<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Letture sotto l&#039;ombrellone 2023 Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
	<atom:link href="https://lacittamagazine.it/tag/letture-sotto-lombrellone-2023/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://lacittamagazine.it/tag/letture-sotto-lombrellone-2023/</link>
	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
	<lastBuildDate>Fri, 04 Aug 2023 10:49:46 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
	<item>
		<title>Conformati</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/conformati-3/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=conformati-3</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Aug 2023 15:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Associazioni e dissociazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Letture sotto l'ombrellone 2023]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Ragionieri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=11187</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ci imbattiamo negli eroi nello studio dei miti antichi, che raccontano di imprese di uomini coraggiosi che si battono, armati di spada e scudo, per compiere azioni grandiose che li consacrano all&#8217;eternità. Da questi miti, e dalle gesta degli eroi, si possono capire i valori e gli ideali di un&#8217;intera popolazione.   Nella contemporaneità   gli eroi di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/conformati-3/">Conformati</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=11187" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-Nb-i_cVLFNSmTVEnjZF.mp3?generation=1691155609305909&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=11187&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-Nb-i_cVLFNSmTVEnjZF"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=11187"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><span style="font-weight: 400;">Ci imbattiamo negli eroi nello studio dei miti antichi, che raccontano di imprese di uomini coraggiosi che si battono, armati di spada e scudo, per compiere azioni grandiose che li consacrano all&#8217;eternità. Da questi miti, e dalle gesta degli eroi, si possono capire i valori e gli ideali di un&#8217;intera popolazione. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Nella contemporaneità   gli eroi di oggi invece si distinguono da quelli mitologici perché inseriti in un contesto differente e spesso compiono atti di pace e amore, e non di guerra, diversamente a quanto ci raccontano i miti antichi. Basta riflettere su l’ </span><span style="font-weight: 400;">Iliade, il poema omerico, nel quale è narrata la guerra fra Achei e Troiani, e con particolare attenzione alle gesta degli eroi Achille ed Ettore.  Essi incarnavano la forza e la virtù militare delle due fazioni, venivano ammirati per la loro particolare bravura e astuzia in campo bellico. Oggi gli ideali seguiti dagli “eroi” contemporanei sono tremendamente distorti rispetto all’antichità: tutto si fa, spesso, per fini economici ed encomiastici. Enea potrebbe essere la concezione ideale di eroe; egli, infatti, si manifesta profondamente diverso rispetto agli eroi che appaiono nei poemi omerici: l’eroismo di Enea trascende la vittoriosa manifestazione di una personalità straordinaria. Egli è designato dagli dei ma svolge la sua missione tra dubbi e incertezze. Egli non è un eroe trionfante, ma un uomo che obbedisce al suo profondo senso del dovere e sente potentemente la responsabilità di essere il capo e il peso di un ruolo impegnativo, </span><span style="font-weight: 400;">la sua integrità come un dovere anzi come una virtù. L’integrità non si basa sulle nostre volizioni, sull’immagine che abbiamo noi di noi stessi o su quella degli altri: l’integrità si basa solamente sul fatto di prendere sul serio le proprie domande, saranno poi queste a condurci nella giusta direzione. È vero siamo fragili e per questo alla ricerca di trovare regole che ci guidino verso una buona azione. Per i Sofisti, la virtù può essere insegnata e si esplica in regole che permettono di vivere in società; essa non è legata al diritto di nascita ma coincide con comportamenti funzionali ai bisogni sociali; c’è una coincidenza tra virtù e osservanza della legge. Per Socrate, la virtù è unica e s’identifica con la conoscenza, l’azione malvagia è il frutto dell’ignoranza; questa posizione non lascia spazio alla volontà dell’azione etica; la conoscenza si esemplifica in una cura costante della propria anima che deve dominare il corpo, in ciò consiste il fine della vita.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per Epicuro, la natura è il fondamento della morale, ma la natura non è un ordine necessario; l’agire è legato alle passioni e all’arbitrio e non ai comandi degli dèi o all’ordine cosmico; il movente della condotta morale è la virtù che è privazione di dolore fisico e morale. Con l’Umanesimo si incomincia a parlare esplicitamente di “formazione” delle facoltà che costituiscono l’idea esemplare di uomo. </span><span style="font-weight: 400;">I Valori</span><i><span style="font-weight: 400;"> </span></i><span style="font-weight: 400;">rappresentano una delle basi interiori della nostra vita ed infatti i nostri comportamenti, le nostre azioni, le relazioni che abbiamo con le persone a noi care, o con gli altri, dipendono anche e soprattutto dai nostri valori: per una persona possono essere considerati come delle convinzioni profonde e delle credenze molto forti, ovvero tutto ciò che è importante per noi.</span> <span style="font-weight: 400;">Parlare di Leggi Universali, di Principi e di Valori è diventato una attività per pochi poiché si tratta di argomenti che, nel tipo di società in cui viviamo, vengono considerati secondari.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Gli unici interessi di questi tempi sono il denaro, il potere ed il successo, l’ostentazione degli stessi e quindi la vanità…insomma, tutto ego e soprattutto per chi è avvolto in questo schema mentale è fondamentale rimanere alla superficie delle cose.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il valore di un uomo può essere espresso in diverse maniere ed è il sistema di riferimento a fare la differenza: ovvero, se vogliamo parlare di Valori c’è bisogno che ci sia sempre qualcosa d’altro o qualcun altro, come paragone.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per i principi invece non è così: la differenza più evidente è che i “Valori” sono negoziabili, i “Principi” no, proprio perché i “Principi”, quindi le cose che vengono prima di tutte, sono alla base di noi stessi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I valori sono princìpi morali o etici che riteniamo positivi e importanti. Tra questi potremmo annoverare perdono, onestà, libertà, amore, amor patrio, rispetto per la vita e autocontrollo. I valori che scegliamo contribuiscono a determinare il nostro comportamento, le nostre priorità, i legami che stringiamo e la guida morale che impartiamo ai nostri figli. Nonostante la loro importanza, però, i valori morali sono in declino.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Foscolo e il Parini intrattengono un lungo colloquio sulla situazione politica italiana, scambiandosi, da patriottici quali sono, le proprie delusioni e sofferenze,  entrambi, però, incarnano senza dubbio la figura del libero intellettuale, colui che non lascia che la propria arte venga soggiogata al potere, ma che attraverso essa esprime i propri dissensi e gli ideali che lo guidano e analizza in modo critico la società a lui contemporanea. L’avvento di Napoleone ha invogliato gli italiani ad abbandonare quello spirito eroico che nel periodo della Rivoluzione aveva trascinato gli uomini a compiere azioni valorose.  Il Parini afferma che   la fama degli eroi che “spetta un quarto alla loro audacia; due quarti alla sorte; e l’altro quarto ai loro delitti”</span> <span style="font-weight: 400;"> e che a quei tempi sarebbero stati necessari molti delitti per sconfiggere il nemico. L’eroe è visto come una persona ben lontana dall’essere incontaminata, disposta ad infliggere grandi crudeltà pur di raggiungere il suo scopo e destinata inesorabilmente alla tirannide. È difficile costruire uno stato fondato sulle virtù ottenendolo con la forza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Il Foscolo nel personaggio di Jacopo   descrive che non è tanto l&#8217;urto contro un assetto sociale ferreo che lo respinge, quanto il senso angoscioso di una mancanza, il non avere una «patria», un tessuto sociale e politico degno di questo nome entro cui inserirsi,  Un complesso di Edipo non risolto,  Jacopo infatti ama tutte le ure femminili patria, Teresa, madre e odia tutte le ure maschili, Odoardo,  Napoleone. Questo complesso può anche essere e per molti aspetti le vicende di Jacopo sembrano rispecchiare quelle dell’autore. Tuttavia vi è qui una prima differenza: Jacopo vuole morire nella terra dei padri, non accetta il pensiero dell’esilio che invece Foscolo sceglierà, rimanendo sempre fedele a Napoleone, ecco quindi l’amor patrio del Foscolo i principi virtù da rispettare ideali nobili per la vita ma si è spento lo spirito eroico, la capacità di compiere azioni generose, e si è diffusa l’indolenza, la passività e la corruzione Foscolo ha una concezione energica, attiva ed eroica dell’esistenza, ma sono essi i valori basilari che devono reggere la vita quotidiana, benevolenza, ospitalità e amore filiale e si intravede una società dominata dalla guerra feroce, dal</span><a href="https://www.epertutti.com/italiano/La-violenza61397.php"><span style="font-weight: 400;">la violenza</span></a><span style="font-weight: 400;"> e dallo spirito di sopraffazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quale eredità invece questo evento, e tutti quelli che da esso si sono sviluppati e che presi insieme costituiscono la Rivoluzione Francese, rappresentano  per noi, italiani ed europei, oggi?  In che modo questo evento  interpelli le coscienze al di là e oltre la dimensione della storia nazionale cui appartiene: questo è ciò che noi siamo portati a porci come questione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sono i valori nel nome dei quali la Rivoluzione Francese si è realizzata, la liberté, l’égalité e la fraternité, a chiedere di essere ancora una volta reinterpretati. Si fa troppo presto a dire che intorno a essi si è sviluppato l’orizzonte di valori della modernità. In realtà, la modernità ci ha consegnato una tensione, spesso fruttuosa, ma talvolta gravemente conflittuale, tra i primi due valori citati, con un oblio più o meno cosciente del terzo. Per dirla sin troppo facilmente: la libertà è diventata appannaggio soprattutto della cultura capitalistica, della borghesia produttiva e della libera impresa, la fraternità è stata interpretata a varie intensità e con diverse sfumature e si è ridotta a puntellare idee quali nazione, gruppo etnico, classe, comunità religiosa ed è entrata spesso in conflitto col discorso della libertà, così favorendo, paradossalmente, l’emergere di varie forme di totalitarismo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il significato della rivoluzione era quello della realizzazione di una società libera, eguale e fraterna, dove ogni uomo potesse essere pienamente rispettato. Quale destino questo progetto ha avuto, nell’immediato con il Terrore, e nel corso del tempo, con l’Imperialismo e il Capitalismo, è purtroppo noto. Eppure questi valori parlano ancora, nella misura in cui oggi viviamo in un tempo in cui una libertà spesso solo apparente e superficiale non riesce a mascherare le gravissime disuguaglianze che agiscono nel mondo, in un contesto di smarrimento, individualismo e oblio complessivo del significato politico dell’idea stessa di fraternità.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Maria Ragionieri</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11188" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-conformati-a_d-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-conformati-a_d-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-conformati-a_d-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-conformati-a_d-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-conformati-a_d-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-conformati-a_d-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-conformati-a_d-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-conformati-a_d.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/conformati-3/">Conformati</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vita da frontaliere: non è tutto oro quel che luccica</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/vita-da-frontaliere-non-e-tutto-oro-quel-che-luccica-2/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=vita-da-frontaliere-non-e-tutto-oro-quel-che-luccica-2</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Aug 2023 15:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Letture sotto l'ombrellone 2023]]></category>
		<category><![CDATA[Roberta Conforte]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=11214</guid>

					<description><![CDATA[<p>Conosco Virginia da diversi anni. È sempre stata una ragazza piena di vita, attiva, sportiva, risolutiva, e ha sempre praticato tanti sport, dall’escursionismo all’equitazione, dalla corsa al kick boxing. Viveva in Abruzzo, Virginia, a Pescara, a due passi dal mare che sentiva come casa. Si è laureata in pieno lockdown e ha trovato lavoro in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/vita-da-frontaliere-non-e-tutto-oro-quel-che-luccica-2/">Vita da frontaliere: non è tutto oro quel che luccica</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=11214" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-Nb-iX4ydxgww2uD0StR.mp3?generation=1691155583918700&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=11214&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-Nb-iX4ydxgww2uD0StR"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=11214"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><span style="font-weight: 400;">Conosco Virginia da diversi anni. È sempre stata una ragazza piena di vita, attiva, sportiva, risolutiva, e ha sempre praticato tanti sport, dall’escursionismo all’equitazione, dalla corsa al kick boxing. Viveva in Abruzzo, Virginia, a Pescara, a due passi dal mare che sentiva come casa. Si è laureata in pieno lockdown e ha trovato lavoro in una casa farmaceutica a L’Aquila che in poco tempo è diventata una seconda casa. Continuava a correre, fare escursioni, andare a cavallo. Ma Virginia cercava qualcosa di più, che le desse più stimoli, che la gratificasse di più, che le permettesse di crescere lavorativamente parlando. Un giorno è arrivata una chiamata dalla Svizzera. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Da un anno e mezzo Virginia vive a Como, in un monolocale a piano terra, ogni mattina si alza alle 5 per poter essere a lavoro alle 8, perché per percorrere 30 km in macchina impiega 2 ore. La Svizzera è bella, non le dispiace, in pausa pranzo a volte riesce a fare delle belle passeggiate. Lavora in una casa farmaceutica vicino Lugano, è nel settore del controllo qualità. Dà il massimo anche in azienda, si tiene occupata, prende progetti e li porta a termine, ha un bel rapporto con il suo capo che ha capito il suo valore e cerca di gratificarla, con un aumento di stipendio o con l’assegnazione degli audit, le ispezioni. A Virginia questo nuovo incarico piace perché ha la possibilità di viaggiare e di non stare ferma al solito punto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quando non è impegnata con gli audit, passa tutto il giorno in azienda, svolge i suoi lavori con la massima attenzione, lavora ai progetti e poi si rimette in macchina e trascorre le solite due ore per percorrere 30 km. Torna a casa senza forze, Virginia, fa la doccia, mangia e va a dormire. Non va più a correre, non fa più escursioni e non va più a cavallo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Como inizia a starle stretta, i comaschi non l’hanno accettata, si sente sempre l’intrusa, la meridionale, la terrona. In Svizzera è vista male perché, nonostante lavori nel cantone Ticino, è vista come la frontaliera che è arrivata per rubare il lavoro agli italiani svizzeri che vivono lì.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il suo capo ha dato le dimissioni, a gennaio andrà via e tornerà a lavorare in Italia perché la vita da frontaliere non si può fare in eterno, si passa più tempo in macchina che a casa con la propria famiglia. E le ha chiesto di seguirla.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Virginia è stata chiamata dai vertici dell’azienda che le hanno chiesto a quali condizioni lei sarebbe disposta a restare lì e non seguire il suo capo in Italia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Virginia è sopraffatta, le condizioni le ha dettate certo, ma si domanda perché le venga proposta una promozione soltanto come pegno per non andare via e non come dimostrazione del suo valore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">«Io lavoro tutto il giorno, tutti i giorni, e non è giusto che il mio stipendio sia come quello della mia collega che è qui da cinque anni e lavora meno di me. Voglio che il mio merito venga riconosciuto non solo quando il mio capo sta per andare via e vogliono convincermi a restare.».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Virginia sa che tra qualche anno tornerà in Italia perché fare il frontaliere è difficile. Perché anche in Svizzera nessuno nota se lavori bene, ma appena fai uno sbaglio sei immediatamente tagliato fuori dall’azienda. Certo, lo stipendio è più alto, ma quali sono le condizioni da pagare? «Se tanto il merito non viene riconosciuto neanche in Svizzera – dice Virginia – tanto vale restare qualche altro anno, acquisire esperienza e ritornare in Italia in modo da ottenere una posizione più alta.»</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E, allora, come darle torto.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Roberta Conforte</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11215" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/vita-da-frontaliere-c-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/vita-da-frontaliere-c-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/vita-da-frontaliere-c-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/vita-da-frontaliere-c-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/vita-da-frontaliere-c-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/vita-da-frontaliere-c-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/vita-da-frontaliere-c-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/vita-da-frontaliere-c-1.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11216" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/vita-da-frontaliere-c-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/vita-da-frontaliere-c-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/vita-da-frontaliere-c-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/vita-da-frontaliere-c-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/vita-da-frontaliere-c-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/vita-da-frontaliere-c-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/vita-da-frontaliere-c-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/vita-da-frontaliere-c-2.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/vita-da-frontaliere-non-e-tutto-oro-quel-che-luccica-2/">Vita da frontaliere: non è tutto oro quel che luccica</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fusione Nucleare: speranza o illusione?</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/fusione-nucleare-speranza-o-illusione-2/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=fusione-nucleare-speranza-o-illusione-2</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Aug 2023 15:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Albanello]]></category>
		<category><![CDATA[Letture sotto l'ombrellone 2023]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=11203</guid>

					<description><![CDATA[<p>Non intendo addentrarmi in tematiche riguardanti la fisica, disciplina verso la quale nutro ammirazione ed apprezzamento per le conquiste che, tramite quegli studi, la civiltà ha compiuto e ci ha portato ad essere quelli che siamo e di cui disponiamo. Non ho però quella profondità di conoscenze, tale da permettermi di pronunciarmi al riguardo. Quello [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/fusione-nucleare-speranza-o-illusione-2/">Fusione Nucleare: speranza o illusione?</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=11203" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-Nb-iSjy0SKRWLjckKaP.mp3?generation=1691155564139626&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=11203&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-Nb-iSjy0SKRWLjckKaP"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=11203"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><span style="font-weight: 400;">Non intendo addentrarmi in tematiche riguardanti la fisica, disciplina verso la quale nutro ammirazione ed apprezzamento per le conquiste che, tramite quegli studi, la civiltà ha compiuto e ci ha portato ad essere quelli che siamo e di cui disponiamo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non ho però quella profondità di conoscenze, tale da permettermi di pronunciarmi al riguardo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quello che posso dire è che sicuramente la fusione di due nuclei può dare adito ad una energia più pulita, ma ignoro se, per giungere a simili risultati, poi occorrerà provvedere ad un dispendio di risorse in più o ad uno smaltimento di scorie.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Posso dire quello che può suscitare in noi abruzzesi e, in particolare, nei teramani e negli aquilani, che abbiamo ben presente a cosa possa portarci, come effetti negativi, particolari tipi di esperimenti compiuti all’interno dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutti noi sappiamo che sotto il traforo del Gran Sasso scorre la giacenza idrica di questa montagna che è ricca di ben sette falde acquifere.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ancora oggi non conosciamo come sono distinte fra loro le acque di scarico dell’INFN, le acque che devono essere canalizzate ed in perfetta potabilizzazione che vanno a riempire le condutture della Ruzzo Reti, le acque del sistema autostradale con particolare riguardo a quelle che trasudano all’interno delle gallerie.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’INFN è particolarmente impegnato nell’azione della ricerca riferita al neutrino, apparso in occasione del suo percorso, della distanza di 730 Km. effettuati sottoterra, pari alla distanza tra il CERN di Ginevra ed i laboratori del Gran Sasso.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quello che a noi cittadini abruzzesi interessa, è che le ricerche dell’INFN non determinino la contaminazione delle acque, il cui fabbisogno riguarda settecentomila abitanti di questa regione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non vorremmo che l’Abruzzo, regione montuosa con un limitato numero di abitanti, paghi lo scotto per ricerche compiute all’insaputa di chi risiede in questo territorio, i cui effetti potrebbero essere anche vantaggiosi per la collettività nazionale, europea o planetaria, ma che potrebbero arrecare nocumento ad una ricchezza dal valore inestimabile che è l’acqua del Gran Sasso.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">So bene di aver eluso la domanda rispetto alla questione se la fusione nucleare sia una speranza o vada nella direzione di una possibilità illusoria, ma ho il fondato dubbio che non si tenga nella dovuta attenzione chi poi è maggiormente esposto a rischi, cioè i residenti, che sarebbero i destinatari di queste possibili conseguenze nocive.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ernesto Albanello</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11204" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-fusione-nucleare-c-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-fusione-nucleare-c-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-fusione-nucleare-c-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-fusione-nucleare-c-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-fusione-nucleare-c-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-fusione-nucleare-c-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-fusione-nucleare-c-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-fusione-nucleare-c.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/fusione-nucleare-speranza-o-illusione-2/">Fusione Nucleare: speranza o illusione?</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La piacevole scoperta del dialogo senza interferenze</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/la-piacevole-scoperta-del-dialogo-senza-interferenze/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-piacevole-scoperta-del-dialogo-senza-interferenze</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Aug 2023 15:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Letture sotto l'ombrellone 2023]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Zaccagnini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=11200</guid>

					<description><![CDATA[<p>“Non mi preoccupo più di essere un brillante conversatore. Cerco semplicemente di essere un buon ascoltatore. Ho osservato che la gente che lo è viene solitamente accolta bene ovunque vada.”  Frank Bettger  Mi hanno sempre detto che parlare è necessario, che c’è bisogno di instaurare un dialogo quando si condivide un ambiente con qualcuno, anche se [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/la-piacevole-scoperta-del-dialogo-senza-interferenze/">La piacevole scoperta del dialogo senza interferenze</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=11200" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-Nb-iN-nckupHKSJJhUI.mp3?generation=1691155547434588&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=11200&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-Nb-iN-nckupHKSJJhUI"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=11200"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><span style="font-weight: 400;">“</span><i><span style="font-weight: 400;">Non mi preoccupo più di essere un brillante conversatore. Cerco semplicemente di essere un buon ascoltatore. Ho osservato che la gente che lo è viene solitamente accolta bene ovunque vada.” </span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Frank Bettger </span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mi hanno sempre detto che parlare è necessario, che c’è bisogno di instaurare un dialogo quando si condivide un ambiente con qualcuno, anche se non ne hai voglia.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Perciò da ragazza, anche se la timidezza rendeva la mia vita assai complicata, ricordo che mi impegnavo ad ascoltare senza proferir parola e restavo, pur non condividendo i concetti altrui.  Ero convinta, e lo sono ancora, che riempire spazi con ragionamenti inutili, privi di reale significato, potesse servire ad intrattenere ma non avrebbe determinato la qualità di un discorso. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Conversare è delizioso se nasce da uno scambio reciproco di opinioni, se il discorso è costruttivo e interessante ma soprattutto se alla base si pone l’ascolto dell’altro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La mancanza di attenzione ha oggi l’aggravante dei messaggi di testo scritti in pochi secondi e inviati, l’essere smart condensa frasi in emoticon, forme di espressione che descrivono bene la collocazione esatta del tempo che viviamo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un’arma a doppio taglio per gli introversi che, se da una parte utilizzano il mezzo come supporto e facilitatore per le relazioni sociali, dall’altra non ne verranno mai fuori perché proprio quel veicolo isola, pone le distanze, chiude. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Senza contare il fatto che quando ci si trova in compagnia, lo smartphone divide, la parola è bloccata, perciò la difficoltà a socializzare per chi è schivo, aumenta. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Stare ad ascoltare l’altro è diventato difficile, ma anche comunicare con chi non è disposto a dedicare attenzione, chi pensa di sapere già tutto o peggio chi, con la presunzione di insegnare, origina dialoghi scadenti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se si provasse a mettere in discussione le convinzioni personali, forse si aprirebbe la porta a nuove possibilità. Culture diverse, realtà differenti e diversificati punti di vista arricchiscono modi di vivere e intendere i rapporti interpersonali. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In “Non c’è campo” film del 2017 di Federico Moccia, si evidenzia proprio la difficoltà del conversare in assenza di connessione. Racconta di un gruppo di studenti che, durante un viaggio di istruzione, approda in una piccola località del Salento scoprendo che non è possibile utilizzare il telefono perché “</span><i><span style="font-weight: 400;">non c’è campo</span></i><span style="font-weight: 400;">”, la cosa creerà tutta una serie di problematiche legate all’assenza di collegamento. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La pellicola rimarca la complicazione che sorge quando i ragazzi, costretti al colloquio, non sanno come affrontarlo. La disagiata condizione si conclude poi, dopo la travagliata esperienza, con la consapevolezza che stare insieme solo per il piacere di guardarsi davvero negli occhi e nel cuore, diventa un momento di grande arricchimento interiore. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’impossibilità di ricevere e inoltrare spiana la strada dell’apertura verso gli altri, delle confessioni, di nuove confidenze e relazioni. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ecco che il disagio diventa occasione, abbatte barriere e crea alternative, presupposti per costruire nuovi rapporti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Accogliere, ascoltare, demolire convinzioni e guardare oltre, possono essere buoni propositi per una nuova e civile convivenza, che sia inclusiva e non si limiti a una sufficiente, estemporanea attenzione, ma a una apertura duratura e profonda. Un cambio di binario in controtendenza che potrebbe apparire azzardato, funge da vivo esempio per cominciare a distogliere lo sguardo da cose futili a favore di quelle semplici come il piacere di trovarsi in una piazza con amici, fino a tarda notte a chiacchierare, lasciando a casa la tecnologia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dovremmo imparare dai bambini che insegnano l’arte di discorrere senza filtri e interferenze esterne, con la purezza della loro età, puliti e non schiavi di preconcetti, loro sì che sanno cosa significa essere veri.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Far nascere sorrisi, abbracci e guardare ogni volto senza veli, essendo quel che si è, nudi e nuovi.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“</span><i><span style="font-weight: 400;">Al Niente preferisco l&#8217;Inferno, se non altro per la conversazione.”</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Luciano De Crescenzo</span></i></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Maria Zaccagnini </span></i></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11201" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-la-piacevole-scoperta-del-dialogo-c-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-la-piacevole-scoperta-del-dialogo-c-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-la-piacevole-scoperta-del-dialogo-c-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-la-piacevole-scoperta-del-dialogo-c-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-la-piacevole-scoperta-del-dialogo-c-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-la-piacevole-scoperta-del-dialogo-c-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-la-piacevole-scoperta-del-dialogo-c-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-la-piacevole-scoperta-del-dialogo-c.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/la-piacevole-scoperta-del-dialogo-senza-interferenze/">La piacevole scoperta del dialogo senza interferenze</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dai palazzi istituzionali alla strada.</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/dai-palazzi-istituzionali-alla-strada-2/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=dai-palazzi-istituzionali-alla-strada-2</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Aug 2023 15:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Associazioni e dissociazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Letture sotto l'ombrellone 2023]]></category>
		<category><![CDATA[Silvia Francese]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=11191</guid>

					<description><![CDATA[<p>Storia di un giornalista che ha scelto la povertà per essere felice. Riccardo Rossi, 54 anni, giornalista, ambientalista, cattolico e ora missionario laico. Da anni, povero tra i poveri, vive nella Missione “Speranza e Carità” di Palermo creata da Fratel Biagio (Biagio Conte), il missionario laico che tanto ha fatto per “gli ultimi” del capoluogo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/dai-palazzi-istituzionali-alla-strada-2/">Dai palazzi istituzionali alla strada.</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=11191" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-Nb-iLUDiABwLEbOQAii.mp3?generation=1691155535969387&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=11191&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-Nb-iLUDiABwLEbOQAii"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=11191"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><b>Storia di un giornalista che ha scelto la povertà per essere felice.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Riccardo Rossi, 54 anni, giornalista, ambientalista, cattolico e ora missionario laico. </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Da anni, povero tra i poveri, vive nella </span><b>Missione “Speranza e Carità” di Palermo</b><span style="font-weight: 400;"> creata da </span><b>Fratel Biagio </b><span style="font-weight: 400;">(Biagio Conte), il missionario laico che tanto ha fatto per “gli ultimi” del capoluogo siciliano, &#8211; creando centri di accoglienza che ogni giorno aiutano circa 1.100 persone totalmente indigenti e circa 150 famiglie in grave difficoltà economica – e che, sposando in pieno gli insegnamenti del Vangelo e del Santo di Assisi, oggi viene considerato un “</span><b>nuovo” San Francesco</b><span style="font-weight: 400;">. Purtroppo Fratel Biagio è morto da poco, stroncato a 59 anni da un brutto male che non gli ha lasciato scampo, ma l’eredità che lascia, soprattutto quella morale e spirituale, è un dono immenso che lascerà il segno per sempre. E c’è già chi, a poche ore dalla sua morte, ne chiede la beatificazione. </span></p>
<p><b></b><b>Il passato tra dolore e impegno politico.</b></p>
<p><b>Riccardo, </b><span style="font-weight: 400;">che di Fratel Biagio è stato amico, confratello, braccio su cui poggiarsi per poter andare avanti, sguardo buono e volto sereno, sorride spesso mentre parla della sua </span><b>vita non senza difficoltà</b><span style="font-weight: 400;"> e del dolore che spesso l’ha messo a dura prova.</span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">&lt;&lt;Ho avuto una </span><b>famiglia difficile</b><span style="font-weight: 400;"> che si è sfasciata quando ero piccolo, un padre violento, un fratello tossicodipendente. Ho sofferto molto, e per lungo tempo queste cicatrici mi hanno dato il tormento. La depressione mi ha dato il tormento. Ho cercato in un primo momento di trovare verità e giustizia attraverso il </span><b>giornalismo e l’impegno politico</b><span style="font-weight: 400;">, ma nonostante amassi tutto ciò, ho capito che quel mondo non mi rappresentava&gt;&gt;. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Esponente dei Verdi, e </span><b>addetto stampa nel ’90 di Alfonso Pecoraro Scanio che divenne Ministro dell’Agricoltura e dell’Ambiente</b><span style="font-weight: 400;">, decide infatti di abbandonare la politica e di mettersi in viaggio alla ricerca di qualcosa che gli dia la pace interiore che tanto cerca. </span><b>Cambia vita e trova la fede</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><b>L’incontro con Fratel Biagio.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questo percorso spesso tormentato, </span><b>incontra Fratel Biagio</b><span style="font-weight: 400;"> e tutto sembra acquistare un nuovo senso. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&lt;&lt;In fila per parlare con lui anche solo due minuti come facevano tutti, restai a parlargli per due ore. Gli raccontai di me e dei miei trascorsi di giornalista e mi chiese di fondare e dirigere </span><b>“La Speranza”, un giornale che voleva raccontare storie positive e veicolare importanti gesti di solidarietà</b><span style="font-weight: 400;">. Accettai e lì al suo fianco anche il mio passato di giornalista acquistò un nuovo senso. Le notti per strada, i digiuni, le preghiere diventano il modo di fratel Biagio per scuotere le coscienze. Nel 2018 decido di vivere quell’esperienza insieme a lui come confratello e come giornalista: dormivo per strada e allo stesso tempo facevo il suo portavoce, dialogando con il Capo dello Stato e con tanti altri rappresentanti delle istituzioni. </span><b>Ero tornato a fare il giornalista per il motivo per cui avevo iniziato questo mestiere: per scuotere le coscienze.</b><span style="font-weight: 400;"> Vivevo per strada al gelo, affamato, tra mille difficoltà ed ero finalmente felice&gt;&gt;.</span></p>
<p><b>Fare voto di povertà, vivendo di carità e preghiera. Pazzi, santi o eroi? </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&lt;&lt;</span><b>Siamo considerati tutte e tre le cose</b><span style="font-weight: 400;"> a seconda dei momenti. Molte delegittimazioni avvengono perché il bene costa fatica: significa investire in amore ed essere consapevoli che non si sarà necessariamente ricambiati. Ma se uno abbraccia le proprie croci – e io lo faccio attraverso la fede – queste diventano molto più lievi. Sono consapevole che scelte come la mia e quella dei miei confratelli siano divisive, ma l’unica cosa che ci è sempre importato è il bene degli altri che poi in fondo coincide anche con il nostro perché questo è ciò che ci fa stare veramente bene&gt;&gt;.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nella Missione Riccardo poi trova anche l’amore. Lì </span><b>nel 2013 conosce Barbara</b><span style="font-weight: 400;">, una volontaria che dà una mano ai più poveri attraverso provviste e viveri, </span><b>e a cui chiede nel 2016 di sposare lui e il suo voto di povertà. Una scelta, quella di Barbara, né facile né scontata.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&lt;&lt;Il primo cambiamento che “ti obbliga” a fare la fede è quello di cambiare te stesso. Come diceva Ghandi “</span><b>Sii il cambiamento che vuoi che avvenga nel mondo</b><span style="font-weight: 400;">”. </span><b>Ma questo non è né facile né privo di ostacoli.</b><span style="font-weight: 400;"> Spesso è un percorso tormentato, doloroso. Ma non bisogna aver paura del dolore. Per istinto cerchiamo sempre di interromperlo, ma è solo ascoltandolo che possiamo crescere ed evolverci come esseri umani. La nostra scelta non è stata sicuramente facile, ma neanche nessun matrimonio in fondo lo è veramente. Ci vuole pazienza e verità. Abbiamo i nostri difetti e le nostre bellezze e dobbiamo sempre metterci in gioco per migliorarli&gt;&gt;</span></p>
<p><b>Rinunciare a tutto per un ideale. Da bambino volevi salvare il mondo. Senti di aver raggiunto questo obiettivo?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&lt;&lt;Non ho rinunciato a nulla di veramente importante. Ogni giorno sono la spalla dei più poveri, degli ultimi, aiuto chi ha veramente bisogno e questo dà il senso ad ogni cosa&gt;&gt;.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Silvia Francese</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11192" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/dai-palazzi-ist-alla-strada-a_d-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/dai-palazzi-ist-alla-strada-a_d-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/dai-palazzi-ist-alla-strada-a_d-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/dai-palazzi-ist-alla-strada-a_d-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/dai-palazzi-ist-alla-strada-a_d-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/dai-palazzi-ist-alla-strada-a_d-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/dai-palazzi-ist-alla-strada-a_d-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/dai-palazzi-ist-alla-strada-a_d-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11193" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/dai-palazzi-ist-alla-strada-a_d-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/dai-palazzi-ist-alla-strada-a_d-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/dai-palazzi-ist-alla-strada-a_d-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/dai-palazzi-ist-alla-strada-a_d-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/dai-palazzi-ist-alla-strada-a_d-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/dai-palazzi-ist-alla-strada-a_d-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/dai-palazzi-ist-alla-strada-a_d-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/dai-palazzi-ist-alla-strada-a_d-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11194" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/dai-palazzi-ist-alla-strada-a_d-3-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/dai-palazzi-ist-alla-strada-a_d-3-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/dai-palazzi-ist-alla-strada-a_d-3-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/dai-palazzi-ist-alla-strada-a_d-3-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/dai-palazzi-ist-alla-strada-a_d-3-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/dai-palazzi-ist-alla-strada-a_d-3-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/dai-palazzi-ist-alla-strada-a_d-3-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/dai-palazzi-ist-alla-strada-a_d-3.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11195" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/dai-palazzi-ist-alla-strada-a_d-4-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/dai-palazzi-ist-alla-strada-a_d-4-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/dai-palazzi-ist-alla-strada-a_d-4-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/dai-palazzi-ist-alla-strada-a_d-4-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/dai-palazzi-ist-alla-strada-a_d-4-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/dai-palazzi-ist-alla-strada-a_d-4-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/dai-palazzi-ist-alla-strada-a_d-4-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/dai-palazzi-ist-alla-strada-a_d-4.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/dai-palazzi-istituzionali-alla-strada-2/">Dai palazzi istituzionali alla strada.</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Elogio del merito, attitudine alla verità</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/elogio-del-merito-attitudine-alla-verita-2/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=elogio-del-merito-attitudine-alla-verita-2</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Aug 2023 15:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Letture sotto l'ombrellone 2023]]></category>
		<category><![CDATA[Virginia Chiavaroli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=11206</guid>

					<description><![CDATA[<p>La meritocrazia secondo l’epoca classica Sì, in questa vita ognuno arriva con un fine da perseguire, è una ricerca costante, ed è probabile che non si riesca neanche a comprenderne fino in fondo il significato, né ad individuare lo scopo stesso. All’uomo la capacità di conoscere la sua propensione, ascoltarla attentamente, e una volta compresa, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/elogio-del-merito-attitudine-alla-verita-2/">Elogio del merito, attitudine alla verità</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=11206" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-Nb-iJhWATjlq4vnp37T.mp3?generation=1691155525442372&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=11206&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-Nb-iJhWATjlq4vnp37T"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=11206"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><b><i>La meritocrazia secondo l’epoca classica</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sì, in questa vita ognuno arriva con un fine da perseguire, è una ricerca costante, ed è probabile che non si riesca neanche a comprenderne fino in fondo il significato, né ad individuare lo scopo stesso. All’uomo la capacità di conoscere la sua propensione, ascoltarla attentamente, e una volta compresa, seguirla in modo incondizionato. Non si tratta di cieca ambizione, ma di attitudine alla verità. Straordinaria la soddisfazione derivante dalle azioni compiute secondo la propria inclinazione, nessuno sforzo nel compierle, facile come respirare, puro appagamento. È giustizia che si sublima in una tacita sensazione, corpo e mente che viaggiano all’unisono. La certezza di essere, meritatamente, in un luogo e in un tempo dilatati, non c’è un presente, non un prima e un dopo, solo continuità d’intenti. Un pizzico di incertezza, necessaria allo sviluppo personale, per poi rientrare in una dimensione famigliare, forme, colori, sapori e odori sono nitidi, nulla che non si possa conoscere, nessun ostacolo invalicabile. Un privilegio svolgere il compito per cui si è nati. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con abile artificio retorico e ricorrendo al mito dei metalli, Platone, attraverso le parole di Socrate, tenta di legittimare il principio della meritocrazia. In uno stato ideale, ad ogni uomo corrisponde un ruolo, che da principio è assegnato dal dio creatore, ma che nella discendenza, non può e non deve in alcun modo essere fisso, cristallizzato. Secondo quanto esposto da Socrate, il mentore deve saper comprendere le inclinazioni dell’allievo e indirizzarlo verso il compito più conveniente, per la collettività e per lo stato.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Voi cittadini siete tutti fratelli, diremo loro continuando il racconto, ma la divinità, plasmandovi, al momento della nascita ha infuso dell&#8217;oro in quanti di voi sono atti a governare, e perciò essi hanno il pregio più alto; negli ausiliari ha infuso dell&#8217;argento, nei contadini e negli altri artigiani del ferro e del bronzo. Dal momento che siete tutti d&#8217;una stessa stirpe, di solito potete generare figli simili a voi, ma in certi casi dall&#8217;oro può nascere una prole d&#8217;argento e dall&#8217;argento una discendenza d&#8217;oro, e così via da un metallo all&#8217;altro. Ai governanti quindi la divinità impone, come primo e più importante precetto, di non custodire e non sorvegliare nessuno così attentamente come i propri figli, per scoprire quale metallo sia stato mescolato alle loro anime; e se il loro rampollo nasce misto di bronzo o di ferro, dovranno respingerlo senza alcuna pietà tra gli artigiani o i contadini, assegnandogli il rango che compete alla sua natura. Se invece da costoro nascerà un figlio con una vena d&#8217;oro o d&#8217;argento, dovranno ricompensarlo sollevandolo al rango di guardiano o di aiutante, perché secondo un oracolo la città andrà in rovina quando la custodirà un guardiano di ferro o di bronzo”. </span></i><span style="font-weight: 400;">Repubblica, Platone, terzo libro.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Virginia Chiavaroli</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11207" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/elogio-del-merito-c-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/elogio-del-merito-c-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/elogio-del-merito-c-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/elogio-del-merito-c-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/elogio-del-merito-c-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/elogio-del-merito-c-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/elogio-del-merito-c-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/elogio-del-merito-c-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11208" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/elogio-del-merito-c-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/elogio-del-merito-c-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/elogio-del-merito-c-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/elogio-del-merito-c-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/elogio-del-merito-c-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/elogio-del-merito-c-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/elogio-del-merito-c-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/elogio-del-merito-c-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11209" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/elogio-del-merito-c-3-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/elogio-del-merito-c-3-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/elogio-del-merito-c-3-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/elogio-del-merito-c-3-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/elogio-del-merito-c-3-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/elogio-del-merito-c-3-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/elogio-del-merito-c-3-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/elogio-del-merito-c-3.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/elogio-del-merito-attitudine-alla-verita-2/">Elogio del merito, attitudine alla verità</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Elogio della paura</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/elogio-della-paura-2/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=elogio-della-paura-2</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Aug 2023 15:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Oliva]]></category>
		<category><![CDATA[Letture sotto l'ombrellone 2023]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=11211</guid>

					<description><![CDATA[<p>Era Erich Kastner a sostenere che “chi non ha paura è privo di fantasia.” È assai facile, ed abbiamo quintali di pagine che elogiano il coraggio degli eroi in letteratura, i principi delle fiabe, a cui aggiungere una lista pressoché infinita di film e serie tv in cui campeggiano protagonisti dal coraggio cristallino e indiscutibile, come dall’estrazione più [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/elogio-della-paura-2/">Elogio della paura</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=11211" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-Nb-iE74gRduBRK2o3pp.mp3?generation=1691155502946827&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=11211&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-Nb-iE74gRduBRK2o3pp"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=11211"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><span style="font-weight: 400;">Era Erich Kastner a sostenere che “</span><b><i>chi non ha </i></b><a href="https://www.frasicelebri.it/argomento/paura/"><b><i>paura</i></b></a><b><i> è privo di </i></b><a href="https://www.frasicelebri.it/argomento/creativit%C3%A0/"><b><i>fantasia</i></b></a><i><span style="font-weight: 400;">.</span></i><span style="font-weight: 400;">” È assai facile, ed abbiamo quintali di pagine che elogiano il </span><b>coraggio degli eroi</b><span style="font-weight: 400;"> in letteratura, i principi delle fiabe, a cui aggiungere una lista pressoché infinita di film e serie tv in cui campeggiano protagonisti dal coraggio cristallino e indiscutibile, come dall’estrazione più varia: quelli veri, reali, esistenti nella vita di tutti i giorni; fino ai </span><b>supereroi</b><span style="font-weight: 400;"> (scegliete voi se preferite Marvel, o il personaggio di tendenza del momento, o volete tornare dritti all’</span><b><i>oltre l’umano</i></b><span style="font-weight: 400;"> di Nietzsche). Senza voler togliere alcun merito agli eroi di tutti i giorni voglio parlare di </span><b>paura</b><span style="font-weight: 400;">: naturalmente prima corre l’obbligo morale di ringraziare pompieri, militari di ogni ordine e grado, medici, e tante altre categorie che si comportano da eroi senza farlo pesare. A volte sono eroi anche coloro che raccontano la </span><b>verità</b><span style="font-weight: 400;"> in circostanze in cui il potere, qualunque esso sia, vorrebbe chiudere loro la bocca.  Gli eroi sono bellissimi, il coraggio è bellissimo. Ma c’è un punto nelle loro azioni in cui hanno avuto paura, anzi in cui spesso si sono concessi </span><b>il lusso del coraggio di avere paura</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Perché la paura fa tanta paura? Perché è un&#8217;</span><b><i>emozione primaria</i></b><span style="font-weight: 400;"> del genere umano, ma che ci accomuna anche agli animali. Pensate a quante volte avete visto reagire ad esempio il vostro animale domestico ad una situazione in cui si è sentito in pericolo. O come avete reagito voi. Guardando per una definizione nel noto</span><i><span style="font-weight: 400;"> Dizionario di psicologia</span></i><span style="font-weight: 400;"> di Umberto Galimberti viene classificata con il complemento di specificazione “</span><b><i>di difesa</i></b><span style="font-weight: 400;">” perché “</span><i><span style="font-weight: 400;">provocata da una situazione di pericolo che può essere </span></i><b><i>reale</i></b><i><span style="font-weight: 400;">, anticipata dalla </span></i><b><i>previsione</i></b><i><span style="font-weight: 400;">, evocata dal </span></i><b><i>ricordo</i></b><i><span style="font-weight: 400;"> o prodotta dalla </span></i><b><i>fantasia</i></b><span style="font-weight: 400;">”. Tecnicamente si può avere paura di tutto, e questo con ogni probabilità è il sentimento che scatena la follia. Quindi ci sono varie forme o meglio vari </span><b>gradi della paura</b><span style="font-weight: 400;"> che dipendono essenzialmente dalla sua origine: </span><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Paura#Timore"><span style="font-weight: 400;">primo viene il </span><b>Timore</b></a><span style="font-weight: 400;">; salendo si parla di </span><b>Ansia</b><span style="font-weight: 400;">. Poi sopraggiunge la </span><b>Paura</b><span style="font-weight: 400;"> vera e propria, quando certe emozioni divengono stabili. E fino a qui siamo nell’alveo del gestibile e spesso ci dimentichiamo anche salutare, perché ci spinge a prestare attenzione per preservare noi stessi e questo ha ripercussioni positive anche, a volte, sulle vite degli altri. Invece quando si parla di </span><b>Fobia</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>Panico</b><span style="font-weight: 400;"> le cose si complicano. Pensate a tutte le limitazioni e le problematiche che si trova ad affrontare chi ne soffre. Superarli prevede percorsi di terapia anche molto lunghi o episodi particolari di vita vissuta. Gli ultimi due stadi sono il </span><b>Terrore</b><span style="font-weight: 400;"> e l’</span><b>Orrore</b><span style="font-weight: 400;">. Emozioni fortissime che possono destabilizzare chiunque e che sono davvero difficili da affrontare senza subire ripercussioni psicologiche di rilievo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma la paura è anche un </span><b>fenomeno fisiologico</b><span style="font-weight: 400;">: nel senso che quando la proviamo è accompagnata e segnalata da una </span><b>reazione organica</b><span style="font-weight: 400;">, originata dal sistema nervoso. Perché? Ci prepara alle </span><b>situazioni di emergenza</b><span style="font-weight: 400;">. Pensate a quando scattano in noi reazioni tipo la </span><b>fuga</b><span style="font-weight: 400;">, o assai più estreme come la </span><b>violenza</b><span style="font-weight: 400;"> e la </span><b>lotta</b><span style="font-weight: 400;">. Quante volte la paura della velocità eccessiva ci ha salvati in strada? Le precauzioni ci hanno evitato pericoli? Tante e a volte neppure ce ne rendiamo conto di quanto a volte un pizzico di paura ci abbia salvato la vita o abbia evitato conseguenze terribili anche per gli altri. La paura può essere anche una forma di intelligenza e come tale sta a noi disciplinarla ed evitare che ci sovrasti, come ogni emozione umana.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Angela Oliva</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11212" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-elogio-della-paura-editoriale-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-elogio-della-paura-editoriale-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-elogio-della-paura-editoriale-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-elogio-della-paura-editoriale-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-elogio-della-paura-editoriale-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-elogio-della-paura-editoriale-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-elogio-della-paura-editoriale-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-elogio-della-paura-editoriale.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/elogio-della-paura-2/">Elogio della paura</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>GPT-4 istruzioni per l’uso</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/gpt-4-istruzioni-per-luso-2/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=gpt-4-istruzioni-per-luso-2</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Aug 2023 15:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Guerrieri]]></category>
		<category><![CDATA[Letture sotto l'ombrellone 2023]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=11197</guid>

					<description><![CDATA[<p>“È una questione di formalità, non studio, non lavoro, non guardo la tv, non vado al cinema, non faccio sport. È una questione di qualità, io sto bene, io sto male, una formalità”, cantava qualche tempo fa il grande Lindo Ferretti, ritenendo di poter decidere come stare, cosa pensare e soprattutto cosa fare. Credo che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/gpt-4-istruzioni-per-luso-2/">GPT-4 istruzioni per l’uso</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=11197" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-Nb-iCMgxKImyM6qdlEj.mp3?generation=1691155505831074&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=11197&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-Nb-iCMgxKImyM6qdlEj"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=11197"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><span style="font-weight: 400;">“È una questione di formalità, non studio, non lavoro, non guardo la tv, non vado al cinema, non faccio sport. È una questione di qualità, io sto bene, io sto male, una formalità”, cantava qualche tempo fa il grande Lindo Ferretti, ritenendo di poter decidere come stare, cosa pensare e soprattutto cosa fare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Credo che da oggi il limite intelligenza umana/consapevolezza umana/intelligenza artificiale sia quasi completamente scomparso. Con l’avvento di Gpt-4 saremo obbligati a smettere di ragionare, di scegliere, di progettare e quindi in qualche modo anche di pensare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La versione 4, molto più potente dell’attuale Gpt-3, è in grado di usare un repertorio di informazioni molto più ampio; è molto più precisa, è in grado di analizzare immagini e rispondere a domande collegate. Basta mostrargli una foto del tuo frigorifero e in pochi istanti avrai la ricetta giusta per preparare la tua cena!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Allora, guardandoci in uno specchio, ci diciamo convinti che a noi rimane una delle doti più difficili da implementare per un sistema di AI, la nostra creatività, la capacità di poter scegliere liberamente, pur ammettendo che Gpt-4 ha raggiunto un livello di “creatività” inimmaginabile, dovuto all’enorme quantità di dati elaborati nell’unita di tempo, tanto da sembrare più creativo e pensante di noi. Ma non possiamo negare che tutto ciò contribuisce ad aumentare la consapevolezza del potenziale d’errore della nostra mente umana e il disagio che ce ne deriva.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per il momento la nuova versione è disponibile solo a pagamento (Gpt 3.5) o per pochi eletti, che hanno avuto l’onore di provarla,</span> <span style="font-weight: 400;">ma pare che per fine marzo sarà resa disponibile gratuitamente.</span></p>
<p><b><i>Ecco alcune funzioni:</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; funzionalità multimodale: accetta immagini e testo come input per generare testi e codici;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; capacità di “ragionamento” più elevato, rispetto a ChatGPT;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; contesto di 25.000 parole: È possibile inserire interi documenti in un singolo prompt (8 volte di più </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">   rispetto a ChatGPT);</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; più creativo e collaborativo: generare, modificare e interagire con gli utenti su compiti di scrittura;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; personalizzabile: è possibile stabilire lo stile di scrittura della propria AI, ad esempio: &#8220;sei un tutor  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">  che risponde sempre in stile socratico&#8221;;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; protocolli di sicurezza migliorati: riduzione dell&#8217;82% delle risposte ai contenuti non ammessi,  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">  rispetto a GPT-3.5.</span></p>
<p><b><i>Facciamo alcuni esempi:</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Trasforma uno schizzo fatto su carta in un&#8217;applicazione o in un sito web completamente funzionante.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Costruisce un videogioco funzionante in pochi minuti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È in grado di superare l&#8217;esame di abilitazione alla professione forense con un punteggio del 10%.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un imprenditore, all’inizio e per gioco, ha messo a disposizione 100$ da investire ed ha chiesto a Gpt-4 come investirli nel modo migliore: si è ritrovato un sito web che ha fatturato subito ben 25.000$.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ad oggi l’unica cosa che potrebbe consolarci è che GPt-4 è uno strumento potente, ma solo se sapremo usarlo in modo efficace e forse questa è per adesso l’unica cosa che lo rende meno umano e più accettabile: uno strumento al servizio dell’uomo e non il contrario.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un’ultima considerazione, da non sottovalutare, è che Gpt-4 viene eseguito in cloud e non sui nostri computer, quindi i suoi limiti potranno essere facilmente superati anche solo aumentando le prestazioni fisiche dei server che lo ospitano. Uno scenario apocalittico, dove la macchina genererà se stessa non è poi così lontano…</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Francesco Guerrieri </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Innovation Manager &#8211; Direttore Agenzia Formativa – DPO | omniasoft.it</span></p>
<p style="text-align: right;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11198 alignleft" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-gpt-4-istruzioni-uso-ci-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-gpt-4-istruzioni-uso-ci-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-gpt-4-istruzioni-uso-ci-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-gpt-4-istruzioni-uso-ci-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-gpt-4-istruzioni-uso-ci-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-gpt-4-istruzioni-uso-ci-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-gpt-4-istruzioni-uso-ci-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-gpt-4-istruzioni-uso-ci.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/gpt-4-istruzioni-per-luso-2/">GPT-4 istruzioni per l’uso</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Da passione a scienza: l’archeologia come mestiere e la sua storia sconosciuta.</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/da-passione-a-scienza-larcheologia-come-mestiere-e-la-sua-storia-sconosciuta-2/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=da-passione-a-scienza-larcheologia-come-mestiere-e-la-sua-storia-sconosciuta-2</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Aug 2023 15:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Di Giovanni]]></category>
		<category><![CDATA[Letture sotto l'ombrellone 2023]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=11161</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’archeologia nasce nel 1800 con la passione di giovani ricchi vogliosi di conoscere e di esplorare il mondo antico. Muniti di forze economiche per effettuare grandi viaggi e grandi lavori di scavo iniziò così la grande “mania” per lo studio del passato. Luoghi esotici attirarono l’attenzione dei giovani rampolli, ma anche località meno lontane ma [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/da-passione-a-scienza-larcheologia-come-mestiere-e-la-sua-storia-sconosciuta-2/">Da passione a scienza: l’archeologia come mestiere e la sua storia sconosciuta.</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=11161" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NavYqfTi80r10gZCYC6.mp3?generation=1691068901617889&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=11161&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NavYqfTi80r10gZCYC6"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=11161"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><span style="font-weight: 400;">L’archeologia nasce nel 1800 con la passione di giovani ricchi vogliosi di conoscere e di esplorare il mondo antico. Muniti di forze economiche per effettuare grandi viaggi e grandi lavori di scavo iniziò così la grande “mania” per lo studio del passato. Luoghi esotici attirarono l’attenzione dei giovani rampolli, ma anche località meno lontane ma altrettanto interessanti come Agrigento o Pompei.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’archeologia era un passatempo costoso e impegnativo, nonostante ciò, la passione portò allo studio non solo del passato ma anche delle metodologie di indagine. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fu così che nacquero le scienze archeologiche e mano mano, tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900 vi furono personalità annoverabili tra i primi professionisti della materia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Continua così la storia di una professione giovane ed elitaria, attraversando due guerre mondiali e subendo interruzioni e riprese in ogni parte del mondo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fu proprio nel 1900 che vide la luce Ranuccio Bianchi Bandinelli, figlio di un avvocato e proprietario terriero, con una madre proveniente da una ricca famiglia tedesca Bandinelli cresce nell’agio e nella libertà di poter dedicare la sua vita ad un’attività che non era ancora identificata come un lavoro vero e proprio. Innovatore dell’archeologia italiana e della storia dell’arte si specializzò nello studio dell’archeologia etrusca, laureandosi con una tesi sulle città di Chiusi e studiando successivamente una metodologia di definizione dell’arte etrusca a confronto con quella greca e romana.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La sua vita non si limitò all’archeologia, fu anche un attivo politico, si sottopose al giuramento fascista nel 1938 e fu incaricato come giuda di Mussolini e Hitler in visita in Italia. Dai suoi diari si capisce come in realtà fosse in disaccordo con l’ideologia fascista arrivando a pensare di mettere su un attentato ai danni dei due capi di stato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel 1939 rifiuta l’incarico di direttore alla Scuola Archeologica Italiana ad Atene dalla quale era stato rimosso il direttore Alessandro della Seta perché ebreo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Superata la guerra le scienze archeologiche divennero sempre più chiare, precise e definite, mutuando saperi da ambiti di studio diversissimi, dalla chimica alla geologia, dalla filologia alla medicina. Arrivati agli anni 70 del secolo scorso la paura della rivoluzione legata alle Brigate Rosse portò Andreotti ad istituire la criticatissima legge 285. Questa vide l’assunzione di tantissimi giovani italiani nelle file ministeriali e non solo, la si può considerare come un’azione atta a sottrarle la gioventù italiana alla tentazione rivoluzionaria.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ciò permise a molte persone, anche non abbienti di iniziare una carriera nell’archeologia facendo progredire in maniera esponenziale le scoperte e la precisione della materia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il ministero tramite la Soprintendenze archeologiche e le varie cattedre universitarie si mossero per la tutela, lo studio e la valorizzazione dei beni archeologici.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo momento felice per la materia finì però con la riforma del 2013 che vide l’unificazione delle Soprintendenze.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È da questo momento che il mestiere subisce una perdita consistente facendo tornare piano piano l’archeologo ad un lavoratore appassionato e studioso dedito alla ricerca ad un ricco che può permettersi il lusso di inseguire un sogno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’ascensore è salito e ora sta nuovamente scendendo… chi sa quale sarà il nostro compito per cercare di invertirne la rotta.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Dott.ssa Andrea Di Giovanni</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11162" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-da-passione-a-scienza-c-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-da-passione-a-scienza-c-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-da-passione-a-scienza-c-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-da-passione-a-scienza-c-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-da-passione-a-scienza-c-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-da-passione-a-scienza-c-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-da-passione-a-scienza-c-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-da-passione-a-scienza-c.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/da-passione-a-scienza-larcheologia-come-mestiere-e-la-sua-storia-sconosciuta-2/">Da passione a scienza: l’archeologia come mestiere e la sua storia sconosciuta.</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Esistono ancora le persone miti?</title>
		<link>https://lacittamagazine.it/esistono-ancora-le-persone-miti-2/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=esistono-ancora-le-persone-miti-2</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Aug 2023 15:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Letture sotto l'ombrellone 2023]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Giorgi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lacittamagazine.it/?p=11175</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sì, le persone miti esistono e sono loro a salvare le speranze per un futuro solido economicamente e pacifico, perché fondato su diritti e giustizia, ma sono troppo silenziose e spesso non vengono considerate elemento prezioso! Perché?  Essere persone miti oggi significa esporsi al rischio di essere sfruttati! Anche se a parole si proclama l’importanza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/esistono-ancora-le-persone-miti-2/">Esistono ancora le persone miti?</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
		<div id="playht-audioplayer-element" data-play-article="https://lacittamagazine.it/?p=11175" data-play-audio="https://media.play.ht/full_-NavYsXBKM_otH_BjEdu.mp3?generation=1691068906213710&alt=media">
		</div>
	</div>
	<div id="playht-iframe-wrapper" style="max-height: 210px !important;">
	<iframe
	scrolling="no"
	class="playht-iframe-player"
	id="playht-iframe-player"
	height="90px"
	width="100%"
	frameborder="0"
	style="max-height: 90px; height: 90px !important;"
	src="https://play.ht/embed/?article_url=https://lacittamagazine.it/?p=11175&voice=it-IT-IsabellaNeural&appId=ghzpRDEbcx&trans_id=-NavYsXBKM_otH_BjEdu"
	data-voice="it-IT-IsabellaNeural"
	article-url="https://lacittamagazine.it/?p=11175"
	data-appId="ghzpRDEbcx"
	allowfullscreen="">
	</iframe>
</div>
<p><span style="font-weight: 400;">Sì, le persone miti esistono e sono loro a salvare le speranze per un futuro solido economicamente e pacifico, perché fondato su diritti e giustizia, ma sono troppo silenziose e spesso non vengono considerate elemento prezioso! Perché? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Essere persone miti oggi significa esporsi al rischio di essere sfruttati!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche se a parole si proclama l’importanza della tutela della dignità dei più deboli, nella realtà chi non si mostra determinato a tutto, pur di raggiungere l’obiettivo desiderato, si trova a muoversi in spazi ridotti, spinto dietro le quinte per lasciare il palcoscenico a chi s’impone, spesso con arroganza!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sembra che la schizofrenia della contraddizione tra le affermazioni di principio sul rispetto dovuto a tutti e i comportamenti attuali non sia colta, anzi sia giustificata anche dalla mancanza di reazione delle persone miti. Infatti, secondo i luoghi comuni di oggi, tutti dovrebbero farsi sentire e tuonare le proprie ragioni sempre: quindi, se non lo fanno, sembrano “meritare” il trattamento a dir poco scortese, che è loro riservato. Come a dire: “Se chi è trattato con sufficienza non pretende con fermezza un atteggiamento diverso e più educato nei suoi confronti, se non alza la voce per reclamare, quando sono negati i riconoscimenti che merita, vuol dire che va bene così!”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non sono d’accordo con questa mentalità che permette ingiustizie a volte così sottili, da passare inosservate! Pensate a cosa accade alle persone, quando entrano nel mondo della burocrazia, per risolvere problemi di vario genere: chi ha meno strumenti culturali o poca familiarità con la tecnologia imperante è praticamente in balia degli adempimenti previsti, che possono diventare per loro ostacoli insormontabili e rendere irrisolvibili problemi, che per altri sono facili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Queste situazioni provocano malessere nelle relazioni con gli altri, diventano terreno fertile per il pessimismo, e favoriscono la rabbia verso il sistema, così insensibile alla cura del fattore umano. Quindi, anche se formalmente i comportamenti sono impeccabilmente corretti, in realtà troppi abusi sono perpetrati a danno di chi si mostra gentile nelle richieste o non “sgomita” in modo disonesto, per avanzare più rapidamente di chi rispetta le regole!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Abbiamo messo in disparte in molti contesti, dalla scuola al mondo del lavoro, correttezza ed educazione, perché meravigliarsi delle conseguenze tristi che bloccano speranze e sogni di un mondo realmente in progresso? L’infelicità che lamentiamo, quando usciamo dalla nostra comfort zone nella vita privata, quando ascoltiamo racconti di ingiustizie subite o ci indigniamo leggendo i fatti di cronaca, è prodotta dall’aver dimenticato cosa procura il vero benessere!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il rimedio? Ritrovare la sapienza dell’agire, magari attingendo alle radici cristiane che, spesso sottovalutate nel mondo di oggi, hanno comunque permesso di creare la civiltà dalla barbarie della violenza antica, fondata sul potere delle armi e sul lavoro degli schiavi. Qualcuno obietterà che le guerre continuano e così le violenze, ma almeno oggi sono condannate dalle leggi dei Paesi democratici, sulla scia di un Maestro che duemila anni fa ha insegnato qualcosa di inaudito: «Beati i miti, perché avranno in eredità la terra» (Mt 5,5). </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E i prepotenti che hanno successo, per la violenza che esercitano? Avranno posto solo nei libri di storia, per il resto saranno dimenticati…</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Paola Giorgi</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11176" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-esistono-ancora-le-persone-miti-vrp-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-esistono-ancora-le-persone-miti-vrp-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-esistono-ancora-le-persone-miti-vrp-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-esistono-ancora-le-persone-miti-vrp-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-esistono-ancora-le-persone-miti-vrp-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-esistono-ancora-le-persone-miti-vrp-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-esistono-ancora-le-persone-miti-vrp-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/08/1-esistono-ancora-le-persone-miti-vrp.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/esistono-ancora-le-persone-miti-2/">Esistono ancora le persone miti?</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
