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Sofferenza silente

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L’aria d’estate ha già iniziato ad inebriare le lunghe giornate di giugno e finalmente possiamo goderci il sole ed il relax sulle nostre amate coste abruzzesi. Come sempre, l’arrivo del caldo annuncia anche il termine dell’anno scolastico ed i bambini sono in trepida attesa di poter fare un tuffo nel mare e di giocare con la sabbia insieme ai loro amici. Le vacanze estive di solito evocano pensieri di riposo, gioia, festa, relax, benessere e moltissime altre connotazioni positive ma, purtroppo, non per tutti è così. Piaga estiva molto nota che tutti conosciamo è l’aumento degli abbandoni di animali domestici lungo tutto lo stivale, da nord a sud da est a ovest. Molti di loro non sopravvivono, altri finiscono nei canili e nei rifugi ed alcuni pochi fortunati trovano subito una nuova famiglia. Questo fenomeno negativo che puntualmente si riconferma ogni anno forse è il più conosciuto ma non è l’unico. 

Un’altra forma di maltrattamento più silente verso i nostri amici animali si manifesta sulle spiagge ogni estate: la sofferenza degli animali marini. Granchi, stelle marine, pesciolini, paguri, meduse e gamberetti sono solo alcuni degli animali che vengono catturati con retini e secchielli solo per gusto di poterli osservare più da vicino o per poter intrattenere i bambini come fossero dei giocattoli. Spesso le intenzioni di coloro che catturano questi animali, adulti o bambini che siano, non sono cattive, tanto che dopo aver soddisfatto la propria curiosità o averci “giocato” un po’, li rilasciano liberi in mare. Queste persone, in particolar modo i bambini, non sono consapevoli della sofferenza che può infliggere ad un animale un’azione tanto semplice come quella di mettere, ad esempio, un granchio nel secchiello con un po’ d’acqua. Si ignorano gli effetti provocati al malcapitato. Un animale catturato per gioco e messo dentro un secchiello di plastica prova dolore, paura, difficoltà nel respirare e potrebbe arrivare persino a morire dopo una lunga e lenta agonia anche una volta reintrodotto nel suo ambiente naturale. L’acqua contenuta nel secchiello raggiunge presto alte temperature mentre il poco ossigeno che si esaurisce trasforma quel “gioco” in una vera prigione di tortura per il povero essere vivente. Siamo noi adulti a dover dare il buon esempio e a intervenire spiegando e educando i bambini all’empatia e alla conoscenza della specie che ha catturato la loro attenzione. 

Insegnare ad osservare gli animali ed il loro comportamento nel loro habitat naturale significa porre le basi per far crescere un futuro adulto più empatico e più rispettoso non solo verso gli animali e l’ambiente, ma verso il diverso in generale. Provocare sofferenze agli animali, inoltre, è considerato reato dall’articolo 544 del Codice penale oltre ad essere un’azione profondamente immorale. Come scritto sopra, spesso non si è neanche consapevoli di stare commettendo un maltrattamento nei confronti di questi animali marini, certi della convinzione che una volta reintrodotti in mare loro continuino la loro vita come se nulla gli fosse successo. Purtroppo, non è così. Facciamo in modo, quindi, che questa estate sia all’insegna del benessere non solo per noi e i nostri figli, ma per tutti gli esseri viventi del pianeta, dal mare alla montagna. 

Immergiamoci allora con maschera e boccaglio insieme ai bambini e mostriamo loro la bellezza dell’ecosistema che popola i nostri mari. 

Dott.ssa Francesca Alcinii

www.fioridibachpercaniegatti.it