Negli ultimi tempi si parla tanto di empatia, forse perché “sintonizzarsi” con gli altri diventa sempre più difficile, mentre risulta più semplice ed immediato sintonizzarsi con le mille tecnologie che ci circondano e che creano in ogni istante, infinite opportunità di connessione.
Ma questo non ci basta, e così molto spesso ci capita di “non sentirci capiti”.
Sentirsi compresi e supportati è particolarmente importante per gli studenti, li aiuta a rimanere motivati, aumenta la consapevolezza di se’ e li incoraggia a difendere se stessi.
Se vogliamo avere un impatto duraturo sui nostri studenti e prepararli al successo, alla carriera e alla cittadinanza, dobbiamo dare la priorità all’empatia, come mentalità essenziale.
In un’ottica di apprendimento globale diventa indispensabile considerare anche l’aspetto emozionale.
Il docente deve riuscire a sintonizzarsi emotivamente sulla stessa lunghezza d’onda dei suoi allievi, solo così sarà in grado di creare quel gancio indispensabile alla creazione di un apprendimento che si sostanzi come significativo e permanente, funzionale alla realizzazione del progetto di vita che deve essere garantito a tutti e a ciascuno.
L’arte dell’insegnare presuppone il “tirare fuori “da se stessi ogni mattina, quelle competenze, motivazioni ed emozioni, utili a stabilire i migliori contatti tra se’ e gli alunni.
È spesso necessario mettere da parte i problemi personali, le proprie difficoltà, le ansie, cercando di mostrarsi sempre disponibili, senza cadere nell’eccesso opposto del permissivismo e dello stare sempre a disposizione.
I tempi sono cambiati, gli alunni come spesso si dice, non sono più quelli di una volta.
Anche alcuni disagi sono diversi, oserei dire addirittura inediti; si pensi ad esempio alla caduta del senso di appartenenza di molti giovani alle istituzioni (famiglia, scuola e società).
Ma non ci si aspetti che una riforma aggiusti le cose.
La disponibilità interna, l’empatia non si attivano a colpi di legge o di riforme.
Sono qualità preziose che vanno coltivate nel tempo.
Con pazienza e caparbietà…
C.T.





