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	<title>Donatella Carriera Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
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		<title>Repubbliche.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2023 19:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Carriera]]></category>
		<category><![CDATA[Repubbliche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La scomparsa di Silvio Berlusconi avvenuta il 12 giugno 2023 ha riaperto problematiche e visioni diverse nell’ambito della politica italiana ma non solo. Si conclude quindi un’epoca con la morte di Berlusconi uomo politico e statista tanto amato e tanto odiato che comunque ha contribuito a fare la storia d’Italia con la sua Forza Italia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">La scomparsa di Silvio Berlusconi avvenuta il 12 giugno 2023 ha riaperto problematiche e visioni diverse nell’ambito della politica italiana ma non solo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si conclude quindi un’epoca con la morte di Berlusconi uomo politico e statista tanto amato e tanto odiato che comunque ha contribuito a fare la storia d’Italia con la sua Forza Italia dal 1994 ad oggi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si assisterà dunque nei prossimi mesi ad un cambiamento epocale della politica italiana che consentirà di rivedere equilibri, compromessi e scelte per il nostro Paese da parte dei politici italiani anche a livello internazionale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dal punto di vista della politica, Berlusconi ha inventato il cosiddetto bipolarismo che ha con consentito di superare l’impostazione proporzionalista della Repubblica dei partiti. Infatti con la sua discesa in campo avvenuta il 26 gennaio del 1994 c’è stata la divisione tra la prima e la seconda Repubblica segnando così una netta discontinuità con tutto il sistema politico sia da un punto di vista della comunicazione sia da un punto di vista del modo di fare politica che fino a quel momento era stato tutt’altro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il periodo appena concluso ricorda molto, anche se in misura diversa per tanti aspetti, quello craxiano, periodo in cui il pentapartito, un’alleanza paritaria tra DC, PSI e partiti laici che prevedeva l’alternanza alla guida del governo di esponenti di tutti gli elementi della coalizione, ha tentato di governare l’Italia tra le mille difficoltà e una spesa pubblica non indifferente. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un decennio di governo che si aprì con una novità: il governo affidato a un presidente del consiglio non democristiano, il repubblicano Giovanni Spadolini, ma che fu il leader del PSI Bettino Craxi a guidare l’esperienza più incisiva.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Bettino Craxi ebbe l’arduo compito di trasformare un Paese e per lui non fu né semplice né indolore la guida del governo poiché intriso di una serie di vicende che ostacolavano continuamente la leadership del governo stesso. Tra queste vale la pena ricordare le vicende legate alla Democrazia Cristiana allora guidata da Ciriaco de Mita che aveva intenzione di ricollocarsi fortemente nel suo elettorato. Così come vale la pena ricordare l’ulteriore vicenda che pesò molto sul governo a guida Craxi che creò nel 1984 la massima tensione con i comunisti di Enrico Berlinguer proprio con l’emanazione del c.d. Decreto di San Valentino sulla scala mobile nel momento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il parallelismo tra l’epoca del pentapartito e gli ultimi trent’anni di governi emerge dalle difficoltà in cui entrambi i leader (principali in questione) si sono ritrovati a governare seppur in epoche, tempi e modalità diverse. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Berlusconi ha innovato radicalmente le campagne elettorali portando all’interno delle stesse video messaggi trasmissioni televisive e protagonisti diversi che consentivano di aggredire un target politico trasversale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In pratica con la sua discesa in campo il leader di Forza Italia con una grande capacità intuitiva ha saputo cavalcare la crisi della prima Repubblica conquistando gli elettori del pentapartito proprio attraverso lo sfruttamento dello strumento del Mattarellum cioè di una nuova legge elettorale con un impianto maggioritario che è stato in vigore tra il 1993 e il 2005. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel 1994, nacque infatti la seconda Repubblica, nella quale Silvio Berlusconi è stato riconosciuto eponimo e, con il suo partito Forza Italia, ha sfruttato al massimo l’occasione di riempire il vuoto lasciato dai partiti tradizionali del pentapartito che ormai erano caduti insieme al muro di Berlino associato, poi a tutte le vicende della Tangentopoli.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Approfittando di tutto questo particolare momento storico, seppur attanagliato  quasi da subito, da guerre personali  da parte dei suoi oppositori politici e da acciacchi fisici soprattutto dall’esito della sua condanna nel 2013, alla guida di Forza Italia Berlusconi, in trent’anni crea quattro governi e ricopre per tre volte la carica di presidente del consiglio: nell’anno 1994 1995 tra il 2001 e il 2006 e poi tra il 2008 e il 2011.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il futuro della politica italiana post mortem Berlusconi sarà abbastanza incerto tenuto conto che nel 2024 si dovrà affrontare la sfida delle elezioni europee e quindi non è garantito che la stessa Forza Italia priva del suo leader riesca a superare lo sbarramento del 4%. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel momento in cui si scrive lo scenario più auspicabile è che la maggioranza del governo non perda i pezzi e che dopo le elezioni europee ci sia un rimescolamento a favore degli altri due partiti di maggioranza. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Solo in questo modo, a meno di colpi di scena, probabilmente Forza Italia continuerà ad esserci fino alla fine della legislatura.  Tuttavia non è escluso che potrebbe esserci una decadenza nel consenso che si riverserà anche nella nell’ambito parlamentare. E questa un’ipotesi di una cannibalizzazione del partito di Berlusconi da una parte, potrà avvenire anche mediante una divisione in correnti o in piccoli gruppi parlamentari. Tutto ciò potrebbe creare dei problemi al governo Meloni. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma si sa che i problemi generano opportunità. Ed è proprio in questa ottica che bisognerà che i due partiti Fratelli d’Italia e Lega si adopereranno per il futuro, poiché potrebbe essere un’occasione per riempire i vuoti che si verrebbero a creare e questo consentirebbe sia a Giorgia meloni che a Matteo Salvini di far partire un’ immediata competizione politica anche in maniera soft, silenziosa, al fine di raccogliere consensi provenienti dall’ elettorato di Forza Italia, da una parte, e offrire posti e opportunità a coloro che in Forza Italia hanno maturato una buona esperienza e dunque possano essere di supporto effettivo all’attività di governo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini probabilmente in questo ragionamento e più avvantaggiata Giorgia Meloni e questo per un sostanziale motivo: Giorgia Meloni con il suo partito detiene la maggioranza e ciò significa che può fornire maggiori garanzie a coloro che passeranno da Forza Italia a fratelli d’Italia per le prossime elezioni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tuttavia anche per Matteo Salvini si potrebbe aprire una nuova stagione tenuto conto che è molto vicino ad una parte di Forza Italia che fa capo alla Renzulli e ciò significa che potrà attrarre alcuni parlamentari verso il suo partito, la Lega, andando a colmare il desiderato di un elettorato del Nord che per l’appunto si identificano con industriali e imprenditori. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’idea dunque potrebbe essere quella di una spartizione sia dei parlamentari sia dell’elettorato di Berlusconi tra i due leader dell’attuale governo separando anche strategicamente l’Italia in Italia del Nord dove Matteo Salvini potrebbe raccogliere la maggioranza dei voti dei consensi e Italia del centro sud in cui Giorgia Meloni potrebbe aumentare i propri consensi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con molta probabilità se si fosse stato costruito un centro vero e proprio tra Renzi e Calenda questo sarebbe stato il momento di assaltare la diligenza dell’elettorato di Forza Italia. Ma sappiamo bene che la separazione tra i due leader avvenuta recentemente non ha portato alla costituzione di un partito unico e quindi oggi la possibilità per entrambi i leader in maniera separata ovviamente è molto ridotta per arrivare insieme i prossimi appuntamenti e aumentare i consensi pensando di attingere all’elettorato di Forza Italia. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E dal punto di vista degli impatti sull’Europa chiaramente la morte di Berlusconi accorcia quelli che sono i tempi per definire un accordo tra Fratelli d’Italia partito della premier Giorgia Meloni e il Partito Popolare Europeo e quindi, è molto probabile che anche in ambito europeo Giorgia Meloni aumenterà il proprio consenso nelle trattative con il PPE, portando così a costituire una lista unica soltanto per le elezioni europee tra Forza Italia e Fratelli d’Italia ovviamente concertata con i Popolari Europei.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Donatella Carriera</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11489" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-repubbliche-ci-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-repubbliche-ci-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-repubbliche-ci-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-repubbliche-ci-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-repubbliche-ci-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-repubbliche-ci-1068x712.jpg 1068w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-repubbliche-ci-600x400.jpg 600w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-repubbliche-ci.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>SALUTE, UN DIRITTO DI TUTTI… O NO?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Sep 2023 15:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Carriera]]></category>
		<category><![CDATA[Salute un diritto di tutti ...o no?]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Paesi ricchi e Paesi poveri Il divario da sempre esistente tra Paesi ricchi e Paesi poveri ha da sempre interessato la letteratura e la geopolitica e questo probabilmente anche in un’ottica in cui nei Paesi più poveri, questo divario, pesa tantissimo sulla salute dell’uomo e dunque sull’aspettativa di vita.  Proprio per questo motivo, tale divario, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Paesi ricchi e Paesi poveri</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il divario da sempre esistente tra Paesi ricchi e Paesi poveri ha da sempre interessato la letteratura e la geopolitica e questo probabilmente anche in un’ottica in cui nei Paesi più poveri, questo divario, pesa tantissimo sulla salute dell’uomo e dunque sull’aspettativa di vita. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Proprio per questo motivo, tale divario, è stato preso in considerazione anche nell’Agenda 2030 che con l’obiettivo n. 3 intende assicurare la salute ed il benessere per tutti e per tutte le fasce di età.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è stata lanciata dalle Nazioni Unite nel 2015 e persegue dunque un filantropico obiettivo, tra l’altro, di proteggere la salute materna e quella infantile chiaramente, ponendo fine a quelle che sono le malattie trasmissibili e il disagio mentale combattendo altresì anche il fumo e le sostanze stupefacenti. Tutto questo scenario può essere tradotto in un desiderio di fornire all’umanità, in un futuro, ormai non tanto lontano, un futuro maggiormente stabile in cui la sanità (intesa quale salute) e la felicità dell’uomo vanno di pari passo. Per tutti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In realtà, Il tema dello Sviluppo Sostenibile viene evidenziato già anni prima nella Conferenza di Alma Ata del 1978 che con lo slogan “Health for All by the year 2000” si diede forma ad una dichiarazione nella quale venne introdotto il concetto della Primary Health Care (PHC) come chiave per riuscire a fornire a tutti una salute migliore. La fine degli anni ’70 esortava già la Governance dei Paesi più ricchi ad applicare un’azione, addirittura ritenuta urgente, per lo sviluppo e l’implementazione di un’assistenza sanitaria primaria in ogni parte del mondo, in particolare nei Paesi in via di sviluppo, secondo uno spirito di cooperazione tecnica e in accordo con un nuovo ordine economico internazionale. Addirittura nella stessa conferenza fu preparata una lista di farmaci essenziali in modo da poter essere allineati alle principali esigenze delle persone. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La scoperta scientifica negli ultimi cento anni ha fatto sì che a livello mondiale si registrasse un aumento dell’aspettativa di vita alla nascita che tra il 2000 e il 2016 è arrivata ad essere di 72 anni, in aumento di 5,5 anni rispetto all’inizio del terzo millennio e in fortissimo aumento rispetto all’età preindustriale, in cui l’aspettativa di vita era di 30 anni. Un bel passo avanti se si effettua una valutazione di impatto considerando dunque che dall’età pre-industriale ad oggi, l’uomo ha un’aspettativa di vita dalla nascita superiore di 42 anni rispetto alla prima. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa potrebbe essere una prima bella notizia, che tuttavia va analizzata anche alla luce della qualità della vita considerando anche che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in una recente statistica pubblicata nel 2019 ha evidenziato un aumento del numero degli anni vissuti dall’uomo in piena salute (Health Life Expectancy) passando da 58,5 anni registrati nel 2000 a 63,3 anni registrati nel 2016, con una prospettiva di vita maggiore per le donne rispetto agli uomini. Dunque, si tratta della seconda buona notizia che porta con sé anche un forte cambio dello stile di vita e dunque dei decessi, in particolare dei decessi in età infantile.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In effetti se le due positive notizie sembrano non mostrare “effetti collaterali” in realtà restano forti differenze a livello mondiale tra Paesi o Continenti più o meno industrializzati. I  bambini nati in Europa e negli Stati Uniti, hanno una maggiore possibilità di vita di quelli che nascono in Paesi come l’Africa centrale e l’Asia sud-occidentale, Paesi in cui 1 bambino su 15 muore prima dei 5 anni. In questi Paesi a basso reddito, tra l’altro, sono ancora molto elevate le morti delle donne durante la maternità. </span></p>
<p><b>La copertura sanitaria universale </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Raggiungere una Copertura Sanitaria Universale, conosciuta come UHC, compresa la protezione dai rischi finanziari, l&#8217;accesso a servizi sanitari essenziali di qualità e l&#8217;accesso a medicinali e vaccini essenziali, sicuri, efficaci, di qualità e convenienti per tutti” è il target 3.8 dell’Agenda 2030. Diventa dunque sempre più necessario, se non indispensabile, investire per rafforzare gli interi sistemi sanitari proprio sotto l’aspetto del potenziamento del finanziamento che impatta direttamente con il miglioramento della governance a livello mondiale nonché dell’organizzazione della forza lavoro stessa del sistema sanitario oltre che sul sistema di erogazione dei servizi e su quelli di informazione sanitaria e di fornitura di medicinali ovvero di tutti i prodotti necessari in ambito sanitario. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La nascita del concetto di copertura sanitaria universale è datato 2012 attribuibile alla Risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite dedicata a </span><i><span style="font-weight: 400;">Global Health and Foreign Policy</span></i><span style="font-weight: 400;"> nella quale è stato riconosciuto il fondamentale ruolo della salute nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo internazionale invitando la società civile e le organizzazioni internazionali a includere la copertura sanitaria universale nell&#8217;agenda internazionale per lo sviluppo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In tali termini, dunque, è stato riconosciuto che la salute delle persone e dunque dell’umanità è un&#8217;importante questione politica trasversale che deve avere un ruolo centrale nell&#8217;agenda internazionale, in quanto è una condizione preliminare, un risultato e un indicatore di tutte e tre le dimensioni (sociale, ambientale ed economica) dello sviluppo sostenibile. La risoluzione ha invitato quindi gli Stati membri ad adottare un approccio multisettoriale e a lavorare sui determinanti temi sociali, ambientali ed economici della salute, al fine di ridurre le disuguaglianze e consentire lo sviluppo sostenibile. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Ma il goal 3 dell’Agenda 2030 sarà effettivamente realizzabile?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Probabilmente sarà un compito difficile tenuto conto che nonostante i progressi degli ultimi anni sul miglioramento del livello di salute a livello mondiale di milioni di persone alcuni ambiti specifici risultano ancora molto compromessi creando grandi preoccupazioni come ad esempio debellare le malattie infettive che ancora oggi mietono morti in età infantile come la malaria e la tubercolosi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I temi da affrontare sulla possibile riuscita o successo del goal 3 dell’Agenda 2030 da una analisi risultano avere un impatto economico. Infatti è la disuguaglianza economica che priva, purtroppo tantissime persone all’accesso dei servizi sanitari essenziali e ciò significa che queste vengono relegate in uno stato di totale privazione. È comunque tutto collegato alla povertà in generale che sovrasta il Paese di appartenenza di queste tantissime persone che in primis soffrono la mancanza di cibo e di malnutrizione che ovviamente incidono sulla salute e sul benessere. Ma allo stesso tempo è necessario considerare come elemento essenziale per il raggiungimento degli obiettivi la previsione di una forte copertura finanziaria da un lato e una forte copertura di assistenza medica dall’altro. Entrambe soddisferanno i bisogni legati alla salute delle persone più fragili. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Universalità, globalità, gratuità, rappresentano le tre dimensioni da tenere in forte considerazione per la nostra analisi sull’effettiva implementazione di un sistema sanitario sostenibile a livello mondiale. In questi termini si pone, per l’appunto, l’analisi tenuto conto che un sistema sanitario ideale dovrebbe essere già di per se in grado di raggiungere tutta la popolazione presente attraverso l’estensione della copertura sanitaria in primis a chi ne è escluso (universalità) garantendo servizi e prestazioni indispensabili e necessarie (globalità) senza caricare la popolazione che usufruisce dei servizi di ulteriori costi diretti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È evidente che per offrire una copertura sanitaria universale, soprattutto in questo determinato momento storico, i Paesi ricchi dovrebbero lavorare molto, ma in maniera collettiva e non individuale, attuando sia dei compromessi sia delle scelte politiche comuni. Tutti Paesi coinvolti, dovrebbero esaminare concretamente ciascuna delle tre dimensioni in modo da poter valutare in maniera puntuale come adattare al meglio i contesti finanziari, organizzativi e politici che consentano alle popolazioni mondiali di fruire della copertura sanitaria universale, che si può ottenere soltanto con l’applicazione delle riforme e il finanziamento dei sistemi sanitari in modo da aumentare i fondi disponibili per la salute e dunque per le popolazioni ma allo stesso tempo, migliorare l’efficienza e la qualità dei servizi offerti. Insieme, dunque creare un grande fondo comune che possa finanziare il sistema sanitario dei Paesi poveri cominciando proprio dalla base: finanziamento dei medici e della medicina di base. Le grandi multinazionali del farmaco potrebbero essere seriamente coinvolte attraverso una ridistribuzione di una parte dei propri utili sia attraverso il finanziamento dei medici e dunque dell’assistenza medica sia attraverso la fornitura dei medicinali che come sappiamo talvolta vanno gettati perché prossimi alla scadenza. Un grande fondo che i Paesi ricchi mettono a disposizione dei Paesi poveri che potrebbe essere finanziato attraverso lo stesso meccanismo che l’Italia utilizza per il finanziamento del Terzo Settore: una quota di imposta sui redditi delle persone fisiche che il contribuente, secondo principi di sussidiarietà fiscale, può destinare anche per la copertura sanitaria universale. Una sorta di cinque per mille destinato ai Paesi poveri. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Molte sono le organizzazioni internazionali che contribuiscono soprattutto in Paesi depressi all’assistenza sanitaria ma è chiaro che non è possibile pensare che le stesse organizzazioni internazionali possano risolvere in problema e far raggiungere i risultati attesi dall’Agenda 2030. Se pensiamo addirittura all’organizzazione Rotary Club International, tanto per citarne una, che da oltre 35 anni si impegna all’eradicazione della Polio. Per fare ciò, si è costituito come fondatore della </span><i><span style="font-weight: 400;">Global Polio Eradication Initiative</span></i><span style="font-weight: 400;">, vaccinando i primi bambini delle Filippine nel 1979. Da allora ad oggi i risultati sono stati eccellenti avendo ridotto la poliomielite, cioè una malattia paralizzante che potenzialmente può portare al decesso e che colpisce soprattutto i bambini di età inferiore a 5 anni, del 99,9% nei Paesi poveri. Ad oggi la polio è rimasta in maniera endemica solo in Afghanistan e Pakistan. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se ci riflettiamo bene, l’Italia, il nostro Paese, è da anni foriero di questa locuzione “copertura sanitaria universale” essendo la nostra sanità pubblica accessibile a tutti, nonostante le varie vicende di cattiva amministrazione. Il Servizio sanitario nazionale (SSN) italiano è un sistema di strutture e servizi che hanno lo scopo di garantire a tutti i cittadini, in condizioni di uguaglianza, l’accesso universale all’erogazione equa delle prestazioni sanitarie, in attuazione dell’art.32 della Costituzione. Il nostro sistema sanitario è già stato pensato, dunque, in termini di “copertura sanitaria universale” basandosi l’accesso su tre principi fondamentali: Universalità, Uguaglianza, Equità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Rimettere le persone al centro garantendo servizi sanitari universali che significa in primo luogo investire nell’assistenza primaria delle popolazioni, delle persone ricreando, in Italia, e creando anche nei Paesi maggiormente depressi e oggetto dell’analisi, la medicina di base che radicata sul territorio (qualsiasi) garantisce il trattamento delle principali patologie o sintomi comuni. Solo implementando un sistema che parta dalla base sarà possibile raggiungere, globalmente, il target dell’Agenda 2030. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Donatella Carriera</span></p>
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