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	<title>Salute&amp;benessere Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
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		<title>IN MACCHINA CON FIDO E MICIO: COSA DICE LA LEGGE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2023 15:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute&benessere]]></category>
		<category><![CDATA[BioBacco]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Alcinii]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Articolo 169 del Codice della Strada afferma: «Sui veicoli diversi da quelli autorizzati a norma dell’art. 38 del decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320, è vietato il trasporto di animali domestici in numero superiore a uno e comunque in condizioni da costituire impedimento o pericolo per la guida. È consentito il trasporto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">L’</span><b>Articolo 169 del Codice della Strada</b><span style="font-weight: 400;"> afferma: «</span><i><span style="font-weight: 400;">Sui veicoli diversi da quelli autorizzati a norma dell’art. 38 del decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320, è vietato il trasporto di animali domestici in numero superiore a uno e comunque in condizioni da costituire impedimento o pericolo per la guida. È consentito il trasporto di soli animali domestici, anche in numero superiore, purché custoditi in apposita gabbia o contenitore o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete o altro analogo mezzo idoneo che, se installati in via permanente, devono essere autorizzati dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri</span></i><span style="font-weight: 400;">».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La normativa, quindi, si orienta sull’importanza di </span><b>avere piena disponibilità di movimento e massima visibilità del conducente</b><span style="font-weight: 400;">, pertanto si vieta il trasporto di animali liberi nella vettura, tenuti in braccio o sul sedile anteriore. Loro devono essere messi in sicurezza in appositi trasportini o con divisori e cinture di sicurezza per assicurare che non intralcino la guida garantendo la protezione del conducente e di conseguenza degli altri. Cani e gatti devono viaggiare comodi e protetti in caso di eventuali frenate brusche o, peggio ancora, di incidenti. Per garantire questo esistono diverse soluzioni:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>gabbie e trasportini</b><span style="font-weight: 400;"> idonei che dovranno essere fissati ai sedili posteriori oppure al bagagliaio con cinture di sicurezza o con appositi sistemi di ancoraggio;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>reti e grate divisorie</b><span style="font-weight: 400;"> che hanno la funzione di separare il bagagliaio dal resto della macchina. Queste sono particolarmente indicate per i cani di taglia grande. Attenzione: </span><span style="font-weight: 400;">i divisori, per il Codice della Strada, necessitano di omologazione presso la Motorizzazione Civile che dovrà rilasciare il certificato di idoneità</span><span style="font-weight: 400;"> al fine di scongiurare che cedano in casi di urto;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>cinture di sicurezza</b><span style="font-weight: 400;"> che si agganciano da una parte al dispositivo universale dell’auto e dall’altra all’imbracatura dell’animale (una sorta di pettorina), impedendogli così di muoversi liberamente. Soluzione idonea per gli animali di piccole e medie taglie che possono viaggiare sui sedili posteriori senza arrivare al conducente.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Qualora non si dovesse essere in regola con la normativa la sanzione nella quale si potrà incorrere è una multa che può oscillare da 84 a 335 euro e il decurtamento di 1 punto dalla patente. Inoltre, se l’animale dovesse procurare un indicente, il conducente potrà essere ritenuto responsabile sia civilmente che penalmente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È importante, come si evince dalla legge, adottare tutte le precauzioni per viaggiare in sicurezza senza dimenticare di affiancare a questa </span><b>il benessere e la comodità</b><span style="font-weight: 400;"> in base alle varie esigenze del cane e del gatto. </span></p>
<p style="text-align: right;">Francesca Alcinii</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11404" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-in-macchina-con-fido-e-micio-s_b-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-in-macchina-con-fido-e-micio-s_b-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-in-macchina-con-fido-e-micio-s_b-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-in-macchina-con-fido-e-micio-s_b-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-in-macchina-con-fido-e-micio-s_b-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-in-macchina-con-fido-e-micio-s_b-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-in-macchina-con-fido-e-micio-s_b-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-in-macchina-con-fido-e-micio-s_b.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11471" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/In-macchina-con-fido-e-micio-s_b-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/In-macchina-con-fido-e-micio-s_b-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/In-macchina-con-fido-e-micio-s_b-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/In-macchina-con-fido-e-micio-s_b-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/In-macchina-con-fido-e-micio-s_b-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/In-macchina-con-fido-e-micio-s_b-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/In-macchina-con-fido-e-micio-s_b-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/In-macchina-con-fido-e-micio-s_b-2.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>L’Universal Health Coverage-UHC : chimera o realtà? </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Sep 2023 15:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute&benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Giorgi]]></category>
		<category><![CDATA[Salute un diritto di tutti ...o no?]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che a tutt&#8217;oggi almeno la metà degli 8 miliardi delle persone nel mondo non ha ancora una copertura completa dei servizi sanitari essenziali, e anche se questa percentuale è migliorata dal 2000 esistono ancora tante disparità tra i vari Paesi.  È stato rilevato nel 2010, che le persone nei Paesi più [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che a tutt&#8217;oggi almeno la metà degli 8 miliardi delle persone nel mondo non ha ancora una copertura completa dei servizi sanitari essenziali, e anche se questa percentuale è migliorata dal 2000 esistono ancora tante disparità tra i vari Paesi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È stato rilevato nel 2010, che le persone nei Paesi più ricchi hanno comunque speso per l&#8217;accesso ai servizi sanitari circa il 10% del loro budget familiare, ma circa 100 milioni di quanti vivono con meno di 2 dollari al giorno sono finiti in estrema povertà per avere l&#8217;assistenza sanitaria, tanto che quella spesa viene definita &#8220;catastrofica&#8221;, e questa è una palese ingiustizia! Non dovrebbe accadere di dover scegliere tra curare la propria salute o far vivere i propri cari sommersi dalle ristrettezze economiche! Oggi, dopo l&#8217;esperienza della pandemia, è ancora più urgente cercare soluzioni per offrire l&#8217;UHC alla globalità delle persone, che tra l&#8217;altro rispetto al passato ha aspettative più alte e chiede ai governi interventi mirati a offrire in modo diffuso, e non come un privilegio per pochi, servizi efficienti e cure avanzate.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La copertura sanitaria universale o UHC è un tema rilevante per l&#8217;affermazione in modo concreto dei diritti umani, che altrimenti restano solo negli intenti politici come principio astratto.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Certo, il progetto dell’UHC sembra difficile da realizzare, perché è costoso un sistema che estenda la copertura sanitaria a tutta la popolazione, garantisca tutti i servizi e le prestazioni necessarie senza caricare le persone di ulteriori costi diretti, ma il suo raggiungimento  rappresenta il target 3.8 dei Sustainable Developed Goals, e quindi non è relegato tra gli obiettivi ambiziosi del mondo ideale!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;Agenda 2030 dell&#8217;ONU, che è stata firmata  il 25 settembre 2015 da 193 Paesi con lo scopo di costruire un presente e un futuro sostenibili, nell&#8217;intento di assicurare salute e benessere per tutti, pone  di perseguire questi traguardi: ridurre la mortalità materna, la mortalità neonatale e quella  dei bambini sotto i cinque anni,vincere la lotta contro le epidemie, ridurre di un terzo la mortalità causata da malattie non trasmissibili con la prevenzione e i trattamenti efficaci, prevenire e trattare l’abuso di sostanze, garantire a tutti l’accesso ai servizi di assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva, raggiungere appunto una copertura sanitaria universale, ridurre il numero di morti e malattie causati da sostanze chimiche, contaminazione e inquinamento, finanziare la ricerca e lo sviluppo di vaccini e farmaci per le malattie trasmissibili e non trasmissibili soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, aumentare i fondi destinati alla sanità e al personale sanitario con attenzione particolare ai Paesi in via di sviluppo</span><span style="font-weight: 400;">, ra</span><span style="font-weight: 400;">fforzare la capacità di tutti i Paesi di segnalare, gestire e ridurre i rischi legati alla salute.  Per tutto ciò, non esiste una soluzione uguale per tutte le realtà, ma si tratta di avanzare nel processo secondo le possibilità di ogni Paese.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma come?Attraverso i gesti quotidiani e le scelte coerenti con l’etica! Infatti, con l’impegno condiviso si può migliorare il welfare in generale e di conseguenza  l’estensione della copertura sanitaria, che vede già  un’ottima valutazione riconosciuta all’Italia per le prestazioni del SSN, ma nella realtà rimangono ancora tante differenze tra regione e regione.  Troppi pazienti  ancora oggi sono  costretti  ad affrontare il disagio dei “viaggi della speranza” lontano dalla propria residenza o a rivolgersi alla sanità privata per avere cure tempestive, e questo anche dopo aver onestamente contribuito con le imposte dovute alle spese per sostenere la sanità pubblica. Se una soluzione può venire dall’assicurazione sanitaria privata, bisogna farlo capire in tempo ai cittadini, perché da anziani è  quasi impossibile stipulare polizze sanitarie: troppo oneroso! </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un altro fronte su cui agire, per avere quei servizi sanitari che l’Agenda 2030 affida all’impegno dei politici, è quello di tornare a porre l’accento anche sui doveri, che tutti i cittadini hanno a fronte dei diritti.  Per decenni, abbiamo permesso la crescita dell&#8217;evasione fiscale, di svolgere un lavoro senza vere competenze solo per favoritismo, abbiamo visto concedere bonus a chi non cerca proprio un lavoro e vive di espedienti, ma ora è tempo di cambiare rotta e investire invece nella copertura sanitaria universale, che è un bene soprattutto per i veri svantaggiati, le vere vittime quando mancano investimenti coraggiosi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Poi, bisogna diffondere uno stile di vita responsabile a tutela della salute personale e degli altri con la formazione a partire dalla scuola dell’infanzia, che può aiutare la prevenzione dalle dipendenze e dalle malattie, educando all&#8217;alimentazione sana, all&#8217;igiene e alla cura di sé. Con l&#8217;attenzione ai gesti quotidiani si possono evitare sprechi di risorse e di cibo, si può curare l&#8217;ambiente con la raccolta differenziata e la riduzione della plastica&#8230;sono tanti gli atti che possono incidere sul cambiamento, rendendo consapevoli che l&#8217;utilitarismo uccide il buon vivere sociale, e non in senso metaforico!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La guerra in corso in Europa e i tanti teatri di conflitto nel mondo dimostrano che solo se la vita è rispettata come sacra e la solidarietà abita con noi, si possono risolvere le emergenze e le varie povertà: altrimenti, le spese per le armi e per mantenere il controllo del territorio sottrarranno sempre risorse ai servizi per i cittadini.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Senza questo cambio di passo, che richiede tempi lunghi di attuazione, l’UHC resterà solo una chimera, mentre il patto sociale fondato sul rispetto delle regole di civiltà si dissolverà senza produrre benefici per nessuno, perché nella degenerazione delle relazioni tutto viene compromesso! </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La salute parte del ben-essere, e dubito che possano goderne le persone chiuse nel loro tornaconto, non attente alla promozione dei diritti per tutti&#8230;pensiamoci, e forse arriverà il tempo del progresso reale.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Paola Giorgi</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11280" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-UHC-chimera-o-realta-s_b-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-UHC-chimera-o-realta-s_b-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-UHC-chimera-o-realta-s_b-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-UHC-chimera-o-realta-s_b-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-UHC-chimera-o-realta-s_b-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-UHC-chimera-o-realta-s_b-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-UHC-chimera-o-realta-s_b-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-UHC-chimera-o-realta-s_b.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11281" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-UHC-chimera-o-realta-s_b-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-UHC-chimera-o-realta-s_b-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-UHC-chimera-o-realta-s_b-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-UHC-chimera-o-realta-s_b-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-UHC-chimera-o-realta-s_b-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-UHC-chimera-o-realta-s_b-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-UHC-chimera-o-realta-s_b-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-UHC-chimera-o-realta-s_b.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Primavera: campi in fiore e … parassiti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2023 15:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute&benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Cibus&Cibus]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Alcinii]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo ormai in piena primavera, la notte cede sempre più il passo al giorno, le temperature invogliano a stare all’aria aperta e la vita è un trionfo di colori tra gli alberi e i campi. A destarci da un freddo inverno non siamo i soli, ma oltre agli animali che escono dal letargo, ci sono [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Siamo ormai in piena primavera, la notte cede sempre più il passo al giorno, le temperature invogliano a stare all’aria aperta e la vita è un trionfo di colori tra gli alberi e i campi. A destarci da un freddo inverno non siamo i soli, ma oltre agli animali che escono dal letargo, ci sono anche gli ormai ben famosi nemici dei nostri amati pets: pulci, zecche, flebotomi e processionarie. Regine indiscusse sono le </span><b>pulci</b><span style="font-weight: 400;"> e le </span><b>zecche</b><span style="font-weight: 400;"> che al minimo rialzo delle temperature escono fuori come il Kraken appena liberato. Tra i loro bersagli preferiti troviamo il cane e gatto (ma anche l’uomo, soprattutto per le zecche) ai quali si attaccano avidamente per nutrirsi del loro sangue. Oltre al fastidio reale che provocano questi parassiti all’animale, come pruriti e sensazioni di essere punti improvvisamente, risiede un importante pericolo di trasmissione di parassiti come le tenie ma anche di alcune malattie tra cui la Borreliosi, la Rickettsiosi, l’Ehrlichiosi e la Babesiosi solo per citarne alcune. La cosa migliore è la </span><b>prevenzione</b><span style="font-weight: 400;">, proteggendo l’animale con dei repellenti/antiparassitari che possono essere sia di origine sintetica sia naturale. Soprattutto per le zone del Centro-Sud Italia è bene che la copertura con antiparassitario sia effettuata durante tutto l’anno poiché le temperature difficilmente arrivano ad essere molto rigide, fornendo così un clima ideale per questi parassiti. Esistono diverse soluzioni in commercio che ci aiutano nella prevenzione tra cui collari, spot-on, pastiglie e spray. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se pulci e zecche sono le regine della primavera, il flebotomo è l’imperatore dell’estate che arriva in largo anticipo. Anche lui, appena le condizioni climatiche sono favorevoli, fa capolino tra gli altri parassiti associati alla primavera e all’estate. Il reale pericolo del flebotomo (anche chiamato pappatacio) risiede in un protozoo che trasmette quando effettua il suo pasto di sangue sul malcapitato ospite che provoca una malattia chiamata Leishmaniosi. Questa è così pericolosa da portare l’animale infettato a morte. Provoca diversi sintomi tra cui: insufficienza renale, anemia, aumento di volume dei linfonodi, dermatiti, ulcere, eczemi, uveiti, problemi congiuntivali e molti altri. Come se non bastasse, la Leishmania è una zoonosi, ovvero una malattia che interessa anche l’uomo, pertanto, può essergli trasmessa. Una vera piaga. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Infine, ma non per ultimo di importanza, troviamo la processionaria, un lepidottero che prima di diventare farfalla è un bruco dotato di 600.000 peli fortemente urticanti e caustici che si muove in fila indiana insieme ai suoi conspecifici, formando appunto, una sorta di processione, da cui prende il nome. Urtare contro una processionaria provoca gravi dermatiti, tanto da portare in necrosi il derma con cui è entrato in contatto. Se sfortunatamente questi peli irritanti, magari trasportati dal vento, entrano negli occhi, nella bocca e nel naso, la reazione allora sarà ancor più esacerbata con reazioni allergiche, infiammatorie, congiuntiviti, difficoltà nel deglutire e nei casi più gravi spasmi dei bronchi e shock anafilattico. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In tutti questi casi è opportuno rivolgersi al proprio veterinario che interverrà con le cure più idonee. Inoltre, aiuterà nella prevenzione educandoci anche ad una sana gestione di eventuali casi sfortunati come il ritrovamento di una pulce o zecca sul pelo del nostro amato animale oppure quali luoghi abitati dalle processionarie è meglio evitare e in che periodo. La prevenzione, anche in questi casi è la cosa migliore. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con un po’ di accortezze e di informazioni, siamo pronti per viverci al meglio il meraviglioso periodo primaverile che ci richiama all’aria aperta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dott.ssa Francesca Alcinii</span></p>
<p><a href="http://www.fioridibachpercaniegatti.it"><span style="font-weight: 400;">www.fioridibachpercaniegatti.it</span></a></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10688" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/primavera_campi_in_fiore_s_b-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/primavera_campi_in_fiore_s_b-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/primavera_campi_in_fiore_s_b-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/primavera_campi_in_fiore_s_b-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/primavera_campi_in_fiore_s_b-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/primavera_campi_in_fiore_s_b-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/primavera_campi_in_fiore_s_b-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/primavera_campi_in_fiore_s_b-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Radioterapia: primo prototipo di Generatore di Neutroni Compatto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2023 15:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute&benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Cibus&Cibus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Italia che innova, l’Italia che ricerca, l’Italia che sa pensare e fare Da Bologna arriva la notizia di un’importante innovazione nella lotta ai tumori, infatti presso il Centro Ricerche ENEA del Brasimone (Bologna) è stato installato il primo prototipo brevettato in Italia di Generatore di Neutroni Compatto (GNC) per il trattamento di tumori solidi di [&#8230;]</p>
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<p><b>L’Italia che innova, l’Italia che ricerca, l’Italia che sa pensare e fare</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Da Bologna arriva la notizia di un’importante innovazione nella lotta ai tumori, infatti presso il Centro Ricerche ENEA del Brasimone (Bologna) è stato installato il primo prototipo brevettato in Italia di Generatore di Neutroni Compatto (GNC) per il trattamento di tumori solidi di stadio avanzato con radioterapia intraoperatoria a neutroni</span> <i><span style="font-weight: 400;">(i neutroni sono i componenti del nucleo atomico privi di carica elettrica</span></i><span style="font-weight: 400;"> ndr</span><i><span style="font-weight: 400;">) </span></i><span style="font-weight: 400;">(nIORT). Leggero, auto-schermato e installabile su braccio robotico mobile, è in grado di generare un intenso campo di radiazione, con efficienza superiore ad altre forme tradizionali di radioterapia, come quelle a raggi X, elettroni o protoni, e di trattare il tessuto tumorale esposto direttamente in sala operatoria, durante l’intervento chirurgico.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il prototipo si presenta come un cilindro lungo 35 cm, con diametro 18 cm, ed è stato brevettato e concepito </span><i><span style="font-weight: 400;">ad hoc</span></i><span style="font-weight: 400;"> per la radioterapia intraoperatoria </span><i><span style="font-weight: 400;">one-shot</span></i><span style="font-weight: 400;">, che richiede una esposizione non superiore ai 10 minuti e non necessita di numerosi cicli di trattamenti esterni post-operatori.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Progettato dall’azienda statunitense Berkion Technology sulla base delle linee guida indicate dalla ditta italiana TheranostiCentre srl e dei calcoli di simulazione numerica eseguiti da Massimo Sarotto della Divisione ENEA di Sicurezza e sostenibilità del nucleare, il Generatore di Neutroni Compatto è stato realizzato grazie ad un accordo di collaborazione fra ENEA e TheranostiCentre nell’ambito del progetto LINC-ER</span> <i><span style="font-weight: 400;">(Laboratorio per la caratterizzazione di Irradiatori Neutronici Compatti in Emilia-Romagna ndr)</span></i><span style="font-weight: 400;"> finanziato dalla regione Emilia-Romagna.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Grazie all’evoluzione della fisica dei generatori di neutroni compatti è possibile affiancare alle  tecnologie attualmente utilizzate in radioterapia, come quelle a raggi-X, a elettroni o a protoni, l’utilizzo dei neutroni che hanno un effetto radiobiologico superiore e quindi possono risultare più efficaci nel trattare tumori solidi in stadio non-precoce”</span></i><span style="font-weight: 400;">, evidenzia Antonietta Rizzo, responsabile del Laboratorio ENEA di Metodi e tecniche nucleari per la sicurezza, il monitoraggio e la tracciabilità̀.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Queste conclusioni si basano su lunghe e dettagliate simulazioni e modelli fisici realizzati grazie al supercalcolatore CRESCO6 dell’ENEA”</span></i><span style="font-weight: 400;">, sottolinea Giuseppe Ottaviano del Laboratorio ENEA di Metodi e tecniche nucleari per la sicurezza, il monitoraggio e la tracciabilità̀. </span><i><span style="font-weight: 400;">“Si tratta della seconda infrastruttura di calcolo per ordine di importanza in ambito pubblico in Italia</span></i><span style="font-weight: 400;"> – aggiunge Ottaviano –  </span><i><span style="font-weight: 400;">ed è un punto di riferimento nazionale per istituzioni di ricerca e imprese per studi di frontiera in diversi ambiti, tra cui salute, energia, clima, ambiente ma anche bioinformatica e sicurezza”.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dopo i test elettromeccanici di accensione del plasma e le simulazioni dei campi di radiazione e delle schermature necessarie per ottenere le autorizzazioni al suo esercizio, che avverranno entro il 2024, il Generatore di Neutroni Compatto sarà collocato presso un bunker dedicato per le successive fasi: l’accensione del plasma di idrogeno e poi di deuterio; la caratterizzazione sperimentale dei campi di radiazione per mezzo di rivelatori di particelle e fantoccio antropomorfo; la sperimentazione chimica e biologica di materiali coadiuvanti alla radioterapia intraoperatoria a neutroni che verrà eseguita nel Centro Ricerche ENEA di Bologna, presso il Laboratorio Metodi e tecniche nucleari per la sicurezza, il monitoraggio e la tracciabilità della Divisione Sicurezza e sostenibilità del nucleare.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“TheranostiCentre si pone l’obiettivo di portare avanti progetti di ricerca che riguardano l’uso di generatori compatti a neutroni per uso medico ma la nostra strategia è di ricercare una società partner in grado di portare il GNC fino alla configurazione completa dell’intero dispositivo utilizzabile in sala operatoria”</span></i><span style="font-weight: 400;">, spiega Maurizio Martellini di TheranostiCentre. </span><i><span style="font-weight: 400;">“Le fasi in corso riguardano la costruzione di un secondo prototipo ‘non da laboratorio’ adatto al posizionamento in sala operatoria, sulla base dei test effettuati da ENEA e la pianificazione di test in vivo presso una clinica universitaria europea per uno studio comparativo, in collaborazione tra TheranostiCentre, ENEA e la società̀ partner”.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo rappresenta un passo importante per la ricerca scientifica e la notizia ci rende orgogliosi sapendo che il Paese è ricco di imprese innovative in grado di raggiungere traguardi importanti in settori chiave.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Beniamino Manoja</span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Fonte:enea.it</span></i></p>
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		<title>L&#8217;UNICEF e il SISM a fianco dei bambini in ospedale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jun 2023 15:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute&benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Giorgi]]></category>
		<category><![CDATA[Siamo tutti Fantozzi?]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I bambini sono il nostro bene più prezioso e di loro va salvaguardato il benessere, soprattutto nei momenti critici, come in caso di malattia o di ospedalizzazione. Come intervenire, per contenere le loro paure, gestire i sentimenti di ansia, di ribellione e di disorientamento, una volta catapultati nel mondo della malattia, privati all&#8217;improvviso della normalità, [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">I bambini sono il nostro bene più prezioso e di loro va salvaguardato il benessere, soprattutto nei momenti critici, come in caso di malattia o di ospedalizzazione. Come intervenire, per contenere le loro paure, gestire i sentimenti di ansia, di ribellione e di disorientamento, una volta catapultati nel mondo della malattia, privati all&#8217;improvviso della normalità, come partecipazione alla scuola, alle attività sportive o alle feste con i coetanei?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Gli stessi operatori sanitari, alla luce anche della recente esperienza della pandemia, avvertono l’esigenza di un lavoro integrato con lo psicologo, e di essere formati a gestire lo stress dei piccoli pazienti e dei familiari, che hanno bisogno di tanto supporto, per ottimizzare le terapie che la scienza mette a disposizione. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Per l&#8217;importanza del tema, sono scesi in campo l&#8217;UNICEF di Chieti e il Segretariato Italiano Studenti in Medicina (SISM).</span> <span style="font-weight: 400;"> Il Segretariato Italiano Studenti in Medicina è una associazione no-profit creata da e per gli studenti di medicina. Il SISM intende rispondere ai bisogni di salute attraverso contributi qualificanti alla formazione accademica degli studenti, alla loro sensibilizzazione sui profili etici e sociali della professione medica, e in collaborazione con l’UNICEF di Chieti, da sempre attivo per la tutela dei diritti dei bambini, ha promosso un incontro di formazione a cura della dottoressa Maria Paola Ciarelli, psicologa e psicoterapeuta, sulla comunicazione con i pazienti pediatrici. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La presidente del Comitato provinciale di Chieti, dottoressa Rita Montini ha organizzato l’incontro per gli studenti di medicina del SISM sul tema della destrutturazione della paura e dell’ansia dei bambini, che ha visto la dott.ssa Maria Paola Ciarelli presentare agli studenti un approccio non traumatico alle visite mediche, alle vaccinazioni e soprattutto al ricovero in ospedale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’incontro si è svolto mercoledì 3 maggio 2023 all’Università degli studi G. D’Annunzio di Chieti, alla presenza di un numeroso e interessato pubblico di futuri medici, che hanno interagito con la relatrice sulle strategie da attivare per accogliere, contenere e restituire le emozioni del piccolo paziente e dei familiari.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si è parlato della terapia del gioco, già utilizzata dall’Ospedale dei Pupazzi, creato proprio dal SISM per abituare i bambini a vincere la paura del camice bianco, </span><span style="font-weight: 400;">attraverso l’allestimento di un ospedale per la cura dei peluches, all’interno del quale vengono svolte visite, prelievi, esami medici.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La dott.ssa Ciarelli, esperta di psicologia pediatrica, ha parlato dell’importanza del sistema integrato tra medicina e psicologia per l’aiuto ai piccoli pazienti, per promuovere la relazione armonica tra corpo e psiche e potenziare l’effetto delle terapie con l’accoglienza e la restituzione delle emozioni, in modo da evitare stati depressivi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il progresso scientifico è decisivo per conseguire la guarigione, ma prendendosi cura del benessere psicologico in una visione olistica ottimizza i risultati delle terapie mediche!</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Paola Giorgi</span></p>
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		<title>La Danza della primavera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 May 2023 15:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute&benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Alcinii]]></category>
		<category><![CDATA[Veni VINI Vici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I corteggiamenti degli animali San Valentino è ormai passato, ma per diversi animali il periodo dei corteggiamenti è solo all’inizio. L’arrivo della primavera, infatti, porta con sé un risveglio della natura e una stagione piena di amori. Il mondo animale è ricco di rituali di accoppiamento diversi, originali e spesso sorprendenti. Questi comportamenti sono fondamentali [&#8230;]</p>
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<p><b>I corteggiamenti degli animali</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">San Valentino è ormai passato, ma per diversi animali il periodo dei corteggiamenti è solo all’inizio. L’arrivo della primavera, infatti, porta con sé un risveglio della natura e una stagione piena di amori. </span><b>Il mondo animale è ricco di rituali di accoppiamento diversi, originali e spesso sorprendenti</b><span style="font-weight: 400;">. Questi comportamenti sono fondamentali per la sopravvivenza delle specie, poiché permettono la nascita di nuove generazioni e la propagazione dei geni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I </span><b>pavoni</b><span style="font-weight: 400;">, ad esempio, sono noti per la loro </span><i><span style="font-weight: 400;">sontuosa esibizione</span></i><span style="font-weight: 400;"> di piume che aprono a ruota per attrarre il partner, assieme alla camminata elegante e orgogliosa, sfoggio di tanta bellezza. Il </span><b>gallo della salvia</b><span style="font-weight: 400;">, certamente, non ha nulla da invidiare alle tecniche del pavone. Il maschio, per attirare l’attenzione della femmina, intona un canto ed effettua una serie di movimenti elaborati, sollevando e agitando coda ed ali mentre cammina in modo vistoso. Ma non solo, nascoste dalle piume sotto il collo, ha le “air scas”: due sacche che durante il corteggiamento gonfia e muove in modo tale da creare un suono basso e vibrante udibile a molte miglia di distanza. Queste sacche non solo hanno la funzione di attrarre le femmine e rendere il corteggiamento più vistoso, ma servono anche a scoraggiare e intimidire gli altri maschi durante queste “gare” di corteggiamento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Altri animali, come i </span><b>salmoni</b><span style="font-weight: 400;">, effettuano </span><i><span style="font-weight: 400;">lunghe migrazioni</span></i><span style="font-weight: 400;"> per raggiungere i luoghi di riproduzione, dove si accoppiano con molti conspecifici. Questo comportamento ha uno scopo ai fini evolutivi, aumenta, infatti, le probabilità che i propri geni vengano diffusi in una vasta area geografica.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A volte, i rituali di corteggiamento possono essere anche </span><i><span style="font-weight: 400;">violenti</span></i><span style="font-weight: 400;">, come ad esempio nei </span><b>cervi</b><span style="font-weight: 400;">, i quali maschi combattono per stabilire chi si accoppierà con le femmine. Queste lotte possono essere molto intense e durare diversi minuti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Esistono in natura, però, anche altre strategie oltre la competizione, come ad esempio quelle messe in atto dai </span><b>delfini</b><span style="font-weight: 400;"> che formano </span><i><span style="font-weight: 400;">alleanze tra maschi</span></i><span style="font-weight: 400;"> per conquistare e difendere le femmine dai rivali. Come sempre tutto ha uno scopo e un senso in natura e questo comportamento garantisce ai maschi più forti e in salute di trasmettere i loro geni a un maggior numero di femmine.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I maschi degli </span><b>uccelli del paradiso</b><span style="font-weight: 400;"> utilizzano una </span><i><span style="font-weight: 400;">combinazione di colori vivaci, canti e danze</span></i><span style="font-weight: 400;"> per attrarre le femmine. Ad esempio, il maschio dell’uccello del paradiso “King of Saxony” ha due lunghe piume filiformi ornamentali ai lati della testa, lunghe quasi mezzo metro, che utilizza per attrarre le femmine durante il corteggiamento. La paradisea solleva, agita e muove in modo ritmato queste penne per rendersi irresistibile alla partner e può decidere di completare l’esibizione intonando canti melodiosi. Questi segnali servono a dimostrare alle femmine che il maschio è sano, forte e di conseguenza un buon partito per la riproduzione. Tra le paradisee si possono ammirare i più affascinanti display di corteggiamento del regno animale. Le strategie adottate in natura per avere maggiori probabilità di accoppiarsi, e quindi di trasmettere i propri geni, sono tantissime e queste sono solo alcune.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I rituali di corteggiamento degli animali sono </span><i><span style="font-weight: 400;">estremamente vari</span></i><span style="font-weight: 400;">, spesso sorprendenti e servono per attrarre un partner, stabilire gerarchie e garantire la sopravvivenza della specie. Possono, inoltre, essere vistosi, violenti, confusionari o poco appariscenti ma rimangono indispensabili per la diffusione dei geni. Questa meravigliosa antica eterna danza continua a ripetersi ciclicamente ogni anno garantendo, così, la propagazione delle specie. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Dott.ssa Francesca Alcinii</span></p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.fioridibachpercaniegatti.it"><span style="font-weight: 400;">www.fioridibachpercaniegatti.it</span></a></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10381" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/la-danza-della-primavera-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/la-danza-della-primavera-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/la-danza-della-primavera-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/la-danza-della-primavera-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/la-danza-della-primavera-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/la-danza-della-primavera-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/la-danza-della-primavera-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/la-danza-della-primavera-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Ambiente: inquinanti “scovati” nell’acqua con sistema laser</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 May 2023 15:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute&benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Veni VINI Vici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Italia ancora all’avanguardia nella ricerca scientifica L’ENEA ha messo a punto un’innovativa metodologia di analisi dell’acqua basata su spettroscopia laser Raman, in grado di rilevare in tempo reale la presenza di sostanze inquinanti, anche a basse concentrazioni. La strumentazione consiste in un dispositivo laser portatile, già utilizzato con successo per rilevare la presenza di inquinanti nell’aria, in [&#8230;]</p>
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<p><b>Italia ancora all’avanguardia nella ricerca scientifica</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’ENEA ha messo a punto un’innovativa metodologia di analisi dell’acqua basata su spettroscopia laser Raman, in grado di </span><b>rilevare in tempo reale la presenza di sostanze inquinanti</b><span style="font-weight: 400;">, anche a basse concentrazioni. La strumentazione consiste in un dispositivo laser portatile, già utilizzato con successo per rilevare la presenza di inquinanti nell’aria, in grado di fornire informazioni anche sulla struttura chimica di inquinanti nell’acqua, grazie all’interazione della luce con le molecole. Si tratta di una tecnologia non ‘distruttiva’ che dà risposte rapide, non richiede particolari condizioni per le misurazioni e può essere applicata direttamente sul campione senza nessuna preparazione.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Abbiamo preso in esame gli</span></i><b><i> inquinanti più comuni </i></b><i><span style="font-weight: 400;">che è possibile trovare nelle acque di fiumi, laghi e bacini artificiali, come conseguenza di </span></i><b><i>attività agricole </i></b><i><span style="font-weight: 400;">e</span></i><b><i> industriali</i></b><i><span style="font-weight: 400;">. Queste sostanze mettono in pericolo gli ecosistemi naturali e rappresentano un rischio per la salute di uomini e animali quando quelle stesse acque vengono utilizzate per l’irrigazione in agricoltura e l’abbeveramento del bestiame, entrando così nella nostra</span></i><b><i> catena alimentare</i></b><span style="font-weight: 400;"> &#8211; spiega </span><b>Salvatore Almaviva</b><span style="font-weight: 400;">, ricercatore ENEA del Laboratorio Diagnostiche e Metrologia presso il Centro Ricerche di Frascati e coautore dello studio pubblicato sulla rivista internazionale </span><i><span style="font-weight: 400;">Sensors</span></i><span style="font-weight: 400;">, insieme alle altre ricercatrici dell’Agenzia </span><b>Antonia Lai</b><span style="font-weight: 400;">, </span><b>Florinda Artuso</b><span style="font-weight: 400;">, </span><b>Isabella Giardina</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>Alessandra Pasquo</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La </span><b>spettroscopia Raman</b><span style="font-weight: 400;"> è risultata efficace soprattutto nel rilevare livelli di concentrazioni dei </span><b>nitrati</b><span style="font-weight: 400;"> fino a 20 milligrammi per litro, vale a dire al di sotto dei limiti di legge (50 mg/l), mentre per i </span><b>solfiti</b><span style="font-weight: 400;"> entro il valore soglia di 500 mg/l. Un elevato contenuto di </span><b>nitrati nell’acqua potabile</b><span style="font-weight: 400;"> presenta </span><b>rischi per l’uomo</b><span style="font-weight: 400;">: queste sostanze, una volta ingerite, possono trasformarsi in nitriti, causando ad esempio la cosiddetta “sindrome del bambino blu” conseguente al blocco della capacità di trasporto di ossigeno da parte dell’emoglobina. Inoltre, i nitrati ingeriti hanno un ruolo potenziale nello sviluppo dei tumori del tratto digestivo attraverso il loro contributo alla formazione delle nitrosammine, che sono tra i più potenti agenti cancerogeni conosciuti nei mammiferi.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Per la nostra ricerca abbiamo preso in considerazione il </span></i><b><i>solfito di sodio</i></b><i><span style="font-weight: 400;">, il più rappresentativo dell’intera classe dei solfiti, che viene utilizzato nell’industria tessile come agente sbiancante, desolforante e nelle piscine per la sua azione declorante. L’assunzione eccessiva di queste sostanze tossiche può causare danni alla salute, a partire da emicrania, asma fino a patologie più gravi. Invece, a livello ambientale, i solfiti possono portare alla formazione di pioggia acida dopo aver reagito con l’acqua”</span></i><span style="font-weight: 400;">, sottolinea Almaviva. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il team ENEA ha effettuato test anche sulla presenza di altri indicatori di inquinamento antropico, quali i </span><b>batteri coliformi</b><span style="font-weight: 400;">, che potrebbero proliferare nelle acque utilizzate in agricoltura; il </span><b>glifosato </b><span style="font-weight: 400;">e altri </span><b>inquinanti atmosferici </b><span style="font-weight: 400;">provenienti dai gas di scarico delle automobili, che possono raggiungere i corpi idrici principalmente attraverso la loro deposizione sul terreno; i </span><b>fosfati</b><span style="font-weight: 400;">, presenti in genere nelle acque a causa dell’uso di detersivi (da scarichi domestici), concimi e pesticidi agricoli. Un eccesso di queste sostanze nell’ambiente acquatico agisce da nutriente generando </span><b>fioriture algali anomale</b><span style="font-weight: 400;"> (fenomeno noto come “eutrofizzazione”) che possono portare al rilascio, da parte di alcuni cianobatteri (alghe blu-verdi) d’acqua dolce, di tossine quali le microcistine. Quando il fenomeno è massiccio e prolungato nel tempo si ha ipossia, ovvero assenza di ossigeno, con conseguente morte di flora e fauna.  </span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“La nostra tecnica di indagine si è dimostrata adeguata nel ‘dare la caccia’ a nitrati e solfiti, mentre per i fosfati servono ulteriori studi di ottimizzazione e un miglioramento della sensibilità. I risultati ottenuti finora ci incoraggiano a proseguire non solo nel monitoraggio ambientale e delle risorse idriche ma anche in altri ambiti come la </span></i><b><i>qualità e sicurezza alimentare</i></b><i><span style="font-weight: 400;"> e la </span></i><b><i>security</i></b><i><span style="font-weight: 400;"> per rilevare minacce CBRNe, sfruttando la rapidità e semplicità del dispositivo nelle fasi di analisi e le sue caratteristiche di compattezza e maneggevolezza per le misure in-situ”</span></i><span style="font-weight: 400;">, conclude la ricercatrice ENEA </span><b>Antonia Lai</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo sforzo per la tutela ambientale e della salute registra nuovi ed importanti passi avanti grazie al meritorio lavoro di un’eccellenza italiana quale è </span><i><span style="font-weight: 400;">l’Ente per le Nuove tecnologie, l&#8217;Energia e l&#8217;Ambiente</span></i><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Beniamino Manoja</span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Fonte: enea.it</span></i></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10375" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/ambiente_inquinanti-scovati_a_s-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/ambiente_inquinanti-scovati_a_s-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/ambiente_inquinanti-scovati_a_s-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/ambiente_inquinanti-scovati_a_s-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/ambiente_inquinanti-scovati_a_s-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/ambiente_inquinanti-scovati_a_s-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/ambiente_inquinanti-scovati_a_s-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/ambiente_inquinanti-scovati_a_s-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Amore Animale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2023 16:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute&benessere]]></category>
		<category><![CDATA[ArgoNautica]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Alcinii]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stato interiore, esperienza soggettiva Quando si osserva un comportamento animale in natura che possa far pensare ad un gesto d’amore, come una madre che protegge i propri piccoli, una coppia in amore o, ancora, un individuo prendersi cura di un altro, in realtà lo si riduce senza troppe cerimonie, al semplice istinto. Se dovessimo vedere [&#8230;]</p>
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<p><b>Stato interiore, esperienza soggettiva</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quando si osserva un comportamento animale in natura che possa far pensare ad un gesto d’amore, come una madre che protegge i propri piccoli, una coppia in amore o, ancora, un individuo prendersi cura di un altro, in realtà lo si riduce senza troppe cerimonie, al semplice istinto. Se dovessimo vedere una persona corteggiarne un’altra, non avremmo alcuna esitazione nel pensare che ci sia coinvolto un sentimento d’amore, ma se dovessimo osservare una scena simile negli animali non umani, definiremmo quello stesso comportamento come istintivo, con il solo fine di riprodursi per propagare la propria specie. Ma siamo sicuri che sia davvero sempre così? Ormai le neuroscienze hanno dimostrato che anche gli animali non umani provano emozioni primarie come la paura, la rabbia o la felicità per citarne alcune, ma come è possibile dimostrare l’amore che è un sentimento pertanto un’esperienza interiore soggettiva? Essere innamorati o provare amore è uno stato che può esperire solo il soggetto coinvolto e per tale ragione è unico. Quello che io sento e posso chiamare “amore” può non esserlo per qualcun altro e questo vale per ogni individuo. Ciò non rende il mio sentire meno veritiero o meno importante. L’amore, inoltre, è uno stato interiore che non è riconoscibile dall’esterno, a differenza delle emozioni primarie, le quali sono caratterizzate da espressioni facciali e posture corporali identificabili da chiunque. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un individuo innamorato non è identificabile, ma si può conoscere il suo stato solo se la persona lo comunica. Bel problema nel momento in cui ci si sposta tra gli animali non umani che non parlano la nostra stessa lingua, quindi, a causa della visione antropocentrica la quale pone l’uomo al di sopra e al centro di tutto, un comportamento animale che possa far pensare ad un sentimento d’affetto e d’amore, viene subito declassato a mero istinto. Gli animali, dunque, provano amore? Proprio per le premesse appena fatte è difficile con certezza rispondere a questa domanda, ma recenti studi hanno osservato comportamenti di alcune specie che possono essere descritti come “amore” e “affetto”. Il primatologo Frans de Waal sostiene che il sentimento dell’amore è fondamentale per tutte le specie sociali di animali e non solo ai fini riproduttivi. I legami che si vengono a creare tra due individui di specie monogama sono molto profondi tanto da arrivare ad ammalarsi o persino lasciarsi morire quando il partner viene meno. Non sono pochi i casi di animali monogami che si sono ammalati o sono morti dopo la scomparsa del partner. A questo punto è lecito chiedersi se questo legame così profondo e duraturo non sia dettato anche da qualcosa di più del semplice istinto. Il periodo dell’accoppiamento e della fecondità non dura sempre eppure alcune specie di animali restano comunque insieme nonostante la loro unione non sia dettata dagli ormoni. Cos’è che li spinge a stare insieme una vita? È così sbagliato pensare che si tratti del sentimento chiamato amore? Anche noi umani possiamo fare entrambe le cose, ovvero essere mossi dall’istinto della riproduzione e amare una persona al di là di un atto carnale, perché questa “capacità” non dovrebbe essere presente anche in altri animali? Forse troppe volte ci dimentichiamo che l’uomo, inteso come genere umano, è un animale. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Dott.ssa Francesca Alcinii</span></p>
<p><a href="http://www.fioridibachpercaniegatti.it"><span style="font-weight: 400;">www.fioridibachpercaniegatti.it</span></a></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9412" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/amore-animale-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/amore-animale-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/amore-animale-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/amore-animale-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/amore-animale-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/amore-animale-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/amore-animale-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/amore-animale-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>La vitiligine che non contagia ma ghettizza, la novità dagli Usa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jan 2023 16:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute&benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Beniamino Manoja]]></category>
		<category><![CDATA[Scacciapensieri o cattura Sogni?]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Milano si parla dell&#8217;inibitore delle Janus chinasi Milano &#8211; Rara, ma estremamente visibile; non contagiosa, eppure ghettizzante. La vitiligine è una malattia autoimmune che colpisce la pelle, provocando l&#8217;insorgere di macchie più chiare rispetto al resto dell&#8217;incarnato. Per quanto l&#8217;incidenza sia bassa- appena l&#8217;1,6% della popolazione europea, lo 0,5-2% di quella globale- la visibilità [&#8230;]</p>
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<p><b><i>A Milano si parla dell&#8217;inibitore delle Janus chinasi</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Milano &#8211; Rara, ma estremamente visibile; non contagiosa, eppure ghettizzante. La vitiligine è una malattia autoimmune che colpisce la pelle, provocando l&#8217;insorgere di macchie più chiare rispetto al resto dell&#8217;incarnato. Per quanto l&#8217;incidenza sia bassa- appena l&#8217;1,6% della popolazione europea, lo 0,5-2% di quella globale- la visibilità della patologia rende difficile la vita di chi ne è affetto, portando anche a episodi depressivi gravi o moderati. È questo lo scenario emerso dal convegno &#8220;Sveliamo il vero volto della vitiligine&#8221; che si è tenuto a Milano nel mese di dicembre. Patrocinato da Incyte Italia, l&#8217;evento non ha illustrato solo una malattia di cui si parla poco, ma anche nuovi percorsi terapeutici che puntano a migliorare la qualità della vita dei pazienti, costretti ad affrontare ingenti costi per contrastare la patologia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le cifre sono importanti, come evidenziato da uno studio diretto dal dottor Francesco Saverio Mennini dell&#8217;università di Roma Tor Vergata. </span><i><span style="font-weight: 400;">“Il costo medio per pazienti è pari a 1.653 euro e il ricovero ospedaliero rappresenta il 50% della spesa</span></i><span style="font-weight: 400;"> &#8211; spiega Mennini &#8211; </span><i><span style="font-weight: 400;">ma a incidere è anche la presenza di altre patologie. Se in loro assenza l&#8217;onere medio si assesta sui 1.389 euro, in caso di comorbidità si arriva fino a 5.058 Euro”.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È quindi fondamentale ridurre la compresenza di patologie differenti. Il professor Mauro Picardo, coordinatore della task force europea dedicata al contrasto di questa malattia, specifica quelle più ricorrenti in associazione alla vitiligine. </span><i><span style="font-weight: 400;">“Può presentarsi insieme al diabete autoimmune o all&#8217;artrite reumatoide. Lo sviluppo della patologia dipende in parte da una predisposizione genetica: il 25-30% dei pazienti ha una storia familiare di vitiligine”.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La malattia può manifestarsi in qualsiasi momento, anche se l&#8217;incidenza più alta si registra nella fascia tra i 20 e i 40 anni. A causare la vitiligine è un processo in cui il sistema immunitario attacca i melanociti, cellule della pelle che secernono la melanina, sostanza che dona alla cute il suo colorito. La morte cellulare fa sì che il paziente manifesti in varie zone del corpo macchie biancastre che spesso provocano forti disagi a chi ne è affetto. Tre persone su 5 lamentano problemi di autostima, mentre addirittura 9 su 10 lottano contro lo stigma della malattia.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“L&#8217;aspetto psicologico non deve essere sottovalutato, perché incide molto sulla qualità di vita”</span></i><span style="font-weight: 400;">, afferma Ugo Viora, presidente dell&#8217;Associazione nazionale Amici per la pelle, che ha il compito di indirizzare i pazienti verso i dermatologi sul territorio per evitare l&#8217;auto cura. Per quanto negli ultimi anni ci sia stato uno sdoganamento della vitiligine, con casi di body positivity come quello della top model canadese di origini giamaicane Winnie Harlow, permane una certa diffidenza soprattutto se il paziente lavora a contatto con il pubblico. </span><i><span style="font-weight: 400;">“Ciò che pesa di più sulla psiche è l&#8217;assenza di trattamenti specifici che fino a oggi migliorassero le condizioni di chi ne soffre. Per fortuna la ricerca sta cambiando lo scenario” &#8211;</span></i><span style="font-weight: 400;"> aggiunge Viora.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quali sono i nuovi trattamenti? </span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Anzitutto c&#8217;è la fototerapia, che riattiva i melanociti, ma non è sempre efficace </span></i><span style="font-weight: 400;">&#8211; spiega Picardo &#8211; </span><i><span style="font-weight: 400;">Negli ultimi decenni, però, la ricerca ha prodotto risultati interessanti: negli Stati Uniti è già in commercio una crema che inibisce le Janus chinasi, per esempio”.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I fattori che determinano la risposta alla terapia sono molti e comprendono la localizzazione delle lesioni, l&#8217;età del paziente e la durata della patologia. “Circa il 40-50% di chi intraprende la fototerapia può sperimentare nuova depigmentazione anche in aree trattate con successo &#8211; puntualizza Picardo &#8211; </span><i><span style="font-weight: 400;">ma i dati su chi è in cura con l&#8217;inibitore delle Janus chinasi da due anni ci mostrano come la condizione clinica migliori con il passare del tempo”</span></i><span style="font-weight: 400;">. Non una cura definitiva, ma una nuova speranza.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Beniamino Manoja</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8947" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8949" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8950" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-4-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-4-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-4-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-4-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-4-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-4-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-4-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-4.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<item>
		<title>Link: una correlazione violenta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jan 2023 16:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute&benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Alcinii]]></category>
		<category><![CDATA[Scacciapensieri o cattura Sogni?]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Accrescere intelligenza emotiva ed empatia collettiva per avere meno paura del “diverso” Un pomeriggio di qualche tempo fa, mentre passeggiavo per le vie del centro, la mia attenzione fu attratta da due ragazzi adolescenti che stavano camminando un po’ distanti davanti a me. Improvvisamente, senza un motivo apparente, un ragazzo si allontana dal suo amico [&#8230;]</p>
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<p><b>Accrescere intelligenza emotiva ed empatia collettiva per avere meno paura del “diverso”</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un pomeriggio di qualche tempo fa, mentre passeggiavo per le vie del centro, la mia attenzione fu attratta da due ragazzi adolescenti che stavano camminando un po’ distanti davanti a me. Improvvisamente, senza un motivo apparente, un ragazzo si allontana dal suo amico per dirigersi verso un piccione che stava beccando dei rimasugli di qualche cibo finito in terra. Il piccione era concentrato nella sua attività quando il piede del ragazzo intento nel dargli un violento calcio lo sorprese riuscendo a volare appena in tempo. Dopo il calcio andato a vuoto (per fortuna) il ragazzo si ricongiunse al suo amico come se nulla fosse accaduto. Assistetti alla scena con un senso di preoccupazione, sbigottimento e rabbia e immediatamente mi tornarono alla mente gli studi di etologia relazionale, in particolar modo il modulo sulla violenza animale. “</span><i><span style="font-weight: 400;">Saevitia in bruta est tirocinium crudelitatis in homine”</span></i><span style="font-weight: 400;"> diceva il poeta Ovidio ai tempi di Cristo, ovvero “La crudeltà verso gli animali è tirocinio di crudeltà verso gli uomini”. Al giorno d’oggi ambiti di studio come la psichiatria, la sociologia, la veterinaria, la criminologia, la psicologia e altre concordano che esista questo legame dedotto dal poeta. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel 1987 l’Associazione Psichiatri Americani inserì per la prima volta la “</span><i><span style="font-weight: 400;">crudeltà verso gli animali</span></i><span style="font-weight: 400;">” nel </span><b>Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali</b><span style="font-weight: 400;"> interpretandolo come parametro diagnostico del </span><b>Disturbo della Condotta</b><span style="font-weight: 400;"> nell’adolescenza e nell’infanzia. Fu solo nel 1994, però, che si ebbe la definizione di crudeltà intesa come “</span><i><span style="font-weight: 400;">condotta aggressiva contro persone e animali</span></i><span style="font-weight: 400;">” in quanto fino allora si era indecisi se ritenerla al pari di una forma di distruttività e danneggiamento, come ci si riferisce agli oggetti inanimati, oppure se considerarla una violenza verso vittime viventi. Francesca Sorcinelli, presidente dell’associazione </span><b>Link-Italia</b><span style="font-weight: 400;">, riporta dati nei quali si è osservato come la violenza interpersonale sia legata alla violenza sugli animali e non solo, ma anche di come quest’ultima sia predittiva di una ben più lunga catena di violenza. Essere crudeli e violenti verso gli animali non dovrebbe essere considerato come un singolo episodio sporadico. La Federal Bureau of Investigation (l’FBI) aveva riconosciuto questa connessione di violenze (denominata </span><b>LINK</b><span style="font-weight: 400;">) già nel 1970 profilando alcuni serial killer. Il fattore in comune dei profili analizzati era un passato di violenze ricorrenti verso gli animali. L’FBI, infatti, quando deve valutare il rischio di un ostaggio, prende in considerazione se il rapinatore in passato abbia manifestato violenza sugli animali. Alcuni studiosi considerano predittivi alcuni comportamenti di disconnessione empatica già nei bambini in età prescolare sottolineando l’importanza di poter contrastare questo fenomeno sviluppandone e potenziandone il suo “antidoto”: </span><b>l’empatia</b><span style="font-weight: 400;">. Argomento molto vasto per poter essere trattato in maniera esaustiva attraverso un articolo, ma l’intento e la speranza che ho all’inizio di questo nuovo anno è che almeno l’accenno ad un tema tanto delicato quanto importante possa indurre a ragionamenti e prese di consapevolezza di temi connessi e realtà forse fino ad ora ignorate o tenute nascoste perché troppo difficili e scomode da vedere.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La violenza sugli animali apre un’importante escalation di maltrattamenti rivolti ai bambini, anziani, donne, diversamente abili, etnie diverse, orientamenti sessuali, religiosi, politici e si potrebbe andare avanti per molto nominando tutto ciò che è il “</span><b>diverso</b><span style="font-weight: 400;">” da noi. Auguro veramente a tutta l’umanità di sviluppare, approfondire e crescere un’intelligenza emotiva e un’empatia collettiva da farci finalmente iniziare ad avere meno intolleranza e paura verso il “diverso”. Buon 2023 a te caro lettore e a tutti gli animali del creato.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Dott.ssa Francesca Alcinii</span></p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.fioridibachpercaniegatti.it"><span style="font-weight: 400;">www.fioridibachpercaniegatti.it</span></a></p>
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