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Icone LGBTQIA+ del passato e di oggi

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La sigla “LGBTQIA+” è sempre oggetto di discussioni. Facendo una ricerca su Google, mi sono imbattuta in un interessantissimo articolo pubblicato su ilpost.it, “Storie e lotte dentro l’acronimo LGBTQIA+”, nel quale la notizia riportata è che sull’Enciclopedia Treccani è stato inserito l’acronimo tra le proprie parole e che la singola voce è diventata un ebook scritto da Lorenzo Bernini. L’articolo prosegue, poi, analizzando i capitoli del libro. Non ho potuto fare a meno di leggere i commenti riportati sotto l’articolo. Si evincono due fazioni nette: chi è a favore e chi sostiene che, testuali parole, al mondo ci siano tante disgrazie, guerre, malattie, dittature, disastri ambientali che meriterebbero ben più attenzione che non il fatto che la Treccani abbia inserito tra le proprie parole la sigla LGBTQIA+.

Un’affermazione che di per sé non lascia molto intendere. Non ci si dovrebbe lamentare della notizia che, nella società in cui viviamo oggi, segna un importante punto di svolta per la comunità ritenuta diversa da quella normale. Non si dovrebbero preferire guerre, malattie, dittature e disastri ambientali ad un primo vero riconoscimento della comunità LGBTQIA+.

Non dovrebbe nemmeno più esserci una sigla volta ad etichettare ed emarginare “gli altri”.

Purtroppo, però, oggi si parla ancora di questo. Oggi c’è ancora chi rifiuta questa normalità perché la ritiene anormale.

Fortunatamente esistono persone che si battono per i diritti della comunità LGBTQIA+ e che non si scandalizzano se, finalmente, la Treccani inserisce la sigla tra le proprie parole.

Tra i nomi più rinomati, del passato e di oggi, spiccano quelli di Freddie Mercury, Lady Gaga, Kristen Stewart, David Bowie, Elton John e Cara Delevigne diventati icone LGBTQIA+  che hanno fatto la storia della moda, sfoggiando look particolari ed eccentrici, reinventando le regole dettate da un sistema arcaico e non più convenzionale.

Freddie Mercury è l’icona per eccellenza. Indimenticabili i suoi look rivoluzionari, con pantaloni di pelle, bretelle e torso nudo, la giacca gialla di pelle diventata la sua firma, i pantaloni attillatissimi e le canotte scollate. Il videoclip di “I Want to Break Free”, in cui assieme a Brian May, John Deacon e Roger Taylor veste in abiti femminili, ha segnato una frattura importante a tal punto da essere stato bandito per ben 7 anni negli Stati Uniti perché il brano è una parodia della soap opera inglese “Coronation Street” e rievoca proprio la commedia drag.

Lady Gaga è conosciuta per i suoi look stravaganti che l’hanno resa una pop star, non solo, ma anche. E’ passata da tute in latex ad abiti in pizzo a quelli fatti di carne, vera. Amica di molti stilisti, ama sperimentare e creare trend non solo nella moda, ma anche in amore. “La mia lettera? B, come bisessuale”.

Kristen Stewart, idolatrata dalle ragazzine di tutto il mondo per essere stata la compagna del bel vampiro nella saga “Twilight”, al termine delle riprese ha dato un taglio al su look, preferendo capelli corti ed abiti maschili. Il suo taglio pixie, glamour e sensuale, è diventato un simbolo di libertà ispirando moltissime persone.

David Bowie lo ricordiamo non solo per la sua musica glam-rock, ma anche per i suoi look provocatori. È stato, infatti, il primo ad esprimere il concetto di sessualità fluida, giocando con i look e mescolando stili diversi. Ha avuto il coraggio di sfidare le regole della moda asessualizzando i vestiti ed indossando calzamaglie, gonne e pantaloni rosa.

Chiunque pensi ad Elton John, poi, non può che immaginare i suoi occhiali da sole, i colori eccentrici e le paillettes. Perché sì, Elton John è proprio uno di quegli artisti che non ama seguire gli schemi e che fa del look la sua arma vincente. L’abbiamo visto indossare pantaloni a zampa, pellicce sintetiche e giacche con piume e volants. Abiti che non si indosserebbero quotidianamente per fare la spesa o una passeggiata per il centro della città.

E per concludere Cara Delevigne, top model, influencer, scrittrice e attrice è riuscita a creare uno stile tutto suo. Le sue folte sopracciglia sono il suo segno distintivo e la sua fluidità sessuale ha creato fratture e aperto diversi dibattiti, come quello scaturito dal look sfoggiato alle nozze di Harry e Meghan Markle al quale si è presentata con giacca, cravatta e cilindro. Decisamente lontano dai look femminili da cerimonia che si è soliti sfoggiare in queste occasioni.

Se queste icone della moda, del cinema e della musica riescono a non classificare i look come prettamente “femminili” e “maschili”, perché si dovrebbe, allora, farlo con i generi?

Roberta Conforte