Home Canali The King Corradino d’Ascanio, l’ingegnere popolese che mise due ruote ai sogni degli italiani

Corradino d’Ascanio, l’ingegnere popolese che mise due ruote ai sogni degli italiani

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Ha 76 anni ma non li dimostra. È La Vespa, il motociclo più amato dagli italiani. Il suo papà è nato nel 1891 a Popoli (Pe), nel Comune dove il fiume Aterno e il Pescara si incontrano. Corradino D’Ascanio ingegnere aeronautico, la progettò quando Enrico Piaggio gli chiese di reinventare il Piaggio Paperino. Brevettata nel 1946, vide la luce l’anno seguente, il dopoguerra aveva lasciato ferite ancora aperte e nei cuori aleggiava la voglia di ricominciare a vivere serenamente. Forse il suo inventore coinvolse proprio il sentimento di rinascita quando la disegnò: snella, agile, leggera come se l’evidente desiderio di frivolezza di un popolo lacerato si fosse materializzato in uno scooter che sfreccia leggiadro nelle strade.    Rappresentò, un simbolo di libertà e d’indipendenza anche per le donne che iniziarono a guidarla come per sfondare la porta degli stereotipi che, fino a quel momento, attribuivano l’utilizzo delle motociclette solo agli uomini. Anche il logo “Vespa” fa pensare alla leggerezza, alle curve, ai sorrisi, alla strada, quella da percorrere per uscire dalla morsa della crisi, come a rassicurare, a cullare e proiettare verso un nuovo sogno. La Vespa oggi famosa in tutto il mondo, non è soltanto uno scooter, è un’amica, uno stile di vita, una compagna inseparabile. Bellissima ed elegante, sicura ed energica, dolce e sincera. Trasmette il messaggio della speranza, proprio come fu negli anni ‘50, oggi nel dopo covid si può rinascere, l’importante è non cedere al sentimento della resa. Corradino D’Ascanio studiò passando da Chieti a Torino dove si laureò in ingegneria industriale, a Popoli installò due telefoni a batteria per parlare con la fidanzata Paola, erano collegati alla rete elettrica comunale. Studioso e sperimentatore fu un inventore formidabile con la passione per l’aviazione, ideò il primo prototipo di elicottero moderno con investimenti che non ebbero i riscontri economici sperati. La sua professionalità però era cresciuta e, diventato il massimo esperto italiano nella costruzione di eliche a passo variabile in volo, cominciò la collaborazione con l’industria Piaggio che risollevò le sue devastate finanze.  L’eclettico D’Ascanio, morì nel 1981 a Pisa, oggi riposa nel suo paese d’origine. A lui va il riconoscimento per averci regalato il veicolo a due ruote che fece scorazzare Gregory Peck e Audrey Hepburn per le strade di Roma nel film cult “Vacanze romane”. La pellicola vinse ben tre Oscar ma la vera protagonista fu lei, la Vespa. 

Maria Zaccagnini