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	<title>Repubbliche Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
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		<title>Berlusconi: “il corpo” della Seconda Repubblica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2023 19:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Oliva]]></category>
		<category><![CDATA[Repubbliche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La scomparsa di Silvio Berlusconi lo scorso 12 giugno sarà probabilmente considerata dai politologi la fine della Seconda Repubblica, perché lui più di ogni altro l’ha segnata con la propria presenza sulla scena politica. La discesa in campo: la fulminea scalata che lo portò alla vittoria del 1994 irruppe con una nuova modalità di far [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">La </span><b>scomparsa</b><span style="font-weight: 400;"> di </span><b>Silvio Berlusconi</b><span style="font-weight: 400;"> lo scorso 12 giugno sarà probabilmente considerata dai politologi </span><b>la fine della </b><b><i>Seconda Repubblica</i></b><span style="font-weight: 400;">, perché lui più di ogni altro l’ha segnata con la propria presenza sulla scena politica. La </span><b><i>discesa in campo</i></b><span style="font-weight: 400;">: la fulminea scalata che lo portò alla vittoria del 1994 irruppe con una nuova modalità di far politica: diversa in tutto dal reclutamento, alla base elettorale. Riportò in questo campo l’esperienza maturata da palazzinaro prima e da manager televisivo poi. La </span><b>classe politica</b><span style="font-weight: 400;"> – tranne gli eredi del PCI – era stata </span><b>spazzata via da</b> <b><i>Tangentopoli</i></b><span style="font-weight: 400;">. Aveva la necessità imprenditoriale di riempire direttamente lui stesso il vuoto lasciato da chi lo aveva garantito in passato nei momenti cruciali – per superarne gli ostacoli &#8211; della sua scalata commerciale degli Anni ‘80. In fondo di lì a poco a votare sarebbero andare intere generazioni cresciute a colpi di </span><i><span style="font-weight: 400;">Colpo Grosso</span></i><span style="font-weight: 400;">, </span><i><span style="font-weight: 400;">Drive In</span></i><span style="font-weight: 400;">, </span><i><span style="font-weight: 400;">Puffi</span></i><span style="font-weight: 400;">… tirati su dalla tv come un’appendice delle agenzie di formazione tradizionali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La politica aveva bisogno di una gigantesca operazione di marketing – anche solo di maquillage, nel senso di immagine &#8211; che la facesse sembrare lontana da chi poteva vantare a </span><b>sinistra</b><span style="font-weight: 400;"> la presenza sui territori, l’apporto dell’</span><b>intellighenzia</b><span style="font-weight: 400;"> e sbandierare la </span><b>questione morale</b><span style="font-weight: 400;">, senza esserne travolti come accaduto a tutta la DC e PSI. Lo spiegò lui stesso nel 1993: “</span><i><span style="font-weight: 400;">Non mi piace immaginare una classe politica. È questo il punto: sarebbe auspicabile che </span></i><b><i>la carriera politica non esistesse più</i></b><i><span style="font-weight: 400;">, almeno come l&#8217;abbiamo conosciuta fino ad oggi… una casta politica, composta da professionisti della politica, da politici di professione. </span></i><b><i>A governare dovrebbe essere chiamato </i></b><i><span style="font-weight: 400;">chi, essendo </span></i><b><i>affermato in una professione</i></b><i><span style="font-weight: 400;">, dopo aver governato possa tornare a svolgerla come prima.</span></i><span style="font-weight: 400;">”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quello che accadde dopo lo ricordiamo tutti la </span><b>vittoria</b><span style="font-weight: 400;"> nel </span><b>1994</b><span style="font-weight: 400;"> su Achille Occhetto. Stessa sorte sarebbe toccata a tutti i leader del centrosinistra – da Rutelli a Veltroni – che gli si opposero nelle tornate elettorali successive fino all’ascesa della Meloni. Con un’unica grande </span><b>eccezione: Romano Prodi</b><span style="font-weight: 400;">. Il </span><b><i>berlusconismo</i></b><span style="font-weight: 400;"> ha impazzato prima e imperato poi facendosi a suo modo sistema: anticomunista, godereccio e spinto (senza contare il discredito puro a livello internazionale per il modo di trattare le donne), sempre attento al ritorno imprenditoriale nella convinzione che arricchisse il Paese tutto. Affidatevi a me che ho vinto sempre negli affari, nello Sport – in puro spirito </span><i><span style="font-weight: 400;">panem et circensem</span></i><span style="font-weight: 400;"> – anche per la politica e perdonatemi tutto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Berlusconi ha dominato questa stagione politica fino alle prime elezioni in cui ha vinto il centrodestra senza che lui ne fosse il leader indiscusso. Senza cambiare il mood per quasi 25 anni, in un eterno lifting: apparire più giovani per durare. Una sorta di </span><b><i>elisir della giovinezza politica</i></b><span style="font-weight: 400;"> che è passato dalla calza sulla telecamera alle barzellette su Tiktok, passando per bandane, canzoni e tanto altro. A dire il vero </span><b>la prima spallata</b><span style="font-weight: 400;"> era arrivata dalla vittoria del </span><i><span style="font-weight: 400;">Movimento 5 Stelle</span></i><span style="font-weight: 400;">, proprio 5 anni prima: l’antipolitica fatta sistema e non solo propaganda aveva sbaragliato tutti strappando più del 30% dei consensi. Non potevano governare da soli: prima venne il governo giallo-verde, poi quello giallo-rosso. Berlusconi mai preso in considerazione: sempre contro. Poi le stelle hanno cominciato a splendere politicamente sempre di meno ed oggi sono </span><b>relegati ad un ruolo di comprimari nelle opposizioni, come Forza Italia lo è nella maggioranza</b><span style="font-weight: 400;">. Questo fino a quando nel 2023 è scomparso il corpo politico intorno a cui ha girato la giostra negli ultimi 30 anni, lasciando come erede nel suo schieramento una leader che non ha scelto lui – Giorgia Meloni – mentre il fronte opposto è in “cerca d’autore”. In ogni caso è finita un’epoca: è finito il </span><i><span style="font-weight: 400;">berlusconismo</span></i><span style="font-weight: 400;">, perché come nessun leader politico è stata la sua presenza a creare il mito politico, croci e delizie comprese. Ora non resta di capire se la </span><i><span style="font-weight: 400;">Terza Repubblica</span></i><span style="font-weight: 400;"> sarà a vocazione leaderistica come il centrodestra a stampo berlusconiano o affollata di diverse personalità come a sinistra o a trazione democristiana.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Angela Oliva</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11488" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-editoriale-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-editoriale-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-editoriale-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-editoriale-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-editoriale-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-editoriale-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-editoriale-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-editoriale-1.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Repubbliche.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2023 19:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Carriera]]></category>
		<category><![CDATA[Repubbliche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La scomparsa di Silvio Berlusconi avvenuta il 12 giugno 2023 ha riaperto problematiche e visioni diverse nell’ambito della politica italiana ma non solo. Si conclude quindi un’epoca con la morte di Berlusconi uomo politico e statista tanto amato e tanto odiato che comunque ha contribuito a fare la storia d’Italia con la sua Forza Italia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">La scomparsa di Silvio Berlusconi avvenuta il 12 giugno 2023 ha riaperto problematiche e visioni diverse nell’ambito della politica italiana ma non solo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si conclude quindi un’epoca con la morte di Berlusconi uomo politico e statista tanto amato e tanto odiato che comunque ha contribuito a fare la storia d’Italia con la sua Forza Italia dal 1994 ad oggi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si assisterà dunque nei prossimi mesi ad un cambiamento epocale della politica italiana che consentirà di rivedere equilibri, compromessi e scelte per il nostro Paese da parte dei politici italiani anche a livello internazionale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dal punto di vista della politica, Berlusconi ha inventato il cosiddetto bipolarismo che ha con consentito di superare l’impostazione proporzionalista della Repubblica dei partiti. Infatti con la sua discesa in campo avvenuta il 26 gennaio del 1994 c’è stata la divisione tra la prima e la seconda Repubblica segnando così una netta discontinuità con tutto il sistema politico sia da un punto di vista della comunicazione sia da un punto di vista del modo di fare politica che fino a quel momento era stato tutt’altro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il periodo appena concluso ricorda molto, anche se in misura diversa per tanti aspetti, quello craxiano, periodo in cui il pentapartito, un’alleanza paritaria tra DC, PSI e partiti laici che prevedeva l’alternanza alla guida del governo di esponenti di tutti gli elementi della coalizione, ha tentato di governare l’Italia tra le mille difficoltà e una spesa pubblica non indifferente. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un decennio di governo che si aprì con una novità: il governo affidato a un presidente del consiglio non democristiano, il repubblicano Giovanni Spadolini, ma che fu il leader del PSI Bettino Craxi a guidare l’esperienza più incisiva.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Bettino Craxi ebbe l’arduo compito di trasformare un Paese e per lui non fu né semplice né indolore la guida del governo poiché intriso di una serie di vicende che ostacolavano continuamente la leadership del governo stesso. Tra queste vale la pena ricordare le vicende legate alla Democrazia Cristiana allora guidata da Ciriaco de Mita che aveva intenzione di ricollocarsi fortemente nel suo elettorato. Così come vale la pena ricordare l’ulteriore vicenda che pesò molto sul governo a guida Craxi che creò nel 1984 la massima tensione con i comunisti di Enrico Berlinguer proprio con l’emanazione del c.d. Decreto di San Valentino sulla scala mobile nel momento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il parallelismo tra l’epoca del pentapartito e gli ultimi trent’anni di governi emerge dalle difficoltà in cui entrambi i leader (principali in questione) si sono ritrovati a governare seppur in epoche, tempi e modalità diverse. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Berlusconi ha innovato radicalmente le campagne elettorali portando all’interno delle stesse video messaggi trasmissioni televisive e protagonisti diversi che consentivano di aggredire un target politico trasversale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In pratica con la sua discesa in campo il leader di Forza Italia con una grande capacità intuitiva ha saputo cavalcare la crisi della prima Repubblica conquistando gli elettori del pentapartito proprio attraverso lo sfruttamento dello strumento del Mattarellum cioè di una nuova legge elettorale con un impianto maggioritario che è stato in vigore tra il 1993 e il 2005. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel 1994, nacque infatti la seconda Repubblica, nella quale Silvio Berlusconi è stato riconosciuto eponimo e, con il suo partito Forza Italia, ha sfruttato al massimo l’occasione di riempire il vuoto lasciato dai partiti tradizionali del pentapartito che ormai erano caduti insieme al muro di Berlino associato, poi a tutte le vicende della Tangentopoli.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Approfittando di tutto questo particolare momento storico, seppur attanagliato  quasi da subito, da guerre personali  da parte dei suoi oppositori politici e da acciacchi fisici soprattutto dall’esito della sua condanna nel 2013, alla guida di Forza Italia Berlusconi, in trent’anni crea quattro governi e ricopre per tre volte la carica di presidente del consiglio: nell’anno 1994 1995 tra il 2001 e il 2006 e poi tra il 2008 e il 2011.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il futuro della politica italiana post mortem Berlusconi sarà abbastanza incerto tenuto conto che nel 2024 si dovrà affrontare la sfida delle elezioni europee e quindi non è garantito che la stessa Forza Italia priva del suo leader riesca a superare lo sbarramento del 4%. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel momento in cui si scrive lo scenario più auspicabile è che la maggioranza del governo non perda i pezzi e che dopo le elezioni europee ci sia un rimescolamento a favore degli altri due partiti di maggioranza. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Solo in questo modo, a meno di colpi di scena, probabilmente Forza Italia continuerà ad esserci fino alla fine della legislatura.  Tuttavia non è escluso che potrebbe esserci una decadenza nel consenso che si riverserà anche nella nell’ambito parlamentare. E questa un’ipotesi di una cannibalizzazione del partito di Berlusconi da una parte, potrà avvenire anche mediante una divisione in correnti o in piccoli gruppi parlamentari. Tutto ciò potrebbe creare dei problemi al governo Meloni. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma si sa che i problemi generano opportunità. Ed è proprio in questa ottica che bisognerà che i due partiti Fratelli d’Italia e Lega si adopereranno per il futuro, poiché potrebbe essere un’occasione per riempire i vuoti che si verrebbero a creare e questo consentirebbe sia a Giorgia meloni che a Matteo Salvini di far partire un’ immediata competizione politica anche in maniera soft, silenziosa, al fine di raccogliere consensi provenienti dall’ elettorato di Forza Italia, da una parte, e offrire posti e opportunità a coloro che in Forza Italia hanno maturato una buona esperienza e dunque possano essere di supporto effettivo all’attività di governo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini probabilmente in questo ragionamento e più avvantaggiata Giorgia Meloni e questo per un sostanziale motivo: Giorgia Meloni con il suo partito detiene la maggioranza e ciò significa che può fornire maggiori garanzie a coloro che passeranno da Forza Italia a fratelli d’Italia per le prossime elezioni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tuttavia anche per Matteo Salvini si potrebbe aprire una nuova stagione tenuto conto che è molto vicino ad una parte di Forza Italia che fa capo alla Renzulli e ciò significa che potrà attrarre alcuni parlamentari verso il suo partito, la Lega, andando a colmare il desiderato di un elettorato del Nord che per l’appunto si identificano con industriali e imprenditori. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’idea dunque potrebbe essere quella di una spartizione sia dei parlamentari sia dell’elettorato di Berlusconi tra i due leader dell’attuale governo separando anche strategicamente l’Italia in Italia del Nord dove Matteo Salvini potrebbe raccogliere la maggioranza dei voti dei consensi e Italia del centro sud in cui Giorgia Meloni potrebbe aumentare i propri consensi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con molta probabilità se si fosse stato costruito un centro vero e proprio tra Renzi e Calenda questo sarebbe stato il momento di assaltare la diligenza dell’elettorato di Forza Italia. Ma sappiamo bene che la separazione tra i due leader avvenuta recentemente non ha portato alla costituzione di un partito unico e quindi oggi la possibilità per entrambi i leader in maniera separata ovviamente è molto ridotta per arrivare insieme i prossimi appuntamenti e aumentare i consensi pensando di attingere all’elettorato di Forza Italia. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E dal punto di vista degli impatti sull’Europa chiaramente la morte di Berlusconi accorcia quelli che sono i tempi per definire un accordo tra Fratelli d’Italia partito della premier Giorgia Meloni e il Partito Popolare Europeo e quindi, è molto probabile che anche in ambito europeo Giorgia Meloni aumenterà il proprio consenso nelle trattative con il PPE, portando così a costituire una lista unica soltanto per le elezioni europee tra Forza Italia e Fratelli d’Italia ovviamente concertata con i Popolari Europei.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Donatella Carriera</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11489" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-repubbliche-ci-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-repubbliche-ci-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-repubbliche-ci-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-repubbliche-ci-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-repubbliche-ci-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-repubbliche-ci-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-repubbliche-ci-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-repubbliche-ci.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>“…meno male che Silvio c’è…” (o no?)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2023 19:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La polemica]]></category>
		<category><![CDATA[Gerardo Altieri]]></category>
		<category><![CDATA[Repubbliche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Noi della generazione X, ma anche quelli della Y, abbiamo vissuto la prima Repubblica, la sua traumatica fine, la nascita della seconda Repubblica e la sua altrettanto traumatica fine ed una attuale transizione verso qualcosa che a me così chiaro non è: è la terza Repubblica? E’ la seconda Repubblica 2.0? In questo contesto, inoltre, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Noi della generazione X, ma anche quelli della Y, abbiamo vissuto la prima Repubblica, la sua traumatica fine, la nascita della seconda Repubblica e la sua altrettanto traumatica fine ed una attuale transizione verso qualcosa che a me così chiaro non è: è la terza Repubblica? E’ la seconda Repubblica 2.0? In questo contesto, inoltre, come condizionerà il futuro politico la dipartita di Berlusconi?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Prima Repubblica: dopo la 2° guerra mondiale un positivo sentimento di rinascita ha pervaso la nostra società, avendo come apice i favolosi anni ’60, stoppati dalla crisi petrolifera del 1973, poi completati con i “moderni” anni ’80. In questo periodo, dopo un inizio estremamente delicato della nostra storia repubblicana, la Democrazia Cristiana è stata una costante di governo: essa rappresentava il legame tra potere temporale e potere spirituale, era tanto caro al popolo italiano. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Poi un bel dì, nel febbraio del 1992, in tv annunciano l’arresto di Mario Chiesa, un politico di area PSI, per aver intascato una tangente come presidente del Pio Albergo Trivulzio: da lì partì l’Armageddon della prima Repubblica. La procura di Milano iniziò una serie di indagini che scoperchiarono un sistema di tangenti a livello nazionale che colpì praticamente tutto l’arco costituzionale: le successive tornate elettorali, tutte ravvicinate dalla brevissima vita dei governi che si formarono nei 18 mesi successivi, portarono al successo della Lega e alla crescita del MSI, alla scomparsa della DC e del PSI, mentre il PCI, che stava già cambiando pelle e nome (PDS), perse una parte minore di voti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel 1994 la discesa in campo di Berlusconi spariglia ancor di più le carte in tavola e inizia una nuova era politica, anche grazie al cambiamento della legge elettorale, che da proporzionale pura passa a maggioritaria con correttivo proporzionale al 25% e soglia di sbarramento al 4% (alla Camera).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La nuova era politica ha visto Berlusconi diventare un protagonista costante dell’agone politico: si sono succeduti tanti leader in questi 30 anni a destra e a sinistra, ma nessuno ha avuto sempre i riflettori puntati come lui. Aggiungo, pure troppo: avrebbe potuto ritirarsi alcuni anni fa, rimanendo come padre nobile di Forza Italia, ma l’ego ipertrofico, peculiarità del personaggio, non gli hanno fatto fare quell’auspicabile passo indietro, che magari avrebbe cambiato le sorti del suo partito e delle coalizioni di cui ha fatto parte (almeno in questi ultimi 10 anni).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Nel frattempo si sono succeduti vari cambiamenti del sistema elettorale: quello attuale è del 2017 ed è chiamato Rosatellum, dal nome del suo relatore Ettore Rosato. Ovviamente le nuove leggi elettorali hanno portato a drastici cambiamenti di strategie politiche in termini di alleanze: pensate solo alle schizofreniche maggioranze che si sono succedute durante la scorsa legislatura (quella iniziata nel 2018). E’ qui che personalmente individuo l’inizio della terza Repubblica (o la 2.0?): dopo il successo del M5S (!!!) nasce il governo Conte I, sostenuto dall’alleanza giallo-verde dei grillini e dei leghisti, gruppi politici che se ne sono dette di tutti i colori durante la campagna elettorale, colpiti poi entrambi amnesia fulminante di massa! Ad agosto 2019 le inopinate minacce di Salvini portano alla crisi di governo e alla nascita del Conte II: nasce il governo giallo-rosso, sostenuto ancora dai grillini, accompagnati del PD. Fino al giorno prima c’erano stati scambi di querele tra questi due partiti (ricordate l’affaire Bibbiano?) e in 24 ore quell’acredine è scomparsa come neve al sole ed è scoppiato l’amore…</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Basandosi su uno scaltro ed efficace calcolo politico, Renzi e Italia Viva (spin off della parte più moderata del PD) mandano in crisi il governo Conte II e, nonostante i proclami della sinistra (“C’è solo un candidato come presidente del consiglio e il suo nome è Conte”) e grazie alla paura di tornare ad una vita senza ribalta e denaro di buona parte dei parlamentari grillini, nasce il governo Draghi: tutti insieme appassionatamente, tranne Fratelli d’Italia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche qui, schizofrenia a go go e nell’estate 2022 grillini, leghisti e forzisti decidono di finire il governo Draghi (il quale fece un meraviglioso discorso e li mandò tutti a farsi benedire, ma con uno stile unico…), si indicono le elezioni e arriva la prima donna presidente del Consiglio in Italia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Cosa lascia la seconda Repubblica? Fondamentalmente disaffezione dei cittadini verso la politica: fino all’inizio degli anni ’80 l’affluenza alle urne è stata del 90%, nel 2022 del 64%.  A causa di ciò abbiamo subito governi di personaggi in cerca d’autore che hanno sviluppato prebende parassitarie elettoralistiche (come il reddito di cittadinanza) e sprechi di denaro che hanno contribuito all’impennata inflattiva (come il bonus 110%).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un altro lascito della seconda repubblica è il voto d’impulso senza analisi e approfondimento di programmi: slogan populisti senza approfondimento di tempi, modi e risorse economiche di implementazione hanno primeggiato in pseudo-confronti politici in televisione, in cui ho rafforzato il mio dubbio della efficacia del suffragio universale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il mio innato ottimismo però mi fa pensare che (finalmente) qualche politico abbia ripreso ad essere ragionevole: Meloni che NON attua buona parte del suo programma elettorale populistico, ma che saggiamente prosegue sulla falsariga della famosa agenda Draghi mi fa sperare in positivo al riguardo. Il supporto che le forze del Terzo Polo forniscono di volta in volta alle proposte del governo di cui NON fanno part, ma  da loro ritenute ragionevoli, sono un altro segnale incoraggiante. I sindaci di area PD che hanno sostenuto la riforma Nordio sulla parte relativa all’abuso d’ufficio è un ulteriore segnale positivo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Chissà se la dipartita di Berlusconi porterà una riduzione strutturale della conflittualità politica e genererà una specie di “solidarietà nazionale” che permetta alla nostra nazione di continuare (e magari accelerare) la risalita economica iniziata dal governo Draghi: certo, neo-armocromici e stellini e stelline non remano in quella direzione, ma le inversioni a 180° viste nella legislatura precedente non mi fanno escludere nulla…</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Chiudo con una semplice esortazione: </span><b>andate a votare sempre!</b><span style="font-weight: 400;"> Non facendolo, lasciate il vostro destino nelle mani del vicino di casa demente, del collega d’ufficio depensante o del compagno di palestra superficiale: questi personaggi poi fanno danni e voi non avreste nessun diritto di lamentela.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Meditate, gente, meditate…</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Gerardo Altieri</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11493" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-menomale-che-silvio-ce-p-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-menomale-che-silvio-ce-p-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-menomale-che-silvio-ce-p-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-menomale-che-silvio-ce-p-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-menomale-che-silvio-ce-p-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-menomale-che-silvio-ce-p-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-menomale-che-silvio-ce-p-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-menomale-che-silvio-ce-p.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Dal pentapartito al Cavaliere: com’è cambiato il Paese?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2023 19:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Albanello]]></category>
		<category><![CDATA[Repubbliche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I mali antichi di questo Paese restano purtroppo, implacabilmente gli stessi. Questo perché, ci sono state opportunità formidabili, ma custodite nelle mani sbagliate, che non hanno consentito all’Italia di emanciparsi e di sbarazzarsi dei suddetti mali antichi. A cosa mi riferisco? Alla convinzione che il “sistema Stato” sia da considerare ostile ed avverso al privato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">I mali antichi di questo Paese restano purtroppo, implacabilmente gli stessi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo perché, ci sono state opportunità formidabili, ma custodite nelle mani sbagliate, che non hanno consentito all’Italia di emanciparsi e di sbarazzarsi dei suddetti mali antichi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A cosa mi riferisco? Alla convinzione che il “sistema Stato” sia da considerare ostile ed avverso al privato cittadino.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questo senso i mali endemici erano presenti nel pentapartito e si sono acuiti con la famosa “discesa in campo” del Cavaliere che è servita solo a promulgare leggi che lo favorissero, ma nulla è stato fatto perché i cittadini italiani si allontanassero dal loro modo “furbo e opportunistico” di intendere la relazione con il Paese.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Al contrario: ho sentito in questi giorni che il Cavaliere fosse un “rabdomante dei comportamenti dei cittadini italiani”: ovverosia la sua politica si è basata sull’intercettare le consuetudini delle persone, per trasformarle in riconoscimenti plausibili dei suoi elettori.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In sostanza, al pari del “cercatore  d’acqua” che individua il punto  da cui potrà zampillare una sorgente, Berlusconi individua con raro acume un modo diffuso dell’essere nel cittadino, salvo poi a trasformarlo in un suo seguace.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quindi il Paese non solo non è cambiato, perché se lo fosse, lo sarebbe stato in peggio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mi viene da pensare alla battuta del Cavaliere rispetto al sopraggiungere di malintenzionati che, nel momento in cui gli viene fatto presente che si tratta di ladri individuati nei paraggi, lui tira un sospiro di sollievo mormorando: “meno male, temevo fosse la Guardia di Finanza”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Stiamo parlando dello stesso Corpo militarizzato dello Stato che svolge la sua opera di contrasto alla diffusione, ad esempio, delle sostanze stupefacenti, la cui capacità di arrestare questo flusso di droga, appare evidentemente impossibile, tanta è la ramificazione degli spacciatori che portano a destinazione la propria opera di rifornimento a favore dei tossicodipendenti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E’ presto per dire se la scomparsa del Cavaliere porterà ad una inversione dei modelli di vita e degli stili nel comportamento nel nostro Paese.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quello di cui l’Italia ha davvero bisogno è una ritrovata coesione senza personaggi dall’ego smisurato e dal narcisistico bisogno di visibilità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sarebbe fuori luogo qualsiasi desiderio di supremazia che trovasse consensi e accoglimenti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quindi mi sento di dire che il Paese “può” essere candidato a cambiare, ma tutti dovranno fare la loro parte, abbassando i toni ed evitando qualsiasi esercizio di forza muscolare o di superomismo, su cui è bene che per un po’ cali il sipario.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Forse un modello di vita diffuso, più all’insegna della sobrietà e della discrezione, potrà far risplendere il Bel Paese, che è e rimane uno scenario di stupende diversità, complementari le une alle altre. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ernesto Albanello</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11497" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-dal-pentapartito-al-cavaliere-vrp-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-dal-pentapartito-al-cavaliere-vrp-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-dal-pentapartito-al-cavaliere-vrp-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-dal-pentapartito-al-cavaliere-vrp-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-dal-pentapartito-al-cavaliere-vrp-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-dal-pentapartito-al-cavaliere-vrp-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-dal-pentapartito-al-cavaliere-vrp-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-dal-pentapartito-al-cavaliere-vrp.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Cosa resta dell’era berlusconiana?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2023 19:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Giorgi]]></category>
		<category><![CDATA[Repubbliche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ una domanda che si sono posti in tanti, dopo che la battaglia con la malattia ha avuto la meglio su Silvio Berlusconi, protagonista tra i più discussi del panorama italiano. Innegabilmente, Silvio Berlusconi ha indicato un punto di riferimento ai moderati, orfani della disciolta DC, in seguito all’inchiesta Mani Pulite, e una sponda, sia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">E’ una domanda che si sono posti in tanti, dopo che la battaglia con la malattia ha avuto la meglio su Silvio Berlusconi, protagonista tra i più discussi del panorama italiano. Innegabilmente, Silvio Berlusconi ha indicato un punto di riferimento ai moderati, orfani della disciolta DC, in seguito all’inchiesta Mani Pulite, e una sponda, sia pure controversa, ai delusi della sinistra, dopo la caduta del muro di Berlino, con la creazione del bipolarismo, al posto del metodo proporzionale, che con la spartizione del potere aveva creato tanti problemi nella Prima Repubblica.  Le azioni di Berlusconi, all’indomani del suo impegno in politica, sono state spesso sotto il vaglio della magistratura, con tutte le conseguenze processuali ben note, ed oggi hanno il loro peso nella valutazione del suo impegno, anche per la loro portata sull’immagine dell’Italia all’estero.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Rimane, in questa nostra epoca inclinata al pessimismo per le incertezze conseguenti alle tante emergenze che si vanno susseguendo, la forza del suo entusiasmo progettuale: all’inizio con Milano 2, quartiere residenziale di Milano concepito negli anni ’70 con servizi e tanto verde, capace di imporsi sulle diffidenze dei vip  dell’aristocrazia imprenditoriale, poi con lo stile di comunicazione delle sue TV, che può essere molto discutibile, ma è stato innovativo, e ancora con il trascinare tanti italiani a credere nel movimento liberale con interessanti idee sulle riforme, che poi però sono mancate, infine coinvolgendo il mondo del calcio e le tifoserie nel riconoscerlo come un leader.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mi ha colpito in occasione del funerale di Silvio Berlusconi l’affluenza di tanta gente comune, anche di molti giovani, le parole di ringraziamento raccolte nelle interviste andate in onda, per aver realizzato con le sue aziende tante opportunità di lavoro, e per gli aiuti economici offerti, sia ad istituzioni come il San Raffaele di Milano, sia per manifestare concretamente solidarietà a persone fragili. Va riconosciuto, inoltre, che molti suoi avversari hanno avuto spazio nelle sue aziende, e hanno visto riconosciuto il valore del loro lavoro senza pregiudizi: lungimiranza imprenditoriale? Può darsi.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Evidentemente l’uomo che è stato Silvio Berlusconi non può essere solo quello delle cronache giudiziarie e non, o da ritenere responsabile della diffusione del culto dell’immagine, del profitto e della competizione, da attribuire per me, invece, a tante cause. Questi elementi, piuttosto, vanno interpretati in modo corretto, per spingere a cercare in modo trasparente il successo nel lavoro, come tanti self-made man, e non con i bonus, che sono altrettanto sbagliati, se dati senza controlli, solo per avere facile consenso. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’omelia dell’Arcivescovo di Milano Mario Delpini durante il suo funerale è stata un invito a ricordare l’aspetto positivo della parabola di Silvio Berlusconi, e aldilà delle convinzioni politiche personali, le parole usate hanno trovato riscontro nella sua inconfondibile personalità: “</span><span style="font-weight: 400;">Vivere e amare la vita. Vivere e desiderare una vita piena. Vivere e desiderare che la vita sia buona, bella per sé e per le persone care. Vivere e intendere la vita come una occasione per mettere a frutto i talenti ricevuti. Vivere e accettare le sfide della vita. Vivere e attraversare i momenti difficili della vita. Vivere e resistere e non lasciarsi abbattere dalle sconfitte e credere che c’è sempre una speranza di vittoria, di riscatto, di vita. Vivere e desiderare una vita che non finisce, avere coraggio e fiducia, credere che ci sia sempre una via d’uscita anche dalla valle più oscura. Vivere e non sottrarsi alle sfide, ai contrasti, agli insulti, alle critiche, e continuare a sorridere, a sfidare, a contrastare, a ridere degli insulti. Vivere e sentire le forze esaurirsi, vivere e soffrire il declino e continuare a sorridere, a provare, a tentare una via per vivere ancora…Ecco, che cosa si può dire dell’uomo: un desiderio di gioia che trova in Dio il suo giudizio e il suo compimento</span><span style="font-weight: 400;">”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ai posteri l’ardua sentenza…</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;"> Paola Giorgi</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11496" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-cosa-resta-dell-era-berlusconiana-vrp-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-cosa-resta-dell-era-berlusconiana-vrp-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-cosa-resta-dell-era-berlusconiana-vrp-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-cosa-resta-dell-era-berlusconiana-vrp-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-cosa-resta-dell-era-berlusconiana-vrp-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-cosa-resta-dell-era-berlusconiana-vrp-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-cosa-resta-dell-era-berlusconiana-vrp-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-cosa-resta-dell-era-berlusconiana-vrp.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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