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Il peso dei rincari energetici sulle famiglie

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Difficile pensarci oggi quando il condizionatore a mala pena ci ripara dal caldo asfissiante. Giugno e luglio sono stati pieni di giornate dal solleone, con temperature percepite intorno ai 40 gradi, e neppure la sera a dare il refrigerio sperato. Umidità e condizioni da paese equatoriale e se arriva la pioggia è spesso sinonimo di disastro. Ma con l’autunno potremmo trovarci a rimpiangere il gran caldo. Siamo dentro ad una serie di rincari attesi fin dalla prossima bolletta. Per capirne l’entità basta prendere ad esempio il calcolo della società di consulenza Nomisma. Sul gas l’aumento atteso è di circa il 27%, mentre sul fronte dell’energia elettrica il rincaro si fermerà – si far dire! – al 17%. Poi andrà compreso il peso invece nella giungla delle nuove tariffe riservate al mercato tutelato.

Il governo Draghi ha cercato a più riprese di agire introducendo prima e confermando poi l’azzeramento degli oneri di sistema. Quello che stiamo vivendo è un evidente balzo generalizzato dei costi dell’energia. E a pagarne il peso più alto sono già e ancor più nel futuro le famiglie a medio e basso reddito. La causa la conosciamo tutti: l’attacco della Russia all’Ucraina e il sistema di sanzioni deciso dall’Occidente per costringere Putin, non al ritiro, ma almeno a trattare. Stiamo assistendo praticamente da subito, e aumenterà molto con l’arrivo dell’autunno, ad una costante impennata dei prezzi del gas sui mercati internazionali. La Russia ha chiuso i rubinetti, gettando nel panico un’intera e pesantissima per l’economia del vecchio continente – la Germania – che da metà giugno si è vista progressivamente ridurre la fornitura dal colosso Gazprom. Prima solo una manutenzione del famoso gasdotto Nord Stream 2, che ha fatto tremare i polsi ai teutonici, legati da sempre a doppio filo alla Russia e dipendenti dal suo gas.

Nomisma ha calcolato che nel terzo trimestre dell’anno le famiglie italiane già vedranno di nuovo gli aumenti dopo il taglio del 10% visto tra aprile e giugno. La famiglia media – il cui consumo si dovrebbe attestare a 2.700 kWh di elettricità all’anno – si ritroverà dai 195 e i 200 euro in più. Poi per il gas si schizza ad oltre 460 euro. Quindi il rincaro dovrebbe superare i 650 euro per famiglia su base annua. Anche il Codacons, l’associazione a difesa dei consumatori, è intervenuto definendo “insufficienti” i provvedimenti adottati fino ad oggi dal Governo. Dall’inizio del conflitto sono stati stanziati 30 miliardi di euro per contrastare il ‘caro bollette’. Ma è proprio lo stesso Codacons a lanciare sul tavolo l’ipotesi di un ritorno ai “prezzi amministrati dell’energia”. Forse una strada, se non la sola percorribile per contrastare il salasso delle famiglie. Perché non si può limitare il tutto al ‘caro energia’: come più volte abbiamo sottolineato in questa rubrica basta fare un giro al supermercato per rendersi conto di come l’inflazione abbia toccato diversi generi alimentari. Senza contare la guerra del grano: risolta solo grazie alla mediazione del Presidente turco Erdogan, che sta assumendo un ruolo sempre più centrale, se non l’unico politico che ha gli strumenti e gli interessi per capitalizzare a vantaggio suo e del suo paese la crisi internazionale che ci sta colpendo.

Angela Oliva