Il ruolo del design tra rigenerazione, recupero e rinnovamento green

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L’attenzione all’ambiente e alla sostenibilità entra prepotente anche nell’edizione 2022 del Milano Design Week e del Fuorisalone. Installazioni, dibattiti, proposte e soluzioni, partendo dalla necessaria riduzione degli sprechi, hanno esploso prepotentemente cosa possa fare il design per un domani più green del pianeta. Le due manifestazioni parallele si sono concentrate sulla declinazione di tempo e spazio, due dimensioni entrambe necessarie per operare sostenibilmente con quelle azioni capaci di ridurre gli impatti ambientali e abbracciare un cambiamento green anche nel design. Partendo dalle sfide lanciate a fine 2021 dalla conferenza sul clima Cop26. 

Come? Partendo con il prediligere metodi di produzione sostenibili e circolari, che partecipino alla diffusione dello stile di vita futuro, e passando poi per la scelta di materiali sempre più ecocompatibili. Sono state però le installazioni a farla da padrone ed attirare maggiormente il pubblico. Specie quelle focalizzate sulle azioni che rendono oggi e lo faranno sempre di più in futuro la transizione ecologica più reale e tangibile. Dominano le strutture realizzate con materiali provenienti da filiere naturali o recuperati da scarti. Le stesse installazioni poi potranno essere in ogni singolo elemento riutilizzate per l’arredo di altri luoghi.

Ma anche il giardino viene concepito come uno spazio da arredare sostenibilmente dando il giusto spazio, per esempio, a piccole arnie per api solitarie in bioplastica, biodegradabile e compostabile dal momento che è ottenuta dalla trasformazione degli zuccheri di origine naturale, come barbabietole, mais, canna da zucchero e simili. Ma ‘verde’ è anche la foresta galleggiante realizzata dall’archistar Stefano Boeri in collaborazione con Timberland, alla Darsena. Il bosco sull’acqua tutela la biodiversità, che attiva in quel luogo i benefici ambientali legati alla forestazione urbana.

Infine il capitolo mobilità reso attualissimo dalla sfida green imposta dallo stop nel 2035 alla produzione di veicoli a benzina o diesel. E allora anche il comparto delle auto elettriche ha raccolto una challenge di matrice design. Citroën ha affidato per esempio il modello AMI – 100% ëlectric alla reinterpretazione di alcune tra le più importanti designer dello scenario italiano: Daniela Gerini, Yukiko Nagai, Paola Navone, Draga Obradovic e Ludovica Serafini. La vettura si ricarica completamente in appena tre ore con una presa standard, che garantisce fino a 75 km di percorrenza, ed è guidabile dai 14 anni in su. Camminiamo, guidiamo, viviamo, verso il futuro nel rispetto dell’ambiente.

Angela Oliva

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