste che, tramite quegli studi, la civiltà ha compiuto e ci ha portato ad essere quelli che siamo e di cui disponiamo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non ho però quella profondità di conoscenze, tale da permettermi di pronunciarmi al riguardo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quello che posso dire è che sicuramente la fusione di due nuclei può dare adito ad una energia più pulita, ma ignoro se, per giungere a simili risultati, poi occorrerà provvedere ad un dispendio di risorse in più o ad uno smaltimento di scorie.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Posso dire quello che può suscitare in noi abruzzesi e, in particolare, nei teramani e negli aquilani, che abbiamo ben presente a cosa possa portarci, come effetti negativi, particolari tipi di esperimenti compiuti all’interno dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutti noi sappiamo che sotto il traforo del Gran Sasso scorre la giacenza idrica di questa montagna che è ricca di ben sette falde acquifere.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ancora oggi non conosciamo come sono distinte fra loro le acque di scarico dell’INFN, le acque che devono essere canalizzate ed in perfetta potabilizzazione che vanno a riempire le condutture della Ruzzo Reti, le acque del sistema autostradale con particolare riguardo a quelle che trasudano all’interno delle gallerie.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’INFN è particolarmente impegnato nell’azione della ricerca riferita al neutrino, apparso in occasione del suo percorso, della distanza di 730 Km. effettuati sottoterra, pari alla distanza tra il CERN di Ginevra ed i laboratori del Gran Sasso.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quello che a noi cittadini abruzzesi interessa, è che le ricerche dell’INFN non determinino la contaminazione delle acque, il cui fabbisogno riguarda settecentomila abitanti di questa regione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non vorremmo che l’Abruzzo, regione montuosa con un limitato numero di abitanti, paghi lo scotto per ricerche compiute all’insaputa di chi risiede in questo territorio, i cui effetti potrebbero essere anche vantaggiosi per la collettività nazionale, europea o planetaria, ma che potrebbero arrecare nocumento ad una ricchezza dal valore inestimabile che è l’acqua del Gran Sasso.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">So bene di aver eluso la domanda rispetto alla questione se la fusione nucleare sia una speranza o vada nella direzione di una possibilità illusoria, ma ho il fondato dubbio che non si tenga nella dovuta attenzione chi poi è maggiormente esposto a rischi, cioè i residenti, che sarebbero i destinatari di queste possibili conseguenze nocive.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ernesto Albanello</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11204" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-fusione-nucleare-c-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-fusione-nucleare-c-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-fusione-nucleare-c-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-fusione-nucleare-c-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-fusione-nucleare-c-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-fusione-nucleare-c-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-fusione-nucleare-c-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-fusione-nucleare-c.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/fusione-nucleare-speranza-o-illusione-2/">Fusione Nucleare: speranza o illusione?</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Medicina di oggi e telemedicina di domani: dove va l’Italia ?</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/medicina-di-oggi-e-telemedicina-di-domani-dove-va-litalia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=medicina-di-oggi-e-telemedicina-di-domani-dove-va-litalia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Aug 2023 15:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Albanello]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina di oggi e la telemedicina di domani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=11139</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dobbiamo renderci conto di una “evoluzione” che sembra inarrestabile: non altrimenti si spiegherebbe il provvedimento legislativo con cui il Parlamento si appresta a delineare la figura dello Psicologo di Base, che affiancherà il Medico di famiglia. Perché ho voluto esordire con questa riflessione? Perché il rapporto medico-paziente, che dovrebbe essere potenziato per quanto concerne la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/medicina-di-oggi-e-telemedicina-di-domani-dove-va-litalia/">Medicina di oggi e telemedicina di domani: dove va l’Italia ?</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=11139" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-Naue8m_GGmDmtG41dtN.mp3?generation=1691053772770525&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=11139&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-Naue8m_GGmDmtG41dtN"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=11139"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><span style="font-weight: 400;">Dobbiamo renderci conto di una “evoluzione” che sembra inarrestabile: non altrimenti si spiegherebbe il provvedimento legislativo con cui il Parlamento si appresta a delineare la figura dello Psicologo di Base, che affiancherà il Medico di famiglia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Perché ho voluto esordire con questa riflessione? Perché il rapporto medico-paziente, che dovrebbe essere potenziato per quanto concerne la capacità di ascolto e la relazione empatica, viene ad essere ancora di più strutturato all’interno di parametri e procedure che scavalcano a piè pari il bisogno che le donne e gli uomini hanno di essere accompagnati verso una presa di coscienza di sé, che spesso, molto spesso, prescindono dai farmaci prescritti e sono diretti alla ricerca di una “presa in carico di sé” per tutto quanto concerne le ansie, i turbamenti, le inquietudini,  i disagi esistenziali che irrompono, attraversano la mente e lasciano malesseri che si somatizzano e generano disturbi organici, ben studiati ed analizzati dalla medicina psicosomatica.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutto questo dovrebbe indurre la classe medica a ripensare al suo ruolo ed al tipo di approccio che è opportuno riscopra con il paziente: invece cosa accade?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Che la tecnologia sanitaria, sempre pronta a inventare e creare strumenti per alleviare l’opera del medico, specie se massimalista con 1500 pazienti da seguire, realizza dispositivi meccanici che suppliscono alla presenza del medico, quando questo dovesse trovarsi nella impossibilità di intervenire.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E’ il paziente stesso che, attraverso domande che pone ad un hardware dotato di una gamma di risposte computerizzate, viene a conoscere le origini del suo malessere e quali azioni terapeutiche adottare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dove va l’Italia? Ma certamente va verso una crescente desertificazione della risposta sanitaria con la consolidata “fuga di cervelli”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ormai, con l’inglese reso obbligatorio e di fatto seconda lingua da utilizzare e con la scarsità di risposte che il nostro Paese è in grado di dare ai giovani medici, tra l’altro retribuendoli in modo meno soddisfacente che altrove, ne consegue che l’Italia si incammina verso un pensionamento dei medici con il raggiungimento dell’età massima prevista che non contempla un ricambio mediante leve fresche, sicuramente meglio acculturate e fortemente motivate.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Allora che si fa? Niente paura…c’è la telemedicina!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Penso che ogni commento sia superfluo….</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Dr. Ernesto Albanello</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11152" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-medicina-di-oggi-ci-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-medicina-di-oggi-ci-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-medicina-di-oggi-ci-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-medicina-di-oggi-ci-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-medicina-di-oggi-ci-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-medicina-di-oggi-ci-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-medicina-di-oggi-ci-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-medicina-di-oggi-ci.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/medicina-di-oggi-e-telemedicina-di-domani-dove-va-litalia/">Medicina di oggi e telemedicina di domani: dove va l’Italia ?</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vale la pena credere nelle proprie idee?</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/vale-la-pena-credere-nelle-proprie-idee/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=vale-la-pena-credere-nelle-proprie-idee</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jul 2023 15:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Credo quindi faccio ... e riesco]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Albanello]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=11092</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le idee sono importanti in quanto rappresentano la sintesi di una percezione della realtà che ci è intorno, con in più la sensazione personale che costituisce l’elemento della interpretazione personale rispetto al mondo in cui viviamo. Non credere in ciò che pensiamo e verso cui viviamo tensioni e sviluppiamo progetti, spalanca le porte verso un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/vale-la-pena-credere-nelle-proprie-idee/">Vale la pena credere nelle proprie idee?</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=11092" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NaRzX8TVhzAdH69qWM3.mp3?generation=1690556066363701&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=11092&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NaRzX8TVhzAdH69qWM3"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=11092"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><span style="font-weight: 400;">Le idee sono importanti in quanto rappresentano la sintesi di una percezione della realtà che ci è intorno, con in più la sensazione personale che costituisce l’elemento della interpretazione personale rispetto al mondo in cui viviamo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non credere in ciò che pensiamo e verso cui viviamo tensioni e sviluppiamo progetti, spalanca le porte verso un atteggiamento rinunciatario e dunque verso la depressione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per questo la comunità in cui viviamo deve essere prodiga nell’aprire i varchi in favore delle idee che prendono corpo e che, beninteso, abbiano “le gambe per camminare”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi, diversamente, abbiamo a che fare con centri occulti di potere che sostengono, spesso, “idee” mediocri e addirittura fuorvianti rispetto ad una visione della città del domani che scaturisce da una solida consapevolezza delle radici che affondano nel terreno di ieri.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutto questo è spiegato e rilevato da quello che chiamiamo “inconscio collettivo”: una sensazione magmatica che è in fermento continuo, simile ad una lava eruttata, capace alla fine di delineare un nuovo germoglio di cui si rende interprete un personaggio, un figlio di quella comunità che sente non rinviabile una sua volontà di incidere e di far avanzare la consapevolezza della realtà umana da cui proviene.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quindi, non credere nelle proprie idee, che non sono in verità proprie ma espressione della sensibilità di una terra che ti ha eletto ad esserne alfiere, significa tradire un processo, non comprendere la sfida a cui si è chiamati: in questo senso la rassegnazione o lo svilimento che porta l’interprete di quello stato d’animo collettivo ad abdicare e dunque a rinunciare al proprio disegno, equivale ad una capitolazione della intera cultura sociale di un territorio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Risponderei dunque che non solo “vale la pena”, ma costituisce un autentico impegno morale, quello di perseguire l’affermazione di un proprio disegno che, torno a ripetere, non appartiene a lui in modo solipsistico, ma si estende al “comune sentire” in ambito letterario, poetico, scientifico, naturalistico, gastronomico, grafico, pittorico, musicale, scultoreo e in tante altre forme ancora.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In fondo il ruolo della istituzione è quello di facilitare l’emersione di quelle “punte di iceberg”, poche o tante che siano, che altro non sono che “nicchie elitarie” di un incessante e continuo “laboratorio esistenziale” che, in quanto esiste ed opera, dimostra il suo bisogno di continuare ad esistere ed a prosperare. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Gli “ideatori”, dunque, sono gli “svelatori delle visioni” che un territorio ha già maturato nel tempo e che seguono un disegno imperscrutabile ai disattenti ed ai superficiali, ma evidentissimo a coloro che percepiscono il senso di uno stile coevo a quel determinato ambiente in cui ha germogliato, è sbocciato e si è dunque propagato.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ernesto Albanello</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11111" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/ern-alb-300x200.png" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/ern-alb-300x200.png 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/ern-alb-1024x683.png 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/ern-alb-768x512.png 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/ern-alb-1536x1025.png 1536w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/ern-alb-696x464.png 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/ern-alb-1068x712.png 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/ern-alb-600x400.png 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/ern-alb.png 1880w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/vale-la-pena-credere-nelle-proprie-idee/">Vale la pena credere nelle proprie idee?</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come si riconosce una vera amicizia</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/come-si-riconosce-una-vera-amicizia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=come-si-riconosce-una-vera-amicizia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jul 2023 15:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Come si riconosce una vera amicizia?]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Albanello]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=11054</guid>

					<description><![CDATA[<p>Essere amici vuol dire gioire dei successi che la persona a cui sei legato da un rapporto che si estende nel tempo, riesce a raggiungere. La vita di ognuno necessita di quella persona che, nei modi più fantasiosi e non codificati, ti dà la cosiddetta “pacca sulla spalla” e ti sussurra di credere in te. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/come-si-riconosce-una-vera-amicizia/">Come si riconosce una vera amicizia</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=11054" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NaRzjpOrz4A7WXPO4Ay.mp3?generation=1690556116941814&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=11054&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NaRzjpOrz4A7WXPO4Ay"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=11054"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><span style="font-weight: 400;">Essere amici vuol dire gioire dei successi che la persona a cui sei legato da un rapporto che si estende nel tempo, riesce a raggiungere.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La vita di ognuno necessita di quella persona che, nei modi più fantasiosi e non codificati, ti dà la cosiddetta “pacca sulla spalla” e ti sussurra di credere in te.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per un certo periodo, se lo hanno saputo fare, ci sono stati i genitori che hanno valorizzato i figli per i risultati conseguiti: poi, per una certa serie di fattori, che vanno dalla complessità delle prove alle quali siamo chiamati a fornire risposte, alla minore lucidità o la impossibilità di essere al nostro fianco dei padri e delle mamme, i genitori “passano il testimone” all’amico.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In effetti questa persona che ci è vicina, si è affiancata a noi anche “prima che i genitori uscissero di scena”, ma poi questo soggetto assume sempre maggiore rilievo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ne sentiamo il bisogno, ne avvertiamo la necessità, per una rassicurazione, per una condivisione, per fare una “maggiore o migliore messa a punto” di qualche scelta che stiamo per compiere.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non è il “vero amico” colui “che può” ed a cui ti rivolgi quando sei a corto di denaro e ti fa un prestito, ben convinto che gli verrà restituita, dopo qualche tempo, quella somma, ma che resterà del tutto indifferente se tu, che eri in stato di bisogno, ti sei effettivamente messo dietro le spalle quello stato di necessità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’amico autentico è quello che antepone la relazione emotiva fatta di ascolto, di vicinanza, di accompagnamento all’aiuto economico che, sul piano del soddisfacimento di un bisogno, può davvero significare qualcosa di relativo, se poi non si immedesima nella situazione di ripresa dell’altro e se questa, effettivamente, sia avvenuta. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’amico autentico “fa le notti seduto su una sedia” al tuo fianco e si rende disponibile a dare “il cambio” ai familiari, per alleviargli una condizione di stanchezza, che vuol dire tempo sottratto al sonno e impossibilità di essere poi lucidi abbastanza per affrontare la giornata seguente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’amico, quello vero, non fa nulla “per tornaconto”, non nutre aspettative che quanto elargito, gli verrà poi corrisposto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’amico dimostra questa sua effettiva alleanza con te quando è contento di vederti “riprendere a sorridere” e, per concludere con una frase di Baden Powell, fondatore dello scoutismo, “la vera felicità è quella di procurare felicità agli altri”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se questo vale nello “spendersi” a favore di uno sconosciuto, quanto più deve “calare a pennello” se lo si fa per un amico?</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ernesto Albanello</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11082" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/1-come-si-riconosce-una-vera-amicizia-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/1-come-si-riconosce-una-vera-amicizia-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/1-come-si-riconosce-una-vera-amicizia-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/1-come-si-riconosce-una-vera-amicizia-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/1-come-si-riconosce-una-vera-amicizia-1536x1024.jpg 1536w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/1-come-si-riconosce-una-vera-amicizia-2048x1365.jpg 2048w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/1-come-si-riconosce-una-vera-amicizia-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/1-come-si-riconosce-una-vera-amicizia-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/1-come-si-riconosce-una-vera-amicizia-1920x1280.jpg 1920w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/07/1-come-si-riconosce-una-vera-amicizia-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/come-si-riconosce-una-vera-amicizia/">Come si riconosce una vera amicizia</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vale la pena essere leali?</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/vale-la-pena-essere-leali/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=vale-la-pena-essere-leali</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jun 2023 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Albanello]]></category>
		<category><![CDATA[Vale la pena essere leali?]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=10878</guid>

					<description><![CDATA[<p>Basterebbe sostituire alla parola “leali”, il termine “autentici” e forse la risposta alla domanda avrebbe minori tentennamenti. Questo perché la “lealtà” è considerata al pari di un atteggiamento basato sulla sincerità e quindi riferito al nostro interlocutore. Allora subentrano varie riserve mentali che hanno a che vedere con il “tornaconto” e dunque con le possibili [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/vale-la-pena-essere-leali/">Vale la pena essere leali?</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=10878" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NZBMzmm8wY_x3D5Z5HQ.mp3?generation=1688129779454004&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=10878&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NZBMzmm8wY_x3D5Z5HQ"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=10878"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><span style="font-weight: 400;">Basterebbe sostituire alla parola “leali”, il termine “autentici” e forse la risposta alla domanda avrebbe minori tentennamenti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo perché la “lealtà” è considerata al pari di un atteggiamento basato sulla sincerità e quindi riferito al nostro interlocutore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Allora subentrano varie riserve mentali che hanno a che vedere con il “tornaconto” e dunque con le possibili conseguenze che possono nuocerci se siamo sinceri.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Pensiamo all’adolescente che inizia a costruirsi una vita autonoma, che può confliggere con le regole ricevute dai genitori o dagli insegnanti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E’ chiaro che quel ragazzo, che ha un IO in formazione, sa di poter fare delle esperienze che possono portarlo anche a sbagliare, ma che se non le facesse, incorrerebbe nel rischio di dipendere da direttive degli adulti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questo senso l’adolescente è consapevole che “trasgredire” lo porterà ad andare incontro a rischi, ma è l’unica strada che gli permette di vivere delle emozioni interamente sue.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’adolescente poi cresce e si rende conto (o dovrebbe rendersi conto) che verrà apprezzato e considerato se si sarà dimostrato “affidabile” e dunque, coerente con la “parola data”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo processo di consapevolezza lo acquisirà però solo intorno ai 22-24 anni: una fascia di età che corrisponde con l’ingresso nell’età matura e che lo porterà a fare esperienza nel settore lavorativo, dal quale prende corpo il senso della “responsabilità”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La lealtà è questo: essere coerenti con la parola data, avere una sola faccia, anche se questa potrebbe essere non conveniente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Pensiamo al testimone che deposita in tribunale la sua versione dei fatti: la sua deposizione, sotto giuramento, permette alla legge di giovarsi di elementi che consentono al giudice a procedere verso la verità e, dunque, di emettere una sentenza rispondente a quanto accaduto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La persona non leale è, viceversa, inaffidabile: esprime una identità che è ambigua, dalla “lingua biforcuta” come veniva sentenziato dal clan dei saggi degli indiani d’America.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il comportamento corrente induce a ritenere “la lealtà” come un modo di essere che ci allontana dal successo, che ci fa perdere delle opportunità, che non ci fa salire “sul carro del vincitore” nel caso di una competizione elettorale, che inevitabilmente va a concludersi con una compagine che vince e l’altra che perde.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se però pensiamo che una persona leale è circondata da una aura di ammirazione e di considerazione che la rende “oggetto meritevole della stima altrui”, allora possiamo giungere alla conclusione che, essere leali rappresenta un investimento sulla nostra immagine.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ernesto Albanello</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10879" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/1-vale-la-pena-essere-leali-vrp-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/1-vale-la-pena-essere-leali-vrp-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/1-vale-la-pena-essere-leali-vrp-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/1-vale-la-pena-essere-leali-vrp-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/1-vale-la-pena-essere-leali-vrp-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/1-vale-la-pena-essere-leali-vrp-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/1-vale-la-pena-essere-leali-vrp-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/1-vale-la-pena-essere-leali-vrp.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/vale-la-pena-essere-leali/">Vale la pena essere leali?</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La pazienza, virtù dei forti</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/la-pazienza-virtu-dei-forti/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-pazienza-virtu-dei-forti</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jun 2023 15:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Albanello]]></category>
		<category><![CDATA[La pazienza è la virtù dei forti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=10850</guid>

					<description><![CDATA[<p>La persona che manifesta pazienza nel suo intraprendere un percorso, è dotata di una visione che le permette di considerare gli ostacoli del cammino, come una prova da superare. Oggi siamo circondati da persone, viceversa, che smaniano, che sono insofferenti nelle attese, che alla guida dell’auto, si permettono di compiere manovre azzardate quanto spericolate, per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/la-pazienza-virtu-dei-forti/">La pazienza, virtù dei forti</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=10850" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NYcmeR5K5zI7lP7Cogl.mp3?generation=1687532787228553&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=10850&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NYcmeR5K5zI7lP7Cogl"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=10850"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><span style="font-weight: 400;">La persona che manifesta pazienza nel suo intraprendere un percorso, è dotata di una visione che le permette di considerare gli ostacoli del cammino, come una prova da superare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi siamo circondati da persone, viceversa, che smaniano, che sono insofferenti nelle attese, che alla guida dell’auto, si permettono di compiere manovre azzardate quanto spericolate, per mancanza di pazienza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Poi, a catastrofe avvenuta che spesso si materializza dietro l’angolo, quella stessa persona ne dovrà esercitare di pazienza… e poi, per raggiungere cosa? Esattamente la posizione che aveva conquistato appena prima dell’atto compiuto, rivelatosi sconsiderato quanto impulsivo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Noi assistiamo, tra lo sbalordimento, gesti messi in atto dagli adolescenti, che vogliono dimostrare di “non essere secondi a nessuno”, ma così facendo, vengono “bollati” come scarsamente cooperativi e quindi tenuti alla larga, quando c’è da fare un lavoro di gruppo, che al contrario presuppone mediazione, ascolto dell’altro, composizione delle posizioni contrastanti, ma che trovano una sintesi nella dialettica.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Poi, quegli stessi ragazzi, cominciano a rendersi conto che stanno precipitando nella sfera della asocialità e questo li riduce all’isolamento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La scuola, spiace dirlo, non educa adeguatamente alla pazienza, perché predilige la competitività che, spesso, favorisce uno “scatto nei riflessi”, ma penalizza una visione d’insieme.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le stesse materie d’insegnamento devono poter essere considerate occasioni per apprendere, per sviluppare i processi cognitivi, che non sono uguali per ogni studente, in quanto ciascuno ha una propria maggiore propensione rispetto ad un argomento oppure riguardo ad un altro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il corpo docente, nella sua globalità di osservazione, potrà valutare l’insieme e quindi incoraggiare la complementarietà, che è il requisito per creare una alleanza fra le intelligenze diversificate fra i differenti studenti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Perché questo processo prenda corpo, occorre procedere come quando si cura il germoglio di una piccola pianta che, perché affiori e prenda il sopravvento sulle erbe infestanti, dovrà essere pulita, concimata ed innaffiata.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Come si può rilevare, l’esercizio della pazienza sarà sempre posizionato al massimo grado: un potenziamento di qualità che, occorre specificare, non ha nulla a che vedere con la flemmaticità o con la lentezza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Essere pazienti, dunque, vuol dire non perdere di vista il progetto da raggiungere, ma al tempo stesso saper ponderare il passo da compiere, quando le condizioni lo permettono.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ernesto Albanello</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10851" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/la-pazienza-virtu-dei-forti-vro-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/la-pazienza-virtu-dei-forti-vro-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/la-pazienza-virtu-dei-forti-vro-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/la-pazienza-virtu-dei-forti-vro-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/la-pazienza-virtu-dei-forti-vro-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/la-pazienza-virtu-dei-forti-vro-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/la-pazienza-virtu-dei-forti-vro-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/la-pazienza-virtu-dei-forti-vro-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10852" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/la-pazienza-virtu-dei-forti-vrp-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/la-pazienza-virtu-dei-forti-vrp-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/la-pazienza-virtu-dei-forti-vrp-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/la-pazienza-virtu-dei-forti-vrp-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/la-pazienza-virtu-dei-forti-vrp-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/la-pazienza-virtu-dei-forti-vrp-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/la-pazienza-virtu-dei-forti-vrp-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/la-pazienza-virtu-dei-forti-vrp-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/la-pazienza-virtu-dei-forti/">La pazienza, virtù dei forti</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Corriamo, corriamo: ma dove andiamo ?</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/corriamo-corriamo-ma-dove-andiamo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=corriamo-corriamo-ma-dove-andiamo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jun 2023 15:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Corriamo Corriamo ma dove andiamo?]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Albanello]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=10813</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ormai la nostra vita è contrassegnata da adempimenti, dal rispondere ad una serie di sollecitazioni che provengono dall’esterno, ma che se non ci “invadono”, finiamo noi per procurarcele. Abbiamo assunto un atteggiamento facciale sempre proteso ad una risposta che sentiamo di dover fornire, in relazione ad una domanda in entrata, vera o presunta a cui [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/corriamo-corriamo-ma-dove-andiamo/">Corriamo, corriamo: ma dove andiamo ?</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=10813" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NY3aosGNeDP2MWI3S7w.mp3?generation=1686925708701883&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=10813&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NY3aosGNeDP2MWI3S7w"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=10813"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><span style="font-weight: 400;">Ormai la nostra vita è contrassegnata da adempimenti, dal rispondere ad una serie di sollecitazioni che provengono dall’esterno, ma che se non ci “invadono”, finiamo noi per procurarcele.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Abbiamo assunto un atteggiamento facciale sempre proteso ad una risposta che sentiamo di dover fornire, in relazione ad una domanda in entrata, vera o presunta a cui dobbiamo, comunque, dare soddisfazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un genitore, atterrito dall’idea che la propria figlia possa rimediare delle bocciature al punto da dover ripetere l’anno, corre ad incontrare quante più volte possibile l’insegnante o chi coordina la classe della ragazza, in modo da attivare qualcosa che deve essere scongiurato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Probabilmente la ragazza avrebbe bisogno di stazionare un anno per consolidare ciò che non ha acquisito, ma quel genitore, proiettato a vivere la eventuale “sconfitta” della figlia come una “sua” battuta di arresto, fa i salti mortali perché il rischio della bocciatura “rientri”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se quel genitore provasse ad interrogarsi, a conoscersi meglio, ad approfondire il suo sé, forse non starebbe troppo “con il fiato sul collo” alla propria figlia e percepirebbe che il risultato positivo della ragazza risponde ad un suo bisogno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Allora: proviamo a non correre, ma a rallentare i nostri passi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Perché, se pensassimo a dove stiamo mettendo i piedi, ci sentiremmo meno “trafelati” e, forse, capiremmo dove riamo diretti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ormai, il nostro stile di vita non si differenzia se siamo abitatori di una grande città o di un piccolo paese: questo è davvero deprimente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La organizzazione del mostro esistere ci sta omologando al tal punto che, pure se siamo circondati da una natura magnifica, quelle bellezze che sono i nostri boschi, i nostri laghi e le nostre montagne, neppure ci accorgiamo che ci fanno da cornice e potrebbero esaltare il nostro esistere.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Effettivamente, però, qualcosa si muove: sono segnali ancora timidi ed incerti, ma che consentono di percepire un andamento che, nel tempo, si ingrosserà sempre di più.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sempre più spesso accade di conoscere storie di coppie o, anche di singoli, che lasciano la propria vita di Milano o di Bologna e si trasferiscono in Calabria.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">C’è da dire che quando raggiungono il meridione d’Italia, non vanno ad inurbarsi a Reggio o a Cosenza, ma si “rintanano” in paesini davvero primitivi e senza quelle condizioni “confortevoli” di cui si attorniavano.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo sta a significare che si raggiunge un livello di stress che non è più a lungo sopportabile: allora ci si comincia a rendere conto che una vita che è maggiormente allineata con il senso dell’esistere, ha qualcosa di impagabile.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Allora, sempre di più otteniamo una risposta alle pressanti domande che ci poniamo: perché sopravvivere in un ingorgo quando si potrebbe esistere in un contesto davvero rigenerante?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Statene certi che le persone, con il tempo, riusciranno ad essere sempre meno stupide e sempre più consapevoli delle regole di una vita che meriti di essere vissuta.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ernesto Albanello</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10826" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/1-corriamo-corriamo-vrp-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/1-corriamo-corriamo-vrp-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/1-corriamo-corriamo-vrp-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/1-corriamo-corriamo-vrp-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/1-corriamo-corriamo-vrp-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/1-corriamo-corriamo-vrp-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/1-corriamo-corriamo-vrp-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/1-corriamo-corriamo-vrp.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/corriamo-corriamo-ma-dove-andiamo/">Corriamo, corriamo: ma dove andiamo ?</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
