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	<title>La fonte delle opportunità Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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		<title>Arte e Italia: connubio passato o futuro?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Sep 2022 15:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La fonte delle opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[ArtItalia o GraffItalia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Arte e Italia” è un connubio indiscusso e riconosciuto in tutto il mondo. Non per nulla le nostre “città d’arte” sono tra le mete più visitate e più ambite tra i turisti stranieri (quasi più che tra quelli “nostrani”) e ogni anno milioni di persone vengono attirate dai nostri “pezzi da novanta”, testimonianze artistiche di [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">“Arte e Italia” è un connubio indiscusso e riconosciuto in tutto il mondo. Non per nulla le nostre “città d’arte” sono tra le mete più visitate e più ambite tra i turisti stranieri (quasi più che tra quelli “nostrani”) e ogni anno milioni di persone vengono attirate dai nostri “pezzi da novanta”, testimonianze artistiche di ogni genere (architettura, pittura, scultura, urbanistica e qualsiasi altra cosa vi possa venire in mente dello scibile umano), di ogni epoca, quanto meno degli ultimi 3.000 anni, e di ogni “retaggio”, visto il susseguirsi di popolazioni che hanno abitato la nostra penisola.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una terra, la nostra, talmente ricca e intrisa di arte ovunque, da offrire tantissime “chicche” che, però, non trovandosi a Roma, Venezia, Napoli, Firenze e nelle altre principali destinazioni turistiche, restano un piacere per gli occhi e per l’animo di pochi avventurosi o, nella migliore delle ipotesi, degli stessi abitanti della zona. A parte eventuali “grandi” strategie turistiche che un ministero degno di questo nome potrebbe mettere in atto per valorizzare anche altri territori e relative “attrazioni”, ogni singola regione, provincia e, direi, ogni sindaco, dovrebbero ripensare almeno una parte delle scelte promozionali e di marketing finalizzate alla conquista di una fetta, più o meno grande, di quel “turismo culturale” capace di far girare (e anche vorticosamente) le economie di grandi città e di intere nazioni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In verità, qualche esempio virtuoso, di piccole e medie realtà che hanno saputo trovare il “veicolo giusto” per promuovere la propria cittadina e il proprio territorio, ne abbiamo già. Si pensi solo, e per fare qualche esempio, a Giffoni Valle Piana e il suo Giffoni Film Festival (film per ragazzi), a Spoleto e il suo Festival dei Due Mondi (musica) o a Ferrara con il suo Buskers Festival (rassegna di musicisti di strada). Per rimanere in tema di arte, in diverse località italiane hanno preso piede (e soprattutto, hanno preso “muro”), numerosi appuntamenti ed eventi per </span><i><span style="font-weight: 400;">writers, street artists </span></i><span style="font-weight: 400;">&amp; affini. Festival e ritrovi che hanno avuto il pregio di trasformare borghi, paesi e interi quartieri di grandi città, in gallerie d’arte contemporanea a cielo aperto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La grande opportunità che iniziative del genere, legate soprattutto al mondo giovanile oltre che ai cultori di questa e di ogni arte, possono portare praticamente ovunque è, però, un’altra. Quella di fare da “collante” tra passato, presente e futuro, tra arte secolare e arte </span><i><span style="font-weight: 400;">tout court</span></i><span style="font-weight: 400;">, tra tesori nascosti nelle profondità più recondite del nostro immenso (da questo punto di vista) territorio nazionale e sorprendenti novità artistiche legate a linguaggi e mezzi più attuali e d’avanguardia. Promuovere la propria storia, fatta di arte e di cultura, di luoghi e di sapori, di gente e di costumi, potrebbe avere un alleato potente e vincente nell’accoglienza, sapiente, organizzata e ben promossa, di questi artisti della bomboletta spray (e non solo!).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un piccolo ma significativo esempio ci arriva dal Molise, la regione “che non c’è” ma che, ciò nonostante, si fa sentire sempre più spesso (e sempre più forte). Civitacampomarano, comune in provincia di Campobasso con “ben 404 abitanti” residenti, dal 2016 è diventato “il più colorato museo a cielo aperto d’Italia” (</span><a href="http://www.cvtastreetfest.it"><span style="font-weight: 400;">www.cvtastreetfest.it</span></a><span style="font-weight: 400;">), grazie ad un’idea di Alice Pasquini, famosa street artist italiana, che è riuscita a portare in questo sperduto lembo di terra, artisti di caratura internazionale da tutto il mondo (nel 2022, hanno preso parte alla quattro giorni di manifestazione, sei artisti provenienti da Spagna, Germania, India, Francia, Iran e Sud Africa). Una “scusa” favolosa per mettere piede in luoghi genuini, al limite del “ruspante”, ricchi di bellezze naturali, di tesori artistici e di vestigia di popoli che, dai Sanniti in poi, hanno fatto di questo pezzo d’Italia uno scrigno tanto opulento quanto difficile a trovarsi. </span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Sandy Littleshoos</span></i></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6696" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-arte-e-italia-connubio-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-arte-e-italia-connubio-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-arte-e-italia-connubio-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-arte-e-italia-connubio-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-arte-e-italia-connubio-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-arte-e-italia-connubio-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-arte-e-italia-connubio-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-arte-e-italia-connubio.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6698" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/2-arte-e-italia-connubio-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/2-arte-e-italia-connubio-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/2-arte-e-italia-connubio-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/2-arte-e-italia-connubio-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/2-arte-e-italia-connubio-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/2-arte-e-italia-connubio-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/2-arte-e-italia-connubio-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/2-arte-e-italia-connubio.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>BPER Banca, via al crowdfunding per finanziare 5 progetti educativi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jun 2022 15:50:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La fonte delle opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[Marcello Floris]]></category>
		<category><![CDATA[Mondimood]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fino al 17 giugno si può candidare la propria idea su Produzioni  dal Basso e ottenere il cofinanziamento fino al 70% È partita la quinta edizione di “Il futuro a portata di mano”, il bando di BPER Banca dedicato a progetti educativi inediti di inclusione sociale, promossi da Enti del Terzo Settore e rivolti ai [&#8230;]</p>
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<p><i><span style="font-weight: 400;">Fino al 17 giugno si può candidare la propria idea su Produzioni  dal Basso e ottenere il cofinanziamento fino al 70%</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È partita la quinta edizione di “Il futuro a portata di mano”, il bando di BPER Banca dedicato a progetti educativi inediti di inclusione sociale, promossi da Enti del Terzo Settore e rivolti ai giovani dai 3 ai 19 anni con un budget massimo di 15.000 euro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dopo il grande successo delle precedenti call for ideas, BPER Banca ha confermato il concorso a sostegno di iniziative che vedono protagonisti i giovani, il vero motore del cambiamento per la costruzione di una società più equa e sostenibile. “Il futuro a portata di mano” rappresenta una preziosa opportunità per tutte le realtà del Terzo Settore che hanno come target gli under 19, i quali, grazie a questo bando, possono essere coinvolti attivamente in progetti di natura culturale o sociale per promuovere l’inclusività e la solidarietà. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">C’è tempo fino alle ore 12 del prossimo 17 giugno per presentare la propria proposta su Produzioni dal Basso &#8211; prima piattaforma italiana di crowdfunding e social innovation &#8211; e accedere così all’opportunità di cofinanziamento a fondo perduto da parte di BPER Banca: se i progetti riusciranno a raggiungere il goal del 30% del budget previsto grazie alla raccolta fondi, l’Istituto contribuirà con il restante 70%. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le candidature, che dovranno avere obiettivi coerenti con gli obiettivi dell’Agenda 2030, saranno vagliate da un’apposita commissione tecnica che le valuterà in base a criteri come l’originalità, l’attinenza ai temi da valorizzare, la sostenibilità economica, eventuali precedenti esperienze di crowdfunding, ma soprattutto la capacità di impatto sociale e di partenariato o co-progettazione con le altre realtà del territorio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il bando sarà presentato anche alle associazioni presenti al prossimo Festival del Fundraising, mentre i progetti vincitori, saranno comunicati entro il 10 luglio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ecco il link per partecipare al bando: </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">https://www.produzionidalbasso.com/network/di/bper-banca#bper-banca-initiative  </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">M.F.</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4563" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-bper-banca-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-bper-banca-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-bper-banca-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-bper-banca-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-bper-banca-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-bper-banca-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-bper-banca-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/06/b-bper-banca.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>I bandi P.I.S. a favore dell’inclusione delle persone affette da ipoacusia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 May 2022 15:50:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La fonte delle opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[Costruire]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Mignini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Obiettivo: favorire l&#8217;inclusione delle persone sorde a scuola, al lavoro e nelle relazioni sociali La condizione della sordità è tanto diffusa quanto sommersa. Secondo l&#8217;OMS, nel mondo sono circa 460 milioni le persone in condizione di perdita dell&#8217;udito di cui 34 milioni in età infantile, con un progressivo incremento nel prossimo futuro. Il PIS, Pio [&#8230;]</p>
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<p><b>Obiettivo: favorire l&#8217;inclusione delle persone sorde a scuola, al lavoro e nelle relazioni sociali</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La condizione della sordità è tanto diffusa quanto sommersa. Secondo l&#8217;OMS, nel mondo sono circa 460 milioni le persone in condizione di perdita dell&#8217;udito di cui 34 milioni in età infantile, con un progressivo incremento nel prossimo futuro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il PIS, Pio Istituto Sordi, storica Istituzione educativa milanese oggi divenuta Fondazione di erogazione, mette a disposizione due dotazioni, una a rilevanza nazionale una locale rispettivamente di 80 e 30mila euro per supportare attività mirate sulla disabilità uditiva. Le scadenze per la presentazione delle candidature sono 31 maggio e 30 giugno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In Italia le persone che hanno una perdita uditiva sono circa 5 milioni di cui il 75% ha una perdita uditiva leggera o media e il 5% grave o profonda. La maggior parte di loro ha perso l’udito dopo l’acquisizione del linguaggio, soprattutto a partire dai 50 anni di età. Un terzo delle persone sopra i 65 anni convive con una perdita di udito. In Europa la perdita di udito coinvolge oltre 34 milioni di persone ed è considerata condizione a vario titolo disabilizzante.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La sordità neonatale è la più frequente disabilità sensoriale congenita e, sempre secondo l’OMS, incide in circa 1-4 casi ogni mille abitanti. In Italia sono almeno 90mila le persone con disabilità uditiva (certificati ai fini INPS), con un&#8217;incidenza intorno al 1,5%.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Perdere l’udito in età precoce spesso significa incorrere in difficoltà di acquisizione del linguaggio con tutto ciò che ne consegue: disagio, rischio di isolamento, difficoltà di comunicazione e relazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Le opportunità messe costantemente a disposizione dal PIS sono molte, tutte focalizzate sull&#8217;abbattere le barriere che incontra chi convive, a diverso titolo, con la sordità e siamo felici di valutare e accogliere idee e progetti innovativi e mirati” </span><b><i>riferisce Daniele Donzelli, Presidente del PIS</i></b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Di inizio anno è anche la messa online del nuovo sito web, una vetrina più moderna e intuitiva, ricca di informazioni per conoscere la storia, le attività, i progetti svolti e le opportunità per realtà onlus e singoli individui coinvolti a vario titolo con la disabilità uditiva.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche in pandemia la Fondazione non si è fermata: sono state distribuite mascherine trasparenti per consentire la labiolettura, sono stati organizzati eventi sportivi come il progetto sostenuto da Fondazione Vodafone Campioni Sordi ieri, oggi e domani, sono state erogate borse di studio per giovani universitari con sordità (opportunità tuttora attiva con un bando ad hoc in scadenza al 30 settembre), è stata avviata una collaborazione per l’attivazione di uno sportello di consulenza psicologica gratuito per i soggetti più isolati a causa dei lockdown e sono state, infine, sostenute iniziative all&#8217;estero destinate alle persone con disabilità uditiva nei paesi in via di sviluppo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nata come istituzione scolastica nel lontano 1854, la Fondazione ha mantenuto negli anni il suo ruolo di guida per le famiglie e le persone che devono fare i conti con la sordità e gli enti che si adoperano per abbattere pregiudizi e barriere favorendo l&#8217;inclusione a scuola, al lavoro e nelle relazioni sociali quotidiane.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La sua trasformazione da Istituto pedagogico in Fondazione di erogazione di contributi la rende oggi una delle realtà di riferimento nel Terzo Settore per questa forma specifica di disabilità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Valuteremo ogni progetto, di qualunque natura, che abbia come focus l&#8217;inclusione delle persone sorde – </span><b><i>commenta Stefano Cattaneo, Direttore del</i></b> <b><i>PIS</i></b><span style="font-weight: 400;"> – e metta la persona sorda al centro, in linea con le raccomandazioni della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e con lo spirito della nostra Fondazione”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il PIS partecipa stabilmente anche al Tavolo Disabilità sensoriali della Comune di Milano, a UNEBA Unione Nazionale Istituzioni e Iniziative di Assistenza sociale, alla Commissione Gioco al Centro – Parchi gioco per tutti della Fondazione di Comunità Milano Città Sud Ovest ed Est Martesana.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Proprio con la Fondazione di Comunità, ha preso vita il secondo bando (scadenza 30 giugno) riservato ad attività con sviluppo sulla città di Milano per un massimo di 5mila a progetto finanziato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il PIS finanzia le proprie attività con fondi propri e donazioni, e proprio la dotazione del Fondo Sordità Milano costituito in Fondazione di Comunità Milano può essere incrementata con ulteriori contributi liberali da parte della cittadinanza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Conoscere tutte le attività legate al mondo della sordità potrebbe far meglio percepire l&#8217;entità del fenomeno, la sua diffusione in Italia e quanto questa sia una limitazione le cui conseguenze vengono spesso percepite meno rispetto a svantaggi più facilmente visibili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“La sordità influisce molto sulle relazioni interpersonali e sociali – </span><b><i>confermano dal Pio Istituto dei Sordi</i></b><span style="font-weight: 400;"> – per cui serve sensibilizzare le Istituzioni e la società civile su quanto sia importante fare qualcosa ogni giorno per abbattere barriere che spesso non riusciamo nemmeno a immaginare. Questo, soprattutto per bambini e giovani, alle prese con l&#8217;inserimento a scuola, le amicizie, lo sport e il mondo del lavoro”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Favorire anche attraverso questi bandi nuove attività inclusive resta il fine costante del PIS: ogni dettaglio sui requisiti e informazioni è consultabile su sito dell’istituzione. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Cristina Mignini</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4319" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-2-bandi-per-abbattere-le-barriere-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-2-bandi-per-abbattere-le-barriere-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-2-bandi-per-abbattere-le-barriere-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-2-bandi-per-abbattere-le-barriere-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-2-bandi-per-abbattere-le-barriere-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-2-bandi-per-abbattere-le-barriere-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-2-bandi-per-abbattere-le-barriere-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-2-bandi-per-abbattere-le-barriere.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Farà crik o farà crok? Farà cri-cri!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 May 2022 17:50:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La fonte delle opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[FoodBall]]></category>
		<category><![CDATA[Sandro Scarpitti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Verso la fine degli anni 80, in piena epoca d’oro degli spot pubblicitari e delle tv commerciali, impazzavano, tra le altre, le pubblicità delle patatine Crik Crok. Al termine dei mini sketch costruiti dai creativi dell’azienda, lo slogan di chiusura lanciava il dilemma legato ad ogni morso dato alle chips: “o fa crik o a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-3731-2" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/23_Fara-cri-o-fara-crok.mp3?_=2" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/23_Fara-cri-o-fara-crok.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/23_Fara-cri-o-fara-crok.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Verso la fine degli anni 80, in piena epoca d’oro degli spot pubblicitari e delle tv commerciali, impazzavano, tra le altre, le pubblicità delle patatine Crik Crok. Al termine dei mini sketch costruiti dai creativi dell’azienda, lo slogan di chiusura lanciava il dilemma legato ad ogni morso dato alle chips: “o fa crik o a fa crok”. D’altronde, le patatine in busta sono da sempre la versione “simpatica” e festaiola del tubero onnipresente nella nostra cucina, e ancora di più in quella di altri popoli europei, a dimostrazione che con una materia prima versatile e capace di ispirare ogni tipo di trasformazione culinaria, si può massimizzarne la produzione e la commercializzazione e generare profitti in diversi settori e segmenti di mercato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ora, però, stiamo assistendo ad una vera e propria rivoluzione alimentare, partita da molto lontano (e non solo in senso geografico) e arrivata a bussare alle porte dell’Europa, e dell’Italia, inattesa (dai consumatori distratti) come una nevicata al mare in un pomeriggio di luglio. E proprio a luglio 2021, l’Unione Europea ha autorizzato la vendita e il consumo delle “tarme della farina” essiccate. Poi, a distanza di poco più di 3 mesi, è arrivato anche il benestare per la locusta migratoria, passata da essere un problema per i raccolti di cibo, a venire raccolta essa stessa per farne cibo. E nel febbraio di quest’anno, l’UE ha “sdoganato” anche i grilli domestici, utilizzati notoriamente come snack in altre parti del mondo (ad esempio, nello street food thailandese), fritti e mangiati. Del resto, con la questione sempre più pressante della sovrappopolazione, della sostenibilità ambientale legata anche alla produzione di cibo e ai relativi consumi energetici, l’idea di fondo è quella di convincere, e abituare, 5 miliardi di persone che ciò che gli altri 2 miliardi di esseri umani stanno già, di consueto, mangiando per sopravvivere, non solo è sano e funzionale, ma può essere perfino “buono”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per raggiungere questo obiettivo, si sa, il passo più duro da fare è di certo il primo: provare, assaggiare, fare esperienza (provando a dimenticare, per un attimo, le barrette di gelatina proteica a base di marmellata di cavallette, viste nel film “Snowpiercer”). E per essere convincenti, si cerca qualsiasi appiglio. Dalle similitudini e somiglianze con altri esseri che, per cultura e abitudini, mangiamo da moltissimo tempo (pensiamo solo a gamberi, granchi e altri crostacei marini) al tentativo di utilizzare gli insetti in forma di farine o ricomposti in altre fogge per essere più graditi (un po’ come da molti anni vediamo fare con i prodotti “vegan” a forma di hamburger, formaggi e bistecche).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Insomma, siamo agli albori di un nuovo mercato, di nuovi business, di grandi opportunità imprenditoriali e di maggiore compatibilità con obiettivi dichiarati del </span><i><span style="font-weight: 400;">green deal</span></i><span style="font-weight: 400;"> o anche semplicemente con le sensibilità di coloro che, sempre più numerosi, vogliono fare la loro parte per proteggere l’ambiente che ci ospita e che vorremmo ci accogliesse ancora per tanti secoli a venire. E se per ottenere questo risultato, dovremo mangiare grilli, almeno non avremo dubbi sul suono che faranno. Sarà univocamente un romantico “cri-cri”.</span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Sandy Littleshoos</span></i></p>
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		<title>Dal commercio al dettaglio tradizionale alla digital retail experience</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2022 16:40:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La fonte delle opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[Sandro Scarpitti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Segnali da un futuro all’insegna della omnicanalità Quando pensiamo al commercio elettronico, e alla sua crescita prepotente nel mondo della vendita diretta al consumatore, il pensiero vola subito ai leader indiscussi e assoluti di questo mercato, piattaforme globali capaci di interagire con milioni di utenti al secondo e di offrire praticamente qualsiasi prodotto esistente. Se [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-1822-3" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/wav" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/26_-Dal-Commercio-al-dettaglio.wav?_=3" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/26_-Dal-Commercio-al-dettaglio.wav">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/26_-Dal-Commercio-al-dettaglio.wav</a></audio>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Segnali da un futuro all’insegna della omnicanalità</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quando pensiamo al commercio elettronico, e alla sua crescita prepotente nel mondo della vendita diretta al consumatore, il pensiero vola subito ai </span><i><span style="font-weight: 400;">leader</span></i><span style="font-weight: 400;"> indiscussi e assoluti di questo mercato, piattaforme globali capaci di interagire con milioni di utenti al secondo e di offrire praticamente qualsiasi prodotto esistente. Se guardiamo però un po’ più “in piccolo”, e in casa nostra, ci troviamo ugualmente di fronte ad una crescente digitalizzazione anche nell’ambito dei </span><i><span style="font-weight: 400;">retailer</span></i><span style="font-weight: 400;">, o rivenditori al dettaglio, più tradizionali. D’altronde, sebbene i </span><i><span style="font-weight: 400;">trend </span></i><span style="font-weight: 400;">e le valutazioni degli </span><i><span style="font-weight: 400;">analisti</span></i><span style="font-weight: 400;"> indichino una futura (e quasi ineluttabile) supremazia del </span><i><span style="font-weight: 400;">digital</span></i><span style="font-weight: 400;">, nella nostra epoca ci si trova ancora a dover gestire (e a far fruttare) la presenza dei consumatori sia nei negozi fisici sia negli spazi virtuali a loro dedicati. Questa situazione costringe (e costringerà sempre di più) i </span><i><span style="font-weight: 400;">retailer</span></i><span style="font-weight: 400;"> a rivedere il ruolo del negozio fisico, visto che questo ha perso l’esclusività, come luogo di incontro e di transazioni con i clienti, costringendolo ad offrire al consumatore qualcosa di più del semplice acquisto. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un approccio che dovrebbe solleticare la platea dei </span><i><span style="font-weight: 400;">retailer</span></i><span style="font-weight: 400;">, al fine di tenere nella giusta considerazione la compresenza, nel commercio, di diverse combinazioni di “reale/virtuale”, “in presenza/online”, è rappresentato dalla cosiddetta </span><i><span style="font-weight: 400;">omnicanalità</span></i><span style="font-weight: 400;"> (o strategia omnicanale). Questa non è altro che la gestione sinergica dei diversi punti di contatto (</span><i><span style="font-weight: 400;">touchpoint</span></i><span style="font-weight: 400;">) e dei possibili canali di interazione tra rivenditore e consumatore finale, per ottimizzare la </span><i><span style="font-weight: 400;">costumer experience</span></i><span style="font-weight: 400;"> (e ovviamente massimizzare il risultato in termini di vendite). Sono quattro le combinazioni, nella modalità di relazione della clientela con le opzioni negozio fisico / negozio virtuale, di cui tener conto per impostare la migliore strategia di marketing. Abbiamo, infatti, consumatori che visitano lo shop online per maturare la decisione di acquisto e che si recano, poi, in negozio per comprare la merce prescelta; utenti che scelgono e acquistano online per poi ritirare i prodotti presso un negozio fisico; consumatori che visitano diverse piattaforme e shop online per farsi un’idea dell’assortimento e dei prezzi ma che poi vanno a concludere l’esperienza d’acquisto in un negozio fisico prescelto; infine, il cliente (meno apprezzato dai negozianti tradizionali) che “gira per negozi” fisici, fruendo magari anche di servizi (assistenza, consulenza, prove) offerti dallo </span><i><span style="font-weight: 400;">store</span></i><span style="font-weight: 400;">, per poi collegarsi al web e fare l’acquisto online.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dal punto di vista informatico, per realizzare efficacemente una strategia omnicanale, è fondamentale investire sui processi di </span><i><span style="font-weight: 400;">system integration</span></i><span style="font-weight: 400;">, vale a dire l’integrazione tra i diversi applicativi che gestiscono le piattaforme multicanale interne all’aziende, permettendo così un flusso di dati continuo e sicuro e garantendo anche forme di incentivazione all’accesso nei locali fisici del </span><i><span style="font-weight: 400;">retailer</span></i><span style="font-weight: 400;"> o comunque di “interazione in presenza” con le interfacce digitali dell’azienda.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quel che sembra ritardare, oggi come oggi, l’affermazione del </span><i><span style="font-weight: 400;">digital retail</span></i><span style="font-weight: 400;"> in Italia è la “tradizionale” frammentazione delle imprese italiane, laddove, in un tessuto aziendale di piccole e medie dimensioni, anche nel commercio al dettaglio, il numero di imprenditori è molto elevato e, senza strategie di rete o di gruppo (come già accaduto, efficacemente, nel mondo della GDO, per fare un esempio virtuoso) manca quella forza d’investimento che invece è presente in altri Paesi dove un solo soggetto (imprenditore, marchio o società) possiede una forza di mercato maggiore e sufficiente a mettere in gioco le necessarie risorse finanziarie.</span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Sandy Littleshoos</span></i></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2286" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/dal-commercio-al-dettaglio-tradizionale-alla-digital-retail-experience-copia-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/dal-commercio-al-dettaglio-tradizionale-alla-digital-retail-experience-copia-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/dal-commercio-al-dettaglio-tradizionale-alla-digital-retail-experience-copia-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/dal-commercio-al-dettaglio-tradizionale-alla-digital-retail-experience-copia-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/dal-commercio-al-dettaglio-tradizionale-alla-digital-retail-experience-copia-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/dal-commercio-al-dettaglio-tradizionale-alla-digital-retail-experience-copia-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/dal-commercio-al-dettaglio-tradizionale-alla-digital-retail-experience-copia-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/dal-commercio-al-dettaglio-tradizionale-alla-digital-retail-experience-copia.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>La sfida dell’Intelligenza artificiale: abbracciare le debolezze umane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2022 17:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La fonte delle opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenze]]></category>
		<category><![CDATA[Sandro Scarpitti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando si parla di Intelligenza Artificiale (in sigla, I.A.), in senso ampio e onnicomprensivo, possiamo riferirci al complesso e all’insieme di tecnologie (elettroniche e digitali, in particolare) che interagiscono tra loro al fine di permettere alla “macchine” di percepire, apprendere, capire e agire con livelli di intelligenza comparabili a quelli degli esseri umani. A seconda [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Quando si parla di Intelligenza Artificiale (in sigla, I.A.), in senso ampio e onnicomprensivo, possiamo riferirci al complesso e all’insieme di tecnologie (elettroniche e digitali, in particolare) che interagiscono tra loro al fine di permettere alla “macchine” di percepire, apprendere, capire e agire con livelli di intelligenza comparabili a quelli degli esseri umani. A seconda che l’intelligenza artificiale, così intesa, venga strutturata per imitare quella umana solo per specifici compiti e singole caratteristiche oppure per emularla nella sua interezza, pensando in modo strategico, ragionando in astratto, utilizzando la creatività, addirittura considerando gli aspetti emozionali in gioco nelle situazioni, si parla rispettivamente di I.A. “debole” o di I.A. “forte”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E se l’Intelligenza Artificiale “forte” (o “generale”) sembra ancora essere soprattutto oggetto di desiderio degli studiosi che stanno dedicando la loro vita al suo sviluppo, e soggetto di strepitosi e troppo spesso apocalittici film hollywoodiani sull’argomento, l’I.A. “debole” (o “specifica”) è già una realtà ed è impiegata in tantissimi contesti senza che, spesso, nemmeno ne siamo consapevoli. Dalle app sul meteo, agli assistenti digitali integrati negli smartphone, dai videogames ai software che analizzano i dati dei mercati finanziari, i sistemi di I.A. specifica sono molto potenti e sono legati soprattutto al concetto di “efficienza”. Infatti, l’emulazione dei processi cognitivi della mente umana, unita alle potentissime e velocissime capacità di calcolo dell’elaborazione elettronica (esponenzialmente tendente ad una sempre maggiore potenza e velocità, basti pensare al futuro dei “computer quantistici”), permette soprattutto di velocizzare le procedure di analisi e di risposta dei risultati, la cui efficacia però continua a dipendere dalla “capacità” che sta alla base del ragionamento eseguito dalla macchina: l’intelligenza dell’uomo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lasciando da parte le preoccupazioni dei detrattori dell’I.A. così come le raccomandazioni degli stessi sostenitori e utilizzatori della nuova tecnologia (lo stesso Elon Musk, sulla cui capacità di “visione” proiettata ad un futuro ipertecnologico non si può obiettare nulla, ha detto che bisogna stare molto “attenti all&#8217;intelligenza artificiale, potenzialmente più pericolosa del nucleare”), sono già numerosissime le sue applicazioni “a favore” dell’uomo. E se abbiamo imparato già da tempo a conoscere i benefici dell’utilizzo dell’I.A. nel campo della medicina, della diagnostica e della chirurgia, messi a disposizione “del corpo umano”, più recentemente si sta lavorando per mettere questa tecnologia a disposizione anche della psiche umana e dei suoi disturbi. In pratica, una sorta di auto diagnosi e di autogestione delle disfunzioni della mente e dei suoi pensieri “mediata” da un elemento esterno (la I.A.) strutturata sulla base di meccanismi e contenuti analoghi alla stessa mente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Uno dei più recenti ambiti di applicazione della I.A. specifica è quello dell’analisi e del supporto per la gestione delle “dipendenze” (sia che ci si riferisca a “sostanze” sia che si parli di dipendenze comportamentali). Sono state, ad esempio, create delle app per ottimizzare il monitoraggio della “dipendenza” oggetto di analisi e per migliorare la qualità degli interventi nel trattamento del disturbo del comportamento. In questi casi, l’I.A. è stata interfacciata a modelli di V.R. (Virtual Reality o Realtà Virtuale) per simulare e ricreare ambienti nei quali un soggetto si trova in situazioni che ne condizionano il desiderio irrefrenabile (detto </span><i><span style="font-weight: 400;">craving</span></i><span style="font-weight: 400;">) e il consumo o il comportamento compulsivo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ha avuto una certa rilevanza mediatica, a luglio dell’anno scorso, la partenza di una prima sperimentazione in Italia per impiegare l’Intelligenza Artificiale nella “lotta” al gioco d’azzardo patologico, coordinata dal dipartimento per le dipendenze dell’Ulss 6 Euganea di Padova. Mescolando Realtà Virtuale (nella generazione degli scenari “condizionanti”) e Intelligenza Artificiale, l’obiettivo è quello di identificare i soggetti “sensibili” in un’ottica di diagnosi e prevenzione della dipendenza dal gioco. La differenza tra un “normale software” strutturato per un simile utilizzo e l’impiego dell’I.A. sta proprio nello sviluppo continuo del programma che, come una mente viva, “impara” ed evolve in funzione delle variabili che incontra e delle esperienze che “vive”. Nella sperimentazione lanciata in collaborazione con un’industria digitale ligure, la fase cardine è stata certamente quella dell’</span><i><span style="font-weight: 400;">addestramento dell’algoritmo</span></i><span style="font-weight: 400;"> di Intelligenza Artificiale, al fine di “imparare” a riconoscere alcuni marcatori biometrici digitali (o “digital biomarkers”) da utilizzare nell’analisi precoce dei soggetti a rischio di dipendenza (nel caso specifico, al gioco d’azzardo) o nella diagnosi del disturbo comportamentale. Per effettuare questo addestramento, è stato arruolato un campione clinico (popolazione con diagnosi di disturbo da Gioco d’Azzardo Patologico) e uno non clinico (popolazione generale) di persone che, poi, sono state “immerse” nella stessa esperienza virtuale, recuperandone le reazioni, i comportamenti e tutti i dati fisiologici legati alle risposte dell’organismo, nel suo insieme, al vissuto specifico, e comparandoli tra i due campioni di riferimento. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Direttamente dal mondo dei più avveniristici video games, alle persone coinvolte è stato fornito un kit composto da un visore VR (VR Head Mounted Display – HMD), un sensore wearable (indossabile) e uno smartphone, necessari per la creazione di un “setting virtuale ad hoc”, in tutto simile alla realtà ma privo delle conseguenze negative che possono intervenire, invece, in un setting reale. Nel caso di specie, il visore, costituito da un casco immersivo senza cavi Oculus che mostra a chi lo utilizza video digitali a 360°, ha ricreato ambienti quali sale scommesse, bar che vendono gratta e vinci e o sale di videolottery con slot machines. Così, mentre la persona era coinvolta nell’esperienza di realtà virtuale, venivano automaticamente raccolti alcuni dati: la posizione dello sguardo in base alle coordinate verticali e orizzontali, così da generare una “heat map”, o feedback visivo, che è in grado di indicare su quali oggetti lo sguardo si è maggiormente soffermato; la correlazione ai parametri fisiologici (digital biomarkers) come la frequenza cardiaca, rilevati in contemporanea da un sensore collocato sull’avambraccio, per valutare come variano in funzione dell’immagine visionata dall’utilizzatore; i feedback visivi scanditi, istante per istante, così da mettere a fuoco l’area a maggiore impatto emotivo della scena simulata nel setting di gioco. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Da strumento all’avanguardia per la diagnosi e l’analisi precoce di un disturbo comportamentale, l’Intelligenza Artificiale vuole evolvere e “passare all’azione”. I suoi sviluppatori puntano, infatti, decisamente verso nuovi obiettivi, più grandi e ambiziosi. In primis, generare algoritmi capaci di riuscire, sempre in ambienti protetti e virtuali, ad intervenire sui disturbi comportamentali e, quindi, a curarli.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In attesa che macchine potentissime, intelligenti come noi ma più veloci ed efficienti nelle elaborazioni, prendano definitivamente il potere sul pianeta Terra, non possiamo che esultare di fronte alle possibilità, e ai primi risultati, che l’I.A. applicata ai bisogni e alle problematiche degli esseri umani sta dimostrando di poter raggiungere.</span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Sandy Littleshoos</span></i></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1734" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-34-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-34-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-34-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-34-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-34-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-34-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-34-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-34.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>ERASMUS+, risorse preziose per il futuro della cura e dell’assistenza agli anziani</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2022 22:30:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La fonte delle opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[Brand]]></category>
		<category><![CDATA[Sandro Scarpitti]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-930-4" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/31_erasmus.mp3?_=4" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/31_erasmus.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/31_erasmus.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">All’insegna dello slogan “arricchire la vita, aprire la mente”, si apre il prossimo periodo 2021-2027 di fervente attività di Erasmus+, prosecuzione dell’ormai trentennale esperienza tutta europea del progetto Erasmus. 28,4 miliardi di euro per sette anni di risorse da destinare in parte alla mobilità dei giovani in Europa e nel Mondo (70% del budget) e in parte ai progetti di cooperazione (il restante 30%). Un programma rinnovato in buona parte, con una serie di rilevanti novità nei vari settori di pertinenza (istruzione, formazione professionale, gioventù e sport), tutte orientate nella direzione di una potente esperienza di apprendimento in grado di aprire opportunità di sviluppo per tutti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Erasmus+ non sarà più, quindi, solo sinonimo di mobilità internazionale degli studenti, scambi interculturali, esperienze formative e stage all’estero, ma si presenta fin da subito con un ventaglio di proposte più ampio e variegato e con un profilo più definito di strumento centrale di accesso a risorse stanziate su direttrici di interesse cruciale per l’Unione Europea. Queste importanti novità relative all’Erasmus+ hanno attratto nuovi soggetti, già attivi nel terziario sociale, attenti alle dinamiche “del mondo che verrà”, tanto quanto alla necessità di intercettare risorse adeguate e sostanziose per trasformare qualsiasi “vision” in uno nuovo stato desiderabile concreto. Tra coloro che hanno intrapreso questo percorso, una menzione particolare va alla società italiana </span><i><span style="font-weight: 400;">Ilmiolavoro S.r.l.</span></i><span style="font-weight: 400;"> che, in qualità di capofila di un team internazionale di aziende e fondazioni impegnate nel settore dell’</span><i><span style="font-weight: 400;">health care, </span></i><span style="font-weight: 400;">delle tecnologie digitali e della telemedicina, della formazione professionale online e del recruitment di personale di cura (i cosiddetti </span><i><span style="font-weight: 400;">Care Workers</span></i><span style="font-weight: 400;">), ha attivato un progetto di cooperazione sul piano Erasmus+, in ambito “formazione professionale”, di assoluto pregio ed interesse. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il target del progetto “HO.USING. CA.RE. – USING REframed Skills in Senior HOusing CAre” è rappresentato da quei lavoratori attivi nell&#8217;assistenza gli anziani che costituiscono la maggior parte della forza lavoro </span><i><span style="font-weight: 400;">long term care</span></i><span style="font-weight: 400;"> (70%), con requisiti di accesso al lavoro molto bassi, spesso con limitate competenze ICT e nell’uso di applicazioni tecnologiche, con la metà di essi che lavora a domicilio. In sostanza, quello che il progetto di formazione professionale si prefigge è di colmare il </span><i><span style="font-weight: 400;">gap </span></i><span style="font-weight: 400;">di conoscenze e competenze che le Care Workers (al femminile, in quanto prevalentemente si tratta di donne) attualmente presentano, soprattutto alla luce della “digitalizzazione” dell’</span><i><span style="font-weight: 400;">elder healthcare</span></i><span style="font-weight: 400;">. Accanto a </span><i><span style="font-weight: 400;">Ilmiolavoro srl</span></i><span style="font-weight: 400;">, troviamo: un partner italiano specializzato nella gestione di centri di riabilitazione tradizionali ma altrettanto impegnato nella nuova frontiera della “teleriabilitazione”, </span><i><span style="font-weight: 400;">Italia Salute srl</span></i><span style="font-weight: 400;">; due fondazioni spagnole impegnate nella cura e nell’assistenza agli anziani e nello sviluppo delle cosiddette tecnologie sociali, la </span><i><span style="font-weight: 400;">Fundacion Ageing Social Lab</span></i><span style="font-weight: 400;"> e la </span><i><span style="font-weight: 400;">Fundacion Tecnologias Sociales</span></i><span style="font-weight: 400;"> (quest’ultima costituita da Croce Rossa Spagna e Vodafone); la più importante “scuola” di formazione professionale danese, pioniera della </span><i><span style="font-weight: 400;">lifelong learning </span></i><span style="font-weight: 400;">a distanza e su piattaforme online, la </span><i><span style="font-weight: 400;">SOSU OSTJYLLAND</span></i><span style="font-weight: 400;">; due realtà irlandesi di assoluto rilievo attive in progetti di educazione e innovazione e in esperienze di sviluppo di Comunità Locali integrate (pubblico/privato), </span><i><span style="font-weight: 400;">Momentum Marketing Services Ltd </span></i><span style="font-weight: 400;">e </span><i><span style="font-weight: 400;">Roscommon Integrated Development Co. Ltd</span></i><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">HO.USING. CA.RE., però, non sarà solo formazione professionale </span><i><span style="font-weight: 400;">online,</span></i><span style="font-weight: 400;"> mirata a potenziare le conoscenze digitali e tecnologiche delle Care Workers del futuro. È prevista anche una fase di trasformazione esperienziale, delle conoscenze in competenze, concrete e spendibili, a partire da un “laboratorio” tutto italiano, sito a Colleparco di Teramo: la </span><i><span style="font-weight: 400;">Fabbrica del Benessere</span></i><span style="font-weight: 400;">. Progetto pilota della “</span><i><span style="font-weight: 400;">Associazione Housing Care Impresa Sociale</span></i><span style="font-weight: 400;">”, e realizzato dall’impresa </span><i><span style="font-weight: 400;">Atena Costruzioni S.p.A.</span></i><span style="font-weight: 400;">, ci troviamo di fronte ad un vero e proprio “villaggio”, con oltre 100 unità abitative, servizi specifici, sociali e sanitari, aree comuni per la socialità e la condivisione tra i residenti, capace di mettere a sistema il valore (e “i valori”) di una piccola comunità umana ai benefici di un sistema di assistenza, H24 e a 360 gradi, tecnologicamente e professionalmente all’avanguardia assoluta.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Sandy Littleshoos</span></i></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-690" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/erasmus-logo-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/erasmus-logo-300x199.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/erasmus-logo-600x398.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/erasmus-logo.jpg 678w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-691" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/erasmus-programme-for-teachers-1-300x135.jpg" alt="" width="300" height="135" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/erasmus-programme-for-teachers-1-300x135.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/erasmus-programme-for-teachers-1-600x270.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/erasmus-programme-for-teachers-1-768x346.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/erasmus-programme-for-teachers-1-696x313.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/erasmus-programme-for-teachers-1.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/erasmus-risorse-preziose-per-il-futuro/">ERASMUS+, risorse preziose per il futuro della cura e dell’assistenza agli anziani</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
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