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“Enhanced Vigilance Activity – Nuova sfida per la JULIA”

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Addestramento, deterrenza e difesa: la NATO si schiera sul fianco est dell’Alleanza.

Alla fine del mese di febbraio 2022 la Russia iniziò l’invasione dell’Ucraina attraverso un’offensiva militare segnando così una brusca escalation del conflitto già in atto dal 2014.

Il conflitto ha provocato la maggiore crisi per l’accoglienza di rifugiati in Europa dopo la fine della seconda guerra mondiale, suscitando sgomento ed apprensione in tutto il mondo.  La guerra e le successive sanzioni economiche imposte dall’Occidente alla Russia hanno scosso i mercati e minato la fragile ripresa post-COVID.

Dall’inizio della crisi gli stati occidentali hanno dimostrato una forte unità, approvando sanzioni senza precedenti e confermando l’invio di armi e aiuti all’Ucraina.

Mentre le istituzioni sono impegnate a livello diplomatico per la risoluzione del conflitto ed il ritorno alla pace e alla stabilità, in risposta all’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Russia nel 2022, gli Alleati hanno attivato i previsti piani di difesa della NATO mobilitando e dispiegando migliaia di truppe supplementari da entrambe le sponde dell’Atlantico. 

La NATO ha rapidamente istituito quattro nuovi gruppi tattici multinazionali che si aggiungono ai 4 già esistenti nelle repubbliche baltiche (Lettonia, Polonia, Estonia e Lituania costituiti su specifica richiesta con il Summit di Varsavia del luglio 2016) ciascuno guidato da una Framework Nation complementare alle forze dei Paesi ospitanti in Bulgaria, Ungheria, Romania e Slovacchia. Gli otto gruppi tattici si estendono lungo tutto il fianco orientale della NATO, dal Mar Baltico a nord al Mar Nero a sud e rappresentano il più grande rinforzo della difesa collettiva della NATO negli ultimi anni. 

In particolare, aver rafforzato la presenza sul fianco est rappresenta un chiaro esempio della determinazione nell’assolvere la missione primaria di sicurezza collettiva dell’integrità territoriale euro-atlantica contro ogni possibile aggressione e minaccia nonché di riaffermazione della coesione e della solidarietà tra i Paesi membri.

L’Italia con l’adesione all’iniziativa, dopo il previsto iter autorizzativo parlamentare, è stata quindi chiamata a contribuire con le proprie forze armate allo sforzo portato avanti dalla NATO, costituendo dei contingenti nazionali da schierare nei quattro Paesi con il chiaro intento di dare una risposta immediata ed efficace alla minaccia che incombe su quei valori di libertà e di democrazia che oggi sono messi in discussione come mai è stato fatto di recente sul nostro continente. Tutte le attività addestrative e operative condotte dalle Forze Armate Italiane sul fianco orientale della NATO sono disposte dal Capo di Stato Maggiore della Difesa (Ammiraglio CAVO DRAGONE) e svolte sotto il coordinamento e secondo le direttive impartite dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI).

In particolare l’Esercito Italiano con le proprie Truppe Alpine ha formato un contingente che a partire dal mese di Agosto 2022 ha iniziato ad operare nell’ambito dell’Operazione “enhanced Vigilance Activity” in Ungheria.

L’enhenced Vigilant Activity (eVA) letteralmente “Attività di Vigilanza Potenziata” è un’operazione di deterrenza, di natura difensiva che rispecchia l’impegno internazionale della NATO nell’opporsi a potenziali minacce all’integrità degli spazi Euro Atlantici.

Il gruppo tattico in Ungheria è stato attivato nell’agosto 2022 presso CAMP CROFT e vede presenti oltre alle truppe della nazione ospitante anche unità americane e croate per un totale di più di 1200 uomini e donne e oltre 300 veicoli da combattimento.

La Brigata Alpina “JULIA” è stata quindi identificata dai Comandi Superiori per schierare le proprie forze a partire dal mese di Febbraio 2023 ed ha avviato una serie di attività necessarie ad approntare le proprie forze orientando il proprio iter addestrativo alla condotta di attività cinetiche di tipo warfighting (combattimento).

I reggimenti chiamati per portare avanti lo sforzo richiesto all’Esercito Italiano sono stati l’8° reggimento di fanteria alpina di Venzone, il reggimento Piemonte cavalleria (2°) di Villa Opicina, il 3° reggimento artiglieria terrestre di Remanzacco, il 2° reggimento genio guastatori di Trento e il 2° reggimento trasmissioni di Bolzano. 

Le attività addestrative di preparazione degli alpini della JULIA si sono succedute con un ritmo incalzante a partire dal mese di luglio 2022 concretizzandosi in una serie di esercitazioni a carattere interforze, internazionale e pluriarma, nello svolgimento di addestramenti mirati come quello di MCM (metodo di combattimento militare) o aggiornamenti informativi sulla minaccia e sull’area di operazione.

Il primo banco di prova è stata l’esercitazione “Vertigo 2022” che ha visto gli alpini della JULIA impegnati sul loro storico campo di battaglia, le Alpi con le loro vette, le loro valli e le avversità dovute ad un clima rigido, aspro e mutevole. L’esercitazione mirata a verificare le capacità delle unità di combattere in un ambiente ostile, caratterizzato dallo sviluppo verticale, a oltre 2500 metri di altitudine, per circa un mese ha visto impegnati gli alpini della JULIA, insieme ad elicotteri AB-205 e CH-47 dell’Aviazione dell’Esercito e agli specialisti del Comando Trasmissioni ed Informazioni Tattiche, pianificare e condurre un’attività di tipo warfighting nei confronti di unità ostili che avevano invaso il territorio di un Paese alleato compiendo attacchi deliberati nei confronti della popolazione civile e delle istituzioni locali. 

L’atto tattico a partiti contrapposti è stato diviso in quattro fasi successive. Durante la prima fase, denominata “FIND“, è stata condotta un’esplorazione volta alla ricerca delle postazioni nemiche sfruttando nuclei di Tiratori Scelti e droni di ultima generazione; la fase successiva – denominata “FIX” – ha visto la simulazione di un attacco volto ad ingannare l’avversario. La terza fase “STRIKE“, la più complessa e tecnica, supportata dal fuoco dell’artiglieria erogato da obici 105/14 elitrasportati da assetti ad ala rotante americani, si è concretizzata in un attacco verticale in cui il grosso delle truppe ha operato per neutralizzare l’avversario mediante una manovra d’avvolgimento, sorprendendo il nemico dalle cime a ridosso degli obiettivi attraverso discese con la tecnica della corda doppia ed australiana. La quarta ed ultima fase “EXPLOIT” (sfruttamento del successo), ha visto una squadra del genio impegnata nel forzamento di un ostacolo passivo che ha permesso alle unità di rastrellare l’area bonificata e riprenderne il possesso.

La complessa esercitazione ha rappresentato il primo passo di un intenso periodo addestrativo che poi si è spostato nel mese di ottobre-novembre sulle montagne al confine tra Veneto e Friuli Venezia Giulia con il secondo appuntamento: l’esercitazione “VAL NATISONE”. Le Truppe Alpine hanno dato vita forse alla più intensa delle prove che ne avrebbero certificato la condizione di pronti all’impiego. La 6^ compagnia “LA BELLA” rinforzata da elementi del 3° artiglieria e del 2° genio ha condotto un’attenta attività di pianificazione e preparazione di una pattuglia da combattimento a lungo raggio su una distanza di circa 40 km percorrendo un dislivello positivo di circa 1500m, con il compito di ricercare la posizione delle postazioni avversarie che avevano preso il controllo di un importante crocevia allo scopo di neutralizzarle e riprendere il controllo del territorio. L’intera attività sviluppata su 3 giorni di movimento continuativo in ambiente diurno e notturno su terreno compartimentato, ha visto le Unità giunte in prossimità delle postazioni avversarie effettuare una ricognizione in profondità dell’area obiettivo per ottenere una maggiore Situational Awareness dello schieramento avversario e poter successivamente condurre una più precisa azione di fuoco con la propria componente mortai pesanti al fine di ridurre il combat power avversario e successivamente consentire un attacco delle unità di fanteria per neutralizzare le sacche di resistenza e riprendere il controllo dell’area. 

La Compagnia una volta abbandonata l’area ha quindi effettuato un ripiegamento sulle aree logistiche poste nelle retrovie dove sono state condotte tutte le attività necessarie per il ricondizionamento di materiali ed equipaggiamento.

Nel mese di dicembre i militari della JULIA hanno raggiunnto la piena condizione di pronti all’impiego con l’esercitazione “VAL TAGLIAMENTO” condotta questa volta in un ambiente atipico per le truppe alpine, ma che rispecchiava molto di più il futuro teatro d’impiego ungherese: le pianure del poligono del Cellina Meduna. In questo nuovo contesto il focus principale è stata l’integrazione delle forze di fanteria ed artiglieria con la componente di cavalleria di linea su blindo Centauro del reggimento Piemonte cavalleria (2°) in uno scenario ad alta intensità. Al termine dell’esercitazione il Comandante delle Truppe Alpine Generale di Corpo d’Armata Ignazio GAMBA nel rimarcare gli ottimi obiettivi raggiunti ha sottolineato come l’interoperabilità e l’addestramento siano un connubio indissolubile per essere all’altezza dei tempi e per affrontare le sfide future.

Si giunge quindi al mese di febbraio ed al deployment dei circa 260 militari che si sono schierati su Camp Croft in Veszprem per rilevare i “cugini” della Brigata Alpina TAURINENSE. Il TOA (Transfer of Authority) che ha sancito di fatto il passaggio di responsabilità tra il Comandante uscente Tenente Colonnello Fortunato SION ed il Tenente Colonnello Massimiliano CAREDDU  (teramano di nascita) è stato presieduto dal Comandante del COVI Generale Francesco Paolo FIGLIUOLO alla presenza di numerose autorità civili e militari e si è concretizzato con il simbolico passaggio della drappella di contingente. Spetterà ora alle Unità della Brigata Alpina JULIA il compito di proseguire sul solco tracciato dai predecessori.

“WE HAVE THE RESPONSABILITY 

TO SHAPE THE CHANGE BY TURNING

 CHALLEGES INTO OPPORTUNITIES”

Ten. (OF-1) Luca ANTONACCI