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	<title>Manuela Cermignani Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
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		<title>Libera la vera Trasformazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jan 2023 16:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Manuela Cermignani]]></category>
		<category><![CDATA[Scacciapensieri o cattura Sogni?]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un anno nuovo verso la luce L’acchiappasogni nell&#8217;immaginario comune è un oggetto che rimanda a qualcosa di magico e alle lontane leggende degli indiani d’America che con la loro spiritualità, seguendo e facendo tesoro dell&#8217;essenza di madre natura, hanno costruito un’intera regolamentazione sociale con una scala di valori tanto potente da rimanere in vita ancora [&#8230;]</p>
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<p><i><span style="font-weight: 400;">Un anno nuovo verso la luce</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’acchiappasogni nell&#8217;immaginario comune è un oggetto che rimanda a qualcosa di magico e alle lontane leggende degli indiani d’America che con la loro spiritualità, seguendo e facendo tesoro dell&#8217;essenza di madre natura, hanno costruito un’intera regolamentazione sociale con una scala di valori tanto potente da rimanere in vita ancora oggi. Le origini risalgono addirittura al 300 a.C. in India. Questo agglomerato di scarti della natura (ramoscelli, tessuti, piume che venivano dalla lavorazione di altre suppellettili o strumenti per la quotidianità) è diventato un simbolo importante oggi; apre un vero e proprio stargate in questa vita meravigliosa che sta andando lontanissima in una direzione opposta a quella che l’immaginazione collettiva sperava. Questo artefatto, posto in punti nascosti di casa, viene associato ad una vera e propria ragnatela, protezione, bolla scudo che, a seconda delle varie tribù che nei secoli hanno tramandato questo sapere, aveva una funzione ben precisa e determinava i ruoli all’interno della tribù; l’aspetto più magico è quello delle leggende, della creazione di storie come solo gli antichi sapevano fare, collegandosi ai fantastici classici greci che raccontavano e spiegavano i misteri delle vita attraverso la mitologia. Che sia la donna ragno Asibikaashi per la tribù Ojibwa, che sia la leggenda del vecchio stregone, il maestro di saggezza Iktome, per il popolo Dakota, o la storia della bambina nuvola, terrorizzata dalle tenebre della notte che potessero offuscare la sua luce, le sue idee luminose e i suoi sogni, per questo protetta dalla madre che, con l&#8217;eterna consapevolezza delle mamme, tesse per lei una ragnatela gigante scaccia incubi e spiriti negativi. Questa lontana conoscenza può essere oggi da stimolo e da esempio per poterti augurare un futuro luminoso e carico di speranza. La consapevolezza ci dà un’enorme possibilità di generare energia positiva contagiosa, aggettivo che viene generalmente accostato a forme virali o comportamenti negativi&#8230;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Va considerata questa fase di cambiamento: la nostra umanità è testimone non solo di scompensi causati da scossoni storici rilevanti, pandemia, guerre, crisi economica, ma ci troviamo dinanzi ad una profonda e totale evoluzione della vita sul nostro pianeta. Tutto quello che sta accadendo ci porterà ad essere persone migliori e a proiettarci verso la realizzazione di un mondo migliore e consapevole, costruendo come un vero e proprio ACCHIAPPASOGNI il nostro futuro fatto non di paure, ma di vere e proprie opportunità, ragnatele magiche che incarnano cambiamento ed evoluzione, che riflettono un atteggiamento propositivo e autoregolatore come la stessa natura ci insegna. Tutto questo ci aiuta a comprendere come il pensiero positivo eserciti inevitabilmente una dimensione che proietta l’essenza della materia, d’altro canto la fisica quantistica lo sta studiando ed è il momento di parlarne sempre di più. La saggezza e il mutamento interiore permettono di proiettare e realizzare energicamente il futuro, le cellule possono cambiare, l’essenza degli esseri viventi in sinergia sarà sempre più benevola accettando anche le brutture della vita perché saranno condizioni inevitabili di trasformazione. Il mio augurio per questo inizio anno è di creare nel nostro animo un acchiappasogni e che le ragnatele possano preservarci dal sicuro atteggiamento negativo in cui tutti ci crogioliamo pur di non cambiare, e che la nostra energia rinnovata sia la creazione di una nuova vita consapevole e soprattutto la scintilla del cambiamento di questo mondo.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Manuela Cermigniani</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8905" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/libera-vera-trasformazione-vrp-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/libera-vera-trasformazione-vrp-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/libera-vera-trasformazione-vrp-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/libera-vera-trasformazione-vrp-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/libera-vera-trasformazione-vrp-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/libera-vera-trasformazione-vrp-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/libera-vera-trasformazione-vrp-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/libera-vera-trasformazione-vrp-2.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Alimentazione circolare,  ne parliamo con Mauro Mario Mariani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jun 2022 15:50:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute&benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Manuela Cermignani]]></category>
		<category><![CDATA[Mondimood]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando si dice ama il tuo lavoro e non lavorerai nemmeno un secondo della tua vita, trova un “mangiologo” e capirai che non solo ama il proprio lavoro, tanto quanto la vita e la sua musica ma esattamente trasforma questa emozione in una vera e propria missione solo per l’amore e dedizione dei propri pazienti. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-4271-1" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/la-cult-1_4.6_Alimentazione-circolare.mp3?_=1" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/la-cult-1_4.6_Alimentazione-circolare.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/la-cult-1_4.6_Alimentazione-circolare.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Quando si dice ama il tuo lavoro e non lavorerai nemmeno un secondo della tua vita, trova un “mangiologo” e capirai che non solo ama il proprio lavoro, tanto quanto la vita e la sua musica ma esattamente trasforma questa emozione in una vera e propria missione solo per l’amore e dedizione dei propri pazienti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un dottore certificato tre M, partendo dal Tao della alimentazione (il suo primo libro dopo trent’anni di professione) definisce il cibo: “cura, riequilibratore, […] il cibo sostiene, rafforza e depura se scelto e combinato nel modo giusto […]”; con prospettiva rosea (il suo secondo libro) ci spiega come in tutta la sua esperienza professionale come angiologo, l’approccio al benessere sia fondamentale per vivere in armonia e tutto passa per l’energia, la chimica e il soma;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ricomincio da EmMe (il suo ultimo lavoro) definisce il giusto metodo per combattere lo stress ossidativo dalla emme alla zeta e ossidare il più possibile le cellule. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questa intervista non potevamo che parlare di cibo e della suprema connessione che c’è con la nostra salute. Visto che il cibo è anch’esso un universo per certi aspetti ancora da esplorare e per altri da riscoprire.</span></p>
<p><b>Chi è il dottor Mauro Mario Mariani il dottore delle tre M?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">In algebra potrebbe essere tradotto in Mauro Mario Mariani sta a Mangia, Meglio, Mediterraneo, è questo lo slogan che dedico al pubblico lettore di questo numero. Per onorare in questo giorno ciò che faccio da una vita intera. Il connubio deve essere tra la medicina, movimento, cibo sano e lo stare bene, elementi per me fondamentali aggiungendo la musica, come nella mia vita tutto è energia e l’energia va nutrita questo sono io e questo cerco di prescrivere ai miei pazienti. </span></i></p>
<p><b>Il cibo nutre, ci accompagna nella socialità, il cibo è una risorsa ci ha anche plasmato e permesso di evolverci ma quanto è importante associare oggi cibo e salute consapevolmente? </b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Il cibo da sempre è collegato alla vita dell’uomo, nei secoli il cibo ha aiutato l’uomo nella sua evoluzione e ha anche causato danni irreparabili, per secoli per la mancanza di esso, ne siamo morti. La storia dell’uomo va di pari passo con la storia del cibo, carestie, carenze di vitamine importanti, mancanza di vitamina c, si moriva di scorbuto, condizioni che non ci permettevano di nutrirci adeguatamente.</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Nel nostro paese siamo stati fortunati o meglio privilegiati, abbiamo avuto sempre tutto ciò che il nostro corpo necessita, la coniugazione di stabilità, stagionalità, luogo inteso come tipicità, freschezza e scelta variegata da nord a sud l’Italia ci offre la possibilità di una alimentazione mediterranea che ci permette di avere solo benefici.  </span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Ciò si manifesta con i 5 colori a tavola: bianco, rosso, blue, verde, arancio, ma soprattutto nel rispetto delle tradizioni. Questo cibo che nella storia del nostro territorio depura, protegge, sostiene ma, prima di tutto deve essere scelto consapevolmente ma non dettato dal frigorifero e dalla frenesia dei tempi contemporanei o dalle grandi catene di distribuzione o supermercati con colori, grandi offerte e prezzi accattivanti. La stagionalità del prodotto determina il gusto e l’essenza del prodotto stesso e la conseguenza prossima è la nostra salute. Qualsiasi vegetale raccolto da madre terra (tracciato e coltivato con i giusti criteri) e messo a tavola dentro un piatto con un cucchiaio di olio extra-vergine d’oliva fa veramente la differenza per gusto e benessere.</span></i></p>
<p><b>Dottore come facciamo ad imparare ed interpretare il cibo oggi? Come può essere strumentale al miglioramento della nostra salute consapevolmente? </b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Cogito ergo mangio… ma ripenso a una celebre canzone sanremese che diceva prima di parlare pensa! Bisognerebbe dire prima di mangiare pensa! </span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">L’offerta è drammaticamente scaduta per qualità e di contenuti, nessuno sa ciò che mangia, nessuno legge le etichette o si sforza di acquistare il prodotto da preparare, per mancanza di tempo e il più grande dei paradossi è che l’occidente tende ad allungare la vita attraverso i farmaci quando in realtà bisognerebbe pensarci prima e con l’alimentazione potremmo sostenere il nostro magnifico e perfetto corpo umano nella maggior parte delle volte. Problemi al tratto digestivo sempre più frequenti, insonnia, stress ossidativo, malattie cardiovascolari, diabete solo per citarne alcuni e non degenerare con neoplasie sempre più aggressive sono all’ordine del giorno purtroppo anche in età molto giovane.</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">I cibi animali esistono e devono essere i cibi esclusivi temporalmente come si faceva esattamente decenni fa, devono essere banditi soprattutto i quattro zampe, quotidianamente, non possono non debbono entrare manzo e maiale nelle nostre case. Sembra come se non ci si potesse riunire se nelle nostre feste e incontri conviviali a tavola, dovessero mancare queste pietanze, salumi, insaccati, fritti o alcool che infiammano. Questo anche per un discorso ecologico e di sostenibilità. Ci riempiamo la bocca con questo ultimo argomento e poi si rischia di fare il solito bla bla bla, la produzione di 220 gr di carne corrispondono di 16.000 lt di acqua spesi per produrla e 15 km percorsi in diesel tradotti in combustione di co2 e d’inquinamento.</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Questi cibi della festa non devono essere assunti quotidianamente, se iniziamo ad avere atteggiamenti differenti, meno cibo lavorato e edulcorato, mangiare il giusto e produrre meno scarti. Il nostro microbiota che è fondamentale tenere in equilibrio è il primo bersaglio, se andiamo a compromettere il nostro sistema immunitario di certo non ci aiuteremo. Ricordiamoci sempre dei nostri nonni che ci hanno lasciato eredità tangibili e non oltre che una importante eredità genetica molto forte a causa delle carestie e delle guerre mondiali nello scorso secolo. Abbiamo un corpo forte che va sollecitato con le giuste abitudini e non con cattive abitudini. Il cibo è piacere non ha solo un’accezione negativa, bisogna avere la dedizione e la pazienza a trovare il giusto cibo.</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Affidiamoci al patrimonio dei nostri avi e della nostra storia, il bello e l’attenzione sono protagonisti. L’attenzione inizia a tavola, il gusto deve coniugarsi al benessere ed è possibile e ve lo dice un medico angiologo che per prevenire le malattie cardio vascolari è diventato un mangiologo perché dal cibo che assumiamo deriva tutto.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> </span><b>Il 7 aprile è stata la giornata internazionale della salute e viene accostata alla Sostenibilità. Madre terra e cibo cosa ci dobbiamo aspettare? </b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Pensavo che i problemi sarebbero arrivati per i miei figli ma qui il disastro è vicinissimo e colpirà tutti inevitabilmente. Questo mondo depauperato dalle monoculture, allevamenti intensivi e inquinamento. Dobbiamo generare la saluto genesi. Come facciamo a creare salute? Scegliendo bene cibo e facendo scelte sostenibili.  Se generiamo salute preveniamo malattie. Ritrovare naturalmente il rapporto con la natura, riconvertire l’abitudine, sarò ripetitivo ma dobbiamo rispettare la stagionalità.  Non siamo nella giusta direzione i medici devono avere un atteggiamento critico, il vaccino, le medicine, non sono la soluzione, ribadiamo che dobbiamo limitare l’uso e l’abuso di ciò che ci ha fatto sempre male. Resettiamo il sistema e ripartiamo dalle nostre scelte consapevoli e dal nostro territorio. </span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Questo è l’inizio di una nuova epoca in tre M rieducandoci all’alimentazione MANGIARE, MEDITERRANEO E MEGLIO.</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Intervenire prima, nell’abitudine facciamo la scelta giusta, mediterranea, sana che ci farà vivere inevitabilmente felici.  </span></i></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Manuela Cermigniani</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4536" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-alimentazione-circolare-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-alimentazione-circolare-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-alimentazione-circolare-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-alimentazione-circolare-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-alimentazione-circolare-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-alimentazione-circolare-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-alimentazione-circolare-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-alimentazione-circolare.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Pep Marchegiani. L’artista, la sua arte e la guerra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Apr 2022 16:40:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[LaGuerra]]></category>
		<category><![CDATA[Manuela Cermignani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pep Marchegiani è un’artista Abruzzese classe 1971 esattamente nato ad Atri. Le sue opere urlano impregnate di ironia provocatoria, distopie dell’arte, denunciano i poteri del mondo e le loro guerre nello scenario orwelliano che vede reggente il Dio Consumismo in tutte le sue sfumature. Una carriera carica di successi: nel 1989 fonda il suo giornale [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/pep-marchegiani-lartista-la-sua-arte-e-la-guerra/">Pep Marchegiani. L’artista, la sua arte e la guerra</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Pep Marchegiani è un’artista Abruzzese classe 1971 esattamente nato ad Atri. Le sue opere urlano impregnate di ironia provocatoria, distopie dell’arte, denunciano i poteri del mondo e le loro guerre nello scenario orwelliano che vede reggente il Dio Consumismo in tutte le sue sfumature. Una carriera carica di successi: nel 1989 fonda il suo giornale satirico chiuso dopo tre anni per troppe “beghe” legali dei politici presi di mira, prosegue con il suo costante interesse per il mondo dell’arte dal 1991 come fashion designer e art- director per il collezionista d’arte Wicky Hassan; fonda il suo Brand fino alla pubblicazione che lo ha osannato e designato come artista. Da lì la sua arte comincia a girare per il mondo; nel 2010 registra il suo marchio e  viene invitato alla biennale del cinema di Venezia a esporre l’opera Pop, che raffigura Giovanni Paolo II. L’Huffington Post lo inserisce tra le 16 opere più significative assieme a Cattelan e Bacon. Nel 2011 riprende ciò che si era interrotto durante l’esperienza editoriale e come il più delle volte accade, la natura delle cose fa fluire esattamente ciò come deve essere, a quel punto la denuncia viene rappresentata con la sua arte: Ilva Magique a Taranto, il ponte della vergogna e Fu-renze e molto di più fino a diventare il punto di riferimento per l’arte in Abruzzo collaborando con il collezionista Massimo Fazzini. La sua carriera nel mondo dell’arte contemporanea è un bagliore vero è proprio che revisiona un po&#8217; tutti i meccanismi dell’arte, l’arte deve essere un urlo liberatorio un vero è proprio strumento per gli artisti contemporanei. Così nel 2020 nel pieno delle più catastrofiche condizioni mondiali a causa della pandemia, decide di portare a compimento una nuova collaborazione con la testata La Città e di far urlare le sue copertine. Dodici copertine sfacciate, anarchiche e dirette, che raccontano una comunicazione forte e cariche di ragionamento, dando una nuova veste alla nota testata in metamorfosi. Ora il suo brand segna inconfutabile il nuovo prodotto: La Città Magazine. Pep Marchegiani è il marchio plasmante di questo nuovo progetto, arrivato a tre uscite che hanno avuto non solo successo, ma scosso notevole interesse per il sodalizio fra arte e parola stampata phygital. Una vera è propria garanzia la presenza del noto artista atriano che va a suggellare lo stesso obiettivo dell’editore Giampiero Ledda. A me il piacere e l’interesse di approfondire attraverso questa intervista, il pensiero di Pep Marchegiani che ci parla di questo scenario mondiale che questo numero vuole riportare tra arte e guerra. </span></p>
<p><b><i>Pep Marchegiani benvenuto e grazie per il tuo tempo, in questa terza uscita abbiamo deciso di parlare di questa sconcertante situazione che ha preso forma definitivamente il 24 febbraio scorso:</i></b> <b><i>“perché il titolo La guerra è una montagna di Merda?”</i></b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">La guerra è una montagna di merda! così come la mafia è una montagna di merda!</span></i> <i><span style="font-weight: 400;">ho voluto parafrasare e allo stesso tempo omaggiare Peppino Impastato perché non si dimentichi, perché il suo coraggio gli valse la vita. Tuttavia il paragone non è del tutto corretto in quanto nella merda la vita prolifica mentre nella guerra no, la vita si annulla a favore degli interessi di quelle merde che la dichiarano, di quelle merde che sono &#8220;disposti&#8221; a mandare al macello sogni, paure, sorrisi e progetti dei cosiddetti sacrificabili. Rimane la storia che da nobildonna quale è ben ricorda i carnefici ma soprattutto gli eroi. Mai dimenticare.</span></i></p>
<p><b><i>Come vede l’artista la guerra? </i></b><i><span style="font-weight: 400;"> L’artista vede la guerra dalla stessa prospettiva dell’uomo, non vi è nessuna differenza. Non c’è differenza fra uomo e artista e la guerra coinvolge carnalmente tutti quanti. Mi fa specie che parliamo solo della guerra in Ucraina quando in realtà, sono settantacinque anni che ci sono delle guerre ininterrotte, dalla Palestina, al Darfur passando per il Vietnam, piuttosto che per la Bosnia; questa è una guerra ovviamente non giusta, non lo è mai, perché nessuna guerra ha un senso, però vedo tutto questo come una manovra dei media che hanno deciso di mettere i riflettori su quello che sta succedendo, fra i due classici schieramenti bene e male Ucraina e Russia, per qualche secondo fine senza dubbio alcuno, non dimentichiamoci che abbiamo avuto una guerra a ottanta km da qui. </span></i></p>
<p><b><i>Un’artista ha il dovere di rappresentare quello che accade, ovvero la guerra nella sua manifestazione totale oppure inneggiare alla pace?</i></b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">L’artista ha il dovere di raccontarsi indipendentemente dalla pace o dalla guerra e di quello che gli succede intorno. Ci sono sicuramente degli artisti nella storia, che vengono condizionati raccontando battaglie e guerre ad esempio Michelangelo, Picasso con la sua Guernica, hanno rappresentato la guerra ma, sfatiamo il mito dell’artista che gela la storia il momento, deve raccontarsi in prima persona. </span></i></p>
<p><b><i>In questo numero del magazine abbiamo deciso di “esporre” le tue opere come fossero in una vera e propria galleria; cosa vogliono raccontarci della guerra? </i></b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Sono opere create a cavallo fra il 2015 e il 2018, voglio raccontare </span></i><b><i>“Giocattoli di Guerra”,</i></b><i><span style="font-weight: 400;"> una ricerca dove metto in primo piano i bambini e il gioco, le prime vittime della guerra, i primi dimenticati in tutte le guerre. Risalto non tanto il bambino in essere, come persona, ma la sua voglia di giocare che è molto vicino alla sfumatura di ricostruire dei bambini. Quei giocattoli sono rotti da esplosioni e che vengono ricostruiti dai bambini stessi che sanno dare valore al concetto di ricostruire perché i bambini se la sanno cavare sempre molto meglio degli adulti, non mi rappresenta nessuna opera in particolare per me sono tutte uguali. </span></i></p>
<p><b><i>Se fossi ministro della cultura cosa faresti per l’arte? </i></b><i><span style="font-weight: 400;">La finanzierei, senza colpo ferire. Cosa che non fanno i politici “poverini” hanno altro a cui pensare.  Ricordiamoci che la cultura la fa da padrona sempre soprattutto dopo i periodi bui e la storia lo racconta bene. Finanzierei tutto ciò che riguarda la cultura, toglierei tutti i budget militari e li investirei per la cultura non ci dimentichiamo che la penna è l’arma più potente.</span></i></p>
<p><b><i>E noi cittadini? Cosa dovremmo fare nei confronti dell’arte sempre se fossi ministro o avessi la possibilità di proporre una riforma?  </i></b><i><span style="font-weight: 400;">Chiuderei il becco a chi parla troppo sui social e in tv spegnendoli! Passerei in prima serata ininterrottamente in televisione, programmi che vedono la cultura come oggetto. Deve essere un dovere per chi crea la produzione di svago ed intrattenimento dalla scatola nera e ora sulle piattaforme web non dare spazio alla pochezza e all’approssimazione ma alla cultura. Esattamente come fa come la trasmissione di Alberto Angela, che ottiene notevoli e considerevoli numeri, li mi si accende la speranza perché asfalta tutti i programmi spazzatura.</span></i> <i><span style="font-weight: 400;">Ma penso sia anche logico noi Italiani abbiamo la cultura del bello nel nostro Dna, abbiamo vissuto per secoli nella cultura plasmandola in tutte le sue forme e lo facciamo ancora, stiamo attraversando un vero e proprio medioevo e ci dimentichiamo tutto senza farci caso e riempiendoci di sciocchezze. Ed è un vero peccato. </span></i></p>
<p><b><i>La tua ispirazione è direttamente condizionata dalla denuncia? ogni tua opera d’arte è denuncia a prescindere? </i></b><i><span style="font-weight: 400;">Io fondamentalmente utilizzavo lo strumento comunicazione per denunciare, ma a che serve? che denunci a “sordi” c’è poco da denunciare. Le persone che non vogliono udire non odono.</span></i> <i><span style="font-weight: 400;">Ora voglio costruire e ho cominciato a fare un ‘arte più costruttiva, il mio obiettivo è di massificare e comunicare la distribuzione della cultura.</span></i></p>
<p><b><i>L’opera che avresti voluto creare tu, che hai sempre invidiato per genio?  </i></b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Le mie? (ironico ma non troppo). Guarda nella storia ti faccio il nome di due artisti grandissimi, più che di opere:</span></i></p>
<p><b><i>Artemisia Gentileschi</i></b><i><span style="font-weight: 400;"> che è riuscita ad imporsi in un secolo di assoluta difficoltà per le donne artiste e dare una vera e propria lezione rivoluzionaria. La sua grande forza è senza eguali coraggiosamente si è fatta strada in un mondo di arte fatto solo da uomini, che se vogliamo dirla tutta ancora oggi è così, si è appropriata di uno spazio sfidando i grandi artisti contemporanei e li ha battuti.</span></i></p>
<p><b><i>Il secondo è Ligabue</i></b><i><span style="font-weight: 400;">. E’  l’unico che ha saputo tradurre quello che la Natura sente, vive e prova e le ha dato la parola. Una sorta di asceta, unico nel suo genere grazie a lui si è definito un modo di comunicare arte in maniera completamente differente da come si era sempre fatto e poi nessuno più è riuscito a replicare. Ha fatto parlare la Natura. Non riesco a scegliere opere preferite, non ti dirò mai a me piace il quadro di Leonardo da Vinci la Gioconda piuttosto che altri e tantomeno le mie, non riesco a dirti l’opera esatta ma a me attrae il messaggio, mi coinvolge e mi stimola. Probabilmente l’opera che non ho mai fatto. </span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Poi quando la farò ti chiamerò…(ironico)</span></i></p>
<p><b><i>L’arte prima nella storia è stata a servizio della guerra o di quelli che la scrivevano la storia stessa ma oggi è cambiato totalmente tutto quando esattamente?</i></b> <i><span style="font-weight: 400;">Ricordiamoci che nella storia prima l’arte era una sorta di “mega fumetto”, la Chiesa ha fatto raccontare la Bibbia e i vangeli su ogni parete sacra, affrescata italiana e non solo, sappiamo benissimo che l’arte poi cambia la sua funzione con Marcel Duchamp; più che funzione e mezzo correlato alla guerra, vorrei parlare di un altro fenomeno, il passaggio più importante dell’arte è quello del salvataggio che l’uomo ha operato nei confronti delle opere d’arte. Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale la prima cosa che è stata messa in sicurezza all’Ermitage di Pietroburgo, furono proprio tutte le tele tutte e le opere d’arte. Ricordiamoci della grande donna mecenate Peggy Guggenheim che mise in salvo tantissime opere, lei recuperò tutti gli artisti e le opere comprandole e portandoli nella propria collezione. Così salvandoli. Per l’arte c’è un salvataggio che deve essere prioritario, sempre ed è accaduto anche ora in Ucraina; l’arte è uno strumento eterno e non è come l’uomo che la realizza, siamo pro tempore. Non dimentichiamoci che il museo del Louvre senza opere potrebbe essere un mero edificio, come un condominio o magazzino, il valore sono le opere che eternamente ci racconteranno al futuro. perché l’arte è uno strumento fondamentale per le nostre memorie e le nostre storie.</span></i></p>
<p><b><i>Pep lasciaci anticipandoci su cosa stai preparando e un messaggio ai lettori della Città Magazine che vuole osannare l’arte in ogni sua sfaccettatura. </i></b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Io sto studiando su un concetto di economia circolare che a breve esporrò in Italia. Per i nostri lettori leggete tutto, anche quello che non è La città Magazine, qualsiasi cosa che può essere letto e messo a beneficio della propria persona. La cultura pone fine alle paure, è sempre e solo questa che fa comprendere tutto anche una guerra. Chi non riesce a comprende il diverso e chi non capisce è solo trainato dalla paura e l’unico antidoto è solo ed esclusivamente il sapere e la cultura. L’unica formula che ci aiuta ad uscire dal baratro dell’ignoranza.</span></i></p>
<p style="text-align: right;"><span data-sheets-value="{&quot;1&quot;:2,&quot;2&quot;:&quot;Manuela Cermignani&quot;}" data-sheets-userformat="{&quot;2&quot;:1325635,&quot;3&quot;:{&quot;1&quot;:0},&quot;4&quot;:{&quot;1&quot;:2,&quot;2&quot;:16777215},&quot;9&quot;:0,&quot;12&quot;:0,&quot;14&quot;:{&quot;1&quot;:2,&quot;2&quot;:0},&quot;15&quot;:&quot;Arial&quot;,&quot;16&quot;:11,&quot;21&quot;:0,&quot;23&quot;:2}">Manuela Cermignani</span></p>
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<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/pep-marchegiani-lartista-la-sua-arte-e-la-guerra/">Pep Marchegiani. L’artista, la sua arte e la guerra</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
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