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	<title>Franco Tempesta Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
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		<title>Social Detox per nutrire l’anima</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jul 2022 15:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Associazioni e dissociazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Tempesta]]></category>
		<category><![CDATA[Saperi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tornando a casa su un treno colmo di studenti pendolari, guardandomi intorno, qualcosa richiama la mia attenzione. È un ragazzino di 13 o 14 anni, di cui però non riuscivo a capire cosa mi avesse colpito: era completamente decontestualizzato. Mi sono soffermato su di lui per diversi minuti ed ecco la scoperta. Tra le mani [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Tornando a casa su un treno colmo di studenti pendolari, guardandomi intorno, qualcosa richiama la mia attenzione. È un ragazzino di 13 o 14 anni, di cui però non riuscivo a capire cosa mi avesse colpito: era completamente decontestualizzato. Mi sono soffermato su di lui per diversi minuti ed ecco la scoperta. Tra le mani non aveva uno smartphone.&nbsp; Aveva un libro, ma non studiava, si dilettava, leggeva Virgilio, L&#8217; Eneide. Oggi è questa l&#8217;eccezione!&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dove sono i muretti della mia adolescenza dove trascorrevamo le ore del tardo pomeriggio, dopo i compiti in casa a discutere su tutto, allora ci si interrogava sulla guerra in Vietnam, si opinava sui Beatles, ognuno di noi si arricchiva dalle informazioni dell&#8217;altro o si entrava in contraddittorio quando i pareri erano discordanti, ma tutto finiva lì, per concludersi con un corroborante &#8221; Tu non capisci niente&#8221; e nella peggiore delle ipotesi, si chiudeva con un &#8221; mava&#8217;, va&#8217;! &nbsp; E i bar di provincia dove si discuteva animatamente delle prodezze di questo o quel calciatore o degli errori madornali del commissario tecnico, per poi crescendo criticare l’operato di quel governo o di quel partito, rimanendo ognuno con le sue convinzioni o acquisendo nuove informazioni che comunque diventavano elementi di valutazione mentre si rientrava a piedi a casa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutto sostituito dall&#8217;Agorà dei Social Network, dove non ci si confronta, non si discute. Si pontifica!&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La condanna di Umberto Eco è inesorabile: “Con i Social parola a legioni di imbecilli”. La conoscenza discende dallo studio, dall&#8217; aggiornamento, dalla lettura ma, ahimè, i dati ISTAT 2019 rivelano che nel nostro Paese si legge sempre meno, fermo restando una contenuta crescita del 3% negli acquisti di libri e di altri prodotti culturali, nel pieno del periodo pandemico, resta il fatto che solo il 40% di chi ha più di 6 anni ha letto un libro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Leggo su International Web Post &#8221; La maggior parte dei commentatori da bar, pardon, da social credono che Calamandrei (con buona pace di Piero Calamandrei) sia un piatto tipico sardo e fino a qualche tempo fa avrebbero ordinato al bar (giusto per rimanere in tema) lo spread con qualche oliva e salatini.”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dalla tuttologia alla nientelogia il passo è breve. Il vuoto non può contenere il tutto e gli pseudo scrittori o pseudo divulgatori non possono continuare a creare disinformazione e tanto meno accrescere dissenso e sviluppare settarismi sterili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Siamo arrivati al colmo del ridicolo quando nei mesi scorsi, in pieno sviluppo della crisi pandemica, anonimi “Sig. Nessuno” contraddicevano riconosciute eminenze grigie nell’ ambito della virologia.</span></p>
<p><b>Social e solitudine</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Da una ricerca condotta dall’Università della Pennsylvania e guidata dalla psicologa Melissa G. Hunt emerge che vi sarebbe un legame tra la quantità di tempo trascorso sui social network e l’aumento di fenomeni come ansia, depressione e solitudine.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ovvero, l’equazione è la seguente: ad una rilevante diminuzione dell’uso di queste piattaforme si ha una diminuzione importante di questi fenomeni. Uno dei soggetti coinvolti nello studio afferma infatti che “Non comparare più la mia vita a quella degli altri ha avuto un impatto più forte di quello che mi aspettavo e mi sono sentito molto meglio e più positivo riguardo a me stesso durante queste settimane. Ora sento che i social sono meno importanti e li valuto meno rispetto a prima.”</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Franco Tempesta</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5497" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-la-tuttologia-sui-social-copia-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-la-tuttologia-sui-social-copia-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-la-tuttologia-sui-social-copia-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-la-tuttologia-sui-social-copia-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-la-tuttologia-sui-social-copia-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-la-tuttologia-sui-social-copia-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-la-tuttologia-sui-social-copia-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/1-la-tuttologia-sui-social-copia.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>La globalizzazione, l&#8217;avvento della robotica e l’interconnessione: necessità ineluttabile o scelta strategica?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jun 2022 15:50:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fare business]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Tempesta]]></category>
		<category><![CDATA[Mondimood]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le Guerre Puniche innestano tra il II e il III sec. A.C. che vede vincitrice Roma nelle 3 guerre, dando inizio ad un mercato fino ad allora sconosciuto. Al massimo del suo splendore, l’Impero Romano si estende in tutta Europa, inclusa Svizzera, Ungheria, la Penisola Balcanica, Medio Oriente e Nord Africa, praticamente tutte le terre [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Le Guerre Puniche innestano tra il II e il III sec. A.C. che vede vincitrice Roma nelle 3 guerre, dando inizio ad un mercato fino ad allora sconosciuto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Al massimo del suo splendore, l’Impero Romano si estende in tutta Europa, inclusa Svizzera, Ungheria, la Penisola Balcanica, Medio Oriente e Nord Africa, praticamente tutte le terre fino ad allora sconosciute. È evidente che i commerci, da parte di Roma di prodotti alimentari, quali grano, ulivi, vino, ortaggi, nonché bovini e suini, imperversavano nei “nuovi mercati”. Quindi possiamo senz’alcun dubbio affermare, che il processo di globalizzazione ante litteram inizia, seppur timidamente Avanti Cristo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le vie del commercio romano attorno alla fine del II secolo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra il 1840   e il 1914, gli scambi commerciali si caratterizzano da una progressiva liberalizzazione del commercio mondiale, per subire nel periodo tra le due guerre una inversione di tendenza, che riprenderà la sua corsa alla fine della II Guerra Mondiale, con la nascita del Mercato Unico, e con la firma di Trattati e Protocolli, come i Trattati di Kyoto, i Protocolli di Rio e gli Accordi di Parigi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questa variegata situazione, in ogni Paese si va scontornando una specializzazione produttiva, con la quale, da quel momento in poi, si identificheranno. In Italia i settori meglio rappresentati sono il fashion, in tutte le sue sfaccettature e l’alimentare. Vale la pena riportare la scoperta fatta da una ricerca di mercato, realizzate diversi anni fa, presso i consumatori giapponesi, in cui si chiedeva ai partecipanti di descrivere, quale fosse il valore aggiunto del abbigliamento italiano.  La risposta fu questa: </span><i><span style="font-weight: 400;">l’abbigliamento italiano riporta alla memoria del consumatore giapponese, le botteghe fiorentine del 500, in cui gli artigiani lavoravano i capi, rimandando i segreti del mestiere da padre in figlio. </span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi rileviamo che tra le innovazioni tecnologiche che incidono maggiormente sui processi produttivi vi è senza dubbio l’impiego di robot industriali nelle imprese, il cui numero di unità installate a livello mondiale è passato da 178 a 290mila tra 2013 e 2018 (Fonte: International Federation of Robot, 2019). I maggiori utilizzatori di robot nella manifattura sono il Giappone e la Corea del Sud. L’Italia figura tra i primi dieci paesi industriali per grado di penetrazione, cioè per numero di robot per mille occupati: oltre 6, un livello più che triplicato tra 2009 e 2014. (Fonte: Eurostat).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le mani e la creatività dell’artigiano sono guidate dall’intelligenza e dalla cultura del bello, del buono e del ben fatto. È così in tutti i settori, da quelli più tradizionali in cui le mani plasmano la materia con movimenti antichi. Oggi le professionalità artigiane si caratterizzano per il valore delle personalizzazioni e per il saper coniugare al meglio tradizione, cultura, innovazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È evidente che l’uso del robot è difficile conciliare con il Made in Italy del fashion, tuttavia, il loro uso in settori in cui l’Italia primeggia quali Medicinali e prodotti farmaceutici, Macchine di impiego generale, Autoveicoli ecc., è strategico.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dare una risposta alla domanda che ci siamo posti in apertura e scegliere tra l’ ineluttabilità o scelta strategica della robotica e l’interconnessione, non ha una risposta univoca, è evidente che per i prodotti in cui l’artigianalità è un valore aggiunto, queste tematiche sono inconciliabili, mentre per altri settori sono imprescindibili, infatti  sono stati destinati 45 milioni di euro al Fondo per lo sviluppo delle tecnologie e delle applicazioni di Intelligenza Artificiale (AI), dei sistemi basati su registri distribuiti (blockchain) e Internet of Things (IoT), previsto dal decreto attuativo firmato il 9 dicembre dal Ministro dello sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti e dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco. Fondo che, si legge in una nota del MiSe, ha l’obiettivo di promuovere la competitività e la produttività del sistema imprenditoriale del nostro Paese attraverso progetti di ricerca e innovazione tecnologica legati al programma Transizione 4.0. AI e blockchain, in particolare, sono due dei temi strategici per lo sviluppo economico e sociale che nei prossimi anni domineranno la scena politica e i mercati.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Franco Tempesta</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4550" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-la-globalizzazione-e-la-robotica-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-la-globalizzazione-e-la-robotica-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-la-globalizzazione-e-la-robotica-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-la-globalizzazione-e-la-robotica-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-la-globalizzazione-e-la-robotica-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-la-globalizzazione-e-la-robotica-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-la-globalizzazione-e-la-robotica-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-la-globalizzazione-e-la-robotica.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Storie di miseria e di fatica per “scattare” in avanti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 May 2022 15:50:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Tempesta]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cercavo una definizione di sport, una definizione scevra da contaminazioni di parte. Una definizione, tecnica e ho trovato questa in un dizionario on line (Oxford Languages) -Attività che impegna, sul piano dell&#8217;agonismo oppure dell&#8217;esercizio individuale o collettivo, le capacità fisico-psichiche, svolta con intenti ricreativi ed igienici o come professione.- Lo sport affonda le proprie radici, [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Cercavo una definizione di sport, una definizione scevra da contaminazioni di parte. Una definizione, tecnica e ho trovato questa in un dizionario on line (Oxford Languages)</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">-Attività che impegna, sul piano dell&#8217;agonismo oppure dell&#8217;esercizio individuale o collettivo, le capacità fisico-psichiche, svolta con intenti ricreativi ed igienici o come professione.-</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo sport affonda le proprie radici, nella notte dei tempi, nasce nell’antica Grecia ed era legato alla sfera religiosa, militare ed aristocratica, poi via, via si va laicizzando fino a diventare un’attività professionale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Alla sua nascita lo sport era legato ai culti eroici e non era sufficiente partecipare, ma fondamentale vincere per affermare la superiorità fisica, il desiderio di gloria e il disprezzo per il perdente, con buona pace di Monsieur de Couberin. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vorrei in queste poche righe, però, cercare di far comprendere lo sport da altri punti di vista, che nulla hanno a che vedere con la gloria e gli atti eroici ma, sono un viatico per uscire da una situazione di miseria e povertà. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La storia è piena di sportivi affamati, uso volutamente questo termine per sottolineare la gravità dalle situazioni in cui vivono, che ce l’hanno fatta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Vengono dall’Africa, dal Sudamerica, altri provengono da regimi totalitari.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vorrei raccontare brevemente la storia di tre uomini. Due provengono dall’ atletica e uno dalla danza, che pur non costituendo uno sport è un altro canale da cui evadere verso una vita migliore, il che non sempre significa abbandonare il proprio paese di origine.</span></p>
<p><b>Abebe Bikila</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa è una storia che sicuramente ricorderanno i lettori adulti o gli appassionati di sport.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Bikila era un maratoneta proveniente dall’altopiano, da dove vengono i migliori atleti di questa specialità, in Etiopia ed è tra le guardie del corpo del Presidente Hailè Salassiè, il Negus.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel 1960 partecipò alle Olimpiadi di Roma che vinse correndo scalzo. Magrissimo, determinato ma, contemporaneamente sereno. È il trionfo di un intero continente è un riscatto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> C’è un precedente nella storia delle Olimpiadi; nel 1936 un atleta americano, Jesse Owens, anche lui di colore, vinse i cento metri davanti al Führer, che lascio lo stadio profondamente contrariato   per la supremazia del atleta statunitense.</span></p>
<p><b>Alberto Juantorena</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Cubano, mezzofondista e velocista, un altro mito; nel 1976 vince l’oro alle Olimpiadi di Montreal agli 800 metri piani con il tempo record di 1&#8217;43&#8243;50, tre giorni dopo, ancora l’oro, con i 400 metri in 44&#8243;26: unico atleta al mondo a vincere due ori negli stessi giochi olimpici.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel 2012 è inserito nella IAAF Hall of Fame, per meriti sportivi</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le sue vittorie le dedica alla rivoluzione cubana e ancora oggi afferma: </span><i><span style="font-weight: 400;">«Solo la gente senza ideali corre dietro al denaro. Pensano di andare negli Stati Uniti e diventare ricchi, ma dentro sono vuoti, hanno venduto l’anima. Noi preferiamo rimanere a Cuba per aiutare il nostro Paese». </span></i><span style="font-weight: 400;">Ricordo, sempre a Cuba un pugile molto bravo, Teofilo Stevenson, che per passare al professionismo avrebbe dovuto battersi con Cassius Clay, Rifiutò dicendo «</span><i><span style="font-weight: 400;">Cosa valgono cinque milioni di dollari, se ho l’amore di otto milioni di cubani».</span></i></p>
<p><b>Rudolf Nureev</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Affermatissimo ballerino e coreografo sovietico, soprannominato il “tartaro volante” per la velocità e per la propensione alle acrobazie. Rivoluzionò il balletto, accrescendo l’importanza dei ruoli maschili, contribuendo all’ abbattimento del confine tra ballo classico e danza moderna.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Studia a Leningrado all’Accademia di Danza Vaganova del Kirov, la stessa dove studiarono grandi protagonisti della danza russa come Vaclav Nižinskij, Anna Pavlova e Galina Ulanova. Entra nella Compagnia di Balletto del Teatro Kirov, dove ebbe occasione di ballare con le maggiori ballerine sovietiche del tempo fra cui: Alla Šelest, Irina Kolpakova, Alla Sizova ed ebbe anche il raro privilegio di poter viaggiare al di fuori dei confini sovietici.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Durante le esibizioni a Parigi critico e pubblico concordano sulla bravura di Nureyev ma il KGB, che non lo ha perso mai di vista, disapprovava le sue frequentazioni occidentali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Nel frattempo gli viene chiesto di replicare il suo lavoro parigino a Londra e una mattina di giugno del 1961, mentre si accingeva ad imbarcarsi nell’ aeroporto parigino Le Bourget, gli viene comunicato dal funzionario del KGB che lo “scortava”, che sarebbe dovuto rimpatriare per una esibizione al Cremlino, mentre gli altri avrebbero potuto continuare la tournèe. Il resto è storia: fuga rocambolesca, per consegnarsi alla polizia francese e chiedere   asilo politico al Governo francese.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">3 uomini, tutti diversi tra di loro, alla ricerca di una vita migliore, alla ricerca della propria realizzazione umana e professionale, lo sport per i primi due e la danza, nel caso di Nureev hanno radicalmente cambiato il loro destino. Quando si dice che il destino è nelle nostre mani.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Franco Tempesta</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4453" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-lo-sport-come-percorso-verso-una-vita-migliore-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-lo-sport-come-percorso-verso-una-vita-migliore-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-lo-sport-come-percorso-verso-una-vita-migliore-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-lo-sport-come-percorso-verso-una-vita-migliore-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-lo-sport-come-percorso-verso-una-vita-migliore-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-lo-sport-come-percorso-verso-una-vita-migliore-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-lo-sport-come-percorso-verso-una-vita-migliore-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-1-lo-sport-come-percorso-verso-una-vita-migliore.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/storie-di-miseria-e-di-fatica-per-scattare-in-avanti/">Storie di miseria e di fatica per “scattare” in avanti</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
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