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	<title>Giorgio Olori Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
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		<title>Il cibo del futuro e l&#8217;innovazione tecnologica. Dalla terra alla tavola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 May 2022 17:50:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[FoodBall]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Olori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il cibo del futuro sano e sostenibile ma solo uno stile di vita corretta salverà il mondo. Si stima che la popolazione mondiale, entro il 2050, raggiungerà i 10 miliardi, un numero astronomico se si pensa alle difficoltà che già oggi stiamo vivendo legate al sovrappopolamento. Fare in modo che tutti si alimentino in modo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-3693-1" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/città-11_Il-cibo-del-futuro.mp3?_=1" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/città-11_Il-cibo-del-futuro.mp3">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/città-11_Il-cibo-del-futuro.mp3</a></audio>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Il cibo del futuro sano e sostenibile ma solo uno stile di vita corretta salverà il mondo.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si stima che la popolazione mondiale, entro il 2050, raggiungerà i 10 miliardi, un numero astronomico se si pensa alle difficoltà che già oggi stiamo vivendo legate al sovrappopolamento. Fare in modo che tutti si alimentino in modo adeguato salvaguardando il pianeta è una doppia sfida alquanto difficile e ardua ma bisogna trovare una soluzione rapida. Cambiare il nostro modo di mangiare? Creare una dieta globale? L’innovazione tecnologica ci può venire in aiuto ma rimane il corretto di stile di vita l’unica soluzione al problema.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Già nel 2019 la commissione EAT-Lancet aveva proposto una dieta “flexitariana” ideale per la salute dell’uomo e quella del nostro pianeta. Una dieta innovativa a base vegetariana con un consumo occasionale di carne, pesce, latte e </span><a href="https://www.paginemediche.it/benessere/alimentazione-e-dieta/uova-proprieta-e-valori-nutrizionali"><span style="font-weight: 400;">uova</span></a><span style="font-weight: 400;">, a patto che tutto ciò che si mangia sia di alta qualità e a km zero, in un’ottica di sostenibilità per l’organismo e per la natura. Mangiare verdure e carne con una proporzione 8 a 2 dove le verdure possono essere prodotta in serre tecnologiche verticali a basso consumo di suolo e la carne può essere coltivata sinteticamente senza sfruttare il bestiame in maniera disumana.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Inoltre da diversi anni, nei paesi orientali, si sta sviluppando sempre di più l’allevamento di alghe che potrebbe rappresentare un potenziale punto di svolta nel modo in cui mangiamo il cibo. Le alghe, infatti, prodotte in abbondanza sia in ambienti marini che d’acqua dolce, sono una soluzione al problema della scarsità di cibo soprattutto nelle zone che hanno un clima più estremo. Le alghe possono essere utilizzate come cibo del futuro per nutrire sia gli esseri umani che gli animali e potrebbero diventare la più grande industria agricola del mondo. Stanno nascendo aziende tecnologiche che producono alghe all’interno di serre altamente tecnologiche che riproducono le condizioni climatiche ideali per la loro proliferazione. Tra l’altro il loro adattamento a condizioni climatiche estreme che le hanno fatte diventare il cibo ideale per la colonizzazione di pianeti diversi dalla terra.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma alla base del problema della scarsità del cibo, prima di ogni nuova frontiera tecnologica, c’è l’educazione dell’uomo alla corretta alimentazione. Già oggi, se tutta la popolazione mondiale mangiasse in modo corretto, il problema della carenza di cibo si ridurrebbe del 30%. Una percentuale altissima! Basta pensare che la maggior parte della popolazione benestante potrebbe mangiare meglio ma non lo fa, ridurre il consumo di cibo e soprattutto ridurre gli sprechi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La prima strategia globale deve essere quella di insegnare a tutti a mangiare bene e a risparmiare risorse. Un’educazione al cibo che dovrebbe essere insegnata a partire dalle scuole elementari per portare l’uomo di domani a vivere con uno stile di vita sano e sostenibile.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ecco le regole fondamentali:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">pianificare il menù della settimana e di conseguenza la spesa attenendosi a una lista e scegliendo prodotti locali; </span></li>
</ul>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">utilizzare correttamente il frigorifero per la conservazione degli alimenti;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">limitare gli scarti in cucina durante la preparazione dei cibi ma soprattutto ridurre drasticamente gli avanzi dosando bene le porzioni;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">utilizzare lo scarto in modo intelligente per insaporire, come snack (nel caso delle bucce di vegetali al forno o fritte), per concimare le piante; </span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">non sprecare l’acqua; </span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">riciclare correttamente i rifiuti; </span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">limitare l’uso dell’auto acquistando prodotti di bottega e a chilometro zero facendo la cosiddetta spesa grossa una volta al mese.</span></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dobbiamo essere consapevoli dell’impatto che ha il modo in cui mangiamo sul nostro stile di vita, e che se cibo e stile di vita si muovono in sinergia nel nostro quotidiano facciamo del bene a noi stessi, all’umanità e al nostro pianeta.  Migliorando i comportamenti individuali, possiamo innescare il cambiamento a scala globale. Farsi dunque parte attiva di vero e proprio ciclo di vita del benessere. Consumare meno e meglio, ovvero ridurre al minimo la cosiddetta “impronta ecologica”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’impronta ecologica rappresenta uno strumento per misurare il consumo di risorse in chilogrammi ovvero quanti chilogrammi di beni consuma un uomo all’interno di uno spazio delimitato per sapere di quanti ettari è necessario disporre per produrre queste risorse, ma anche per assorbire i rifiuti e le emissioni. Stando alle analisi fatte ad oggi, l’impronta ecologica che può sostenere la terra è di 1,8 Gha (ettaro globale) pro-capite mentre l’umanità intera ne sta consumando 2,7! Questo dato purtroppo è allarmante, se non si interviene subito è destinato ad aumentare. È come dire che stima letteralmente vivendo senza la terra sotto i nostri piedi!</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Giorgio Olori</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4009" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-3cibo-del-futuro-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-3cibo-del-futuro-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-3cibo-del-futuro-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-3cibo-del-futuro-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-3cibo-del-futuro-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-3cibo-del-futuro-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-3cibo-del-futuro-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/b-3cibo-del-futuro.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Guerre armi e obiettivi intelligenti confermano la stupidità dell’uomo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Apr 2022 16:40:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Olori]]></category>
		<category><![CDATA[LaGuerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel ventunesimo secolo l’uomo parla ancora di “guerra”, e ci associa a questa la parola “intelligente”.  Un paradosso dell’evoluzione umana.  Il giornalista scrittore Michele Serra, in un suo recente monologo dice “abbiamo creduto che bastasse goderci la pace e festeggiarla per far sparire la guerra”, concludendo poi dicendo “mio padre non era mio padre nel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/guerre-armi-e-obbiettivi-intelligenti-confermano-la-stupidita-delluomo/">Guerre armi e obiettivi intelligenti confermano la stupidità dell’uomo</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Nel ventunesimo secolo l’uomo parla ancora di “guerra”, e </span><span style="font-weight: 400;">ci</span><span style="font-weight: 400;"> associa a questa la parola “intelligente”.  Un paradosso dell’evoluzione umana. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il giornalista scrittore Michele Serra, in un suo recente monologo dice “</span><i><span style="font-weight: 400;">abbiamo creduto che bastasse goderci la pace e festeggiarla per far sparire la guerra</span></i><span style="font-weight: 400;">”, concludendo poi dicendo “</span><i><span style="font-weight: 400;">mio padre non era mio padre nel 1942 sulla spiaggia di Porto Empedocle, mio padre nel 1942 era un figlio, era mio figlio</span></i><span style="font-weight: 400;">”. Due frasi che mi hanno fatto riflettere perché entrambe drammaticamente vere. Infatti dal 1945 ad oggi nel mondo ci sono state ben 300 guerre senza un giorno di tregua, e la realtà è che la guerra riguarda non i padri ma i figli, ovvero il futuro del mondo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sembra assurdo, ma ancora oggi i leader mondiali parlano della guerra come di una soluzione politica necessaria. Chi attacca, lo fa in nome della “sicurezza”, ma anche chi si difende lo fa in nome della “sicurezza”. In ogni caso, pur sempre di guerra stiamo parlando, del decadimento di qualsiasi valore umano e morale, e quelli che ci rimettono purtroppo sono i civili, la gente comune, i ragazzi: i nostri figli per l’appunto. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fino a qualche mese fa, mentre il mondo provava ad uscire a fatica da una pandemia mondiale, la globalizzazione, lo sviluppo iper-tecnologico, le borse, i social come mezzi di comunicazione di massa, le armi tecnologiche capaci di colpire con precisione chirurgica o a disintegrare l’intera umanità, sembravano averci allontanato per sempre dall’ipotesi di un terzo conflitto mondiale. Le guerre sembravano potersi risolvere con accordi economici, diplomatici, con l’uso delle parole nei comizi televisivi, e con il balletto degli schieramenti NATO, ONU, UNIONE EUROPEA, LEGA ARABA, OCCIDENTE, ORIENTE e così via. Nessun leader mondiale, si pensava, avrebbe mai avuto il coraggio di scatenare una nuova guerra mondiale. La possibile guerra intelligente, tanto acclamata da tutti, sembrava qualcosa di indolore, che riguardava direttamente i due interlocutori di turno in disaccordo, con la consapevolezza che nessuno avrebbe mai premuto il fatidico “bottone rosso” per lanciare le testate nucleari, cancellando per sempre il genere umano. È troppo bella la vita dei leader politici e dei potenti, con i loro privilegi e la loro ricchezza, per rischiare di perdere tutto. Meglio fomentare le piccole guerre civili, le guerre tra le etnie locali, tra le religioni, il terrorismo, il razzismo, che comunque fanno girare il mercato economico delle armi, fanno alzare e</span> <span style="font-weight: 400;">abbassare i mercati delle borse, alimentano il terrore nei telegiornali e nelle menti del popolo comune, distogliendo  l’attenzione dai poteri forti, e a turno fanno fare bella figura a qualche premier nazionale che si prende il merito di aver riportato la pace, e di aver evitato la distruzione di massa, avendo agito per il solo bene comune. Tutto calcolato e condiviso.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le guerre degli ultimi anni, non hanno visto coinvolti aerei caccia di ultima generazione, navi bombardieri, sottomarini, ma droni, robot, semplici mezzi civili economici e di uso comune, che sono diventati il nuovo strumento di morte (automobili, camion, aerei di linea scagliati contro le folle o fatti saltare per aria). Un copione perfetto, a vantaggio di pochi eletti e privilegiati. I ricchi si godono le loro fortune, e fanno sempre più soldi mostrando sui social il loro tenore di vita, i poveri invece diventano sempre più poveri, spendendo fino al limite delle loro possibilità, pur di assomigliare ai ricchi ma, allo stesso tempo,</span> <span style="font-weight: 400;">sono costantemente controllati e terrorizzati dalle minacce di guerre civili, dal terrorismo, dalle pandemie, e non ultimo dal cambiamento climatico e la catastrofe ambientale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Eppure, davanti a questa sceneggiata, escono all’improvviso due voci dal coro che destabilizzano tutto e tutti, una che ci proietta nel futuro imminente,</span> <span style="font-weight: 400;">l’altra che ci catapulta alla metà del secolo scorso, e la cosa assurda è che l’umanità è impreparata a fronteggiare entrambe. Da una parte, gli scienziati e gli esperti del settore dichiarano i rischi derivanti dallo “sviluppo di armi autonome intelligenti”, che potrebbero letteralmente rivoltarsi e distruggere l’umanità, più di quanto possa fare un conflitto atomico, mentre dall’altro, l’ultimo zar di Russia, Vladimir Putin, prima minaccia, poi inizia una nuova guerra, ma una guerra vera, vecchio stile, Russia contro Ucraina, Russia contro Nazioni Unite, est contro ovest, con missili, carri armati, bombe, uomini al fronte, trincee, campi minati, colpendo obiettivi civili senza remore e pietà.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Da un lato c’è il futuro, un gruppo di scienziati che denuncia il pericolo degli armamenti di nuova generazione, autonomi ed intelligenti, capaci di mettere a repentaglio tutte le popolazioni civili in scala globale. “The third revolution in warfare”, cioè la capacità di annientamento del nemico ma anche di noi stessi, con la perdita del “controllo” dei mezzi di distruzione di massa nei conflitti. Non parliamo di guerre dove si sostituisce l’intelligenza umana con quella artificiale, ma di una potenza stravolgente di strumenti che non potremo controllare nella loro drammatica capacità distruttiva, e le conseguenze si ripercuoterebbero anche sulle generazioni future. Non possiamo pensare di sperimentare la forza di queste tecnologie nella realtà, per poi metterle al bando, perché sarebbe troppo tardi. Non bisognerebbe proprio provarle e tantomeno utilizzarle. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dall’altro lato c’è il passato, con una nuova assurda guerra, vecchia ed obsoleta, che ha risvegliato i demoni del passato, ormai sepolti. Non un terrorista, non un dittatore nemico dell’occidente, non un folle estremista, ma un presidente eletto, un “amico”, un “partner” politico dell’occidente, che ha partecipato per decenni a riunioni e summit internazionali, che ha stretto mani e amicizie, fatto promesse e firmato trattati e, all’improvviso, rimette tutto in gioco, riaccendendo le asperità di una guerra fredda e di un olocausto antisemita, pronunciando parole di disprezzo e odio per un popolo. Come in uno “one man show”, unisce la strategia della globalizzazione a quella devastante della guerra e dell’odio razziale, progresso e decadenza umana. Aspetta la fine dei giochi olimpici invernali di Pechino, facendo una “cortesia” alla Cina, per poi scatenare una guerra. Forse lui stesso stava giocando da anni, recitando un ruolo che in realtà non gli apparteneva. Decenni di morti sospette, attentati, operazioni segrete, tutte volte ad arrivare a questo preciso momento. Un programma meditato da anni e costruito alla perfezione, all’insaputa anche dei suoi stessi connazionali. E gli altri leader mondiali che cosa possono fare? Niente! Perché esiste un paradosso delle regole della modernità, della cosiddetta guerra intelligente, perché, se reagiscono, saranno loro stessi ad aver innescato la terza guerra mondiale. Se la NATO interviene, se l’Europa interviene, se si crea una “no fly zone sull’Ucraina”, se si chiedono dei varchi umanitari per salvare i civili, se si aiuta il più debole, se ci si schiera, si è colpevoli del terzo conflitto mondiale. Si può solo mediare, o meglio telefonare ad un folle sperando che, come diceva un vecchio spot pubblicitario, una telefonata ci allunghi la vita.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Giorgio Olori</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-3178" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/03_Guerra-armi-e-obiettivi-intelligenti-confermano-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/03_Guerra-armi-e-obiettivi-intelligenti-confermano-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/03_Guerra-armi-e-obiettivi-intelligenti-confermano-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/03_Guerra-armi-e-obiettivi-intelligenti-confermano-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/03_Guerra-armi-e-obiettivi-intelligenti-confermano-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/03_Guerra-armi-e-obiettivi-intelligenti-confermano-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/03_Guerra-armi-e-obiettivi-intelligenti-confermano-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/03_Guerra-armi-e-obiettivi-intelligenti-confermano.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Le oligarchie tecnologiche sfruttano la democrazia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Mar 2022 16:40:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Olori]]></category>
		<category><![CDATA[Zooverni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La nuova idea oligarchica che vede la tecnologia digitale come soluzione ai problemi dell’umanità ma nasconde la vera volontà di un controllo totale delle masse. L’oligarchia è il governo dei pochi e questi pochi il più delle volte mascherano gli interessi del bene comune con il puro interesse personale. Avviene cosi da secoli, e questi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><i><span style="font-weight: 400;">La nuova idea oligarchica che vede la tecnologia digitale come soluzione ai problemi dell’umanità ma nasconde la vera volontà di un controllo totale delle masse.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’oligarchia è il governo dei pochi e questi pochi il più delle volte mascherano gli interessi del bene comune con il puro interesse personale. Avviene cosi da secoli, e questi pochi potenti usano sempre “armi” nuove per arricchirsi e difendere i propri investimenti. Nella storia molti intellettuali hanno provato a rivoluzionare e sementire questo </span><i><span style="font-weight: 400;">“modus </span></i><i><span style="font-weight: 400;">operandi”</span></i><span style="font-weight: 400;">; ci ha provato Giuseppe Mazzini attraverso l&#8217;educazione dei giovani con la Giovine Italia e la Giovine Europa o Machiavelli che dedicò il Principe a Lorenzo de&#8217; Medici affinché risollevasse le plebi per farne un popolo eletto, oppure Mirabeau che agli Stati generali di Francia riuscì a trasformare il Terzo Stato in un&#8217;assemblea costituente assoggettando il potere del Re alla Costituzione. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi sono molti i potenti ricconi arruolati dai partiti e spesso anche membri del Parlamento e del governo che alimentano il cosiddetto malaffare che negli ultimi anni ha invaso tutti i settori: da un lato è aumentato il livello del benessere apparente del popolo ma dall’altro è evidente un declino morale ed etico. L&#8217;oligarchia è per definizione il governo dei migliori, ma purtroppo quelli che governo non sono affatto i migliori, ma sono quelli che mascherano nella tanto sbandierata democrazia la difesa degli interessi di partito e personali utilizzando ogni mezzo lecito ed illecito, andando al passo con i tempi, e trovando anche nell’innovazione tecnologica degli strumenti per ingannare e controllare le masse. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi più che mai, appare evidente che attraverso le nuove tecnologie digitali si manifesta il vero “nuovo potere”, il controllo e la manipolazione del “popolo” che, senza accorgersene direttamente, viene costantemente sorvegliato, studiato e guidato verso gli interessi di pochi. La tecnologia oggi ha un potere a scala globale dove tutti si riconoscono indipendentemente dalla razza, dagli usi, dai costumi e dalle religioni. Oggetti tecnologici di uso comune come smartphone e tablet, sono sulle mani di tutti, in ogni ceto sociale, finalizzati all’ utilizzo di piattaforme social, per seguire gli influencer, scaricare e App che ci facilitano il vivere quotidiano ma allo stesso tempo fanno sapere tutto di noi a tutti e quindi anche a chi studia e manipola i nostri comportamenti. Spesso le nostre scelte apparentemente libere sono guidate in maniera subliminale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Apple e Google detengono un potere che finora non si era esplicitato quasi mai in maniera chiara, ma proprio con la pandemia si è palesato difronte alla necessita di tutti i governi di utilizzare delle App per la gestione dell’emergenza sanitaria. Le strade erano due o creare delle App proprie di scarsa affidabilità oppure sottostare alle regole dei due colossi americani che scelgono e decidono non sulla base delle imposizioni dei paesi in cui operano, ma sulla base dei propri valori aziendali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dobbiamo preoccuparci? Si, ma non di loro, perché nonostante siano evidenti degli interessi privati, per assurdo, oggi ci tutelano più questi due colossi tecnologici rispetto a quanto facciano i nostri governi nazionali, specialmente in un frangente critico come quello che stiamo attraversando. Ad evitare che le applicazioni di tracciamento diventino strumento per un controllo autoritario non sono organi dello Stato, che dovrebbero ispirarsi alle libertà universali, bensì Apple e Google che esercitano un potere indiretto, diffuso e sovranazionale. Ma possiamo fidarci? possiamo essere sicuri che domani questo potere non potrà presentarsi in un&#8217;altra forma e finire nelle mani di persone sbagliate? entrare nel giro del malaffare? che diventino loro stessi, tra dieci anni, due superpotenze governative oligarchiche visto che sono in possesso di milioni di dati e informazioni private e personali dei loro possibili futuri “elettori” in base a nuovi scenari politici futuristici?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Io credo che la nuova oligarchia tecnologica generata dalle grandi aziende di Silicon Valley nate dall’intuito di persone capaci e talentuose venute dal popolo comune, studenti universitari geniali, rappresenti si un super potere, ma sia meno deleterio dei nostri governi nazionali e delle organizzazioni internazionali. Sono i social e la comunicazione a portata di tutti che stanno, anche se in malo modo, garantendo la libertà di espressione dell’uomo nonostante un controllo globalizzato a fini commerciali delle nostre vite.  Finché questi colossi saranno autonomi e non si lasceranno assoggettare dal potere politico credo che rappresentino il sogno oligarchico dei grandi intellettuali della storia che vedeva nell’oligarchia il governo dei migliori, di chi ce l’ha fatta, di chi realizza i propri sogni e non i propri interessi. Ancora oggi è meno deleterio per l’umanità il like espresso in maniera pubblica su una pagina social attraverso uno smartphone che non il voto segreto espresso in una cabina elettorale con carta e matita.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Giorgio Olori</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-3084" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/oligarchie_tecnologiche-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/oligarchie_tecnologiche-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/oligarchie_tecnologiche-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/oligarchie_tecnologiche-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/oligarchie_tecnologiche-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/oligarchie_tecnologiche-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/oligarchie_tecnologiche-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/oligarchie_tecnologiche.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>La grande distribuzione organizzata punta sulle consegne a domicilio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2022 16:40:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Olori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;EVOLUZIONE DAL GARZONE DI BOTTEGA AI NUOVI DRONI E ROBOT AUTOMATIZZATI. L&#8217;automazione coinvolgerà sempre più il settore alimentare con App e sistemi di consegna intelligenti, scopriamo insieme gli scenari da qui a pochi anni. L’emergenza pandemica ha incrementato notevolmente le consegne a domicilio in tutti i settori, soprattutto in quello alimentare. Negli ultimi anni, tutti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-1814-2" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/wav" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/14_La-grande-distribuzione-punta-sulle-consegne.wav?_=2" /><a href="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/14_La-grande-distribuzione-punta-sulle-consegne.wav">https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/14_La-grande-distribuzione-punta-sulle-consegne.wav</a></audio>
<p><b>L&#8217;EVOLUZIONE DAL GARZONE DI BOTTEGA AI NUOVI DRONI E ROBOT AUTOMATIZZATI.</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">L&#8217;automazione coinvolgerà sempre più il settore alimentare con App e sistemi di consegna intelligenti, scopriamo insieme gli scenari da qui a pochi anni.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’emergenza pandemica ha incrementato notevolmente le consegne a domicilio in tutti i settori, soprattutto in quello alimentare. Negli ultimi anni, tutti noi abbiamo usufruito dei servizi dell’Home Delivery, sia per evitare spazi affollati che per avere più tempo libero e restare rilassati in casa facendo acquisti distesi sul divano e scorrendo lo schermo dello smartphone. È dunque in atto un vero e proprio assalto digitale alla spesa, con delle App sempre più mirate a soddisfare le esigenze dei clienti più pretenziosi alla ricerca di prodotti di nicchia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sistema di delivery della grande distribuzione organizzata è arrivato però al collasso, non riuscendo di fatto a far fronte alle innumerevoli richieste dei clienti. La grande difficoltà non sono gli approvvigionamenti di materie prime ma gli ultimi chilometri, il cosiddetto “ultimo miglio” che li separa dal cliente, ovvero il sistema di consegna al consumatore finale. I clienti sono in costante aumento e vogliono che gli ordini vengano consegnati rapidamente e tale richiesta sta spingendo le aziende ad esplorare nuove tecnologie e sistemi di distribuzione automatizzati.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Negli anni si è passati dalla figura romantica del garzone di bottega, al quale le nostre nonne affidavano le buste più pesanti acquistate nel negozio di fiducia sotto casa e con il quale scambiavano due chiacchiere sul pianerottolo, ai famosi rider, pony o fattorini, “ragazzi della strada” oggetto di tante battaglie sindacali nazionali ed internazionali con cui non vogliamo minimamente avere un contatto umano, uno scambio di sguardi, anzi a volte diciamo freddamente al citofono: “lasciate tutto nell’ascensore, grazie”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ecco perché le aziende di logistica stanno guardando alle nuove tecnologie sostituendo gli esseri umani con mezzi tecnologici, tagliando i costi di gestione in maniera netta e accelerando i tempi di consegna. Rientrano in questa categoria: </span><b>droni</b><span style="font-weight: 400;">, </span><b>robot e veicoli autonomi</b><span style="font-weight: 400;">. Tra queste, in base ai primi studi, la più promettente sembra la combinazione di </span><b>veicoli autonomi e droni</b><span style="font-weight: 400;">. Quest&#8217;ultimi hanno un raggio d’azione limitato ma una grande libertà di movimento, e possono acquisire più autonomia se accompagnati vicino al luogo della consegna da un veicolo autonomo in movimento. Il drone può essere sostituito da un robot a ruote, ma solo limitatamente alle zone più periferiche meno congestionate e più urbanizzate. Il robot una volta arrivato a destinazione avvisa il cliente che può incontrarlo e sbloccarlo tramite App. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le grandi aziende di logistica prevedono entro il 2030 di consegnare regolarmente e in maniera automatizzata decine di miliardi di pacchi all’anno, rispettando i tempi e garantendo un alto standard di qualità del servizio e del prodotto. Una vera e propria flotta di robot viaggianti sui nostri cieli e nelle nostre strade, che va a soddisfare le richieste incrociate di chi compra e di chi produce, da ogni parte del mondo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Facciamo però insieme una riflessione: quante volte abbiamo scelto un negozio più lontano rispetto ad uno più vicino solo per il rapporto umano che si era instaurato con il proprietario o il commesso? Per la sua educazione, gentilezza, professionalità, per i suoi consigli? Lo stesso potrebbe accadere con un buon servizio di consegna a domicilio. Ecco perché sarebbe opportuno lasciare sempre la possibilità al cliente di fare una scelta “umana”, oltre a quella automatizzata, che tenga conto di tanti fattori, come ad esempio l&#8217;aumento crescente di clienti della terza età, la capacità di ascolto, la cortesia, e la disponibilità verso il consumatore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Magari il più delle volte, entrando nell’App dedicata all’acquisto, premeremo il tasto della “consegna automatizzata” ma potrebbe arrivare il giorno in cui sentiremo il bisogno di un contatto umano, di sistemarci davanti allo specchio per accogliere qualcuno alla porta, pronti a sorridere e a scambiare delle parole cordiali e gentili verso uno sconosciuto, che ricambierà regalando un po&#8217; di umanità ad una giornata trascorsa a lavorare chiusi in casa davanti ad un pc, un tablet ed uno smartphone, mezzi con i quali comunichiamo con tante persone che non viviamo realmente. Ricordiamoci sempre che siamo degli esseri umani, dotati di intelligenza ed empatia, che hanno bisogno di esperienze che non ci facciano sentire solo un numero o un’appendice di una tastiera. Abbiamo bisogno di parlare, esprimerci, sorridere, guardarci negli occhi, nutrire la nostra anima con le emozioni e le energie dei rapporti personali.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Giorgio Olori</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1885" style="font-family: Verdana, BlinkMacSystemFont, -apple-system, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen, Ubuntu, Cantarell, 'Open Sans', 'Helvetica Neue', sans-serif;" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/Drones-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/Drones-300x224.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/Drones-485x360.jpg 485w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/Drones-80x60.jpg 80w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/Drones-265x198.jpg 265w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/Drones.jpg 593w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1884" style="font-family: Verdana, BlinkMacSystemFont, -apple-system, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen, Ubuntu, Cantarell, 'Open Sans', 'Helvetica Neue', sans-serif;" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/drone-consegna-a-domicilio-1280x853-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/drone-consegna-a-domicilio-1280x853-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/drone-consegna-a-domicilio-1280x853-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/drone-consegna-a-domicilio-1280x853-1-1024x682.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/drone-consegna-a-domicilio-1280x853-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/drone-consegna-a-domicilio-1280x853-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/drone-consegna-a-domicilio-1280x853-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/drone-consegna-a-domicilio-1280x853-1.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1887" style="font-family: Verdana, BlinkMacSystemFont, -apple-system, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen, Ubuntu, Cantarell, 'Open Sans', 'Helvetica Neue', sans-serif;" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/frutta_e_verdura_a_domicilio_ferrara_0-300x155.jpg" alt="" width="300" height="155" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/frutta_e_verdura_a_domicilio_ferrara_0-300x155.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/frutta_e_verdura_a_domicilio_ferrara_0-600x310.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/frutta_e_verdura_a_domicilio_ferrara_0-1024x530.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/frutta_e_verdura_a_domicilio_ferrara_0-768x397.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/frutta_e_verdura_a_domicilio_ferrara_0-696x360.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/frutta_e_verdura_a_domicilio_ferrara_0-1068x552.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/frutta_e_verdura_a_domicilio_ferrara_0.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2274" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/la-grande-distribuzione-organizzata-punta-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/la-grande-distribuzione-organizzata-punta-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/la-grande-distribuzione-organizzata-punta-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/la-grande-distribuzione-organizzata-punta-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/la-grande-distribuzione-organizzata-punta-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/la-grande-distribuzione-organizzata-punta-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/la-grande-distribuzione-organizzata-punta-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/la-grande-distribuzione-organizzata-punta.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>La smart city in Italia, ancora un sogno o una realtà?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Feb 2022 22:36:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Brand]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Olori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>UNA SMART CITY INNOVATIVA E TECNOLOGICA MA CON UNO SGUARDO ATTENTO ANCHE ALLE PERSONE PIU FRAGILI Il nuovo progetto innovativo Housing Care promosso da Regione Abruzzo, Banca Europea degli Investimenti e Atena Costruzioni Si parla ormai da più di un decennio di rendere “intelligenti” le nostre città, ma cosa vuol dire veramente? Quali sono gli [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">UNA SMART CITY INNOVATIVA E TECNOLOGICA MA CON UNO SGUARDO ATTENTO ANCHE ALLE PERSONE PIU FRAGILI</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il nuovo progetto innovativo Housing Care promosso da Regione Abruzzo, Banca Europea degli Investimenti e Atena Costruzioni</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si parla ormai da più di un decennio di rendere “intelligenti” le nostre città, ma cosa vuol dire veramente? Quali sono gli ambiti e i servizi che rendono “Smart” una città? In Italia ci sono delle città che si possono definire tali? Quali saranno i maggiori fruitori dei servizi “Smart” di una città? Proviamo a dare insieme una risposta sintetica a queste domande.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una città intelligente, ovvero una Smart City, è una città che sta migliorando dei settori chiave del cosiddetto “benessere cittadino” ovvero l’</span><b>energia</b><span style="font-weight: 400;">, la </span><b>mobilità</b><span style="font-weight: 400;">, i </span><b>servizi</b><span style="font-weight: 400;">, la </span><b>sicurezza, l’assistenza</b><span style="font-weight: 400;"> e le </span><b>reti dati</b><span style="font-weight: 400;">. L’energia riguarda l’aspetto più importante, quello puramente ambientale, il rispetto della natura, l’utilizzo di fonti rinnovabilli e il miglioramento della qualità dell’aria senza ridurre i servizi e la qualità della vita. Una Smart City è una città che abbassa i consumi energetici pubblici e privati, utilizza mezzi di trasporto ad emissioni zero, ricicla il 100% dei rifiuti che vengono prodotti dai cittadini, realizza dei quartieri o delle “New Town” completamente autosufficienti, sicure, percorribili a piedi e facilmente raggiungibili in auto dalle arterie stradali principali con un rapporto spazi edificati e aree verdi minimo di 1 a 3. </span><b>Fotovoltaico</b><span style="font-weight: 400;">, </span><b>eolico</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>geotermico</b><span style="font-weight: 400;"> sono le fonti di approvvigionamento energetico primario che alimentano le abitazioni private, le strutture pubbliche e le strutture di servizio.  Un ultimo aspetto fondamentale per una Smart City è la </span><b>trasmissione dei dati</b><span style="font-weight: 400;">, essere una città in rete, dove ogni cittadino può svolgere online comodamente da casa o seduto sulla panchina del parco cittadino, con delle App dedicate, tutte le funzioni di ordinaria amministrazione, avere informazioni utili, consulenze, assistenza o segnalare dei pericoli o delle emergenze.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Spesso ci vengono illustrati casi virtuosi di Smart City all’estero ma anche in Italia non mancano degli esempi di città che pian piano stanno diventano “intelligenti”; in particolare possiamo segnalare Torino per l’intelligenza della mobilità, Milano per l’innovazione delle infrastrutture e Firenze per la trasformazione digitale del patrimonio culturale.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Sono in grado di capire quanto è “Smart” la mia città?</span></i><span style="font-weight: 400;"> Si! è molto semplice. Valutando la qualità della mia vita, la facilità e la “felicità” con cui riesco a risolvere i problemi sociali quotidiani ed accedere ai servizi: una consulenza amministrativa ad un ufficio pubblico, prenotare il posto in fila in banca o alle poste, trovare il parcheggio libero più vicino, consultare virtualmente un libro in biblioteca o il menù del mio ristorante preferito, se questo avviene in un tempo inferiore ai 5 minuti, 300 secondi, sono in una città “Smart” o potenzialmente “Smart”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una Smart City intelligente deve però saper destinare l’innovazione e la tecnologia anche ai soggetti più fragili che vivono sempre più le nostre città. La durata della vita media in Italia e nel mondo si è notevolmente alzata con una “terza età” (over 65) sempre più longeva, bisognosa di servizi, assistenza, cure mediche ma anche intrattenimento, svago, sport e benessere. Una vera città del futuro deve saper trasformare queste fragilità in risorse utilizzando i servizi digitali per il benessere e l’assistenza sanitaria; deve creare degli spazi collettivi virtuali o reali destinati al tempo libero, all’attività fisica e ludica e alla cultura. Inoltre è fondamentale costruire città sicure che offrono un patrimonio edilizio residenziale con alti standard di qualità e confort capaci di resistere alle calamità naturali garantendo sempre l’agibilità delle strutture portanti anche dopo terremoti e alluvioni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Housing Care costituisce un esempio concreto di nuovo concept di servizi collettivi all’interno di un contesto abitativo residenziale realizzato con tecnologie avanzate e con una particolare attenzione all’assistenza sociale e medica dei più fragili. Una vera e propria realtà human centered, dove il residente viene servito, assistito, supportato, aiutato in tutte le sue dimensioni attraverso un flusso di prestazioni reali e multimediali progettati ad hoc ed erogati con il solo fine di produrre benessere. Tra gli obiettivi primari del progetto c’è il prendersi cura della popolazione della terza età, dei disabili e dei soggetti socialmente in difficoltà, ovvero mitigare le emergenti fragilità riconducibili ad anzianità, disabilità, separazione/divorzio, genitori giovani, ragazze/ragazzi madre/padre, monoparentalità; ma anche a specifiche criticità legate al territorio come i recenti eventi sismici del centro Italia. Proprio in Abruzzo, a Teramo, è in corso di realizzazione il primo “village”: la Fabbrica del Benessere, che unisce l’esigenza di assistenza socio sanitaria all’emergenza abitativa conseguente al terremoto del 2016. Il progetto, una volta completato potrà ospitare circa 400 persone in un’area su cui insisteranno residenze, verde pubblico e servizi (da quelli per la pulizia della casa all’intrattenimento, dalla farmacia all’ambulatorio medico e alla telemedicina mediante l’attivazione di un Ambulatorio Digital Care).</span> <span style="font-weight: 400;">Delle vere e proprie case “intelligenti” in connessione con il tessuto sociale collettivo del quartiere e della città, attraverso strumenti tecnologici digitali e servizi per la cura della persona, l’innovazione sociale, assistenza medica di prossimità o in strutture ospedaliere dedicate, benessere fisico e mentale, attività ludiche e sportive. È un progetto replicabile e si sta già valutando la fattibilità di altri due progetti a Milano, uno a Modena e a Roseto degli Abruzzi.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Giorgio Olori</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Riferimenti e approfondimenti:</span></p>
<p><a href="https://www.smartcitynow.it/"><span style="font-weight: 400;">https://www.smartcitynow.it/</span></a></p>
<p><a href="https://www.housingcare.life/"><span style="font-weight: 400;">https://www.housingcare.life/</span></a></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-628" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/HousingCare-300x77.png" alt="" width="300" height="77" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/HousingCare-300x77.png 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/HousingCare.png 442w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-630" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/immagine-2-300x57.png" alt="" width="300" height="57" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/immagine-2-300x57.png 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/immagine-2-600x114.png 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/immagine-2-768x145.png 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/immagine-2-696x132.png 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/immagine-2.png 824w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-631" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/immagine-3-300x94.jpg" alt="" width="300" height="94" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/immagine-3-300x94.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/immagine-3-600x188.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/immagine-3-1024x320.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/immagine-3-768x240.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/immagine-3-1536x480.jpg 1536w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/immagine-3-696x218.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/immagine-3-1068x334.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/immagine-3.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-632" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/immagine-4-300x98.jpeg" alt="" width="300" height="98" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/immagine-4-300x98.jpeg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/immagine-4-scaled-600x195.jpeg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/immagine-4-1024x333.jpeg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/immagine-4-768x250.jpeg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/immagine-4-1536x500.jpeg 1536w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/immagine-4-2048x666.jpeg 2048w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/immagine-4-696x226.jpeg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/immagine-4-1068x348.jpeg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/02/immagine-4-1920x625.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/la-smart-city-in-italia-ancora-un-sogno-o-gia-una-realta/">La smart city in Italia, ancora un sogno o una realtà?</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
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