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	<title>Scipio Sighele Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
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		<title>Dall’Italia nuova metodologia per calcolare l’impatto dell’industria sulle risorse idriche locali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2023 15:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente e sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[BioBacco]]></category>
		<category><![CDATA[Scipio Sighele]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’ENEA ancora protagonista come eccellenza nella ricerca ambientale L’ENEA ha dunque sviluppato una nuova metodologia di analisi per valutare l’impatto delle industrie sulle risorse idriche locali, come fiumi e laghi, nell’ambito del progetto RECIProCO finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. I test sono stati condotti in Italia su due cartiere e un’industria tessile e i risultati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b><i>L’ENEA ancora protagonista come eccellenza nella ricerca ambientale</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’ENEA ha dunque sviluppato una nuova metodologia di analisi per valutare l’</span><b>impatto delle industrie sulle risorse idriche locali</b><span style="font-weight: 400;">, come fiumi e laghi, nell’ambito del progetto RECIProCO finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. I </span><b>test</b><span style="font-weight: 400;"> sono stati condotti in Italia </span><b>su due cartiere</b><span style="font-weight: 400;"> e un’</span><b>industria tessile</b><span style="font-weight: 400;"> e i risultati sono stati pubblicati sulla rivista internazionale </span><i><span style="font-weight: 400;">Journal of Environmental Management</span></i><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La metodologia elaborata dal team di ricerca ENEA prevede il calcolo di tre indicatori in grado di restituire una ‘fotografia’ dell’impatto degli usi idrici industriali sui bacini e sottobacini: il primo è l’</span><b>Indice di stress idrico di consumo e prelievo</b><span style="font-weight: 400;"> (Water Consumption Stress Index &#8211; WCSI) e fornisce una descrizione dello stato delle risorse idriche locali, tenendo conto del bilancio annuale medio a livello di sottobacino dell’acqua prelevata e consumata, della variabilità stagionale, dei periodi critici e delle tendenze storiche; il secondo è l’</span><b>Indice di impatto totale dell’insediamento industriale</b><span style="font-weight: 400;"> (Overall Factory Basin Index &#8211; OFBI) sul bacino idrografico locale e caratterizza il ciclo idrico dell’azienda integrando informazioni sui prelievi, i consumi, le restituzioni e le perdite d’acqua; il terzo è l’</span><b>Indice di riuso idrico aziendale</b><span style="font-weight: 400;"> (Internal Water Reuse &#8211; IWR) e valuta l’efficienza dell’uso dell’acqua da parte dell’industria.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le due cartiere dove è stata testata la nuova metodologia si trovano nei sottobacini del Brenta-Baccaglione (Veneto) e dell’Arno (Toscana), mentre l’impresa tessile è ubicata nei pressi del fiume Ticino (Lombardia). “In generale questi due settori produttivi si caratterizzano per un elevato consumo di acqua ma esiste chiaramente una differenza nell’equilibrio delle risorse idriche tra i sottobacini considerati: l’Arno è quello che presenta le maggiori criticità per lo sfruttamento idrico, la quantità d’acqua disponibile e la variabilità stagionale”, spiega </span><b>Luigi Petta</b><span style="font-weight: 400;">, responsabile del Laboratorio ENEA di Tecnologie per l’uso e gestione efficiente di acqua e reflui e coautore dello studio insieme ai ricercatori </span><b>Gianpaolo Sabia</b><span style="font-weight: 400;">, </span><b>Davide Mattioli</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>Michela Langone</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nello specifico, l’analisi dei tre sottobacini ha evidenziato una significativa differenza tra il Nord Italia caratterizzato da uno stress idrico contenuto e il Centro Italia che presenta invece situazioni di sofferenza idrica medio-alta, anche se la situazione più critica si registra in Sicilia e in gran parte della Puglia e della Basilicata.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per quanto riguarda l’impatto totale dell&#8217;insediamento industriale, l’indice OFBI varia da un minimo dell’azienda tessile lombarda sul bilancio idrico del Ticino (0,002%) a un massimo della cartiera toscana sull’Arno (0,192%), che però risulta la più virtuosa in termini di riuso idrico (98%).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Sulla base di questi casi di studio, la metodologia che proponiamo è quindi in grado di valutare l’impatto effettivo di uno specifico insediamento produttivo su fiumi, laghi e falde acquifere e di fornire così alle amministrazioni locali, ai consumatori e alle stesse imprese informazioni utili per conoscere e valutare l’impatto sullo stress idrico locale”, sottolinea Petta. &#8220;L’incremento della popolazione e il cambiamento climatico sono tra le cause principali di un’insostenibile pressione sulle riserve idriche a livello globale: la domanda annuale di acqua è di circa 4.600 miliardi di m</span><span style="font-weight: 400;">3 </span><span style="font-weight: 400;">ma entro il 2050 potrebbe arrivare a sfiorare i 6.000 miliardi di m</span><span style="font-weight: 400;">3 </span><span style="font-weight: 400;">l’anno. Risulta quindi essenziale identificare metodologie affidabili per valutare l’impatto delle attività, in particolare quelle industriali, sulle risorse idriche locali anche per supportare l’adozione di nuovi modelli produttivi e di consumo che minimizzino l’uso dell’acqua”, conclude l&#8217;esperto di ENEA.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In Italia ogni anno l’</span><b>industria </b><span style="font-weight: 400;">consuma circa</span><b> 5,5 miliardi di m</b><b>3</b><span style="font-weight: 400;"> di acqua (il 21% dei consumi totali), anche se l’</span><b>agricoltura</b><span style="font-weight: 400;"> resta il settore a più alta intensità idrica con </span><b>14,5 miliardi di m</b><b>3</b><b> </b><span style="font-weight: 400;">di acqua utilizzata (</span><b>oltre il 50%</b><span style="font-weight: 400;">). Si tratta di un trend che rispecchia in parte l’andamento europeo, dove i consumi di acqua (214 miliardi di m</span><span style="font-weight: 400;">3 </span><span style="font-weight: 400;">l’anno) sono riconducibili alle attività agricole (58%), al raffreddamento (18%), all’industria (11%), agli usi civili (10%) e ai servizi (3%).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La metodologia elaborata dalla ENEA costituisce un elemento fondamentale per uno sviluppo armonico tra economia e utilizzo consapevole delle nostre risorse idriche.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Scipio Sighele</span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Fonte: Enea.it</span></i></p>
<p style="text-align: right;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11366" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/3-dall_italia-nuova-metodologia-a_s-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/3-dall_italia-nuova-metodologia-a_s-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/3-dall_italia-nuova-metodologia-a_s-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/3-dall_italia-nuova-metodologia-a_s-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/3-dall_italia-nuova-metodologia-a_s-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/3-dall_italia-nuova-metodologia-a_s-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/3-dall_italia-nuova-metodologia-a_s-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/3-dall_italia-nuova-metodologia-a_s.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Ambiente: biocarburanti per aerei</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 May 2023 15:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente e sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Scipio Sighele]]></category>
		<category><![CDATA[Veni VINI Vici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fino al 40% di riduzione emissioni inquinanti Per la prima volta in Italia è stato sperimentato l’uso di miscele di biocombustibile e cherosene su un jet militare, ottenendo una riduzione fino al 40% delle emissioni inquinanti complessive. A calcolare questo taglio è stato uno studio pubblicato sulla rivista internazionale Toxics, che indaga anche l’impatto complessivo sulla salute [&#8230;]</p>
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<p><b>Fino al 40% di riduzione emissioni inquinanti</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per la prima volta in Italia è stato sperimentato l’uso di miscele di biocombustibile e cherosene su un jet militare, ottenendo una riduzione fino al 40% delle emissioni inquinanti complessive. A calcolare questo taglio è stato uno studio pubblicato sulla rivista internazionale </span><i><span style="font-weight: 400;">Toxics,</span></i><span style="font-weight: 400;"> che indaga anche l’impatto complessivo sulla salute e l’ambiente di questi nuovi carburanti avio. La ricerca è stata condotta da ricercatori ENEA, in collaborazione con Aeronautica Militare, nell’ambito dell’accordo di cooperazione in materia di utilizzo di biocombustibili nel settore dell’aviazione, che coinvolge anche Cnr e Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I test sono stati condotti su due diverse miscele contenenti il 13% e il 17% di biocombustibile nel corso di diverse prove motore con velivolo a terra, presso la Divisione Aerea di Sperimentazione e Spaziale (DASAS) dell’aeroporto militare di Pratica di Mare, vicino Roma. </span><i><span style="font-weight: 400;">“Grazie al nostro laboratorio mobile abbiamo calcolato gli indici di emissione per tipo di carburante, che esprimono la concentrazione di inquinante presente nei gas di scarico dell’aereo in funzione della quantità di combustibile bruciato &#8211; </span></i><span style="font-weight: 400;">spiega Antonella Malaguti, ricercatrice ENEA del Laboratorio di Inquinamento Atmosferico presso il Centro Ricerche di Bologna. &#8211; </span><i><span style="font-weight: 400;">Le due miscele a base di biocarburanti hanno fatto registrare per tutte le prove una riduzione media del 20% &#8211; e fino al 40% per medi regimi di potenza motore &#8211; delle emissioni di black carbon, ossia il carbonio elementare; allo stesso tempo, abbiamo rilevato l’aumento fino al 30% del biossido di azoto e della quantità di particelle totali emesse, in particolare delle nanoparticelle”</span></i><span style="font-weight: 400;">, aggiunge Malaguti.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Novità assoluta per questa tipologia di ricerca, è stata la valutazione delle potenziali risposte biologiche del polmone umano ai prodotti di combustione, mediante l’esposizione diretta di un modello in vitro di cellule bronchiali alle emissioni sia dei combustibili fossili sia delle due miscele a base di biocarburante. Questo test, associato al calcolo della dose di esposizione a livello polmonare, apre scenari rilevanti per la determinazione del potenziale rischio per l’uomo</span></i><span style="font-weight: 400;"> &#8211;  sottolinea il ricercatore Maurizio Gualtieri, in servizio all’ENEA al momento della ricerca e ora presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca. &#8211; </span><i><span style="font-weight: 400;">Inoltre</span></i><span style="font-weight: 400;"> – continua Gualtieri – </span><i><span style="font-weight: 400;">la campagna di test ha evidenziato una maggiore deposizione di particelle fini e ultrafini (cioè con diametro inferiore a 100 nanometri), sia nel sistema cellulare che a livello polmonare, anche se tale incremento non deve ascriversi in maniera prioritaria alla componente bio delle miscele di carburante”.</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">I risultati biologici hanno evidenziato un aumento della risposta antiossidante delle cellule, quantificata attraverso l’espressione del gene HO-1 (le emissioni con carburante tradizionale hanno effetti lievemente maggiori rispetto ai nuovi biocarburanti). Analizzando la risposta delle cellule a distanza di un’ora dalla fine dell’esposizione, l’attivazione della risposta antiossidante è incrementata notevolmente. I dati riportati nell’articolo si riferiscono ai soli biocarburanti ma un analogo discorso può essere fatto per il carburante tradizionale. Questo incremento di risposta suggerisce che l’esposizione alle emissioni innesca processi ossidanti acuti a livello cellulare che, associati ai dati di deposizione polmonare, fanno scattare un campanello di attenzione sugli effetti di esposizioni ripetute a queste emissioni nel corso del tempo</span></i><span style="font-weight: 400;"> &#8211; aggiungono Malaguti e Gualtieri. </span><i><span style="font-weight: 400;">I risultati di questa campagna di test e sperimentazioni rappresentano un passo importante nell’ambito degli studi in corso per ridurre l’impatto sul clima dell’aviazione, che rappresenta uno dei settori maggiormente interessati al tema delle emissioni e su cui si sta concentrando sempre di più l’attenzione della comunità internazionale e del mondo della ricerca. Per ridurre l’impatto del settore aereo sul clima serve, quindi, un grande sforzo nello sviluppo e nella sperimentazione di carburanti da fonti rinnovabili per sostituire, parzialmente o totalmente, i combustibili fossili attualmente utilizzati, ma senza perdere di vista i potenziali effetti sulla salute dell’uomo, come dimostra il nostro studio”</span></i><span style="font-weight: 400;">, concludono Malaguti e Gualtieri.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un passo significativo nel campo della ricerca grazie all’attività di un’eccellenza italiana rappresentata dall’Ente per le nuove tecnologie, l&#8217;energia e l&#8217;ambiente.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Scipio Sighele</span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Fonte: enea.it</span></i></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10377" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/biocarburanti-a_s-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/biocarburanti-a_s-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/biocarburanti-a_s-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/biocarburanti-a_s-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/biocarburanti-a_s-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/biocarburanti-a_s-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/biocarburanti-a_s-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/biocarburanti-a_s-1.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10378" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/biocarburanti-a_s-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/biocarburanti-a_s-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/biocarburanti-a_s-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/biocarburanti-a_s-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/biocarburanti-a_s-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/biocarburanti-a_s-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/biocarburanti-a_s-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/biocarburanti-a_s-2.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10379" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/biocarburanti-a_s-3-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/biocarburanti-a_s-3-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/biocarburanti-a_s-3-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/biocarburanti-a_s-3-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/biocarburanti-a_s-3-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/biocarburanti-a_s-3-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/biocarburanti-a_s-3-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/biocarburanti-a_s-3.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Le collezioni geologiche ISPRA tornano al pubblico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jan 2023 16:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente e sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Scacciapensieri o cattura Sogni?]]></category>
		<category><![CDATA[Scipio Sighele]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Museo delle Civiltà inaugura la Mostra sulle Collezioni di paleontologia e lito-mineralogia Le collezioni geologiche e Storiche dell’Ispra &#8211; Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale &#8211; per la prima volta aperte al pubblico dopo decenni di chiusura presso il Museo delle Civiltà di Roma, nella Mostra Animali, Vegetali, Rocce e Minerali: [&#8230;]</p>
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<p><b>Il Museo delle Civiltà inaugura la Mostra sulle Collezioni di paleontologia e lito-mineralogia</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le collezioni geologiche e Storiche dell’Ispra &#8211;</span> <span style="font-weight: 400;">Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale &#8211; per la prima volta aperte al pubblico dopo decenni di chiusura presso il Museo delle Civiltà di Roma, nella Mostra Animali, Vegetali, Rocce e Minerali: le collezioni Ispra &gt; Verso un Museo Multispecie. La mostra è il risultato di una collaborazione fra il Ministero della Cultura &#8211; Direzione Generale Musei, per il tramite del Museo delle Civiltà e ISPRA, che ha condotto alla realizzazione di questo nuovo percorso espositivo che costituisce il primo capitolo verso per la progressiva musealizzazione delle collezioni presso il Museo delle Civiltà.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un patrimonio scientifico, storico e umano, costituito da circa 150.000 reperti fossili animali e vegetali, campioni di rocce e minerali, rilievi geologici, strumentazioni scientifiche, busti, ritratti, cimeli che costituiscono le Collezioni Paleontologiche, Lito-Mineralogiche e Storiche del Servizio Geologico d’Italia. In sintesi, la base documentale della geologia del territorio italiano.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le collezioni paleontologiche sono composte da circa 100.000 reperti fossili animali e vegetali, reperti indispensabili per la ricostruzione della stratigrafia e dell’età delle formazioni geologiche, che rappresentano il proliferare della vita nei mari e sulla terraferma in un arco di tempo che va dal Paleozoico, circa 570 milioni di anni fa, ai nostri giorni. Tra questi reperti di animali invertebrati e vertebrati, ordinati sistematicamente, troviamo rari esemplari appartenenti a diversi gruppi, come cefalopodi, bivalvi, artropodi, pesci e rettili. Tra questi, di grande importanza scientifica, i Fossili Tipo, che sono riferimento mondiale per l’attribuzione della specie. Inoltre, circa 3.000 reperti appartenenti prevalentemente a mammiferi cenozoici di grande taglia dal Lazio, Toscana e Sicilia, contribuiscono alla ricostruzione degli ambienti continentali del periodo Quaternario.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le collezioni vegetali comprendono circa 600 esemplari provenienti da diverse località italiane, fra cui la flora del Carbonifero della Toscana e della Sardegna e del Quaternario della campagna romana e la flora dei giacimenti paleozoici e triassici della Germania e Polonia, corredati dei cartellini storici originari.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le collezioni lito-mineralogiche comprendono circa 55.000 reperti di rocce e minerali, acquisiti a partire dalla fine del XIX secolo per documentare la variabilità litologica italiana, ma anche l’entità delle risorse utili per lo sviluppo industriale.  Circa 46.000 reperti di rocce e minerali provengono dalle attività di rilevamento geologico effettuate sul territorio italiano dal 1873 agli anni Settanta del XX secolo per la realizzazione della Carta Geologica d’Italia alla scala 1: 100.000, di cui costituiscono l’indispensabile base documentaria. Di grande rilevanza le Collezioni dei Marmi antichi e moderni delle Collezioni Pescetto e De Santis.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le collezioni storiche, infine, sono costituite da plastici geologici storici, cimeli, bronzi, da strumentazione e una galleria di busti e ritratti di studiosi e personaggi illustri che hanno avuto ruoli importanti nella creazione e nella crescita delle Collezioni e del Regio Ufficio. Di particolare rilevanza la Collezione di 17 plastici geologici, ricostruzioni tridimensionali di molte aree della penisola, di varia dimensione e scala metrica, realizzati con tecniche e materiali diversi (gesso, bronzo e rame) a partire dal 1876 fino alla I Guerra Mondiale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il reperto, non più solo oggetto di esposizione fisica, diviene il perno attorno a cui ruotano le conoscenze sul territorio da cui proviene, sull’ambiente in cui si è formato, sull’uso e sul significato che ha assunto nel corso del tempo.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Scipio Sighele</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8926 alignleft" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/collezioni-geologiche-ispra-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/collezioni-geologiche-ispra-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/collezioni-geologiche-ispra-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/collezioni-geologiche-ispra-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/collezioni-geologiche-ispra-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/collezioni-geologiche-ispra-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/collezioni-geologiche-ispra-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/collezioni-geologiche-ispra-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></span></p>
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		<title>FoodSensor: il laser che svela le frodi alimentari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jan 2023 16:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Scacciapensieri o cattura Sogni?]]></category>
		<category><![CDATA[Scipio Sighele]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Crocevia tra la risoluzione di un problema e il desiderio di miglioramento Nuove sfide che migliorano il contesto di vita già fortemente a rischio per il capriccio dei potenti, fanno continuare a credere nelle capacità dell’essere umano. Adattarsi non vuol dire accettare sommessamente il cambiamento, ma vivere il cambiamento a testa alta, dominare le situazioni [&#8230;]</p>
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<p><b><i>Crocevia tra la risoluzione di un problema e il desiderio di miglioramento</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nuove sfide che migliorano il contesto di vita già fortemente a rischio per il capriccio dei potenti, fanno continuare a credere nelle capacità dell’essere umano. Adattarsi non vuol dire accettare sommessamente il cambiamento, ma vivere il cambiamento a testa alta, dominare le situazioni e trarne sempre il vantaggio maggiore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si chiama FoodSensor, il dispositivo laser portatile messo a punto da ENEA per segnalare eventuali frodi alimentari in meno di cinque minuti con un sistema a semaforo. </span><i><span style="font-weight: 400;">“La tecnologia alla base di FoodSensor</span></i><span style="font-weight: 400;"> &#8211; spiega il ricercatore Luca Fiorani &#8211; </span><i><span style="font-weight: 400;">si chiama spettroscopia laser fotoacustica. Tecnicamente si ‘spara’ sul campione un fascio laser a infrarossi. Il campione a sua volta si riscalda, si espande e genera un’onda di pressione, una sorta di ‘eco’ che viene ascoltata come suono attraverso un microfono. In questo modo è possibile analizzare qualsiasi sostanza, senza che le sue molecole vengano alterate, e ottenere immediatamente i risultati per capire se si è di fronte a una frode alimentare. Si tratta di un sistema sicuro, semplice da usare anche da personale non esperto e trasportabile con una valigetta a mano. Per rilevare eventuali sofisticazioni, basta inserire nel dispositivo un piccolo campione dell’alimento senza pretrattamento né reagenti chimici”.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’efficacia di FoodSensor è stata testata sullo zafferano, una spezia molto pregiata che spesso viene frodata con l’aggiunta di tartrazina, un colorante giallo sintetico utilizzato dall’industria alimentare, oppure con la curcuma per il suo caratteristico colore. Per i test di laboratorio i ricercatori ENEA hanno realizzato diverse miscele contenenti tartrazina e curcuma in percentuale decrescente &#8211; dal 20% al 2% &#8211; rispetto al contenuto di zafferano. L’obiettivo era quello di verificare la capacità e la sensibilità del dispositivo laser di rilevare tracce via via sempre più piccole di sostanze estranee allo zafferano.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oltre allo zafferano, sono stati condotti esperimenti anche su altri prodotti agroalimentari, come il latte, l’olio d’oliva, il riso, i succhi di frutta e l’origano che hanno permesso di mettere a punto anche speciali database contenenti i cosiddetti spettri di assorbimento, ossia la particolare ‘luce’ che ogni componente o contaminante alimentare assorbe quando viene colpito dal raggio laser (e che lo identifica).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il nuovo laser è stato testato anche all’interno di una ricerca dedicata alla tracciabilità geografica dell’olio extra vergine di oliva. In particolare, FoodSensor ha permesso di analizzare alcuni campioni di foglie di olivo e i risultati hanno confermato i raggruppamenti dei campioni per territorio di provenienza, ottenuti dall’analisi degli elementi contenuti nelle olive.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Attualmente, sono attive collaborazioni con diverse industrie internazionali, ma il suo raggio d’azione è destinato a varcare i confini della sicurezza alimentare: è stata inclusa fra le tecnologie chiave in alcune proposte progettuali per la protezione dal rischio CBRNe (Chimico, Biologico, Radiologico, Nucleare ed esplosivi), una delle quali è stata approvata recentemente dalla Commissione europea. Un risultato che fa di necessità virtù, crocevia tra la risoluzione di un problema e il desiderio di miglioramento.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Scipio Sighele</span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Fonte: enea.it</span></i></p>
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		<title>Energia: arrivano lampade antibatteriche e “anticovid”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2022 15:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Domanda vs Offerta]]></category>
		<category><![CDATA[Scipio Sighele]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>SAVE e UV-CiSANA in grado di sanificare gli ambienti La ricerca italiana continua a dare risposte sempre più efficaci per affrontare situazioni difficili come quelle generate dall’ultima pandemia che ancora non abbiamo superato del tutto.  ENEA ha infatti realizzato le prime lampade a LED che, oltre a illuminare, sono in grado di sanificare da batteri [&#8230;]</p>
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<p><b>SAVE e UV-CiSANA</b> <b>in grado di sanificare gli ambienti</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La ricerca italiana continua a dare risposte sempre più efficaci per affrontare situazioni difficili come quelle generate dall’ultima pandemia che ancora non abbiamo superato del tutto.  ENEA ha infatti realizzato le prime lampade a LED che, oltre a illuminare, sono in grado di sanificare da batteri e virus &#8211; tra cui il virus responsabile del Covid (SARS-CoV-2) &#8211; scuole, uffici e luoghi pubblici, ma anche superfici, aria e acqua, in modo sicuro, rapido, sostenibile ed economico. Le due tecnologie si chiamano SAVE e UV-CiSANA e si basano su sistemi LED di tipo UV-C, non ingombranti, di facile installazione e utilizzo. Queste tecnologie sono state sviluppate nei Centri Ricerche ENEA di Brasimone (Bologna) e Frascati (Roma), specializzati nella tecnologia elettronica applicata e nell’ottica, grazie a competenze trentennali nello studio delle sorgenti di luce ultravioletta. Rispetto ai sistemi di illuminazione “sanificanti” utilizzati da anni soprattutto in ambito ospedaliero, queste lampade sterilizzanti non utilizzano il mercurio, nocivo per l’ambiente, sono meno ingombranti e hanno tempi di accensione e spegnimento più rapidi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In particolare, SAVE è una lampada da soffitto pronta per l’industrializzazione, dotata di un sistema smart che abbina algoritmi e tecnologie radar per la gestione sicura del personale. Di facile installazione e già dotata di certificazione virucida, oltre a sanificare consente di programmarne il funzionamento e segnala l’eventuale ingresso indesiderato di persone o animali durante le operazioni. In soli 45 minuti è in grado di sanificare da virus e batteri, incluso il SARS-CoV-2, un ambiente di circa 20 mq, in assenza di persone o animali. </span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Con un livello di maturità tecnologica 6, il cosiddetto Technology Readiness Level o TRL, il nostro prototipo SAVE è stato dimostrato in ambiente rilevante ed è pronto per l’industrializzazione </span></i><span style="font-weight: 400;">&#8211; sottolinea Mariano Tarantino, responsabile della divisione ENEA di Sicurezza e sostenibilità nucleare del Centro Ricerche di Bologna. &#8211; </span><i><span style="font-weight: 400;">Per il futuro</span></i><span style="font-weight: 400;"> – aggiunge – </span><i><span style="font-weight: 400;">prevediamo di implementarne le funzionalità con sistemi di assistenza per ipovedenti e di estenderne l’applicazione, ad esempio, sui mezzi pubblici o in agricoltura, per la sanificazione da patogeni, come contributo al controllo della pandemia mondiale”</span></i><span style="font-weight: 400;">. Il progetto SAVE è stato finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca e, in parte, da risorse ENEA.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per quanto riguarda UV-CiSANA, si tratta di lampade innovative a LED UV-C per sanificare superfici, aria e acqua, in grado di eliminare oltre il 99,9% di batteri e virus, incluso il SARS-CoV-2, anche in pochi secondi di irraggiamento. Le lampade a LED UV-C sono compatte, facilmente trasportabili, sostenibili e con dimensioni e tempi di accensione e spegnimento ridotti rispetto alle lampade a mercurio comunemente utilizzate. La tecnologia è efficace anche per la sterilizzazione in tempo reale di acqua con flusso tipico di un comune rubinetto, così come per la sanificazione dell’aria in locali chiusi (uffici, aule scolastiche, negozi, ecc.). </span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“La capacità sterilizzante dei LED UV-C, che emettono radiazione ultravioletta della banda C, è nota da tempo. La sua utilità si basa sul fatto di essere assorbita efficacemente dal DNA/RNA dei patogeni (virus, batteri, funghi), rompendone i legami e causandone quindi l’eliminazione o l’inattivazione</span></i><span style="font-weight: 400;"> &#8211; spiega Sarah Bollanti del laboratorio ENEA di Applicazioni dei plasmi ed esperimenti interdisciplinari. &#8211; </span><i><span style="font-weight: 400;">La tecnologia a LED UV-C</span></i><span style="font-weight: 400;"> – aggiunge – </span><i><span style="font-weight: 400;">è promettente, e la nostra esperienza in ottica, e in particolare in sorgenti di luce ultravioletta, ci permette di progettare e realizzare dispositivi ad hoc per le diverse necessità. Siamo disponibili a nuove collaborazioni anche per valutare applicazioni in cui compattezza, trasportabilità e rapidità di utilizzo siano prioritarie, come ad esempio su treni, aerei e altri mezzi di trasporto”. </span></i></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Scipio Sighele</span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Fonte: www.Enea.it</span></i></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8229" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/energia-lampadine-anticovid-ci-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/energia-lampadine-anticovid-ci-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/energia-lampadine-anticovid-ci-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/energia-lampadine-anticovid-ci-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/energia-lampadine-anticovid-ci-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/energia-lampadine-anticovid-ci-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/energia-lampadine-anticovid-ci-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/energia-lampadine-anticovid-ci-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8230" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/energia-lampadine-anticovid-ci-4-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/energia-lampadine-anticovid-ci-4-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/energia-lampadine-anticovid-ci-4-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/energia-lampadine-anticovid-ci-4-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/energia-lampadine-anticovid-ci-4-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/energia-lampadine-anticovid-ci-4-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/energia-lampadine-anticovid-ci-4-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/energia-lampadine-anticovid-ci-4.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8231" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/energia-lampadine-anticovid-ci-5-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/energia-lampadine-anticovid-ci-5-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/energia-lampadine-anticovid-ci-5-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/energia-lampadine-anticovid-ci-5-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/energia-lampadine-anticovid-ci-5-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/energia-lampadine-anticovid-ci-5-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/energia-lampadine-anticovid-ci-5-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/energia-lampadine-anticovid-ci-5.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Training for Circularity: borse di studio su nuove professionalità green</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2022 15:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente e sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Domanda vs Offerta]]></category>
		<category><![CDATA[Scipio Sighele]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ENEA, Erion WEEE e CDCA insieme su RAEE e green marketing  Formare giovani professionisti nel campo dell’economia circolare e della sostenibilità. È con questo obiettivo che il consorzio Erion WEEE, ENEA &#8211; Dipartimento Sostenibilità dei Sistemi Produttivi e Territoriali e CDCA &#8211; Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali lanciano il progetto Training for Circularity che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
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<p><b>ENEA, Erion WEEE e CDCA insieme su RAEE e green marketing </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Formare giovani professionisti nel campo dell’economia circolare e della sostenibilità. È con questo obiettivo che il consorzio Erion WEEE, ENEA &#8211; Dipartimento Sostenibilità dei Sistemi Produttivi e Territoriali e CDCA &#8211; Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali lanciano il progetto Training for Circularity che bandisce dieci borse di studio per laureati pensate per promuovere nuove professionalità nel campo dell’economia circolare. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il programma di formazione della durata di 12 mesi interessa 5 profili professionali sia nella filiera del recupero delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), dall’eco-design al trattamento (8 borse di studio), che nel settore comunicazione, marketing e fundraising per la sostenibilità e la circolarità (2 borse di studio). Gli assegnatari, selezionati sulla base di titoli ed esami conseguiti, saranno accolti e formati da ENEA, presso il Centro Ricerche Casaccia di Roma, e CDCA e seguiti in tutto il percorso da esperti del settore delle due realtà ospitanti e del Consorzio Erion WEEE.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per Giorgio Arienti, direttore generale Erion WEEE &#8211; </span><i><span style="font-weight: 400;">“La transizione da un modello economico lineare a uno circolare è anche, forse soprattutto, un fatto culturale: richiede un cambiamento di approccio globale, dalle logiche di approvvigionamento delle materie prime, alla progettazione dei nuovi prodotti, alla loro modalità di acquisto, utilizzo, riparazione, riutilizzo, fino alla gestione dei rifiuti che ne derivano. Affinché questo cambiamento culturale avvenga servono informazione e formazione”. </span></i></p>
<p><b>Il progetto “Training for Circularity &#8211; Borse di Studio (WEEE edition)”</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Parte del programma di comunicazione “DireFareRAEE”, fortemente voluto e approvato nei mesi scorsi dal CDA di Erion WEEE, prevede numerose iniziative di sensibilizzazione nel biennio 2022 &#8211; 2023. Per Laura Greco, responsabile formazione CDCA, centro studi indipendente che edita la testata giornalistica EconomiaCircolare.com: </span><i><span style="font-weight: 400;">“La sfida informativa e quella formativa devono andare di pari passo; per questo sin dal lancio del progetto editoriale abbiamo lavorato per affiancare al lavoro di redazione un competence center che potesse offrire servizi di formazione e consulenza sui temi della circolarità. Un luogo non fisico, che abbiamo chiamato “Training for Circularity”, in cui acquisire e rafforzare competenze ed expertise, fondamentali per stimolare un cambiamento duraturo dei sistemi di produzione e di consumo. Questo il senso dell&#8217;operazione, di cui le borse di studio sono fiore all&#8217;occhiello e prima iniziativa di formazione on the job, con l’obiettivo di creare percorsi specializzanti di alta formazione”.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per Claudia Brunori, responsabile divisione ENEA Uso Efficiente delle risorse e chiusura dei cicli del Dipartimento Sostenibilità dei Sistemi Produttivi e Territoriali, che accoglierà e formerà 8 borsisti presso il Centro Ricerche Casaccia di Roma: </span><i><span style="font-weight: 400;">“La chiusura dei cicli nelle filiere produttive richiede nuove professionalità con una conoscenza specifica di tecnologie e metodologie innovative per un uso più efficiente delle risorse ma anche conoscenze trasversali sul modello economico circolare e capacità di visione trasversale sull’intera catena di valore. Con questo progetto si intende formare tali professionalità, partendo dalla filiera dei RAEE, che saranno addestrate in stretta connessione con le aziende di settore, per rispondere a specifiche esigenze del mondo produttivo”.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;erogazione delle borse di studio è destinata a giovani laureati di diversi campi disciplinari (Ingegneria chimica, gestionale e dei materiali, Architettura, Scienze ambientali, Chimica, Fisica, Economia, Sostenibilità, Marketing, Scienze della comunicazione, Comunicazione aziendale e Design). La raccolta delle candidature prende il via dal 14 novembre, e terminerà alle 23.59 del 14 dicembre.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Fonte: </span><a href="https://www.enea.it/it"><span style="font-weight: 400;">https://www.enea.it/it</span></a></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Scipio Sighele</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8268" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/training-for-circularity-A_S-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/training-for-circularity-A_S-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/training-for-circularity-A_S-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/training-for-circularity-A_S-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/training-for-circularity-A_S-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/training-for-circularity-A_S-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/training-for-circularity-A_S-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/training-for-circularity-A_S-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Un Frecciarossa dedicato al Generale dalla Chiesa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Sep 2022 15:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[ArtItalia o GraffItalia]]></category>
		<category><![CDATA[Scipio Sighele]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono segni e segni. Quello della morte del Generale Carlo Alberto dalla Chiesa ucciso 40 anni fa a Palermo per mano della mafia. Un segno, terribile, rimasto nella memoria e nell’anima del nostro Paese. Il Generale dalla Chiesa però ha lasciato un segno ancora più grande e più forte che è quello del suo [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Ci sono segni e segni. Quello della morte del Generale Carlo Alberto dalla Chiesa ucciso 40 anni fa a Palermo per mano della mafia. Un segno, terribile, rimasto nella memoria e nell’anima del nostro Paese. Il Generale dalla Chiesa però ha lasciato un segno ancora più grande e più forte che è quello del suo esempio di uomo di Stato che ancora oggi vive e si trasmette nelle nuove generazioni. L’iniziativa presa dalle Ferrovie dello Stato è sicuramente una bella cosa. Spesso vediamo i treni segnati da graffiti peraltro di discutibile gusto e poco rispettosi di un bene comune. Sarà invece possibile vedere un segno forte nell’immagine del Generale dalla Chiesa che adornerà un Frecciarossa dedicato che viaggerà da Torino a Reggio Calabria con l’immagine del Generale e Prefetto ucciso dalla mafia il 3 settembre 1982.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un Frecciarossa dedicato al </span><b>Generale Carlo Alberto dalla Chiesa</b><span style="font-weight: 400;">, con l’immagine del suo volto e una sua celebre frase impresse sulle fiancate del treno, viaggerà fino al 31ottobre lungo la rotta ferroviaria Torino – Reggio Calabria per commemorarne il sacrificio a 40 anni dal brutale eccidio di via Isidoro Carini a Palermo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Il Frecciarossa – riporta una nota del </span><b>Gruppo FS</b><span style="font-weight: 400;"> &#8211; presenta una livrea esterna sulla quale è stato riprodotto il volto del Generale, la data di nascita e di morte e una sua frase simbolica: </span><b>“Certe cose non si fanno per coraggio, si fanno solo per guardare più serenamente negli occhi i propri figli e i figli dei nostri figli”</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Il Generale Carlo Alberto dalla Chiesa – ha dichiarato l’amministratore delegato di FS </span><b>Luigi Ferraris</b><span style="font-weight: 400;"> &#8211; con il suo impegno nella lotta al terrorismo e alla mafia è stato, fino al sacrifico estremo, un modello di fedeltà allo Stato e ai suoi più alti valori democratici: libertà e legalità. Con questo Frecciarossa a lui dedicato il Gruppo FS intende mantenerne vivo il ricordo e l’esempio e riaffermare con forza quei valori che sono anche alla base della nostra cultura d’impresa.” </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’immagine del Generale dalla Chiesa verrà esposta anche sui monitor a bordo di tutte le Frecce, sulle self-service e sui totem posti nei FRECCIA Lounge e FRECCIA Club presenti nelle stazioni attraversate dal Frecciarossa livreato. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Scipio Sighele</span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Fonte: lestradedellinformazione.it</span></i></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6725" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-un-frecciarossa-dedicato-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-un-frecciarossa-dedicato-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-un-frecciarossa-dedicato-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-un-frecciarossa-dedicato-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-un-frecciarossa-dedicato-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-un-frecciarossa-dedicato-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-un-frecciarossa-dedicato-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-un-frecciarossa-dedicato.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Performance delle aziende ospedaliere, ecco come valutarle</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Sep 2022 15:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute&benessere]]></category>
		<category><![CDATA[PrepUtenza]]></category>
		<category><![CDATA[Scipio Sighele]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentato il sistema di misurazione e valutazione della performance delle aziende ospedaliere. AGENAS, in collaborazione con il Laboratorio Management e Sanità (MeS) della Scuola Superiore Sant’Anna, ha presentato lo scorso 8 luglio a Napoli la sperimentazione del sistema di misurazione e valutazione della performance delle aziende ospedaliere. La sperimentazione, applicata all’anno 2019 per avere il [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Presentato il sistema di misurazione e valutazione della performance delle aziende ospedaliere.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">AGENAS, in collaborazione con il Laboratorio Management e Sanità (MeS) della Scuola Superiore Sant’Anna, ha presentato lo scorso 8 luglio a Napoli la sperimentazione del sistema di misurazione e valutazione della performance delle aziende ospedaliere.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La sperimentazione, applicata all’anno 2019 per avere il punto di partenza pre-pandemia, si ispira alle dimensioni della misurazione della qualità di Donabedian &#8211; ovvero struttura, processo ed esito.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il report si basa su due sistemi di misurazione consolidati – il Programma Nazionale Esiti e il Sistema di Valutazione dei Sistemi Sanitari Regionali, aggiungendo una prospettiva di analisi nuova, che fotografa l’assetto organizzativo e alcune scelte economico-gestionali delle aziende ospedaliere.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Valutare la performance dei servizi sanitari è tra i compiti istituzionali dell’AGENAS &#8211; dichiara il Direttore Generale dott. Domenico Mantoan – La legge 145/2018 prevede che l’Agenzia realizzi un sistema di analisi e monitoraggio delle performance delle aziende sanitarie che includa la dimensione economico-gestionale, organizzativa, finanziaria e contabile, clinico-assistenziale oltre all’efficacia clinica e dei processi diagnostico-terapeutici, della qualità, della sicurezza e dell’esito delle cure. La sperimentazione presentata in collaborazione con il Laboratorio Management e Sanità (MeS) della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, è un punto di partenza importante per supportare le regioni e le aziende nell’analisi integrata e multidimensionale della performance dei servizi sanitari”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“L’opportunità offerta dal PNRR &#8211; dichiara la Prof.ssa Sabina Nuti, Rettrice della Scuola Superiore Sant&#8217;Anna &#8211; richiede al nostro Servizio Sanitario Nazionale e ai nostri sistemi sanitari regionali e aziendali un ulteriore sforzo di trasparenza e accountability. Solo il confronto pubblico sui risultati può permettere di indirizzare gli investimenti verso quei progetti che saranno capaci di restituire il maggiore valore aggiunto e di contribuire alla riduzione di quel divario di cittadinanza che è una delle priorità trasversali del Piano stesso.”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’analisi, a disposizione delle Regioni e delle Aziende Ospedaliere, riguarda circa 70 indicatori calcolati per 52 Aziende Ospedaliere, le aziende per le quali sono presenti tutte le informazioni e i flussi economico-gestionali e organizzativi.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Scipio Sighele</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6268" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-performance-aziende-ospedaliere-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-performance-aziende-ospedaliere-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-performance-aziende-ospedaliere-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-performance-aziende-ospedaliere-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-performance-aziende-ospedaliere-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-performance-aziende-ospedaliere-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-performance-aziende-ospedaliere-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-performance-aziende-ospedaliere.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>L’Europa e l’energia del futuro: lo stato dell&#8217;arte per DEMO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Sep 2022 15:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[PrepUtenza]]></category>
		<category><![CDATA[Scipio Sighele]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un numero speciale della rivista scientifica Fusion Engineering &#38; Design ha presentato lo stato dell&#8217;arte nella progettazione della centrale elettrica a fusione dimostrativa DEMO in Europa. Il consorzio di ricerca europeo EUROfusion traccia un percorso di ricerca scientifica e ingegneristica dalla scienza di base ai dispositivi attuali, fino alla progettazione della centrale elettrica a fusione dimostrativa DEMO, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
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<p><i><span style="font-weight: 400;">Un numero speciale della rivista scientifica Fusion Engineering &amp; Design ha presentato lo stato dell&#8217;arte nella progettazione della centrale elettrica a fusione dimostrativa DEMO in Europa.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il consorzio di ricerca europeo EUROfusion traccia un percorso di ricerca scientifica e ingegneristica dalla scienza di base ai dispositivi attuali, fino alla progettazione della centrale elettrica a fusione dimostrativa DEMO, in grado di produrre elettricità netta poco dopo la metà del secolo secondo il programma di sviluppo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">DEMO è una struttura unica nel suo genere che rappresenta il prossimo passo tecnologico dopo l&#8217;esperimento globale di fusione ITER. Mira a dimostrare la produzione netta di 300-500 megawatt di elettricità, nonché tecnologie essenziali come la manutenzione remota e l&#8217;allevamento del trizio. Quest&#8217;ultima tecnologia per produrre in loco il combustibile da fusione al trizio è un requisito fondamentale non solo per la DEMO ma anche per qualsiasi dispositivo futuro per l&#8217;energia da fusione che segua ITER.</span></p>
<p><b><i>Lo stato dell’arte della Progettazione preliminare e la sua presentazione alla comunità scientifica.</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per condividere lo stato dell&#8217;arte nella progettazione di centrali elettriche dimostrative con il mondo, il team DEMO presenta il risultato della loro </span><i><span style="font-weight: 400;">fase di progettazione preliminare</span></i><span style="font-weight: 400;"> (2014-2020) in un numero speciale della rivista scientifica </span><i><span style="font-weight: 400;">Fusion Engineering &amp; Progettazione</span></i><span style="font-weight: 400;">. In 25 pubblicazioni scientifiche ad accesso aperto sottoposte a revisione paritaria insieme a sette articoli non manoscritti di supporto, trattano argomenti dallo scarico di potenza all&#8217;allevamento del trizio, dall&#8217;estrazione di calore di alta qualità dalla </span><i><span style="font-weight: 400;">coperta</span></i><span style="font-weight: 400;"> di allevamento, dalla manutenzione remota dei componenti all&#8217;interno del vaso, ai robusti design dei magneti, materiali per componenti strutturali e di rivestimento al plasma qualificati, nonché sicurezza e integrazione nucleare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nelle osservazioni conclusive al numero speciale, Gianfranco Federici, Capo del Dipartimento Tecnologie di Fusione di EUROfusion, e Tony Donné, Responsabile del Programma EUROfusion, riassumono le principali lezioni apprese nello sforzo iniziale per progettare DEMO.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8220;Le attività di progettazione e ricerca e sviluppo DEMO in Europa stanno beneficiando in gran parte dell&#8217;esperienza maturata nella progettazione, licenza e costruzione di ITER&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Ci sono molte discussioni sulla realizzazione di dispositivi per l&#8217;energia a fusione più piccoli, più economici e più veloci, ma la verità è che non esiste un proiettile d&#8217;argento per risolvere i complessi problemi di integrazione della progettazione nucleare di un dispositivo a fusione. Le attività di progettazione per DEMO considerano quindi tutti questi temi in un approccio integrato”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Le incertezze nella scienza e nell&#8217;ingegneria della fusione persisteranno durante le fasi di progettazione concettuale e ingegneristica. È stata individuata l&#8217;importanza della gestione della complessità e dell&#8217;incertezza ed è stato implementato un quadro preliminare di ingegneria dei sistemi adeguato che sarà ulteriormente sviluppato in futuro, con l&#8217;obiettivo di stabilire un processo decisionale solido, ripetibile e tracciabile per l&#8217;architettura DEMO. La schermatura dalle radiazioni e la sicurezza svolgono un ruolo preponderante nella progettazione e la propagazione dei requisiti di sicurezza sulla progettazione non dovrebbe essere posticipata. Un impegno tempestivo con le autorità di regolamentazione delle licenze sarebbe molto utile per comprendere e affrontare le potenziali implicazioni sulla sicurezza attraverso il miglioramento del design&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si lancia l’allarme sul rischio di perdere un patrimonio di esperienza che non deve essere depauperato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I due ricercatori concludono la sintesi di DEMO R&amp;D presentando il piano per il futuro. “Ciò dipende dalla tempistica e da persone qualificate tanto quanto dall&#8217;implementazione di un piano di maturazione tecnologica che si basa in modo critico sulla disponibilità di strutture tecnologiche esistenti e nuove. Inoltre vi è la necessità di ampliare la formazione di giovani ingegneri, di coinvolgere l&#8217;industria nel processo di progettazione e di espandere la collaborazione internazionale per colmare lacune critiche&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Programmi di istruzione e formazione dedicati, nelle università e nei laboratori di fusione, sono assolutamente vitali per sostenere lo sforzo per sviluppare la fusione e allevare la nuova generazione di scienziati e ingegneri della fusione. Se gli sforzi di progettazione ingegneristica DEMO iniziano troppo a lungo dopo la consegna di ITER, una forza lavoro altamente qualificata ed esperta andrà persa a favore di altri settori, con un&#8217;inevitabile fuga di cervelli e la perdita delle lezioni apprese&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8220;Ecco perché ci concentriamo sull&#8217;attrarre sul campo persone di talento ed entusiaste, in particolare ingegneri che hanno una visione sistemica dell&#8217;intero impianto&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">EUROfusion forma oltre 700 dottorandi in tutta Europa e attrae talenti attraverso 15 borse di ingegneria EUROfusion e 10 borse di ricerca ogni anno.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Scipio Sighele</span></p>
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<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/leuropa-e-lenergia-del-futuro-lo-stato-dellarte-per-demo/">L’Europa e l’energia del futuro: lo stato dell&#8217;arte per DEMO</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
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