Home Canali The Queen Storia della minigonna, tra praticità e scandalosa rivoluzione

Storia della minigonna, tra praticità e scandalosa rivoluzione

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L’indumento che fece scalpore e che prese spunto dallo street-style londinese

Sono trascorsi quasi sessant’anni da quando la minigonna fece capolinea nella vetrina dello storico negozio londinese Bazaar. Il merito dell’invenzione di questo speciale capo di abbigliamento è da attribuire a Mary Quant, stilista britannica pioniera della nascita dello street-style londinese. Il sarto André Courrèges rivendicò però i natali di questo celebre indumento e, indispettito dalle prese di posizione della Quant, iniziò una vera e propria rivoluzione, creando un modo di vestire all’avanguardia con linee a trapezio, pop art, tessuti in plastica e vinile, uno stile caratteristico delle minigonne di oggi. “Seguivamo la stessa logica, anche se creavamo moda per persone diverse” – affermava Mary Quant– “Nessuno ha inventato la mini, nasceva da una volontà. Andrè Courrèges ha scioccato l’alta moda, portandola nel moderno. Questa è stata la sua rivoluzione. Io ho semplicemente realizzato un desiderio comune e accorciato le gonne per ragazze come me. Sono state le ragazze della King’s Road ad inventare la mini. Io stavo facendo abiti semplici e giovanili, con cui era possibile muoversi, con cui si poteva correre e saltare e li avrei realizzati della lunghezza voluta dalla clientela. Io li indossavo molto corti e la clientela diceva “Più corti, più corti”.” Venne comunque chiamato l’effetto Courrèges, tanto che lo stesso Yves Saint Laurent dichiarò di averlo preso come esempio nella creazione di abiti meno convenzionali. Icone della moda come Jackie Kennedy, Twiggy e Brigitte Bardot rimangono ammaliate da questo particolare capo. La forte voglia di cambiamento, la rivendicazione dei diritti e la necessità di un abbigliamento pratico ed economico fecero sì che la minigonna diventasse il più discusso e rappresentativo capo del Novecento. Non tutti però furono entusiasti di ciò. Per i critici la minigonna era il simbolo della donna-oggetto. Per Coco Chanel era addirittura “semplicemente orribile”. L’ispirazione agli anni Sessanta di cui si parla oggi è connessa al clamoroso risveglio dell’esigenza di libertà nel vestire, caratteristica che riappare con più impudenza e aggressività che mai. Negli anni Settanta la minigonna lascia al posto ai leggendari pantaloni a zampa e agli abiti lunghi dei figli dei fiori. Negli anni Ottanta c’è un grande ritorno della mini come sinonimo di donna in carriera ed emancipata. Nei decenni successivi si è colorata, arricchita, dipinta. Negli anni Novanta è diventata nera ed elastica. Nel Duemila la minigonna diviene corta e stretta come una cintura. Oggi non è tutto e niente, o meglio, un classico come la camicia, le giacche, le camicie, gli stivali. Da possedere nel guardaroba perché alla minigonna da eterna ragazza è difficile rinunciare.

Elena Parmegiani