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	<title>Manuela Galliè Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
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		<title>Ponzio Pilato, il significato profondo di un gesto che ha segnato la storia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2022 16:40:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[MadeInAbruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Manuela Galliè]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ponzio Pilato era abruzzese, il prefetto della Giudea dal 26 al 36 d.c., che ‘’Se ne lavò le mani’’ era di Bisenti (TE). Discendente di Ponzio Aquila nacque a Bisenti dove i suoi genitori erano in esilio, in quel periodo la zona di Bisenti si chiamava Palestina Picena e venivano osservate molte tradizioni di origine [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-2449-1" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/10-Ponzio-Pilato.mp3?_=1" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/10-Ponzio-Pilato.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/10-Ponzio-Pilato.mp3</a></audio>
<p><span style="font-weight: 400;">Ponzio Pilato era abruzzese, il prefetto della Giudea dal 26 al 36 d.c., che ‘’Se ne lavò le mani’’ era di Bisenti (TE). Discendente di Ponzio Aquila nacque a Bisenti dove i suoi genitori erano in esilio, in quel periodo la zona di Bisenti si chiamava Palestina Picena e venivano osservate molte tradizioni di origine giudee e si parlava l’aramaico. La sua conoscenza delle tradizioni ebraiche e la conoscenza dell’aramaico lo portarono a diventare nel 26 d.c. prefetto in Giudea. Alcuni sostengono che fu proprio lui a portare il cristianesimo in Abruzzo e fu uno dei primi a convertirsi. Viene ricordato principalmente per il gesto che fece in occasione dell’arresto di Gesù di Nazareth, dopo numerosi tentativi di convincere la folla che insisteva per la crocifissione si alzo e si lavo le mani, dicendo ‘’sono innocente del sangue di questo giusto: voi ne risponderete’’ e il popolo rispose: ‘’che il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli’’.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Come sempre la bellezza è negli occhi di chi guarda, e io non sono nessuno per giudicare o meno il giusto, ma posso offrire diversi spunti di riflessione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una persona di potere è sempre obbligata a prendere decisioni e poi accettare le conseguenze nonché responsabilità di scelte sbagliate o meriti e popolarità nelle scelte giuste, tuttavia sappiamo bene che ognuno interpreta ciò che vede in modo diverso. Ponzio Pilato fa un gesto molto interessante innanzitutto dal punto di vista simbolico, lavarsi le mani:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211;</span><b>l’acqua</b><span style="font-weight: 400;">, simbolo della vita della rinascita e della purificazione, dell’energia femminile che accoglie e comprende, come la pioggia lava e rinnova per esempio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211;</span><b>le mani, </b><span style="font-weight: 400;">come gli organi tattili che come funzione principale hanno quella di creare, toccare, lavorare, dunque lavarsi le mani risuona più come purifico le mie mani che dovranno assecondare questo scempio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il popolo è tutto d’accordo e una volta non come oggi, si coinvolgeva nelle decisioni, ma soprattutto si correva il rischio di rivoluzioni e rivolte, si combatteva molto più facilmente di oggi e la storia ci insegna quanto siano dure le rivolte fatte uomo a uomo, la sua scelta secondo me fu alquanto ponderata.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non in secondo piano va osservato questo comportamento come un assecondare quello che andava fatto e anche se l’omicidio non è mai giusto senza questa scelta non avremmo avuto la storia del cristianesimo così come la conosciamo. Ci sono gesti che fanno la storia e se continuiamo a tramandarlo a distanza di 3000 anni circa, un impatto lo ha decisamente avuto, dal mio punto di vista penso però esserci due letture:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">-L’ignavia, cioè accondiscendere a ciò che riteniamo ingiusto ma per non creare conflitti abdichiamo sulle decisioni e le lasciamo agli altri.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">-La fede, cioè affidarsi a ciò che quasi non può essere cambiato o che in quel momento non abbiamo forza di cambiare, avere fede nel disegno divino che tanto ha divulgato Gesù sapendo che non la fede in Dio, ma nel suo operato sempre perfetto, ci fa affrontare situazioni in un modo ben preciso e che sono sempre perfette. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Essendo Cristiana da sempre, ed essendo abituata a vedere la bellezza in qualsiasi cosa succede, propendo per la seconda, anche se, vuoi per ingiustizia, vuoi per i sensi di colpa, Pilato viene condannato a morte da Tiberio e si uccide accoltellandosi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un ultimo pensiero va alla folla che urlava, la paura del cambiamento e delle cose che non conosciamo ci porta a prendere decisioni affrettate e non ponderate, la conoscenza e lo studio rimangono sempre le armi migliori per prendere decisioni ascoltando solo noi stessi.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Manuela Galliè</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2476" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/Ponzio-Pilato-il-significato-profondo-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/Ponzio-Pilato-il-significato-profondo-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/Ponzio-Pilato-il-significato-profondo-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/Ponzio-Pilato-il-significato-profondo-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/Ponzio-Pilato-il-significato-profondo-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/Ponzio-Pilato-il-significato-profondo-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/Ponzio-Pilato-il-significato-profondo-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/Ponzio-Pilato-il-significato-profondo.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>GDO si stava meglio quando si stava peggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2022 16:40:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Queen]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[Manuela Galliè]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Gdo nasce dalla necessità di acquisto sempre più crescente determinata dalla rivoluzione industriale e dalla necessità di uniformarsi degli acquisti, sempre di più nasceva il bisogno di far fronte ad una capacita di acquisto del cliente decuplicata, i primi grandi magazzini nascono a fine 800 primi del 900 e nascono Bon Marche in Francia [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">La Gdo nasce dalla necessità di acquisto sempre più crescente determinata dalla rivoluzione industriale e dalla necessità di uniformarsi degli acquisti, sempre di più nasceva il bisogno di far fronte ad una capacita di acquisto del cliente decuplicata, i primi grandi magazzini nascono a fine 800 primi del 900 e nascono Bon Marche in Francia e poi Upim e Standa in Italia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Spostiamo l’attenzione sui settori preferiti delle donne, abbigliamento profumi e calzature.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I primi grandi magazzini fanno alzare le vendite alle stelle e creano un nuovo modo di desiderare gli acquisti, le donne copiano le grandi star ma in maniera più accessibile, un po’ come succede adesso, ma l’attenzione alla vendita è ancora molto alta, le addette vendite sono dei veri e propri riferimenti per l’acquisto, sono icone del consiglio migliore sia nelle tendenze moda che per colori e taglie di riferimento, la cliente continua a sentirsi coccolata ma tutti i bisogni diventano facilmente possibili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Più andiamo avanti però, più si fa spazio il Low Cost, più le venditrici diventano magazziniere-operaie, la mansione più ricorrente diventa il riassortimento costante e il rassetto del negozio, niente a che fare con la figura mitologica che le commesse avevano nei negozi di quartiere e nei primi grandi magazzini.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La scelta delle ‘’addette alla vendita’’ diventa veloce e meno esigente, si preferiscono persone giovani e i contratti si fanno meno impegnativi a livello di ore, le mansioni ormai sono solo riassortimento, rassetto, taccheggio e sistemazione magazzino, l’attenzione al cliente completamente scomparsa, e l’utente finale diventa quasi un fastidio per le risorse all’interno dei negozi, tanto è il ritmo elevato del lavoro richiesto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Come ogni curva di acquisto, prima o poi inverte completamente la rotta e negli anni novanta 2000 le vendite inesorabilmente diminuiscono, l’apoteosi intorno al 2010 e in quel momento colossi come Inditex ( Zara, Berska ecc ) iniziano a cercare di invertire la rotta riproponendo l’attenzione alla vendita , l’abitudine però di consultare solo i numeri fa sì che sia molto difficile dotarsi di abbastanza risorse per far fronte alla vendita assistita, in negozi con metrature enormi di esposizione merce.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Pandemia del 2020 non aiuta questo cambio di paradigma e i punti vendita chiudono come il domino, la vendita online si fa sempre più spazio a colpi di slogan come ‘’reso gratuito’’ e ‘’Compra prima paga dopo’’, tuttavia ormai qualcosa nel sistema si è bloccato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La pandemia però, come ogni grossa crisi, produce sempre dei risultati super efficienti in termini di idee, ripartenze, rinnovamenti, e chi più dell’universo femminile ha la capacità di reinventarsi? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ed ecco che nuove professioni nascono e crescono, fashion blogger, influencer e venditrici on line, dominano tutti i tipi di mercato, trasformando completamente la vendita che diventa online anche avendo una sede fisica, danno consigli usano i social, interagiscono consigliano e vincono a suon di like e fatturati impensabili.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Manuela Galliè</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2246" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/GDO-si-stava-meglio-quando-si-stava-peggio-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/GDO-si-stava-meglio-quando-si-stava-peggio-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/GDO-si-stava-meglio-quando-si-stava-peggio-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/GDO-si-stava-meglio-quando-si-stava-peggio-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/GDO-si-stava-meglio-quando-si-stava-peggio-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/GDO-si-stava-meglio-quando-si-stava-peggio-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/GDO-si-stava-meglio-quando-si-stava-peggio-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/GDO-si-stava-meglio-quando-si-stava-peggio.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Il coraggio delle scelte importanti per scacciare la paura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Feb 2022 17:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Manuela Galliè]]></category>
		<category><![CDATA[Rincari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Corsi e ricorsi storici.  &#160; Nel 1973, la crisi energetica a seguito della crisi arabo-israeliana provocò un brusco aumento dei prezzi del petrolio e giustificò la corsa all’energia nucleare.  Negli Anni 80, invece, a causa di diversi incidenti nelle centrali nucleari – il più scioccante fu quello di Chernobyl, nell’aprile 1986 – ci fu un’inversione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Corsi e ricorsi storici. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel 1973, la crisi energetica a seguito della crisi arabo-israeliana provocò un brusco aumento dei prezzi del petrolio e giustificò la corsa all’energia nucleare. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Negli Anni 80, invece, a causa di diversi incidenti nelle centrali nucleari – il più scioccante fu quello di Chernobyl, nell’aprile 1986 – ci fu un’inversione di rotta. In questo clima di paura, si tennero i referendum abrogativi del 8 e 9 novembre del 1987 relativi al nucleare, che ebbero un’affluenza di circa il 65% e una larga fetta dei votanti (intorno all’80%) contraria all’energia nucleare. La paura generata dal disastro di Chernobyl, unita a campagne non efficaci relative alla comunicazione delle energie alternative, hanno portato a uno stato di cose che – ancora oggi – vede l’Italia sottostare ai mercati esteri, spesso senza poter incidere sui prezzi. Colmo della beffa per gli italiani: l’aumento – nell’ultimo trimestre del 2021 – degli utili dell’Eni (53%, pari a 3,8 miliardi di euro) grazie al balzo dei prezzi del gas, con le famiglie a dover assorbire gran parte dei rincari, in parte mitigati dalle manovre del Governo Draghi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Cosa ci insegna tutto questo? Che fare scelte impauriti – o, peggio, in preda al panico – è fortemente sconsigliato in tutti i campi. Sapendo che il passato non si può cambiare e che spesso tocca sopportare situazioni esterne sulle quali non possiamo incidere, possiamo lavorare sul presente e sul futuro, cambiando gli occhi con i quali guardiamo il mondo. L’informazione e lo studio ci permettono di fare scelte ponderate circa un problema, senza necessariamente allinearci al pensiero della maggioranza. Nel mio ruolo di life coach, sottolineo sempre come sia importante rinnovare gli occhi che osservano, cioè noi stessi, senza dare potere a situazioni esterne in cui non possiamo incidere. Per dirla con Carl Gustav Jung: «Non c’è presa di coscienza senza sofferenza.  In tutto il mondo la gente arriva ai limiti dell’assurdo per evitare di confrontarsi con la propria anima. Non si raggiunge l’illuminazione immaginando figure di luce, ma portando alla coscienza l’oscurità interiore. Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia». Per questo il mio invito è a lavorare per valorizzare tre cose fondamentali: i nostri talenti; le nostre passioni; il lavoro che ci piace davvero. Perché solo chi fa il proprio lavoro con amore e passione può generare l’abbondanza che merita davvero. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel mio primo libro, “Vivere con l’accento”, un capitolo intero è dedicato alla riscoperta dei propri talenti e di quanto farlo sia essenziale. Vent’anni di esperienza nella gestione, selezione e formazione delle risorse umane mi hanno aperto uno scenario chiaro su come le persone facciano moltissima fatica a scegliere un lavoro che le renda felici, perché non comprendono che lavorare con passione e amore porterà sempre abbondanza e gioia nelle nostre vite e in quelle di chi ci circonda. Come si dice: ama il tuo lavoro e non lavorerai un giorno in tutta la tua vita.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Manuela Galliè</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2088" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/giornale-300x119.jpg" alt="" width="300" height="119" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/giornale-300x119.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/giornale.jpg 320w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2089" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/scritta.jpg" alt="" width="252" height="240" /><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2130" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-35-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-35-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-35-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-35-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-35-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-35-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-35-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/01-35.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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