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	<title>Beniamino Manoja Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
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		<title>Ricerca: non solo fumo, svelati i segreti genetici del tabacco Australiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2023 15:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente e sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Beniamino Manoja]]></category>
		<category><![CDATA[BioBacco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Italia ancora protagonista nel campo della ricerca scientifica grazie all’eccellenza nazionale dell’ENEA. E’ stato infatti pubblicato sull’autorevole rivista “Nature Plants” il genoma del tabacco australiano (Nicotiana benthamiana). Lo studio, iniziato nel 2018, è stato condotto da un consorzio internazionale coordinato dalla Queensland University of Technology e comprendente l’ENEA, sostenuto da un finanziamento europeo nell’ambito del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/ricerca-non-solo-fumo-svelati-i-segreti-genetici-del-tabacco-australiano/">Ricerca: non solo fumo, svelati i segreti genetici del tabacco Australiano</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">L’Italia ancora protagonista nel campo della ricerca scientifica grazie all’eccellenza nazionale dell’ENEA. E’ stato infatti pubblicato sull’autorevole rivista “Nature Plants” il genoma del tabacco australiano (</span><i><span style="font-weight: 400;">Nicotiana benthamiana</span></i><span style="font-weight: 400;">). Lo studio, iniziato nel 2018, è stato condotto da un consorzio internazionale coordinato dalla Queensland University of Technology e comprendente l’ENEA, sostenuto da un finanziamento europeo nell’ambito del programma Horizon 2020.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa piantina, dalla taglia molto più bassa del tabacco normale, è stata usata per secoli dagli aborigeni australiani come pianta medicinale e rituale, sotto il nome di pitjuri. Per la sua facilità di coltivazione e manipolazione genetica, è stata adottata da centinaia di laboratori in tutto il mondo come sistema modello di studio e successivamente dall’industria biotecnologica come “biofabbrica” per la produzione di medicinali. Nel database Google vi sono oltre 75.000 lavori scientifici e 15.000 brevetti che citano questa specie. Uno dei primi sieri anti-Ebola e il primo vaccino contro il COVID di origine vegetale sono stati prodotti in N. benthamiana.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il lavoro ha chiarito la sequenza del genoma completo del ceppo di laboratorio di N. benthamiana, derivato da una singola pianta raccolta nei primi anni del secolo scorso nel deserto dell’Australia centrale, e di un secondo ceppo, adattato invece alle condizioni subtropicali del Queensland, nell’Australia settentrionale. La comparazione dei due ceppi ha rivelato alcune differenze a livello della composizione genetica e differenze più marcate nella composizione chimica (ad esempio, nel contenuto di nicotina e nornicotina, un suo derivato più tossico). Tali informazioni risulteranno utili non solo per la ricostruzione della biodiversità di questa specie, ma anche per il suo uso nella ricerca di base e per applicazioni biotecnologiche. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il gruppo ENEA comprende ricercatori della Divisione Biotecnologie ed Agroindustria del Dipartimento Sostenibilità dei Sistemi Produttivi e Territoriali, nella quale si studiano anche applicazioni del tabacco australiano per la produzione di vaccini umani e veterinari.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo importante risultato è il sesto conseguito dall’ENEA nel campo della genomica vegetale, dopo il sequenziamento dei genomi della patata, del pomodoro, della melanzana (appartenenti, come il tabacco australiano, alla famiglia delle Solanacee) e quelli del caffè robusta e della Gardenia (appartenenti alle Rubiacee, una grande famiglia di arbusti tropicali, fonte di moltissime molecole ad azione bioattiva o terapeutica). Questi lavori, due dei quali pubblicati come storie di copertina su “Nature” ed uno su “Science”, testimoniano l’impegno continuo dell’ENEA in questo settore rilevante sia per le applicazioni di tipo biomedico sia per la conservazione della biodiversità vegetale e il miglioramento genetico che sono alla base della nostra alimentazione e bioeconomia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per chi avesse il piacere di approfondire l’argomento può collegarsi al link dell’articolo pubblicato sulla prestigiosa rivista “Nature”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Link all’articolo: </span><a href="https://www.nature.com/articles/s41477-023-01489-8"><span style="font-weight: 400;">https://www.nature.com/articles/s41477-023-01489-8</span></a></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Beniamino Manoja</span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Fonte: enea.it </span></i></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11357" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-ricerca-non-solo-fumo-a_s.jpeg-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-ricerca-non-solo-fumo-a_s.jpeg-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-ricerca-non-solo-fumo-a_s.jpeg-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-ricerca-non-solo-fumo-a_s.jpeg-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-ricerca-non-solo-fumo-a_s.jpeg-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-ricerca-non-solo-fumo-a_s.jpeg-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-ricerca-non-solo-fumo-a_s.jpeg-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-ricerca-non-solo-fumo-a_s.jpeg.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Nuova nave idro-oceanografica per l’Istituto Idrografico della Marina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2023 16:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[ArgoNautica]]></category>
		<category><![CDATA[Beniamino Manoja]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un progetto innovativo, di respiro europeo La Marina avrà una nuova unità delle cosiddette “navi bianche” così denominate per il colore dello scafo, tipico delle unità militari dedicate a scopi ausiliari (ricerca, navi scuola, etc.), a differenza delle classiche navi da battaglia, le cosiddette navi “grigie”. Nell’ambito di un bando comunitario per il settore della [&#8230;]</p>
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<p><b>Un progetto innovativo, di respiro europeo</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Marina avrà una nuova unità delle cosiddette “navi bianche”</span> <span style="font-weight: 400;">così denominate per il colore dello scafo, tipico delle unità militari dedicate a scopi ausiliari (ricerca, navi scuola, etc.), a differenza delle classiche navi da battaglia, le cosiddette navi “grigie”. Nell’ambito di un bando comunitario per il settore della Difesa e Sicurezza, Fincantieri ha firmato con il Segretariato Generale della Difesa e Direzione Nazionale degli Armamenti – Direzione degli Armamenti Navali (NAVARM), il contratto per la realizzazione di una nuova unità Navale Idro-Oceanografica Maggiore (N.I.O.M.) destinata all’Istituto Idrografico della Marina, con consegna prevista nel 2026 presso il cantiere integrato di Riva Trigoso-Muggiano.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il contratto ha un valore complessivo di circa 280 milioni di euro e comprende anche i servizi di supporto logistico integrato e di temporary support per la durata di sei anni più quattro in opzione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si avvia così il rinnovamento delle unità navali del servizio idrografico della Marina. Tale programma è parte di un progetto innovativo, di respiro europeo, che coinvolge il Ministero della Difesa e nel cui ambito è stato raggiunto un accordo di finanziamento tra la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Pierroberto Folgiero, Amministratore delegato di Fincantieri, ha commentato: “</span><i><span style="font-weight: 400;">Siamo fieri che il primato tecnologico di Fincantieri si affermi ancora una volta in un ambito come quello scientifico, che richiede capacità specialistiche peculiari. L’unità, infatti, dovrà essere in grado di operare garantendo elevate performance in ogni condizione meteo marina. Questo richiederà l’integrazione di molti sistemi complessi, capacità distintiva di un Gruppo come il nostro, che non solo realizza piattaforme all’avanguardia come le navi militari ma può contare sulla sinergia tra mondo navale e mondo offshore nello sviluppo di sistemi di controllo avanzat</span></i><span style="font-weight: 400;">i”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’unità è stata concepita con la massima attenzione verso gli aspetti green. Tra le sue principali caratteristiche si annoverano le tecnologie per il contenimento delle emissioni, una propulsione diesel-elettrica per ottimizzare consumi, forme di carena funzionali alla riduzione della resistenza all’avanzamento e l’utilizzo di materiali environment-friendly. In ambito di sostenibilità anche il processo produttivo partecipa all’impegno costante dell’azienda nel presidio dei sistemi di gestione ambientale, testimoniato dalla conformità alla norma internazionale ISO 14001 del cantiere integrato di Riva Trigoso-Muggiano, nonché da tutti gli altri i siti italiani del Gruppo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ulteriore key driver della nave sarà il tema di Health&amp;Safety, volto alla sicurezza di tutto il personale che esercirà la nave durante la vita operativa. Fincantieri ha tenuto un approccio proattivo volto a identificare, anche in cooperazione con un parco fornitori di primo livello, le migliori soluzioni tecniche per soddisfare a pieno i requisiti operativi del cliente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fincantieri ha consegnato nel 2018 all’Institute of Marine Research (IMR), l’ente di ricerca oceanografica e ittica del governo norvegese, “Kronprins Haakon”, nave rompighiaccio oceanografica destinata a operare nelle acque polari. Il Gruppo, inoltre, nel 2021 ha curato un refitting d’eccezione sull’unità “Laura Bassi”, l’unica nave rompighiaccio oceanografica da ricerca italiana, di proprietà dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’Istituto Idrografico della Marina è l’Organo Cartografico dello Stato designato alla produzione della documentazione nautica ufficiale nazionale.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Beniamino Manoja</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9360" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/nuova-nave-idro-ci-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/nuova-nave-idro-ci-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/nuova-nave-idro-ci-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/nuova-nave-idro-ci-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/nuova-nave-idro-ci-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/nuova-nave-idro-ci-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/nuova-nave-idro-ci-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/nuova-nave-idro-ci-1.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9361" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/nuova-nave-idro-ci-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/nuova-nave-idro-ci-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/nuova-nave-idro-ci-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/nuova-nave-idro-ci-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/nuova-nave-idro-ci-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/nuova-nave-idro-ci-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/nuova-nave-idro-ci-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/nuova-nave-idro-ci-2.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/nuova-nave-idro-oceanografica-per-listituto-idrografico-della-marina/">Nuova nave idro-oceanografica per l’Istituto Idrografico della Marina</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
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		<title>La vitiligine che non contagia ma ghettizza, la novità dagli Usa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jan 2023 16:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute&benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Beniamino Manoja]]></category>
		<category><![CDATA[Scacciapensieri o cattura Sogni?]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Milano si parla dell&#8217;inibitore delle Janus chinasi Milano &#8211; Rara, ma estremamente visibile; non contagiosa, eppure ghettizzante. La vitiligine è una malattia autoimmune che colpisce la pelle, provocando l&#8217;insorgere di macchie più chiare rispetto al resto dell&#8217;incarnato. Per quanto l&#8217;incidenza sia bassa- appena l&#8217;1,6% della popolazione europea, lo 0,5-2% di quella globale- la visibilità [&#8230;]</p>
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<p><b><i>A Milano si parla dell&#8217;inibitore delle Janus chinasi</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Milano &#8211; Rara, ma estremamente visibile; non contagiosa, eppure ghettizzante. La vitiligine è una malattia autoimmune che colpisce la pelle, provocando l&#8217;insorgere di macchie più chiare rispetto al resto dell&#8217;incarnato. Per quanto l&#8217;incidenza sia bassa- appena l&#8217;1,6% della popolazione europea, lo 0,5-2% di quella globale- la visibilità della patologia rende difficile la vita di chi ne è affetto, portando anche a episodi depressivi gravi o moderati. È questo lo scenario emerso dal convegno &#8220;Sveliamo il vero volto della vitiligine&#8221; che si è tenuto a Milano nel mese di dicembre. Patrocinato da Incyte Italia, l&#8217;evento non ha illustrato solo una malattia di cui si parla poco, ma anche nuovi percorsi terapeutici che puntano a migliorare la qualità della vita dei pazienti, costretti ad affrontare ingenti costi per contrastare la patologia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le cifre sono importanti, come evidenziato da uno studio diretto dal dottor Francesco Saverio Mennini dell&#8217;università di Roma Tor Vergata. </span><i><span style="font-weight: 400;">“Il costo medio per pazienti è pari a 1.653 euro e il ricovero ospedaliero rappresenta il 50% della spesa</span></i><span style="font-weight: 400;"> &#8211; spiega Mennini &#8211; </span><i><span style="font-weight: 400;">ma a incidere è anche la presenza di altre patologie. Se in loro assenza l&#8217;onere medio si assesta sui 1.389 euro, in caso di comorbidità si arriva fino a 5.058 Euro”.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È quindi fondamentale ridurre la compresenza di patologie differenti. Il professor Mauro Picardo, coordinatore della task force europea dedicata al contrasto di questa malattia, specifica quelle più ricorrenti in associazione alla vitiligine. </span><i><span style="font-weight: 400;">“Può presentarsi insieme al diabete autoimmune o all&#8217;artrite reumatoide. Lo sviluppo della patologia dipende in parte da una predisposizione genetica: il 25-30% dei pazienti ha una storia familiare di vitiligine”.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La malattia può manifestarsi in qualsiasi momento, anche se l&#8217;incidenza più alta si registra nella fascia tra i 20 e i 40 anni. A causare la vitiligine è un processo in cui il sistema immunitario attacca i melanociti, cellule della pelle che secernono la melanina, sostanza che dona alla cute il suo colorito. La morte cellulare fa sì che il paziente manifesti in varie zone del corpo macchie biancastre che spesso provocano forti disagi a chi ne è affetto. Tre persone su 5 lamentano problemi di autostima, mentre addirittura 9 su 10 lottano contro lo stigma della malattia.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“L&#8217;aspetto psicologico non deve essere sottovalutato, perché incide molto sulla qualità di vita”</span></i><span style="font-weight: 400;">, afferma Ugo Viora, presidente dell&#8217;Associazione nazionale Amici per la pelle, che ha il compito di indirizzare i pazienti verso i dermatologi sul territorio per evitare l&#8217;auto cura. Per quanto negli ultimi anni ci sia stato uno sdoganamento della vitiligine, con casi di body positivity come quello della top model canadese di origini giamaicane Winnie Harlow, permane una certa diffidenza soprattutto se il paziente lavora a contatto con il pubblico. </span><i><span style="font-weight: 400;">“Ciò che pesa di più sulla psiche è l&#8217;assenza di trattamenti specifici che fino a oggi migliorassero le condizioni di chi ne soffre. Per fortuna la ricerca sta cambiando lo scenario” &#8211;</span></i><span style="font-weight: 400;"> aggiunge Viora.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quali sono i nuovi trattamenti? </span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Anzitutto c&#8217;è la fototerapia, che riattiva i melanociti, ma non è sempre efficace </span></i><span style="font-weight: 400;">&#8211; spiega Picardo &#8211; </span><i><span style="font-weight: 400;">Negli ultimi decenni, però, la ricerca ha prodotto risultati interessanti: negli Stati Uniti è già in commercio una crema che inibisce le Janus chinasi, per esempio”.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I fattori che determinano la risposta alla terapia sono molti e comprendono la localizzazione delle lesioni, l&#8217;età del paziente e la durata della patologia. “Circa il 40-50% di chi intraprende la fototerapia può sperimentare nuova depigmentazione anche in aree trattate con successo &#8211; puntualizza Picardo &#8211; </span><i><span style="font-weight: 400;">ma i dati su chi è in cura con l&#8217;inibitore delle Janus chinasi da due anni ci mostrano come la condizione clinica migliori con il passare del tempo”</span></i><span style="font-weight: 400;">. Non una cura definitiva, ma una nuova speranza.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Beniamino Manoja</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8947" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8949" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-2-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-2-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-2-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-2-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-2-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-2-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8950" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-4-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-4-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-4-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-4-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-4-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-4-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-4-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/01/vitiligine-non-contagia-ma-ghettizza_s_b-4.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Sostenibilità: studio su smart working</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2022 15:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente e sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Beniamino Manoja]]></category>
		<category><![CDATA[Domanda vs Offerta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Calo inquinamento, tempo risparmiato, benessere e produttività Lo Smart Working ha caratterizzato il periodo della pandemia di SARS –CoV-2 permettendo di non fermare completamente il Paese e portando all’attenzione di imprese, professionisti e pubbliche amministrazioni una modalità di lavoro fino ad allora utilizzata marginalmente. I dati emersi dall’analisi nell’ambito del progetto Smart &#38; Value, in [&#8230;]</p>
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<p><b><i>Calo inquinamento, tempo risparmiato, benessere e produttività</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo Smart Working ha caratterizzato il periodo della pandemia di SARS –CoV-2 permettendo di non fermare completamente il Paese e portando all’attenzione di imprese, professionisti e pubbliche amministrazioni una modalità di lavoro fino ad allora utilizzata marginalmente. I dati emersi dall’analisi nell’ambito del progetto Smart &amp; Value, in partnership tra Stantec e Dilium con Sustainability &amp; Circular Economy Lab, in collaborazione con Università di Bologna e Manageritalia Emilia-Romagna, sono molto interessanti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In soli sei mesi di smart working parziale (2 o 3 giorni a settimana), oltre 300 dipendenti di 11 aziende hanno evitato spostamenti per oltre 700 mila km, pari a più di 17 giri dell&#8217;equatore, ed emissioni di CO2 pari a quelle assorbite in un anno da una foresta di 32 ettari. Ma non solo: hanno risparmiato costi, tempo (-14.000 ore di spostamento casa-lavoro) e guadagnato in benessere e qualità della vita. Tanti anche i benefici per le aziende, che hanno così dipendenti più sereni, collaborativi e produttivi. L&#8217;enzima alla base del successo è la gestione manageriale a supporto di una profonda trasformazione organizzativa e digitale. A raccogliere e diffondere questi dati ci ha pensato </span><b>Smart &amp; Value</b><span style="font-weight: 400;">, il progetto nato dalla partnership tra </span><b>Stantec e Dilium</b><span style="font-weight: 400;"> con il </span><b>Sustainability &amp; Circular Economy Lab</b><span style="font-weight: 400;">, in collaborazione con l&#8217;Università di Bologna e Manageritalia Emilia-Romagna che ha presentato i suoi risultati alla Bologna Business School nel corso dell&#8217;evento “La digitalizzazione e la sostenibilità ESG dei modelli di smart working”, come diffuso dalle agenzie di stampa. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;iniziativa ha coinvolto 11 aziende del territorio bolognese e di altre parti d&#8217;Italia (</span><b>AlmaLaureaSrl, Autogrill, Copma, Crif, Daiichi Sankyo, Enav, Eni, Epta, PittaRosso, Sisal e Würth Italia</b><span style="font-weight: 400;">) per un totale di oltre 300 dipendenti. Le aziende si sono impegnate, per sei mesi, a misurare il proprio modello di smart working in termini di impatto di Co2 nell&#8217;atmosfera, chilometri percorsi, tempi di viaggio, costi per i dipendenti e per l&#8217;azienda e produttività. Emergono così chiaramente i molti benefici del lavoro agile, che impatta non solo sui singoli lavoratori e sulle aziende, ma sull&#8217;intera collettività. Benefici in termini di costi, tempo e, naturalmente, qualità della vita: lavorando in smart working, i dipendenti hanno risparmiato i costi di carburante, pedaggi, parcheggi, di alcune spese per la gestione familiare (baby-sitter).</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tempo e soldi dedicati invece alla famiglia, al benessere, allo sport e anche alla formazione. I lavoratori si sono detti soddisfatti anche del proprio lavoro: il 37% degli intervistati si è detto meno stressato, il 25% più concentrato e il 7% più creativo; solo il 4% preferisce lavorare sempre in ufficio. Non mancano, i benefici per le imprese: i reparti hr delle aziende hanno rilevato un miglioramento della produttività, del lavoro per obiettivi, e delle competenze digitali delle persone. Anche la digitalizzazione delle procedure e dei modelli organizzativi è migliorata, insieme all&#8217;uso degli spazi e alla gestione dei costi. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Beniamino Manoja</span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Fonte: www.lestradellinformazione.it</span></i></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8261" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/sostenibilita-studio-smartworking-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/sostenibilita-studio-smartworking-1-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/sostenibilita-studio-smartworking-1-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/sostenibilita-studio-smartworking-1-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/sostenibilita-studio-smartworking-1-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/sostenibilita-studio-smartworking-1-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/sostenibilita-studio-smartworking-1-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/12/sostenibilita-studio-smartworking-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Sclerosi Multipla, una regolare attività fisica aiuta a ridurre disturbi dell’umore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Sep 2022 15:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute&benessere]]></category>
		<category><![CDATA[ArtItalia o GraffItalia]]></category>
		<category><![CDATA[Beniamino Manoja]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avere praticato esercizio fisico prima della comparsa della malattia proteggerebbe dall’ansia e dalla depressione attraverso un’azione sul sistema immunitario I benefici dell’attività fisica regolare non sono solo legati alla salute del sistema cardiovascolare, ma si estendono anche al sistema nervoso centrale, migliorando la qualità della vita dei pazienti affetti da Sclerosi Multipla. Questo meccanismo protettivo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[	<div class="playHtListenArea" style="display:none;margin: 0;">
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<p><b><i>Avere praticato esercizio fisico prima della comparsa della malattia proteggerebbe dall’ansia </i></b><b><i>e dalla depressione attraverso un’azione sul sistema immunitario</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I </span><b>benefici dell’attività fisica regolare</b><span style="font-weight: 400;"> non sono solo legati alla salute del sistema cardiovascolare, ma si estendono anche al sistema nervoso centrale, migliorando la qualità della vita dei pazienti affetti da </span><b>Sclerosi Multipla</b><span style="font-weight: 400;">. Questo meccanismo protettivo sarebbe dovuto all’</span><b>influenza positiva che l’esercizio fisico ha sul sistema immunitario</b><span style="font-weight: 400;">. È il risultato di una ricerca condotta, su pazienti e su modelli animali, dal </span><b>Dipartimento di Neurologia dell’I.R.C.C.S. Neuromed</b><span style="font-weight: 400;"> di Pozzilli (IS) in collaborazione con l&#8217;</span><b>Università Tor Vergata</b><span style="font-weight: 400;">, l’</span><b>I.R.C.C.S. San Raffaele</b><span style="font-weight: 400;"> e l’</span><b>I.R.C.C.S. Fondazione Santa Lucia</b><span style="font-weight: 400;">, di Roma.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Pubblicato sulla rivista scientifica Neurobiology of Disease, lo studio ha preso in esame 235 pazienti affetti da Sclerosi Multipla, analizzando il loro livello di attività fisica nei sei mesi precedenti la diagnosi. “Sulla base del loro stile di vita – dice </span><b>Luana Gilio</b><span style="font-weight: 400;">, prima firmataria del lavoro scientifico – abbiamo diviso i pazienti in tre gruppi: sedentari, quelli che svolgevano abitualmente attività di moderata intensità e quelli che si esercitavano assiduamente. I risultati ci hanno mostrato una differenza statisticamente significativa tra i tre gruppi in termini di livelli di ansia e depressione”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oltre all’osservazione clinica, gli autori della ricerca hanno anche esaminato il </span><b>livello di infiammazione</b><span style="font-weight: 400;"> nel sistema nervoso centrale nei pazienti attraverso la misurazione dei livelli di </span><b>interleuchina 2</b><span style="font-weight: 400;">. Lo stesso marcatore di infiammazione è stato quindi analizzato anche nel modello animale di sclerosi multipla. “Abbiamo visto – afferma il professor </span><b>Diego Centonze</b><span style="font-weight: 400;">, responsabile dell’Unità di Neurologia del Neuromed &#8211; che l’esercizio fisico si associa a una ridotta espressione di interleuchina 2. In termini pratici, l’attività fisica avrebbe un’azione antinfiammatoria sul sistema nervoso centrale e un effetto positivo sull’umore”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Sappiamo – continua Gilio &#8211; che la neuroinfiammazione gioca un ruolo importante nello sviluppo di disturbi come ansia e depressione. Questo studio fornisce quindi un messaggio importante per la prevenzione: praticare attività fisica nel corso della nostra vita si traduce in un vantaggio per la salute anche quando si viene colpiti da una patologia come la sclerosi multipla. Le future ricerche punteranno a valutare gli effetti dell’esercizio fisico quando la malattia sul decorso a lungo termine”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo studio a firma di Gilio, L., Fresegna, D., Gentile, A., Guadalupi, L., Sanna, K., De Vito, F., Balletta, S., Caioli, S., Rizzo, F. R., Musella, A., Iezzi, E., Moscatelli, A., Galifi, G., Fantozzi, R., Bellantonio, P., Furlan, R., Finardi, A., Vanni, V., Dolcetti, E., Bruno, A., … Stampanoni Bassi, M. (2022). Preventive exercise attenuates IL-2-driven mood disorders in multiple sclerosis. </span><i><span style="font-weight: 400;">Neurobiology of disease</span></i><span style="font-weight: 400;">, 172, 105817. Advance online publication  è stato pubblicato sull’importante sito di ricerca scintifica sciencedirect.com</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) Neuromed di Pozzilli (IS) rappresenta altresì un punto di riferimento a livello italiano ed internazionale per la ricerca e la terapia nel campo delle malattie che colpiscono il sistema nervoso. Un centro in cui i medici, i ricercatori, il personale e gli stessi pazienti formano una alleanza rivolta a garantire il miglior livello di assistenza possibile e cure all’avanguardia, guidate dagli sviluppi scientifici più avanzati.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Beniamino Manoja</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6731" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-sclerosi-multipla-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-sclerosi-multipla-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-sclerosi-multipla-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-sclerosi-multipla-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-sclerosi-multipla-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-sclerosi-multipla-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-sclerosi-multipla-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/1-sclerosi-multipla.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://lacittamagazine.it/sclerosi-multipla-una-regolare-attivita-fisica-aiuta-a-ridurre-disturbi-dellumore/">Sclerosi Multipla, una regolare attività fisica aiuta a ridurre disturbi dell’umore</a> proviene da <a href="https://lacittamagazine.it">La Citt&agrave; Magazine</a>.</p>
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