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	<title>Salute un diritto di tutti ...o no? Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
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		<title>L’Universal Health Coverage-UHC : chimera o realtà? </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Sep 2023 15:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute&benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Giorgi]]></category>
		<category><![CDATA[Salute un diritto di tutti ...o no?]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che a tutt&#8217;oggi almeno la metà degli 8 miliardi delle persone nel mondo non ha ancora una copertura completa dei servizi sanitari essenziali, e anche se questa percentuale è migliorata dal 2000 esistono ancora tante disparità tra i vari Paesi.  È stato rilevato nel 2010, che le persone nei Paesi più [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che a tutt&#8217;oggi almeno la metà degli 8 miliardi delle persone nel mondo non ha ancora una copertura completa dei servizi sanitari essenziali, e anche se questa percentuale è migliorata dal 2000 esistono ancora tante disparità tra i vari Paesi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È stato rilevato nel 2010, che le persone nei Paesi più ricchi hanno comunque speso per l&#8217;accesso ai servizi sanitari circa il 10% del loro budget familiare, ma circa 100 milioni di quanti vivono con meno di 2 dollari al giorno sono finiti in estrema povertà per avere l&#8217;assistenza sanitaria, tanto che quella spesa viene definita &#8220;catastrofica&#8221;, e questa è una palese ingiustizia! Non dovrebbe accadere di dover scegliere tra curare la propria salute o far vivere i propri cari sommersi dalle ristrettezze economiche! Oggi, dopo l&#8217;esperienza della pandemia, è ancora più urgente cercare soluzioni per offrire l&#8217;UHC alla globalità delle persone, che tra l&#8217;altro rispetto al passato ha aspettative più alte e chiede ai governi interventi mirati a offrire in modo diffuso, e non come un privilegio per pochi, servizi efficienti e cure avanzate.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La copertura sanitaria universale o UHC è un tema rilevante per l&#8217;affermazione in modo concreto dei diritti umani, che altrimenti restano solo negli intenti politici come principio astratto.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Certo, il progetto dell’UHC sembra difficile da realizzare, perché è costoso un sistema che estenda la copertura sanitaria a tutta la popolazione, garantisca tutti i servizi e le prestazioni necessarie senza caricare le persone di ulteriori costi diretti, ma il suo raggiungimento  rappresenta il target 3.8 dei Sustainable Developed Goals, e quindi non è relegato tra gli obiettivi ambiziosi del mondo ideale!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;Agenda 2030 dell&#8217;ONU, che è stata firmata  il 25 settembre 2015 da 193 Paesi con lo scopo di costruire un presente e un futuro sostenibili, nell&#8217;intento di assicurare salute e benessere per tutti, pone  di perseguire questi traguardi: ridurre la mortalità materna, la mortalità neonatale e quella  dei bambini sotto i cinque anni,vincere la lotta contro le epidemie, ridurre di un terzo la mortalità causata da malattie non trasmissibili con la prevenzione e i trattamenti efficaci, prevenire e trattare l’abuso di sostanze, garantire a tutti l’accesso ai servizi di assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva, raggiungere appunto una copertura sanitaria universale, ridurre il numero di morti e malattie causati da sostanze chimiche, contaminazione e inquinamento, finanziare la ricerca e lo sviluppo di vaccini e farmaci per le malattie trasmissibili e non trasmissibili soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, aumentare i fondi destinati alla sanità e al personale sanitario con attenzione particolare ai Paesi in via di sviluppo</span><span style="font-weight: 400;">, ra</span><span style="font-weight: 400;">fforzare la capacità di tutti i Paesi di segnalare, gestire e ridurre i rischi legati alla salute.  Per tutto ciò, non esiste una soluzione uguale per tutte le realtà, ma si tratta di avanzare nel processo secondo le possibilità di ogni Paese.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma come?Attraverso i gesti quotidiani e le scelte coerenti con l’etica! Infatti, con l’impegno condiviso si può migliorare il welfare in generale e di conseguenza  l’estensione della copertura sanitaria, che vede già  un’ottima valutazione riconosciuta all’Italia per le prestazioni del SSN, ma nella realtà rimangono ancora tante differenze tra regione e regione.  Troppi pazienti  ancora oggi sono  costretti  ad affrontare il disagio dei “viaggi della speranza” lontano dalla propria residenza o a rivolgersi alla sanità privata per avere cure tempestive, e questo anche dopo aver onestamente contribuito con le imposte dovute alle spese per sostenere la sanità pubblica. Se una soluzione può venire dall’assicurazione sanitaria privata, bisogna farlo capire in tempo ai cittadini, perché da anziani è  quasi impossibile stipulare polizze sanitarie: troppo oneroso! </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un altro fronte su cui agire, per avere quei servizi sanitari che l’Agenda 2030 affida all’impegno dei politici, è quello di tornare a porre l’accento anche sui doveri, che tutti i cittadini hanno a fronte dei diritti.  Per decenni, abbiamo permesso la crescita dell&#8217;evasione fiscale, di svolgere un lavoro senza vere competenze solo per favoritismo, abbiamo visto concedere bonus a chi non cerca proprio un lavoro e vive di espedienti, ma ora è tempo di cambiare rotta e investire invece nella copertura sanitaria universale, che è un bene soprattutto per i veri svantaggiati, le vere vittime quando mancano investimenti coraggiosi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Poi, bisogna diffondere uno stile di vita responsabile a tutela della salute personale e degli altri con la formazione a partire dalla scuola dell’infanzia, che può aiutare la prevenzione dalle dipendenze e dalle malattie, educando all&#8217;alimentazione sana, all&#8217;igiene e alla cura di sé. Con l&#8217;attenzione ai gesti quotidiani si possono evitare sprechi di risorse e di cibo, si può curare l&#8217;ambiente con la raccolta differenziata e la riduzione della plastica&#8230;sono tanti gli atti che possono incidere sul cambiamento, rendendo consapevoli che l&#8217;utilitarismo uccide il buon vivere sociale, e non in senso metaforico!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La guerra in corso in Europa e i tanti teatri di conflitto nel mondo dimostrano che solo se la vita è rispettata come sacra e la solidarietà abita con noi, si possono risolvere le emergenze e le varie povertà: altrimenti, le spese per le armi e per mantenere il controllo del territorio sottrarranno sempre risorse ai servizi per i cittadini.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Senza questo cambio di passo, che richiede tempi lunghi di attuazione, l’UHC resterà solo una chimera, mentre il patto sociale fondato sul rispetto delle regole di civiltà si dissolverà senza produrre benefici per nessuno, perché nella degenerazione delle relazioni tutto viene compromesso! </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La salute parte del ben-essere, e dubito che possano goderne le persone chiuse nel loro tornaconto, non attente alla promozione dei diritti per tutti&#8230;pensiamoci, e forse arriverà il tempo del progresso reale.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Paola Giorgi</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11280" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-UHC-chimera-o-realta-s_b-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-UHC-chimera-o-realta-s_b-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-UHC-chimera-o-realta-s_b-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-UHC-chimera-o-realta-s_b-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-UHC-chimera-o-realta-s_b-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-UHC-chimera-o-realta-s_b-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-UHC-chimera-o-realta-s_b-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-UHC-chimera-o-realta-s_b.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11281" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-UHC-chimera-o-realta-s_b-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-UHC-chimera-o-realta-s_b-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-UHC-chimera-o-realta-s_b-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-UHC-chimera-o-realta-s_b-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-UHC-chimera-o-realta-s_b-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-UHC-chimera-o-realta-s_b-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-UHC-chimera-o-realta-s_b-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/2-UHC-chimera-o-realta-s_b.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Io, tu, tutti volontari!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Sep 2023 15:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Associazioni e dissociazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Giorgi]]></category>
		<category><![CDATA[Salute un diritto di tutti ...o no?]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> Il mondo del Volontariato di Pescara è stato protagonista dell&#8217;evento organizzato dal Centro Servizi per il Volontariato lo scorso 5 giugno 2023 nell&#8217;accogliente spazio dell&#8217;Istituto Alberghiero De Cecco a Pescara, a conclusione dei progetti realizzati durante questi mesi, grazie all&#8217;impegno di tanti giovani studenti delle scuole superiori, scesi in campo per sperimentarsi e vivere in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;"> Il mondo del Volontariato di Pescara è stato protagonista dell&#8217;evento organizzato dal Centro Servizi per il Volontariato lo scorso 5 giugno 2023 nell&#8217;accogliente spazio dell&#8217;Istituto Alberghiero De Cecco a Pescara, a conclusione dei progetti realizzati durante questi mesi, grazie all&#8217;impegno di tanti giovani studenti delle scuole superiori, scesi in campo per sperimentarsi e vivere in modo operativo solidarietà e amicizia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Presidente del CSV- Abruzzo dottor Casto Di Bonaventura</span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">ha presentato al pubblico intervenuto l&#8217;importante contributo del Terzo Settore, risorsa insostituibile nelle emergenze e non solo, per realizzare una società più equa, per creare relazioni sane e generose e pensare ad un futuro sempre più improntato all&#8217;inclusione. L&#8217;attenzione, quindi, è stata rivolta all&#8217;esperienza svolta ad ottobre dai 500 partecipanti all&#8217;incontro avvenuto nella città scelta l&#8217;anno scorso come capitale del volontariato Bergamo, che ha voluto così valorizzare l&#8217;aiuto ricevuto durante i mesi della pandemia con un happening, dal titolo significativo: &#8220;IO dono così. Giovani che cambiano il mondo&#8221;. Da lì è partita l&#8217;iniziativa di scrivere 10 lettere all&#8217;Europa, per sollecitare attenzione ai temi scottanti di oggi: Ambiente e vita della terra, Giustizia e Legalità, Parità e Identità di genere, Pace e geopolitica, Salute e benessere, Territorio, Cultura, Cittadinanza e partecipazione, Scelte e opportunità, Dono.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nell&#8217;incontro di lunedì 5 giugno, questi temi sono stati ripresi e affidati alla riflessione dei volontari di Pescara, divisi in gruppi di approfondimento, perché potessero mettersi in gioco con proposte concrete da realizzare nella realtà locale. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Un esempio di progetti realizzati a Pescara? L&#8217;interessante progetto READ&amp;GO esperienza formativa a 360° proposta dall&#8217;Associazione Culturale SmartLab Europe, che ha coinvolto un gruppo di studentesse di vari Istituti superiori di Pescara nella scoperta della lettura, ma in veste innovativa, attraverso la condivisione delle emozioni suscitate dalla lettura e l&#8217;approfondimento dell&#8217;analisi dei libri, che ha permesso di entrare in contatto con tutta la realtà del libro, non solo di leggerlo!  Si tratta di una modalità che vuole contrastare il malessere giovanile, alimentato dalla dipendenza dai mezzi tecnologici, e rispondere al bisogno umano, e soprattutto dei giovanissimi, di relazioni vere non virtuali. </span><span style="font-weight: 400;">La presidentessa Annarita Bini e il suo staff presenti all&#8217;evento conclusivo del CSV hanno portato la loro esperienza, per diffonderne la valenza formativa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Cosa è stato generato dall&#8217;incontro? Una serie di proposte, tra cui quella del gruppo guidato dal team dell&#8217;Associazione Culturale SmartLab Europe, che ha pensato di creare un sito o un blog dedicato ad un quartiere e alle sue storie di vita, che possa essere inclusivo e offrire spazio all&#8217;ascolto, ai bisogni e anche un&#8217;occasione per tutti di dare una mano! </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il volontariato può essere decisivo per il nuovo umanesimo che tutti desideriamo, perciò&#8230;io, tu, tutti volontari!</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Paola Giorgi</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11282" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-tutti-volontari-a_d-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-tutti-volontari-a_d-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-tutti-volontari-a_d-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-tutti-volontari-a_d-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-tutti-volontari-a_d-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-tutti-volontari-a_d-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-tutti-volontari-a_d-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-tutti-volontari-a_d.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11283" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/3-tutti-volontari-a_d-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/3-tutti-volontari-a_d-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/3-tutti-volontari-a_d-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/3-tutti-volontari-a_d-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/3-tutti-volontari-a_d-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/3-tutti-volontari-a_d-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/3-tutti-volontari-a_d-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/3-tutti-volontari-a_d.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>La salute, un diritto di tutti…o no?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Sep 2023 15:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visioni revisioni & previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Albanello]]></category>
		<category><![CDATA[Salute un diritto di tutti ...o no?]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sensazione che avverto, è che la stagione dei diritti si stia affievolendo sempre di più e stia subentrando una forma di rassegnazione per cui l’idea di Paese che provvede al cittadino, che avevamo coltivato negli anni passati, deve essere definitivamente archiviata. Ho letto una affermazione del filosofo Umberto Galimberti che presenta elementi che suscitano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">La sensazione che avverto, è che la stagione dei diritti si stia affievolendo sempre di più e stia subentrando una forma di rassegnazione per cui l’idea di Paese che provvede al cittadino, che avevamo coltivato negli anni passati, deve essere definitivamente archiviata.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ho letto una affermazione del filosofo Umberto Galimberti che presenta elementi che suscitano inquietudine.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lui sostiene che stiamo scivolando verso un sistema democratico illiberale e che finiremo per non accorgercene.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Qual è la linea di demarcazione che induce il cittadino, per definizione sovrano, a non sentirsi più tale ed a rassegnarsi ad una forma di vassallaggio?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel momento in cui la persona, di fronte ad abusi, a prepotenze, ad arroganze, a spudorati privilegi, non si indigna neppure più e ritiene che, siccome così va il mondo, è saggio adattarsi e, dunque, adeguarsi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Andiamo a considerare il diritto supremo che contraddistingue il cittadino che vive in un Paese a regime democratico rappresentativo rispetto ad altre forme di Stato, in cui vigono i potentati e le satrapie.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Qual è questo diritto supremo? Sicuramente la tutela della salute e dunque la possibilità di accedere ad ogni tipo di assistenza, che va elargita anche a chi non è consapevole di dovere farne ricorso.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il motivo per cui è da rendere obbligatoria la prevenzione dalle malattie e dalle patologie, è perché la persona, molto prosaicamente, viene a “costare” di meno alla collettività : sia per giornate perse rispetto al lavoro che espleta, sia per  una morbosità che, presa in tempo, può facilitare un pieno ristabilimento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Proviamo a pensare al duro contrasto che andrebbe messo in atto nei confronti della diffusione delle sostanze stupefacenti: sappiamo purtroppo che così non è e non ci si indigna più, non ci si mobilita più, non si pone l’accento o l’indice accusatore verso il drogato che, se è alla guida di un’ auto, può procurare incidenti in cui ad essere coinvolti sono persone incolpevoli.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Invece tutto questo sembra essere una riflessione astratta, anche perché constatiamo che la salute viene associata alla costruzione di nuovi ospedali ed alla distribuzione crescente di prodotti farmaceutici, di macchinari che permettono una vigilanza dello stato di salute “a distanza”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In definitiva sta crescendo la convinzione che ognuno, se vuole curarsi, deve provvedere ad accrescere la consapevolezza di procedure, spesso tortuose in quanto informatizzate allo spasimo, con la conseguenza che la umanizzazione della medicina, che dovrebbe essere a salvaguardia delle persone più fragili, viene a ridimensionarsi sempre più.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’amara riflessione mi porta a concludere che la salute ha cessato di essere un diritto per tutti.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Ernesto Albanello</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11289" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-la-salute-un-diritto-di-tutti-vrp-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-la-salute-un-diritto-di-tutti-vrp-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-la-salute-un-diritto-di-tutti-vrp-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-la-salute-un-diritto-di-tutti-vrp-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-la-salute-un-diritto-di-tutti-vrp-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-la-salute-un-diritto-di-tutti-vrp-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-la-salute-un-diritto-di-tutti-vrp-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-la-salute-un-diritto-di-tutti-vrp.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Quando la salute non è importante per tutti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Sep 2023 15:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Oliva]]></category>
		<category><![CDATA[Salute un diritto di tutti ...o no?]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non sembra passato solo un anno dalla fine della pandemia. Forse per le restrizioni che sono state imposte a tutto il mondo per due anni, psicologicamente abbiamo cercato tutti di superare lo choc che il virus ha imposto alle nostre vite. Quei due anni di fermo per tutti, il lutto di chi ha persone care, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Non sembra passato solo un anno dalla </span><b>fine della pandemia</b><span style="font-weight: 400;">. Forse per le restrizioni che sono state imposte a tutto il mondo per due anni, psicologicamente abbiamo cercato tutti di superare </span><b>lo choc che il virus ha imposto alle nostre vite</b><span style="font-weight: 400;">. Quei due anni di </span><b>fermo</b><span style="font-weight: 400;"> per tutti, il </span><b>lutto</b><span style="font-weight: 400;"> di chi ha persone care, le conseguenze per i </span><b>fragili</b><span style="font-weight: 400;"> che sono rimasti indietro nelle cure. Senza contare l’aggravarsi dei </span><b>disturbi psichici</b><span style="font-weight: 400;"> che sono diventati quasi un malessere diffuso. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Abbiamo assistito a dibattiti sulla </span><b>qualità dell’assistenza sanitaria</b><span style="font-weight: 400;">, sulla possibilità di accedervi per tutti, soprattutto chi non può permettersi cure private. È il segno misurabile quest’ultimo del livello di sviluppo di una comunità. Abbiamo assistito a tante promesse – spesso a vuoto – da parte dei politici. Poi l’</span><b>indicatore della spesa sanitaria</b><span style="font-weight: 400;"> racconta la verità: dopo l’emergenza è scesa e a tendere si riparlerà presto di </span><b>tagli alla sanità</b><span style="font-weight: 400;">. Che beninteso sarebbe meglio fosse sostenibile. Quindi capace di concorrere a garantire una vita sana e promuovere il benessere dei cittadini. Una buona sanità garantisce &#8211; a tendere &#8211; una migliore </span><b>aspettativa di vita</b><span style="font-weight: 400;">, perché incide sulla riduzione di alcune delle cause di morte più comuni, specie infantile e materna. Ci sono tanti fattori che partecipano alla </span><b>salute</b> <b>pubblica</b><span style="font-weight: 400;">: acqua pulita, igiene, prevenzione. Dalla malaria al Covid, passando per l’HIV/AIDS. </span><b>Vecchie e nuove malattie</b><span style="font-weight: 400;"> incidono sulla salute infantile, sulla mortalità materna e il sistema sanitario deve farci fronte. Perché non possiamo pensare solo alla realtà occidentale e non ai problemi del Pianeta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per questo il </span><b>terzo obiettivo</b><span style="font-weight: 400;"> degli </span><b>SDG’s</b><span style="font-weight: 400;"> si è posto ben </span><b>9 traguardi</b> <b>principali</b><span style="font-weight: 400;"> e alcuni secondari – non meno importanti &#8211; che divengono strategici per parlare di futuro. Che non è solo umano, ma globale. Tutti sia ben inteso a </span><b>scadenza 2030</b><span style="font-weight: 400;">: ridurre il tasso di mortalità materna globale; porre fine alle epidemie di AIDS, tubercolosi, malaria e malattie tropicali trascurate; combattere l’epatite, le malattie di origine idrica e le altre malattie trasmissibili, o da sostanze chimiche pericolose o inquinamento. Lo strumento è per tutte questi goals il rafforzamento delle </span><b>politiche di prevenzione</b><span style="font-weight: 400;">. Anche contro l’</span><b>abuso di sostanze</b><span style="font-weight: 400;"> (stupefacenti, alcool, tabacco), come nel dimezzamento del numero globale di </span><b>morti e feriti a seguito di incidenti stradali</b><span style="font-weight: 400;"> (qui entro il 2020). </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’ultima grande lezione impartiteci dalla pandemia – quella della necessaria distribuzione dei </span><b>vaccini</b><span style="font-weight: 400;"> – ha rafforzato per certi versi una battaglia dimenticata che abbiamo combattuto negli Anni ’80 quella contro la peste di quelli anni – l’AIDS appunto – e tra chi ha lottato maggiormente all’epoca c’era il leader Sudafricano Nelson Mandela che chiedeva a gran voce: “</span><i><span style="font-weight: 400;">Date ai bambini l’amore, le risate e le pace, non l’AIDS</span></i><span style="font-weight: 400;">.”</span><span style="font-weight: 400;"> Ricordarlo e non dimenticare troppo in fretta la lezione del Covid ci deve portare a sostenere maggiormente la </span><b>ricerca</b><span style="font-weight: 400;"> e non solo per i Paesi in via di sviluppo. Il Coronavirus ci ha ricordato quanto le disgrazie siano democratiche.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Angela Oliva</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11291" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-editoriale-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-editoriale-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-editoriale-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-editoriale-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-editoriale-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-editoriale-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-editoriale-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-editoriale.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Moda sotto le stelle</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Sep 2023 15:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Queen]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Ragionieri]]></category>
		<category><![CDATA[Salute un diritto di tutti ...o no?]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> L’eleganza è l’equilibrio tra proporzioni, emozione e sorpresa  “Moda sotto le stelle” la 37esima edizione della rassegna tenutasi lo scorso 2 Agosto,  uno spettacolo emozionante e solenne, leggerezza, sobrietà, eleganza: abiti lunghi fino al pavimento, l&#8217;alta moda  delle imprese  Marchigiane ha esaltato il valore di ogni abito con la maestria sartoriale che ha  valorizzato e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b> </b><i><span style="font-weight: 400;">L’eleganza è l’equilibrio tra proporzioni, emozione e sorpresa</span></i><span style="font-weight: 400;"> </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Moda sotto le stelle” la 37esima edizione della rassegna tenutasi lo scorso 2 Agosto,  uno spettacolo emozionante e solenne, leggerezza, sobrietà, eleganza: abiti lunghi fino al pavimento, l&#8217;alta moda  delle imprese  Marchigiane ha esaltato il valore di ogni abito con la maestria sartoriale che ha  valorizzato e promosso  i talenti emergenti e l’artigianato delle Marche. L’evento è stato presentato da Matilde Brandi affiancata dall’ormai insuperabile   Marco Moscatelli.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il “fatto a mano con amore” è uno dei concetti su cui si basa l’artigianato, in particolare per quanto riguarda le attività che spaziano tra creatività e bellezza, come quelle della moda ed è stato proprio il titolo di un evento che Confartigianato Imprese di Macerata Ascoli Piceno e Fermo  ha allestito in Ascoli Piceno per svilupparsi come una sfilata di abiti sartoriali quindi una esposizione di oltre cinquanta creazioni realizzate dalle sapienti mani creative dei maestri artigiani e degli stilisti, del settore moda anche della giovanissima imprenditoria. Gli abiti erano impreziositi da gioielli di quattro orafi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il futuro è artigiano  è una narrazione contemporanea del métier d’art. </span><span style="font-weight: 400;">Insieme al brand, ha sfilato un’altra   eccellenza  il settore tessile, dunque, artigianato e industria, tradizione e innovazione, radici e ricerca, passato e futuro, dicotomie  che in realtà danno vita a un unico settore che si congiunge nella valorizzazione del  talento degli atelier quindi nella capacità manuale, nell’attitudine all’eleganza .</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le modelle hanno sfilato, tra il pubblico,  presente  il vertice politico, istituzionale e imprenditoriale del territorio regionale e del Sistema Confartigianato: in prima linea, il Presidente di Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo Enzo Mengoni e la vicepresidente Natascia Troli, oltre al Segretario di Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo, Giorgio Menichelli, indossando le creazioni sartoriali e maglierie artigianali, impreziosite da gioielli di quattro orafi e da  creazioni uniche, come borse, cinture, calzature, corsetti, abiti da sposa, abiti da uomo,</span> <span style="font-weight: 400;">per mostrarne non solo il risultato finale ma anche il percorso realizzativo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’evento è stato  uno spettacolo caratterizzato da un alternarsi di sfilate ed esibizioni artistiche di danza e musica. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La passerella ha proposto la bellezza del genio creativo delle quattordici atelier artigianali della regione e la loro ineguagliabile tecnica artistica, in un susseguirsi di emozionanti e spettacolari capi d’alta moda. E’ stato facile individuare nella cura della perfezione e nella fantasia stilistica quell’amore per la professione sartoriale che alberga in ogni sarto dal momento che inizia a prendere le misure e ad abbozzare al modello, passando per il taglio delle stoffe più pregiate, sino all’ultimo punto di cucitura.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’evento è stato anche anche l’occasione di scoprire i nuovi confini della Moda, che si sono estesi nel tempo, a seguito delle scelte strategiche delle imprese e delle mutate percezioni dei consumatori. Oggi parlare di Moda significa occuparsi di tessile, abbigliamento, calzature, accessori, gioielli, alberghi e altro ancora. Così intesa, la Moda è uno dei principali motori di sviluppo del territorio Marchigiano e del nostro Paese sotto il profilo economico, urbanistico, sociale e culturale. In questo nuovo contesto, l’appuntamento del défilé dei maestri sartori ha voluto elevarsi e trasformarsi, dando spazio alle nuove realtà artigiane ed alle moderne tecniche di lavorazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La sartoria rappresenta l’anello finale della filiera tessile. Il cliente infatti sceglie il tessuto insieme al sarto e così la cultura tessile viene tramandata attraverso la figura del sarto. L’imprenditoria marchigiana, ha lavorato sulla confezione ma puntando  sul sapere dell’artigiano per conferire al cliente un prodotto unico ed esclusivo, creato centimetro per centimetro, adatto al corpo del proprio cliente, interpretandone l’eleganza delle linee, l’armonia tra colori dei tessuti  ed esaltando la figura umana solo con ago e filo. La collaborazione tra produttore e sarto è fondamentale nel trasmettere eleganza e bellezza, per poter creare lo stile del saper vivere e porre anche l’accento sulla qualità. Siamo quindi orgogliosi dei maestri sartori delle Marche, custodi di abilità tecnica e di grande creatività, di pazienza e sapere da tramandare ai giovani affinchè la filiera della moda, nella sua completezza, possa risplendere come prezioso elemento del Made in Italy che il mondo intero ci riconosce e che costituisce il patrimonio più importante del nostro Paese, simbolo di tutto ciò che ci ha reso grande per la capacità di combinare cultura, buon gusto e genio imprenditoriale.”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“In eventi come questo – dice Maria Ragionieri – tutto richiama all’artigianato ed è pensato per valorizzarlo, quindi anche l’allestimento è stato curato dalle Imprese associate nei minimi particolari, ad esempio per quanto riguarda le acconciature delle modelle. Con questo appuntamento Confartigianato desidera promuovere la particolarità ed unicità delle creazioni artigianali del nostro territorio, accompagnando gli spettatori in un percorso esperienziale nel mondo della moda sartoriale” il tutto si è svolto in una meravigliosa cornice come Piazza del Popolo  in Ascoli, una delle più belle piazze d’Italia,  illuminata da spettacolari luci creando una atmosfera da sogno.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Maria Ragionieri</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11294" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-moda-sotto-le-stelle-tq-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-moda-sotto-le-stelle-tq-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-moda-sotto-le-stelle-tq-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-moda-sotto-le-stelle-tq-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-moda-sotto-le-stelle-tq-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-moda-sotto-le-stelle-tq-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-moda-sotto-le-stelle-tq-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-moda-sotto-le-stelle-tq.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>SALUTE, UN DIRITTO DI TUTTI… O NO?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Sep 2023 15:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Carriera]]></category>
		<category><![CDATA[Salute un diritto di tutti ...o no?]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Paesi ricchi e Paesi poveri Il divario da sempre esistente tra Paesi ricchi e Paesi poveri ha da sempre interessato la letteratura e la geopolitica e questo probabilmente anche in un’ottica in cui nei Paesi più poveri, questo divario, pesa tantissimo sulla salute dell’uomo e dunque sull’aspettativa di vita.  Proprio per questo motivo, tale divario, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Paesi ricchi e Paesi poveri</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il divario da sempre esistente tra Paesi ricchi e Paesi poveri ha da sempre interessato la letteratura e la geopolitica e questo probabilmente anche in un’ottica in cui nei Paesi più poveri, questo divario, pesa tantissimo sulla salute dell’uomo e dunque sull’aspettativa di vita. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Proprio per questo motivo, tale divario, è stato preso in considerazione anche nell’Agenda 2030 che con l’obiettivo n. 3 intende assicurare la salute ed il benessere per tutti e per tutte le fasce di età.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è stata lanciata dalle Nazioni Unite nel 2015 e persegue dunque un filantropico obiettivo, tra l’altro, di proteggere la salute materna e quella infantile chiaramente, ponendo fine a quelle che sono le malattie trasmissibili e il disagio mentale combattendo altresì anche il fumo e le sostanze stupefacenti. Tutto questo scenario può essere tradotto in un desiderio di fornire all’umanità, in un futuro, ormai non tanto lontano, un futuro maggiormente stabile in cui la sanità (intesa quale salute) e la felicità dell’uomo vanno di pari passo. Per tutti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In realtà, Il tema dello Sviluppo Sostenibile viene evidenziato già anni prima nella Conferenza di Alma Ata del 1978 che con lo slogan “Health for All by the year 2000” si diede forma ad una dichiarazione nella quale venne introdotto il concetto della Primary Health Care (PHC) come chiave per riuscire a fornire a tutti una salute migliore. La fine degli anni ’70 esortava già la Governance dei Paesi più ricchi ad applicare un’azione, addirittura ritenuta urgente, per lo sviluppo e l’implementazione di un’assistenza sanitaria primaria in ogni parte del mondo, in particolare nei Paesi in via di sviluppo, secondo uno spirito di cooperazione tecnica e in accordo con un nuovo ordine economico internazionale. Addirittura nella stessa conferenza fu preparata una lista di farmaci essenziali in modo da poter essere allineati alle principali esigenze delle persone. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La scoperta scientifica negli ultimi cento anni ha fatto sì che a livello mondiale si registrasse un aumento dell’aspettativa di vita alla nascita che tra il 2000 e il 2016 è arrivata ad essere di 72 anni, in aumento di 5,5 anni rispetto all’inizio del terzo millennio e in fortissimo aumento rispetto all’età preindustriale, in cui l’aspettativa di vita era di 30 anni. Un bel passo avanti se si effettua una valutazione di impatto considerando dunque che dall’età pre-industriale ad oggi, l’uomo ha un’aspettativa di vita dalla nascita superiore di 42 anni rispetto alla prima. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa potrebbe essere una prima bella notizia, che tuttavia va analizzata anche alla luce della qualità della vita considerando anche che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in una recente statistica pubblicata nel 2019 ha evidenziato un aumento del numero degli anni vissuti dall’uomo in piena salute (Health Life Expectancy) passando da 58,5 anni registrati nel 2000 a 63,3 anni registrati nel 2016, con una prospettiva di vita maggiore per le donne rispetto agli uomini. Dunque, si tratta della seconda buona notizia che porta con sé anche un forte cambio dello stile di vita e dunque dei decessi, in particolare dei decessi in età infantile.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In effetti se le due positive notizie sembrano non mostrare “effetti collaterali” in realtà restano forti differenze a livello mondiale tra Paesi o Continenti più o meno industrializzati. I  bambini nati in Europa e negli Stati Uniti, hanno una maggiore possibilità di vita di quelli che nascono in Paesi come l’Africa centrale e l’Asia sud-occidentale, Paesi in cui 1 bambino su 15 muore prima dei 5 anni. In questi Paesi a basso reddito, tra l’altro, sono ancora molto elevate le morti delle donne durante la maternità. </span></p>
<p><b>La copertura sanitaria universale </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Raggiungere una Copertura Sanitaria Universale, conosciuta come UHC, compresa la protezione dai rischi finanziari, l&#8217;accesso a servizi sanitari essenziali di qualità e l&#8217;accesso a medicinali e vaccini essenziali, sicuri, efficaci, di qualità e convenienti per tutti” è il target 3.8 dell’Agenda 2030. Diventa dunque sempre più necessario, se non indispensabile, investire per rafforzare gli interi sistemi sanitari proprio sotto l’aspetto del potenziamento del finanziamento che impatta direttamente con il miglioramento della governance a livello mondiale nonché dell’organizzazione della forza lavoro stessa del sistema sanitario oltre che sul sistema di erogazione dei servizi e su quelli di informazione sanitaria e di fornitura di medicinali ovvero di tutti i prodotti necessari in ambito sanitario. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La nascita del concetto di copertura sanitaria universale è datato 2012 attribuibile alla Risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite dedicata a </span><i><span style="font-weight: 400;">Global Health and Foreign Policy</span></i><span style="font-weight: 400;"> nella quale è stato riconosciuto il fondamentale ruolo della salute nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo internazionale invitando la società civile e le organizzazioni internazionali a includere la copertura sanitaria universale nell&#8217;agenda internazionale per lo sviluppo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In tali termini, dunque, è stato riconosciuto che la salute delle persone e dunque dell’umanità è un&#8217;importante questione politica trasversale che deve avere un ruolo centrale nell&#8217;agenda internazionale, in quanto è una condizione preliminare, un risultato e un indicatore di tutte e tre le dimensioni (sociale, ambientale ed economica) dello sviluppo sostenibile. La risoluzione ha invitato quindi gli Stati membri ad adottare un approccio multisettoriale e a lavorare sui determinanti temi sociali, ambientali ed economici della salute, al fine di ridurre le disuguaglianze e consentire lo sviluppo sostenibile. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Ma il goal 3 dell’Agenda 2030 sarà effettivamente realizzabile?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Probabilmente sarà un compito difficile tenuto conto che nonostante i progressi degli ultimi anni sul miglioramento del livello di salute a livello mondiale di milioni di persone alcuni ambiti specifici risultano ancora molto compromessi creando grandi preoccupazioni come ad esempio debellare le malattie infettive che ancora oggi mietono morti in età infantile come la malaria e la tubercolosi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I temi da affrontare sulla possibile riuscita o successo del goal 3 dell’Agenda 2030 da una analisi risultano avere un impatto economico. Infatti è la disuguaglianza economica che priva, purtroppo tantissime persone all’accesso dei servizi sanitari essenziali e ciò significa che queste vengono relegate in uno stato di totale privazione. È comunque tutto collegato alla povertà in generale che sovrasta il Paese di appartenenza di queste tantissime persone che in primis soffrono la mancanza di cibo e di malnutrizione che ovviamente incidono sulla salute e sul benessere. Ma allo stesso tempo è necessario considerare come elemento essenziale per il raggiungimento degli obiettivi la previsione di una forte copertura finanziaria da un lato e una forte copertura di assistenza medica dall’altro. Entrambe soddisferanno i bisogni legati alla salute delle persone più fragili. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Universalità, globalità, gratuità, rappresentano le tre dimensioni da tenere in forte considerazione per la nostra analisi sull’effettiva implementazione di un sistema sanitario sostenibile a livello mondiale. In questi termini si pone, per l’appunto, l’analisi tenuto conto che un sistema sanitario ideale dovrebbe essere già di per se in grado di raggiungere tutta la popolazione presente attraverso l’estensione della copertura sanitaria in primis a chi ne è escluso (universalità) garantendo servizi e prestazioni indispensabili e necessarie (globalità) senza caricare la popolazione che usufruisce dei servizi di ulteriori costi diretti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È evidente che per offrire una copertura sanitaria universale, soprattutto in questo determinato momento storico, i Paesi ricchi dovrebbero lavorare molto, ma in maniera collettiva e non individuale, attuando sia dei compromessi sia delle scelte politiche comuni. Tutti Paesi coinvolti, dovrebbero esaminare concretamente ciascuna delle tre dimensioni in modo da poter valutare in maniera puntuale come adattare al meglio i contesti finanziari, organizzativi e politici che consentano alle popolazioni mondiali di fruire della copertura sanitaria universale, che si può ottenere soltanto con l’applicazione delle riforme e il finanziamento dei sistemi sanitari in modo da aumentare i fondi disponibili per la salute e dunque per le popolazioni ma allo stesso tempo, migliorare l’efficienza e la qualità dei servizi offerti. Insieme, dunque creare un grande fondo comune che possa finanziare il sistema sanitario dei Paesi poveri cominciando proprio dalla base: finanziamento dei medici e della medicina di base. Le grandi multinazionali del farmaco potrebbero essere seriamente coinvolte attraverso una ridistribuzione di una parte dei propri utili sia attraverso il finanziamento dei medici e dunque dell’assistenza medica sia attraverso la fornitura dei medicinali che come sappiamo talvolta vanno gettati perché prossimi alla scadenza. Un grande fondo che i Paesi ricchi mettono a disposizione dei Paesi poveri che potrebbe essere finanziato attraverso lo stesso meccanismo che l’Italia utilizza per il finanziamento del Terzo Settore: una quota di imposta sui redditi delle persone fisiche che il contribuente, secondo principi di sussidiarietà fiscale, può destinare anche per la copertura sanitaria universale. Una sorta di cinque per mille destinato ai Paesi poveri. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Molte sono le organizzazioni internazionali che contribuiscono soprattutto in Paesi depressi all’assistenza sanitaria ma è chiaro che non è possibile pensare che le stesse organizzazioni internazionali possano risolvere in problema e far raggiungere i risultati attesi dall’Agenda 2030. Se pensiamo addirittura all’organizzazione Rotary Club International, tanto per citarne una, che da oltre 35 anni si impegna all’eradicazione della Polio. Per fare ciò, si è costituito come fondatore della </span><i><span style="font-weight: 400;">Global Polio Eradication Initiative</span></i><span style="font-weight: 400;">, vaccinando i primi bambini delle Filippine nel 1979. Da allora ad oggi i risultati sono stati eccellenti avendo ridotto la poliomielite, cioè una malattia paralizzante che potenzialmente può portare al decesso e che colpisce soprattutto i bambini di età inferiore a 5 anni, del 99,9% nei Paesi poveri. Ad oggi la polio è rimasta in maniera endemica solo in Afghanistan e Pakistan. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se ci riflettiamo bene, l’Italia, il nostro Paese, è da anni foriero di questa locuzione “copertura sanitaria universale” essendo la nostra sanità pubblica accessibile a tutti, nonostante le varie vicende di cattiva amministrazione. Il Servizio sanitario nazionale (SSN) italiano è un sistema di strutture e servizi che hanno lo scopo di garantire a tutti i cittadini, in condizioni di uguaglianza, l’accesso universale all’erogazione equa delle prestazioni sanitarie, in attuazione dell’art.32 della Costituzione. Il nostro sistema sanitario è già stato pensato, dunque, in termini di “copertura sanitaria universale” basandosi l’accesso su tre principi fondamentali: Universalità, Uguaglianza, Equità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Rimettere le persone al centro garantendo servizi sanitari universali che significa in primo luogo investire nell’assistenza primaria delle popolazioni, delle persone ricreando, in Italia, e creando anche nei Paesi maggiormente depressi e oggetto dell’analisi, la medicina di base che radicata sul territorio (qualsiasi) garantisce il trattamento delle principali patologie o sintomi comuni. Solo implementando un sistema che parta dalla base sarà possibile raggiungere, globalmente, il target dell’Agenda 2030. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Donatella Carriera</span></p>
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