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	<title>La città intelligente Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
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		<title>Repubbliche.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2023 19:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Carriera]]></category>
		<category><![CDATA[Repubbliche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La scomparsa di Silvio Berlusconi avvenuta il 12 giugno 2023 ha riaperto problematiche e visioni diverse nell’ambito della politica italiana ma non solo. Si conclude quindi un’epoca con la morte di Berlusconi uomo politico e statista tanto amato e tanto odiato che comunque ha contribuito a fare la storia d’Italia con la sua Forza Italia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">La scomparsa di Silvio Berlusconi avvenuta il 12 giugno 2023 ha riaperto problematiche e visioni diverse nell’ambito della politica italiana ma non solo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si conclude quindi un’epoca con la morte di Berlusconi uomo politico e statista tanto amato e tanto odiato che comunque ha contribuito a fare la storia d’Italia con la sua Forza Italia dal 1994 ad oggi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si assisterà dunque nei prossimi mesi ad un cambiamento epocale della politica italiana che consentirà di rivedere equilibri, compromessi e scelte per il nostro Paese da parte dei politici italiani anche a livello internazionale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dal punto di vista della politica, Berlusconi ha inventato il cosiddetto bipolarismo che ha con consentito di superare l’impostazione proporzionalista della Repubblica dei partiti. Infatti con la sua discesa in campo avvenuta il 26 gennaio del 1994 c’è stata la divisione tra la prima e la seconda Repubblica segnando così una netta discontinuità con tutto il sistema politico sia da un punto di vista della comunicazione sia da un punto di vista del modo di fare politica che fino a quel momento era stato tutt’altro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il periodo appena concluso ricorda molto, anche se in misura diversa per tanti aspetti, quello craxiano, periodo in cui il pentapartito, un’alleanza paritaria tra DC, PSI e partiti laici che prevedeva l’alternanza alla guida del governo di esponenti di tutti gli elementi della coalizione, ha tentato di governare l’Italia tra le mille difficoltà e una spesa pubblica non indifferente. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un decennio di governo che si aprì con una novità: il governo affidato a un presidente del consiglio non democristiano, il repubblicano Giovanni Spadolini, ma che fu il leader del PSI Bettino Craxi a guidare l’esperienza più incisiva.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Bettino Craxi ebbe l’arduo compito di trasformare un Paese e per lui non fu né semplice né indolore la guida del governo poiché intriso di una serie di vicende che ostacolavano continuamente la leadership del governo stesso. Tra queste vale la pena ricordare le vicende legate alla Democrazia Cristiana allora guidata da Ciriaco de Mita che aveva intenzione di ricollocarsi fortemente nel suo elettorato. Così come vale la pena ricordare l’ulteriore vicenda che pesò molto sul governo a guida Craxi che creò nel 1984 la massima tensione con i comunisti di Enrico Berlinguer proprio con l’emanazione del c.d. Decreto di San Valentino sulla scala mobile nel momento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il parallelismo tra l’epoca del pentapartito e gli ultimi trent’anni di governi emerge dalle difficoltà in cui entrambi i leader (principali in questione) si sono ritrovati a governare seppur in epoche, tempi e modalità diverse. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Berlusconi ha innovato radicalmente le campagne elettorali portando all’interno delle stesse video messaggi trasmissioni televisive e protagonisti diversi che consentivano di aggredire un target politico trasversale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In pratica con la sua discesa in campo il leader di Forza Italia con una grande capacità intuitiva ha saputo cavalcare la crisi della prima Repubblica conquistando gli elettori del pentapartito proprio attraverso lo sfruttamento dello strumento del Mattarellum cioè di una nuova legge elettorale con un impianto maggioritario che è stato in vigore tra il 1993 e il 2005. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel 1994, nacque infatti la seconda Repubblica, nella quale Silvio Berlusconi è stato riconosciuto eponimo e, con il suo partito Forza Italia, ha sfruttato al massimo l’occasione di riempire il vuoto lasciato dai partiti tradizionali del pentapartito che ormai erano caduti insieme al muro di Berlino associato, poi a tutte le vicende della Tangentopoli.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Approfittando di tutto questo particolare momento storico, seppur attanagliato  quasi da subito, da guerre personali  da parte dei suoi oppositori politici e da acciacchi fisici soprattutto dall’esito della sua condanna nel 2013, alla guida di Forza Italia Berlusconi, in trent’anni crea quattro governi e ricopre per tre volte la carica di presidente del consiglio: nell’anno 1994 1995 tra il 2001 e il 2006 e poi tra il 2008 e il 2011.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il futuro della politica italiana post mortem Berlusconi sarà abbastanza incerto tenuto conto che nel 2024 si dovrà affrontare la sfida delle elezioni europee e quindi non è garantito che la stessa Forza Italia priva del suo leader riesca a superare lo sbarramento del 4%. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel momento in cui si scrive lo scenario più auspicabile è che la maggioranza del governo non perda i pezzi e che dopo le elezioni europee ci sia un rimescolamento a favore degli altri due partiti di maggioranza. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Solo in questo modo, a meno di colpi di scena, probabilmente Forza Italia continuerà ad esserci fino alla fine della legislatura.  Tuttavia non è escluso che potrebbe esserci una decadenza nel consenso che si riverserà anche nella nell’ambito parlamentare. E questa un’ipotesi di una cannibalizzazione del partito di Berlusconi da una parte, potrà avvenire anche mediante una divisione in correnti o in piccoli gruppi parlamentari. Tutto ciò potrebbe creare dei problemi al governo Meloni. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma si sa che i problemi generano opportunità. Ed è proprio in questa ottica che bisognerà che i due partiti Fratelli d’Italia e Lega si adopereranno per il futuro, poiché potrebbe essere un’occasione per riempire i vuoti che si verrebbero a creare e questo consentirebbe sia a Giorgia meloni che a Matteo Salvini di far partire un’ immediata competizione politica anche in maniera soft, silenziosa, al fine di raccogliere consensi provenienti dall’ elettorato di Forza Italia, da una parte, e offrire posti e opportunità a coloro che in Forza Italia hanno maturato una buona esperienza e dunque possano essere di supporto effettivo all’attività di governo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini probabilmente in questo ragionamento e più avvantaggiata Giorgia Meloni e questo per un sostanziale motivo: Giorgia Meloni con il suo partito detiene la maggioranza e ciò significa che può fornire maggiori garanzie a coloro che passeranno da Forza Italia a fratelli d’Italia per le prossime elezioni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tuttavia anche per Matteo Salvini si potrebbe aprire una nuova stagione tenuto conto che è molto vicino ad una parte di Forza Italia che fa capo alla Renzulli e ciò significa che potrà attrarre alcuni parlamentari verso il suo partito, la Lega, andando a colmare il desiderato di un elettorato del Nord che per l’appunto si identificano con industriali e imprenditori. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’idea dunque potrebbe essere quella di una spartizione sia dei parlamentari sia dell’elettorato di Berlusconi tra i due leader dell’attuale governo separando anche strategicamente l’Italia in Italia del Nord dove Matteo Salvini potrebbe raccogliere la maggioranza dei voti dei consensi e Italia del centro sud in cui Giorgia Meloni potrebbe aumentare i propri consensi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con molta probabilità se si fosse stato costruito un centro vero e proprio tra Renzi e Calenda questo sarebbe stato il momento di assaltare la diligenza dell’elettorato di Forza Italia. Ma sappiamo bene che la separazione tra i due leader avvenuta recentemente non ha portato alla costituzione di un partito unico e quindi oggi la possibilità per entrambi i leader in maniera separata ovviamente è molto ridotta per arrivare insieme i prossimi appuntamenti e aumentare i consensi pensando di attingere all’elettorato di Forza Italia. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E dal punto di vista degli impatti sull’Europa chiaramente la morte di Berlusconi accorcia quelli che sono i tempi per definire un accordo tra Fratelli d’Italia partito della premier Giorgia Meloni e il Partito Popolare Europeo e quindi, è molto probabile che anche in ambito europeo Giorgia Meloni aumenterà il proprio consenso nelle trattative con il PPE, portando così a costituire una lista unica soltanto per le elezioni europee tra Forza Italia e Fratelli d’Italia ovviamente concertata con i Popolari Europei.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Donatella Carriera</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11489" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-repubbliche-ci-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-repubbliche-ci-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-repubbliche-ci-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-repubbliche-ci-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-repubbliche-ci-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-repubbliche-ci-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-repubbliche-ci-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-repubbliche-ci.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Operazione ENHANCED VIGILANCE ACTIVITY: “F.O.C”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2023 15:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[BioBacco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alpini, artiglieri, cavalieri e genieri della Brigata Alpina JULIA strada per la “Full Operational Capability”. Camp Croft – Veszprem – Ungheria, Prosegue a pieno regime l’addestramento del Contingente Italiano, su base Brigata Alpina “Julia”, schierato in Ungheria nell’ambito dell’Operazione “eVA” (enhanced Vigilance Activity) insieme ad i contingenti nazionali di Croazia, Stati Uniti e Ungheria per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Alpini, artiglieri, cavalieri e genieri della Brigata Alpina JULIA strada per la “</span><i><span style="font-weight: 400;">Full Operational Capability</span></i><span style="font-weight: 400;">”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Camp Croft – Veszprem – Ungheria, Prosegue a pieno regime l’addestramento del Contingente Italiano, su base Brigata Alpina “Julia”, schierato in Ungheria nell’ambito dell’Operazione “eVA” (enhanced Vigilance Activity) insieme ad i contingenti nazionali di Croazia, Stati Uniti e Ungheria per svolgere la delicata funzione di deterrenza e difesa degli spazi Euro Atlantici contro eventuali minacce. Si conclude con ottimi riscontri un binomio di esercitazioni, dedicate allo sviluppo e alla condotta di attività di specialità per ogni componente del Contingente italiano, in vista dei prossimi impegni che porteranno il Battle Group ad ottenere la validazione FOC (Full Operational Capabilities) da parte della NATO.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La prima esercitazione denominata “Blizzard Detonation”, ha visto il i guastatori del 2°reggimento genio di Trento svolgere attività di Route Clearence (RC) volta all’individuazione e alla neutralizzazione di ordigni IED (Improvised Explosive Device) lungo i principali itinerari dell’area addestrativa e all’effettuazione di attività di forzamento di ostacoli passivi, mediante l’impiego di esplosivi e specifiche cariche di taglio utilizzate per abbattere costruzioni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Più complessa ed articolata è stata la seconda esercitazione chiamata “Ardent Ground” che ha impegnato su vari fronti la componente di erogazione del fuoco indiretto alle lunghe distanze, basata su obici FH70 e mortai Thomson da 120 mm. Gli artiglieri del 3°reggimento artiglieria ed i mortaisti del plotone supporto alla manovra dell’8°reggimento alpini hanno alternato a più riprese un’intensa azione di fuoco sulle posizioni avversarie a ripetuti cambi schieramento al fine di essere aderenti alla manovra amica e sottrarsi al contempo al fuoco di controbatteria (particolare tattica militare finalizzata all’individuazione e neutralizzazione delle sorgenti di fuoco a lunga distanza).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le precise azioni di fuoco venivano coordinate dal FSE (Fire Support Element) e dai nuclei SAOV (Sorveglianza Acquisizione Obiettivi Visuale) del 3° artiglieria e dell’8°alpini specifici assetti con la funzione di coordinare il fuoco delle artiglierie.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In un’ottica di Combined Arms l’atto tattico ha poi visto le blindo Centauro del reggimento Piemonte cavalleria (2°), effettuare un’attività di Screen sulla fronte del dispositivo per poi ripiegare ingaggiando con azioni di fuoco diretto le posizioni avversarie e trafilare attraverso le unità di fanteria dell’8°reggimento alpini su BV206 e VTLM che in un primo momento effettuavano un’azione di frenaggio per poi contrattaccare neutralizzando e bonificando le posizioni avversarie. Azione di frenaggio che rientra tra le operazioni difensive volte a ridurre il combat power avversario attraverso successive azioni di disturbo alternate a difesa di posizioni che si sviluppano in profondità nel dispositivo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’addestramento e la cooperazione di tutti gli assetti preposti a garantire il supporto di fuoco e le unità di manovra rappresenta un tassello determinante nella progressione addestrativa che ha come fine la piena interoperabilità tra tutte le componenti dei Paesi NATO presenti in Area di Operazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutte le attività fin qui svolte dal Contingente Italiano hanno avuto come fine ultimo l’integrazione e la standardizzazione delle procedure per il conseguimento della Full Operational Capability (FOC).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tale condizione di piena prontezza per operare in contesti sia interforze che multinazionali è stata raggiunta con l’esercitazione “Brave Warrior 2023”, esercitazione che tra maggio e giugno a visto operare in due fasi tutto il Battle Group nell’area del Bakonykuti Training Center.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I Contingenti di Ungheria, Italia, Stati Uniti, Croazia, che complessivamente hanno schierato oltre 300 veicoli da combattimento e più di 1.200 tra uomini e donne, tra cui 260 provenienti dalle Truppe Alpine dell’Esercito Italiano, hanno condotto in maniera sinergica due settimane di intense attività addestrative finalizzate alla condotta di attività difensive (frenaggio-delay).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La prima fase si è concretizzata con un’esercitazione continuativa di 72 ore, strutturata in modo da permettere alle unità partecipanti di addestrarsi in maniera realistica e integrata, ha visto impiegate come blue forces (forze amiche) tutte le componenti della 6^ Compagnia “La Bella”: dai fucilieri alle squadre controcarro, che hanno condotto tiro in modalità Follow and Observe con missili Spike a lungo raggio, dai guastatori alla componente di cavalleria.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Inoltre, la perfetta integrazione con le unità di artiglieria e mortai, che hanno effettuato tiro indiretto con continui cambi di schieramento, ha permesso alle altre unità del Contingente di effettuare un movimento retrogrado con occupazione successiva di Battle Position da cui ingaggiare con il fuoco l’avversario all’interno di EA (Engagement Area- Aree d’ingaggio) e, più in generale, il degradamento del CP (Combat power- potere di combattimento) avversario necessario per porre  le basi per un successivo contrattacco da parte delle altre unità del Battle Group.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A premessa dell’inizio delle attività operative e in occasione della ricorrenza della festa dell&#8217;Arma di Fanteria, che coincide anche con la festa di corpo dell&#8217;8°reggimento Alpini, principale Force Provider della componente italiana del Battle Group, il Comandante delle Truppe Alpine, Generale di Corpo d&#8217;Armata Ignazio GAMBA, ha voluto far visita al Contingente italiano per far sentire la vicinanza delle istituzioni italiane, dell’Esercito e delle Truppe Alpine.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Generale, nel saluto che ha rivolto ai militari schierati in Ungheria da diversi mesi, ha così commentato il loro impegno:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8220;La nostra presenza e il nostro fattivo operato congiunto con i paesi dell&#8217;Europa orientale e con le nazioni Alleate NATO ed Europee, è una chiara dimostrazione, attraverso le numerose esercitazioni congiunte, dell&#8217;imponente capacità dello strumento militare, unita alla ferma volontà e determinazione nazionale ed internazionale di assicurare la pace scoraggiando il dilagare di situazioni di crisi. Il vostro quotidiano lavoro è un preziosissimo e indispensabile contributo alla pace internazionale&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mentre la prima fase della “Brave Warrior” verteva sullo sviluppo di attività tattiche difensive di frenaggio e bloccaggio di un’azione offensiva nemica, la seconda parte dell&#8217;esercitazione “Brave Warrior”, che ha visto le fasi più importanti svolgersi in ambito notturno, aveva l&#8217;obiettivo di bloccare le unità nemiche, attraverso l’attivazione e il controllo delle “Battle Position” individuate lungo una linea di coordinamento, con lo scopo di  creare le condizioni favorevoli per il successivo contrattacco.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;intero Battle Group posizionato su una linea di fuoco di oltre 3 km, ha visto schierate diverse unità di cavalleria americana, unità di fanteria meccanizzata, esploranti ed artiglierie ungheresi, il dispiegamento della Militar Police croata e la totalità del contingente italiano su VTLM “Lince” e BV 206S7, team controcarri e tiratori scelti dell’8° reggimento alpini, un plotone esplorante su blindo “Centauro” del Piemonte Cavalleria (2°), una sezione di  FH70 del 3° reggimento Artiglieria e mortai pesanti da 120 mm dell’8° alpini e un assetto genio su VTMM “Orso” del 2° reggimento genio Guastatori. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un&#8217;attenta pianificazione tra tutte le unità sul terreno, gli addestramenti fin qui svolti orientati all&#8217;integrazione multiarma e alla cooperazione tra i diversi contingenti, uniti ad un&#8217;elevata professionalità, hanno garantito lo sviluppo fluido e perfettamente integrato di una azione di fuoco ad alta intensità, che ha visto alternarsi ogni specialità garantendo un efficace difesa delle postazioni e al contempo la massima sicurezza negli spostamenti sul terreno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Rilevante in tutte le fasi di condotta, il contributo fornito in ogni circostanza dalla componente logistica di 1^ linea, attraverso il rifornimento di munizioni e carburante, con lo scopo di garantire l&#8217;efficienza operativa dell&#8217;intero dispositivo per tutta la durata dell’esercitazione. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La conclusione della “Brave Warrior” rappresenta di fatto il raggiungimento della Full Operational Capability (FOC) per il Battle Group NATO, tale traguardo non coincide con il termine delle attività per il nostro contingente che proseguirà nei prossimi mesi con ulteriori addestramenti mirati allo sviluppo di attività tattiche offensive.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le Truppe Alpine dell&#8217;Esercito Italiano schierate in Ungheria, con la loro presenza, continueranno a garantire la sicurezza sul fianco est europeo dell&#8217;Alleanza Atlantica nel rispetto del principio di deterrenza e difesa.</span></p>
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		<title>Il team TACP ed il JTAC.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2023 15:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tactical Air Control Party, comunemente abbreviato TACP , è un team di personale militare che fornisce il coordinamento tra forze di terra ed aeree quando queste ultime forniscono una CAS (Close Air Support -Supporto Aereo Ravvicinato) . La missione principale di un team TACP è consigliare i rispettivi comandanti di terra sulle capacità e sui [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Tactical Air Control Party, comunemente abbreviato TACP , è un team di personale militare che fornisce il coordinamento tra forze di terra ed aeree quando queste ultime forniscono una CAS (Close Air Support -Supporto Aereo Ravvicinato) .</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La missione principale di un team TACP è consigliare i rispettivi comandanti di terra sulle capacità e sui limiti della potenza aerea e assistere il Comandante delle truppe a terra nella pianificazione, richiesta, coordinamento e controllo degli interventi che possono condurre gli aerei. Nelle forze armate il TACP ed i JTAC (Joint Terminal Attack Controller) non sono la stessa cosa. Un team TACP opera come un centro di coordinamento che integra le risorse aeree nello spazio di battaglia, il JTAC, che è parte integrante di un team TACP esegue le procedure di controllo dell&#8217;attacco terminale da una posizione avanzata o da un posto di comando. Un TACP può coordinare e approvare lo spazio aereo per un attacco aereo, ma non può eseguire la procedura di controllo dell&#8217;attacco terminale a meno che non sia un JTAC qualificato e certificato. I TACP forniscono coordinamento degli attacchi, instradamento della sicurezza del volo, deconflitto dello spazio aereo, gestione aerospaziale, ricognizione d’area e gestione del fuoco indiretto. Il TACP è responsabile nei confronti del ground commander.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un JTAC  è un membro delle forze armate che è addestrato per coordinare l&#8217;impiego di attacchi aerei da parte di aerei da combattimento, elicotteri o droni, in supporto alle operazioni di terra. Il JTAC lavora a stretto contatto con le truppe di terra, fornendo un collegamento diretto tra le forze terrestri e gli assetti in volo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il compito principale di un JTAC è quello di identificare i bersagli sul campo e fornire dati esatti al pilota dell&#8217;aereo o all&#8217;operatore del drone per condurre l&#8217;attacco. Ciò richiede una conoscenza approfondita delle tattiche, delle procedure di comunicazione e dei sistemi di puntamento utilizzati dai velivoli. Il JTAC svolge un ruolo cruciale nel garantire che gli attacchi aerei siano mirati con precisione per minimizzare i danni collaterali e massimizzare l&#8217;efficacia dell&#8217;azione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per diventare un JTAC, è necessario completare un rigoroso addestramento che include sia l&#8217;addestramento tattico sul campo che l&#8217;addestramento tecnico sui sistemi di puntamento e di comunicazione. I JTAC sono spesso assegnati a unità speciali o a forze di operazioni speciali, ma possono anche far parte di unità regolari delle forze armate.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;Italia ha operatori JTAC qualificati nelle sue Forze Armate. Molti di questi operatori hanno prestato servizio in Afghanistan. Durante l’Operazione ISAF in Afghanistan, gli aerei da attacco al suolo AMX dell&#8217;Aeronautica Militare Italiana TF BLACK CATS hanno condotto il supporto aereo ravvicinato con gli operatori JTAC a terra forniti dall&#8217;Esercito Italiano, dai Carabinieri, dalla Marina e dall&#8217;Aeronautica Militare. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La formazione di un operatore JTAC prevede il superamento di 4 moduli per una durata complessiva di circa 1 anno. Il primo STEP da superare è una preselezione da svolgere presso la Scuola di Artiglieria di Bracciano (Roma). In tale contesto si vuole verificare il livello di conoscenza di base dei futuri operatori, la Topografia, l’Inglese, le Comunicazioni sono le materie trattate, ma in tale fase è soprattutto la motivazione e l’interesse che vengono valutati e viene condotta una prima scrematura dei candidati.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Effettuata una prima selezione i candidati ritenuti idonei sono ammessi alla frequenza di un pre-corso svolto nella medesima sede. In questa seconda fase i “JTAC TRAINEE” vengono avviati allo studio teorico delle procedure e si addestrano in maniera virtuale con il sistema di simulazione “VBS”. Il superamento di esami e prove di sbarramento determinano la prosecuzione del precorso e la prosecuzione dell’iter.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Terminato il pre-corso gli aspiranti JTAC vengono avviati ad un perfezionamento della lingua Inglese presso la Scuola Lingue Estere di Perugia. Al termine del corso il livello di inglese minimo richiesto è un 3-3-3-2 nelle prove di Listening, Speaking, Reading, Writing, punteggio che va da un minimo di 0 a un massimo di 4 che sta ad indicare il madre lingua. Il livello elevato di conoscenza della lingua inglese deriva dalla necessità di dover eventualmente gestire anche assetti aerei di altre nazioni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Concluse le prime tre fasi i “JTAC TRAINEE” sono finalmente avviati alla frequenza del corso JTAC presso la S.A.C. (Scuola di aerocooperazione) di Guidonia. Quest’ultimo rappresenta indubbiamente il modulo più duro di tutto l’iter. Si tratta infatti di un corso internazionale basato su intense sessioni di studio teorico in lingua inglese alternate a esercizi con assetti aerei e ad ala rotante reali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’ultima fase del corso si svolge in Sardegna presso l’area addestrativa del poligono interforze di Salto di Quirra con attività tattiche sul terreno supportate a fuoco da assetti che operano nella terza dimensione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">il JTAC è ora pronto e può iniziare ad operare inserito all’interno di un team TACP. Altra figura chiave di questa unità è il LASER OPERATOR (LO), questo operatore è di fatto il braccio destro di un JTAC e la sua  formazione richiede il superamento di un corso di quattro settimane presso il Comando Artiglieria di Bracciano, dove è sottoposto a numerose prove selettive, tra cui una di quelle più importanti è la prova topografica. Fasi di studio alternato ad esercizi finalizzati alla padronanza delle apparecchiature specialistiche sono le basi per ottenere un buon operatore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il corso per l’acquisizione della qualifica di LO ha il suo culmine in Sardegna con attività di marcamento attraverso delle strumentazioni laser, volgarmente dette “Laserate”, di obiettivi reali che successivamente verranno ingaggiati dal fuoco aereo e attraverso lo svolgimento di un test finale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel moderno scenario di combattimento è di fondamentale importanza il controllo della terza dimensione ed il supporto di fuoco aereo a favore delle truppe amiche al suolo, il TACP ed il JTAC hanno quindi un ruolo di primaria importanza.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11369" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-il-team-tacp-jtac-ci-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-il-team-tacp-jtac-ci-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-il-team-tacp-jtac-ci-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-il-team-tacp-jtac-ci-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-il-team-tacp-jtac-ci-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-il-team-tacp-jtac-ci-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-il-team-tacp-jtac-ci-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-il-team-tacp-jtac-ci.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>La vista lunga sulle competenze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2023 15:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[BioBacco]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Coccetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Viviamo un’era il cui tratto distintivo è costituito dalla fortissima accelerazione dei cambiamenti della realtà che viviamo. Cambiamenti che sono continui e sempre più dirompenti. Questo è ben evidente da qualche anno, il COVID19 ha favorito una diffusa consapevolezza, gli impatti (positivi e negativi) vengono avvertiti e percepiti da una platea molto più ampia di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Viviamo un’era il cui tratto distintivo è costituito dalla fortissima accelerazione dei cambiamenti della realtà che viviamo. Cambiamenti che sono continui e sempre più dirompenti. Questo è ben evidente da qualche anno, il COVID19 ha favorito una diffusa consapevolezza, gli impatti (positivi e negativi) vengono avvertiti e percepiti da una platea molto più ampia di individui rispetto al passato. Anche le imprese, che da tempo si confrontano con il cambiamento, stanno affrontando sfide sempre più impegnative. Progressi tecnologici, cambiamenti climatici e transizione verde, nuova globalizzazione, nuovi comportamenti di consumo, eventi geopolitici, cambiamenti demografici impongono loro la necessità di evolvere con continuità e ad una velocità sempre maggiore. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nell’ampio e diversificato panorama delle imprese ce ne sono alcune che si sono organizzate già da tempo per trasformare il cambiamento in un modo per crearsi nuove opportunità, altre che fanno molta fatica e forse non ce la faranno. Per conservare la capacità di produrre valore nel tempo le imprese più avvedute hanno impresso un’accelerazione al ritmo del loro processo di innovazione continua. I settori si integrano e diventano liquidi, non esistono più confini netti, di conseguenza le imprese si ripensano nei “modi” e sul “cosa produrre”. Non solo, ma evolvono anche i loro </span><i><span style="font-weight: 400;">Scopi</span></i><span style="font-weight: 400;"> e il relativo </span><i><span style="font-weight: 400;">Valore</span></i><span style="font-weight: 400;"> da produrre in futuro. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se sul piano delle tecnologie hanno fatto grandi investimenti, sta crescendo la consapevolezza della necessità di investire in modo significativo anche sulle </span><b><i>competenze</i></b><span style="font-weight: 400;">. Numerose indagini realizzate a livello globale dicono che le imprese avvertono la necessità di utilizzare nuove competenze che alimentano il loro percorso di innovazione continua che comprende “anche e non solo” l’uso delle nuove tecnologie. Le competenze pertanto diventano sempre più una leva distintiva su cui un’impresa può fondare la sua competitività. Molte delle necessità emergenti sono riferite a competenze nuove, non disponibili in azienda e scarsamente disponibili sul mercato. Di conseguenza vanno create e sviluppate attraverso le note strategie e interventi di re-skilling e up-skilling oggi tanto a cuore delle politiche europee e nazionali. È noto tuttavia che lo sviluppo di competenze e abilità da parte delle persone richiede del tempo. Gli interventi di re-skilling e up-skilling non possono essere avviati nel momento in cui il bisogno è imminente. Si genera un ritardo e addirittura un possibile spiazzamento. Purtroppo la velocità e la numerosità dei cambiamenti non lasciano più spazio ad approcci reattivi senza conseguenze negative in termini di perdita di nuove opportunità. La soluzione è anticipare! Anticipare le necessità di nuove competenze collegandole alle performance strategiche che l’impresa ha definito è un modo saggio ed efficace per renderle disponibili nel momento in cui sono necessarie. E questa disponibilità nel momento opportuno genera una serie di benefici per le imprese. Tra i più importanti: </span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">conquistare e/o occupare spazi di mercato emergenti attraverso nuovo valore prodotto anche attraverso le nuove competenze impiegate;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">utilizzare tutto il potenziale estraibile delle tecnologie massimizzando i ritorni degli investimenti fatti;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">re-immaginare il “valore riconosciuto dal cliente” e re-immaginare/ri-creare se-stesse.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Anticipare le necessità evolutive di competenze è una pratica non eludibile non solo per la singola impresa ma anche per gli ecosistemi produttivi emergenti (cluster, associazioni di imprese, consorzi di imprese, reti di imprese, partnership strategiche, filiere ecc.), per i fornitori di formazione e per le università.   </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Purtroppo non c’è molta familiarità con l’anticipazione. Esiste una diffusa paura che poi genera una tensione rinviante. Le alternative as usual sono: capire cosa fanno gli altri, cosa dice il consulente, cosa dice l’istinto. La complessità che stiamo vivendo non consente più di “non vedere di non vedere”. Anticipare le necessità di nuove competenze consente di porre oggi l’attenzione sulle conseguenze del futuro avendo così il tempo necessario per farle sviluppare ed essere pronti al momento in un cui il futuro diventa presente.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Fabrizio Coccetti</span></p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.competencesforfuture.com"><span style="font-weight: 400;">www.competencesforfuture.com</span></a></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11374" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-la-lunga-vista-competenze-ci-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-la-lunga-vista-competenze-ci-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-la-lunga-vista-competenze-ci-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-la-lunga-vista-competenze-ci-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-la-lunga-vista-competenze-ci-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-la-lunga-vista-competenze-ci-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-la-lunga-vista-competenze-ci-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-la-lunga-vista-competenze-ci.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>NFT: cosa sono e che ruolo possono avere</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/nft-cosa-sono-e-che-ruolo-possono-avere/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=nft-cosa-sono-e-che-ruolo-possono-avere</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2023 15:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[BioBacco]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Guerrieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dall’inglese Non-fungible token, gli Nft sono oggetti digitali unici, non riproducibili, che non si possono contraffare, ma la cui proprietà può essere ceduta. Si tratta di una sorta di “certificato di proprietà” che garantisce la salvaguardia del diritto di copyright e in cui l’unicità della proprietà è assicurata grazie alla tecnologia blockchain. Arte, musica, gaming, vino: le straordinarie potenzialità [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Dall’inglese </span><i><span style="font-weight: 400;">Non-fungible token,</span></i><span style="font-weight: 400;"> gli Nft sono oggetti digitali unici, non riproducibili, che non si possono contraffare, ma la cui proprietà può essere ceduta. Si tratta di una sorta di “certificato di proprietà” che garantisce la salvaguardia del diritto di copyright e in cui l’unicità della proprietà è assicurata grazie alla tecnologia blockchain.</span></p>
<p><b>Arte, musica, gaming, vino: le straordinarie potenzialità della tecnologia Nfc</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel mondo dell’arte è già possibile acquistare, scambiare o cedere la proprietà di opere digitali, uniche e certificate, ma il proprietario può anche decidere di tenerla per sé, concedendo l&#8217;utilizzo dietro pagamento. In questo modo si aprono grandi opportunità per ogni artista, grande o piccolo, che può vendere la sua opera digitale in tutto il mondo, garantendo l’unicità dell&#8217;oggetto artistico, che non può essere replicato o modificato in alcun modo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nell’industria della musica gli Nft permettono di creare prodotti ed esperienze di forte impatto emotivo per gli utenti e di grande ritorno economico, oltre che di fama, per gli autori, che in questo modo, si sottraggono al monopolio dei colossi della distribuzione. Sono già molti gli artisti che cominciano ad esibirsi in concerti ed eventi fruibili interamente e solamente nel metaverso. Un esempio per tutti, l’evento creato da Achille Lauro, un Nft del suo battito cardiaco, messo all’asta, in questo caso, a scopo di beneficenza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È forse il mercato del gaming però che, assai cresciuto con l’uso dei visori, è oggi più avanti nell’utilizzo degli Nft: ormai i giovani non comprano più solo il gioco ma, all’interno del gioco, acquistano skin, oggetti e personaggi digitali di ogni tipo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sono tanti altri i settori in cui si dispiegano le potenzialità della tecnologia Nft, qui mi limito ad accennare a quello del vino, già profondamente modificato dall’avvento delle tecnologie IoT (si pensi ai sistemi di tracciabilità̀ e anticontraffazione per la difesa del marchio introdotti da Cantina 4.0). Con gli Nft si aprono nuove possibilità: dalla vendita della proprietà di un vino appena messo a maturare a quella di una specifica bottiglia o cassa, per non parlare degli Nft creati per eventi enologici unici e di grande valore economico (degustazioni e altro). Molti sono convinti che gli Nft saranno l’etichetta del vino del futuro.</span></p>
<p><b>Un Nft non esiste in natura, va creato </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È possibile creare Ft di dipinti, testi, musica, video e di qualsiasi oggetto in formato digitale. Una volta trasformato in Nft, quell’opera o quell’oggetto saranno unici, originali e non potranno essere duplicati o modificati.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche tu puoi creare il tuo certificato Nft, tramite la blockchain. Per farlo dovrai acquistare della moneta virtuale, ad esempio su Ethereum: pagando una quota in Ether, potrai coniare l’Nft della tua opera digitale (ricordando però quanto siano volubili i prezzi delle criptovalute!).</span></p>
<p><b>In Italia cosa sta succedendo? </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il mondo NFT attinge da tantissime esperienze. Di recente sono nate startup che puntano a creare un multishop per il metaverso, in un contesto sempre più digitale, in cui l’utente arricchisce continuamente la propria identità online (vedi </span><a href="https://ninfa.io/"><span style="font-weight: 400;">Ninfa Labs</span></a><span style="font-weight: 400;">). Dando vita a un marketplace dove, al momento, sono disponibili più di cento opere di altrettanti artisti digitali, italiani e internazionali, e dove vengono approfonditi i nuovi stili, le nuove correnti e le possibili applicazioni. Sicuramente una grande opportunità per artisti validi, emergenti, ma spesso trascurati dalla rete, sia online che offline.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Francesco Guerrieri </span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Innovation Manager &#8211; Direttore Agenzia Formativa – DPO | omniasoft.it</span></i></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11375" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-nft-cosa-sono-ci-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-nft-cosa-sono-ci-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-nft-cosa-sono-ci-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-nft-cosa-sono-ci-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-nft-cosa-sono-ci-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-nft-cosa-sono-ci-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-nft-cosa-sono-ci-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-nft-cosa-sono-ci.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11476" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/nft-cosa-sono-ci-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/nft-cosa-sono-ci-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/nft-cosa-sono-ci-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/nft-cosa-sono-ci-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/nft-cosa-sono-ci-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/nft-cosa-sono-ci-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/nft-cosa-sono-ci-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/nft-cosa-sono-ci-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Operazione ENHANCED VIGILANCE ACTIVITY: il tempo della “JULIA”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2023 15:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[BioBacco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alpini, artiglieri, cavalieri e genieri della Brigata Alpina JULIA &#8211; “Ready”. Camp Croft – Veszprem – Ungheria, acquisito il comando del Contingente Italiano da pochi giorni dal Ten. Col. Massimiliano CAREDDU ai suoi uomini spetta ora il compito di proseguire ed implementare il lavoro svolto dai predecessori continuando la missione di deterrenza e di difesa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Alpini, artiglieri, cavalieri e genieri della Brigata Alpina JULIA &#8211; “Ready”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Camp Croft – Veszprem – Ungheria, acquisito il comando del Contingente Italiano da pochi giorni dal Ten. Col. Massimiliano CAREDDU ai suoi uomini spetta ora il compito di proseguire ed implementare il lavoro svolto dai predecessori continuando la missione di deterrenza e di difesa degli spazi Euro-Atlantici sul fianco est della NATO.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Gli alpini sono storicamente votati al sacrificio, non scelgono i ruoli, i compiti o le missioni, ma scelgono di essere al servizio di chi è in difficoltà, gli alpini dell’Esercito Italiano non sono abituati a rimanere spettatori durante i momenti difficili, ma sono sempre protagonisti del tempo che vivono.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Completato lo schieramento, la 6^compagnia “La Bella”, comandata dal Cap. Francesco CECCORULLI ha iniziato le attività di familiarizzazione con il nuovo territorio acquisendo informazioni utili alle future attività di pianificazione e condotta delle operazioni quali viabilità, centri abitati ed orografia del territorio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nell’ambito del rispetto di una progressione addestrativa disposta dal Comando del Battle Group ungherese, il personale è stato impegnato in una serie di esercitazioni ad intensità crescente necessarie per integrare le peculiarità delle singole specialità in un contesto multinazionale e </span><i><span style="font-weight: 400;">combined arms</span></i><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’addestramento articolato su 3 distinte fasi denominate </span><i><span style="font-weight: 400;">PRIME/RISING/SUMMIT</span></i><span style="font-weight: 400;"> è volto a sviluppare l’integrazione, l’interoperabilità ed il mantenimento di capacità </span><i><span style="font-weight: 400;">warfighting</span></i><span style="font-weight: 400;"> ed ha, come fine ultimo, il raggiungimento della condizione di FOC (</span><i><span style="font-weight: 400;">Full Operational Capability</span></i><span style="font-weight: 400;">), una condizione in cui la 6^compagnia raggiungerà la piena capacità di risposta in caso di intervento da parte del Battle Group nei confronti di una minaccia all’integrità dei territori euroatlantici.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Supportati dal personale dalla HN (</span><i><span style="font-weight: 400;">Host Nation</span></i><span style="font-weight: 400;">), gli alpini hanno iniziato le attività di integrazione previste dalla fase PRIME consolidando e perfezionando, nel corso di più giornate consecutive a fuoco, le proprie abilità al tiro con l’armamento individuale presso il poligono di UJMAJOR, una delle numerose aree a disposizione all’interno dei circa 140 km</span><span style="font-weight: 400;">2</span><span style="font-weight: 400;"> della </span><i><span style="font-weight: 400;">training area</span></i><span style="font-weight: 400;">, operando in un contesto multinazionale e interforze dall’elevato ritorno addestrativo. In questo frangente è stato fondamentale, il supporto dei tiratori scelti dell’8°Alpini, personale altamente qualificato nel tiro alle medie e lunghe distanze, nel movimento occulto, nel mascheramento e nell’acquisizione degli obiettivi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Topografia, elementi di tiro, osservazione, stima delle distanze e studio delle varie ottiche e sistemi di puntamento in dotazione sono state le materie trattate dagli istruttori per garantire una solida base di partenza e una standardizzazione delle procedure al fine di poter operare sempre nella massima sicurezza, soprattutto in un’area completamente nuova e vasta come quella del poligono ungherese.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Rotto il ghiaccio con lo svolgimento della prima attività a fuoco, una serie di esercitazioni ad ampio spettro ha impegnato i nostri alpini. Il primo banco di prova è stata l’Esercitazione PURPLE CRYSTAL volta a testare le capacità di risposta ad una minaccia CBRN. Con la sigla CBRN (Chimico, Biologico, Radiologico e Nucleare) si identifica un particolare contesto operativo non convenzionale in cui un potenziale avversario ha nelle proprie disponibilità ed è in grado di impiegare come arma agenti chimici, biologici, materiale radiologico (le famose bombe sporche), e nucleari.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Gli alpini della Brigata JULIA sono stati impegnati in un’intensa settimana addestrativa dedicata all’integrazione delle capacità di difesa CBRN con i diversi assetti dei Paesi Alleati presenti in Area di Operazioni. L’evento addestrativo ha visto protagonisti oltre i nostri militari la </span><i><span style="font-weight: 400;">Military Police</span></i><span style="font-weight: 400;"> croata e a una compagnia del 102° reggimento CBRN ungherese in un’attività di contrasto a minacce di tipo CBRN in uno scenario ad alta intensità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In tale scenario, è stato simulato il rilascio di una nube chimica tossica da parte di un avversario allo scopo di interdire una via di accesso alle forze della NATO operanti nel settore. Una pattuglia di ricognizione composta da un plotone dell’8° reggimento Alpini e tre nuclei della </span><i><span style="font-weight: 400;">Military Police</span></i><span style="font-weight: 400;"> croata venivano coinvolti nell’incidente chimico. Il personale a seguito del rilascio metteva in atto tutte le procedure necessarie alla propria messa in sicurezza indossando una maschera anti NBC ed un indumento protettivo, successivamente i militari che presentavano sintomi di intossicazione venivano soccorsi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La sala operativa richiedeva quindi l’intervento della compagnia ungherese, specializzata in attività di contrasto alla minaccia CBRN che, dopo aver individuato le zone contaminate, scortava la pattuglia fino ad una area sicura in cui era stata allestita una “</span><i><span style="font-weight: 400;">decon line</span></i><span style="font-weight: 400;">” (striscia di decontaminazione operativa sul terreno). </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La </span><i><span style="font-weight: 400;">decon line</span></i><span style="font-weight: 400;"> è un percorso creato per la bonifica del personale, dei mezzi e dell’equipaggiamento esposto alla minaccia CBRN.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’attività, inserita nell’ambito delle collaborazioni internazionali di settore, ha permesso di incrementare e uniformare le procedure delle diverse unità impegnate, consolidando le capacità tecnico-specialistiche, mediante la simulazione di scenari operativi moderni e complessi, aderenti alle possibili minacce CBRN.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Concluso il primo atto dell’addestramento in territorio ungherese, gli Alpini della “JULIA” hanno preso parte nel brevissimo periodo all&#8217;esercitazione “PATROL STORM” volta a integrare le capacità delle forze di fanteria leggera alpina con le unità di artiglieria e cavalleria nell’ambito della fase “Prime – integration” dell’addestramento congiunto con le forze degli altri paesi alleati.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;esercitazione “PATROL STORM”, è stata focalizzata allo svolgimento di attività di FPOL (</span><i><span style="font-weight: 400;">Forward Passage of Lines</span></i><span style="font-weight: 400;">), RPOL (</span><i><span style="font-weight: 400;">Rear Passage of Line</span></i><span style="font-weight: 400;">) e RIP (</span><i><span style="font-weight: 400;">Relife in Place</span></i><span style="font-weight: 400;">), in un contesto </span><i><span style="font-weight: 400;">warfighting</span></i><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Durante le attività i plotoni di fanteria a più riprese hanno oltrepassato le linee nemiche per raggiungere postazioni avanzate difese da assetti del Genio a bordo di VTMM, ciò avveniva sfruttando la sicurezza fornita dalle unità di cavalleria che, a bordo delle Blindo Centauro, proteggevano il fianco dell&#8217;intero dispositivo. L&#8217;intera manovra del complesso veniva supportata dall&#8217;intervento delle artiglierie, dei mortai e assetti aerei coordinati dal team TACP.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quest’ ultimo è un nucleo di militari che al loro interno comprende uno specializzato JTAC (</span><i><span style="font-weight: 400;">Joint Terminal Attack Controller</span></i><span style="font-weight: 400;">) cioè un militare qualificato per guidare le azioni di fuoco da parte di aeromobili ad ala fissa o rotante impegnati in attività di CAS (</span><i><span style="font-weight: 400;">Close Air Support</span></i><span style="font-weight: 400;">) e altre operazioni aeree da posizioni avanzate.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fulcro dell&#8217;attività è stato il coordinamento tra le varie unità sul terreno, in un contesto “</span><i><span style="font-weight: 400;">combined arms</span></i><span style="font-weight: 400;">” cioè un approccio alle operazioni che cerca di integrare le diverse armi per ottenere effetti reciprocamente complementari. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;esercitazione conclusasi nella giornata del 2 marzo, con l’avvicendamento al Comando dell&#8217;eVA Battle Group, ha visto la presenza del Generale Guglielmo Luigi MIGLIETTA, Comandante del Joint Force Command NATO di Brunssum (NL) rivolgere il suo saluto e il suo apprezzamento al contingente italiano per quanto fatto finora, evidenziando come in una situazione apparentemente in equilibrio, l&#8217;addestramento e la preparazione come deterrenza siano fondamentali; in particolar modo ha voluto sottolineare come «tutti noi dobbiamo essere capaci di dare forma al cambiamento, trasformando le sfide in opportunità».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">D+30 – D+45 dallo schieramento in teatro operativo ungherese, esercitazioni “EAGLE EYES” e “NOBLE IMPERAT” le operazioni proseguono serrate per gli uomini e donne del contingente italiano.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nell’arco di quindici giorni i nostri militari schierati presso il Bakonykùti Training Center hanno condotto addestramenti al tiro e alla condotta di attività difensive. Presenti in linea di tiro tutte le componenti che costituiscono la 6^compagnia “LA BELLA”, dai plotoni fucilieri su VTLM e BV 206S7, all’artiglieria con gli FH 70, dai guastatori del genio su VTMM ai cavalieri su Blindo Centauro, le quali hanno operato in ogni condizione meteo conducendo tiri statici e dinamici, individuali, collettivi e di precisione da terra e da bordo mezzi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In tale occasione è stato estremamente articolato l’addestramento della componente a tiro curvo costituita da una sezione artiglieria con obici FH-70 da 155 mm e da un plotone mortai pesanti da 120 mm i quali hanno condotto tiri a lunga distanza, attuando numerosi cambi schieramento al fine di garantire la massima aderenza alla manovra amica evitando al contempo il fuoco di controbatteria, tattica militare, quest’ultima, finalizzata all’individuazione e alla distruzione delle batterie di artiglierie nemiche attraverso i propri assetti di supporto di fuoco indiretto o con gli aerei.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In ogni fase delle due esercitazioni sono state ripetutamente testate le capacità di pianificazione, di gestione della funzione di Comando e Controllo e delle attività di coordinamento delle unità eroganti fuoco indiretto svolta dagli FSE (Fire Support Element) del 3°reggimento artiglieria terrestre (da montagna), e dai nuclei SAOV (Sorveglianza Acquisizione Obiettivi Visuale) dell’8°reggimento Alpini, personale quest’ultimo altamente qualificato nell’individuare gli obiettivi avversari e capace di coordinare e dirigere il fuoco delle artiglierie per ottenere l’effetto desiderato sugli obiettivi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Tutte le attività erano volte allo svolgimento di attività tattiche difensive di frenaggio o </span><i><span style="font-weight: 400;">Delay </span></i><span style="font-weight: 400;">mirate a ritardare e bloccare l’avanzata avversaria riducendone contestualmente il </span><i><span style="font-weight: 400;">Combat Power</span></i><span style="font-weight: 400;"> attraverso un’alternanza di movimenti retrogradi ed occupazione di </span><i><span style="font-weight: 400;">Battle Positions</span></i><span style="font-weight: 400;"> da cui ingaggiare il nemico con il fuoco.</span> <span style="font-weight: 400;">Il posizionamento di ostacoli attivi e passivi (campi minati anticarro, fossati e terrapieni) operato dalle unità del genio e l’attività di </span><i><span style="font-weight: 400;">Screen</span></i><span style="font-weight: 400;"> (schermo) effettuata dalle unità di cavalleria su blindo “Centauro” poste sulla fronte del dispositivo, ha avuto lo scopo di porre le basi per un successivo contrattacco da parte delle altre unità del </span><i><span style="font-weight: 400;">Battle Group</span></i><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Al fine di aumentare il realismo addestrativo, il personale delle unità di fanteria ha impiegato il sistema I-MILES (</span><i><span style="font-weight: 400;">Instrumentable-Multiple Integrated Laser Engagement System) </span></i><span style="font-weight: 400;">per simulare l’effetto del fuoco avversario tramite l’impiego di colpi a salve e, al contempo, addestrare i CLS (</span><i><span style="font-weight: 400;">Combat Life Saver</span></i><span style="font-weight: 400;">) alla gestione, stabilizzazione e sgombero dei feriti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’addestramento congiunto e l’impiego sinergico di tutti gli assetti specialistici a disposizione del Battle Group NATO rappresenta un elemento fondamentale della progressione addestrativa, che mira al raggiungimento dell’interoperabilità tra tutte le componenti dei quattro Paesi NATO (Italia, Ungheria, Croazia e Stati Uniti) presenti nell’area di operazioni e che permette di attuare un’efficace strategia di deterrenza.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11390" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-operazione-enhanced-vigilance-ci-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-operazione-enhanced-vigilance-ci-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-operazione-enhanced-vigilance-ci-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-operazione-enhanced-vigilance-ci-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-operazione-enhanced-vigilance-ci-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-operazione-enhanced-vigilance-ci-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-operazione-enhanced-vigilance-ci-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-operazione-enhanced-vigilance-ci-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Quali saranno le nuove professioni dei prossimi 5/10 anni? </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2023 15:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[BioBacco]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Guerrieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> Quali saranno le nuove professioni dei prossimi cinque o dieci anni? Sicuramente saranno valorizzate le figure che fanno da ponte tra il linguaggio tradizionale e quello delle macchine.  umanoidi guidati dai sistemi di intelligenza artificiale  Se è vero che lo sviluppo della tecnologia viaggia troppo veloce per essere immediatamente assorbito da individui e organizzazioni (e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b> </b><i><span style="font-weight: 400;">Quali saranno le nuove professioni dei prossimi cinque o dieci anni? Sicuramente saranno valorizzate le figure che fanno da ponte tra il linguaggio tradizionale e quello delle macchine.</span></i> <span style="font-weight: 400;"> umanoidi guidati dai sistemi di intelligenza artificiale </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se è vero che lo sviluppo della tecnologia viaggia troppo veloce per essere immediatamente assorbito da individui e organizzazioni (e dalla società nel suo complesso), è altrettanto vero che la mole di informazioni da gestire sta superando la nostra capacità di garantire la produttività richiesta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Come avvenuto, a fine anni ‘90, con la diffusione di Internet, così dobbiamo immaginare i nostri prossimi anni: dovremo anzitutto accettare i nostri limiti, diventare consapevoli dei nuovi strumenti e quindi formarci ed evolverci per essere in grado di sfruttare appieno i nuovi mezzi a disposizione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È inevitabile che sarà necessario un approccio diverso nei confronti della tecnologia, proprio perché la collaborazione tra uomo e AI sarà il prossimo modello di lavoro e la capacità di sfruttare le nuove soluzioni, apparentemente già pronte, sarà fondamentale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Come confermano gli studi di settore, molte delle professioni dei prossimi anni non sono ancora state inventate, ma voglio stuzzicare la vostra fantasia con alcuni esempi non lontani dalla realtà: il </span><i><span style="font-weight: 400;">conversation designer</span></i><span style="font-weight: 400;"> (specialista che fa da ponte tra machine learning e linguaggio umano) o il </span><i><span style="font-weight: 400;">prompt designer</span></i><span style="font-weight: 400;"> (capace di istruire con opportune domande i modelli di AI) o ancora possiamo pensare ai </span><i><span style="font-weight: 400;">data labeler</span></i><span style="font-weight: 400;"> (che aiutano gli algoritmi a riconoscere immagini o sistemi vocali e ad elaborare contenuti testuali).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questo panorama non saranno da sottovalutare le figure provenienti dagli studi filosofici, l’AI </span><i><span style="font-weight: 400;">Ethicist</span></i><span style="font-weight: 400;"> sarà fondamentale per valutare gli impatti tecnologici e le scelte intelligenti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per capire meglio quale direzione stiamo prendendo, possiamo seguire alcune delle principali innovazioni che ci possiamo aspettare nell’immediato futuro:</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Internet delle cose</span></i><span style="font-weight: 400;">: il numero di dispositivi connessi a Internet continuerà ad aumentare e potremo vedere una maggiore integrazione tra i diversi dispositivi: la nostra casa avrà la capacità di raccogliere tutte le informazioni necessarie per ottimizzare i nostri tempi e le nostre abitudini.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Veicoli autonomi</span></i><span style="font-weight: 400;">: più intelligenti e sicuri e sempre più integrati con la rete stradale (pensate anche alle ricariche elettriche durante un percorso).</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Medicina personalizzata</span></i><span style="font-weight: 400;">: grazie alle nuove tecnologie di sequenziamento del DNA, ci aspettiamo una maggiore personalizzazione della medicina, con terapie e trattamenti specifici per i singoli pazienti.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Realtà aumentata e virtuale</span></i><span style="font-weight: 400;">: la realtà aumentata e virtuale sta già cambiando il modo in cui interagiamo con il mondo, ma certamente diventerà ancora più sofisticata nei prossimi anni, con applicazioni sempre più creative e utili.</span></p>
<p><b><i>Le competenze sono già cambiate del 25% e nei prossimi cinque anni cambieranno del 44%</i></b><span style="font-weight: 400;">:</span><b><i> occorre accelerare i tempi di apprendimento e adattare le proprie capacità a un mondo del lavoro che cambia sempre più in fretta</i></b><i><span style="font-weight: 400;">.</span></i></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Francesco Guerrieri </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Innovation Manager &#8211; Direttore Agenzia Formativa – DPO | omniasoft.it</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11401" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-quali-saranno-le-nuove-professioni-ci-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-quali-saranno-le-nuove-professioni-ci-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-quali-saranno-le-nuove-professioni-ci-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-quali-saranno-le-nuove-professioni-ci-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-quali-saranno-le-nuove-professioni-ci-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-quali-saranno-le-nuove-professioni-ci-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-quali-saranno-le-nuove-professioni-ci-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-quali-saranno-le-nuove-professioni-ci.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>SALUTE, UN DIRITTO DI TUTTI… O NO?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Sep 2023 15:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Carriera]]></category>
		<category><![CDATA[Salute un diritto di tutti ...o no?]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Paesi ricchi e Paesi poveri Il divario da sempre esistente tra Paesi ricchi e Paesi poveri ha da sempre interessato la letteratura e la geopolitica e questo probabilmente anche in un’ottica in cui nei Paesi più poveri, questo divario, pesa tantissimo sulla salute dell’uomo e dunque sull’aspettativa di vita.  Proprio per questo motivo, tale divario, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Paesi ricchi e Paesi poveri</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il divario da sempre esistente tra Paesi ricchi e Paesi poveri ha da sempre interessato la letteratura e la geopolitica e questo probabilmente anche in un’ottica in cui nei Paesi più poveri, questo divario, pesa tantissimo sulla salute dell’uomo e dunque sull’aspettativa di vita. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Proprio per questo motivo, tale divario, è stato preso in considerazione anche nell’Agenda 2030 che con l’obiettivo n. 3 intende assicurare la salute ed il benessere per tutti e per tutte le fasce di età.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è stata lanciata dalle Nazioni Unite nel 2015 e persegue dunque un filantropico obiettivo, tra l’altro, di proteggere la salute materna e quella infantile chiaramente, ponendo fine a quelle che sono le malattie trasmissibili e il disagio mentale combattendo altresì anche il fumo e le sostanze stupefacenti. Tutto questo scenario può essere tradotto in un desiderio di fornire all’umanità, in un futuro, ormai non tanto lontano, un futuro maggiormente stabile in cui la sanità (intesa quale salute) e la felicità dell’uomo vanno di pari passo. Per tutti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In realtà, Il tema dello Sviluppo Sostenibile viene evidenziato già anni prima nella Conferenza di Alma Ata del 1978 che con lo slogan “Health for All by the year 2000” si diede forma ad una dichiarazione nella quale venne introdotto il concetto della Primary Health Care (PHC) come chiave per riuscire a fornire a tutti una salute migliore. La fine degli anni ’70 esortava già la Governance dei Paesi più ricchi ad applicare un’azione, addirittura ritenuta urgente, per lo sviluppo e l’implementazione di un’assistenza sanitaria primaria in ogni parte del mondo, in particolare nei Paesi in via di sviluppo, secondo uno spirito di cooperazione tecnica e in accordo con un nuovo ordine economico internazionale. Addirittura nella stessa conferenza fu preparata una lista di farmaci essenziali in modo da poter essere allineati alle principali esigenze delle persone. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La scoperta scientifica negli ultimi cento anni ha fatto sì che a livello mondiale si registrasse un aumento dell’aspettativa di vita alla nascita che tra il 2000 e il 2016 è arrivata ad essere di 72 anni, in aumento di 5,5 anni rispetto all’inizio del terzo millennio e in fortissimo aumento rispetto all’età preindustriale, in cui l’aspettativa di vita era di 30 anni. Un bel passo avanti se si effettua una valutazione di impatto considerando dunque che dall’età pre-industriale ad oggi, l’uomo ha un’aspettativa di vita dalla nascita superiore di 42 anni rispetto alla prima. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa potrebbe essere una prima bella notizia, che tuttavia va analizzata anche alla luce della qualità della vita considerando anche che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in una recente statistica pubblicata nel 2019 ha evidenziato un aumento del numero degli anni vissuti dall’uomo in piena salute (Health Life Expectancy) passando da 58,5 anni registrati nel 2000 a 63,3 anni registrati nel 2016, con una prospettiva di vita maggiore per le donne rispetto agli uomini. Dunque, si tratta della seconda buona notizia che porta con sé anche un forte cambio dello stile di vita e dunque dei decessi, in particolare dei decessi in età infantile.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In effetti se le due positive notizie sembrano non mostrare “effetti collaterali” in realtà restano forti differenze a livello mondiale tra Paesi o Continenti più o meno industrializzati. I  bambini nati in Europa e negli Stati Uniti, hanno una maggiore possibilità di vita di quelli che nascono in Paesi come l’Africa centrale e l’Asia sud-occidentale, Paesi in cui 1 bambino su 15 muore prima dei 5 anni. In questi Paesi a basso reddito, tra l’altro, sono ancora molto elevate le morti delle donne durante la maternità. </span></p>
<p><b>La copertura sanitaria universale </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Raggiungere una Copertura Sanitaria Universale, conosciuta come UHC, compresa la protezione dai rischi finanziari, l&#8217;accesso a servizi sanitari essenziali di qualità e l&#8217;accesso a medicinali e vaccini essenziali, sicuri, efficaci, di qualità e convenienti per tutti” è il target 3.8 dell’Agenda 2030. Diventa dunque sempre più necessario, se non indispensabile, investire per rafforzare gli interi sistemi sanitari proprio sotto l’aspetto del potenziamento del finanziamento che impatta direttamente con il miglioramento della governance a livello mondiale nonché dell’organizzazione della forza lavoro stessa del sistema sanitario oltre che sul sistema di erogazione dei servizi e su quelli di informazione sanitaria e di fornitura di medicinali ovvero di tutti i prodotti necessari in ambito sanitario. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La nascita del concetto di copertura sanitaria universale è datato 2012 attribuibile alla Risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite dedicata a </span><i><span style="font-weight: 400;">Global Health and Foreign Policy</span></i><span style="font-weight: 400;"> nella quale è stato riconosciuto il fondamentale ruolo della salute nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo internazionale invitando la società civile e le organizzazioni internazionali a includere la copertura sanitaria universale nell&#8217;agenda internazionale per lo sviluppo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In tali termini, dunque, è stato riconosciuto che la salute delle persone e dunque dell’umanità è un&#8217;importante questione politica trasversale che deve avere un ruolo centrale nell&#8217;agenda internazionale, in quanto è una condizione preliminare, un risultato e un indicatore di tutte e tre le dimensioni (sociale, ambientale ed economica) dello sviluppo sostenibile. La risoluzione ha invitato quindi gli Stati membri ad adottare un approccio multisettoriale e a lavorare sui determinanti temi sociali, ambientali ed economici della salute, al fine di ridurre le disuguaglianze e consentire lo sviluppo sostenibile. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Ma il goal 3 dell’Agenda 2030 sarà effettivamente realizzabile?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Probabilmente sarà un compito difficile tenuto conto che nonostante i progressi degli ultimi anni sul miglioramento del livello di salute a livello mondiale di milioni di persone alcuni ambiti specifici risultano ancora molto compromessi creando grandi preoccupazioni come ad esempio debellare le malattie infettive che ancora oggi mietono morti in età infantile come la malaria e la tubercolosi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I temi da affrontare sulla possibile riuscita o successo del goal 3 dell’Agenda 2030 da una analisi risultano avere un impatto economico. Infatti è la disuguaglianza economica che priva, purtroppo tantissime persone all’accesso dei servizi sanitari essenziali e ciò significa che queste vengono relegate in uno stato di totale privazione. È comunque tutto collegato alla povertà in generale che sovrasta il Paese di appartenenza di queste tantissime persone che in primis soffrono la mancanza di cibo e di malnutrizione che ovviamente incidono sulla salute e sul benessere. Ma allo stesso tempo è necessario considerare come elemento essenziale per il raggiungimento degli obiettivi la previsione di una forte copertura finanziaria da un lato e una forte copertura di assistenza medica dall’altro. Entrambe soddisferanno i bisogni legati alla salute delle persone più fragili. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Universalità, globalità, gratuità, rappresentano le tre dimensioni da tenere in forte considerazione per la nostra analisi sull’effettiva implementazione di un sistema sanitario sostenibile a livello mondiale. In questi termini si pone, per l’appunto, l’analisi tenuto conto che un sistema sanitario ideale dovrebbe essere già di per se in grado di raggiungere tutta la popolazione presente attraverso l’estensione della copertura sanitaria in primis a chi ne è escluso (universalità) garantendo servizi e prestazioni indispensabili e necessarie (globalità) senza caricare la popolazione che usufruisce dei servizi di ulteriori costi diretti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È evidente che per offrire una copertura sanitaria universale, soprattutto in questo determinato momento storico, i Paesi ricchi dovrebbero lavorare molto, ma in maniera collettiva e non individuale, attuando sia dei compromessi sia delle scelte politiche comuni. Tutti Paesi coinvolti, dovrebbero esaminare concretamente ciascuna delle tre dimensioni in modo da poter valutare in maniera puntuale come adattare al meglio i contesti finanziari, organizzativi e politici che consentano alle popolazioni mondiali di fruire della copertura sanitaria universale, che si può ottenere soltanto con l’applicazione delle riforme e il finanziamento dei sistemi sanitari in modo da aumentare i fondi disponibili per la salute e dunque per le popolazioni ma allo stesso tempo, migliorare l’efficienza e la qualità dei servizi offerti. Insieme, dunque creare un grande fondo comune che possa finanziare il sistema sanitario dei Paesi poveri cominciando proprio dalla base: finanziamento dei medici e della medicina di base. Le grandi multinazionali del farmaco potrebbero essere seriamente coinvolte attraverso una ridistribuzione di una parte dei propri utili sia attraverso il finanziamento dei medici e dunque dell’assistenza medica sia attraverso la fornitura dei medicinali che come sappiamo talvolta vanno gettati perché prossimi alla scadenza. Un grande fondo che i Paesi ricchi mettono a disposizione dei Paesi poveri che potrebbe essere finanziato attraverso lo stesso meccanismo che l’Italia utilizza per il finanziamento del Terzo Settore: una quota di imposta sui redditi delle persone fisiche che il contribuente, secondo principi di sussidiarietà fiscale, può destinare anche per la copertura sanitaria universale. Una sorta di cinque per mille destinato ai Paesi poveri. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Molte sono le organizzazioni internazionali che contribuiscono soprattutto in Paesi depressi all’assistenza sanitaria ma è chiaro che non è possibile pensare che le stesse organizzazioni internazionali possano risolvere in problema e far raggiungere i risultati attesi dall’Agenda 2030. Se pensiamo addirittura all’organizzazione Rotary Club International, tanto per citarne una, che da oltre 35 anni si impegna all’eradicazione della Polio. Per fare ciò, si è costituito come fondatore della </span><i><span style="font-weight: 400;">Global Polio Eradication Initiative</span></i><span style="font-weight: 400;">, vaccinando i primi bambini delle Filippine nel 1979. Da allora ad oggi i risultati sono stati eccellenti avendo ridotto la poliomielite, cioè una malattia paralizzante che potenzialmente può portare al decesso e che colpisce soprattutto i bambini di età inferiore a 5 anni, del 99,9% nei Paesi poveri. Ad oggi la polio è rimasta in maniera endemica solo in Afghanistan e Pakistan. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se ci riflettiamo bene, l’Italia, il nostro Paese, è da anni foriero di questa locuzione “copertura sanitaria universale” essendo la nostra sanità pubblica accessibile a tutti, nonostante le varie vicende di cattiva amministrazione. Il Servizio sanitario nazionale (SSN) italiano è un sistema di strutture e servizi che hanno lo scopo di garantire a tutti i cittadini, in condizioni di uguaglianza, l’accesso universale all’erogazione equa delle prestazioni sanitarie, in attuazione dell’art.32 della Costituzione. Il nostro sistema sanitario è già stato pensato, dunque, in termini di “copertura sanitaria universale” basandosi l’accesso su tre principi fondamentali: Universalità, Uguaglianza, Equità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Rimettere le persone al centro garantendo servizi sanitari universali che significa in primo luogo investire nell’assistenza primaria delle popolazioni, delle persone ricreando, in Italia, e creando anche nei Paesi maggiormente depressi e oggetto dell’analisi, la medicina di base che radicata sul territorio (qualsiasi) garantisce il trattamento delle principali patologie o sintomi comuni. Solo implementando un sistema che parta dalla base sarà possibile raggiungere, globalmente, il target dell’Agenda 2030. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Donatella Carriera</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11295" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-salute-diritto-di-tutti-ci-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-salute-diritto-di-tutti-ci-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-salute-diritto-di-tutti-ci-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-salute-diritto-di-tutti-ci-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-salute-diritto-di-tutti-ci-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-salute-diritto-di-tutti-ci-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-salute-diritto-di-tutti-ci-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-salute-diritto-di-tutti-ci.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>GPT-4 istruzioni per l’uso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Aug 2023 15:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Guerrieri]]></category>
		<category><![CDATA[Letture sotto l'ombrellone 2023]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“È una questione di formalità, non studio, non lavoro, non guardo la tv, non vado al cinema, non faccio sport. È una questione di qualità, io sto bene, io sto male, una formalità”, cantava qualche tempo fa il grande Lindo Ferretti, ritenendo di poter decidere come stare, cosa pensare e soprattutto cosa fare. Credo che [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">“È una questione di formalità, non studio, non lavoro, non guardo la tv, non vado al cinema, non faccio sport. È una questione di qualità, io sto bene, io sto male, una formalità”, cantava qualche tempo fa il grande Lindo Ferretti, ritenendo di poter decidere come stare, cosa pensare e soprattutto cosa fare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Credo che da oggi il limite intelligenza umana/consapevolezza umana/intelligenza artificiale sia quasi completamente scomparso. Con l’avvento di Gpt-4 saremo obbligati a smettere di ragionare, di scegliere, di progettare e quindi in qualche modo anche di pensare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La versione 4, molto più potente dell’attuale Gpt-3, è in grado di usare un repertorio di informazioni molto più ampio; è molto più precisa, è in grado di analizzare immagini e rispondere a domande collegate. Basta mostrargli una foto del tuo frigorifero e in pochi istanti avrai la ricetta giusta per preparare la tua cena!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Allora, guardandoci in uno specchio, ci diciamo convinti che a noi rimane una delle doti più difficili da implementare per un sistema di AI, la nostra creatività, la capacità di poter scegliere liberamente, pur ammettendo che Gpt-4 ha raggiunto un livello di “creatività” inimmaginabile, dovuto all’enorme quantità di dati elaborati nell’unita di tempo, tanto da sembrare più creativo e pensante di noi. Ma non possiamo negare che tutto ciò contribuisce ad aumentare la consapevolezza del potenziale d’errore della nostra mente umana e il disagio che ce ne deriva.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per il momento la nuova versione è disponibile solo a pagamento (Gpt 3.5) o per pochi eletti, che hanno avuto l’onore di provarla,</span> <span style="font-weight: 400;">ma pare che per fine marzo sarà resa disponibile gratuitamente.</span></p>
<p><b><i>Ecco alcune funzioni:</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; funzionalità multimodale: accetta immagini e testo come input per generare testi e codici;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; capacità di “ragionamento” più elevato, rispetto a ChatGPT;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; contesto di 25.000 parole: È possibile inserire interi documenti in un singolo prompt (8 volte di più </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">   rispetto a ChatGPT);</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; più creativo e collaborativo: generare, modificare e interagire con gli utenti su compiti di scrittura;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; personalizzabile: è possibile stabilire lo stile di scrittura della propria AI, ad esempio: &#8220;sei un tutor  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">  che risponde sempre in stile socratico&#8221;;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; protocolli di sicurezza migliorati: riduzione dell&#8217;82% delle risposte ai contenuti non ammessi,  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">  rispetto a GPT-3.5.</span></p>
<p><b><i>Facciamo alcuni esempi:</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Trasforma uno schizzo fatto su carta in un&#8217;applicazione o in un sito web completamente funzionante.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Costruisce un videogioco funzionante in pochi minuti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È in grado di superare l&#8217;esame di abilitazione alla professione forense con un punteggio del 10%.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un imprenditore, all’inizio e per gioco, ha messo a disposizione 100$ da investire ed ha chiesto a Gpt-4 come investirli nel modo migliore: si è ritrovato un sito web che ha fatturato subito ben 25.000$.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ad oggi l’unica cosa che potrebbe consolarci è che GPt-4 è uno strumento potente, ma solo se sapremo usarlo in modo efficace e forse questa è per adesso l’unica cosa che lo rende meno umano e più accettabile: uno strumento al servizio dell’uomo e non il contrario.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un’ultima considerazione, da non sottovalutare, è che Gpt-4 viene eseguito in cloud e non sui nostri computer, quindi i suoi limiti potranno essere facilmente superati anche solo aumentando le prestazioni fisiche dei server che lo ospitano. Uno scenario apocalittico, dove la macchina genererà se stessa non è poi così lontano…</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Francesco Guerrieri </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Innovation Manager &#8211; Direttore Agenzia Formativa – DPO | omniasoft.it</span></p>
<p style="text-align: right;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11198 alignleft" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-gpt-4-istruzioni-uso-ci-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-gpt-4-istruzioni-uso-ci-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-gpt-4-istruzioni-uso-ci-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-gpt-4-istruzioni-uso-ci-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-gpt-4-istruzioni-uso-ci-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-gpt-4-istruzioni-uso-ci-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-gpt-4-istruzioni-uso-ci-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-gpt-4-istruzioni-uso-ci.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Turismo: 1,3 mln di anziani custodi dei piccoli borghi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Aug 2023 15:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Mignini]]></category>
		<category><![CDATA[Letture sotto l'ombrellone 2023]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia ci sono 5.529 comuni sotto i 5.000 abitanti, che rappresentano il 70% del numero totale dei comuni italiani Le bellezze dei piccoli borghi italiani sono custodite da 1,3 milioni di anziani che combattono lo spopolamento, tramandano le tradizioni, trasmettono i saperi e difendono il valore storico, ambientale e culturale dei territori. E’ quanto [&#8230;]</p>
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<p><b><i>In Italia ci sono 5.529 comuni sotto i 5.000 abitanti, che rappresentano il 70% del numero totale dei comuni italiani</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le </span><b>bellezze dei piccoli borghi italiani sono custodite da 1,3 milioni di anziani</b><span style="font-weight: 400;"> che combattono lo spopolamento, tramandano le tradizioni, trasmettono i saperi e difendono il valore storico, ambientale e culturale dei territori. E’ quanto emerge dall’analisi Coldiretti sui dati del centro studi Divulga in occasione dell’assemblea a Roma dei Senior della Coldiretti, la più grande associazione italiana di pensionati, con l’apertura del primo salone della cultura contadina salvata dai Senior, alla presenza del presidente della Coldiretti Ettore Prandini e del ministro per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità Eugenia Roccella.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Dobbiamo far emergere con forza il ruolo che abbiamo nella società non solo dal punto di vista del welfare economico nei confronti di figli e nipoti ma anche rispetto alla funzione fondamentale di conservare le tradizioni alimentari e guidare i più giovani a scuola e in casa verso abitudini più salutari basate sui prodotti e sui tempi della dieta mediterranea” </span></i><b><i>afferma Giorgio Grenzi, presidente di Coldiretti Senior nel sottolineare che</i></b><i><span style="font-weight: 400;"> “è l’intera società a trarre beneficio dal coinvolgimento dei pensionati in ogni ambito, dalle scuole agli orti urbani fino ai progetti di agricoltura sociale, senza dimenticare la collaborazione sempre più strategica nella vita quotidiana delle famiglie”.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nei comuni con meno di 5mila abitanti più di uno su otto (13%) – sottolinea la Coldiretti – ha più di 75 anni con la popolazione anziana che rappresenta una presenza fondamentale per garantirne la vivibilità. </span><i><span style="font-weight: 400;">Se da una parte infatti offrono un sostegno alle famiglie in una situazione in cui è molto più grave la carenza di servizi pubblici rispetto alle altre realtà del Paese, dall’altra contribuiscono a proteggere nel tempo le peculiarità locali. </span></i><span style="font-weight: 400;">In Italia ci sono 5.529 comuni sotto i 5.000 abitanti, che rappresentano il 70% del numero totale dei comuni italiani. Si tratta – afferma la Coldiretti – di realtà che ospitano il 16,5% della popolazione nazionale ma rappresentano il 54% dell’intera superficie italiana, secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat.</span></p>
<p><b>Non è un caso quindi che il 92% delle produzioni tipiche nazionali nasca nei piccoli borghi italiani </b><span style="font-weight: 400;">con meno di cinquemila abitanti, un </span><b>patrimonio dell’enogastronomia sostenibile e a km zero</b><span style="font-weight: 400;"> conservato nel tempo dalle imprese agricole con un impegno quotidiano per assicurare la salvaguardia delle colture storiche, la tutela del territorio dal dissesto idrogeologico e il mantenimento delle tradizioni popolari.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La </span><b>dimensione</b><span style="font-weight: 400;"> estremamente </span><b>comunitaria</b><span style="font-weight: 400;"> dei borghi – evidenzia Coldiretti – </span><b>riduce anche la solitudine sociale tipica dei grandi agglomerati urbani</b><span style="font-weight: 400;"> e che rappresenta uno dei grandi rischi per il benessere e la salute della popolazione, in particolare per gli anziani. Nei piccoli comuni – continua Coldiretti – </span><b>l’invecchiamento attivo</b><span style="font-weight: 400;">, con il coinvolgimento in maniera formale o informale in uno o più ambiti, dal lavoro al volontariato, dai legami sociali all’assistenza a familiari, dal tempo libero al giardinaggio, </span><b>mantiene la salute psicofisica migliorando la qualità della vita delle persone più avanti negli anni</b><span style="font-weight: 400;">, secondo lo stesso il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio.</span></p>
<p><b>Gli anziani in campagna</b><span style="font-weight: 400;"> non sono soltanto impegnati nel presidio territoriale delle aree rurali ma – continua la Coldiretti – </span><b>sono spesso il motore di iniziative ed esperienze culturali</b><span style="font-weight: 400;">, economiche e turistiche che valorizzano la realtà locale come la gastronomia per recuperare le ricette della tradizione spesso il risultato dell’esigenza di tagliare gli sprechi con gli avanzi. </span><b>Ma c’è anche chi trasmette alle nuove generazioni la propria manualità per realizzare oggetti di artigianato</b><span style="font-weight: 400;">, chi insegna a fare l’orto, chi tramanda i proverbi della saggezza contadina e chi conserva nel tempo i rimedi della nonna all’insegna della naturalità e del risparmio come è emerso all’Assemblea dei Senior della Coldiretti dove sono state presentate con dimostrazioni pratiche dal vivo esperienze concrete dalle diverse parti d’Italia.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Cristina Mignini</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11165" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-turismo-borghi-ci-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-turismo-borghi-ci-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-turismo-borghi-ci-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-turismo-borghi-ci-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-turismo-borghi-ci-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-turismo-borghi-ci-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-turismo-borghi-ci-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-turismo-borghi-ci.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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