L’EVOLUZIONE DAL GARZONE DI BOTTEGA AI NUOVI DRONI E ROBOT AUTOMATIZZATI.
L’automazione coinvolgerà sempre più il settore alimentare con App e sistemi di consegna intelligenti, scopriamo insieme gli scenari da qui a pochi anni.
L’emergenza pandemica ha incrementato notevolmente le consegne a domicilio in tutti i settori, soprattutto in quello alimentare. Negli ultimi anni, tutti noi abbiamo usufruito dei servizi dell’Home Delivery, sia per evitare spazi affollati che per avere più tempo libero e restare rilassati in casa facendo acquisti distesi sul divano e scorrendo lo schermo dello smartphone. È dunque in atto un vero e proprio assalto digitale alla spesa, con delle App sempre più mirate a soddisfare le esigenze dei clienti più pretenziosi alla ricerca di prodotti di nicchia.
Il sistema di delivery della grande distribuzione organizzata è arrivato però al collasso, non riuscendo di fatto a far fronte alle innumerevoli richieste dei clienti. La grande difficoltà non sono gli approvvigionamenti di materie prime ma gli ultimi chilometri, il cosiddetto “ultimo miglio” che li separa dal cliente, ovvero il sistema di consegna al consumatore finale. I clienti sono in costante aumento e vogliono che gli ordini vengano consegnati rapidamente e tale richiesta sta spingendo le aziende ad esplorare nuove tecnologie e sistemi di distribuzione automatizzati.
Negli anni si è passati dalla figura romantica del garzone di bottega, al quale le nostre nonne affidavano le buste più pesanti acquistate nel negozio di fiducia sotto casa e con il quale scambiavano due chiacchiere sul pianerottolo, ai famosi rider, pony o fattorini, “ragazzi della strada” oggetto di tante battaglie sindacali nazionali ed internazionali con cui non vogliamo minimamente avere un contatto umano, uno scambio di sguardi, anzi a volte diciamo freddamente al citofono: “lasciate tutto nell’ascensore, grazie”.
Ecco perché le aziende di logistica stanno guardando alle nuove tecnologie sostituendo gli esseri umani con mezzi tecnologici, tagliando i costi di gestione in maniera netta e accelerando i tempi di consegna. Rientrano in questa categoria: droni, robot e veicoli autonomi. Tra queste, in base ai primi studi, la più promettente sembra la combinazione di veicoli autonomi e droni. Quest’ultimi hanno un raggio d’azione limitato ma una grande libertà di movimento, e possono acquisire più autonomia se accompagnati vicino al luogo della consegna da un veicolo autonomo in movimento. Il drone può essere sostituito da un robot a ruote, ma solo limitatamente alle zone più periferiche meno congestionate e più urbanizzate. Il robot una volta arrivato a destinazione avvisa il cliente che può incontrarlo e sbloccarlo tramite App.
Le grandi aziende di logistica prevedono entro il 2030 di consegnare regolarmente e in maniera automatizzata decine di miliardi di pacchi all’anno, rispettando i tempi e garantendo un alto standard di qualità del servizio e del prodotto. Una vera e propria flotta di robot viaggianti sui nostri cieli e nelle nostre strade, che va a soddisfare le richieste incrociate di chi compra e di chi produce, da ogni parte del mondo.
Facciamo però insieme una riflessione: quante volte abbiamo scelto un negozio più lontano rispetto ad uno più vicino solo per il rapporto umano che si era instaurato con il proprietario o il commesso? Per la sua educazione, gentilezza, professionalità, per i suoi consigli? Lo stesso potrebbe accadere con un buon servizio di consegna a domicilio. Ecco perché sarebbe opportuno lasciare sempre la possibilità al cliente di fare una scelta “umana”, oltre a quella automatizzata, che tenga conto di tanti fattori, come ad esempio l’aumento crescente di clienti della terza età, la capacità di ascolto, la cortesia, e la disponibilità verso il consumatore.
Magari il più delle volte, entrando nell’App dedicata all’acquisto, premeremo il tasto della “consegna automatizzata” ma potrebbe arrivare il giorno in cui sentiremo il bisogno di un contatto umano, di sistemarci davanti allo specchio per accogliere qualcuno alla porta, pronti a sorridere e a scambiare delle parole cordiali e gentili verso uno sconosciuto, che ricambierà regalando un po’ di umanità ad una giornata trascorsa a lavorare chiusi in casa davanti ad un pc, un tablet ed uno smartphone, mezzi con i quali comunichiamo con tante persone che non viviamo realmente. Ricordiamoci sempre che siamo degli esseri umani, dotati di intelligenza ed empatia, che hanno bisogno di esperienze che non ci facciano sentire solo un numero o un’appendice di una tastiera. Abbiamo bisogno di parlare, esprimerci, sorridere, guardarci negli occhi, nutrire la nostra anima con le emozioni e le energie dei rapporti personali.
Giorgio Olori








